venerdì 2 gennaio 2015

Rom.12:1-2. La consacrazione a Dio.

Rom.12:1-2. La consacrazione a Dio.
La consacrazione a Dio è la risposta alla misericordia di Dio, o la motivazione per la misericordia di Dio! 
“Dunque” (oun) indica una conclusione logica, ragionevole di tutto ciò che Paolo ha detto finora, raggruppa tutto il grande argomento dottrinale dei capitoli 1-11 dove si parla delle benedizioni ricevute per mezzo di Gesù Cristo e in modo particolare i capitoli 9-11, dove si parla della grazia salvifica di Dio in Cristo.
Paolo ha appena sintetizzato la misericordia universale di Dio in Romani 11:30-32 e ha lodato Dio per questo in Romani 11:33-36. 
Il “dunque” introduce l'appello di Paolo alla consacrazione che è la conseguenza logica della salvezza per la misericordia di Dio.
Paolo esorta i cristiani (fratelli) a rispondere alla misericordia di Dio con la consacrazione.
“Esorta” (parakalō) significa implorare, è un appello ai credenti a dedicarsi completamente a Dio nel nome della misericordia di Dio.
“Esorta” esprime l’urgenza e la prontezza, ma anche l’autorità dell’apostolo nel nome dell’autorità del Vangelo.
Quindi la consacrazione è la risposta del cristiano a Dio, una risposta di gratitudine per la misericordia di Dio, per quello che ha fatto per noi in Cristo!
Noi vediamo tre aspetti della consacrazione a Dio!
Nella consacrazione c’è:

I LA PRESENTAZIONE DEL TUO CORPO.
Il v.1 dice: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi”.
“Presentare” (parastesaī-aoristo attivo infinitivo), è già stato usato in Romani 6:13,19; è un termine tecnico per indicare l’offerta in sacrificio, quindi la consacrazione a Dio.
La stessa parola è usata per la presentazione di Gesù quando era bambino nel tempio secondo la legge mosaica di consacrare i primogeniti in dono al Signore (Luca 2:22-23).
I “corpi” ( somata) è il corpo vivente, è tutta la nostra persona, esteriore e interiore: corpo e anima, sottolinea che la consacrazione a Dio coinvolge tutta la persona.
Non si può essere consacrati a Dio per lo spirito e trascurare il corpo, o viceversa. 
Dio vuole la nostra anima, il nostro cervello, i nostri occhi, le nostre orecchie, la nostra bocca, le nostre mani e piedi, come Suoi strumenti.
Dio non vuole solo una parte di noi stessi! Dio vuole tutta la nostra persona! 
Possiamo ancora dire: la consacrazione è l’impegno autentico concreto e dinamico a Dio di tutto noi stessi che abbraccia tutti i settori della nostra vita ogni giorno in mezzo alla società, ovunque ci troviamo, tutti i giorni e non solo la domenica al culto! 
La consacrazione deve essere in tutto ciò che facciamo: quando siamo in chiesa, o a casa, o al lavoro, o nel tempo libero! 
Qualsiasi cosa stiamo facendo, dobbiamo presentare in sacrificio i nostri corpi a Dio.
In “sacrificio” (thusian) indica offrire se stessi a Dio.
La parola ricorda sia l’atto del sacrificio e sia l’offerta sacrificale, o la vittima stessa che si offriva a Dio nell’Antico Patto come leggiamo nell’Antico Testamento (Genesi 4:3; Esodo 12:27; Numeri 15: 3,24; Salmo 40:6; Ebrei 5:1; 7:27).
Nel Nuovo Testamento vediamo che Cristo è il sacrificio per l’annullamento del peccato, fatto una volta e per sempre, che ha sostituito questi sacrifici (Efesini 5:2; Ebrei 9:26; 10:5-9,12). 
Perché dobbiamo offrire noi stessi a Dio in sacrificio?
Perché non apparteniamo a noi stessi, il nostro corpo, la nostra vita non ci appartengono, è di diritto di Dio, che ci creati per Lui, per la Sua gloria è scritto nella Bibbia (Isaia 43:7; Romani 11:36; 1 Corinzi 10:31-33; Colossesi 1:16). 
Il secondo motivo è, se siamo veri credenti, perché Dio ci ha comprati a caro prezzo, con il sangue del Figlio dice sempre la Bibbia (1 Corinzi 6:19-20; 1 Pietro 1:18).
Charles Thomas Studd nato nel 1860 e morto nel 1931, era un giocatore di cricket, ma poi divenne missionario, lui disse: “Avevo conosciuto di Gesù che morì per me, ma non avevo mai capito che se fosse morto per me, allora io non appartengo a me stesso. Redenzione significa riacquistare, in modo che se io appartenevo a lui, non potevo essere un ladro nel tenere ciò che non era mio, ma ho dovuto rinunciare tutto per Dio. Quando ho capito che Gesù Cristo era morto per me, non mi è sembrato difficile rinunciare a tutto per lui”.
Noi vediamo quattro aggettivi riguardo il sacrificio presi sempre dal sistema sacrificale.
Il primo aggettivo è:
A) Sacrificio vivente (v.1).
In primo luogo:
(1) Vivente è la natura dinamica della consacrazione.
Nell’Antico Testamento si offrivano animali per la propiziazione dei peccati. 
Una volta che gli animali vivi erano offerti morivano e poi si offriva un altro animale, per questo motivo alcuni studiosi vedono qui un contrasto e dicono che  noi continuamente dobbiamo offrire noi stessi a Dio da vivi, cioè in modo dinamico, attivo!
Il sacrificio di cui scrive Paolo non è la morte, ma la piena energia della vita, una vita attiva al servizio di Dio.
In secondo luogo:
(2) Vivente è lo stato spirituale della "nuova vita" in Cristo (Romani 6:4, 8-11, 13).
“Vivente” si riferisce anche alla qualità della vita quotidiana.
Il vero cristiano è morto al peccato, ma vivente a Dio in Cristo Gesù! 
In virtù dell’unione spirituale con Cristo siamo morti al peccato con Cristo e risorti con Cristo per vivere in novità di vita.
Paolo in Romani 6 dice che siamo morti al peccato e risorti con Cristo per camminare in novità di vita, cioè non servire più il peccato, ma vivere per Dio! 
“Novità di vita” significa che ogni giorno siamo chiamati a non essere servi del peccato, ma a consacrarci a Dio per essere Suoi strumenti di giustizia, cioè un comportamento morale che piace a Dio (Romani 6:4-13;8:13).
Il secondo aggettivo è:
B) Sacrificio santo (v.1).
“Santo” (hagios) indica due verità.
La prima verità è:
(1) Tutti coloro che appartengono a Dio sono santi. 
I credenti sono santi, perché sono stati messi a parte da Dio dal mondo come Suo  popolo per uno scopo speciale. 
In 1 Pietro 2:9 è scritto: “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa” (Esodo 19: 5-6; Levitico 20:26; Deuteronomio 7:6; 26: 18-19). 
La seconda verità ha un significato etico e cioè:
(2) Tutti coloro che appartengono a Dio sono chiamati a essere santi come Lui.
Come i sacrifici degli animali offerti sotto l’Antico Patto (Esodo 12:5; 34:19; Levitico  1:3,10; 4:23; 22:19; Numeri 6:14; 28:3,9; Malachia 1:13-14; 1 Pietro 1:19) non dovevano avere macchie e difetti, così il cristiano deve servire Dio in santità.
Dio è santo e anche noi dobbiamo esserlo come Lui!
In 1 Pietro 1:14-16 leggiamo: “Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza;  ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta,  poiché sta scritto: ‘Siate santi, perché io sono santo’”. (Levitico 11: 44-45; 19: 2; 20: 7; Efesini 4:24; 1 Giovanni 3:3).
Il terzo aggettivo è:
C) Sacrificio gradito (v.1).
“Gradito” ( euareston) significa corretto, secondo ciò che Dio desidera, che gli piace!
Quando gli animali erano offerti in sacrificio nel tabernacolo e poi nel tempio dovevano essere offerti secondo le condizioni divine per ottenere il Suo favore, dovevano essere un sacrificio di profumo soave (Esodo 29:18, 25, 41; Levitico 1:3-13; 22:19-20; Numeri 15:7-14; Salmo 51:19).
Quindi il significato è: offrire noi stessi a Dio, ma in modo vivente e santo, questo sarà gradito a Lui!
Noi vediamo nell’Antico Testamento che a volte i sacrifici degli animali erano offerti senza seguire le condizioni stabilite da Dio, cioè in forma solo rituale e superficiale, e Dio non li accettava, non gli erano graditi come leggiamo in Malachia per esempio (Malachia 1:8-14; cfr. Salmo 50:14,23; 51:16-17; 141:2; Isaia 1:11-17; Osea 8:13; Amos 5:21-24; Michea 6:6-8).
Quindi non possiamo servirlo a modo nostro, secondo il nostro egoismo, oppure orgoglio, la propria gloria, i propri interessi e come ci pare, ma siamo chiamati a servirlo come Dio vuole cercando di piacergli sia nella vita privata che pubblica in ogni momento, e ovunque ci troviamo se lo amiamo veramente (cfr. Romani 14:18; 2 Corinzi 5:9; Filippesi 4:18; Colossesi 3:20; Ebrei 11:5–6; 12:28; 13:16, 21).
Ci sono molti cristiani che sembrano santi in pubblico, ma si comportano come demoni in privato!!
Noi dobbiamo piacere a Dio in ogni momento, se vogliamo che la nostra consacrazione sia reale e sincera.
Questo è il: 
D) Sacrificio spirituale.
Nel v.1 leggiamo: “ Questo è il vostro culto spirituale”.
“Culto” (latreian) può riferirsi sia all’adorazione, o a qualsiasi tipo di servizio per Dio, o entrambi. (Giovanni 16:2; Romani 9:4; Ebrei 9:1,6; Esodo 12:25-26; 13:5; Giosuè 22:27; 1 Cronache 28:13). 
La parola “spirituale” (logikos) nel greco ha il significato di genuino, ragionevole, razionale, intelligente, quindi con un’intelligenza spirituale, di una mente rinnovata in Cristo, quindi può essere inteso come interiore, contrapposto ai riti esteriori e cerimoniali! 
“Spirituale” può significare anche adeguato per gli esseri umani come creature razionali e spirituali di Dio, un culto che onora Dio dandogli ciò che Lui vuole veramente!  
In questo senso “spirituale” descrive il culto che è ragionevole aspettarsi, il modo più sensato, logico, o appropriato, coerente con le esigenze di Dio.
Se offrire tutto noi stessi a Dio, è il culto spirituale, questo significa che tutta la nostra vita deve essere considerato un culto a Dio!!
Non è solo l’adorazione in un determinato momento, è anche offrire tutto se stessi: i nostri pensieri, i sentimenti, le aspirazioni, le parole e le azioni sempre!
Questo è il genere di culto che può essere chiamato, spirituale, cioè intelligente, o adeguato, o logico.
Non è solo adorare Dio in chiesa, ma anche onorare Dio con il nostro corpo in modo concreto, essergli consacrati ovunque ci troviamo e qualsiasi cosa facciamo se abbiamo conosciuto veramente la misericordia di Dio?
In questi versetti vediamo il secondo aspetto della consacrazione:
II LA DISTINZIONE DA QUESTO MONDO (v.2).
Il v.2 dice: “Non conformatevi a questo mondo”.
In primo luogo vediamo il:
A) Significato di “non conformarsi”.
“Non conformarsi”:
(1) È una disposizione.
Sia “conformatevi” che “siate trasformati” sono verbi all’imperativo presente, quindi è un comando e non un consiglio!
Perciò indica che siamo responsabili! 
Indica che dobbiamo impegnarci ogni giorno a non lasciarci conformare dal mondo!
Il senso è: “Smettete di permettere di essere conformati a questo mondo e continuate a lasciarvi trasformare”.
Paolo parla prima di dottrina, del piano di Dio e della nostra salvezza in Cristo e poi esorta alla consacrazione.
Noi viviamo in questo mondo, ma se capiamo la nostra identità spirituale e la salvezza in Cristo, se capiamo bene la misericordia di Dio, non possiamo lasciarci modellare dal mondo!
Alla luce della misericordia di Dio esiste una sola possibilità per i credenti: non conformarsi a questo mondo!!!
Paolo ci ordina di non conformarci e questo implica che non dobbiamo più sentirci delle vittime senza scampo, che cedono alle pressioni e alle insidie di questo mondo! Possiamo farcela, perché Dio c’è lo comanda, e ci ha dato i mezzi per la vittoria come lo Spirito Santo e la Sua Parola!
Siamo responsabili delle nostre azioni e abbiamo dei mezzi che Dio ci ha dato per vincere il mondo! 
“Non conformarsi”:
(2) È distaccarsi. 
“Conformatevi” (suschematizo-presente passivo imperativo) è forgiare, modellare, prendere la stessa forma di qualcosa, adattarsi a un altro modello, a uno stampo.
Il senso è: “Non lasciate che il mondo vi costringa nel suo stampo”.
Non dobbiamo permettere al mondo che ci modelli, ci plasmi!
“Non conformatevi” significa che noi dobbiamo resistere alla pressione di questo mondo che ci vuole plasmare e sagomare secondo i propri schemi, passioni, usanze, standard, valori che sono contrari alla volontà di Dio.
Questi schemi e passioni facevano parte anche di noi una volta prima della conversione, ma oggi il credente ubbidiente non si conforma alle passioni del tempo passato (1 Pietro 1:14-15).
Lo studioso del Nuovo Testamento Kenneth Wuest parafrasò questo versetto così: “Smettetela di prendere un aspetto che imita quello del mondo, e che non rappresenta ciò che siete nel vostro intimo quali figli di Dio rigenerati”.
Il vero cristiano come nato di nuovo, come rigenerato non segue la filosofia, o le tradizioni, o i valori di questo mondo, ma quelli di Dio che lo ha salvato per la Sua sola misericordia (Levitico 18:3; 2 Re 17:15). 
Ma vediamo il:
B) Significato di “mondo”.
(1) Il mondo è un insieme di elementi.
Lo studioso G.C.Trench definisce mondo come: “L’insieme della massa di pensieri, opinioni, massime, speculazioni, speranze, impulsi, scopi, aspirazioni sempre presenti”.
Il mondo è un sistema filosofico, di pratiche e norme connesse con la società che non segue la volontà Dio. 
(2) Il mondo è l’epoca malvagia dove viviamo.
Il mondo equivale a un periodo malvagio estraneo e ribelle a Dio. 
Il mondo ha una forza potentissima da non sottovalutare!
“Mondo” traduce la parola greca “aiōn” che tradotta in italiano significa eone, cioè epoca, il tempo, il secolo, infatti la stessa parola la troviamo in Galati 1:4 quando Paolo dice che Gesù Cristo ha dato se stesso per i nostri peccati per sottrarci al presente secolo malvagio.
Nel mondo c’è la concupiscenza della carne e degli occhi e la superbia della vita dice Giovanni 2:16-17.
(3) Il mondo è dominato e influenzato dal diavolo.
In 2 Corinzi 4:3-4 è scritto: “ Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo che è l’immagine di Dio”. (cfr. Efesini 2:1-3).
Perciò non dobbiamo procedere soddisfatti e compiaciuti se permettiamo di essere forgiati e formati, secondo la forma di questo mondo, ma dobbiamo lasciarci modellare dallo stampo di Dio per l’opera dello Spirito Santo.
Purtroppo tanti cristiani sono come i camaleonti che cambiano colore in base al loro ambiente: con i credenti si comportano da credenti e quando sono con i non credenti si comportano da non credenti.
Quindi non devi lasciarti modellare da questo mondo, ma devi lasciarti trasformare da Dio come Gesù, quindi vediamo infine il terzo aspetto della consacrazione:
III LA TRASFORMAZIONE DA DIO COME GESÙ (v.2).
Nel v.2 leggiamo: “Ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà”.
James Butler Bonham era un soldato americano del 19° secolo che morì nella battaglia di Alamo durante la Rivoluzione del Texas. Qualche anno fa su un muro vicino all'ingresso principale di Alamo, a San Antonio, Texas, c’era un ritratto con la seguente iscrizione: "James Butler Bonham, non esiste la foto di lui. Questo ritratto è di suo nipote, il maggiore James Bonham, deceduto, che molto somigliava a suo zio. La famiglia ha messo questa foto in modo che le persone possono conoscere l'aspetto di un uomo che è morto per la libertà”. 
Ora nessun vero ritratto di Gesù esiste oggi, ma il carattere di Gesù è visibile nella vita dei suoi veri discepoli!
Tu, se sei un discepolo di Gesù Cristo dovresti essere il Suo ritratto morale! 
Gli altri quando vedono te, il tuo carattere e le tue azioni devono vedere il carattere e le azioni di Gesù! 
Devono vedere il Suo amore, la Sua santità, la Sua pazienza, laa Sua umiltà, l Sua mansuetudine e così via.
“Siate trasformati” come “non conformatevi è all’imperativo presente! Quindi è un comando e non un consiglio da praticare ogni giorno!
“Siate trasformati” (metamorphousthe- presente passivo imperativo) indica lasciarsi trasformare da Dio! 
La fonte e la potenza di questa trasformazione è interamente e solamente Dio, ma noi siamo chiamati a lasciarlo operare nella nostra vita senza opporgli resistenza!
Ora riguardo la trasformazione, prima di tutto vediamo che si riferisce a un:
A) Cambiamento radicale.
Infatti, la parola “trasformare” (metamorphoo) indica un cambiamento radicale, di tutta la persona come avviene per la farfalla che prima è un verme che striscia e poi diventa un animale bellissimo che vola.
(1) La stessa parola è tradotta con trasfigurazione per Gesù sul monte (Marco 9:2). 
Le Sue vesti divennero candidissime, di un tal candore che nessun lavandaio sulla terra può dare e il Suo viso splendente simbolo della gloria del cielo, dello splendore divino (Cfr. Matteo 17:2).    
(2) La stessa parola la troviamo per la nostra trasformazione a immagine di Gesù.  
In 2 Corinzi 3:18 è scritto: “E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella Sua stessa immagine,  di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore che è lo Spirito”.
Ma qual è il mezzo che Dio usa per questa trasformazione?
Dio usa la nostra mente, Paolo dice: “Ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente”.
Quindi la trasformazione è un:
B) Cambiamento mentale.
Nel v.2 leggiamo: “Ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente”. 
“Rinnovamento” (anakainosis) della mente s’intende l’adattamento della visione e del pensiero morale alla mente di Dio, significa avere la mente di Dio.
La parola “rinnovamento” viene da un’altra parola nel greco (anakainoo) che troviamo in Colossesi 3:9-10 dove Paolo afferma che ci siamo spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere e ci siamo rivestiti del nuovo che si va rinnovando (anakainoumenon-presente medio o passivo participio) in conoscenza a immagine di Colui che la creato.
Il verbo “rinnovamento” è al tempo presente perciò indica un continuo processo di rinnovamento!
Giorno per giorno, dobbiamo essere rinnovati nella nostra mente!
Perché la mente?
Perché da ciò che pensiamo agiamo, la nostra mente è la centrale operativa delle  nostre azioni.
La “mente” (nous) è la sede dei pensieri, della conoscenza e dell’intelletto che indica la facoltà di percepire, comprendere, riflettere e formare i concetti (Luca 24:45).
La mente è anche la sede delle decisioni, perché in base a ciò che abbiamo nella mente agiamo, perciò possiamo dire che la mente è la centrale operativa delle nostre azioni. (Romani 1:28; 1 Pietro 1:13).
Il diavolo cercherà di sedurre la nostra mente (noema) come ha fatto con Eva. Eva è stata sedotta nella mente e poi peccò è scritto in 2 Corinzi 11:3 (cfr. 2 Corinzi 4:4).   
Ora noi abbiamo vecchie abitudini negative da togliere che sono delle vere fortezze nella nostra mente che hanno potere sulle nostre azioni! (cfr. 2 Corinzi 10:4).
Queste fortezze sono dei ragionamenti contrari a Dio e come tutte le fortezze sono difficili da espugnare.
È necessario sradicare, demolire queste fortezze per avere azioni secondo la volontà di Dio. 
Questo sarà possibile nella misura in cui ci lasciamo rinnovare da Dio attraverso la Sua parola e il Suo Spirito!
Quindi la nostra mente necessita di rinnovamento e quando la nostra mente comincia a essere rinnovata tutta la nostra persona sarà trasformata a immagine di Gesù Cristo.   
Infine, la trasformazione è un:
C) Cambiamento direzionale. 
Lo scopo (affinché-eis- proposizione di scopo) è: sperimentare la volontà di Dio.
Con una mente trasformata cambierà anche il modo di pensare e di agire riguardo la volontà di Dio.
Nel v.2 leggiamo: “Affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona,  gradita e perfetta volontà”.
L’idea contenuta nel verbo “conosciate per esperienza” (dokimazo) è provare, sottoporre a un test, fare un esame attento che conduce poi a riconoscere, in un modo certo la buona, gradita e perfetta volontà di Dio, quindi a discernerla, apprezzarla, desiderarla e decidersi nel praticarla (Romani 2:18; Efesini 5:10; Filippesi 1:9-10; 1 Tessalonicesi 5:21).
Quando la mente di un cristiano è trasformata, sarà in grado di valutare correttamente ogni cosa, di apprezzare, desiderare e praticare la volontà di Dio.
Senza una mente rinnovata non saremo in grado di discernere, apprezzare, desiderare e praticare la volontà di Dio.       
In questo senso il cristiano non è destinato a fare affidamento solo alle liste di comandi etici di quello che deve fare e non fare, ma sarà in grado di discernere, apprezzare, desiderare e praticare la volontà di Dio!
Allora possiamo dire che molti non fanno la volontà di Dio perché non l’apprezzano, non l’apprezzano perché non hanno la mente rinnovata!!!   
E se non apprezzi la volontà di Dio non desidererai praticarla!
Il cristiano è colui che ha la possibilità di dimostrare con la sua vita consacrata a Dio che la volontà di Dio è buona, gradita e perfetta anche quando il piano di Dio sembra difficile e arduo!
Ma qualsiasi circostanza stiamo vivendo con una mente trasformata desidereremo fare la volontà di Dio, desidereremo mettere da parte i nostri progetti personali e accetteremo con fiducia quelli di Dio, indipendentemente da quanto ci costeranno. 
CONCLUSIONE.
Il re Otto il Conquistatore era conosciuto per il suo comportamento eccentrico e anche per la sua brutalità. 
Otto era così occupato per il suo paese nel conquistare nuovi paesi che non aveva tempo per trovare una moglie. 
I suoi consulenti gli dissero che non avendo moglie non poteva avere un erede al trono, così Otto comandò che i suoi uomini gli trovassero una moglie appropriata, quindi la trovarono bella, intelligente, e figlia di un nobile, una certa Sofia in un paese lontano. Ma la donna, come la sua famiglia, erano cristiani e quindi per avere Sofia, Otto si doveva battezzare. 
Otto fu d'accordo e andò in questo paese con cinquecento dei suoi migliori guerrieri per sposare la cristiana Sofia.  
Quando loro arrivarono nella terra di Sofia, Otto era pronto a battezzarsi con i suoi guerrieri fedeli. 
C'era solamente un problema: era un costume in quel paese che i convertiti cristiani non poteva essere soldati professionisti. 
A queste notizie, i guerrieri dubitarono, che potessero seguire il loro re in un battesimo cristiano. 
Ma il giorno dopo dissero al sacerdote che loro erano pronti a convertirsi. 
I cinquecento guerrieri andarono nell'acqua per essere battezzati, ma prima che loro si abbassassero nell'acqua per adempiere il rito cristiano, tutti tirarono fuori le loro spade, e li alzarono in alto senza immergerle nell’acqua. 
I soldati furono battezzati tranne le loro spade!!
Ci sono alcuni che si sono battezzati, ma con delle riserve come questi soldati!
Non si sono dati completamente al Signore! 
Gesù ci chiama a una consacrazione totale, a un’arresa radicale, a non conformarci a questo mondo, a essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente, a non abbracciare una religiosità apparente, ma a essere coerenti in quello che crediamo e ad assomigliare a Cristo!
Poiché Dio è misericordioso, non consacrargli la propria vita è il massimo della follia e dell’irrazionalità!!
La logica della misericordia di Dio ci spinge a essergli consacrati se l’abbiamo sperimentata veramente.
Nessuno di noi può pensare a tutto ciò che Cristo ha dato al Calvario, senza un profondo desiderio di dire: "Signore Gesù, tua hai fatto tutto questo per me, d'ora in poi vivrò ogni giorno solo per Te".