sabato 4 marzo 2017

Matteo 13:33:La parabola del lievito.

Matteo 13:33:La parabola del lievito.    
Qualcuno disse: “L'unico regno che prevarrà in questo mondo è il regno che non è di questo mondo”.
Ci sono regni che non esistono più, altri che non esisteranno più, ma quello dei Cieli è eterno (Daniele 7:14; Apocalisse 11:15).

Gesù illustrava il Suo insegnamento dalle scene e attività della vita quotidiana come questa parabola presa dalla cucina di una casa normale, la parabola del lievito.
Gesù con questa parabola descrive la presenza e la crescita del regno dei Cieli, come le piccole cose, ovviamente per la potenza di Dio, possono avere effetti di vasta portata.


I IL LIEVITO È PRESENTE. 
Quindi il regno dei Cieli è presente.

Il lievito (zumē) era un ingrediente comune e importante nelle famiglie palestinesi, era usato per fare il pane, del resto come anche oggi.

Oggi esistono due tipi principali di lieviti: lieviti naturali (lievito di birra, pasta acida o lievito madre, kefir), e lieviti chimici (acido tartarico, cremor tartaro, bicarbonato d'ammonio o di sodio ecc.).

Il lievito di cui parla Gesù era quello naturale, cioè un impasto fermentato.

Gli antichi non sapevano che il lievito fosse un fungo, ma erano consapevoli che qualcosa nel lievito era vivo, riproduceva e moltiplicava. 

Vediamo due caratteristiche del lievito presente:
A) Il lievito è segreto.
“Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata”.

“Nasconde” (enekrupsen – aoristo indicativo attivo) indica mettere qualcosa all’interno di un’altra cosa, quindi mescolare una cosa con un’altra (cfr. Luca 13:20-21).
La donna mette il lievito mescolato nella farina, e quindi non è più visibile.

“Nasconde” indica segreto, non evidente, quindi il regno dei Cieli, non è da prime pagine dei giornali, non è l'argomento principale riportato nelle notizie alla radio e alla televisione.

Il regno dei Cieli non attira l’interesse della massa! 
Non è stato inaugurato in modo fastoso e solenne, ma in modo celato, segreto.

La parola di Dio opera in un modo segreto, riservato, e questo avviene per la potenza dello Spirito Santo che rigenera la parte interiore di una persona e inizia a vivere secondo la volontà di Dio (Ezechiele 11:18-20; 36:26-27; Giovanni 3:5-8; Tito 3:5-7).

La seconda caratteristica è:
B) Il lievito si spande.
“Al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata”.

Il regno dei Cieli, allora è simile all'azione di lievito!

Vediamo la notevole pervasività di un piccolo agente (il lievito) che permea completamente tutta la pasta. 

Tre misure di farina (Genesi 18:6) è un quantitativo enorme, equivale a una cinquantina di chili. 
Questo non è un evento quotidiano, ma un banchetto, che darebbe da mangiare a 100-150 persone. 

Quindi Gesù sta dicendo che una quantità insignificante di lievito che pervade tutta la farina di cinquanta chili la trasforma in una pasta che può sfamare un intero villaggio!!!!

Questo oltrepassa i limiti della realtà, è un’esagerazione: nessuna casalinga impasta una quantità così enorme di farina, e questo per indicare che sono realtà che si riferiscono alla potenza di Dio.

Come con la parabola precedente del granel di senapa, non viene fornita alcuna spiegazione, ma viene messo in evidenza la piccolezza della presenza del lievito nascosto che pervade tutta la farina.
La capacità di una piccola quantità di lievito che pervade una grande quantità di impasto è intrinsecamente impressionante!!

Il lievito non cresce, esso permea; e il suo effetto è inevitabile, nonostante la piccola quantità utilizzata.

Ora come il lievito da Gesù in poi (il Regno dei cieli in Matteo è il regno di Dio, inaugurato attraverso le parole e le opere di Gesù e sarà completato al suo ritorno) i cristiani devono espandersi in tutto il mondo con la predicazione del Regno di Dio, con la predicazione del Vangelo.

I cristiani non appartengono a questo mondo, ma vivono nel mondo per il progresso del regno di Dio (Giovanni 17:14-16). 

Uno degli scopi della chiesa è quello di andare in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura (Marco 16:15).

Vediamo ancora:
II IL LIEVITO È INFLUENTE. 
Questa parabola indica che il regno dei Cieli è influente.
Viene messo in evidenza le misteriose forze della vita, che nel buon proposito di Dio agiscono nei processi naturali. 

Le parabole del granello di senape e del lievito rivelano la natura del regno dei Cieli. 
C’è chi ha pensato che c’è una differenza tra questa parabola e quella del granel di senape: il seme di senape suggerisce una crescita estensiva, quella del lievito la trasformazione intensiva.

Il granello di senape sottolinea un inizio poco appariscente del regno dei Cieli con la sua crescita in grandezza, mentre il lievito suggerisce la sua pervasione poco appariscente e la trasformazione. 

Nonostante gli inizi insignificanti, il regno dei cieli si diffonderà in tutto il mondo e alla fine produrrà la grandezza profetizzata.

Quindi vediamo che:
A) Le piccole cose possono avere una grande influenza.
Il punto di questa parabola è che le piccole cose possono avere una grande influenza, un piccolo pezzo di pasta lievitata può permeare un grosso pezzo di pasta non lievitata e farla lievitare! 

Anche se non ci viene detto quanto lievito è stato utilizzato, il punto è che un po' di lievito ha un grande effetto come sottolineato dalla quantità di farina utilizzata che sfamerebbe un piccolo villaggio!

Una piccola quantità di lievito mischiata con la farina, apparentemente insignificante e invisibile, ha un impatto straordinario, trasforma l'impasto in un modo che diventerà gradualmente evidente.

Così crediamo che il lievito qui mostra l'ampia diffusione influente del regno di Dio.

Il potere del regno dei Cieli è grande, di gran lunga superiore alla sua dimensione iniziale. 
La più piccola parte del regno che viene inserita nel mondo ha una grande influenza perché contiene la forza dello Spirito di Dio e della Parola di Dio. 

Dio, con una manciata di credenti, totalmente deboli e incapaci in se stessi, hanno messo sottosopra il mondo!! (Atti 17:6).

Il regno dei Cieli si spanderà nonostante l'opposizione di Satana e si diffonderà e influenzerà il mondo intero nel nome di Gesù, come vediamo dal libro degli Atti in poi fino ai nostri giorni.

Il lievito era ma una piccola quantità, ma nel tempo ha cambiato la grande quantità di farina. 

Come la parabola precedente questo mette in evidenza il contrasto e la continuità tra i piccoli inizi del regno e il suo grande compimento.

Il piccolo gruppo di discepoli odiati e disprezzati (Giovanni 15:18; Atti 4:13), come un piccolo pezzo di lievito ha avuto il suo grande effetto su una grande massa di farina, un grande effetto in tutto il mondo. 

Quindi, il regno dei cieli è inizialmente insignificante, ma è pervasiva con un grande effetto nel salvare le persone!!

Quindi:
B) Le piccole cose hanno un’influenza positiva.
Siccome altrove nella Bibbia il lievito è un simbolo negativo (Esodo 12:8,15-20; Matteo 16:6; Marco 8:15; Luca 12:1;1 Corinzi 5:6-8; Galati 5:9), alcuni commentatori hanno interpretato il lievito come un’immagine negativa, come il male che corrompe.
Quindi il lievito è il male, l’incredulità e l’ingiustizia pervaderanno la chiesa che diventerà completamente corrotta secondo questa interpretazione.

C’è da dire, però, che non sempre il lievito ha un simbolo negativo nella Bibbia (Cfr. Levitico 7:13-14; 23:17).

Non sempre la stessa illustrazione ha lo stesso significato, per esempio “il serpente” è generalmente associato come simbolo del male (Genesi 3:13; Salmo 58:4; 140:3; Proverbi 23:32; Isaia 27:1; Matteo 23:33; 2 Corinzi 11:3; Apocalisse 12:9,14, 15; 20:2), ma è anche associato a qualcosa di positivo di Gesù, della salvezza che reca (Numeri 21:8, cfr. Giovanni 3:14); così anche Matteo 10:16, ci esorta a essere “Prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”.

Ancora Gesù è simboleggiato come il Leone (Apocalisse 5:5) e lo è anche il diavolo (1 Pietro 5:8).

Una tradizione rabbinica definiva il lievito in modo favorevole. Un rabbino ha scritto: “Grande è la pace, nel senso che la pace è a terra come lievito è alla pasta". 

Quando una ragazza ebrea si sposava, la madre dava un piccolo pezzo di pasta lievitata prima del suo matrimonio. Da quel piccolo dono di lievito la sposa cuoceva il pane per la sua famiglia durante la sua vita coniugale. 
Quel dono, semplice era tra i più cari che la sposa riceveva, perché rappresentava l'amore e la beatitudine della casa in cui è cresciuta e che sarebbe stato portato nella casa dove andava ad abitare.

Comunque se Gesù qui pensava al lievito in modo come pensava il Suo uditorio, cioè come a qualcosa di negativo, potrebbe essere possibile che abbia usata quest’illustrazione per colpire l’uditorio e attirare la loro attenzione.

Ma con l’immagine del lievito, Gesù vuole unicamente descrivere il potere inevitabile del regno dei Cieli, che sebbene nel presente è nascosto, si sta diffondendo e sta influenzando e trasformerà definitivamente tutta la creazione, come appunto il lievito fa con la farina!

Quando il regno dei Cieli si riflette fedelmente nella vita dei credenti, la sua influenza nel mondo è sia pervasiva e positiva!! 

È il potere del regno di Dio attivo all'interno di un credente che rende la sua testimonianza efficace, e quindi è l'influenza positiva sul mondo che i cristiani devono ricercare con le opere e la predicazione del Vangelo (Matteo 5:13-16; Tito 2:14).

Infine vediamo:
III IL LIEVITO È TRIONFANTE. 
Il regno dei Cieli alla fine trionferà!

“Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata”.

Prima di tutto vediamo:
A) Il regno dei Cieli in Gesù.
In Matteo troviamo raramente il "Regno di Dio" (Matteo 12:28; 19:24; 21:31, 43), mentre "Regno dei Cieli" si verifica trentadue volte. 

“Regno di Dio” e “Regno dei cieli” sono sinonimi (cfr. Matteo 19:23-24; Matteo 13:31 con Marco 4:30; Matteo 19:14 con Marco 10:15 e Luca 18:17; Matteo 19: 23-24 con Marco 10:23-25).
La terminologia di Matteo è probabilmente dovuta all’ associazione di cielo come regno di Dio e quindi con Dio stesso (cfr. Daniele 2:18-19, 28, 37, 44; 4:4-35, 37; 5:23; 12:7). 
La preferenza di Matteo nel dire “dei Cieli”, una forma più tipicamente ebraica, è dovuta per il rispetto per il nome di Dio che aveva la comunità ebraica a cui scrisse Matteo e che non voleva offendere.

In generale, il “Regno dei Cieli” si riferisce alla vicinanza, o alla presenza di Dio nella persona, opere e insegnamento di Gesù (Matteo 3:2; 4:17; 10:7; 11:12; cfr. 12:28).

Il Regno di Dio è nella persona di Gesù e nel Suo ministero (Matteo 12:28; Luca 11:20; 17:21).

In Marco 1:21 leggiamo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo”. (cfr. Matteo 3:2; 4:17).

“Vicino” (ēngiken, perfetto indicativo attivo) è usato nella LXX, la traduzione greca dell’Antico Testamento (Isaia 46:13; Isaia 51:5; Isaia 56:1), per esprimere la vicinanza dell'azione salvifica di Dio. 

“Vicino” si riferisce anche a una vicinanza spaziale (Matteo 12:28; Luca 11:20; 17:21; Cfr. Luca 4:21; Marco 10:14-15; 12:34), in questo senso si riferisce a Gesù Cristo, in Lui il Regno di Dio si manifesta.

Nelle azioni di Gesù, il regno di Dio ha invaso questo mondo, è presente fra gli uomini. 
Benché la venuta del regno resta futuro, Dio lo manifesta nella persona e ministero di Suo Figlio nel presente. 
Il Figlio è già presente tra il popolo del Patto e attraverso di Lui l'atto sovrano di Dio nel redimere il Suo popolo è iniziato. 
Il regno è fatto vicino, spazialmente nella persona di Gesù, che incarna il regno in modo velato e temporalmente perché è l'unico evento che ha luogo prima della fine. (Lane).

Nella persona di Gesù gli uomini si confrontano con il Regno di Dio nella Sua vicinanza. 
Il Regno è venuto con Gesù, con la Sua predicazione, con i Suoi miracoli, con la Sua morte e risurrezione, e verrà alla fine dei tempi, quando Lui ritornerà. 
Il Suo ministero dimostrerà e ha dimostrato in che modo Dio è sovrano. 

Quindi il Regno di Dio (Marco 1:15) si è avvicinato spazialmente (nella persona di Gesù) e temporalmente (in quanto inaugura gli eventi della fine), come confermato dal fatto che il tempo è compiuto. 

Il Regno di Dio è effettivamente venuto nella storia, anche se stiamo ancora in attesa della Sua completa realizzazione. 
Ma l’enfasi comunque è sul fatto che Dio regna attivamente!!! Domina sopra i peccati, sulle malattie e sopra i poteri ostili!!    

B) Il regno dei Cieli nel presente.
Anche nel suo nascondimento, la gente deve prendere una decisione di riceverlo, o di rifiutarlo una volta che Dio si rivela attraverso la predicazione del Suo messaggero, e la Sua manifestazione futura, rende la scelta attuale con la massima urgenza. 

Far parte del Regno di Dio significa essere salvati (Matteo 25:34; Marco 10:14-15,25-26; Giovanni 3:3,5). 
Entrano, o faranno parte del regno dei Cieli solo coloro che assomigliano ai bambini, quindi umiltà (Marco 10:14-15) e difficilmente i ricchi vi entreranno (Matteo 18:3-4; 19,14; Marco 10:23-25); richiede la nuova nascita (Giovanni 3:3-5); la fede e il ravvedimento (Matteo 4:17; Marco 1:15; Atti 20:21).

Il regno di Dio è l’autorità, l’iniziativa e l’azione di Dio, che entra nella storia dell’uomo per attuare la Sua storia di redenzione; Dio viene ed entra nella storia per salvare l’uomo. 

C) Il regno dei Cieli nel futuro.
La Bibbia parla di un Regno di Dio futuro (Matteo 5:19; 6:10; 7:21-22; 8:11; 20:21; 25:34; 26:29; Marco 9:1,47; 13:1-37; 14:25; Luca 22:18; cfr. Giacomo 5:8; 1 Pietro 4:7) in cui non sarà più nascosto (Isaia 45:22-23; Zaccaria 14:9).

Il lievito presente, che si diffonde ha l’influenza, il potere di diffondersi in tutta la pasta, questo illustra bene l'influenza e la vittoria finale del regno di Dio: questa è una profezia che il regno di Dio sarà definitivamente vittorioso!

Certo nel periodo in cui Gesù disse questa parabola, e dalle persecuzioni che hanno dovuto affrontare da sempre i cristiani, gli scandali, le divisioni, l’incredulità l’indifferenza e così via, non sembra che il regno di Dio sia così vittorioso!

Un giorno Gesù ritornerà allora il regno di Dio sarà evidente e farà giustizia, giudicherà i ribelli e la conoscenza del Signore riempirà la terra (Luca 17: 25-30; 18: 8; 2 Tessalonicesi 1:7-10; 2:8; Isaia 11:9). 

CONCLUSIONE
Quali insegnamenti possiamo trarre da questa parabola?

In primo luogo noi troviamo un: 
A) Contrasto netto.
Secondo la mentalità orientale, si prende in considerazione lo stato iniziale e quello finale; secondo questa mentalità la cosa sorprendente è il succedersi di due condizioni diametralmente opposte.

C’è un contrasto tra la realtà attuale e il destino ultimo del regno.
Il contrasto tra la piccola quantità del lievito e la grande quantità del suo prodotto, un po' simile al seme di senape piccolo con un grande effetto, una cosa apparentemente insignificante cresce in grandezza.
Ciò che è umile ora sarà poi glorioso!!

Secondo lo studioso Joaqchim Jeremias riguardo queste due parabole dice “Questo è il loro senso: dagli inizi così meschini, da qualcosa che agli occhi degli uomini è nulla, Dio dà origine al suo imponente dominio regale, che abbraccerà tutti i popoli della terra”.

Agli inizi insignificanti e nascosti seguirà un risultato finale trionfale!

In secondo luogo noi vediamo una: 
B) Crescita coperta.
Siamo tentati a cercare tracce visibili della crescita del regno, dovrebbe vedersi l’effetto del lievito, questo è vero, e in una certa misura la lievitazione si può vedere progresivamente, ma dobbiamo sempre pensare che come il lievito agisce non è evidente, così lo è il regno di dei Cieli.

Non dobbiamo pensare che il regno dei Cieli diventi popolare, e non dobbiamo aspirare a questo, solo con l'arrivo del Figlio dell'uomo il regno sarà stabilito in potere visibile e gloria.

Gesù non nega la grandezza e la gloria che il regno in ultima analisi, manifesterà, ma vuole sottolineare che il regno è in una forma nascosta e poco appariscente che opera certamente nel cuore di chi gli appartiene trasformandoli, facendole nuove persone e non sono più schiave del peccato (1 Corinzi 6:9-10; 2 Corinzi 5:17; Giovanni 8:31-34).

In terzo luogo la:
C) Crescita continua.
Come il lievito il regno continuerà a crescere. 
La sua crescita non può essere subito e definitivamente percettibile come l'influenza di lievito in una pagnotta di pane, ma alla fine, a “lievitazione finita”, sarà diffusa su tutta la terra. 

Dio, oggi sta lavorando attraverso la chiesa per diffondere il Suo regno fino a quando Gesù non ritornerà, anche se non vediamo grandi risultati.

Dobbiamo riconoscere che Dio è ancora in controllo, e anche se il male aumenterà, il regno continuerà a crescere in ogni successiva generazione fino a quando Gesù non ritornerà (Matteo 25:31,34; 1 Corinzi 15:24; 2 Timoteo 4:18; Apocalisse 11:15; 12:10).

Dio è attivo nella crescita del regno (per esempio Atti 2:47); Gesù edifica la chiesa e il diavolo non vincerà (Matteo 16:18).

Il regno di Cristo si diffonderà sulla terra a poco a poco, sempre di fino alla fine dei tempi in cui verrà rimosso tutto il male e la giustizia regnerà nel cielo e sulla terra.

Infine vediamo:
D) Il conforto della parabola.
Perché Gesù disse questa parabola?
(1) La parabola è d’incoraggiamento.
La consapevolezza che Dio sta operando e lo farà fino a quando poi in modo visibile instaurerà il Suo regno in futuro, rinnova la nostra speranza e c’incoraggia!

Probabilmente vi era qualche dubbio riguardo la missione di Gesù nei Suoi contemporanei. 
Gli inizi insignificanti del regno di Dio non era molto credibile.
Alcuni si aspettavano una manifestazione più grande e potente, non si aspettavano un inizio del regno di Dio così misero secondo loro, con una schiera di discepoli popolani e senza istruzione.
Gesù afferma che da questa schiera di persone di poco conto, Dio per la Sua potenza e grazia sovrana farà un grande popolo che abbraccerà tutte le nazioni!

(2) I discepoli sono coinvolti alla crescita del regno, quindi sono importanti con le loro opere e testimonianza (per esempio Matteo 5:13-16; 28:18-20). 
La parabola è d’incoraggiamento per tutti i cristiani, cioè per tutti i discepoli di Gesù.

Molte volte si può essere scoraggiati nel non vedere risultati in termini di crescita, o conversioni.
L'evangelizzazione e altre opere della chiesa per la crescita del regno di Dio, spesso sembrano avere scarso effetto immediato, o evidente.

Arland J. Hultgren scrive: “ Coloro che si sono impegnati a seguire Gesù possono legittimamente domandarsi se i loro sforzi in opere e testimonianza abbiano qualche rilievo nel mondo. In generale tutto procede di consueto. Nonostante vi siano secondo i parametri mondani alcuni segni di ‘successo’, realizzati da personalità eminenti, è più probabile che i discepoli di Gesù si sentano frustrati e si chiedano perché ottengano una risposta così modesta”.

Occorre avere pazienza nel vedere il regno di Dio in tutta la sua gloria, il modo di agire di Dio non è di esibire, sfoggiare, ciò che conta è il successo definitivo finale!! 
Il regno dei Cieli in modo visibile, completo e definitivo sarà in futuro al ritorno di Gesù Cristo!

(3) La parabola ci spinge a continuare ad avere fiducia in Dio.
Il regno di Dio non è evidente, è nascosto, è celato, dobbiamo avere fiducia che si manifesterà in modo palese e definitivo nella sua pienezza.

Arland J. Hultgren scrive: “ Sull’ interpretazione essenziale della parabola si concorda ampiamente: il regno di Dio, sebbene celato, è una forza irresistibile cui egli ha dato inizio, che avrà il suo corso e trasformerà tutta la creazione; per quanto possa sembrare nascosto, anzi lo sia, si può aver fiducia nella volontà e nel potere divini di realizzarlo”.

L'opera di Gesù Cristo non fallirà, e anche se l’opera Sua non è popolare, ci sarà la Sua vittoria finale del Regno di Dio.

Per molti ai suoi tempi, la croce sembrava dire che Gesù fosse stato sconfitto, ma così non era (Colossesi 2:15). 

Questa parabola non insegna che i tempi e le generazioni diventeranno sempre meglio, non sta parlando del progresso etico, la nostra epoca è e continuerà a diventare più corrotta ogni giorno, ma il regno di Dio è diretto verso la vittoria!

Noi possiamo essere certi anche che l’opera di Gesù Cristo nel cuore di chi appartiene al Suo regno la porterà a compimento fino al Suo ritorno (cfr. Filippesi 1:6; 1 Giovanni 3:2).