sabato 8 luglio 2017

Apocalisse 4:8: La santità è il principale e il più glorioso attributo di Dio.

Apocalisse 4:8: La santità è il principale e il più glorioso attributo di Dio.

“E le quattro creature viventi avevano ognuna sei ali, ed erano coperte di occhi tutt'intorno e di dentro, e non cessavano mai di ripetere giorno e notte: ‘Santo, santo, santo è il Signore, il Dio onnipotente, che era, che è, e che viene’”.

C'è un solo Dio ed è santo! La santità appartiene solo a Lui e a nessun altro! È  un'esclusiva solo di Dio! Se non vi è alcuna differenza per importanza negli attributi di Dio, quello però, della Sua santità sembra occupare il primo posto. Il teologo E. H. Bancroft scriveva: “La santità di Dio è l’attributo più esaltato e sottolineato, esprimente la maestà della Sua morale e del Suo carattere”. 
A riguardo anche Hugh D. Morgan affermava: “ La santità è il principale e il più glorioso attributo che Dio possieda. Quale altra virtù di Dio viene ripetuta  per ben tre volte di seguito? Non sentiremo mai gli angeli cantare ‘Fedele, fedele,  fedele’ oppure ‘Eterno, eterno, eterno ’ oppure ‘Giusto, giusto, giusto, invece canteranno ‘Santo, santo, santo è il Signore Iddio, l’Onnipotente, che era, che è e che viene’ Apocalisse 4:8”. 

La santità è il principale e il più glorioso attributo di Dio perché: La santità è enfatizzata nella Bibbia. La santità di Dio è il messaggio di tutto l'Antico Testamento, così importante che teologi hanno definito la religiosità dell’Antico Testamento come la religione della santità. Nelle visioni che Dio concedeva agli uomini nell’Antico Testamento, ciò che veniva messo in evidenza di più era la santità di Dio, per esempio quella di Mosè (Esodo 19:12-25; 24:15-18), e di Isaia (Isaia 6:3). La santità è l'attributo con cui Dio ha voluto essere particolarmente conosciuto ai tempi dell'Antico Testamento (Levitico 11:44-45; Giosuè 24:19; 1 Samuele 6:20; Salmi 22:3; Isaia 40:25; Ezechiele 39:7). Noi vediamo la santità di Dio quando per esempio nessuno si doveva avvicinare al monte Sinai, quando Dio scese su di esso,  chi lo avrebbe fatto, sarebbe morto (Esodo 19:12-25 ); noi vediamo la santità di Dio attraverso la legge (Esodo 20:1-17; Salmi 19:8-9; Romani 7:12); attraverso la divisione del tabernacolo e del tempio nel luogo santo e santissimo (Esodo 26:33; 1 Re 6:16, 19); attraverso le offerte prescritte che dovevano essere portate dal popolo per avvicinarsi a Dio (Levitico 1-7); attraverso il sacerdozio speciale per mediare tra Dio e il popolo (Levitico 8-10); attraverso le molte leggi sull’impurità (Levitico 11-15); attraverso le feste di Israele (Levitico 23); attraverso la posizione speciale di Israele (Esodo 19:5; Numeri 23:9; Deuteronomio 33:28-29 ). 
Così anche nel Nuovo Testamento vediamo i richiami alla santificazione perché Dio è santo (2 Corinzi 6:14-7:1; 1 Tessalonicesi 4:1-3; 1 Pietro 1:15-16).
Perché Dio è santo lo devono essere anche coloro che appartengono a Lui. Essere consapevoli della santità di Dio significa avere timore di Lui (2 Corinzi 7:1).  Poiché il Dio santo abita e cammina in mezzo al Suo popolo, poiché è il Padre, i cristiani sono chiamati a santificarsi (2 Corinzi 6:14-7:1).
Poiché Dio detesta il peccato (Salmi 5:4-6; 11:5-7; 15; 33:5; 95:10; Proverbi 3:31-32; 15:9,26; Geremia 44:4; Abacuc 1:3; Zaccaria 8:17), e giudica il peccatore i cristiani sono chiamati a santificarsi (Deuteronomio 4:24; Ebrei 12:28; Cronache 7:16-20; Salmi 78:21-22, 31-34; 78:44-64; Romani 1:18).
Pertanto, considerando tutto ciò santificati! È terribile cadere nelle mani del Dio vivente (Ebrei 10:26-31).