giovedì 12 ottobre 2017

Matteo 6:11: Dacci il nostro pane quotidiano.

Matteo 6:11: Dacci il nostro pane quotidiano.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

Dopo i tre soggetti di preghiera incentrati su Dio, che ci indicano che va messo sopra ogni cosa non dimenticando la Sua gloria, Gesù nel suo insegnamento sulla preghiera, passa al soggetto dei nostri bisogni primari. Andiamo, dunque a Dio portando i nostri bisogni, ma lo facciamo dopo aver considerato Dio, così non saremo arroganti, disperati e nemmeno ansiosi. Nella società moderna occidentale, dove il cibo è pianificato e assicurato anticipatamente, la dipendenza quotidiana da Dio è lontana dalla nostra esperienza, ma in molte altre parti del mondo oggi, come nel contesto dove visse Gesù, non era così. Lo stile di vita di molti lavoratori era precario, vivevano alla giornata, venivano pagati un giorno alla volta e saltare un giorno di lavoro, significava avere seri problemi. Anche per Gesù e per i suoi discepoli durante la loro missione itinerante, la fornitura quotidiana dei bisogni materiali non era scontata (cfr. Matteo 8:20; 10:9-14,40-42).
Noi viviamo su questa terra e dobbiamo mantenerci in vita, abbiamo bisogni fisici, e in questo dipendiamo da Dio; così preghiamo il Dio da cui dipendiamo per la nostra esistenza. Il pane, è la base alimentare per la nostra vita, per il nostro sostegno fisico, e viene da Dio, Dio è Colui che provvede (cfr. Salmo 104:14-15, 27-28; Matteo 6:25, 32-33; Atti 17:24-28). Ma “dacci oggi il nostro pane quotidiano” non rappresenta solo il cibo, significa “dacci oggi quello che ci è necessario per vivere”, include tutti i bisogni materiali necessari per vivere la nostra vita sulla terra. Il punto allora è: chiedere a Dio quello che è sufficiente per noi ogni giorno, riguarda i bisogni primari. Non ci viene chiesto di pregare per il lusso, o per l’abbondanza, ma per le cose necessarie per vivere. In Proverbi 30:7-9 leggiamo: “Io ti ho chiesto due cose; non me le rifiutare, prima che io muoia; allontana da me vanità e parola bugiarda; non darmi né povertà né ricchezze, cibami del pane che mi è necessario, perché io, una volta sazio, non ti rinneghi e dica: "Chi è il SIGNORE?" oppure, diventato povero, non rubi, e profani il nome del mio Dio”. L’autore dei Proverbi ha chiesto a Dio solo di avere il necessario per vivere in modo da dipendere sempre da Lui ed essergli sempre fedele. Così questa richiesta del “Padre nostro” ha diversi insegnamenti. 1) Ci parla della grazia di Dio da cui dipendiamo ogni giorno per vivere. Ogni cosa buona che abbiamo viene dalla mano di Dio (Salmo 145:15-16; Giacomo 1:17). 2) Ci parla della preghiera di fede quotidiana; la richiesta non si estende oltre il limite immediato, ma è fatta un giorno alla volta. La preghiera incoraggia una continua dipendenza da Dio; il discepolo non chiede a Dio un approvvigionamento per un lungo periodo, sa di dipendere costantemente da Dio, e allora prega ogni giorno in questo modo. 3) Ci parla di bisogni primari, chiedere ciò di cui abbiamo bisogno per vivere quotidianamente, non si riferisce a chiedere cose che possiamo farne anche a meno. 4) Ci parla di una preghiera per la comunità cristiana, infatti dice “nostro pane”.
Allora noi dobbiamo fidarci di Dio ogni giorno per i bisogni quotidiani, dobbiamo affidarli a Dio in preghiera con la certezza che provvederà (Filippesi 4:19).