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Aggeo 2:20-22. La sovranità di Dio (1)

Aggeo 2:20-22. La sovranità di Dio (1)
Oggi nel mondo stanno accadendo cose terribili, abbastanza da far tremare e temere qualsiasi persona riflessiva. 

In qualsiasi momento una persona potrebbe premere quel pulsante e causare una grande catastrofe nucleare che travolgerebbe il mondo intero e potremmo essere spazzati via tutti in un secondo!

Se pensiamo anche a tutte le incertezze politiche, al terrorismo, alla crisi economica, alla piaga delle droghe, della criminalità e così via, certamente non c’è da starsene allegri, tutto ciò ci crea una certa preoccupazione.

Ai tempi di Aggeo, non c’era la bomba nucleare, non c’era il terrorismo, ma la piccola Giudea, aveva di che preoccuparsi: problemi economici, politici, facevano parte del loro quotidiano. 

Ma Dio usa Aggeo per esortare e incoraggiare il Suo popolo!



Prima di tutto consideriamo:
I LA SITUAZIONE
Nella situazione vediamo:
A)La caratteristica del messaggio
I vv.20-23 fanno parte del quarto e ultimo messaggio profetico di Aggeo, è il più breve.

Come nei precedenti messaggi, la frase “la parola del Signore” richiama l'attenzione sull'origine divina del messaggio del profeta. 

Sottolinea che l'oracolo che Aggeo sta per annunciare a Zorobabel, non ha origine nelle immaginazioni, o nelle aspirazioni politiche del profeta, ma nelle intenzioni divine.

Zorobabel è anche un destinatario dei primi due messaggi (cfr. Aggeo  1:1; 2:2); era governatore di Giuda (Aggeo 1:1,14; 2:2), figlio di Sealtiel (Aggeo 1:1,12,14; 2:23).

Molto probabilmente, il terzo messaggio, rivolto ai sacerdoti (Aggeo 2:11), includeva Giosuè, il sommo sacerdote, ma questo quarto discorso si riferisce al governatore di Giuda,  Zorobabel, così vediamo che i messaggi sono rivolti ancora ai leader dei Giudei.

Come i primi tre messaggi, questo inizia con una data, troviamo che questo messaggio è stato fatto lo stesso giorno del terzo (cfr. Aggeo 2:10). 

Ma ancora una volta, non c’è nessun riferimento a Dario, come nel v.10,  perché probabilmente, questo messaggio si concentra sulla speranza di un futuro re davidico, quindi liberi da dominatori stranieri per azione sovrana di Dio!

Come il secondo messaggio, questo messaggio guarda verso un momento in cui Dio farà tremare i cieli e la terra (cfr. Aggeo 2:6), quindi evidenzia che il Signore agisce drammaticamente sulla scena mondiale.

Noi vediamo che questo passaggio parla di una promessa di Dio che riguarda la stirpe di Davide, Zorobabel è della stirpe di Davide, e quindi un precursore del Messia, di Gesù Cristo (vv. 21–23).

È interessante che questa promessa di Dio, viene fatta quando il popolo ha ricominciato la ricostruzione del tempio (Aggeo 2:10,18,20).

Pieter A. Verhoef scrive: “Ora che il tempio viene ricostruito, il popolo del Signore può legittimamente aspettarsi benedizioni materiali, ma questo sarebbe solo l'inizio del grande rinnovamento, quando i troni e i poteri dei nemici di Israele sarebbero rovesciati per dare spazio al regno del rappresentante eletto di Dio”.

Così il Signore ribadisce le precedenti promesse a Davide riguardanti la sua casa, cioè la sua dinastia.

C’è, allora, un collegamento tra  la casa di Dio e la casa di Davide, come vediamo in 2 Samuele 7, dove Davide, che voleva costruire una casa per il Signore, apprende che il Signore ha in programma di costruire una casa per lui (cfr. Salmo 78:68-72). 
In questa promessa profetica d’incoraggiamento, il Signore afferma il Suo impegno, in prima persona, ad agire in un certo modo in favore di Giuda e della casa di Davide.

Thomas Edward McComiskey scrive: “I versi finali del suo libro rivelano Aggeo come l'equivalente letterario di un pittore impressionista: dà tono ed effetto generali senza dettagli elaborati. I suoi colori sono il temporale e il terremoto (2:21), la rivoluzione (2: 22a), gli eserciti in conflitto (2:22b-c) e il conflitto civile (2:22d). Come in un'immagine accuratamente composta, in cui ogni tratto è progettato per guidare l'occhio verso ciò che è centrale, quindi anche qui la messa a fuoco è come un raggio di luce solare che illumina un elemento: un anello che brilla su un dito (2:23).”

Dunque come accennavo prima vediamo:
B)Il conforto del messaggio
Questi versetti sono un grande incoraggiamento per la nostra fede verso un Dio che opera potentemente ed efficacemente nella storia degli come Signore assoluto, che agisce in favore del Suo popolo. 

Ciò che viene sottolineato in questo messaggio è la sovranità di Dio!

Noi vediamo l’enfasi che il Signore per bocca di Aggeo parla in prima persona, viene  sottolineato il coinvolgimento diretto del Signore negli eventi descritti in questo quarto messaggio.

Il Signore è sovrano sulle nazioni, su Giuda e sugli individui, è il Signore della storia che realizza la Sua storia fra gli uomini (cfr. per esempio 1 Cronache 29:11-12; Proverbi 19:21; Daniele 4:34-35; Atti 17:26). 

C. S. Lewis disse: “La storia è una storia scritta dal dito di Dio”.

Parlando della sovranità di Dio Tim Shenton scrive: “Dio regge e governa ogni cosa con la sua  potenza, e di ogni cosa egli determina lo scopo. Egli possiede tutte le cose nei cieli e sulla terra (Deuteronomio 10:14; 1 Cronache 29:11-12; Salmo 95:4-5; Ezechiele 18:4) e tutte le cose gli sono sottoposte e dipendono da lui. Egli è un re in senso assoluto (Isaia 52:7), ed è rivestito di un'autorità illimitata e incondizionata sopra tutte le sue creature. Soltanto lui è Dio (Isaia 45:5-6, 21), esaltato su tutto e senza rivali nella sua maestà (Esodo 18:11).

La sovranità è un aspetto peculiare della divinità!

John Blanchard scrive: “Parlare della sovranità di Dio non è altro che parlare della sua divinità”.

In secondo luogo consideriamo:
II LA SENTENZA (vv.21-22)
Ovviamente è la sentenza di Dio.
I vv.21-22 dicono: “Parla a Zorobabel, governatore di Giuda, e digli: ‘Io farò tremare i cieli e la terra;  rovescerò il trono dei re e distruggerò la potenza dei regni delle nazioni; rovescerò i carri e quelli che vi montano; i cavalli e i loro cavalieri cadranno, l'uno per la spada dell'altro?’”.

Dobbiamo tener presente che Giuda era una piccola regione sotto il dominio del grande impero dei Persiani, e vi erano dei nemici locali.

Il messaggio promette che Dio sarà vincitore sui nemici. 

Zorobabel, essendo figlio di Sealtiel (v.23), è di discendenza davidica (1 Cronache 3:17).

Nei messaggi precedenti, a Zorobabel viene ricordato la mancanza di interesse del popolo nella ricostruzione del tempio (Aggeo 1:1-3), il suo spirito viene risvegliato dal Signore (Aggeo 1:14), ed è incoraggiato a essere forte (Aggeo 2:4).

In questo messaggio profetico  Zorobabel è la figura centrale. 

Pieter A. Verhoef scrive a riguardo: “Non è solo il destinatario dell'incredibile messaggio di Dio, ma è lui stesso il punto focale del suo intento… Il Signore ripeterà tutti i suoi atti meravigliosi nella storia del Suo popolo, ora in un contesto escatologico, a nome di Zorobabel!”.

Queste parole devono aver significato molto per Zorobabel, sicuramente lo hanno incoraggiato enormemente. 

Questa promessa significava che Dio aveva il controllo: aveva il controllo sulle nazioni, sopra i loro governanti e i loro eserciti.

Vediamo tre azioni incoraggianti del messaggio del Signore di ciò che farà per Zorobabel, ma anche indirettamente per tutto il popolo di Dio che stavano attraversando un brutto periodo economico e politico, con l’impegno grande di ricostruire il tempio, circondati  da nemici implacabili e determinati con ogni mezzo, per impedire a Zorobabel di completare l'opera di ricostruzione del tempio di Dio (cfr. Esdra 4:1-5).
Tutta la popolazione aveva bisogno d’incoraggiamento!

Il popolo aveva sperimentato l'esilio e il ritorno in patria, le cose non stavano molto bene, forse si chiedevano se Dio sarebbe stato ancora con loro, se si sarebbe preso cura di loro.

Allora questo ultimo messaggio sarebbe stato di grande rassicurazione per tutti e non solo per il capo politico Zorobabel.

Con un tono decisamente minaccioso vediamo che:
A)Il Signore farà tremare i cieli e la terra
Nel v.21 leggiamo:“Io farò tremare cieli e terra”. 
Questa frase ricorda Aggeo 2:6-7 nel secondo messaggio del profeta.


“Farò tremare” (marʿîš- hiphil participio attivo) suggerisce un’azione imminente, nell’immediato futuro, o è compimento vicino, o in corso. 

“Tremare” (rāʿash) si riferisce al movimento fisico, energico, spesso violento (Salmo 46:3; 77:18; Geremia 10:10), rapido, avanti e indietro di un corpo fisico da parte di una forza esterna. 

Il Signore fece tremare la terra nella liberazione del Suo popolo dall’Egitto (Salmo 68:8; 77:18; 114).

Il Signore fece tremare la terra quando ascoltò il grido di aiuto di Davide e lo liberò dai suoi nemici  (Salmo 18:7).

Inoltre, la promessa di far tremare i cieli e la terra, appare in altri contesti per descrivere il giudizio di Dio sui popoli nel tempo della fine del mondo (Isaia 13:13; Ezechiele 38:20; Gioele 3:16). 

Il fatto che il Signore scosse in passato la terra era una prova che Dio possedeva il potere sufficiente per farlo di nuovo!

Qui lo scopo dello scuotimento è di rovesciare troni e regni, in modo che il trono di Davide e il regno d’Israele potessero essere restaurati. 

Ci sarà un tempo, quando il Signore verrà a giudicare il mondo che metterà le cose al loro posto, un tempo in cui le nazioni sarebbero state frantumate come un vaso di argilla e l'eletto di Dio sarebbe stato ristabilito  (cfr. Salmo 2:8-9). 

L'attuale disordine che il popolo di Dio ha visto intorno a sé, trasformerà in ordine finale.
“Cieli e terra" è un linguaggio ebraico per indicare l'intero creato (Genesi 1: 1).

Dio scuoterà l’intero creato, senza difficoltà, come noi possiamo scuotere un giocattolo di un bambino!

“Cieli e terra” riflette l'azione divina cosmica e mondiale, e  sottolineano la certezza e la serietà del Suo intervento nel giorno del Signore.

Il Signore introdurrà il regno di Davide, non solo sulla scala della terra  promessa (Isaia 9:7), ma a livello universale.

Quando il Signore ripristinerà Davide secondo la promessa, sarà nel contesto di un giudizio mondiale sul peccato e la giusta punizione dei peccatori.

I profeti hanno promesso un ribaltamento dopo l'esilio: le nazioni sarebbero state umiliate perché il Signore potesse ristabilire il Suo popolo (cfr. per esempio Isaia 52:9-10; Geremia 30:16-17; 50:17-19; Gioele 3:1-2; Michea 5:9; Zaccaria 1:18-21).

Ora:“Io farò tremare cieli e terra”, è interpretato come una violenta interruzione dei normali processi nell'ordine creato, nel senso di terremoti e rumori fragorosi nell'atmosfera che preannunceranno l'imminente giudizio del Signore e che di conseguenza la forza militare e la stabilità politica che in precedenza fornivano conforto saranno violentemente modificate, perché tutto sarà scombussolato. 

Ma il terremoto, è anche interpretato non materialmente, indicherebbe metaforicamente, l’azione del Signore che sconvolge quelle strutture politiche e sociali che sembravano così oppressive per gli ebrei. 

Quindi:
B) Il Signore rovescerà il trono dei re 
Nel v.22 è scritto:“Rovescerò il trono dei re”.

Le immagini in questo verso rispecchiano diversi passaggi dell’Antico Testamento. 

Baldwin commenta: “Che Giuda sia piccolo e indifeso non fa alcuna differenza quando Dio dice che rovescerò". 

Quindi sono azioni intenzionali di Dio!

“Rovescerò” (wehapaktî - qal perfetto attivo) indica girare,  ruotare, capovolgere, ribaltare.  
Connota la distruzione totale e istantanea da parte del potere illimitato di Dio.

“Rovescerò” è usato spesso per descrivere il giudizio del Signore su Sodoma e Gomorra, e da qui sarà come un motivo conduttore nelle profezie di giudizio (Genesi 19:21, 25,29; Deuteronomio 29:23; Isaia 1:7-9; Geremia 20:16; Lamentazioni 4:6; Amos 4:11). 

“I troni” secondo alcuni studiosi è al singolare “trono” (kissē), e quindi, se così fosse, secondo questa interpretazione, questo indicherebbe che dietro i regni del mondo, ai re delle nazioni pagane, c'è un solo potere organizzativo opposto al Signore (cfr. Apocalisse 17:10-14).

“Troni” indica il mondo organizzato senza riferimento a Dio, indica la sottomissione ad altri re e non a quello stabilito dal Signore (Salmo 2). 

“Troni” riguarda i simboli del potere politico e militare degli imperi mondiali, e questi saranno tutti rovesciati e distrutti.

Nel Salmo 47:2,8-9 è scritto: “Poiché il SIGNORE, l'Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra. Poiché Dio è re di tutta la terra; cantategli un inno solenne. Dio regna sui popoli; Dio siede sul suo trono santo” ( 1 Cronache 29:11-12; 2 Re 19:15; Salmo 22:28; 33:10-11; 1 Timoteo 1:17; 6:15;ecc.).

In altri passi come il Salmo 2 e 110, si parla di rovesciamento dei regni da parte del Signore.

In Daniele 2:20-21 leggiamo della sovranità di Dio sui governanti: “Sia benedetto eternamente il nome di Dio perché a lui appartengono la saggezza e la forza.  Egli alterna i tempi e le stagioni; depone i re e li innalza, dà la saggezza ai saggi e il sapere agli intelligenti”. 
(vedi anche Daniele 2:37; 4:14,17, 24-25, 28; 1 Re 19:15; 2 Cronache 20:6; 4:34-35; Giobbe 34:24-25; Salmo 22:27-28; Romani 9:17;13:1-4; 1 Timoteo 2:1-2; 5:18-20; Isaia 40:23-24; Osea 13:11; Amos 9:7; Romani 13:11).

Tutto era ed è sotto il controllo del Signore, e agirà per liberare il Suo popolo dal dominio delle nazioni. 

Il Signore agisce su scala universale per il bene della stirpe di Davide e per il bene del Suo popolo.

Il Signore stava dando speranza al Suo popolo, dicendo che avrebbe fatto un riordino universale rovesciando il trono dei re e distruggendo la potenza dei regni, vincendo le battaglie e istituendo il re davidico.

Con queste immagini sul potere di Dio, Aggeo, vuole dissipare i persistenti dubbi sulla sovranità e la giustizia di Dio dopo l’esilio babilonese (cfr. Malachia 2:17). 

Nella loro storia recente, avevano visto l'Unto del Signore, il re davidico, respinto e cacciato da Dio, e i troni e i domini di questo mondo che trionfavano su di lui e sul popolo di Dio.

I loro padri erano stati portati in esilio nella lontana Babilonia, da dove erano tornati solo pochi anni prima.

Il Signore per bocca di Aggeo, vuole incoraggiare il popolo che Dio era ancora sovrano e che non aveva abbandonato la Sua giustizia. 
Il Signore non ha cessato di essere giusto e fedele al patto con cui era legato al Suo popolo (cfr. per esempio Aggeo 2:5).

Noi tutti conosciamo bene cosa significhi, come poteva essere per i Giudei all’epoca di Aggeo, la discrepanza tra quello che ci aspettavamo che fosse la vita cristiana e la nostra esperienza attuale, oppure quello crediamo della Bibbia, di Dio, delle benedizioni, delle Sue liberazioni, e invece la nostra realtà è ben diversa!

Ma dobbiamo credere che Dio ha un progetto e lo sta portando avanti! (cfr. Isaia 46:9-10; Giovanni 5:17; Efesini 1:11).

Dobbiamo ricordare che non tutto possiamo capire di Dio (Deuteronomio 29:28).

I pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, sono alti, a volte incomprensibili (Isaia 55:8-9; Romani 11:33-36).

C)Il Signore distruggerà la potenza dei regni delle nazioni 
Nel v.22 è scritto ancora: “Distruggerò la potenza dei regni delle nazioni”.

Il Signore, allo stesso modo, o contemporaneamente al rovesciamento dei re, distruggerà la potenza dei regni delle nazioni.

Nel cantico di Mosè, in Esodo 15, viene celebrata la vittoria del Signore che ha schiacciato carri e cavalieri (cfr. Esodo 14:26-28; Geremia 51:21). 

“Distruggerò” (wehišmadtî - hiphil perfetto attivo) indica la totalità dell’azione.

“Distruggere” (shāmadh) indica  sterminare, eliminare, demolire, sbarazzare, portare alla rovina (vedere Deuteronomio 2:12;  9:3; Amos 2: 9). 

È usato altrove per indicare il giudizio di Dio contro le nazioni, al fine di fare spazio ad altre nazioni (Deuteronomio 2:20-23), ma soprattutto per il Suo popolo (Deuteronomio 7:23-24; 9:1-6; 31:3-4; Amos 2:9; Zaccaria 12:9). 

In questo contesto di Aggeo, il Signore distruggerà la potenza delle nazioni.

“Potenza” (ḥōzeq) è usato, a parte qui e Amos 6:13, per le nazioni, e altrove per il potere del Signore manifestato all'esodo (Esodo 13:3,14, 16). 

Ma qui è usato ironicamente. 

Questo riferimento non deve essere solo limitato al potere militare degli imperi mondiali, sebbene ciò sia anche implicito, ma include anche ogni aspetto della loro potenza politica, economica, internazionale. 

In 2 Cronache 20:6, Giosafat, nella sua preghiera,  riconosce il dominio di Dio su tutti i regni delle nazioni: “SIGNORE, Dio dei nostri padri, non sei tu Dio dei cieli? Non sei tu che domini su tutti i regni delle nazioni? Non hai tu nelle tue mani la forza e la potenza, in modo che nessuno può resistere contro di te?”

Nessuno può resistere al Signore!  

Giosafat cita anche che Dio ha spostato le nazioni per dare questa terra per sempre al Suo popolo. 

Sempre in 2 Cronache 20:7 Gionatan prega: “Non sei stato tu, Dio nostro, a scacciare gli abitanti di questo paese davanti al tuo popolo Israele, e lo desti per sempre alla discendenza di Abraamo, il quale ti amò?”

Così come afferma Pieter A. Verhoef: “Il nuovo atto di Dio nel prossimo futuro, pertanto, sarà in pieno accordo con i suoi potenti atti del passato per conto del suo popolo”.

Infine:
D)Il Signore rovescerà i carri, i cavalli e i cavalieri 
Nel v.22 leggiamo ancora: “Rovescerò i carri e quelli che vi montano; i cavalli e i loro cavalieri cadranno, l'uno per la spada dell'altro”.

L'attenzione si sposta dal generale vocabolario politico ed economico a quello più specificatamente militare.

Persino le più potenti risorse militari disponibili per gli antichi sovrani, cadranno per la mano del Signore! 

Nel corso della storia i regni delle nazioni hanno messo in atto la loro potenza per mezzo di risorse militari nel conquistare altre nazioni, inclusi il popolo e i re d’Israele. 

Un aspetto, una descrizione e un simbolo di quella potenza militare, erano i carri e chi li conduceva, i cavalli e i loro cavalieri (cfr. Deuteronomio 20:1; Salmo 20:7-8; Geremia 51:21).

Troviamo ancora il verbo “rovescerò” (wehapaktî - qal perfetto attivo) che indica un’azione completa.

Il Signore sconfiggerà così tanto i Suoi nemici che niente e nessuno rimane se non il Signore e il Suo dominio sovrano!

Nel Salmo 33:10-11 leggiamo: “Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli.  La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età”.

Il potere di Dio è efficace, è irresistibile!

Dunque, è il Signore che farà accadere tutte queste cose!

Non si fa menzione di altri, nemmeno delle imprese militari del Suo stesso popolo. 

Solo il Signore è l’artefice della vittoria!

Troviamo questa parola “rovescerò”, per la distruzione degli eserciti come per esempio, quello degli egiziani  nel Mar Rosso, dove furono coperti dall’acqua e andarono a fondo come pietre, e gli israeliti non li videro più (Esodo 14:13,23; 15:1,4-5).

Il senso allora è di una vittoria schiacciante e la fine del potere degli egiziani che aveva schiavizzato il popolo di Dio. 

Ci sono anche somiglianze con il canto della vittoria di Isaia che si riferisce sempre alla liberazione del popolo dagli egiziani (Isaia 43:16–17). 

“I cavalli e i loro cavalieri cadranno”, significa che saranno uccisi, massacrati (cadere - yāradh cfr. Isaia 34:7; Geremia 48:15). 

Ma può avere anche il significato di "scendere negli inferi" (Isaia 5:14; 32:19; Geremia 13:18; 48:15; Lamentazioni 1:9; Ezechiele 26:16; 30:6).  

Nella situazione di guerra, il combattimento è prima di tutto tra gli uomini, ma nella sua forza distruttiva sono coinvolti anche i cavalli.

“L'uno per la spada dell'altro”, riecheggia la sconfitta dei Madianiti che si sono combattuti tra di loro ai tempi di Gedeone (Giuda 7:22;  cfr. 1 Samuele 14:20; 2 Cronache 20:23) e così accadrà alla fine della storia degli uomini per volontà di Dio (Ezechiele 38:21; Isaia 9:19; 19:2; Zaccaria 14:13; Matteo 24:7; Marco 13:8; Luca 21:10). 

Thomas Edward McComiskey riguardo quest’immagine dice: “Aggeo raccoglie questo aspetto del passato e lo proietta nel futuro: come ogni peccato, il peccato dell’odio, dell'oppressione e dell'opposizione al popolo di Dio è infine autodistruttivo”. 

Mentre Mark J. Boda scrive: “Alla fine Dio provoca una tale confusione nei suoi nemici che ironicamente sono loro che emettono giudizio su se stessi, confermando l'inettitudine del potere politico umano e dell'abilità militare”. 

Quello che indicano tutte queste immagini, è che c'è continuità tra ciò che il Signore ha fatto in passato per il suo popolo e ciò che farà in futuro.

Tutte le prove della fedeltà di Dio al Suo popolo in passato sono state condotte dal profeta per rafforzare il suo messaggio per il futuro.

Come il Signore ha combattuto per loro nel passato così farà ancora per loro in futuro!

Duguid, I. M. scrive: “Il passato non è semplicemente vecchia storia; è il paradigma su cui verrà costruito un futuro luminoso. Dio salverà e libererà il suo popolo, come ai vecchi tempi”.

I vv.22-23 si concentrano sulla distruzione di tutte le cose ostili al regno del Signore, ed è collegato alla benedizione cita nel v.19.

La promessa di benedire da quel giorno (v. 19) trova la sua espressione, in altre parole, nella speranza escatologica (della fine dei tempi) delineata nei vv. 20-23. 

Quindi noi vediamo la potenza del Signore della storia che va oltre la potenza degli uomini!
Dispone di strutture politiche e di potenza militare in passato come nel presente, più potente degli arsenali, della forza politica, sociale, militare degli uomini, anche oggi con le loro risorse nucleari!

Come ha punito gli eserciti potenti del passato, è in grado di fare nel presente, così farà nel giorno del giudizio, nessuno gli potrà resistere! (Matteo 24:31-46; 2 Pietro 3:10; Apocalisse 6:15-17; 20:11-15). 

Nel giorno del Signore, tutti coloro che non obbediscono al Vangelo saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza  del Signore  e della gloria della sua potenza, mentre sarà glorificato nei suoi santi e ammirato da tutti quelli che hanno creduto (2 Tessalonicesi 1:9-10).


CONCLUSIONE
Il cristiano ha fiducia che in tutto il caos politico, sociale ed economico, Dio è all’opera e sta lavorando in vista del ritorno di Gesù Cristo che metterà a posto ogni cosa!

Mentre aspettiamo il ritorno di Gesù Cristo, come cristiani per rafforzare la nostra fede in un mondo caotico:
1)Dobbiamo guardare alle azioni storiche passate del Signore.
La fede si nutre dell’azione storica del passato di Dio.

Aggeo ha fatto questo: ha riportato alle menti dei suoi ascoltatori, le azioni potenti di giudizio del Signore su Sodoma e Gomorra, la liberazione dalla schiavitù in Egitto e la morte degli egiziani nel Mar Rosso, la vittoria sui Madianiti.

In tutti questi eventi, Dio aveva stabilito il Suo potere di giudicare i malvagi e di salvare il Suo popolo.

Per rafforzare la nostra fede:
2) Dobbiamo credere che Dio sta operando nel presente.
Dio è perfetto, saggio, onnipresente, onnisciente, onnipotente, immutabile, eterno, giusto, santo pertanto il suo governo non fallisce e mai fallirà!

William S. Plumer diceva: “Il governo di Dio non fallirà mai in nessuna parte del mondo, in nessun evento della vita, o in nessun tumulto delle nazioni”.

Non dobbiamo mai temere che Dio sarà detronizzato, superato, o sconfitto!

Forse non vediamo l’effetto della nostra obbedienza, tutto ci fa storto, siamo provati, ma dobbiamo sapere e credere che Dio è al lavoro nella nostra vita e in questo mondo.

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Romani 8:28).

Non dobbiamo fare l’errore di pensare che Dio sia cambiato oggi e non opera come ai tempi biblici!

Dobbiamo tener presente e credere che il potere di Dio non è solo una cosa del passato, qualcosa di cui leggiamo nelle antiche storie bibliche, lo è anche per il presente e per il futuro!

Non dobbiamo fare l’errore di pensare che Dio ha agito in un certo modo nel passato, in un modo eccezionale, ma non è più valido oggi!

Dio è lo stesso e sarà sempre lo stesso, perché è immutabile, la Sua potenza non cambia con il passare degli anni! (Malachia 3:6)

Non dobbiamo fare nemmeno fare un altro errore riguardo la nostra esperienza.

Pensiamo ai nostri tempi passati entusiasmanti, ricchi di esperienza positiva con il Signore, mentre oggi il presente è deprimente!

Certamente, possiamo ricordare le grandi cose che Dio ha fatto nella nostra vita, come rispondeva alle nostre preghiere, all’esperienze potenti che sperimentavano come individui e come chiesa, come Dio ci usava per il progresso del Suo regno, ma questo non deve scoraggiarci in confronto a quello che stiamo vivendo che non è come le esperienze splendide passate!

Questa frustrazione può facilmente condurci al dubbio e allo scoraggiamento!

Ma Dio, anche se sembra che non sia all’opera, il Suo silenzio verso di noi, dimostra che all’opera!
Perché anche il Suo silenzio ha un valore! Ha uno scopo! Ha una benedizione!

Dio lavora costantemente nella nostra vita anche quando ciò che viviamo è difficile, traumatico!
Dio ha lo scopo di farci crescere e capire che è anche all’opera quando la nostra vita è scossa! (per esempio Romani 8:28; Giacomo 1:2-4)

Charles C. West afferma. “Ci rivolgiamo a Dio quando le nostre basi tremano, solo per imparare che è Dio che le sta scuotendo”.

Non c'è nulla che sia più difficile da credere che la sovranità di Dio governa questo mondo.

Allora anche se non vediamo la mano Sua all’opera, il Dio della provvidenza è all’opera per uno scopo ben preciso!

“La mano invisibile può essere oscurata, a volte dalle nebbie delle circostanze, ma solo perché non possiamo vedere il sole in un giorno nuvoloso non significa che non ci sia” (Vance Havner).

Infine, in terzo luogo:
3) Dobbiamo guardare alle azioni future del Signore.
La fede si nutre del futuro, guarda e crede alle profezie, a quello che il Signore farà.

Le azioni future del Signore sono sconvolgenti e drammatiche per chi non gli appartiene!

Sono di giudizio per i non credenti, mentre sono di salvezza per i credenti!

Dio non è solo il Signore del passato, ma anche del presente e del futuro!

Questo ci porta a considerare che non dobbiamo dubitare del bene che Dio ci può fare in futuro!

Qualcuno potrebbe pensare: “Si lo so, Dio fino a ora si è preso cura di me, ma lo farà ancora?”
Certo che sì! 

La Sua potenza, il Suo amore, come anche la Sua fedeltà e così via, non cambieranno mai!
Si prederà cura di te!

Isaia 46:4 dice: “Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sì, vi porterò e vi salverò”.





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In questi giorni c’è il decreto del governo e quindi l’hashtag: “Io resto a casa”, o “io sto a casa”, questa può essere un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio, o per riflettere sulla nostra vita spirituale. Come noi oggi, che dobbiamo rimanere a casa a causa del coronavirus, circa tremila anni fa, per bocca del profeta Isaia, per motivi diversi, Dio disse al Suo popolo di rimanere a casa. Questi versetti fanno parte di un canto di lode dove viene esaltata la salvezza del popolo di Dio e il giudizio sul mondo, sopra gli abitanti della terra, e quindi l’incoraggiamento a confidare nel Signore. Noi nei…

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti.
Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…