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Giosuè 1:7: La via della vittoria.

Giosuè 1:7: La via della vittoria.
“Solo sii molto forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai”.

Quando Israele invase Canaan intorno al 1400 a.C., la terra era popolata da diverse popolazioni organizzate in città-stato relativamente piccole, ma protette da mura massicce. Queste popolazioni erano abituate alla guerra, erano  ben organizzate e alcune avevano anche i carri da guerra, i carri armati del mondo antico. Sebbene le città-stato fossero indipendenti, e spesso erano in guerra l'una contro l'altra, si unirono per resistere al loro comune nemico: gli israeliti. Ed è per questo che il Signore incoraggia Giosuè, il successore di Mosè. Giosuè aveva già guidato l’esercito d’Israele sotto Mosè (Esodo 17:9-13), era una delle spie inviate da Mosè, quarant’anni prima, a perlustrare Canaan (Numeri 13).
Il Signore incoraggiò Giosuè dicendogli che conquisteranno il terreno che i loro piedi calcheranno; nessuno potrà resistere a Giosuè, perché il Signore sarà con lui come lo era stato con Mosè (vv.1-6). Queste parole devono aver portato grande sicurezza e motivazioni: sapere che Dio era con loro, ha dato a Giosuè e agli israeliti il coraggio di cui avevano bisogno per andare avanti a conquistare la terra promessa. Ma la cosa che doveva fare Giosuè per prosperare (sākhal- cfr. per esempio Deuteronomio 29:8; 1 Samuele 18:5,14,15, 30), cioè per avere successo, era di essere molto forte e coraggioso, avere cura di mettere in pratica tutta la legge di Mosè, cioè l’insegnamento di Dio, senza sviarsene né a destra e né a sinistra. Questo ci dice che Giosuè, e quindi tutti i credenti, devono obbedire scrupolosamente alla parola Dio! Quindi colpisce il fatto che le istruzioni di Dio a Giosuè non riguardino questioni militari per conquistare Canaan, ma le chiavi del suo successo erano spirituali, legate al grado della sua obbedienza a Dio. “Sii molto forte e coraggioso”, è un'esortazione forte, si riferisce alla forza di carattere nell’obbedire fedelmente alla Parola di Dio piuttosto che per vincere battaglie militari. Non è facile rimanere fedeli quando siamo sotto pressione! Occorre forza e coraggio, soprattutto ai nostri giorni in un contesto filosofico relativista. Com’è stato con Giosuè, Dio è anche con noi oggi (Matteo 28:18-20; Giovanni 14:8; 2 Timoteo 4:16-17), questa è la chiave per le nostre vittorie spirituali, ma non c’è vittoria senza obbedienza alla parola di Dio. Ciò che Dio ha voluto farci sapere attraverso la Bibbia, non è solo per conoscere, ma anche per obbedire. La Bibbia deve essere al centro della nostra vita, deve essere il fattore dominante del nostro comportamento. Non deve essere la nostra esperienza, o cultura o tradizioni, opinioni, e così via, la regola del nostro comportamento, ma parola di Dio. La vita nel regno di Dio non è e non deve essere vissuta al di fuori dalla parola di Dio. Una vita gradita a Dio non nasce da esperienze mistiche, o dall’emotività, ma viene dall’insegnamento di Dio e dall'obbedienza ad esso. Se pensiamo di essere veri cristiani ma non mettiamo in pratica la parola di Dio, ci stiamo illudendo di esserlo! La nostra fede è falsa (Matteo 7:21-23; Giacomo 1:22-25).

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