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Giacomo 4:13-17: Non ti vantare del domani!

Giacomo 4:13-17: Non ti vantare del domani!
“E ora a voi che dite: ‘Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo’; mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos'è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: ‘Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro’.  Invece voi vi vantate con la vostra arroganza. Un tale vanto è cattivo”.

Non tutti conoscono il diametro del coronavirus, dicono che va da 80 ai 160 nanometri di diametro, cioè 600 volte più piccolo un diametro di un capello; per poterlo osservare non sono sufficienti i comuni microscopi ottici, sono indispensabili i potentissimi microscopi elettronici o ionici ad elevata risoluzione. Ora, la pandemia da covid-19, mi ha fatto riflettere sulla fragilità della vita umana, sul danno che ha e sta creando direttamente e indirettamente nella vita degli esseri umani fino ad arrivare a migliaia di morti e alla crisi economica globale. Inoltre, molto di quello che avevamo progettato prima di questa pandemia è andato in fumo: matrimoni, viaggi, traslochi, impegni di lavoro, manifestazioni sportive e così via. Qualcuno comincia a rendersi conto che la nostra vita non è nelle nostre mani! Eppure abbiamo avuto l’arroganza, e ancora oggi ce l’hanno molti refrattari, di pensare che abbiamo tutto sotto controllo, non solo il tempo presente, ma anche quello futuro. Il fatto che qualcosa di così piccolo, che si vede solo con microscopi ad alta risoluzione, che non solo uccide, ma sta condizionando tutto e tutti nel mondo, dovrebbe essere un avvertimento per tutti noi! Un avvertimento contro la nostra presunzione.

Questo passaggio di Giacomo ci fa capire che la nostra esistenza, come anche tutte le circostanze della vita sono nelle mani di Dio! Dopo aver parlato contro la maldicenza che è sintomo di arroganza nei riguardi del fratello, della legge di Dio, ora Giacomo parla contro gli arroganti mercanti, ma può essere applicato a tutti noi. L’idea principale che troviamo nei vv.13-17 è che non dobbiamo pianificare il futuro come se fossimo in completo controllo della nostra vita, padroni del nostro destino, ma dobbiamo fare affidamento alla sovranità di Dio da cui tutti e tutto dipendono. La mancata applicazione di questo principio significa peccare (v.17). La nostra vita e tutte le circostanze, sono nelle mani di Dio (per esempio Salmo 139:13-16; Romani 8:28; Efesini 1:11). Non possiamo essere così arroganti da pensare che possiamo fare quello che ci pare come quei commercianti a cui scrisse Giacomo che pianificavano senza considerare Dio mettendolo fuori dai loro progetti come se Lui non esistesse!! Giacomo li ammonisce riportandoli a considerare che loro non conoscono ciò che accadrà in futuro. Come semplici esseri umani mortali, non abbiamo idea di cosa porterà il futuro alla nostra vita. Non sappiamo cosa accadrà oggi, più tardi, nemmeno fra un’ora tanto meno ciò che può essere il prossimo anno, o due! Un evento imprevisto può mettere fine a tutti i nostri progetti! “Non sapete quel che succederà domani” denota incertezza, il fatto che non abbiamo la situazione sotto controllo, perché non sappiamo che cosa ci accadrà domani (Proverbi 27:1). Seneca diceva: “Come è stolto per un uomo fare piani per la sua vita, quando addirittura il domani non è in suo controllo”. Quindi, le nostre menti e la natura sono limitate. Non possiamo conoscere il futuro. Non importa ciò che possiamo pianificare, o pensare, non sappiamo cosa accadrà domani, siamo completamente al buio. Inoltre Giacomo ammonisce quei commercianti dicendo che sono fragili, sono un vapore! La nostra vita è come il vapore, inconsistente e transitorio, fugace. Il “vapore” è utilizzato come una metafora che indica l'incertezza, la rapidità e la brevità della vita. La vita umana è inconsistente e transitoria, epidemie, pandemie, virus, malattie, potrebbero chiudere il sipario velocemente della nostra vita, come il sole del mattino dissipa la nebbia, o come un cambiamento di direzione repentino del vento che soffia via il fumo, o il vapore. La stragrande maggioranza delle persone, ma anche certi cristiani vivono una vita di ateismo pratico; ci sono persone che dicono di credere in Dio, ma, in realtà, sono atei nella pratica, vivono come se Dio non esistesse nel loro comportamento, nel modo in cui prendono decisioni e pianificano il loro futuro. Queste persone non tengono conto della sovranità di Dio, della Sua grazia e fedeltà, agiscono come se fossero autosufficienti, in pieno controllo delle situazioni e prendono il merito per tutto il bene che sperimentano. Giacomo ci sta dicendo che: non siamo autosufficienti e autonomi, padroni della nostra vita, del nostro destino!! La nostra vita dipende da Dio! Infatti Giacomo dice che dovremmo dire: “Se Dio vuole”, e questo esprime l'atteggiamento di una persona che riconosce Dio come Colui che ha l'autorità assoluta e controlla in modo efficace tutta la vita e le tutte le azioni.  Paolo aveva capito questo, infatti quando aveva il desiderio di andare da una parte diceva: “Dio volendo” (Atti 18:21); oppure: “Se piace a Dio” (Romani 15:32); o: “Se il Signore vorrà” (1 Corinzi 4:19; cfr. Esodo 12:35-36; 1 Cronache 13:2; Giobbe 5:18; Proverbi 3:5-6; Luca 1:52-53; Ebrei 6:3; Salmo 31:14-15; Proverbi 16:33; 20:24). L'autosufficienza e l'indipendenza appartengono di diritto solo a Dio, perché è il creatore e redentore sovrano, a noi spetta affidarci a Lui riconoscendo la Sua sovranità, il fatto che dipendiamo da Lui e riconoscendo la nostra creaturalità! Dunque, “se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo, o quest'altro”, non è semplicemente una formula casuale, ma la convinzione e il riconoscimento che Dio ha l'ultima parola su tutto e che il futuro è nelle Sue mani! Ciò che è importante non è la verbalizzazione nel dire semplicemente: “Se Dio vuole”, ma avere come principio fissato nella nostra mente questo: non possiamo fare nulla senza il permesso di Dio, senza che rientri nella Sua volontà!! Le parole di Giacomo non si riferiscono a una formula magica, o una formula senza alcun significato reale. Giacomo ci ricorda che la pronuncia di queste parole devono avere dentro di noi lo stesso significato, un atteggiamento, un punto di vista sulla quale visualizzare, o costruire tutta la nostra vita in ogni area, il programmare tutta la nostra vita in base alla volontà di Dio. Quindi l‘espressione: “Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro”, non deve essere interpretata come un modo di dire semplicemente pio da ripetere senza pensare e nemmeno come espressione di fatalismo, o giustificazione per non assumersi le responsabilità delle nostre azioni! C’è il pericolo di usare queste parole come una formalità svuotata di contenuto religioso, usata con troppo leggerezza, piuttosto, dovrebbe convincere i nostri cuori riguardo la sovranità di Dio in ogni ambito della nostra vita, anche quando cerchiamo di fargli piacere, seguendo la sua volontà, come meglio possiamo discernere. 
Allora, “se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro”, riflette un atteggiamento e un orientamento verso la vita. Significa essere consapevoli della Sovranità assoluta di Dio ed esprime il senso di completa dipendenza dalla volontà di Dio, quindi il sottomettersi umilmente davanti al Dio unico e vero che ha il diritto di essere il Signore di tutte le cose nella nostra vita. 
Quindi, più importante della semplice verbalizzazione di queste parole, è l’atteggiamento di umiltà davanti a Dio, un atteggiamento costante del nostro cuore in tutta la nostra vita, in tutti i nostri progetti. Questo versetto rivela ancora una volta la posizione di Giacomo che la nostra parola rivela gli atteggiamenti dei nostri cuori. 
“Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro”, afferma, dunque, che la nostra vita come i nostri progetti dipendono da Dio, infatti, Dio è il Signore della vita come della morte (1 Samuele 2:6; Deuteronomio 32:39; Salmo 30:9) e i progetti dipendono da Dio, i nostri progetti, “questo o quest'altro” possono o non possono riflettere gli scopi del Signore. 
Giacomo non esclude la pianificazione, bensì esige che si sottoponesse ogni cosa alla volontà di Dio, prima, durante e dopo ogni pianificazione, riconoscendo sia la nostra fragilità e brevità umana e sia la sovranità divina.  Ora è davvero incoraggiante il fatto che Dio è sovrano su tutto, questo c’insegna che il vero cristiano non deve essere terrorizzato dall'incertezza del futuro, ma deve affidare il futuro e tutti i suoi progetti a Dio, ricordando sempre che tali piani non si realizzeranno se non rientrano nei piani di Dio (Proverbi 16:1,9; 19:21).
Questo mondo non è un sistema chiuso, è un sistema governato da Dio! Questa vita non si può propriamente essere compresa senza considerare il regno spirituale, senza considerare Dio che incide nella nostra vita e determina l'ambito materiale in cui viviamo giorno per giorno. Dio non è semplicemente una parte della vita quotidiana, è Colui da cui tutto dipende, Lui è il Sovrano in senso assoluto. 
Ma molti sono arroganti! Giacomo dice: “Voi vi vantate con la vostra arroganza. Un tale vanto è cattivo”. “Vantate” (kauchasthe – presente indicativo medio) indica un’azione in corso, si riferisce a farsi la bocca grande, ad auto-congratularsi. Mentre “arroganza” (alazoneiais – dativo plurale femminile) si riferisce alla fiducia infondata nella propria conoscenza delle condizioni future, alla pianificazione presuntuosa, vanagloriosa e implicitamente atea menzionata nel v.13. Il plurale: “Arroganze” indica occasioni ripetute, manifestazioni diverse in varie circostanze, cioè si vantano nei loro ripetuti atti di arroganza. “Un tale vanto è cattivo”, (ponēra), cioè immorale, depravato, vizioso, degenerato. La Bibbia usa ponēros (maligno) come titolo di Satana (Matteo 13:38; Giovanni 17:15; Efesini 6:16; 2 Tessalonicesi 3.3; 1 Giovanni 2:13-14; 3:12; 5:18-19). Coloro che negano con arroganza la volontà di Dio emulano il peccato di Satana. Quindi non c’è nulla di cui vantarsi di un atteggiamento arrogante contro Dio! Ora non solo i non credenti, ma anche alcuni credenti sono arroganti, nel senso che mettono da parte la volontà di Dio in favore dei loro piani. Moltissimi cristiani frequentano la chiesa, si sposano, fanno le loro scelte sul lavoro, famiglia, vendere o comprare casa, investimenti economici, ma senza fare alcun riferimento sostanziale alla volontà di Dio. La spiritualità che Giacomo vuole per noi è un’umile fiducia in Dio che scaturisce dalla consapevolezza che in realtà ognuno dipende da Dio per ogni momento. Non possiamo scegliere di fare la volontà di Dio a nostro piacimento! Dio desidera, invece che noi obbediamo alla Sua volontà incondizionatamente, perché Lui è il Signore!! La tua vita non è la tua, non ti appartiene, appartiene a Dio, il Creatore (cfr. Salmo 24:1-2). Tu appartieni a Dio. Sei stato creato da lui e per Lui (Romani 11:36), per dargli gloria (Isaia 43:7; 1 Corinzi 10:31). La tua vita è nelle sue mani (cfr. 1 Samuele 2:6-7). Non riconoscerlo completamente e continuamente, è stoltezza (Salmo 14:1).

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