sabato 3 maggio 2014

Giosuè 24:15: Il servizio a Dio è una scelta.

Giosuè 24:15: Il servizio a Dio è una scelta.
“ E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE”.

Nella vita siamo chiamati a fare scelte importanti, ma ce n’è una più importante di altre: chi vogliamo veramente servire nella nostra vita.
Giosuè lancia una sfida chi il popolo vuole servire: gli idoli o il Signore.
Il verbo scegliere indica l’atto di chi sceglie accuratamente (Esodo 17:9; 1 Samuele 17:40; Isaia 41:40). 
Dobbiamo riflettere seriamente riguardo chi vogliamo servire veramente! Non bisogna essere superficiali nelle fare le scelte, le scelte determineranno e condizioneranno la tua vita e il tuo comportamento. 
La parola scegliere indica una scelta con chiara consapevolezza di ciò che si fa.
Sia il proposito del popolo di seguire il Signore per ovvie verità, sia la risposta di Giosuè nel portarli a considerare la santità e la gelosia di Dio (v.19), mostrano che la scelta deve essere più che consapevole, più che responsabile.
Se scegliamo di servire il Signore dobbiamo essere consapevoli di cosa implichi questa scelta e cioè: un impegno leale totale per Dio, altrimenti incorriamo nel giudizio di Dio (Giosuè 24:14,19-20). 
La parola scegliere comporta il fare una distinzione tra due cose poi ovviamente preferire la cosa che sembra migliore, o giusta (cfr. Giobbe 34:4).
Giosuè pone gli idoli e il Signore davanti al popolo, e chiede al popolo di fare la scelta migliore. Il popolo di Israele sceglie il Signore facendo una confessione di rinuncia agli altri dèi (vv.16-21,24). 
Troviamo almeno tre motivi per cui il popolo scelse di servire Dio.
(1) Il popolo scelse di servire il Signore perché Lui esiste. 
Dio non è un’invenzione umana! Non serviremo il Signore se non crediamo alla realtà della Sua esistenza. 
(2) Il popolo scelse il Signore perché è Dio ( v.17). 
“Dio” (ʾělō•hîm) significa il Tremendo, l’oggetto di timore, l’autorità e l’essere divino, la divinità per eccellenza. Indica l’insieme di tutto il divino per indicare la potenza divina in assoluto che esclude tutti gli altri dèi. Indica che è il Signore assoluto accanto a cui non esiste altra volontà.
(3) Il popolo scelse di servire il Signore perché il Signore aveva fatto grandi cose nella loro vita dimostrando appunto di essere Dio (vv.16-18).   
Liberazione dall’Egitto, la protezione e le vittorie durante il viaggio verso la terra promessa e la donazione di una terra meravigliosa! 
Anche i cristiani sono stati affrancati dalla servitù del peccato e dal regno delle tenebre, ed è stato trasportato nel regno della luce con la speranza della vita eterna(Giovanni 8:31-34; Romani 6:12-23; Atti 26:18, Colossesi 1:13-14; Tito 1:2). Ora il cristiano dovrebbe rispondere con il servizio! (Romani 6:22; 12:1-2,11; 1 Tessalonicesi 1:9). 
Dichiari di essere un cristiano? Allora fai la scelta di servirlo esclusivamente. 
Se non sei un cristiano allora riconosci Gesù Cristo come tuo unico Salvatore e Signore e sarai salvato pentendoti dei tuoi peccati e confessandoli a Lui(Giovanni 3:16,36; Romani 10:9-10; Atti 3:19; 1 Giovanni 1:8-10) e sarai perdonato (Efesini 1:7) e quindi servilo.