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Romani 8:28: Andrà tutto bene!


Romani 8:28: Andrà tutto bene!
Ultimamente in piena emergenza epidemia del “coronavirus”, o “covid-19”, sono apparsi un po' dappertutto in Italia dei post-it e degli striscioni sui balconi, o foto sui social: “Andrà tutto bene!". 

È un post che invita alla speranza, a non arrendersi al pessimismo e a essere coraggiosi. 

Non tutti sanno che questo è un modo di dire americano, che abbiamo sentito nei film, e proviene da Romani 8:28.

Anche questo versetto dell’apostolo Paolo, scritto intorno al 56 d.C., in tempo di persecuzione, incoraggia i cristiani di Roma a non perdere la speranza e a confidare, però, sempre in Dio. 

In queste parole dell’apostolo, vediamo la provvidenza di Dio nel guidare e controllare tutti gli eventi e tutte le circostanze secondo il Suo disegno. 

Invece, molti erroneamente pensano, che il Signore intervenga a tratti nella nostra vita, o peggio ancora che sia uno spettatore come pensavano certi filosofi, vale a dire, Dio dopo aver creato la terra, l’ha abbandonata ai suoi meccanismi!

Ho trovato interessante la definizione di provvidenza di Dio di J.I. Packer che definisce la provvidenza come: “L’incessante attività del Creatore per mezzo della quale, nella Sua infinita bontà e benevolenza, Egli sostiene le creature nella loro esistenza, guida e governa tutti gli eventi, le circostanze e i liberi atti degli angeli e degli uomini, e dirige ogni cosa al fine cui è ordinata, per la Sua gloria”. 
(Salmo 145:9; Matteo 5:45-48; Atti 17:28; Colossesi 1:17; Ebrei 1:3; Salmo 107; Giobbe 1:12; 2:6; Genesi 45:5-8).

Lo scopo dei piani di Dio, ma anche il perché ci ha creato, e quindi della provvidenza, è la Sua gloria!

In Romani 11:36 è scritto: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen”.

Dio ha progettato, creato e sostiene ogni cosa per la Sua gloria! 

Dio agisce per amore della Sua gloria. 

In Isaia 48:9-11 è scritto: “Per amore del mio nome io rinvierò la mia ira, e per amor della mia gloria io mi freno per non sterminarti. Ecco, io ti ho voluto affinare, ma senza ottenere argento; ti ho provato nel crogiuolo dell'afflizione. Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un altro”.

Ma Dio agisce anche per il bene del Suo popolo!

Jerry Bridges riguardo la provvidenza di Dio scriveva: “La provvidenza di Dio consiste nella sua costante cura verso tutta la creazione e il suo dominio assoluto su di essa a sua gloria e per il bene del suo popolo”.

Quindi Dio nella Sua provvidenza regna con gli obiettivi della Sua gloria e il bene del Suo popolo!        

Sempre Jerry Bridges diceva: “Ma notiamo anche il duplice obiettivo della provvidenza di Dio: la Sua gloria e il bene del Suo popolo; due aspetti che non sono mai antitetici, ma sempre in reciproca armonia. Dio non persegue mai la Sua gloria a scapito del bene del Suo popolo, né ricerca mai il secondo a spese della prima; Egli ha concepito l’eterno Suo disegno in maniera tale che la Sua gloria e il nostro bene siano indissolubilmente congiunti”.

Ora, Paolo, in questo versetto, ci parla proprio della provvidenza di Dio per il bene del Suo popolo. 

In questo versetto troviamo:
I LA CERTEZZA
Paolo dice: “Or sappiamo”.

“Sappiamo” (Oidamen – perfetto attivo indicativo) indica una conoscenza completa e accurata, possiamo dire matura.

Con “or sappiamo” (oidamen de), Paolo continua a spiegare come Dio assiste i credenti mentre attendono la certezza della liberazione dalla sofferenza che il peccato ha portato nel mondo e quindi la certezza della glorificazione (Romani 8:17-18,23,25;28-39).

Il cristiano sa che Dio ha tutto sotto controllo e può allora affrontare la sofferenza con fiducia e serenità!

Paolo sta affermando qualcosa che i cristiani già conoscevano e credevano, sta affermando qualcosa che era riconosciuto vero, e lo Spirito Santo vuole che anche noi sappiamo, ricordiamo e crediamo senza esitare!

La conoscenza a cui fa riferimento l’apostolo, è il presupposto della fede!

Non c’è fede senza conoscenza di Dio e della Sua rivelazione, e la qualità della nostra fede dipende dalla qualità di questa conoscenza!

Ciò che oggi dobbiamo sapere e credere, che Paolo sottolinea fortemente per attirare la nostra attenzione è: “Tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”.

Se in Italia, in tempo di coronavirus abbiamo cantato varie canzoni dai balconi per esempio: “Volare” di Domenico Modugno, o “Tanto pè cantà” di Nino Manfredi, o “Felicità” di Albano e Romina.

In Spagna l’inno contro l’epidemia era “Facciamo finta che!” di Ombretta Colli.

Il testo è questo:
Facciamo finta che…
Tutto va ben, tutto va ben
Facciamo finta che tutto va ben

Che il cielo sia costantemente azzurro
Che il sole splenda sempre allegramente
Che tutto quanto sia sempre sereno
Ruscelli, prati verdi e arcobaleno

Facciamo finta che…
Tutto va ben, tutto va ben
Facciamo finta che tutto va ben
 
Che il povero sia in fondo un gran signore
Che il servo stia assai meglio del padrone
Che le persone anziane stian benone
Che i giovani abbian sempre… un’occasione
 
Facciamo finta che…
Tutto va ben, tutto va ben
Facciamo finta che tutto va ben
 
(Tutto va ben, tutto va ben)
 
C’è la salute (tutto va ben)
Sian tutti amici (tutto va ben)
Siamo felici
 
Facciamo finta che…
Tutto va ben, tutto va ben
Facciamo finta che tutto va ben

Facciamo finta che…
Tutto va ben, tutto va ben
Facciamo finta che tutto va ben
 
Facciamo finta che…
Tutto va ben, tutto va ben
Facciamo finta che... tutto va ben

Ora, il vero cristiano non fa finta che tutto va bene, è convinto che tutto va bene, anche quando va tutto male!
Questo perché crede che Dio ha tutto sotto controllo! 

Crede che Dio regna sovrano su tutto e tutti!

Quindi non siamo nelle mani di un destino impersonale, e nemmeno si tratta di collaborare con il destino per essere felici, perché è Dio che guida la tua storia!

Questo allora ci porta a considerare che:
II LA CERTEZZA RIGUARDA LE CIRCOSTANZE

Prima di tutto vediamo:
A) Le situazioni
Paolo evidenzia affinché poniamo la nostra attenzione dicendo: “Tutte le cose”.

Quindi sta parlando della totalità di tutte le situazioni!
“Tutte le cose” (panta) comprende tutto senza limiti, si riferisce a tutte le circostanze, nessuna esclusa: sia le gioie e sia le sofferenze, sia le cose favorevoli e sia le cose più avverse, sia quelle belle e sia quelle brutte.

Secondo alcuni studiosi, come indicato dal contesto sembra che Paolo, abbia di più in mente, o evidenzia di più la sofferenza (vv.18-27;35-39).

Dunque, Paolo non sta promettendo ai cristiani una vita facile e confortevole. 

Non sta dicendo che i cristiani avranno una vita più piacevole, o più bella rispetto ai non credenti. 

Ci sono molti passi nella Bibbia che parlano della sofferenza del cristiano, e come discepoli di Gesù Cristo siamo chiamati a seguire il Suo stesso cammino di sofferenza su questa terra (cfr. Matteo 10:24-25, Filippesi 3:10).

Comunque sia, Paolo afferma che tutto coopera per il bene di quelli che lo amano secondo il disegno di Dio. 

Quindi troviamo:
B) La sinergia
“Cooperano” (sunergei - presente attivo indicativo) indica che tutte le cose “lavorano insieme”. 

Da questa parola greca (cooperano-sunergei) deriva la parola “sinergia”.

La sinergia può essere definita come la reazione, o l’azione, o la collaborazione di due, o più agenti, o elementi che lavorano insieme per perseguire un fine comune, per produrre un risultato non ottenibile singolarmente, o per produrre un risultato maggiore di quello che otterrebbero separatamente i singoli elementi. 

Per esempio in questo ultimo periodo ci sono stati tanti richiami alla sinergia, alla collaborazione tra istituzioni, scienziati, dottori, il buon senso dei cittadini, forze dell’ordine e così via, per vincere il coronavirus.

Ciò che Paolo ci sta dicendo è che Dio ci plasma attraverso tutte le circostanze, e quindi dobbiamo credere che ci ha messo proprio dove stiamo perché è il posto migliore nell'universo per sperimentare quello che stiamo vivendo perché diventiamo ciò che Lui ha progettato per noi! 

Quindi, qualsiasi cosa accade nella tua vita, se sei un vero figliolo di Dio, devi avere la certezza e devi credere, che Dio la sta usando per il tuo bene!

Questo è:
C)Lo scopo
“Al bene”, dice Paolo.
“Al” (eis) indica appunto lo scopo.

Lo scopo di Dio per la tua vita è il bene!

“Bene” (agathon) indica “un alto standard di qualità”, implica beneficio, vantaggio, utilità. 

Quindi tutte le cose lavorano a tuo vantaggio per azione saggia e sovrana di Dio!

Dio pensa per il bene del Suo popolo (Deuteronomio 8:15-16; Geremia 24:5-7), e a volte usa le maniere forti, come l’afflizione per il nostro bene dice la Scrittura (Salmi 119:71; Ebrei 12:10). 

Sono interessanti le parole del premio Nobel Rita Levi Montalcini (1909-2012) neurobiologa premio nobel: “Non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì”.

Non penso che lo dicesse riguardo la fede, comunque, noi cristiani lo possiamo affermare più di qualunque altro!

Quindi il “bene” di cui parla Paolo non è necessariamente ciò che pensiamo sia la cosa migliore per noi, ma come implica il verso seguente, il bene è il piano di Dio nella vita dei Suoi figli, del Suo popolo, di coloro che gli appartengono. 

Infatti:
III LA CERTEZZA RIGUARDA SOLO I CRISTIANI
“Di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”.

Paolo a questo punto fa un chiarimento, specifica che questa certezza non riguarda tutti!
 
Quindi:
A) Paolo non sta parlando di tutte le persone
Infatti, “quelli che amano Dio”, che a volte è associato con chi osserva i Suoi comandamenti, è una caratteristica dei devoti di Dio, dei cristiani  (cfr. Esodo 20:6; Deuteronomio 5:10; 7:9; Neemia 1:5; Salmo 97:10; Isaia 56:6; Daniele 9:4); (Romani 5:5; 1 Corinzi 2:9; 8:3; Efesini 6:24; Giacomo 1:12; Salmo 145:20).

Così anche i “chiamati” si riferiscono appunto ai cristiani, a coloro che Dio ha salvato dai loro peccati (vv.29-30; Romani 1:6-7; 1 Corinzi 1:1,2,24; Giuda 1; Apocalisse 17:14).

Dunque, benché Dio è sovrano su tutto, il bene di cui sta parlando Paolo, è solo per coloro che lo amano, per i chiamati! 
Non è per tutti! Non è universale! 
Non è per coloro che non lo amano!

Allora:
B) Paolo sta parlando solo di coloro che lo amano 
È interessante che Paolo non dice “i credenti”, dice “quelli amano Dio”, cioè quelli che si sono dati completamente a Dio, che gli sono consacrati e continuano a donarsi nonostante le circostanze avverse, critiche, anche quando si è provati e tribolati.

Dobbiamo seguire l’esempio di Gesù che per amore del Padre (per esempio Giovanni 14:31; 15:9-10) e del mondo non si è tirato indietro, si è sacrificato! (per esempio Giovanni 15:13; 2 Corinzi 5:14; Galati 2:20).

Così l'amore per Dio non solo deve essere radicale, totale, esclusivo, cioè dobbiamo amarlo con la mente, con le emozioni, con la volontà (Matteo 22:37; Giovanni 14:15,21,23), ma dobbiamo  anche cercare di piacergli in tutto ciò che facciamo, o viviamo (cfr. Luca 11:43; Giovanni 12:43; 2 Timoteo 4:8; Ebrei 1:9; cfr. Giovanni 8:28-29; Galati 1:10; 1 Tessalonicesi 1:3-4).

Dobbiamo continuare a donarci completamente a Dio anche quando tutto ci sembra che stia andando a scatafascio!

L’amore (agapaō) è devozione anche quando le circostanze sono dure, quando soffriamo!

Paolo, dunque, aveva una buona ragione per usare la parola ‘amore’, anziché la parola ‘credere’ a questo punto. 
Uno dei motivi è per farci riflettere se siamo consacrati a Dio anche sotto le avversità!

Ci sono persone, che si dicono “credenti”, ma quando sono provate e tribolate, o deluse, si arrendono. 

Queste persone non hanno capito che la vita cristiana è anche una vita di sofferenza!

Gesù non ci ha mai promesso una vita facile (per esempio Matteo 5:11-12; 10:24-26; Giovanni 16:33; cfr. Atti 14:22).

Nulla, però, può danneggiare veramente il vero cristiano, tutte le cose che possono capitargli, anche quelle più atroci (cfr.v.35), sono a suo vantaggio (quelli che amano- hoti tois agapōsin – dativo di vantaggio) perché sono sotto il controllo di Dio per uno scopo!
Quindi, se siamo veri cristiani, non dobbiamo essere ottimisti, o avere fiducia nelle circostanze, ma in Dio che controlla le circostanze per il nostro bene!

Paolo vuole far riflettere i cristiani, vuole attirare la nostra attenzione sulla saggezza, fedeltà, potenza e autorità di Dio che ha in controllo ogni cosa per il bene, a vantaggio dei credenti!

Questa non è una teoria, ma un dato di fatto! 

Una certezza da conoscere, ricordare e credere!

Non sei nelle mani delle circostanze, ma di Dio e poi stare certo che Dio porta avanti e realizzerà il Suo disegno com’è scritto più volte nella Bibbia! (per esempio Giobbe 42:2; Salmo 33:10-11; 135:6; Isaia 14:27; 46:10; Daniele 4:35; Filippesi 1:6).

Il piano di Dio continuerà secondo come lo ha programmato! 

IV LA CERTEZZA È IN RELAZIONE A CRISTO
Paolo continua dicendo: “Secondo il suo disegno”. 

“Secondo” (kata) indica “lo standard”, o “in accordo”, “in conformità con e sulla base del disegno di Dio”.

“Disegno” (prothesin – accusativo di modo) nel greco indicava una dichiarazione pubblica, un decreto ufficiale, in questo contesto indica il proposito divino, l’eterno consiglio e disegno di Dio.

Quando Paolo usa la parola “disegno”, lo fa di solito per sottolineare che le cose accadono per volontà sovrana di Dio come per esempio la Sua scelta di Giacobbe piuttosto che Esaù dice Romani 9:11, o la predestinazione dei credenti dice Efesini 1:11, oppure il disegno eterno attuato mediante Gesù Cristo dice Efesini 3:9–11, quindi la salvezza. 

Lo scopo di Dio per i credenti è che diventino come Gesù Cristo e condividano la Sua gloria, come leggiamo nei vv.29–30, infatti in questi versetti Paolo afferma e specifica che il progetto di Dio è che i cristiani siano conformi all’immagine di Suo Figlio Gesù Cristo! 

“Conformi” (summorphous – aggettivo accusativo di modo) è “simile nella forma”, “avere la stessa forma di un altro”.

In questo contesto è una conformità interiore morale e spirituale, riguarda la qualità del nostro carattere.

La parola “immagine” (eikonos -genetivo di qualità) indica la rappresentazione di qualcuno.

Nel Nuovo Testamento questa parola è usata per indicare l’immagine dell’imperatore, di Cesare su una moneta Romana (Matteo 22:20).

Così conformi all’immagine di Gesù Cristo, indica assomigliare a Gesù Cristo.

Quindi: il piano di Dio, il bene per te è che: tu diventi come Suo Figlio, Gesù Cristo!

Come uno scultore che da un pezzo di marmo tira fuori un’opera d’arte, con martello e scalpello, raspe, raschiatori e pietre abrasive, così Dio, usa le circostanze per modellarci, scolpirci, levigarci e lucidare all’immagine di Gesù Cristo!

Quindi conformi all’immagine di Suo Figlio è:
A) La santificazione progressiva su questa terra, assomigliare a Gesù nel carattere 

Il piano di Dio per la nostra vita, non è solo quella di salvarci dalla Sua ira e inferno, ma anche di assomigliare a Gesù Cristo!

Un vero cristiano aspira a essere come Gesù Cristo!

Dovremmo essere immagini di Gesù Cristo!

Questo è un processo, non avviene dall’oggi a domani!
In una società consumistica come la nostra, vogliamo tutto e subito, ma per la santificazione ci vuole tempo!

In Colossesi 3:10 Paolo esorta: "Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato".

Notate che l'apostolo dice: "Che si va rinnovando”, questo indica che la crescita spirituale del carattere di Cristo in noi è un processo!

ll verbo nel greco “si va rinnovando” (anakainoumenon- presente passivo participio) indica un’azione continua e ripetuta, perciò l’uomo nuovo si perfeziona giorno dopo giorno.  

Così vediamo che la crescita spirituale è progressiva e quindi non avviene in un giorno, o in un colpo solo.

In 2 Corinzi 3:18 è scritto: “E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito”.

Come discepoli di Gesù, abbiamo il privilegio di contemplarlo a viso scoperto, non ci sono veli davanti ai nostri occhi, non siamo nella cecità spirituale!

Quando noi contempliamo la gloria di Gesù, il Suo carattere eccellente, santo, lo Spirito Santo ci trasforma nel Suo stesso carattere: di gloria in gloria. 

“Contemplando” (katoptrizomenoi – presente medio passivo) ha il senso di osservare e di riflettere, quindi come noi ci guardiamo allo specchio, lo specchio riflette la nostra immagine.

Il senso, allora è: quando contempliamo Cristo, Lui riflette la Sua immagine, il Suo carattere a noi e quindi siamo trasformati nella Sua stessa immagine!

La parola greca: “Trasformati” (metamorphoumetha – presente passivo indicativo) ci ricorda la metamorfosi del bruco che diventa farfalla! 

Anche "trasformati", si riferisce alla santificazione continua, progressiva e graduale dei credenti, di gloria in gloria (cfr. Galati 4:19).

Così quando contempliamo la gloria (doxan) del Signore, cioè la Sua eccellenza divina, il nostro carattere è trasformato dallo Spirito Santo, nella Sua stessa immagine (eikona), cioè nella somiglianza di Cristo in un senso morale e spirituale (cfr. Romani 8:29; 2 Corinzi 4:4).

Paolo scrive “di gloria in gloria”, questo significa ancora la natura progressiva e si riferisce alla trasformazione che avanza in gradi: da una tappa di gloria a un’altra, o alla gloria che aumenta gradualmente, fino alla gloria in cielo (Romani 8:17,29-30).

Perciò la trasformazione è progressiva, la santificazione non avviene dall’oggi al domani.

Quindi, Dio usa tutte le circostanze della nostra vita per modellarci all’immagine di Gesù Cristo per azione dello Spirito Santo! 

Questo è lo scopo di Dio su questa terra per i veri cristiani, questo è il bene! (Galati 4:19; Efesini 4:13, Colossesi 1:28; Giacomo 1:3-4).

Con questo in mente, dobbiamo allora considerare le difficoltà, le malattie, o qualsiasi altra cosa che ci fa soffrire, come uno strumento da parte di Dio per modellarci all’immagine di Gesù Cristo!
E di conseguenza dobbiamo accettare ciò che viviamo con gioia, pazienza e riconoscenza! (Giacomo 1:3-4; Romani 12:12; 1 Tessalonicesi 5:16-18).

La sofferenza ci può insegnare di più rispetto a un libro, o a un sermone! 

Ma “immagine” indica anche: 
B) La glorificazione finale in cielo e la nostra piena conformità all’immagine del Cristo glorificato
Nel v.29 leggiamo: “Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli”. 

Il progetto, il “bene” di Dio per coloro che lo amano, è la loro massima gloria!!

Il Signore risusciterà i nostri corpi e li trasformerà dal decadimento che ora affligge tutta la creazione a causa del peccato (Romani 8:17-23), alla glorificazione (vv.29-30) con un corpo simile a quello del Cristo risorto.

Come abbiamo portato il corpo terreno porteremo, se siamo veri cristiani, quello celeste, come quello di Cristo (Filippesi 3:20-21; 1 Giovanni 3:2; 1 Corinzi 15:42-49).

Quindi lo scopo di Dio è che i credenti siano come Gesù Cristo e condividano la sua gloria nei cieli, dei quali Egli è il primogenito.
Infatti dice “affinché” (eis -preposizione di scopo), cioè lo scopo di essere come Gesù è: che sia il primogenito tra molti fratelli.

“Primogenito” (prōtotokon -accusativo di riferimento o modo) indica il primo che è stato risuscitato con un corpo glorioso (cfr. Colossesi 1:18), e al quale seguiranno gli altri fratelli, cioè noi credenti in Lui (cfr. 1 Corinzi 15:20–23).

Gesù è il primo di tanti coeredi e fratelli che condividono la Sua eredità (cfr. Romani 8:17).

Ma “primogenito” può avere anche il significato di primo in importanza, indica priorità in onore tra i figli di Dio (cfr. Colossesi 1:15-16).

CONCLUSIONE 
Tutte le circostanze, anche la sofferenza, fanno parte del piano di Dio, nella nostra vita, affinché possiamo essere come Gesù Cristo!

Questo è il bene per cui Dio controlla tutte le circostanze, ed è per questo, al di là di quello che possiamo vivere su questa terra, al di là di ogni circostanza bella o brutta, gioiosa o triste, nel piacere o nel dispiacere, nella malattia o nella salute, nel dolore o nel sollievo, nel lutto o nel tripudio, possiamo affermare: “Andrà tutto bene!!"

Questa non è una forma di ottimismo umano, ma la fiducia che viene da Dio e che crede veramente che Egli governa ogni dettaglio della nostra vita, come di tutti e di tutto, anche delle avversità, della vita come anche della morte (per esempio 1 Cronache 29:11-12; Salmo 47:2,8-9; Matteo 10:29-30; Giovanni 5:17; Efesini 1:11; Isaia 45:7; Lamentazioni 3:37; Amos 3:6; Deuteronomio 32:39; 1 Samuele 2:6; Salmo 30:3). 

Questo versetto, allora ci dice che non siamo nelle mani degli uomini, o degli eventi, o della natura, delle avversità, delle epidemie, pandemie, delle malattie, ma siamo nelle mani di Dio che ha tutto sotto controllo!

Dio s’innalza sovrano al di sopra di tutte le cose! 

Tutto dipende da Lui (1 Cronache 29:11-12).

Dio è re supremo su tutta la terra e il suo regno si estende su tutto (per esempio Salmo 47; 95:1-3; 103:19)

Dio è perennemente all’opera! 
Non va mai in ferie!

Gesù rispondendo ai suoi avversari disse: “Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero’”. (Giovanni 5:17. Cfr. Efesini 1:11).

Lo voglio ancora sottolineare: Dio controlla tutti i dettagli della nostra vita!

Gesù in Matteo 10:29-31 afferma: “Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro.  Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri”.

Il Signore della storia, nella Sua provvidenza, governa il tempo e le circostanze, anche ciò che ci sembra insignificante come la morte dei passeri!

Ora se Dio è interessato, occupato e ha in controllo i passeri, così è interessato, conosce, e ha in controllo la tua situazione… persino i tuoi capelli sono sotto il controllo di Dio, dipendono dalla Sua volontà sovrana!

La provvidenza di Dio governa anche i più piccoli dettagli della tua vita, anche quelli che ti sembrano insignificanti!

Nel mondo, niente sfugge al controllo di Dio! 

Dio governa anche le sciagure secondo il Suo piano. 

Anche se molti sono riluttanti ad attribuire a Dio “le cose brutte”, la Bibbia ci dice che le avversità, fanno parte del Suo progetto!

In Isaia 45:7 leggiamo: “Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l'avversità; io, il SIGNORE, sono colui che fa tutte queste cose. (Cfr. Lamentazioni 3:37 Amos 3:6).

Le avversità fanno parte del progetto del Signore, come i terremoti (Giobbe 9:6; Isaia 9:1; 13:13; 24:19,20; 29:6; Geremia 4:24; Ezechiele 38:19-23);  la carestia (Levitico 26:18–20; Amos 4:6, la siccità (Salmo 107:33–34; Amos 4:7–8); il fuoco (Ezechiele 20:45–48; Amos 7:4); piaghe e calamità (Esodo 9:1–4; Ezechiele 38:22); inondazioni (Genesi 6:17); malattie (Esodo 4:11; Lamentazioni 3:31-33; 1 Corinzi 11:30).
 
Quando ci sono delle sciagure, anche i credenti ne sono coinvolti secondo il piano di Dio!

La Bibbia c’insegna che anche nei periodi più bui, ma dobbiamo ricordare che Dio è all’opera e dobbiamo credere che non c’è niente che non porti gloria a Dio alla fine!

Ogni cosa ha uno scopo secondo la volontà di Dio (cfr. Proverbi 16:4).

Dobbiamo sempre ricordare che Dio ha una logica diversa dalla nostra e noi non possiamo afferrarla come non possiamo afferrare i cieli! (Isaia 55:8-9). 

Nemmeno possiamo pretendere che Dio ci dia delle spiegazioni del Suo operato! 

Dio è Dio, è il vasaio, e noi siamo il vaso e può fare di noi, quello che vuole! (Geremia 18:3-6; Romani 9:19-21). 

Margareth Clarkson disse: “Non possiamo esigere da un Creatore Sovrano che si spieghi davanti alle proprie creature. Dio ha motivi validi e sufficienti per agire in un certo modo; noi confidiamo nella sua sapienza e nel suo amore”. 

Perciò la nostra reazione sarà di gioia, gratitudine, fiducia, serenità, accettazione senza risentimenti e amarezza verso Dio. 

Tutto ciò che è necessario per la nostra crescita spirituale, Dio ce lo manda, e noi lo accetteremo con un cuore grato!

Paolo dice di ringraziare continuamente Dio e in ogni cosa! (Efesini 5:20; 1 Tessalonicesi 5:18). 

Perché Dio è in grado di governare con sovrana saggezza, sovrana giustizia, sovrana fedeltà, sovrano amore e sovrana perfezione, il vero cristiano può affermare: “Andrà tutto bene"! 

Un vero cristiano non dirà mai: “La mia vita è stata rovinata da qualcosa di brutto”, perché Dio opera nel cristiano per qualcosa di bello: il carattere di Gesù Cristo!

Da qualcosa di brutto, Dio fa venire fuori qualcosa di bello!

Quindi non diciamo in una circostanza, o per una persona: “Niente di buono può venire fuori da questo!”

La storia di Giuseppe venduto dai fratelli (Genesi 50:19-20), o la genealogia di Gesù (Matteo 1:1-17) c’insegnano che Dio, anche se certamente non è contento, può usare anche i nostri peccati e i nostri fallimenti!

Non perdiamo mai la speranza in Dio!
Inoltre, il vero cristiano è sicuro della vita eterna, della salvezza di andare nella gloria di Dio (Giovanni 3:16; Giovanni 10:28-30; Romani 5:1-11; 8:28-39; Filippesi 1:6), e di avere un corpo glorificato come quello del Cristo risorto, e anche per questo può dire: “Andrà tutto bene!" 

Per un vero cristiano “andrà tutto bene!" anche quando il suo corpo si ammalerà, soffrirà e morirà, perché andrà alla presenza di Dio a godere la felicità per sempre! (2 Corinzi 4:16-5:8; 1 Pietro 1:3-4; Apocalisse 21:1-4). 

Non so a che cosa si riferisse, lo scrittore Victor Hugo (1802-1885) quando disse: “Finirà anche la notte più buia e sorgerà il sole”.

Noi possiamo affermare che qualsiasi circostanza terribile, buia, tenebrosa possiamo vivere su questa terra, alla fine dopo la morte, andremo alla luce della gloria, dello splendore della presenza di Dio, nella beatitudine, nella felicità eterna (Giovanni 14:1-3; 2 Corinzi 4:16-5:10, Apocalisse 21:4) con un corpo glorificato come quello di Gesù Cristo.

Hai questa certezza?

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Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti.
Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…