martedì 21 aprile 2015

Dio è giusto!

Dio è giusto!
Ci sono persone che credono difficile che Dio esista e altre che hanno dubbi nel credere che esista un Dio giusto, questo perché secondo loro nel mondo ci sono tante ingiustizie, ineguaglianze e tragedie di ogni genere.
Ma la Bibbia afferma più volte che Dio è giusto.
Per esempio in Esdra 9:15 è scritto: “SIGNORE, Dio d'Israele, tu sei giusto”. (Salmo 11:7; 116:5 119:137; 145:17; Isaia 45:21; Geremia 12:1; Sofonia 3:5; Giovanni 17:25).
Se mentre la giustizia dell’uomo può variare con il tempo, spesso la modificano adattandolo al tempo in cui vivono, quella di Dio è eterna (Salmo 111:3; 112:3,9; 119:142,160; Isaia 51:8) e quindi immutabile.
Riguardo Dio vi è una giustizia:

I INTERNA:CARATTERE ESISTENZIALE MORALE.
Giusto significa che:
A) Dio è perfettamente quello che deve essere. 
Dio non può essere diversamente, non può essere ingiusto, perché Dio è santo (Isaia 6:3) e perfetto (Matteo 5:48).
La giustizia di Dio può essere vista come una manifestazione della santità di Dio in rapporto agli uomini, ed essendo perfetto (teleios) indica che Dio ha tutte le qualità morali, e quindi non ha difetti, in lui non ci sono limitazioni, non gli manca nulla, è completo, quindi è anche giusto!
Come quando nasce un bambino, si dice che è perfetto perché ha tutti gli organi funzionanti: cuore, reni, braccia, gambe e così via; se gli mancasse un organo non sarebbe completo, perfetto, così Dio è perfetto in quanto non gli manca nulla per essere proprio Dio, quindi anche la giustizia.
B) Dio è il parametro di se stesso.
Nel Salmo 99:4 leggiamo: “Lodino la forza del Re che ama la giustizia (mishpāt); sei tu che hai stabilito il diritto (mêshārîm), che hai esercitato in Giacobbe il giudizio (mishpāt);  e la giustizia (ûsedaqâ)”. (Cfr. Salmo 11:7).
Noi leggiamo che Dio ama la giustizia (mishpāt) e questo perché Dio è giusto (Deuteronomio 32:4; Salmo 119:137; 145:17), è un Dio di giustizia (cfr. Salmo 97:2,6).
“Ama la giustizia” significa che Dio si compiace di usare il suo potere regale per fare ciò che è giusto, pertanto non lo possiamo accusare per come sta governando il mondo! (cfr. Salmo 9:8; 50:4-6; 51: 4; 96:10, 13; 98: 9).
La giustizia di Dio significa che Dio è del tutto corretto e giusto in tutti i suoi rapporti con l'umanità.
La giustizia (mishpāt) è l’orientamento della sua volontà, questo viene da ciò che Lui è, dal suo carattere (Giobbe 34:17; Geremia 12:1; Sofonia 3:5).
Lo standard che Dio offre e al quale è conforme non è esterno a Lui, ma è proprio la Sua essenza.
Dio agisce secondo uno standard interno a se stesso, perfetto, di giusto e sbagliato; tutte le sue azioni sono entro i limiti di tale standard.
“Giustizia” (ûsedaqâ) significa che Dio agisce sempre in conformità con quello che è giusto ed Egli stesso è il livello finale, o il criterio ultimo di quello che è giusto.
Il metro di misura della giustizia di Dio è Dio stesso!
Le regole della Sua giustizia sono proprie; è Lui che definisce i principi corretti! 
Vi è quindi, anche una giustizia:
II ESTERNA: CONDOTTA.
In Deuteronomio 32:4 leggiamo: “Egli è la rocca, l'opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia (mishpāt). È un Dio fedele e senza iniquità. Egli è giusto (saddîq) e retto”. (Salmo 145:17; )
Dio è infinitamente giusto nella sua persona e nella sua relazione con le sue creature; non può decretare una legge ingiusta (Salmo 19:9; 119:137-138), o compiere una qualunque azione che non sia perfettamente buona e santa (Daniele 9:14; cfr. Salmo 145:17; Geremia 9:24). 
Se potesse agire scorrettamente, egli agirebbe pertanto contro la sua natura e questo sarebbe assurdo.
Nella giustizia di Dio vediamo la:
A) Condotta normativa: potere legislativo. 
Dio rivela i suoi standard di giustizia a noi attraverso i suoi atti, ma soprattutto attraverso la sua legge rivelata e agisce secondo la sua legge. 
La sua legge non è arbitraria, ma si basa sulla sua stessa natura. 
 “Poiché il SIGNORE è il nostro giudice, il SIGNORE è il nostro legislatore, il SIGNORE è il nostro re, egli è colui che ci salva” dice Isaia 33:22 (cfr. Giacomo 4:12). 
Dio ha instituito delle regole morali nel mondo e ha imposto delle leggi giuste all'uomo (Deuteronomio 4:8). 
Queste leggi sono sante, buone e giuste (cfr. Romani 7:7-12).
Dio essendo giusto fa le cose sono giuste, quindi anche le sue leggi (Deuteronomio 4:8; Salmo 19:7-9; 119:138, 142, Isaia 42:21).
La giustizia è la perfetta aderenza alla legge, o la conformità a uno standard, o norma. Dio stesso è la norma che egli non viola mai. 
La legge morale è radicata nella stessa natura di Dio; lo standard finale della legge è la natura stessa di Dio.
Egli non è sottomesso a una legge, ma non è senza legge, perché è in se stesso ciò che è giusto!
La legge morale non è qualcosa di esterno a Lui, al di sopra di Lui, che ha autorità su di Lui. 
Non è nemmeno qualcosa che ha creato e che può cambiare, ma il suo livello morale, è semplicemente se stesso, la sua persona, la sua natura. 
I suoi atti e la Sua legge sono giusti perché è un Dio giusto. 
“Giustizia” (mishpāt) si riferisce alle leggi, o istruzioni divine che vanno obbedite!
Dio ha dato delle leggi affinché potessero essere obbedite.
Per esempio in Esodo 15:25-26 leggiamo: “Egli gridò al SIGNORE; e il SIGNORE gli mostrò un legno. Mosè lo gettò nell'acqua, e l'acqua divenne dolce. È lì che il SIGNORE diede al popolo una legge e una prescrizione, e lo mise alla prova, dicendo: ‘Se tu ascolti attentamente la voce del SIGNORE che è il tuo Dio, e fai ciò che è giusto agli occhi suoi, porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono il SIGNORE, colui che ti guarisce’”. 
(Esodo 21:23; 24:7; Deuteronomio 26:16-17; 2 Samuele 22:23; 1 Re 2:3; 6:12-13; cfr. Numeri 26:13; Deuteronomio 6:1,20; Malachia 3:22).
In base a queste leggi va amministrata la giustizia (Numeri 35:24; Ezechiele 44:24; 2 Cronache 19:10).
Nel Salmo 99:4 leggiamo: “Lodino la forza del Re che ama la giustizia (mishpāt); sei tu che hai stabilito il diritto (mêshārîm), che hai esercitato in Giacobbe il giudizio (mishpāt);  e la giustizia (ûsedaqâ)”. 
Dio è Colui che ha creato l’ordinamento di giustizia nel popolo d’Israele, e nella storia di questo popolo non solo ha stabilito la giustizia come ordine divino, ma la mette anche in esecuzione per il potere che ha.
Dio ha stabilito il diritto (mêshārîm), cioè la legge giusta ed equa (Salmo 33:5; 37:28).
La parola “diritto” (mêshārîm) viene da una parola (yāšar) che dà l’immagine di un pavimento, o di un terreno piano, a livello perfettamente spazzato, oppure alle zampe di un’animale che sono diritte, perfette (Ezechiele 1:7); le mucche che procedono diritte senza andare a destra o a sinistra (1 Samuele 6:12)
In senso traslato, dunque, eticamente parlando, diritto è essere a posto, in regola, giusto, retto, avere un comportamento onesto (Proverbi 21:8).
Dio è retto (yāšar -Deuteronomio 32:4; Salmo 92:16) dà all’uomo norme rette.
Il potere legislativo compete a Dio, leggi, decreti, prescrizioni sono espressione e comunicazione della volontà divina per guidare il comportamento umano, per guidare l’uomo a camminare rettamente (cfr. Proverbi 29:27).
Nella giustizia di Dio vediamo la:
B) Condotta distributiva: potere giuridico universale. 
Dio è il giusto governatore e il giusto giudice del mondo! Amministra ed esegue la Sua legge (2 Samuele 23:3-4; Neemia 9:33; Salmo 9:8; 48:10; 71:15-16; 96:13; 99:4; Isaia 26: 9; 45:21; Geremia 9:23-24; Romani 2:5, 2 Timoteo 4:8). 
Giustizia ed equità sono la base del suo trono (Salmo 97:1-2; cfr. Salmo 89:14).
Dio è imparziale e giusto nel giudizio (Romani 2:11; Efesini 6:9; Colossesi 3:25; 1 Pietro 1:17). 
La Sua giustizia ha un’estensione senza limiti, si estende su tutta la terra (Genesi 18:25; Salmo 67:4; 75:7; 82:8; 99:4; Ebrei 12:23).
Egli è il fautore dell'ordine morale del mondo, quindi esegue imparzialmente le sue leggi, governa le sue creature e le loro azioni con assoluta correttezza (Salmo 67:4).
Salmo 99:4 leggiamo: “Lodino la forza del Re che ama la giustizia (mishpāt); sei tu che hai stabilito il diritto (mêshārîm), che hai esercitato in Giacobbe il giudizio (mishpāt);  e la giustizia (ûsedaqâ)”. 
Dio, nel suo governo del mondo, fa sempre quello che è giusto.
Dio è il giudice, esercita il giudizio (mishpāt) e la giustizia (ûsedaqâ) nel senso che fa in modo che le sue leggi siano rispettate. 
“Giustizia” (mishpāt) viene da una parola (šāp̱aṭ) che descrive un’ampia serie di attività coinvolte nell’istituzione e nel mantenimento della giustizia da parte dei giudici, o del re, e quindi di Dio (Deuteronomio 16:18; 1 Re 3:28; Lamentazioni 3:59; Ezechiele 16:38; Zaccaria 7:9; 8:16).
“Giustizia” (mishpāt) si riferisce al processo giuridico (corte, caso, giudizio, verdetto, Giobbe 14:3; 22:4; 34:23; Salmo 143:2; Ecclesiaste 11:9; 12:14; Isaia 3:14; Numeri 35:12; Giosuè 20:6; Ezechiele 44:24; cfr. Deuteronomio 25:1; Isaia 40:27), o ad azioni autorevoli che sono necessarie per ripristinare e mantenere l’ordine e ai risultati di tali azioni (diritti difesa da giustizia).
Quindi esercitare la giustizia è legata al giudizio (mishpāt – Deuteronomio 16:18; 2 Samuele 15:2,4,6; 1 Re 3:28; Salmo 1:5; 9:8; 94:15; 119:84; 143:2; Ecclesiaste 3:16; Isaia 3:14; Malachia 3:5), o alla punizione (Esodo 6:6; 7:4; Isaia 34:5).
La giustizia (ûsedaqâ) di Dio vuol dire che Dio ha ragione in tutte le sue distribuzioni con l’umanità, agisce in modo perfetto secondo il Suo carattere e legge.
La giustizia distributiva è la rettitudine di Dio nell’esecuzione della Sua legge, sia in riferimento al bene e sia in riferimento al male. 
Si riferisce alla corretta distribuzione di premi e punizioni. 
Dio dà a ogni persona ciò che meritano, rende a ciascuno esattamente ciò che è dovuto; né più né meno!
In Romani 2:6 è scritto: “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere”. (Isaia 3:10-11; 1 Pietro 1:17).
Tutti i Suoi giudizi sono giusti, Dio giudica con giustizia (Salmo 9:8; 50:4-6; 51:4; 96:10,13; 98:9).
Quindi la giustizia distributiva di Dio si può dividere in:
(1) Rimunerativa, o positiva.
Questo significa che Dio ricompensa a chi obbedisce alla sua legge.
In Deuteronomio 7:9 leggiamo: “Riconosci dunque che il SIGNORE, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti”.
Paolo parlando del giusto giudizio di Dio in Romani 2:6-7 afferma: “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il bene cercano gloria, onore e immortalità”. (Vedi anche Deuteronomio 7:12-13; 2 Cronache 6:15; Salmo 58:11; 62:12; Proverbi 24:12; Matteo 25:21,34; 2 Corinzi 5:10; Ebrei 11:26; Giuda 6). 
Ma queste ricompense sono date da Dio, non perché le sue creature le meritino (Luca 17:10; 1 Corinzi 4:7), infatti, nessuno è degno di essere ricompensato, ma perché Dio ha promesso di premiare l'obbedienza (Deuteronomio 7:12-14; cfr. Salmo 58:11; Michea 7:20; Romani 2:7).
Queste ricompense sono un atto della grazia di Dio.
In secondo luogo vi è una giustizia:
(2) Retributiva, o negativa. 
Se la giustizia rimunerativa è l'espressione dell'amore divino, la giustizia retributiva è un’espressione dell’ira di Dio che castiga chi disobbedisce (Genesi 2:17; Deuteronomio 16:22; 27:26; Salmo 45:7; Proverbi 6:16; Geremia 44:4; Osea 9:15; Amos 5:12; Zaccaria 8:17; Galati 3:10; Romani 1:32; 6:23; Apocalisse 2:6). 
Deuteronomio 7:9-10 leggiamo: “Riconosci dunque che il SIGNORE, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti,  ma a quelli che lo odiano rende immediatamente ciò che si meritano, e li distrugge; non rinvia, ma rende immediatamente a chi lo odia ciò che si merita”.
In Romani 2:6-8 leggiamo: “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere:  vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il bene cercano gloria, onore e immortalità; ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire alla verità ubbidiscono all'ingiustizia”.
Ci sono almeno tre motivi per cui Dio punisce il peccato e il peccatore.
Il primo motivo è perché:
(1) Se Dio non punisse il peccato, sarebbe ingiusto! 
I giudizi di Dio sono veri e giusti! (Apocalisse 16:5:7; 19:2).
Poiché Dio è giusto, è giusto che punisca i malfattori perché ricevano la giusta pena dovuta per il loro peccato (Salmo 119:137; 129:4).
La giustizia retributiva è un attributo il cui esercizio è necessario nel caso in cui ci sia la trasgressione della legge morale. 
Dio punisce il peccato a causa dei principi della sua natura, perché la punizione è intrinsecamente corretta, mentre il peccato è intrinsecamente sbagliato e Dio lo ha in odio perché è santo.
Dio è così giusto e santo che è immutabilmente, obbligato e determinato ad assegnare un'adeguata e proporzionata punizione a ciascun peccato come giusto giudice che ama la giustizia! 
In Esodo 34:6-7 è scritto: “Il SIGNORE passò davanti a lui, e gridò: ‘Il SIGNORE! il SIGNORE! il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà,  che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l'iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!’” (Salmo 99:8; Naum 1:3).
In Romani 1:18 è scritto: "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia”. (cfr. Deuteronomio 27:26; Salmo 7:9; 129:4; Ezechiele 18:4; Romani 1:32; 6:23; 12:19; 2 Tessalonicesi 1:6,8-9; Galati 3:10). 
In un mondo senza peccato non ci sarebbe posto per l’esercizio della giustizia retributiva, ma in un mondo peccaminoso, è necessario.
Se la legge morale esprime la mente e l'intenzione del legislatore, quindi di Dio, la giustizia retributiva esprime effettivamente la sanzione minacciata nella legge. 
Dio non può fare una legge, stabilire una pena, e poi non perseguirla se la legge è disobbedita!
Quando la legge è violata, la pena deve essere inflitta!
In altre parole, la giustizia esige la punizione del peccatore! (Ezechiele 7:4, 9, 27; 8:18; 9:10).
Il secondo motivo è per cui Dio punisce il peccato e il peccatore è perché:
(2) Dio sostiene e promuove la giustizia.
La giustizia retributiva esprime l’odio, o l’indignazione, o la repulsione che Dio ha per il peccato (Isaia 6:3; Abacuc 1:13, Efesini 2:1-3), è la rivelazione che Dio respinge ciò che ingiusto e principalmente sostiene e promuove ciò che è giusto, santo, buono, e glorioso secondo la Sua natura!
Infine il terzo motivo è per cui Dio punisce il peccato e il peccatore è perché:
(3) La punizione può servire come scopo secondario di riforma, o di deterrenza a non peccare (Atti 5:1-6; 1 Timoteo 5:20).
Dio attraverso i giudizi ci fa capire che per Lui il peccato è una cosa seria!

Dio è giusto, la sua giustizia è attiva, non è indifferente, tiene conto delle azioni degli uomini!
Come dicevo prima, la giustizia retributiva è un’espressione dell’ira di Dio, una giusta e attiva indignazione, dispiacere e ostilità nei confronti del peccato, ed è manifestata nei giusti giudizi terribili sui peccatori nella vita presente (cfr. Efesini 2:3; Giovanni 3:36; Atti 5:1-6;Romani 9:22; 1 Corinzi 11:30-34; Osea 5:10).
Ma ci sarà una manifestazione finale dell'ira di Dio alla fine dei tempi.
Alla fine dei tempi “i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere  che sono in essa saranno bruciate” (2 Pietro 3:10). 
Allora i malvagi saranno gettati nell'inferno “dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne” (Marco 9:48; con il diavolo (Apocalisse 20:10). 
In quel giorno grandioso e terribile del Signore, solo gli eletti, i veri credenti, saranno salvati dalla collera divina, mentre i malvagi e nemici del Signore saranno puniti (Matteo 3:7; Giovanni 3:16,36; Atti 17:31; Romani 2:5; 5:9; 1 Tessalonicesi 1:10; 2 Tessalonicesi 1:7-10; cfr. Deuteronomio 32:41-42; Salmo 94:1; 149:7; Isaia 34: 8; 35:4; 59:17; 61:2,4; Geremia 46:10; 50:15; 28; 51:11; Ezechiele 25:14-15; Michea 5:14).
Quindi ci sarà un giorno in cui il giudizio di Dio sarà definitivo, appunto nel giorno del giudizio.
Nella giustizia di Dio vediamo la:
C) Condotta redentiva: potere salvifico.
La giustizia di Dio nella Bibbia è anche in relazione alla salvezza.
Noi vediamo in primo luogo il:
(1) Sostegno per il suo popolo.
In 1 Samuele 12:6-11, Samuele elenca le opere di giustizia di Dio a beneficio del popolo d’Israele (v. 7) come le sue liberazioni dall'Egitto.
Giustizia si riferisce al fatto che questa liberazione era giusta nel senso che era in conformità con le sue norme perfette nel liberarli da una situazione di oppressione, d’ingiustizia (Salmo 9:7-10; 40:10; 85:9-10; 98:2-3; Isaia 45:8; 46:12-13; 51:5).
Ma, più tardi nella loro storia, alcuni stessi israeliti divennero oppressori. 
Dio è intervenuto contro di loro per salvare i suoi afflitti, che gridavano a Lui per essere aiutati (cfr. Salmo 10:14; 35:10; 68:5; 82: 3; 113:7; 140: 12; 146:7-9; Geremia 22:16).
A volte, nella Bibbia i giusti sono chiamati afflitti, oppressi, deboli, poveri, o bisognosi. 
Dio nella Sua giustizia, salva gli afflitti dai loro potenti oppressori (Salmo 34:15-22; cfr. Salmo 7:6-13, 17; 129:1-4; 143:1-4, 11).
Il Signore è particolarmente preoccupato per coloro che non hanno potere nella società: le vedove, gli orfani, e gli stranieri; quindi il popolo e i giudici sono esortati a non pervertire la giustizia dovuta ai poveri, a non far morire l'innocente e il giusto, a non opprimere lo straniero, la vedova, e l'orfano, a non avere riguardi personali (Esodo 22:22; 23:6-9; Deuteronomio 1:16-17; 10:18; 16:19; 24:19; cfr. 26:12-13; Isaia 1:16-17; Salmo 12:5; 40:17; 82:3-4).
Ma spesso non vi era giustizia per i veri fedeli; nei tribunali e nella vita quotidiana sono stati regolarmente giudicati ingiustamente, ignorati, oppressi, e perseguitati. 
Di conseguenza, essi speravano ardentemente per il futuro, speravano nel Messia, il germoglio giusto (Geremia 23:5-6), il giusto (Zaccaria 9:9), che avrebbe giudicato con giustizia (Salmo 72:1-4; Isaia 11:3-5). 
Il suo giudizio soprattutto consisterà nell'aiutare e salvare i bisognosi (che nel presente erano ignorati e oppressi), ad avere pietà dei poveri, e a riscattare la loro vita (Salmo 72:12-14). 
Nel Salmo 72, lo scrittore prega per il re messianico che giudicherà il popolo con giustizia e difenderà gli afflitti, salverà i figli del bisognoso, e schiaccerà l'oppressore (vv. 1-4).
Quando Gesù, il Messia, viene al mondo, la sua venuta è una buona notizia per i poveri, innalzerà gli umili e abbatterà i superbi (Isaia 40:4; Luca 1:51-53; 4:18-19).
Pertanto, l'esercizio della giustizia è nella redenzione dei miserabili, o da una situazione misera. 
Il Signore darà la sua giustizia al suo popolo per mezzo del Messia, che porterà il diritto alle nazioni (Isaia 42:1), e il Signore creerà un nuovo cielo e una nuova terra, nei quali abita la giustizia (Isaia 65:17-25).
Come Dio giudica per la sua giustizia Israele per i loro peccati (Isaia 43:25; 57:12-13; 59; 64:5), così per la Sua giustizia, Dio  libera il suo popolo da tutta la loro miseria (Isaia 40:1-11; 54: 5-10; 57:15-19; 61: 1-9). 
Quindi le rivelazioni di quella giustizia sono atti di salvezza, di liberazione (Giudici 5:11; 1 Samuele 12:7; Salmo 103:6; Isaia 45:24-25; Michea 6:5).
Noi vediamo in secondo luogo la:
(2) Salvezza dai peccati. 
La manifestazione della giustizia di Dio è nello stesso tempo la manifestazione della sua grazia (Salmo 97:11-12; 112:3-6; 116: 5; 118:15-19). 
Anche il perdono dei peccati è dovuto alla giustizia di Dio (Salmo 51:14; 103:8-12, 17; 1 Giovanni 1: 9). 
La giustizia divina trova la sua più grande e gloriosa manifestazione nella punizione che Dio ha inflitto al suo stesso Figlio, Gesù Cristo, per il perdono dei peccati (Isaia 53:10; 1 Giovanni 2:2). 
Gesù ha preso la punizione di Dio al posto dei peccatori nostro per le nostre trasgressioni (Isaia 53:5). 
Gesù Cristo non solo soffrì, da vicario (Isaia 53:5-6; Marco 10:45; Romani 5:8; 1 Pietro 2:24), come un trasgressore della legge, ma allo stesso tempo portò a compimento e obbedì ai precetti della legge di Dio per conto nostro, così Dio è soddisfatto e può giustificare il peccatore pentito che mette la propria fiducia in Gesù Cristo. 
Attraverso la vita perfetta e il sacrificio perfetto di Gesù, il credente è giustificato da Dio, cioè gli viene imputata la giustizia di Dio. 
Quindi la giustizia di Dio si rivela nella salvezza che dà in Gesù Cristo dai peccati e dall’ira di Dio (Atti 3:14; Romani 1:17; 3:21-26; 4:23-25; 5:8-11; 10:4; 1 Corinzi 1:30; 2 Pietro 1: 1; 1 Giovanni 2:1; cfr. Matteo 1:21; 2 Timoteo 4:8).
Come il nostro peccato e la condanna sono venute a noi attraverso Adamo, così la nostra giustizia, giustificazione, vengono a noi attraverso Gesù (Romani 5:12-19).
La giustificazione è l’opposto della condanna (Romani 5:18; Romani 8:33-34), tramite essa Dio ci attribuisce, o ci concede una condizione di giusto davanti a Lui, o dichiara giusto il peccatore che ha fede in Gesù Cristo sulla base dei meriti e del sangue di Cristo.
Dunque, la giustizia di Dio non arriva attraverso le nostre opere, ma solo attraverso il dono gratuito di Dio in Cristo (1 Corinzi 1:30; 2 Corinzi 5:21), per la sua grazia (Romani 3:24), per fede (Romani 3:28; 5:1; Galati 2:16; Filippesi 3:9). 
Così, come per la salvezza dei poveri e dei bisognosi nell’Antico Testamento, la nostra salvezza in Cristo è per la giustizia di Dio che ci salva dalla miseria del peccato. 
Infine per la giustizia, Dio:
(3) Mantiene le promesse. 
In Neemia 9:7-8 leggiamo: “Sei tu il SIGNORE Dio che hai scelto Abramo, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei, e gli hai dato il nome di Abraamo;  tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te, e hai concluso un patto con lui, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Ittiti, degli Amorei, dei Ferezei, dei Gebusei e dei Ghirgasei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto”.
Quando Dio dà la sua parola, e fa una promessa, nulla in cielo, in terra, o nell'inferno può impedire quella promessa, certamente perché Dio è fedele! 
Ma Neemia dice anche perché Dio è giusto (saddîq). 
Dio essendo giusto non può non realizzare quando promette, se non lo facesse non lo sarebbe!
La giustizia di Dio garantisce la realizzazione di ciò che promette!
CONCLUSIONE
Cosa significa e implica per noi la giustizia di Dio?
(1) Obbedienza e timore. 
Dio esige da noi che agiamo secondo i suoi standard, e quindi essere giusti nel carattere e nel comportamento.
La giustizia di Dio è un modello per la nostra vita! (Genesi 18:19; Osea 14:9; Efesini 4:24; 1 Giovanni 3:7; 2:29; 3:12).
Lo standard del nostro comportamento morale non è un concetto astratto, ma Dio stesso, noi siamo chiamati ad assomigliare a Lui (cfr. Levitico 19:2; Matteo 5:48; Efesini 4:23-24; Colossesi 3:101 Pietro 1: 15-16).
Se Dio è lo standard finale della giustizia, dobbiamo guardare a Lui per come dobbiamo comportarci se vogliamo essere giusti!
Dio giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno quindi comportiamoci con timore durante la nostra permanenza sulla terra ( 1 Pietro 1:17).
(2) Fiducia: Dio fa’ e farà giustizia. 
Certo la giustizia di Dio non è sempre evidente, ma un giorno i Suoi giudizi saranno manifestati (Apocalisse 15:4)
“Dio non è sempre un Dio di giustizia immediata, ma è un Dio di giustizia finale” ( John Blanchard).
“Finché c'è l'eternità, Dio ha tempo sufficiente per fare i conti con i suoi nemici”
(Thomas Watson).
Se a volte abbiamo difficoltà a vedere la giustizia di Dio nel modo in cui Egli permette temporaneamente il male prosperare, possiamo fidarci tuttavia che la Sua giustizia alla fine trionferà (Salmo 73; Abacuc 2; Geremia 12:1-4). 
Il fatto che Dio giudicherà con giustizia nel giudizio finale è una fonte di conforto per i credenti e un invito al pentimento per coloro che pervertono la giustizia.
La giustizia di Dio implica:
(3) Accettazione, gratitudine, gioia e adorazione. 
(a) Riguardo la salvezza.
Il credente è giustificato in Cristo, questo significa che è salvato dal peccato e dall’ira di Dio, può essere sicuro perché è per grazia di Dio e non per le proprie opere!
La giustizia di Dio è un incoraggiamento per il credente, nel senso che sa’ che Dio giudica giustamente (Atti 17:31), che lui è sicuro nella giustizia di Cristo.
(b) Riguardo la vita su questa terra.
Come creature non abbiamo alcun diritto di criticare Dio il Creatore  per come governa il mondo e la nostra vita e quindi per quello che ci accade! (Romani 9:20-21).
Dio è giusto e quindi non sbaglia mai! 
Quindi dovremmo accettare con gratitudine e quello che accade alla nostra vita! 
Dio non deve rispondere alla domanda: “Perché hai fatto questo?”, o: “ Perché hai permesso questo?” Non abbiamo il diritto di chiedere il perché, o di criticarlo. 
Essere consapevoli e credere che Dio è giusto, cambierà molto il nostro stile di vita e anche il nostro modo di pregare; certamente saremo meno mormoratori, lamentosi, ma innalzeremo Dio e la sua giustizia con l’adorazione!
(c) Riguardo le opere.
È vero che non siamo salvati per le nostre opere, ma per la sola grazia di Dio, ma le cose giuste che facciamo su questa terra, Dio le ricorderà com’è più volte scritto nella Bibbia (Proverbi 19:17; Ebrei 6:10; Apocalisse 19:8).