Matteo 6:10: Sia fatta la volontà di Dio.

Matteo 6:10: Sia fatta la volontà di Dio.
Questo soggetto di preghiera è molto abusato, ma se molte persone la capissero realmente, avrebbero difficoltà a recitarla! 

Josè M.Martinez a proposito questa richiesta di preghiera scrive: “In chi la medita nel modo dovuto, genera pensieri al tempo stesso inquietanti e salutari. Inquietanti perché producono una scossa fortissima nella nostra volontà, che è la parte più rilevante della nostra personalità. Salutari perché aprono la strada alla meta suprema dell’essere umano: vivere conformemente ai sublimi piani che Dio ha per lui”.


Cominciamo con la:
I SPIEGAZIONE.
“Volontà” (thelēma) è scopo, decisione, intento, desiderio, ciò che piace.
Dio ha creato la terra e tutto ciò che è in essa (Apocalisse 4:11), e continua a lavorare in essa governandola secondo un Suo piano! (Salmo 93:1-2; Salmo 115:3; 135:6).

La Sua volontà si applica alle nazioni (per esempio Salmo 33:10-11), così come alle decisioni prese dalle persone (per esempio Proverbi 16:9).

Nella Bibbia, la storia umana non è mai considerata al di fuori del controllo di Dio e quindi della Sua volontà! 

Tutta la nostra vita è nelle mani di Dio.
Dio governa le circostanze della nostra vita. 

Non possiamo essere così arroganti da pensare che possiamo fare quello che ci pare come quei commercianti a cui scrisse Giacomo che pianificavano senza considerare Dio mettendolo fuori i loro progetti come se Lui non esistesse.

Giacomo li ammonisce riportandoli a considerare la loro fragilità: “E ora a voi che dite: ‘Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo’; mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos'è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: ‘Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro’.  Invece voi vi vantate con la vostra arroganza. Un tale vanto è cattivo” (Giacomo 4:13-16).

Mentre Paolo, quando aveva il desiderio di andare da una parte, diceva: “Dio volendo” (Atti 18:21); oppure: “Se piace a Dio” (Romani 15:32); o: “Se il Signore vorrà” (1 Corinzi 4:19). 

A) La diversità della volontà di Dio.
Alcuni studiosi hanno parlato riguardo la volontà di Dio in tre modi.
(1) La volontà di Dio sovrana, o decretativa, o nascosta.
In questo senso Dio ha decretato dall’eternità tutto quello che deve avvenire, perciò la volontà è eterna (Salmo 33:11; Isaia 25:1; Efesini 3:11; Atti 15:11); immutabile (Ebrei 6:17) ed efficace, quindi non sarà frustrata (Isaia 14:24-27; 46:10).

È nascosta perché noi non la vediamo e non la conosciamo (Deuteronomio 29:29).

Ci sono alcune cose che Lui consente, permette, ma fa sempre parte del suo piano, in questo senso vediamo:
(2) La volontà di Dio precettiva, o permissiva.
Non sempre quello che Dio vorrebbe veder succedere fa in modo che succeda a tutti gli effetti (Ezechiele 18:30-32; 33:10-11; 1 Timoteo 2:4; 2 Pietro 3:9). 

La volontà precettiva si riferisce a ciò che Dio ha prescritto come nostra regola di pensiero e di azione rivelata nella Sua santa legge, quindi è una volontà di tipo morale.   

Per esempio, è la volontà di Dio che non rubiamo, che noi amiamo i nostri nemici, che ci pentiamo; che siamo santi, ecc. 

Noi abbiamo il dovere di osservare queste leggi, Dio vuole che noi ubbidiamo e siamo sottomessi alla Sua legge, ma Dio ci lascia la libertà o la responsabilità di osservarla.

Infatti noi vediamo nella Bibbia (anche nella nostra vita) che non sempre gli uomini osservano la legge di Dio, quindi peccano e per questo sono giudicati.

Se usiamo l’espressione permissiva non è comunque da intendersi che Dio non ne abbia il controllo, o il governo.

Ora siccome la volontà decretativa comprende tutto, perciò anche questa volontà prescrittiva, che a volte noi non osserviamo e quindi i nostri atti peccaminosi, sono inclusi nella volontà decretativa.  

A proposito possiamo fare l’esempio della morte di Gesù per mano dei giudei e di Pilato, ma era secondo il piano di Dio (Atti 2:23).

Infine i teologi dicono che c’è:
(3) Una volontà dispositiva.
Ciò descrive l'atteggiamento di Dio; definisce ciò che è gradito a lui.
Per esempio, Dio non prende piacere nella morte del malvagio (Ezechiele 18:23-24), ma ciò che è gradito a Dio, la Sua delizia ultima, è nella Sua stessa santità e giustizia. 

Quando Egli giudica il mondo, Egli si diletta nella rivendicazione della propria giustizia, eppure non è allegro nei confronti di coloro che ricevono il Suo giudizio.
Per esempio, facendo un’analogia umana, un giudice, nell'interesse della giustizia, può condannare un criminale in prigione e allo stesso tempo soffrire interiormente per l'uomo colpevole.

Il Dio santo e giusto, è lieto quando noi troviamo il nostro piacere a obbedire a Lui e gli dispiace tanto quando noi siamo disobbedienti, e quindi ci deve punire.

B) Il desiderio riguardo la volontà di Dio.
Questa preghiera secondo alcuni è parallela, o sinonimo al soggetto di preghiera venga il tuo regno, quindi ha una connotazione etica e anche di una realizzazione piena degli scopi di salvezza di Dio.

Il fatto che Gesù ci dice di pregare che la volontà di Dio sia fatta in terra come in cielo, indica che la volontà di Dio non è sempre fatta sulla terra!

Secondo molti studiosi, questa preghiera si riferisce alla realizzazione degli scopi di Dio nel mondo, sia all'obbedienza delle persone a Dio nel presente (per esempio Matteo 7:21-23) e sia per il regno di Dio avvenire, quando gli scopi salvifici di Dio saranno pienamente adempiuti. 

La volontà di Dio, oltre all’aspetto etico, è legata alla salvezza delle persone (Isaia 53:10; Efesini 1:5-11; 1 Timoteo 2:3-4).
La base della salvezza, la crocifissione di Gesù, è esplicitamente descritta come volontà di Dio, preparata prima della creazione (Isaia 53:10; Atti 2:23, 4:28, Galati 1:4; 1 Pietro 1:18-20).

Così, dunque, un vero credente, quando fa questa preghiera, o prega ispirandosi a questa, sta pregando che la volontà di Dio sia obbedita e si adempia la Sua volontà salvifica. 

Ma al di là di tutto questo, possiamo comunque affermare che in senso generale si riferisce al compimento degli scopi di Dio nel mondo.

Le parole finali, "anche in terra come è fatta in cielo", indica tutto il creato. 

Non c'è nulla che si oppone alla volontà di Dio nei cieli, quindi il desiderio è che questo avvenga anche sulla terra. 

In cielo (tra gli angeli) il nome di Dio è onorato, la sua regalità è riconosciuta e la sua volontà è fatta, allora la preghiera è che questo stato di cose celesti possa riflettersi anche sulla terra.

Così con questa preghiera c’è il desiderio che l'attuale ordine malvagio venga rovesciato, la terra rigenerata e la sovranità di Dio espressa qui sulla terra definitivamente, che possano cessare egoismi, menzogne, immoralità e violenze!
Che non esista più il male! 

Si riferisce alla vittoria finale di Dio riguardante la condizione morale dell'umanità in modo tale che le persone obbediscano ai comandamenti di Dio.

Così questa preghiera è l'ardente desiderio di una persona che la volontà del Padre sia fatta sulla terra.

Significa desiderare che il regno di Dio cresca e si espanda, e che Dio domini su tutto!

Questa preghiera è il desiderio che il Signore agisca perché la Sua legge non è rispettata Salmo 119:126).

Ora, “sia fatta la volontà di Dio”, implica aspetti importanti per la nostra vita personale. 

Quando rivolgiamo a Dio sinceramente, questa preghiera, gli chiediamo di fare ciò che è necessario per rendere la Sua volontà prevalente e determinante nella nostra vita. 

Così troviamo due significati, o applicazioni per la nostra vita.

La prima applicazione è:
II L’ACCETTAZIONE.
Sia fatta la tua volontà è segno che ci fidiamo di Dio, che ci fidiamo che è vero, e ciò che fa è la cosa migliore.

Con questo soggetto di preghiera, Gesù vuole che i suoi discepoli abbiano una vita vissuta in perfetta conformità con la volontà di Dio anche quando questa non sia sempre facile.

Infatti, a volte la volontà di Dio è la sofferenza per noi! (Matteo 26:42; Romani 8:28; Giacomo 1:2-4; 1 Pietro 3:17; 4:19).

Siamo chiamati ad accettare tutto quello che Dio opera nella nostra vita.

Molti sono ribelli a Dio per qualche difetto corporeo che hanno, per i problemi, per una sofferenza, come il compositore famoso Beethoven che spesso era irritato per la sordità che gli impediva di sentire le sue composizioni. 

Il commentatore della Bibbia William Barclay a proposito di Beethoven diceva: “Si dice che quando fu trovato morto, i suoi pugni erano chiusi, come se si trattasse di colpire Dio, e le sue labbra contratte come se, per amarezza e sfida, volesse vomitare Dio”.

Pregare: “Sia fatta la volontà di Dio” significa non essere disperati, tristi, rancorosi e induriti verso Dio. 

Significa essere sottomessi sempre a Dio anche se la nostra vita va a pezzi. 

Pregare: “Sia fatta la volontà di Dio” significa accettare “il bello e il cattivo tempo”, le gioie e i dolori. 
Ci sono alcune persone che non hanno proprio una resistenza a Dio completamente indignata, ma in parte, cioè desiderano in parte fare la volontà di Dio: accettano “il bel tempo”, le cose che per esempio sono gioiose, belle (buon lavoro, buona salute, una bella moglie, o marito, ecc.), ma non accettano “il cattivo tempo” (disoccupazione, sofferenza e problemi di vario genere).

“Sia fatta la volontà di Dio” significa chiedere a Dio che ci dia la grazia e la pazienza di sopportare volentieri ogni sorta di malattia, di povertà, di vergogna, di sofferenza e di avversità. 

Questa preghiera significa dare un pieno consenso alla volontà di Dio per la nostra vita anche quando la nostra vita è provata, quando Dio ci chiama a soffrire. 

Siamo chiamati a seguire l’esempio di Gesù che nonostante la dura sofferenza che doveva affrontare si sottomise a Dio.

In Matteo 26:39 troviamo scritto: “E, andato un po'più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: ‘Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi’”.

Il racconto dell’agonia di Gesù nel giardino del Getsemani ci fa capire la Sua umanità, quale fosse il costo della Sua missione e anche il rapporto intimo che aveva con il Padre. 

Gesù era triste e angosciato per la sua morte in croce che doveva patire (vv.36-38), una sofferenza vicaria atroce sia in termini fisici, sia in termini morali e soprattutto spirituali: stava per diventare oggetto dell'ira di suo Padre! 

In questa crisi, peggiore della tentazione nel deserto (Matteo 4:1-11), Gesù chiede se ci fosse un'alternativa alla sofferenza atroce della croce per la realizzazione degli scopi salvifici del Padre. 
Ma è chiaro che Gesù intende rispettare pienamente la volontà del Padre, e sottomettersi a essa!

Così vediamo contemporaneamente sia il fatto che Gesù potesse essere tentato nella Sua umanità e sia la Sua completa obbedienza.

Per noi oggi Gesù è un modello su come affrontare la sofferenza e come dobbiamo pregare quando stiamo soffrendo. 

In Gesù troviamo l’equilibrio che dobbiamo avere: il desiderio onesto (Salmo 62:8), la preghiera che Dio ci liberi dalla sofferenza, e la sottomissione alla volontà di Dio. 

Dunque pregheremo che Dio ci liberi dalla sofferenza, ma dobbiamo anche avere l’atteggiamento di essere sottomessi a Dio accettando la sofferenza.

La seconda applicazione è:
III LA CROCIFISSIONE.
Questa preghiera, ci fa capire che per Dio, la sua volontà è importante, centrale nella vita del discepolato. 

Nella crocifissione vediamo che:
A) Siamo chiamati a crocifiggere la nostra volontà per essere sottomessi a Dio.
In Galati 2:20 Paolo afferma: “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me”.

Con questo versetto, Paolo non ci dice che non dobbiamo più avere una nostra identità, ma che l’io non governa più, è morto se siamo stati crocifissi con Cristo! 

Gesù deve avere il controllo della nostra vita!

Come risultato della sua unione alla morte di Cristo sulla croce (Romani 6:6), Paolo spiega che la vita che vive ora non è vissuta dal suo "io", ma la vita è vissuta dal Cristo risorto ed esaltato, che abita in lui. (cfr. Romani 8:10; 2 Corinzi 13:5; Colossesi 1:27; Efesini 3:17).

Il “ma” di “Cristo vive in me” è avversativo cioè contrasta la Signoria di Cristo nella vita di un credente a quella del proprio io. 

Paolo è morto, al suo  “IO” non governa più, ora è Gesù Cristo che vive in Lui, che ha il controllo della sua vita!

Paolo è crocifisso con Cristo e non è più lui che vive!
In virtù della sua risurrezione, “Cristo vive in me” dice Paolo.

“Vive” (zō-presente attivo indicativo) è in enfasi, ed è al presente, quindi Gesù Cristo controlla ogni giorno la vita di Paolo, la cui esistenza nel presente è determinata dal Cristo interiore.

Ma questa è una realtà per tutti i figli di Dio!

…Ora dobbiamo ammettere come diceva Lutero: “Nulla all’uomo è tanto caro e tanto difficile a tralasciare quanto la sua propria volontà”.

Il grande nemico della volontà di Dio è la nostra volontà, il nostro io, il nostro orgoglio che c’impedisce di sottometterci alla volontà di Dio!!!

Molti hanno un atteggiamento di opposizione indignata nei riguardi di Dio come il faraone che rispose arrogantemente a Mosè e ad Aaronne, in Esodo 5:1-2 leggiamo: “Dopo questo, Mosè e Aaronne andarono dal faraone e gli dissero: ‘Così dice il SIGNORE, il Dio d'Israele: -Lascia andare il mio popolo, perché mi celebri una festa nel deserto.’ Ma il faraone rispose: ‘Chi è il SIGNORE che io debba ubbidire alla sua voce e lasciare andare Israele? Io non conosco il SIGNORE e non lascerò affatto andare Israele’.

Molti oggi, come il faraone sono turbati e respingono qualsiasi idea di avere un Signore che governi la propria vita!

Molte persone, e tra queste anche cristiani, non accettano la volontà di Dio al 100%.

A proposito Walter Lüthi scrisse: “La nostra difficoltà oggi è che, temendo di fare tutta la volontà di Dio, preferiamo sempre audacemente, per così dire, dividerla con Dio in due parti…Ciò accade ogni volta che permettiamo a Dio di entrare nella nostra mente e nei nostri sentimenti, ma non siamo disposti a cedergli la nostra volontà. La volontà vogliamo tenercela per noi. Così nasce quell cristianesimo scisso, mediocre, diviso a metà o in terzi, che conosciamo così bene. Di questo soffre la cristianità”.

In questo modo è come se dicessimo a Dio: “Sia fatta la tua volontà, ma fino a un certo punto” e non “Sia fatta la tua volontà”.

Così “sia fatta la tua volontà anche in terra” significa avere il desiderio che il nostro Io, e quello di tutta l’umanità, sia piegato a Dio. 

In secondo luogo fare la volontà di Dio significa che:
B) Siamo chiamati a obbedire alla volontà di Dio.
Quindi chiedere a Dio che sia fatta la Sua volontà significa non volere altro che la volontà di Dio, significa essere sottomessi a Lui; significa obbedirGli!

Il vero cristiano ha il desiderio di fare la volontà di Dio (Salmo 143:10; Geremia 31:31-34; Ezechiele 36:24-27). 

Nel Salmo 40:8 è scritto: “Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore”.

La volontà di Dio significa mettere in pratica, obbedire ai Suoi comandamenti. 

In Matteo 7:21 Gesù afferma: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.
Per Dio non contano le parole, ma chi fa la Sua volontà!

Tutto il sermone sul monte in modo particolare la parabola delle due case, la conclusione di tutto il sermone parla di obbedienza ai comandamenti di Dio (Matteo 5:16, 20, 48; 7:12,20; 7:21-29).

Questa obbedienza viene dal profondo del cuore, non è esteriore, ma riempie tutto il nostro essere interiore: pensieri, sentimenti, volontà e si esprime all’esterno! (Proverbi 4:23; Marco 7:20-23)

Il nostro comportamento e le nostre parole, sono influenzati da ciò che realmente siamo dentro di noi!

Noi come discepoli di Gesù siamo chiamati a seguire il Suo esempio di sottomissione alla volontà di Dio!

In Giovanni 4:34 leggiamo le parole di Gesù ai discepoli: “Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua”. 

Allora se prego secondo queste parole, il mio cibo, cioè quello per cui vivo veramente, la cosa più importante è: ricercare e fare la volontà di Dio! (cfr. Giovanni 5:20; 6:38). 

Non possiamo pregare in questo modo se non riconosciamo che Dio è il nostro Signore che dobbiamo temere (Malachia 1:6; Luca 6:46).

Non possiamo pregare in questo modo se non ci fidiamo che è nostro Padre che si prende cura di noi fedelmente, saggiamente e amorevolmente.
Infine, non possiamo pregare in questo modo se non crediamo che la Sua volontà è buona, gradita e perfetta. 

Come ci ricorda Romani 12:2: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà”.

Coloro che si lasciano trasformare la mente da Dio, cambiano il loro modo di pensare e di agire riguardo la volontà di Dio.

Quando la mente di un cristiano è trasformata, sarà in grado di valutare correttamente ogni cosa, di apprezzare, desiderare e praticare la volontà di Dio.

Senza una mente rinnovata non saremo in grado di discernere, apprezzare, desiderare e praticare la volontà di Dio.       

Allora possiamo dire che molti non fanno la volontà di Dio perché non l’apprezzano, non l’apprezzano perché non hanno la mente rinnovata da Dio!!!   

Il cristiano è colui che ha la possibilità di dimostrare con la sua vita consacrata a Dio che la volontà di Dio è buona, gradita e perfetta anche quando il piano di Dio sembra difficile e arduo!

CONCLUSIONE.
Nessun cristiano può pregare: “Signore, sto per commettere adulterio, e voglio che tu mi impedisca di essere scoperto". 

Nessun cristiano può pregare, "Signore, rendimi abbastanza intelligente per imbrogliare il mio partner su questo accordo”. 

Nessun cristiano può chiedere al Signore di aiutarlo a mentire in modo convincente, o a commettere qualsiasi altro peccato!!

Un cristiano semplicemente non può pregare in questo modo. 

Un cristiano pregherà sempre: “Padre sia fatta la tua volontà nella mia vita com’è fatta in cielo”.

Ma è ugualmente importante anche il modo come facciamo questa preghiera.
(1) Alcune persone potrebbero dire: "La tua volontà sia fatta” con un tono di rassegnazione. 
Potrebbero dirlo non perché lo vogliano dire, ma perché sono costretti ad accettare questo fatto e non può essere diversamente.

Accettano la volontà di Dio perché hanno accettato il fatto che Dio è troppo forte per loro, e che è inutile fare qualsiasi altra cosa, hanno capito che non possono fare nient'altro.

(2) Alcune persone potrebbero dire: "La tua volontà sia fatta” con un tono di aspro risentimento. 
Queste persone accettano la volontà di Dio, ma hanno dei rancori verso di Lui per la circostanza che stanno vivendo, o hanno vissuto!
Possono accettarla con amaro risentimento e rabbia.
Infine:
(3) Alcune persone potrebbero dire: "La tua volontà sia fatta” con amore e fiducia. 
Lo dicono veramente con amore e piena fiducia, non importa ciò che stanno vivendo.

Il predicatore Stephen Oldford scriveva: “La cosa più importante in tutto il mondo è l'adempiere alla volontà di Dio nell'esperienza personale. Pertanto, quando i cristiani esprimono questa petizione non dovrebbe farlo con uno spirito di rassegnazione, o di risentimento, ma con un senso di perfetta fiducia nell'amore e nella saggezza di Dio”.

Questa preghiera di fiducia e di amore proviene dalla fede che Dio ci ama ed è saggio!

Questo significa che la volontà di Dio per noi è la cosa migliore, giusta per il nostro bene!

Richard Cameron, era un capo dei presbiteriani militanti, noti come “covenanti”.
I covenanti resistettero ai tentativi dei monarchi Stuart di controllare gli affari della Chiesa di Scozia. Quest’uomo fu ucciso per la sua causa, la sua testa e le sue mani furono tagliate e portate a Edimburgo. Suo padre era in prigione per la stessa causa, il nemico portò la sua testa e le sue mani da lui, e gli chiese se li conosceva. Prendendo la testa e le mani di suo figlio, le baciò e disse: "Li conosco, li conosco. Sono di mio figlio, mio caro figlio. È il Signore. Il bene è la volontà del Signore, che non può sbagliare, ma con bontà e misericordia ci ha seguito tutti i nostri giorni”. 

Quando un uomo parla in questo modo, in un momento così drammatico, in una situazione drammatica, vuol dire che si fida dell’amore e della saggezza di Dio!
  
Concludiamo con un versetto e leggiamolo con atteggiamento di preghiera.

Ebrei 13:20-21: “Or il Dio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il grande pastore delle pecore, il nostro Signore Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, affinché facciate la sua volontà, e operi in voi ciò che è gradito davanti a lui, per mezzo di Gesù Cristo; a lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen”.

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