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2 Giovanni 5: Non è un comandamento nuovo!

2 Giovanni 5: Non è un comandamento nuovo!
“Amiamoci gli uni gli altri”.

I cristiani devono amarsi. Questa è la base della vita cristiana che tutti i credenti, costantemente, devono ricordare e a cui deve essere sempre ricordato. Giovanni include se stesso con i suoi lettori, egli non è esente dall’amare gli altri. 
L’amore è un comandamento (Matteo 22:37-39). Precedentemente Giovanni aveva scritto che “amiamoci gli uni gli altri” non è un nuovo comandamento, ma quello che hanno avuto fin dal principio (vv.4-5). L’amore, dunque, è un qualcosa che deve essere ricercato e praticato. “Fin dal principio”, si riferisce all'inizio della loro esperienza cristiana, dal momento che ognuno di loro è venuto alla fede e ha cominciato a ricevere l'istruzione nella fede; quindi è qualcosa che devono continuare a praticare.
L’amore è importante. L’amore è centrale non solo per Giovanni, ma anche per Gesù. Dopo aver citato per tre volte nel Vangelo (Giovanni 13:34; 15:12, 17), Giovanni aggiunge la ripetizione del comando di Gesù nelle sue epistole (per esempio 1 Giovanni 3:11, 23; 4:7, 11, 12). 
L'amore è una delle prove cruciali nella vita di un credente. L’amore è una prova che siamo nati da Dio e conosciamo Dio, ed è anche una prova che siamo discepoli di Gesù Cristo (1 Giovanni 2:7-10; 4:7-8; Giovanni 13:34-35).
Quindi tutto ciò che tende a separarci dagli altri cristiani non è da Dio; l’amore per Dio e per gli altri sono collegati (1 Giovanni 4:20-21). Non possiamo davvero amare Dio senza amare l'altro.
L’amore deve essere pratico. I comandamenti di Dio non sono stati dati per essere creduti; ma per essere praticati. L’amore di cui parla Giovanni è l’amore che si sacrifica cercando il bene dell’ altro come ha fatto Gesù per i peccatori (1 Giovanni 3:16-17; 4:10-11), quindi è servizio e non solo sentimento, un’azione volontaria pratica del cuore anche se ci costa un caro prezzo. Il verbo presente “amiamoci” richiede la pratica di un amore disinteressato che cerca il benessere degli altri sopra i propri desideri. L'amore si rimbocca le maniche, è un atteggiamento che si rivela in azione. I credenti possono mostrare l'amore in molti modi: evitando pregiudizi e discriminazioni, maldicenze, attraverso l'ascolto, l'aiuto, donando energie ed economicamente, tempo, rifiutando di giudicare, perdonando e così via. “L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male,  non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa” (1 Corinzi 13:4-7).
L’amore è il continuo impegno dei credenti. Deve essere una pratica abituale (agapōmen-presente attivo), mentre il reciproco pronome "gli uni gli altri” (allēlous) insiste sul fatto che deve essere reciprocamente operativo tra i credenti. Ogni credente deve esprimere l’amore per altro. L’amore è non essere indifferenti verso gli altri! Hai conosciuto l’amore di Dio? Se lo hai conosciuto amerai tuo fratello (1 Giovanni 2:7-10). 

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