Aggeo 1:5-8: L’esortazione alla riflessione.

Aggeo 1:5-8: L’esortazione alla riflessione. 
Robert G. Morgan racconta: “Per qualche strana ragione, i suoi genitori gli assegnarono il nome improbabile di Handley Carr Glyn Moule. I suoi amici, tuttavia, lo chiamavano "vescovo", perché era diventato uno dei più rispettati uomini di chiesa d'Inghilterra. La sua conversione a Cristo avvenne all'età di 25 anni, durante il periodo natalizio del 1866. Scrivendo a suo padre, disse: ‘In questa vacanza natalizia, dopo molte miserie mentali, ho potuto trovare e accettare il perdono e la pace attraverso la soddisfazione del Redentore, come non avevo mai fatto prima’.
Tuttavia alcuni anni dopo, quando entrò nel ministero, si sentì spiritualmente inadatto. Scrivendo di nuovo a suo padre, disse: ‘Sento tristemente il bisogno di una grazia decuplicata prima di poter sperare di essere, o un cristiano molto felice, o - come ministro di Gesù Cristo - molto utile’.
Continuò nel ministero, ma la sensazione di impotenza aumentò. Sua madre gli scrisse di essere pieno
di Spirito, e lui rispose: “Oh, per farmi sentire un po' di più la mia presa sul Signore Gesù Cristo”.
Nel 1882, D. L. Moody e Ira Sankey andarono a Cambridge e il loro potere fiammeggiante e il loro messaggio vittorioso gli animarono il cuore. Un anno dopo, alcuni oratori di Keswick predicarono il riposo e la vittoria in Cristo. Handley partecipò all'incontro, tenuto in un grande fienile. Un uomo d'affari cristiano, William Sloan, parlò da Aggeo 1:6: "Mangi, ma non ne hai abbastanza". Sloan disse che quando il "sé" governa i nostri cuori anziché Cristo, le nostre anime sono magre. Solo la vita pienamente impegnata a Cristo è piena di Spirito e vittoriosa.
Quella sera Moule si arrese senza riserve a essere il servo del Signore, e si fidò di Cristo per essere riempito di potere per una vita gioiosa e un servizio efficace. Una pace lo riempì come l'oceano, e da quel giorno fino alla sua morte nel 1920, Handley Carr Glyn Moule, dimostrò Cristo a tutti coloro che lo incontrarono”.

Questi versetti di Aggeo c’insegnano a mettere il Signore al primo posto così sperimenteremo le Sue benedizioni!

Siamo ancora al primo messaggio di Aggeo, i messaggi sono quattro.

Ai tempi di Aggeo, la popolazione aveva trascurato la ricostruzione del tempio del Signore ed era in rovina.
Per questo motivo Dio li aveva giudicati con una crisi economica secondo le sanzioni del patto.
L'unica cosa che poteva rimuovere il castigo di Dio, era un sincero pentimento e una sincera obbedienza, il mettere Dio al primo posto, prima dei loro interessi.

Allora la loro attuale povertà e fallimento avrebbero lasciato il posto alla prosperità secondo, appunto, la loro fedeltà al patto che Dio aveva stipulato con loro sul Sinai attraverso Mosè. 

Nel suo primo messaggio (vv.2-11), Aggeo fa essenzialmente tre cose. 
In primo luogo, cita una specie di slogan popolare, un punto di vista del popolo, che diceva che non era ancora il tempo di ricostruire il tempio (v. 2).

Questo slogan spesso recitato dalla comunità, include una premessa sbagliata che a sua volta ha portato a una conclusione sbagliata. 
Non è il tempo di ricostruire il tempio, allora non ricostruiamo il tempio.

In secondo luogo, il profeta sfida la legittimità di questo slogan popolare, rimproverando la popolazione che mettono i loro interessi prima di quelli di Dio, costruendo le loro case ben rivestite di legno, ma lasciando il tempio del Signore in rovina (vv.3-4).

In terzo luogo, il profeta fornisce un'argomentazione specifica, richiamando l'attenzione sulle conseguenze tangibili della punizione divina che questa comunità sperimenta a causa di un comportamento inaccettabile per il Signore (vv. 5-11). 

Il messaggio di Aggeo allora è di ricostruire il tempio e quindi di far rivivere il flusso delle benedizioni del patto di Dio in Israele, che in quel momento non stavano vivendo, infatti avevano problemi economici, a causa della disciplina del Signore degli eserciti 
a causa delle loro priorità malriposte.

Nelle precedenti predicazioni abbiamo visto: 
La chiamata alle guide per un risveglio (vv.1-3).
Il compiacimento del popolo (vv.2-3).
La correzione di Dio al popolo (vv.3-4).

Oggi vediamo l'esortazione alla riflessione (vv.5-8)

Nell’esortazione del messaggio alla riflessione vediamo:
I LA DETERMINAZIONE DEL SIGNORE DEGLI ESERCITI (vv.5,7).
Nel v.5 leggiamo: “Ora così parla il SIGNORE degli eserciti:’Riflettete bene sulla vostra condotta!’”

Ancora una volta il profeta, sottolinea l'origine divina della parola profetica.
“Ora così” (we ʿattāh), esprime risoluzione e descrive l'immediatezza della determinazione del Signore, a chiamare il popolo a riconoscere la propria colpa.

Questa è la conclusione tratta dall'affermazione precedente e introduce una nuova affermazione del Signore degli eserciti, ed enfatizza l'aspetto rivelatore del messaggio che seguirà su cui il popolo  deve riflettere.

In secondo luogo vediamo:
II LA DETERMINAZIONE DEL SIGNORE DEGLI ESERCITI CHE RICHIAMA ALLA RIFLESSIONE RIGUARDO LA CONDOTTA DEL POPOLO.

Vediamo allora:
A)Il compito di Aggeo.
Il compito di Aggeo, per volontà di Dio, era quello di risvegliare un popolo che era sprofondato nell'apatia spirituale e incoraggiarli verso i veri valori spirituali.

Aggeo sfidò le persone spiritualmente letargiche in Giudea a considerare le loro vie.

Nel v.5 leggiamo: “Ora così parla il SIGNORE degli eserciti:’Riflettete bene sulla vostra condotta!’”

Così leggiamo anche nel v.7.

Quindi per ben due volte, il Signore degli eserciti, attraverso il profeta, chiama il popolo alla riflessione sulla loro condotta. 

La ripetizione dell'ordine al popolo di riflettere bene sulla loro condotta, soprattutto del v.7, ha l'effetto di sottolineare l'appello divino per il loro pentimento e conversione.
La relazione tra causa ed effetto, tra condotta e giudizio, suggerisce che se si pentono ritornando all’obbedienza, quindi alla ricostruzione del tempio, Dio toglie la maledizione su di loro.

Così il v.7 funge da introduzione al v.8: il popolo può sperimentare le benedizioni del Signore nel futuro. 

Quindi, se nel v.5 è implicito l’annuncio del giudizio di Dio che avevano vissuto e stavano vivendo, nel v.7 è implicito  la promessa delle benedizioni di Dio.

Come dicevo nell’introduzione, il motivo, come vediamo nei vv.2-4 è che molti del popolo di Dio erano apatici, curavano i loro interessi, e la propria comodità: le loro case erano  ben rivestite, mentre trascuravano il tempio di Dio che era in rovina. 

Avevano messo loro stessi prima di Dio: Dio non aveva la priorità!

LA PRIORITÀ FONDAMENTALE NELLA VITA PER I GIUSTI DEVE ESSERE SEMPRE DIO, NON I DESIDERI PERSONALI!! 

Purtroppo non è sempre così anche nella chiesa.
Paolo dice ai Filippesi riguardo a Timoteo: “Ora spero nel Signore Gesù di mandarvi presto Timoteo per essere io pure incoraggiato nel ricevere vostre notizie. Infatti non ho nessuno di animo pari al suo che abbia sinceramente a cuore quel che vi concerne. Poiché tutti cercano i loro propri interessi, e non quelli di Cristo Gesù” (Filippesi 2:19-21). 

LA CHIAMATA DI GESÙ, È UNA CHIAMATA RADICALE! 

QUANDO GESÙ CHIAMA UNA PERSONA A ESSERE SUO DISCEPOLO, LO CHIAMA A MORIRE! 

IL SIGNORE GESÙ CRISTO ci chiama a morire a noi stessi, chiama il nostro io alla morte! 

In Luca 9:23 Gesù dice: “Diceva poi a tutti: ‘Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segue’”.

IL DISCEPOLO DI GESÙ DEVE RIFIUTARE TUTTO CIÒ CHE IMPEDIREBBE IL SUO TOTALE, RADICALE E PERSEVERANTE IMPEGNO PER GESÙ!! 

IL DISCEPOLO DEVE METTERE I PROPRI INTERESSI E DESIDERI SOTTO GESÙ  CRISTO!! 

IL DISCEPOLO DEVE RIFIUTARE L’INTERESSE PERSONALE  E LA PREOCCUPAZIONE PER IL PROPRIO BENESSERE E CERCARE LA VOLONTÀ DI  GESÙ  CRISTO!!
J. I. Packer dice: “La negazione di sé è un invito a sottomettersi all'autorità di Dio come Padre e di Gesù come Signore e a dichiarare una guerra per tutta la vita contro il proprio egoismo istintivo”.

B)Il cambiamento del popolo.
“Riflettete bene sulla vostra condotta!” dice Aggeo (v.5).
Una delle caratteristiche del risveglio spirituale nel periodo di Aggeo è il richiamo alla riflessione.

Aggeo parla alle menti delle persone affinché cambino la loro condotta!

LA VITA SPIRITUALE BIBLICA È UNA VITA DI FEDE, MA AVERE FEDE NON SIGNIFICA SPEGNERE IL CERVELLO!!

LA BIBBIA RICORRE FREQUENTEMENTE AL RAGIONAMENTO E NON DOBBIAMO MAI PENSARE ALLA FEDE COME A QUALCOSA DI PURAMENTE MISTICO SCOLLEGATO DALLA RIFLESSIONE!

Aggeo parla alle menti delle persone affinché cambino la loro condotta!

Come ho accennato prima, il profeta ha esortato le persone a impegnarsi in un'attenta riflessione che avrebbe comportato un cambiamento di condotta.

“Riflettete bene” (śîmû lebabkem) è “prendere a cuore”, o “impostare il proprio cuore su”, “metti il tuo cuore”, in questo caso  sulle vostre vie, sulla vostra condotta.

Il verbo è all’imperativo attivo, quindi è un'ingiunzione che richiede il massimo grado di riflessione e attenzione.

Il senso allora è di “prestare attenzione” o “considerare”, “di pensare attentamente”, “fare una profonda riflessione”, ed è una delle espressioni caratteristiche di Aggeo (vv.5, 7; 2:15,18; altri passi Deuteronomio 32:46; Isaia 41:22; Ezechiele 40:4; 44:5). 

Nell’ebraico, Aggeo parla, quindi di:
(1) Cuore.
“Cuore” (lēḇāḇ), qui è inteso come il “luogo di prudenza premurosa”, o “facoltà razionali della mente”.

Aggeo parla anche di:
(2)Condotta.
“Condotta” (darḵêḵem) esprime “l'azione caratteristica”, è “la via di qualcuno”, cioè “lo stile di vita”, o “comportamento abituale” (cfr. 1 Samuele 18:14). 

“L'espressione è negativa, suggerendo che le loro vie, o percorsi hanno deviato da un comportamento caratterizzato da integrità e obbedienza. La figura suscita la preoccupazione che le cose non siano come dovrebbero essere. Vi erano precedenti fallimenti che non erano ancora stati sufficientemente affrontati” (Taylor, R. A., & Clendenen, E. R.).

C’è:
(3)Una conseguenza della condotta.
Ciò che il Signore vuole dal popolo, è di considerare la loro condotta di priorità sbagliate (mettono loro stessi prima di Dio), e di considerare, anche, dove conduce il loro stile di vita che hanno scelto: il giudizio di Dio, la mancanza della Sua benedizione, come vedremo meglio nei v.6, e vv.9-11! (cfr. Deuteronomio 28:28-29).

Le persone devono considerare, devono riflettere attentamente, sulle loro circostanze ed esperienze, in modo che possano dedurre da loro stessi le conseguenze in cui si trovano. 

La richiesta di attenzione è fatta, affinché il popolo possa capire la connessione tra la loro negligenza riguardo la casa di Dio e la mancanza di benedizione, o successo nella vita di tutti i giorni (v. 6). 
È un caso di causa ed effetto.

IL POPOLO DEVE CONSIDERARE LA LORO SITUAZIONE E IL LORO DESTINO DAL PUNTO DI VISTA DI CIÒ CHE DIO VOLEVA PER LORO!

Il Signore allora per bocca del profeta li esorta a considerare le esperienze negative che stanno vivendo, cioè che non hanno visto realizzarsi i loro sforzi (vv.6,9) a causa del loro stile di vita peccaminoso!
Una valutazione onesta della loro situazione, li avrebbe portati a considerare che le loro vite non erano benedette a causa del fatto che erano egocentrici e avevano trascurato la casa di Dio! 

IL LORO COMPORTAMENTO DISINVOLTO, SUPERFICIALE E PECCAMINOSO  LI HA PORTATI A PRIVARSI DELLA BENEDIZIONE DI DIO SECONDO LE SANZIONI DEL PATTO! (Esodo 19-23; Levitico 26; Deuteronomio 27-30).

Il patto del Monte Sinai (Esodo 21-23), avvertiva gli ebrei che Dio avrebbe maledetto la loro disobbedienza, l’ostilità e la ribellione contro di Lui (cfr. Levitico 26:14-39).

Il Signore del patto aveva promesso di benedire l’obbedienza del popolo, o di maledire in caso di disobbedienza!

John L. MacKay scrive: “Il patto tra il Signore e il popolo si basava sempre sulla storia di ciò che era accaduto loro, in modo che potessero vedere la loro relazione con lui in una prospettiva giusta (Deuteronomio 1-3; Giosuè 24:2-15). Aggeo sta infatti invitando il popolo a rinnovare l'impegno del patto con il Signore”.

Aggeo predica che le privazioni dei suoi contemporanei Giudei sono l’effetto delle maledizioni del patto con Dio. 

SONO I FALLIMENTI SPIRITUALI CHE HANNO INNESCATO LE LORO DISGRAZIE ECONOMICHE!

E come se Aggeo gli stesse dicendo: “Non vedi cosa ti sta succedendo? Riflettete bene sulla vostra condotta,  se l'autorità di Dio, o un riguardo per Lui non ha importanza tra voi, almeno considerate come Dio si occupa di voi!”
IL POPOLO DEVE CONSIDERARE CHE LA SUA SITUAZIONE È QUELLA CHE DIO AVEVA VOLUTO IN CONSEGUENZA ALLA SUA MANCANZA DI CONSACRAZIONE!!

Le loro circostanze economiche avverse descritte nei vv.6,9-11, non erano il risultato di semplici fenomeni naturali, ma erano dovuti al giudizio di Dio (cfr. Michea 6:9-16). 

COSÌ SUCCEDE ANCHE OGGI A NOI: FACCIAMO E CI ASPETTIAMO DEI RISULTATI, MA LE BENEDIZIONI DI DIO NON SCENDONO!! 

Allora è necessaria una profonda e sincera riflessione.

Il popolo correva sempre più veloce, come criceti su un tapis roulant, che non arriva proprio da nessuna parte!

MOLTE PERSONE SPERIMENTANO LA STESSA INUTILITÀ DI CORRERE, DI AFFACENDARSI A UN RITMO SEMPRE PIÙ  VELOCE, MA NON RAGGIUNGE MAI COMPLETAMENTE I PROPRI OBBIETTIVI, PERCHÈ  GLI OBBIETTIVI CHE SI VOGLIONO PERSEGUIRE SONO I NOSTRI OBBIETTIVI PER I NOSTRI INTERESSI, E NON QUELLI DEL SIGNORE!! 

I primi passi verso una rinnovata obbedienza richiedono una valutazione realistica e una valutazione di ciò che è andato storto, o che non va! 

MOLTE VOLTE RITARDIAMO UN ESAME DI NOI STESSI, DEL NOSTRO COMPORTAMENTO E DELLE CIRCOSTANZE CHE VIVIAMO CONSEGUENTEMENTE A QUESTO.
MA  SE NON LO FACCIAMO E NON CI METTIAMO IN LINEA CON LA VOLONTÀ DI DIO,   È PROBABILE CHE LE NOSTRE VITE STANNO ANDANDO VERSO CIÒ  CHE È  NOCIVO PER NOI E PER COLORO CHE CI STANNO VICINO!  

Infine consideriamo:
III LA DETERMINAZIONE DEL SIGNORE DEGLI ESERCITI NELL’INCORAGGIARE LA COSTRUZIONE DEL TEMPIO (v.8).

Prima di tutto vediamo:
A)L’ingiunzione.
“Salite nella regione montuosa, portate del legname e ricostruite la casa” (v.8).

“Salite” (alû) e “ricostruite” (ûbenû) sono imperativi attivi, quindi vediamo un ordine da parte del Signore al Suo popolo di andare a prendere la legna nella regione montuosa, di portarla a Gerusalemme e di ricostruire il Suo tempio.

Anche se la pietra era necessaria, viene enfatizzato il legno, perché non c’era bisogno di pietre (cfr. Esdra 6:3-5) per la ricostruzione del tempio, perché nelle rovine del tempio (1 Re 5:13-18), e nelle sue immediate vicinanze, c'erano molte pietre per costruire edifici. 

Vi era bisogno, invece, di legname, perché il legname del tempio fu bruciato nel 587 a.C. (2 Re 25:9).

I legnami pesanti necessari dovevano essere importati, da come leggiamo in Esdra 3:7, ma non sappiamo se il legname fosse mai stato consegnato, o se fosse stato usato per qualche altro scopo. 

Forse era ancora disponibile, ma solo in quantità sufficienti per le travi principali.

O forse servivano altri legnami che sarebbero stati usati per le impalcature e le scale, e si potevano trovare sulle colline boscose di Giuda, o intorno a Gerusalemme (Neemia 8:15-16). 
Oppure, secondo alcuni studiosi i grandi pezzi di legname non erano disponibili nelle aree boschive vicino a Gerusalemme, ma come nella costruzione del precedente tempio di Salomone molti materiali da costruzione furono importati da luoghi lontani come il Libano (1 Re 5:6, 8-10, 13-14; 2 Cronache 2:8-10; cfr. Esdra 3:7).

Comunque troviamo un’allusione importante che Aggeo fa con questo comando, in quanto le persone hanno finito le loro case ben rivestite di legno, e tuttavia non hanno alcuna motivazione per ricostruire la casa di Dio!!

Certamente, l’ordine di obbedire al Signore incondizionatamente, nonostante le circostanze avverse di quel periodo, presuppone un atto di fede, una ferma convinzione e la fiducia che Dio soddisferà i loro bisogni materiali se solo il popolo cercassero prima il Suo regno (Matteo 6:33).

Consideriamo ora:
B)L’intento.
“Io me ne compiacerò e sarò glorificato’, dice il SIGNORE”. 
Lo scopo di Dio è la costruzione del tempio: Dio si compiacerà e sarà glorificato per il tempio ricostruito.

Questa è la prospettiva significativa sulla funzione e lo scopo del tempio: Dio si compiacerà e sarà glorificato

Quindi, come risultato dei loro sforzi, il Signore li assicura dicendo che si compiacerà della struttura ricostruita e sarà glorificato.

Nell’intento vediamo, dunque:
(1)Il piacere di Dio.
“Me ne compiacerò” (weerseh-bo) ha il senso di accettazione favorevole (vedi per esempio Salmo 44:3; Salmo 119:108; Isaia 42:1).

L’obbedienza al comando di ricostruire il tempio, avrebbe trasformato il dispiacere del Signore (cfr. vv.2-6,9-11) in piacere. 

Noi vediamo che il Signore si compiace della rettitudine (1 Cronache 29:17); in coloro che lo temono (Salmo 147:10-11); e nel suo servo (Isaia 42:1).

“Compiacere” trasmette l'idea di accettazione, di conformità alla mente e alla volontà di Dio (cfr. Salmo 51:16;  147:10-11; Michea 6:7-8).

Dio si diletta perché, la ricostruzione del tempio, sarebbe un risultato della Sua volontà e dei Suoi scopi.

La parola “compiacere” ha anche un significato cultuale (Deuteronomio 33:11; Ezechiele 20:40; Osea 8:13; Amos 5:22; Malachia 1:8).

Infatti è usata in Levitico 1:4, dove si parla che Dio accetterà l’espiazione  del sacrificio di un animale, quindi l’offerta otterrà il favore di Dio (Levitico 1:3-4); e anche la parola “favore” (rātsôn) che troviamo in Levitico 1:3  è affine alla parola “compiacere” (rātsāh)  che troviamo in Aggeo 1:8.

Così Verhoef dice: "In questo ambito di riferimento semantico il tempio ricostruito raggiungerà lo status di un'offerta accettabile in cui il Signore avrà di nuovo piacere".

Il Signore ne avrà piacere, non tanto nel processo di ricostruzione del tempio, quanto nel prodotto finito!

E si compiacerebbe, anche nell'atteggiamento di obbedienza del Suo popolo.

Come si è compiaciuto di Suo Figlio Gesù Cristo per la sua obbedienza (Matteo 3:17; 17:5).

Nell’intento vediamo:
(2)La gloria di Dio. 
“Sarò glorificato” ('ekkābdâ), è stato inteso in modo affermativo: “E porterò gloria a me stesso”.

“Glorificare”  (kāḇēḏ), indica onorare, cioè dargli il peso che gli è dovuto, ritenere importante, nel senso di stima, rispetto, o riconoscimento (per esempio Salmo 86:9; Malachia 1:6).

“GLORIFICARE DIO” SIGNIFICA DARGLI IL PIÙ ALTO ONORE, RICONOSCENDO IN LUI, L’UNICITÀ, LA PIÙ STRAORDINARIA POTENZA E GRANDEZZA, COSÌ COME LA PUREZZA E LA PERFEZIONE!

Il tempio ricostruito è la volontà di Dio, così Dio con la costruzione del tempio, ottiene gloria per se stesso.

Non solo, ma è anche la volontà di Dio essere adorato in questo tempio, quindi Dio riceverà la gloria attraverso l’adorazione in questo tempio, sarà adorato per come doveva essere.

Il senso è: “Le persone mi adoreranno come dovrebbero, in questo modo sarò glorificato”.

Un culto accettabile sarà offerto nel tempio ricostruito! 

Perciò, si deve fare molta attenzione: RICOSTRUIRE IL TEMPIO NON AVREBBE PORTATO CON SÈ AUTOMATICAMENTE LA BENEDIZIONE DI DIO!!

Come anche oggi costruire un luogo di culto non porta con sé la benedizione di Dio! 

Ci doveva essere una vera restaurazione dell'adorazione e del servizio da parte della popolazione per come voleva il Signore!

Quindi la ricostruzione del tempio e l'adorazione che sarebbe stata offerta in quel luogo, come voleva il Signore, avrebbe fatto piacere al Signore e gli avrebbe portato onore!

Lo scopo principale di Dio è glorificare se stesso!

Noi dobbiamo avere questo in mente, per questo siamo stati creati (Isaia 43:7; Romani 11:36), e salvati (Efesini 1:6,12,14).
Il popolo di Dio lo deve onorare (per esempio 1 Samuele 2:29; Salmo 22:23; 86:12; Malachia 1:6).

È PER LA GLORIA DI DIO CHE DOBBIAMO VIVERE, come ci esorta Paolo in 1 Corinzi 10:31: “ Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio”.

“Fate tutto alla gloria di Dio” si riferisce ad agire in modo tale che Dio, il Suo carattere e le sue azioni siano innalzate, onorate!

La prospettiva di Paolo è totalizzante!
Infatti “qualche altra cosa” (panta) esclude la possibilità di avere compartimenti nella nostra vita in modo che si potrebbe riservare una parte per fare come meglio ci pare!!

CIÒ CHE NON È, O NON PUÒ ESSERE, PER LA GLORIA DI DIO, DEVE ESSERE ESCLUSO DAL NOSTRO COMPORTAMENTO!! 

CONCLUSIONE.
Ciò che sottolinea questo primo messaggio di Aggeo è:
1) La priorità della gloria di Dio. 
Come per Dio la Sua priorità è la Sua gloria (v.8; cfr. Isaia 42:8; 48:11),così lo deve essere anche per noi (Isaia 43:7; 1 Corinzi 10:31).

Quindi, dobbiamo vedere il nostro mondo, i nostri desideri, i nostri bisogni e così via per la gloria di Dio!

DOBBIAMO VIVERE SECONDO LA PROSPETTIVA DI DIO, FARE DELLE SUE PRIORITÀ  LE NOSTRE PRIORITÀ CONSIDERANDO LE CONSEGUENZE TRAGICHE DI NON METTERE IN PRATICA LE SUE PRIORITÀ! 
AL CENTRO DELLA NOSTRA VITA, NON CI DEVE ESSERE IL NOSTRO IO, MA DIO!

Ci sono molte cose che facciamo nella nostra vita, che cerchiamo di  perseguire, ma ciò che dobbiamo ricercare è di piacere a Dio e d’innalzare il Suo nome!

Sicuramente porta piacere e gloria a Dio:
2)L’essere attivi nella costruzione del Suo tempio: la chiesa di Gesù Cristo (Efesini 2: 19-22). 

NOI NON DOBBIAMO ESSERE DI QUELLI CHE LAVORANO PER DISTRUGGERE LA CHIESA, MA DI QUELLI CHE LAVORANO PER L’EDIFICAZIONE CON I DONI MATERIALI E SPIRITUALI CHE DIO CI DONA!!!

Ora c’è anche da dire che molte volte prendiamo scuse nel non servire il Signore del tipo che non siamo in grado, o non abbiamo le risorse, ma “dobbiamo fare ciò che possiamo; allora Dio farà ciò che non possiamo” (John Phillips).

Basta ricordare il miracolo della moltiplicazione dei pesci e dei pani con le poche risorse che avevano: cinque pani e due pesci.
Non solo mangiarono e si saziarono più di 5.000 persone, ma avanzarono 12 ceste piene!(Matteo 14:13-21).

Il progetto di ricostruire il tempio rimase inattivo per 16 anni, dal 536 a.C, al 520 a.C., fino a quando Aggeo non cominciò a profetizzare affinché il popolo si risvegliasse dalla sua apatia!
E così poi è stato!

La sua esortazione ha avuto successo e la nazione di Israele si è pentita, ha obbedito a Dio e ha iniziato a ricostruire il tempio.

DIO VUOLE RISVEGLIARE ANCHE LA TUA APATIA AFFINCHÈ TU LO POSSA SERVIRE CON PASSIONE ED ENTUSIASMO IN MODO RADICALE E PRIORITARIO! 

3)Dobbiamo essere attivi, ma con santità.
Forse vediamo la nostra chiesa spiritualmente in rovina, cosa dobbiamo fare? 

Forse stiamo già facendo qualcosa, ma se il Signore non ha il primo posto, non ci sarà nessuna manifestazione di Dio!

DOBBIAMO RITORNARE AL SIGNORE E DARGLI IL POSTO CHE MERITA: DEVE STARE SOPRA OGNI PRESONA, OGNI COSA, DEVE AVERE LA PRIORITÀ SU TUTTI E TUTTO: DOBBIAMO OBBEDIRGLI, DOBBIAMO SANTIFICARCI! 

Dio ci esorta dicendoci:”Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio,  sono santo” (Levitico 19:2; cfr. 1 Pietro 1:16).

Se c’è del peccato, della disobbedienza, non ci sarà nessuna manifestazione potente di Dio nella nostra vita e nella vita della chiesa (Isaia 59:1-2; Apocalisse 2:4-5; 3:14-22).

4) Se ti sei allontanato da Dio, prendi esempio dal figliol prodigo, che rientrato in sé, cioè riflettendo bene sulla sua situazione, ritornò al padre e lo accolse! (cfr. Luca 15:11-24).
COSÌ DIO TI ACCOGLIERÀ SE RITORNI A LUI PENTENDOTI DEI TUOI PECCATI! 

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