mercoledì 10 maggio 2017

Salmo 46:1-3: La promessa di aiuto.

Salmo 46:1-3: La promessa di aiuto. 
L'anno 1527, probabilmente è stato l’anno più difficile del riformatore Martin Lutero. Dopo dieci anni impegnativi di lotte e guida riguardo la riforma, il 22 Aprile di quell’anno fu colto da forti vertigini mentre stava predicando tanto che fu costretto a smettere di predicare. Lutero temeva per la sua vita. Il 6 luglio, mentre mangiava a cena con gli amici, sentì un acuto ronzio nell'orecchio e si appoggiò, ancora una volta convinto che fosse la fine della sua vita, questa convinzione fu anche alimentata da problemi cardiaci e dalle complicazioni intestinali gravi. Di questa prova, Lutero scrisse: “Ho trascorso più di una settimana in morte e in inferno. Tutto il mio corpo era dolorante e tremavo. Completamente abbandonato da Cristo, ho lavorato nella titubanza, nelle tempeste di disperazione e di blasfemia contro Dio”.
Quel che era peggio, era la terribile peste nera che era entrata in Germania e si diffuse a Wittenberg. Molte persone fuggirono, temendo per la loro vita. Eppure Lutero e sua moglie Katy rimasero, credendo che fosse loro dovere prestare attenzione ai malati e a coloro che morivano. Anche se Katy era incinta del loro secondo figlio, la casa di Lutero fu trasformata in un ospedale dove ha visto molti amici morire. Anche il figlio di un anno, Hans, era in una situazione disperata. Con la morte che lo circondava da ogni lato, Lutero fu spinto a cercare rifugio in Dio come mai prima. Il salmo 46 divenne la forza della sua anima.


Lutero scrisse un inno ispirato dal Salmo 46: "Una forte fortezza è il nostro Dio", per questo è chiamato il salmo di Lutero che cantava quando si trovava nei guai, quando i tempi erano bui; quando i nemici della verità sembravano trionfare; quando il disastro sembrava avvicinarsi a causa del suo impegno e di coloro che lo appoggiavano per la riforma, quando erano scoraggiati e tristi, diceva ai suoi compagni: “Venite cantiamo il salmo 46”.

Dio è la nostra forte e inespugnabile fortezza!

Questo Salmo è un canto per Israele (Salmo 46:1,7,11), quindi possiamo dire per tutti coloro che appartengono al popolo di Dio.
Nessun uomo può cantare veramente questo salmo, ma solo coloro che sono stati salvati da Dio.

Così questo salmo, è un salmo comunitario, che doveva essere cantato ad alta voce o, in particolare, da giovani donne (v.1 voci di soprano - alamoth)

Ci sono momenti in cui un figlio di Dio si rallegra dicendo: "Il Signore è il mio pastore", esprimendo il proprio rapporto personale con Dio. 
Ma c’è anche un momento comunitario quando si esprime la fede in Dio insieme alla comunità!  
Quando si condivide la fiducia e la gioia in Dio, queste aumentano, perché vi è un reciproco incoraggiamento.

Questo salmo, è un inno di lode e un salmo di fiducia radicale davanti una minaccia, davanti a un pericolo, o di qualche imminente calamità nazionale. 

Specificatamente non si può essere sicuri quale sia lo sfondo di questo salmo, non c’è unanimità tra gli studiosi, ma sembra, secondo il contesto (vv.6,9) che abbia a che fare con le guerre, con le invasioni di eserciti stranieri.

Alcuni pensano si tratti dell’invasione dell’esercito assiro con il re Sennacherib nel 701 a.C.; in quest’occasione Gerusalemme fu risparmiata solo per intervento di Dio in suo favore quando Ezechia era il di Giuda (2 Re 19:35-36; Isaia 36-37). 

Altri pensano si tratti di qualche anno prima, quando Giosafat era re di Giuda (872–848 a.C.)  e Gerusalemme fu attaccata da un esercito numeroso formato da diverse nazioni che si coalizzarono (Ammoniti, Moabiti, Maoniti, 2 Cronache 20). 
Gerusalemme è stata attaccata, ma Dio è intervenuto aiutando il suo popolo e frantumando il nemico.

Comunque sia, possiamo affermare che questo salmo non è frutto di una fantasia, è fondato sulla realtà, su un avvenimento storico.

Il salmo loda Dio altrettanto per la protezione dalle forze naturali catastrofiche, Dio è potente e sovrano sulle forze della natura (cfr. Cfr. Giobbe 9:4-9; 37; Salmo 104:14; 107:25-29; 147:8–15; Amos 4:9; Matteo 8:27).

Non c’è, dunque, da temere né dalle nazioni nemiche, né dalle forze della natura perché Dio è il rifugio, la forza e l’aiuto!

L’idea centrale del salmo, è che in mezzo a queste generali e diffuse agitazioni tra le nazioni, o alle più grandi calamità, il popolo di Dio è al sicuro, non ha niente da temere!

In questa predicazione, dei primi tre versetti di questo salmo,  troviamo una promessa meravigliosa per coloro che fanno parte del popolo di Dio!

Per un vero credente le prove porteranno nuova grazia e dimostrano il valore delle vecchie promesse.

Cominciamo con:
I LA CARATTERISTICA DELLA PROMESSA.
In questo primo punto, come del resto in tutto il salmo, vediamo la reazione positiva: il coraggio, la forza e la gioia della fede in Dio, una fede che nasce dalla conoscenza e dalla consapevolezza di chi è e di ciò che fatto e fa, e dall’esperienza vissuta con Lui.

La circostanza in cui un uomo viene salvato influenzerà il resto della sua vita: quando la conversione è particolarmente forte, la gratitudine sarà consistente e anche la fede sarà forte, perché il credente imparerà sempre di più a fidarsi di Dio!

Artur Weiser scrive: “Dio, alla cui presente vicinanza è rivolta la gioiosa confessione, è il medesimo il cui aiuto in mille necessità di tempi passati significa per l’assemblea che lo confessa un monumento imperituro della sua potenza e del suo amore. Con un gioioso sì a questo Dio, la comunità accolse la testimonianza dell’azione e della condotta di Dio, come hanno tramandato i libri della storia della salvezza, e trasse da essa la forza per il presente e il futuro. Lo sguardo del salmo è rivolto a Dio, che qui era e qui sarà”.

Nella caratteristica vediamo:
A) La persona della promessa.
Il v. 1 afferma: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”.

Qualcuno disse: “Lo studio appropriato dell'umanità è l'uomo”. 
Ma questo è un tema dolorosamente arido, piuttosto: “Lo studio appropriato dell'umanità è Dio".

Quando gli uomini fanno di Dio il loro studio, allora scoprono in Lui quelle caratteristiche che lo fanno rifugio e la forza ogni giorno.

Questi versetti, come tutto il salmo è rivolto a Dio, che qui era, e sarà.

L'ordine delle parole in ebraico pone l'accento sulla parola "Dio" - Egli, nient'altro, è il nostro rifugio di fronte alle calamità di ogni genere.

Il salmista inizia in questi tre versetti affermando che Dio è un forte rifugio per il Suo popolo, provvede sicurezza e sostegno in una scoraggiante e devastante circostanza!

“Dio” (ʾelōhiym –nome plurale) è un nome plurale maschile che significa “dèi”. 
La forma plurale di questo nome può essere considerata (1) per indicare la pienezza del potere di Dio; (2) per indicare maestoso; o (3) come allusione alla Trinità (Genesi 1:26).
Dio, indica, quindi il Suo potere e la Sua maestà che a differenza degli esseri umani, è senza inizio, senza generazione, senza opposizione, o limitazioni di potenza.

È il nome più comune nell’Antico Testamento in riferimento alla divinità; si riferisce all’unico vero e vivente Dio Creatore (Genesi 1:1; 5:1; Isaia 42:5; 43:15; Cfr. Salmo 96:5; Geremia 10:10-11); il Re (Salmo 47:7); il Giudice (Salmo 50:6); il Signore (Salmo 86:12); il Salvatore (Osea 13:4). 
Il suo carattere è compassionevole (Deuteronomio 4:31); misericordioso (Salmo 116:5); fedele (Deuteronomio 7: 9). 

Dio, benché sia trascendente (1 Cronache 29:11; Isaia 57:15), è un Dio immanente, vale a dire presente e attivo nella creazione, fra gli uomini e in mezzo al Suo popolo, è il Signore della storia. ( Salmo 104:29-30; 139:7-10; Geremia 23:24; Matteo 5:45; 10:29-30; Atti 17:27-28)

John Blanchard dice: “ Anche se è diverso da tutto l'universo, Dio non è un ‘padrone  di casa assente’, ma è ovunque presente e attivo in essa”.

Quando coloro che fanno parte del popolo di Dio sono attaccati e assaliti dalle varie circostanze difficili, dure, rovinose, Dio è il loro rifugio, forza e aiuto.

Passiamo ora alla:
B) Personificazione della promessa.
Nel Salmo 93:4 è scritto: “Più delle voci delle grandi, delle potenti acque, più dei flutti del mare, il Signore è potente nei luoghi altissimi”.
Se Dio è con noi, Egli è più potente di quel rumore di molte acque, più forte delle forti ondate del mare!! 

Non c'è motivo di temere le acque potenti perché come dice il Salmo 29:10: “Il Signore sedeva sovrano sul diluvio, anzi il Signore siede re per sempre”.

La nostra vera sicurezza è in Dio Sovrano, il Re e in nient’altro! 

Spurgeon disse: “Il nostro Dio è più potente di tutte le forze misteriose di qualsiasi tipo”.
Sia questa la fiducia!
Il salmista spiega i motivi della fiducia.

In primo luogo Dio è:
(1) Inespugnabile rifugio. 
Il v. 1 afferma: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”.
“Rifugio” (maḥseh) non è una costruzione ornamentale, paesaggistica che si può trovare in un posto, ma è una fortezza difensiva concreta, edificata per fronteggiare gli attacchi, è un posto inaccessibile (Salmo 104:18) all’assalto del nemico, un posto di sicurezza e protezione per il popolo di Dio!!

La radice di questa parola (chāsāh) indica “cercare rifugio”.

Si riferisce allora a una struttura forte e sicura che fornisce un riparo (Isaia 4:6; Giobbe 24:8).

Si riferisce a una fortezza, a un posto sicuro dove trovare tranquillità e protezione dai nemici che cercano di danneggiare, distruggere e anche uccidere (Salmo 14:6; 61:3; 62:8; 71:7; 91:2,9).

“Rifugio” è un aspetto difensivo: il Dio immutabile è la nostra fortezza in cui troviamo protezione, un forte riparo dal pericolo, un invincibile fortezza!

Dio è una forte fortezza in cui un uomo può ripararsi ed essere assolutamente al sicuro!
Questa parola enfatizza che Dio veglia con cura sopra il Suo popolo.

In Proverbi 18:10 è scritto: “Il nome del SIGNORE è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio”.

Dio è:
(2) Incredibile forza. 
Il v. 1 dice ancora: “Dio è per noi un rifugio e una forza”

“Forza” (ʿōz) è un attributo essenziale di Dio, descrive l’onnipotenza di Dio (Salmo 62:11; 63:2), la sua voce è potente (Salmo 68:33); così anche il suo braccio (Isaia 62:8; cfr. Isaia 51:9; Salmo 89:10).

La forza di Dio è stata dimostrata nell’esodo dall’Egitto con le Sue opere che ha superato ogni ostacolo (Esodo 15:13).

Dio trasmette sicurezza e stabilità (Salmo 30:7), è una torre forte (Salmo 61:3); una potente roccia (Salmo 62:7).

“Forza” (ʿōz) indica potenza, cioè una condizione in cui si può esercitare una grande forza, o sopportare una grande forza, con l'obiettivo di avere la capacità di fare ciò che si desidera, o è necessario.
Forza significa che "Dio ci tiene forti"!

Dio dona forza al Suo popolo dandogli sostegno e capacità di stare in piedi nelle difficoltà! 

La forza implica l'aspetto dinamico: Dio potenzia i deboli per l'azione. 

Quindi la parola "forza" implica che Dio è la fonte di forza per coloro che sono deboli e indifesi; o che possiamo contare sulla Sua forza come se fosse la nostra; o che ci si sente sicuri nella Sua forza come se avessimo quella forza noi stessi. 

Dio è una fonte inesauribile di forza, permettendoci di affrontare i pericoli che ci assalgono.
Possiamo avere fiducia in Dio proprio come se la Sua forza risiedesse nel nostro braccio.
Filippesi 4:13 afferma: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”.

Tutti affrontiamo situazioni che a volte sono al di fuori del nostro controllo, ma non dobbiamo affrontarli da soli!

Se guardiamo a noi stessi, alle nostre risorse davanti le prove grandi, saremo presi dalla paura, dall’ansia e non riusciremo a superarle, ma con la forza di Dio possiamo affrontare ogni cosa!

Infine Dio è:
(3) Instancabile aiuto.
Il v. 1 afferma: “Un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”.
“Aiuto” riassume che Dio è un rifugio e una forza.

“Aiuto” (ʿezrāh) indica assistenza, supporto per chi è debole, vulnerabile, indifeso.
L’aiuto arriva da uno, in questo caso Dio, che assiste e dà a un altro quello che è necessario, anche se è in estremo bisogno (Salmo 38:22; 70:1; 91:1,9).
L’aiuto di Dio è più che sufficiente e sufficiente su tutto (Salmo 22:19; 27:9; 35:2; 40:13; 44:26; 46:1; 63:7; 94:17; Naum 3:9).

“Difficoltà” (tsārāh) è essere in un posto stretto, limitato dove una persona non si può muovere, è legato, in distretta, in afflizione, si riferisce a una situazione, o a un momento di disagio estremo e forte pressione che crea ansia e dolore, un'afflizione per motivi diversi. 
Dio libera il suo popolo da questa condizione (Genesi 35:3, Giobbe 5:19; Salmo 9:9).

Quello che dobbiamo fare è ammettere di aver bisogno di Dio, di non essere orgogliosi, di umiliarci davanti a Lui (Salmo 34:18; Matteo 5:3; Giacomo 4:6-7; 1 Pietro 5:6-7).

Vediamo ora:
C) Il periodo della promessa.
Il v. 1 dice: “Un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”.
“Sempre pronto” (nimsa) indica che “si trova”, o “è stato trovato”, “pronto a essere trovato”, o “presente” quindi l’idea è si è sempre dimostrato un aiuto, non ci ha mai deluso (Salmo 34:5), è arrivato sempre puntuale, è stato sempre presente, vicino.

“Sempre pronto” significa qualcosa di simile a un aiuto che "si può trovare quando ne avete bisogno".
Quindi “sempre pronto” indica l’esperienza vissuta con Dio, un aiuto concreto e ben dimostrato nei guai.

Questo è confermato anche dal fatto che nell’ebraico c’è l’avverbio “veramente”, o “estremamente”, o “abbondante” (meodh) per indicare che è vero e proprio, più che sufficiente per ogni situazione.
È vero, nel senso più alto che Dio è Colui sempre presente nella nostra vita e ci aiuta, più che sufficiente per ogni situazione, quindi la conseguenza è: ci possiamo fidare di Lui, non temiamo!

Quando i guai ci colpiscono, Dio è sempre presente, è sempre con noi, immediatamente disponibile per aiutarci.

È Dio e nessun altro, il nostro aiuto principale e più che sufficiente in tempo di guai. 
Certo ci aiutano le persone, il governo, ecc., ma Dio è Colui che controlla e guida tutto!

Molti hanno fiducia nelle polizze assicurative, negli amici e negli investimenti, ma noi dobbiamo avere fiducia in Dio! (Cfr. 1 Timoteo 6:17).

Così passiamo al secondo punto:
II IL CONFORTO DELLA PROMESSA.
Prima di tutto troviamo:
A) La rimozione della paura.
I vv.2-3 ci dicono: “Perciò non temiamo se la terra è sconvolta, se i monti si smuovono in mezzo al mare, se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti. Pausa”.
Questa dichiarazione - possiamo dire in grassetto -  di fiducia in Dio è ispirata dalla grandezza di Dio!
Dio il Creatore è in pieno controllo di tutto, pertanto non c’è ragione per la paura.

“Timore” (Yārē') vuol dire temere, avere paura, essere spaventato, sconvolto, angosciato.

Sapendo chi è Dio e ciò che fà, non dobbiamo aver paura degli eventi scioccanti!

Non temeremo perché la nostra fiducia in Dio sarà stimolata e permanente. 
Nel Salmo 56:3 è scritto: “Nel giorno della paura, io confido in te”.

Quindi la pace dipende dalla profonda conoscenza di Dio e dal credere a ciò che Lui è e fa!

Molte paure sono il risultato della nostra ignoranza!
In un momento drammatico, quando i Siri attaccarono Israele, il servo del profeta Eliseo che aveva paura ed era preoccupato gli disse come avrebbero fatto davanti un esercito così numeroso. Eliseo rispose: “’Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro’.  Ed Eliseo pregò e disse: ‘SIGNORE, ti prego, aprigli gli occhi, perché veda!’ E il SIGNORE aprì gli occhi del servo, che vide a un tratto il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo” ( 2 Re 6:16-23).

La pace sarà molto più piena e profonda se conoscete le cose profonde di Dio e se vi affidate a Lui!
Puoi affermare veramente: "Dio è il mio rifugio e la mia forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà?" 
Se lo puoi dire, allora avrai la pace in mezzo alle difficoltà, non avrai paura!
Conoscere e credere che il Dio di grazia è vicino a te sarà l’antidoto alla paura, fa rimanere la tua anima tranquilla!

Dio, a volte non cambia le circostanze dolorose, ma in quelle circostanze se abbiamo fede in Lui, possiamo avere pace, forza e sicurezza!

Nessuna calamità cambierà l'amore di Dio per noi.
Nessuna calamità allontanerà da noi l’amore di Dio!
Supponiamo che dovremmo assistere a un terremoto, essere nel bel mezzo di una tempesta, affrontare una carestia, una pestilenza, una guerra; nessuna di queste circostanze ci separeranno dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù nostro Signore (Romani 8:28-38). 

Passiamo ora alle:
B) Ragioni della paura.
Nei vv. 2-3 leggiamo: “Perciò non temiamo se la terra è sconvolta, se i monti si smuovono in mezzo al mare, se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti. Pausa”.
Il salmista usa delle immagini devastanti, distruttive per indicare che se un credente vivesse un terremoto nella sua vita, situazioni devastanti, molto forti, problemi di vario genere come lutti, problemi di salute, problemi sociali, perdita di lavoro e così via non deve temere perché Dio è in controllo e ha le spalle abbastanza larghe e forti! 

Per Israele erano le nazioni nemiche, le guerre (cfr.vv.6,9,10), descritti come se ci fosse stato un tremendo sconvolgimento della natura, come una sorta di fine del mondo, infatti secondo alcuni studiosi tutte le catastrofi elencate nei vv. 2-3 rappresentano la fine del mondo.
Nel giorno del Signore, Dio eserciterà il suo potere sulle forze della natura, il Suo giudizio, la Sua ira cadrà sulla terra (cfr. Isaia 24:18-23; Geremia 4:24; Naum 1:2-8).

Quindi anche se ci fosse un forte terremoto, o la fine del mondo i fedeli potranno dire: "Non temeremo". 

Crisostomo disse: “Anche se vediamo tutto rivolgersi contro, un turbamento insopportabile, fatti che mai erano successi, l’intera creazione che va in rovina, i monti che sussultano, tutto che si sradica dai propri fondamenti, gli elementi sconvolti…non temeremo”.  

Il salmista parla di terremoti, o un terribile terremoto che causa uno sconvolgimento della terra e delle alte, elevate montagne.
Le montagne rappresentano stabilità e continuità, ma il salmista dice si muovono, tremano! 
Anche se accadesse questo l’uomo fedele non temerà perché sa che quel Dio che ha creato, controlla ciò che ha creato!

Dio fornirà protezione e stabilità anche se la terra trema, così anche le montagne, e le acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano.
Pertanto non dobbiamo temere quando i guai ci colpiscono! 

I disastri che scuotono la terra, anche se fosse la fine del mondo, non possono scuotere coloro che si rifugiamo nel Signore.
Il popolo di Dio non teme! 
I disastri, i problemi di vario genere non ci priveranno della fiducia e della pace di Dio!

Dunque, il salmista parla di:
(1) Terra sconvolta.
Il v.2 dice: “Perciò non temiamo se la terra è sconvolta”.
“Sconvolta” (mûr) indica “cambiata”, una vera e propria trasformazione di una cosa in un'altra (cfr. Osea 4: 7).

I terremoti potenti alterano il volto della terra e causano la caduta del terreno sotto di noi.

Quando vi è un terremoto molto forte è terrificante perché la terra che stabile e immobile con il terremoto trema e può cambiare anche i paesaggi!

Ma il fedele non teme, non ha paura perché l’Iddio immutabile (Malachia 3:6) è una forte fortezza, una forza, un aiuto!

Così anche se ci sono dei grandi cambiamenti nella nostra vita in senso “negativo”: di salute, di lavoro, politici, economici, sociali, il fedele è al sicuro perché si rifugia in Dio, Dio gli darà la Sua forza e aiuto!

In secondo luogo vediamo:
(2) I monti si smuovono in mezzo al mare.
Il v. 2 ci dice ancora: “ Se i monti si smuovono in mezzo al mare”.
Il salmista può avere in mente enormi masse di roccia, interi promontori, montagne che cadono in acqua. 

Ora se persino le montagne che sono così imponenti e stabili – quindi simboli di grandezza e stabilità- sono frantumate e cadono in mare, il fedele conserva la pace, non deve temere!

L'idea è che qualsiasi convulsione, qualsiasi cambiamento, qualsiasi pericolo, può farci perdere la pace e la fiducia in Dio che è al di sopra delle forze della natura, e della Sua creazione! (Cfr. Esodo 15:1-10; Giobbe 38: 8, 10-11; Salmo 104: 9; Geremia 5:22); quindi anche di tutte le circostanze di sofferenza, come l’invasione di un esercito nemico potente.

Infine vediamo:
(3) Le acque che rumoreggiano, schiumano e si gonfiano facendo tremare i monti.
Il v.3 afferma: “Se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti”.

Avete mai visto di presenza, o in televisione una tempesta in mare con onde gigantesche? È davvero qualcosa di spaventoso!

Le onde del mare fanno tremare le montagne, il riferimento è a onde massicce e violente maree, o tsunami che si schiantano ripetutamente contro la terra, o che coprono e fanno tremare le montagne come ai tempi del diluvio (Genesi 7).

Ma colui che ha pienamente afferrato ciò che Dio è per il suo popolo non ha paura!
La terra potrebbe subire dei cambiamenti, le montagne rimosse, ma i fedeli del Signore conserverebbero la fede e la calma. 

Quindi il fedele non avrà paura se la terra fosse violentemente scossa, nemmeno se le montagne dovessero cadere in mare; e nemmeno se gli oceani facessero tremare le montagne con la loro violenza!

Non temeremo, anche se il mondo come lo conosciamo, come lo ha definito Dio, crolla davanti ai nostri occhi perché Dio è il nostro rifugio, forza e aiuto. 

Artur Weiser scriveva: “ Anche se il mondo scompare e la sua forma cambia (traduzione letterale) nelle terribili doglie del sopravveniente finale, anche se i monti eterni sprofondano nei flutti del mare, questo sfacelo del finito non può spaventare la fede, poiché questa sta su una base eterna. Che può fare lo stesso
mugghio e strepito dei flutti furiosi del grande abisso contro una fede, che anche in tale catastrofe cosmica vede Dio all’opera!”

Anche se il mondo collassasse, i fedeli del Signore non temeranno!

I tre versetti si concludono con una pausa.
La “pausa” (selah) indica una pausa nella musica, ma può anche significare il riflettere su quello che è stato appena detto.

CONCLUSIONE.
Dopo che Giobbe fu colpito da una serie di tragedie devastanti disse: “ Non appena temo un male, esso mi colpisce; e quel che mi spaventa, mi piomba addosso” (Giobbe 3:25). 

Con questa affermazione Giobbe voleva dire che la peggiore tragedia che immaginava si avverava su di lui.

Dobbiamo vivere giorno per giorno sapendo che la vita in questo mondo maledetto è piena di guai (Genesi 3:17-19; Giobbe 5:7; 14:1; Ecclesiaste 2:23).

A un certo punto della nostra vita, più o meno, affronteremo circostanze che riteniamo difficili da gestire, o siamo impotenti da cambiare.
Davanti queste circostanze la nostra prima tendenza può essere di panico, o di paura, o di ansia.

Ci preoccuperemo di ciò che può accaderci, o di cosa faremo, e sentendoci impotenti, paura e panico possono aumentare. 

Come allora possiamo affrontare queste situazioni conservando la pace?
Questo salmo ci dice: “Focalizzatevi su Dio! Dio è il rifugio, la forza, l’aiuto di un vero figlio di Dio! Abbiate fede in Lui!”

Anche i cristiani possono essere presi dalla paura e dal panico davanti certe circostanze e problemi. 
Le tempeste della vita spesso sembrano così imponenti che ci sentiamo impotenti, smarriti, sgomenti, ma è importante mantenere gli occhi fissi su Dio. 
Concentrandoci sui nostri problemi saremo confusi, avremo ansia e paura, ma guardando a Dio aumenta la fede, portando pace e conforto.

Dio è il Signore dell’universo che domina su tutto è la nostra fortezza inespugnabile, la nostra forza, il nostro aiuto! È presente nella vita di chi gli appartiene (Giosuè 1:9; Salmo 145:18).

Quando conosciamo chi è Dio e crediamo veramente a ciò che Lui è, non temeremo nulla!
  
Invece di cercare di affrontare le difficoltà con la nostra forza, dobbiamo correre a Dio il nostro rifugio, la nostra forza, il nostro aiuto!
Dio si prende cura di noi! (Romani 8:28-39; 2 Corinzi 4:13-14; Giacomo 1:6-7; 1 Pietro 5:6-7). 

Martin Lutero diceva: “Cantiamo questo salmo per lodare Dio, perché Dio è con noi, e con forza e miracolo, conserva e difende la sua chiesa e la sua parola, contro gli spiriti fanatici, contro le porte dell'inferno, contro l'implacabile odio del diavolo, e contro tutti gli assalti del mondo, della carne e del peccato”.

Puoi dire con certezza che Dio è il tuo rifugio, forza e aiuto? 
Se non lo puoi affermare, devi credere nel Signore Gesù Cristo che è morto, è stato sepolto e risorto per i tuoi peccati, e pentiti dei tuoi peccati davanti a Dio confessandoglieli! 
Così farai parte del popolo di Dio e sarai salvato dall’ira di Dio che verrà!

Dobbiamo fare di Dio il nostro rifugio sempre fino alla morte.
Martin Lutero, al tempo della sua morte il 18 febbraio 1546, era già riconosciuto come un importante riformatore e una delle figure più importanti della storia della chiesa.
Mentre giaceva sul suo posto di morte a Eisleben, in Germania, le sue ultime parole furono: "Il nostro Dio è il Dio da cui viene la salvezza: Dio è il Signore con il quale sfuggiamo alla morte". 

Fermo fino alla fine, Lutero rimase forte nella sua fede nel Signore e Salvatore.
Dio era la sua forte fortezza sia nella vita che nella morte. 

È anche così per chi fa parte del popolo di Dio.
Dio controlla la nostra vita; è un aiuto sempre presente in tempi di guai, confidiamo in Lui!