Beati quelli che si adoperano per la pace


Matteo 5:9: Beati quelli che si adoperano per la pace.
Era il 4 novembre del 1995 durante un raduno di massa a Tel Aviv sotto lo slogan "sì alla pace, no alla violenza", viene assassinato da Yigal Amir, un estremista di destra israeliano, Yitzhak Rabin capo del governo dello Stato di Israele. Poco prima di essere assassinato Rabin aveva detto: “Sono stato un soldato per ventisette anni. Ho combattuto finché non si vedeva alcuna possibilità di pace. Ora credo che questa possibilità ci sia, una grande possibilità da cogliere.”  Lavorare per la pace a volte ha un costo,  Rabin ce lo insegna, come c’insegna che si può cambiare atteggiamento da esseri uomini di guerra  a essere uomini di pace. 
Gli storici Will e Ariel Durant, nel loro libro “ Le lezioni della storia”, iniziano il capitolo su "Storia e Guerra", con queste parole: "La guerra è una delle costanti della storia, e non è diminuita con la civiltà e la democrazia”. 
Nel corso degli ultimi 3.420 circa anni di storia documentata solo 268 anni sono stati senza nessuna guerra. Viviamo in un mondo caratterizzato dalle guerre e dalla violenza, nel mondo ci sono più di 20 guerre, soprattutto in Africa e in Asia. Sono state dette e fatte tante cose sulla pace:poesie, conferenze, canzoni e marce e anche le guerre per stabilire la pace! La parola “pace” è una delle parole più diffuse e anche tra le più strumentalizzate. Ma non sono solo i popoli a vivere in guerra, ci sono anche conflitti familiari, di condominio, tra colleghi di lavoro, tra tifosi e così via, ma anche conflitti  interiori, alcuni sono in lite con se stessi! Notate come questa beatitudine è collegata alle altre in modo particolare, alla prima e alla terza. 
La persona beata è colui che si adopera per la pace! Letteralmente è pacificatore (eirēnopoiós)! 

Probabilmente c’è uno sfondo nel Salmi 34:14: "Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa".  Ma quale era il significato di pace per i greci e per i giudei? 
Fra i greci la parola pace (eirḗnē) era usato per indicare: 1) una nazione che non era in guerra con un’altra nazione, è il contrario di guerra (pólemos), la guerra è inimicizia, la pace è armonia, indica una programmazione per l’avvenire, assicura tranquillità, ricchezza, cessazione del brigantaggio, la possibilità di ogni felicità e prosperità. 2) La parola era usata per la pace nell’ordine pubblico: niente discordie, disordini e sedizioni, tipo guerra civile. Testimonianze su papiri indicano che l’impiego più comune era che lo stratega deve prendere misure per assicurare la pace, così vi erano proprio dei funzionari per che avevano dei compiti per assicurare la pace, come gli ufficiali di polizia. 3) La pace era la condizione di chi era tranquillo, senza turbamento, ne angoscia, quindi una pace interiore. 
L’uso per i Giudei nell’Antico Testamento (nei settanta traduzione greca dell’Antico Testamento) come per i greci pace è il contrario di guerra (1 Re 2:5; Deuteronomio 20:10; Giosuè 9:15; Giudici 4:17; 1 Samuele 7:14; Proverbi 17:1; Isaia 14:30). Indica il rapporto pacifico tra persone e popoli (1 Re 5:26; Giudici 4:17; 1 Cronache 12:17,18), ma anche sinonimo di tranquillità (1 Cronache 4:40) stare bene, benessere (Giudici 19:20 ); fortuna, prosperità (Salmi 73:3 ); salute fisica (Isaia 57:18; Salmi 38:4); contentezza, soddisfazione (Genesi 26:29); salvezza (Isaia 45:7; Geremia 29:11; 14:13). Esprime lo stato di un essere, al quale nulla manca e che non teme di vedere turbata la propria tranquillità, è l’euforia congiunta alla sicurezza, quindi non c’è niente di più desiderabile (Isaia 14:30; 41:3; Ezechiele 34:27; 38:8,11,14; 39:6,26). 
Si parla di pace nella fine dei tempi, infatti il mondo e la creazione, caduti nel peccato, puniti con giusto giudizio e travagliati dai propri contrasti interni, devono essere risanati  (Isaia 11:6-9; Isaia 29:17-24; 54:10,13; 57:19; 62:1-9; Ezechiele 34:25-31; Ezechiele 37:26 ; Michea 5:4 ; Aggeo 2:9 ; Zaccaria 8:12 )  ci sarà un atto di ricreazione del cielo e della terra (Isaia 65:17-19 ; Apocalisse 21:1-4 ) tramite il re di pace, il Messia (Isaia 9:5-6 ), l’unto di Dio che porta e instaura la pace. 
Nell’Antico Testamento è Dio che procura la pace e da cui dipende ( Giudici 6:24 ). Dio stabilisce la pace (Isaia 45:7 ), procura la pace (Isaia 26:12 ; Isaia 57:19 ; Isaia 66:12 ). Quando Dio ritira la pace subentra il lutto (Geremia 16:5 ). Poi vediamo che per pace si intende il camminare in sottomissione a Dio (Malachia 2:6 ). 
Chi sono allora gli adoperatori di pace, quale è la loro identità, che cosa fanno, quale è la loro attività, quale sarà la loro condizione, quindi la loro realtà?

I IDENTITÀ DEGLI ADOPERATORI DI PACE.
Gli adoperatori  di pace (eirēnopoiós) sono uomini di pace, coloro che promuovono la pace, operatori di pace.

Ma prima di essere tali devono avere pace con Dio, infatti:
A) Sono in pace con Dio.
L’uomo nella sua natura umana è nemico di Dio a causa dei propri peccati. Il peccato ci ha separati da Dio, i nostri peccati gli hanno fatto nascondere la Sua faccia da noi dice Isaia 59:1-2. Ma possiamo essere salvati e riconciliati con Dio  per il sacrificio di sangue di Gesù; se prima eravamo nemici, in Gesù, si è riconciliati con Dio, quindi per fede mediante Gesù abbiamo pace con Dio (Romani 5:1,9-11 2 Corinzi 5:18-21 ; Colossesi 1:20). 
Isaia 53:5: "Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti". La riconciliazione dell'uomo con Dio è il cuore stesso del Vangelo. Quindi avere pace con Dio significa essere salvati, perdonati dai nostri  peccati. Infatti sullo sfondo del concetto ebraico di pace, shalom, la pace è l’effetto dell’idea di salvezza, la nuova realtà operata da Dio che è già realtà attuale, ma non ancora realizzata pienamente, lo sarà quando saremo alla Sua presenza.

I pacificatori non solo hanno la pace con Dio, ma:
B) Hanno la pace di Dio in Cristo.
Questa è la conseguenza della pace che abbiamo con Dio. 
C'è un dipinto intitolato “la Pace.” In questo dipinto ci sono le onde che sbattono contro le rocce frastagliate, mentre c’è un violento temporale, ma in angolo del dipinto, tra le rocce c’è un piccolo uccello tranquillo nel suo nido…. questa è la pace. La pace interiore, la tranquillità, la calma, l’assenza dell’angoscia, del panico, dell’ansia, della paura. Si riferisce alla sicurezza, a una prosperità interiore, alla benedizione piena della grazia e della potenza di Dio, questo esprime il concetto ebraico  di pace. Se Cristo è il principe della pace, è chiaro che noi essendo uniti a Lui abbiamo la sua pace. Gesù da una pace che il mondo non dà. 
Giovanni 14:27: "Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti". 
Gesù stava preparando i discepoli per la Sua partenza, quindi Lui non sarebbe stato più con loro, perciò li incoraggia dicendo di non essere turbati e sgomentati, Lui gli da la Sua pace (Giovanni 14:1). Gesù da la pace a chi gli appartiene, eppure il credente cerca di trovare pace con le cose di questo mondo, ma è una pace che non  soddisfa pienamente! Sei preoccupato, ansioso? Guarda a Gesù! Porta tutto a Dio e troverai pace dice Paolo in Filippesi 4:6-7.

Gli adoperatori di pace:
C) Sono in pace con quelli fuori la chiesa.
Amano i loro nemici (Matteo 5:44-45; 10:34; 26:52; Luca 12:51; Atti 7:26). Quando entriamo a far parte  di questo rapporto con Dio, troviamo pace con Lui e quindi siamo salvati, ora la salvezza comprende anche un  risanamento e rinnovamento, un cambiamento nel credente (Galati 6:15; 2 Corinzi 5:17). Tutto questo implica un riordinamento radicale dei rapporti fra gli uomini. Questo significa che l’atteggiamento nei riguardi delle persone non sarà più come prima quando non conoscevamo il Signore. 
Romani 12:18: 18 Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. Per quanto ci riguarda siamo chiamati a vivere in pace con gli altri, non dobbiamo rispondere male per male. La pace con gli altri deve essere il nostro impegno dice Ebrei 12:14 ! (Cfr. 1 Pietro 3:11).

Ma gli adoperatori di pace:
D) Sono in pace con quelli della chiesa.
(1) L’Artefice della pace nella chiesa universale.
Gesù è l’autore della pace. Gesù è il principe della pace (Isaia 9:5-6), è la pace stessa, la pace dei popoli, quella pace annunziata sia ai gentili che ai pagani con la Sua venuta (Efesini 2:11-17). Gesù di due popoli:giudei e Gentili ne ha fatto uno solo, un solo uomo nuovo, un corpo unico (Efesini 2:14, 15,16. Cfr. Atti 10:36; Galati 3:26-28 ). La morte di Cristo al posto dei peccatori ha abbattuto non solo la barriera tra Dio e l'uomo, ma le barriere che dividono gli uomini gli uni dagli altri.

(2) L’Appello alla pace nella chiesa.
La pace di Cristo deve regnare nella chiesa locale. 
Colossesi 3:15: "E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti". Il problema dei conflitti sociali e quindi anche nella chiesa nasce molte volte dall’orgoglio, dall’invidia o dall’ambizione personale di primeggiare, questa è la sapienza che viene dal basso:terrena, animale, diabolica, invece la sapienza che viene dall’alto è pura pacifica, ecc. (Giacomo3:14-18). Questo è il frutto dello Spirito Santo (Galati 5:22). 
La pace di Cristo, quella pace che è presente in noi deve regnare nei nostri cuori perché se regna nei nostri cuori saremo in pace con gli altri, con i quali siamo stati chiamati a essere un solo corpo! La parola “regni” (brabeúō) era una parola che veniva adoperata per descrivere l’attività dell’arbitro durante le gare, quindi colui che decideva sull’esito della competizione, quindi la pace deve fare da arbitro, deve controllare, dirigere le nostre relazioni. Perciò quando si  presenta una possibilità di “guerra” con qualcuno, la pace che controllerà il nostro cuore, ci farà evitare una bella litigata. Questo non significa che dobbiamo far finta di niente, siamo chiamati a essere  onesti e parlare dei problemi, ma senza litigare con uno spirito di mansuetudine e amore.

(3) L’Azione per la pace nella chiesa.
Siamo chiamati a sforzarci nel mantenere l’unità dello Spirito con il vincolo della pace dice Efesini 4:3. Paolo qui dice di comportarsi da credenti: umiltà, mansuetudine, pazienza, amore e poi dice si sforzarci di conservare l’unità con il vincolo della pace. L’orgoglio e l’egoismo sono distruttivi nei rapporti interpersonali, così anche come la collera (Giacomo 4:1-3; Proverbi 15:18). 
“Sforzandoci” (spoudázō) indica che è un cosa difficile, ma siamo chiamati a essere  risoluti, determinati, quindi darci anima e corpo  per mantenere unita la chiesa, infatti implica i concetti di zelo, sforzo e cura attenta (cfr. 2 Tessalonicesi 2:17; 2 Timoteo 2:15; 2 Pietro 1:10,15; 3:14). 
In che modo? Con il vincolo della pace. 
“Vincolo” (súndesmos) è il legame, la parola indica i legamenti  del corpo (Colossesi 2:19), o anche il mettere insieme il materiale  per una costruzione di una casa (1 Re 6:10). C'è qualcosa di radicalmente sbagliato  quando qualcuno è sempre alla ricerca di difetti, di rapporti inquietanti, o causando qualche tipo di disturbo nella chiesa o altrove, che è sempre lì a mormorare. Diceva bene Thomas Watson che: “Il nostro mormorio è la musica del diavolo”.

Vediamo ancora:
II ATTIVITÀ DEGLI ADOPERATORI DI PACE.
Notate non dice i custodi, non dice chi desidera la pace, non dice coloro che hanno una disposizione socievole, non dice nemmeno coloro che si lasciano calpestare per non litigare, ma chi si adopera per la pace. La differenza è che in questo modo chi si adopera per la pace è attivo in questa direzione.

Quindi gli adoperatori di pace sono attivi per la pace:
A) Si impegnano ha promuovere la pace fra gli uomini.
“Gli adoperatori di pace sono coloro che sono in pace con Dio e che dimostrano di essere veramente figli di Dio, sforzandosi di utilizzare tutte le opportunità a loro disposizione per effettuare la riconciliazione tra coloro che sono in contrasto”. (R. V. G. Tasker). Una volta che questi sono in pace con Dio e hanno la pace di Dio in Cristo saranno  adoperatori di pace. Gli adoperatoti di pace sono uomini di pace, che promuovono la pace, che stabiliscono la pace, un rapporto amichevole tra due persone che sono in lite. Fra i greci c’erano gli ambasciatori mandati per i trattati di pace. 
Riporto alcuni versi della preghiera di San Francesco: “Preghiera Semplice” che ci vanno riflettere:
Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare………

L’adoperatore di pace:
(1) Ha le caratteristiche delle beatitudini descritte prima.
Quindi è umile, fa cordoglio  per i peccati, è mansueto, assetato di giustizia,  misericordioso e puro di cuore. In altre parole possiamo dire uno che cammina con Dio, che dipende da Dio ed è sottomesso alle sue leggi (Malachia 2:6). È una persona irreprensibile, credibile, a posto moralmente, perché se non lo è non  sarà ascoltato (Atti 7:25-27).

(2) Prega.
L’adoperatore di pace è un uomo di preghiera. Pregherà per la pace (Salmi 122:6; 1 Timoteo 2:1-4).

(3) Ascolta le due posizioni coinvolte.
Nel caso in cui sarà chiamato come mediatore, non sarà di parte; non sarà frettoloso nel parlare, ma ascolterà e farà domande appropriate, peserà le parole e le dirà al momento giusto perché sa che morte e vita sono in potere della lingua! (Proverbi 18:21 ; Giacomo 3:5-6 ). Parole superficiale e sbagliate creano più danni. (Proverbi 25:11; Efesini 4:29). 
C’era un uomo di Birmingham con il nome di Dickinson che era conosciuto come “il paciere.” Lui era preoccupato nel mantenere i rapporti in pace, quando qualcuno litigava andava subito per cercare di ristabilire la pace, era disposto a sacrificarsi sopportando umiliazioni, insulti e rimproveri pur di far riconciliare coloro che avevano litigato. Spesso era chiamato a fare da arbitro nelle questioni e raramente veniva messo sotto accusa nelle decisioni che dovevano essere prese. Un giorno due uomini si recano da John Dickinson per discutere su una determinata questione, non appena hanno sentito il suo parere, quella questione fu chiusa! Dove sono oggi i John  Dickinson? C’è un disperato bisogno nel mondo di oggi sempre più individualista e non disposto al sacrificio di cercare di fare da paciere!

L’adoperatore di pace:
(4) Cerca la gloria di Dio.
Lo scopo della nostra esistenza è quella di glorificare Dio in tutto ciò che facciamo (Giovanni 8:50; Romani 11:36 ; 1 Corinzi 10:31). Per questo motivo, il pacificatore valuterà le situazioni di conflitto sotto la lente della Parola di Dio, darà i consigli e le possibili soluzioni secondo la Parola di Dio e non secondo pensieri umani o secondo i propri schemi o esperienze. Non sarà certamente un giudice, il giudice è Dio, perciò non condannerà nell’uno o l’altro, porterà le persone coinvolte a riflettere sulla Parola di Dio, perché non c’è pace senza giustizia (Isaia 32:16-17; Salmi 85:8-10). Quindi non fare l’errore di adoperarti per la pace con i tuoi schemi, esperienza e non secondo la Parola di Dio!

Gli adoperatori di pace:
B) Si impegnano a promuovere la pace fra gli uomini e Dio.
La pace nella Bibbia descrive anche la riconciliazione con Dio attraverso Gesù, così dunque chi si adopera per la pace lavorerà, sarà impegnato in questa missione (2 Corinzi 5:19-21). Dio usa la predicazione dei credenti per riconciliare con se gli uomini.  Il credente è messaggero di pace, annuncia la salvezza di Dio, il Vangelo, la buona notizia. 
Isaia 52:7: "Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie, che annunzia la pace, che è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: 'Il tuo Dio regna!'"
Questo passo è ripreso da Paolo in Romani 10:12-15 per indicare la missione evangelistica. Quindi gli adoperatori di pace sono coloro che sono impegnati nella predicazione del Vangelo e supplicano le persone a riconciliarsi, a fare pace con Dio.

III  LA REALTÀ DEGLI ADOPERATORI DI PACE.
Saranno chiamati figli di Dio. Non so se vi è mai successo di fare un brutto sogno e a un tratto siete coscienti che è solo un sogno e non la realtà, quindi tirate un sospiro di sollievo! Purtroppo non è sempre così! A volte la realtà è dura ad accettare! Ma che meravigliosa realtà è essere figli di Dio! È vero che questo è un verbo al futuro, quindi riguarda qualcosa che a che fare con il futuro, ma è anche vero che chi ha Cristo è un figlio di Dio già nel presente per la grazia di Dio. 1 Giovanni 3:2: " Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è".

Figli di Dio è una:
A) Realtà già avvenuta per grazia di Dio per coloro che credono.
Giovanni 1:11-13: "È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto;  ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;  i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio".
Notiamo che:
(1) Coloro che ricevono Gesù, cioè che credono in Lui diventano per diritto figli di Dio.

(2)  Non lo diventano per eredità, per natura umana, o per opere, ma è per volontà di Dio.

(3)  Questo è attestato dalla presenza dello Spirito in noi.
Galati 4:4-7: "ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge,  per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione.  E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: 'Abbà, Padre'.  Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio". ( Cfr. Romani 8:14-17 ). Hai la certezza di essere un figlio di Dio? Non stiamo parlando se sei una creatura di Dio, in questo senso lo sei, ma se sei figlio di Dio nel senso di esserlo spiritualmente, se hai una relazione intima come un figlio e un padre con Dio, se hai la certezza che Dio ti adottato a essere Suo figlio. Se non ha questa certezza credi in Gesù che è morto per te e pentiti dei tuoi peccati chiedendo perdono a Dio oggi! (Atti 20:21). 
Epicuro: “ Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l’occasione di oggi; così la vita se ne va nell’attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace.”  Vuoi avviarti alla morte senza la pace con Dio, di Cristo e con te stesso? Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi!

Essere figli di Dio, come accennato sopra è una:
B) Realtà che dimostriamo.
C’è una testimonianza che dimostra che sei un figlio di Dio: il tuo carattere, il tuo comportamento. “Figlio” (huiós) significa che partecipa al carattere di….I figli assomigliano ai genitori in qualche modo ……. “Figli di Dio” indica il carattere di Dio espresso nei suoi figli! Perciò significa che non solo abbiamo una relazione con Dio, ma che dimostriamo il carattere di questa  posizione con il nostro carattere e le nostre azioni. Chi è figlio di Dio si comporta in un certo modo (Deuteronomio 32:5,19; 14:1-2; Matteo 5:48). 
Dunque adoperarsi per la pace significa assomigliare a Dio perché Dio è un Dio di pace!  (Numeri 6:26; Giudici 6:24; Romani 1:7; 15:33; 1 Corinzi 14:33; 2 Corinzi 13:11; 1 Tessalonicesi 5:23; 2 Tessalonicesi 3:16;  Ebrei 13:20).

Figli di Dio è una:
C) Realtà che saremo.
Chiamati figli di Dio ha il senso di proprietà o di riconoscimento da parte di Dio, è un aspetto della benedizione che Gesù aveva in mente.  Questa è una esperienza unica del popolo di Dio. È un fatto meraviglioso che riscalda il cuore dei veri credenti e assicura coloro che appartengono a Dio. Siamo e saremo riconosciuti da Dio come suoi figli! Te lo immagini quel momento glorioso in cielo davanti a Dio? Questo è il titolo onorifico conferito per la fedeltà di chi gli appartiene (Apocalisse 21:1-8). Quale incoraggiamento meraviglioso per un operatore della pace di Dio, che così spesso sembrano essere ignorati, insultati e che per questa società mondana non hanno molto valore!! 
I figli di Dio devono pensare devono ricordare a questo giorno meraviglioso in cui Dio li chiamerà suoi figli!! Che brilleranno come il sole nel regno del Padre loro! (Matteo 13:43). Non così per coloro che non appartengono a Dio che non sono suoi figli (Matteo 7:21-23).

CONCLUSIONE.
Albert Einstein, che ha vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1921 e le cui teorie della relatività hanno rivoluzionato il pensiero dell'uomo sulla natura del tempo e dello spazio, nel corso di una conferenza tenuta nel 1948, fece il seguente commento sulla minaccia di una guerra nucleare: “Non è un problema fisico, ma un problema etico. Ciò che terrorizza noi non è la forza esplosiva della bomba atomica, ma la potenza della malvagità del cuore umano, la sua potenza esplosiva per il male.“ Questa è la realtà del cuore umano!!  Non possiamo avere pace con gli altri se prima non abbiamo pace con Dio e la pace di Cristo in noi. Quindi chi si adopera per la pace è colui che è in pace con Dio, ha la pace di Dio e di conseguenza con se stesso e gli altri. È colui che è impegnato a ricercare la pace con il prossimo, nel promuovere la pace tra gli uomini e tra gli uomini e Dio.

1) C’è qualcuno con cui devi fare la pace?Anche se hai ragione non aspettare che sia lui o lei a fare il primo passo: crocifiggi l’orgoglio e vai, perdona, così glorificherai Dio e ti sentirai meglio, perché il rancore è come il cancro ti mangia vivo!

2) Non essere indifferente se conosci due persone che sono in lite tra di loro, prega per loro e chiedi a Dio se puoi fare qualcosa, adoperati per la loro pace, ma chiedi a Dio la  sapienza per cosa e come devi fare, è una faccenda delicata e va fatto secondo i principi biblici.

3) Siamo chiamati nel compito più importante che ci sia: predicare il Vangelo per la riconciliazione tra i peccatori e Dio.
Nella storia delle missioni dobbiamo constatare che nessuna persona  ha ricevuto il Vangelo per causa di un alieno, ma perché degli uomini hanno predicato il Vangelo! 
Dio ci vuole coinvolgere per essere protagonisti di una pace che sarà ricordata nell’eternità.  
Dio ha messo nei nostri cuori la Sua pace in Cristo riconciliandoci con Lui, ora ci vuole coinvolgere nel promuovere il Suo Vangelo nell’essere impegnati nella pace fra gli uomini e Dio. 
Cosa risponderai tu alla Sua chiamata? Vuoi essere coinvolto? Non importa quanti anni hai! Non importa che doni spirituali o talenti hai! Non importa se sei bella o brutta, ciò che conta è se appartieni a Dio se sei un suo figlio/a così potrai essere coinvolta in quello che tu stesso hai sperimentato per farla conoscere agli altri: la pace con Dio e di Dio in Cristo Gesù.

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