Salmo 2:10-12: Il regno invincibile (3). L’invito di Dio.

Salmo 2:10-12: Il regno invincibile (3).
L’invito di Dio.
In questi versetti, vediamo che Dio invita direttamente i governanti, e indirettamente, anche tutti i peccatori, a rinunciare alla loro ribellione considerando il Suo giudizio e la Sua autorità Sovrana che schiaccia la ribellione senza  nessuna difficoltà!

C’è l’invito a essere saggi, a lasciarsi correggere, a servire il Signore con timore e gioire con tremore e a rendere omaggio al Figlio.



Nell’invito di Dio vediamo:
I LA CHIAMATA ALLA SAGGEZZA.
Nel v.10 è scritto:”Ora, o re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra”.

QUESTE PAROLE CI FANNO CAPIRE CHE IL SIGNORE NON È UNA SEMPLICE DIVINITÀ LOCALE, MA IL DIO DI TUTTA LA TERRA!!

Benché il riferimento è per i capi politici, si può applicare a tutti gli uomini. 

Sapendo del giudizio di Dio e che Dio è sovrano, e stabilisce il Suo re, dice il salmo, lasciatevi correggere, siate saggi!!!!

Nella chiamata alla saggezza, vediamo:
A)La chiamata a fare la scelta giusta.
“Saggi” (sākhal) indica ragionevoli, giudiziosi, prudenti! (Salmo 36:3; Proverbi 10:5,19; 16:23; 19:11). 

C’è la chiamata a fare la scelta giusta, scelta che li porterà alla loro salvezza e non alla loro distruzione!   

Gli empi pensano di farla franca davanti a Dio, infatti sono arroganti, si vantano,   schiacciano i retti di cuore.

Nel Salmo 94:8-10 è scritto: “Cercate di capire, uomini stolti! E voi, sciocchi, quando sarete saggi?  Colui che ha fatto l'orecchio forse non ode? Colui che ha formato l'occhio forse non vede? Colui che ammonisce le nazioni non saprà pure castigarle, lui che impartisce all'uomo la conoscenza? 

Dio conosce la via degli uomini! 

NON POSSIAMO PRENDERE IN GIRO DIO, PERCIÒ LASCIAMOCI CORREGGERE DA LUI!! 

Questo è il prossimo punto, nella chiamata alla saggezza c’è:
B)La chiamata alla sottomissione a Gesù Cristo.
“Lasciatevi correggere” (hiawwserû) è un imperativo.

“Correggere” (yā∙sǎr) è istruire, lasciarsi insegnare e disciplinare nelle vie del Signore (cfr. Salmo 6:1), e a volte è dolorosa (Levitico 26:23; Salmo 94:10, Proverbi 29:19). 

L’insegnamento è al pentimento, a lasciare l’orgoglio e sottomettersi  all’autorità di Gesù, considerando il giudizio del Signore (v.12) come conseguenza di una determinata azione (cfr. Geremia 6:8; Ezechiele 23:48).

Cosa rispondi tu?
Vuoi lasciarti istruire? 
Vuoi sottometterti alla Sua autorità?

Nell’invito di Dio vediamo:
II LA CHIAMATA AL SERVIZIO.
Il v.11 dice: “Servite il SIGNORE con timore”.

Non è naturale per i governanti servire, anzi, è una contraddizione. 
Come può un capo essere un servo? 
Ma la chiamata è a essere servi di Dio e del Suo Unto, il Re dei re! Il Signore dei signori.

Il salmista chiarisce che essere saggi significa diventare un vero servitore del Dio vivente. 

COME CREATURE DI DIO, SIAMO CHIAMATI A SERVIRLO (Salmo 24:1-2), COSÌ ANCHE PERCHÈ CI HA SALVATI, SE SIAMO VERI CRISTIANI! (Atti 20:28; 1 Pietro 2:9).

NOI SIAMO CHIAMATI A SERVIRE DIO IN MODO ASSOLUTO, ESCLUSIVO E TOTALE  (Deuetronomio 6:13-15;  Matteo 6:24; Luca 16:13). 

NON C’ È ALTRO SCOPO PIÙ  GRANDE IN QUESTA VITA DI QUELLO DI SERVIRE DIO!

David Brainerd nel suo diario scrisse: “Finché vedo qualcosa da fare per Dio, vale la pena vivere; ma oh quanto è vano e indegno vivere per ogni fine inferiore!”
DIO NON DIVENTA PIÙ GRANDE SE NOI LO SERVIAMO, MA È UN PRIVILEGIO PER NOI SERVIRLO! 

NON FACCIAMO UN FAVORE A DIO SERVENDOLO, LUI NON HA BISOGNO DI NOI, MA DIO CI ONORA CHIAMANDOCI A SERVIRLO!!

SERVIRE DIO È UN ONORE!!

Grandi uomini di Dio come Abramo (Salmo 104:42); Mosè (Giosuè 14:7;1 Re 8:53-56; Salmo 104:26,42; Daniele 9.11; Malachia 3:24; Apocalisse 15:3); Giosuè (Giosuè 24:29; Giudici 2:8); Caleb (Numeri 14:24); Davide (2 Samuele 7:8,25,29; 1 Re 8:66; 1 Cronache 17:4; Salmo 77:70); il Messia (Isaia 52:13,53:11); quindi i profeti erano considerati servi (2 Re 9:7; 2 Re 17:13; Ger.7:25; 26:5; 29:13; Ezechiele 38:17; Amos 3:7; Daniele 9:10). 

Ora questo aveva un titolo onorifico perché per gli israeliti, Dio è il Signore assoluto perciò l’uomo dipende da Dio.
Per questo motivo essere scelto da Lui per servirlo non era qualcosa di degradante, ma era considerato un privilegio, un onore.

Nella chiamata al servizio c’è:
A)La consacrazione.
“Servite” (Ibdu) è un verbo imperativo, è un comando!

“Servire” (ʿā∙ḇǎḏ) indica sottomissione e riconoscere la Signoria di Dio. 

Ha il senso religioso di adorare Dio (cfr. Salmi 134:1) e ubbidire ai Suoi comandamenti, ma anche quello di servire, di dare le proprie energie e la devozione a Dio. 

LA CHIAMATA È A LASCIARE I PROPRI IDOLI PER SERVIRE DIO!
“SERVIRE”, ALLORA SIGNIFICA CAMBIARE LA FEDELTÀ DAI PROPRI DÈI ALL’UNICO VERO E VIVENTE DIO!! (Esodo 23:24-25; 1 Tessalonicesi 1:9). 

Nella chiamata al servizio c’è:
B)Il come servire.
“Servite il SIGNORE  con timore”.

“Timore” (yir∙ʾāh) è terrore, rispetto, riverenza implica che Dio è il centro di tutta l'esistenza, da cui dipendiamo e che siamo chiamati a metterlo sopra tutto e tutti.

ABBIAMO TANTI TIMORI IN QUESTO MONDO, MA CIÒ CHE DOBBIAMO TEMERE PIÙ DI TUTTO E DI TUTTI È DIO!!

SE NOI PENSIAMO ALLA MAESTÀ DI DIO, ALLA SUA GLORIA, ALLA SUA SANTITÀ, AI SUOI GIUDIZI NON POSSIAMO ESSERE SUPERFICIALI DAVANTI A LUI!!
Colui che teme Dio è attratto da Lui in riverenza, amore, adorazione, stupore e obbedienza per ciò che Egli è e fa!

Eppure questo, oggi, non c’è nella stragrande maggioranza delle persone, anche cristiani!

Prima, coloro che sperimentavano Dio, lo temevano.

Nel suo libro “la Conoscenza del Santo” Tozer scriveva: “Nei tempi antichi si diceva che uomini di fede ‘camminavano nel timore di Dio’ e ‘servivano il Signore con timore’. Per quanto intima fosse la loro comunione con Dio, per quanto audaci fossero le loro preghiere, alla base della loro vita religiosa, vi era la concezione di Dio come terrificante e terribile. Questa idea di Dio trascendente attraversa tutta la Bibbia e dà colore e tono al carattere dei santi. Questo timore di Dio era più di una naturale apprensione del pericolo; era un terrore non razionale, un sentimento acuto di insufficienza personale alla presenza di Dio l'Onnipotente. Ovunque Dio apparisse agli uomini nei tempi biblici i risultati erano gli stessi: un senso travolgente di terrore e sgomento, una sensazione straziante di peccaminosità e colpa. Quando Dio parlò, Abramo si prostrò a terra per ascoltare. Quando Mosè vide il Signore nel roveto ardente, nascose il suo volto per timore di guardare Dio. La visione di Isaia di Dio strappò da lui il grido: ‘Guai a me!’. L'incontro di Daniele con Dio fu probabilmente il più terribile e meraviglioso di tutti loro. Viceversa, la sicurezza di sé dei cristiani moderni, la leggerezza di base presente in così tante delle nostre riunioni religiose, la scioccante mancanza di rispetto mostrata per la persona di Dio, sono una prova sufficiente della profonda cecità del cuore. Molti si chiamano con il nome di Cristo, parlano molto di Dio e a volte lo pregano, ma evidentemente non sanno chi è. "Il timore del Signore è una fonte di vita", ma questo timore di guarigione è oggi difficilmente riscontrabile tra gli uomini cristiani”.

Nell’invito di Dio vediamo:
III LA CHIAMATA ALLA GIOIA CON TREMORE.
Nel v.11 leggiamo ancora: “E gioite con tremore”. 
A volte dimentichiamo che è possibile mettere queste due cose, cioè gioia e tremore fianco a fianco. 

Spesso quando ci rallegriamo perdiamo il nostro senso di dignità e quando temiamo Dio rischiamo di dimenticare di gustare la nostra condizione di figli di Dio.

A)La gioia è un’emozione forte.
A Franz Joseph Haydn, il grande compositore austriaco di musica classica (Rohrau, 31 marzo 1732 – Vienna, 31 maggio 1809), fu chiesto una volta perché la sua musica di chiesa era così allegra; lui rispose: “Quando penso a Dio, il mio cuore è così pieno di gioia che le note danzano e saltano, per così dire, dalla mia penna, e poiché Dio mi ha dato un cuore allegro, mi sarà perdonato di servirLo con spirito allegro".

QUANDO PENSIAMO A CHI È DIO, A COSA FA E ALLE BENEDIZIONI CHE CI HA DATO, NON POSSIAMO CHE GIOIRE IN LUI!!

Martin Lutero affermava: “Il cristiano dovrebbe essere una dossologia vivente”.

La gioia è una caratteristica di chi fa parte del popolo di Dio (per esempio Salmo 95:1-2; 97:1; 100:1-2; Galati 5:22; Filippesi 3:1; 4:4).

Jerry Bridges ha detto: “La vera gioia cristiana è sia un privilegio che un dovere”.

La vera gioia cristiana è un privilegio perché tutti coloro che hanno sperimentato la presenza, le benedizioni e la salvezza di Dio sono gioiosi.

Così “un cristiano senza gioia è una calunnia sul suo Maestro” (Northcote Deck).

LA GIOIA È ANCHE UN DOVERE PERCHÈ DIO VUOLE CHE SIAMO GIOIOSI!!
DIO CI COMANDA DI ESSERE GIOIOSI!!

Infatti, “gioite” (ewgilu) è un imperativo.

“Gioite” è un emozione forte, una gioia accompagnata da grida spontanee ed entusiastiche. 

Il riferimento è alle grida di giubilo con cui un monarca deve essere salutato (cfr. Numeri 23:21).

Quindi: 
B)La gioia deve essere adeguata.
"Con tremore" (reʿā∙ḏāh) indica tremare, e assicura che sarà una gioia adeguata nel servizio, nell’ubbidienza e nell’adorazione! 

Vance Havner disse: “La gioia del Signore non deve essere confusa con la leggerezza religiosa che non ha radice né profondità”.

L'espressione rallegrarsi con tremore può sembrare strana perché combina due emozioni apparentemente opposte, ma non è così.

Alla presenza di Dio c’è la pienezza della gioia (Salmo 16:11), ma la gioia non deve trasformarsi in presunzione irriverente, o frivolezza.

NON DOBBIAMO REPRIMERE LA GIOIOA NEL SIGNORE, MA LA GIOIA SENZA TREMORE RISCHIA DI CREARE UNA RELIGIOSITÀ FRIVOLA E IRRISPETTOSA NEI RIGUARDI DI DIO!!

Così le persone gioiscono molto nel santuario, ma rendendosi conto che sono alla presenza del Signore, gioiscono con il giusto rispetto.

Quindi l'equilibrio tra gioia e timore coglie il vero senso delle proporzioni per l'adorazione del Dio santo.

Servire il Signore è gioia, perché ci ama, perché è un grande Dio dalle grandi imprese, perché in Lui c’è la salvezza e tante benedizioni (Abacuc 3:18; Gioele 2:23; Salmo 89:16-18; 149:2-9). 

Mentre tremore è la reazione davanti la santità, la maestà, la potenza e il giudizio di Dio (Salmo 104:32; Isaia 33:14, Cfr. Esodo 15:15- raʿadh).  

“Gioite con tremore” evoca una sorprendente, ma abbastanza appropriata miscela di emozioni di fronte al servire un re così grande.
Nell’invito di Dio vediamo:
IV LA CHIAMATA A RENDERE OMAGGIO AL FIGLIO. 
Nel v.12 è scritto:  “Rendete omaggio al figlio, affinché il SIGNORE non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui!”

C'è ancora un pugno di ferro dietro la precedente ammonizione dei vv.4-9.

“Rendete omaggio” (nashap) è baciare, ed era il modo come si rendeva omaggio, come leggiamo per esempio in 1 Samuele 10:1: “Allora Samuele prese un vasetto d'olio, lo versò sul capo di lui, baciò Saul e disse: ‘Il SIGNORE non ti ha forse unto perché tu sia capo della sua eredità?......’” (cfr. Salmo 72:9; Isaia 49:23 Michea 7:17).

Nell’antichità si baciavano i piedi ai sovrani come un atto di omaggio, affetto e sottomissione. 
C’è un reperto archeologico assiro, un bassorilievo dove il re israelita Ieu è raffigurato mentre bacia il terreno di fronte al re assiro Salmanassar III sul famoso “Obelisco Nero di Salmanassar”.

In senso negativo si baciavano anche gli idoli, alle divinità pagane come è scritto in 1 Re 19:18: “Ma io lascerò in Israele un residuo di settemila uomini, tutti quelli            il cui ginocchio non s'è piegato davanti a Baal, e la cui bocca non l'ha baciato”. (Cfr. Giobbe 31:27-28; Osea 13:2). 

Ora Dio ha posto il proprio sigillo su Gesù e pertanto va onorato. 

In Giovanni 6:27 Gesù dice: “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo”. 

“Sigillo” (sphragízō) indica l’approvazione di Dio sul Figlio Gesù! 

SIAMO CHIAMATI A ONORARE IL FIGLIO COME AL PADRE DICE Giovanni 5:23.

Ribellarsi contro il Padre, il Signore, significa ribellarsi contro il Suo Unto, il Figlio, e sottomettersi all’Uno significa  sottomettersi a entrambi. 

Nel rendete omaggio al Figlio vediamo:
A) Il perché: è per l’ira di Dio.
“Affinché il Signore non si adiri” dice il v.12. 

L’IRA DI DIO NON È SOLO UNO STATO D’ANIMO, MA È AZIONE CONCRETA!!

Vediamo inoltre:    
B)La potenza dell’ira di Dio. 
Nel v.12 troviamo ancora scritto: “E voi non periate nella vostra via”.

COLORO CHE SONO COLPITI DALL’IRA DI DIO SONO INERMI, INDIFESI!
NON ESISTE NESSUNA RESISTENZA COME PER UNO TSUNAMI, O PER UN TERREMOTO!!!!!!!

“Perire” (ʾaḇaḏ) ha il significato “di andare in rovina”, “di essere annientato”, “distrutto”, lo saranno coloro che non ascoltano la voce di Dio. (Deuteronomio 7:24; 8:19-20; 9:3; 11:4). 

Così è stato per gli Egiziani (Esodo 10:7) e con altri popoli (Amos 1:8; Numeri 21:9-10). 

“Nella vostra via” (derek ) denota sia il corso della vita e sia la condotta di vita, il modo di vivere, in questo caso nella ribellione a Dio.

Consideriamo:
C) La previdenza all’ira di Dio.
Leggiamo ancora nel v.12: “Perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare”.

Noi dobbiamo essere previdenti!         
Noi dobbiamo prevedere questo fatto e provvedere opportunamente! 

NOI DOBBIAMO ONORARE IL FIGLIO, GESÙ SE NON VOGLIAMO INCAPPARE NEL GIUDIZIO DI DIO!

L’ira Sua potrebbe divampare! 

L’ira di Dio è qualcosa che non ci piace, eppure Artur Pink scriveva: “Uno studio della concordanza biblica rivelerà che nella Scrittura vi sono più riferimenti alla collera, al furore e all’ira di Dio che non al Suo amore e alla Sua tenerezza”. 

QUANDO L’IRA DI DIO DIVAMPA, DISTRUGGE, CONSUMA!!

In Deuteronomio 6:13-15 è scritto: “Temerai il SIGNORE, il tuo Dio, lo servirai e giurerai nel suo nome. Non seguirete altri dèi, presi fra gli dèi degli altri popoli intorno a voi, perché il tuo Dio, il SIGNORE, che                                    sta in mezzo a te, è un Dio geloso; l'ira del SIGNORE tuo Dio si accenderebbe contro di te e ti farebbe scomparire dalla terra”. (Cfr. Esodo 32:10). 

A volte l’ira di Dio è associata con l’acqua, che Dio riversa (Osea 5:10), ma qua vediamo che è una manifestazione di fuoco (cfr. Salmi 21:10; Isaia 42:25). 

L’ira di Dio è spesso minacciata anche verso il popolo di Israele, di cui i capi si cullavano nella falsa sicurezza di essere sempre in ogni caso il popolo eletto di Dio. (Geremia 6:9-15; Ezechiele 13:10)

Efesini 5:6 dice che “l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli”. 

Questo è un monito anche per noi credenti!!!            

Parlando che Dio ha giudicato il popolo di Israele paragonandolo all’ulivo che viene potato, Paolo rivolgendosi ai cristiani di origine pagana per non farli insuperbire dice loro in Romani 11:22: ”Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà;altrimenti, anche tu sarai reciso”.

L’ira di Dio è manifestata in questa vita con vari giudizi (per esempio Genesi 6:5; 18:20; 19:23-25; Esodo 15:7; Deuteronomio 7:1-5; 9:4-6;  Giovanni 3:36; Atti 5:1-11; Romani 1:18; 1 Corinzi 11:29-30) e la morte fisica (Salmo 90: 7-12; Romani 6:23).

Ma l’ira di Dio sarà pienamente mostrata nell'ultimo giorno del giudizio con la seconda morte che è descritta come il tormento eterno nello stagno di fuoco (Apocalisse 20:10-15; 21:8, Matteo 13:42,50; 25:46;  Marco 9:42-48; Luca 16:19-31; Ebrei 10:26-31; 2 Pietro 3:7).
CHI RIGETTA DIO E GESÙ CRISTO SARANNO PUNITI ALL’INFERNO! DOVE SOFFRIRANNO PER SEMPRE!!

Infine vediamo:
D) La possibilità all’ira di Dio.
Nel v.12 leggiamo: “Beati tutti quelli che confidano in lui!”.  

L'espressione usata qui, punta da una parte all'insicurezza di coloro che dipendono dal loro potere, ma dall'altra parte alla sicurezza di coloro la cui fiducia è nel SIGNORE: Egli è l'unico rifugio dalla tempesta della Sua ira!

Il salmo non chiude con un’esortazione triste, ma con la possibilità di una buona e felice esistenza: chi confida nel Signore è beato!                

SIAMO CHIAMATI A FARE UNA SCELTA TRA LA SUA IRA E LA SUA PROTEZIONE, TRA IL PERIRE MISERAMENTE E L’ESSERE BENEDETTI!!
“Beato” (ʾǎš∙rê) ha il significato di fortunato, felice, benedetto.

“Confidare” (ḥā∙sāh) significa rimanere fermo, saldo, quindi in una posizione di sottomissione e di dipendenza.

Ma si riferisce anche al cercare rifugio in Lui o uno spazio protetto, così anche l’attesa e la speranza della salvezza, nel senso di sperare in Dio che possa intervenire a favore di chi confida in Lui e non certamente di essere sotto il Suo giudizio come nel contesto. 

In Naum 1:7 leggiamo: “Il SIGNORE è buono; è un rifugio nel giorno dell'angoscia e conosce quelli che confidano in lui”.  (Cfr. Salmi 7:1; Salmi 16:1).  

C. H. Spurgeon disse: “Non possiamo sempre tracciare la mano di Dio, ma possiamo sempre fidarci del Suo cuore”.
LA BONTÀ DI DIO ASSICURA CHE SI PRENDERÀ CURA DEI SUOI FIGLI E PUNIRÀ COLORO CHE CERCANO DI FARCI DEL MALE!!

Dopo tutti i problemi che il popolo di Dio aveva sopportato sotto i loro dominatori assiri, Giuda finalmente riceve buone notizie: Ninive sarà giudicata (Naum 1:8-9), mentre il popolo di Dio sarà salvato!

DIO È BUONO! 
DIO NON DIMENTICA IL SUO POPOLO COLORO CHE SONO PURI DI CUORE (Salmo 73:1).

Quindi i veri cristiani possono celebrare il Signore perché Egli è buono! (1 Cronache 16:34).

“Il SIGNORE sarà un rifugio sicuro per l'oppresso, un rifugio sicuro in tempo d'angoscia” (Salmo 9:9).

Il Signore è fedele, si prende cura del Suo popolo in ogni situazione di crisi! 


IL SIGNORE VUOLE CHE FACCIAMO DI LUI IL NOSTRO RIFUGIO, PERTANTO POSSIAMO CORRERE A RIFUGIARCI IN LUI CON LA FIDUCIA CHE CI ACCOGLIERÀ!! 

DIO È LA NOSTRA FORTEZZA!! 

Ogni volta che ci troviamo circondati da difficoltà e angoscia, dobbiamo rivolgerci al Signore con fiducia e preghiera e cercare rifugio in Lui.

QUANDO LA VITA SEMBRA, O È TROPPO DA SOPPORTARE, QUANDO SIAMO SOTTO PRESSIONE, QUANDO  CI SENTIAMO CONFUSI E SMARRITI, QUANDO NON VEDIAMO VIE D’USCITA, POSSIAMO CORRERE VERSO DIO CHE CI ASPETTA, CI ACCOGLIE E CI AVVOLGE TRA LE SUE BRACCIA AMOREVOLI E ONNIPOTENTI E CI TIENE AL SICURO NONOSTANTE LA TEMPESTA!!

CONCLUSIONE.
Isaia 40 ci ricorda che davanti a Dio le nazioni, gli abitanti della terra sono come una goccia di acqua, come polvere, come cavallette! 

Dice ancora che il Signore riduce a nulla e annienta i giudici della terra, che sono come stoppia portati via dall’uragano! (Isaia 40:13-23).

Ecco perché facciamo bene a essere saggi nel rapportarci in sottomissione con il Signore e Suo Figlio Gesù Cristo!

Moltissimi sono ribelli a Dio e ne pagheranno le conseguenze, altri, i credenti trovano la felicità in Dio nel privilegio di servirlo, nell’obbedienza e nell’adorarlo. 

Il ribelle è chiamato a essere saggio, la sua ribellione può solo portare alla rovina, ma beati sono tutti quelli che in Dio si rifugiano perché saranno salvati. 

Quindi il salmo pone davvero due destini davanti alle nazioni. 
Le conseguenze negative derivano dalla scelta sbagliata che si fa.
Quale sarà la tua scelta? 

Possiamo, perciò fare due tipi di applicazioni.
1)Per coloro che non sono sottomessi a Dio.
Questo salmo è motivo di riflessione per coloro che pensano che il Signore comunque sia il loro comportamento, approvi sempre, abbiamo visto che non è così! 

Per coloro che non appartengono a Dio, questo salmo è un avvertimento a sottomettersi al Signore Gesù e a non ribellarsi a Lui. 
Tutti siamo chiamati a essere sottomessi al Signore perché Lui ha il potere assoluto! 

Ma proprio come nel passato, come i popoli e le nazioni  dell’Antico Testamento, così oggi la gente si ribella, rifiutando  l'autorità del vero Dio e di Suo Figlio Gesù Cristo. 

Le persone sono chiamate a piegare il loro io al Signore! 

Sono chiamate a credere alla parola di Dio e a sottomettersi alla Sua autorità e a quella di Gesù, considerando il Suo giudizio presente e quello futuro, quello definitivo all’inferno.  

2)Per coloro che sono sottomessi a Dio.   
Sono incoraggiati a continuare a esserlo. 

Per i credenti questo salmo è un incoraggiamento, perché riconoscono Gesù come Signore ed è un grande conforto non solo per la loro salvezza, ma anche perché l’autorità di Dio è Sovrana e il Suo regno sarà vincente per sempre. 

Dio vince e vincerà contro i Suoi nemici! 
Chi fa parte della chiesa non è nemico di Dio e di Gesù! 
Gesù, quindi è il vincitore su tutti i nemici!! 

Quando Lord Nelson, con il suo ammiragliato  ha riportato la sua grande vittoria sulla  flotta francese nella Battaglia del Nilo, lui disse che la parola vittoria non era abbastanza per descrivere quello che era successo. 

LA PAROLA “VINCITORE” PER DIO, E PER GESÙ, NON È ABBASTANZA PER DESCRIVERE LA DIMENSIONE DELLA VITTORIA FINALE E REALE CHE HA CRISTO E NOI CON LUI! 

NOI FORSE, NON CI RENDIAMO CONTO PIENAMENTE DELLA VITTORIA CHE C’È IN CRISTO, DI QUELLO CHE HA RIPORTATO E RIPORTERÀ! 
Pertanto dobbiamo servire il Signore con gioia e timore sottomettendoci e confidando in Lui.
Mettendolo prima di ogni cosa e di tutti (Matteo 6:33, Luca 14:26).

Dobbiamo onorare il Figlio come il Padre.




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