giovedì 12 gennaio 2017

La tentazione di Gesù (Matteo 4:1-11).

La tentazione di Gesù (Matteo 4:1-11).
In questo passo vediamo che il diavolo cerca di insinuare in Gesù il dubbio sulla Sua identità di Figlio di Dio usando e distorcendo la Parola di Dio. 

Inoltre il diavolo vuole distogliere Gesù dalla croce!
Ma Gesù rifiuta ogni altra via che non sia la croce, è obbediente alla volontà del Padre suo (Matteo 3: 13-17), e lo sarà fino alla croce.

Queste tre tentazioni possono essere considerate come rappresentative della tentazione umana in generale, ma si riferiscono soprattutto alla tentazione di deviare Gesù dalla sua vocazione messianica per salvare l'umanità.

Il racconto della tentazione di Gesù è collegato strettamente al racconto precedente del battesimo, infatti la parola chiave è Figlio di Dio.


Iniziamo con:
I IL MOTIVO PER CUI GESÙ È STATO TENTATO.
Prima di tutto dobbiamo ricordare che Gesù era un uomo vero come era anche vero Dio, per quanto complicato possa esserlo capirlo.

Prima di tutto vediamo:
A) La mobilitazione per la tentazione.
Nel v.1 è scritto: “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo”.

Matteo sottolinea proprio il fatto che Gesù doveva essere tentato! 
Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito Santo per essere tentato dal diavolo.
Quello Spirito che era sceso su Gesù subito dopo il battesimo, ora lo conduce nel deserto per essere tentato dal diavolo.
Il Dio sovrano è in controllo della storia! 

Il deserto nella Bibbia ha tre usi: la dimora di demoni (Isaia 13:21; 34:14; Matteo 12:43; Apocalisse 18:2); è il luogo di prova (Deuteronomio 6-8); ed è il luogo di conforto divino (1 Re 19:4-8; Apocalisse 12:6,14).

Prima di Gesù, Mosè e dopo di Lui, Paolo ebbero una preparazione nel deserto (Esodo 3:1-4,17; Galati 1:17). 

“Per essere tentato” (peirasthēnai - aoristo passivo infinitivo) significa essere provato, eseguire un test in un buono o cattivo senso.

Questa parola può essere usata sia per prova e sia per tentazione.

Quando è Dio a provare lo fa per il nostro bene, per vedere la nostra fedeltà, (Genesi 22:1; Esodo 20:20; Deuteronomio 8:2; Giovanni 6:6; 2 Corinzi 13:5; Ebrei 11:17), ma non ci istiga a commettere il male (Giacomo 1:13-14).

Il diavolo, invece ci tenta per distruggerci, per allontanarci da Dio, per istigarci al male (1 Corinzi 7:5; 1 Tessalonicesi 3:5). 
In questo contesto vediamo entrambi le cose: Dio prova e Satana tenta Gesù.
o Dio prova il Figlio attraverso il diavolo.

Perché Gesù doveva essere provato dal Padre e tentato dal diavolo?
(1) Per dimostrare che Gesù era il Figlio di Dio, non poteva peccare e dimostrare la Sua superiorità sul male.
Lo scopo della tentazione era dimostrare la Sua perfetta santità agli uomini, agli angeli e ai demoni.

Come nel racconto del battesimo, Gesù si allinea con il dilemma del genere umano, questa volta in termini di tentazione. 
Tuttavia, a differenza di Adamo e anche di Israele, Gesù è vittorioso, non peccherà.
Gesù passa il test e dimostra così di essere veramente Figlio di Dio, entrando nel suo ministero in trionfo.

Quindi, il punto principale non era di evitare una sconfitta, quanto di riportare una concreta vittoria sul diavolo!

Non è sicuramente sbagliato usare questo passaggio, come faremo più avanti, per imparare come affrontare la tentazione, ma ciò che è più importante qui è: il Figlio di Dio è venuto dal cielo per invadere il territorio del nemico, per iniziare la guerra di liberazione, liberare i peccatori dalla schiavitù di Satana (cfr. Atti 26:18; Colossesi 1:13).

Satana tre volte cerca di ingannare Gesù nel distoglierlo dall’obbedienza a Dio Padre, ma attraverso le citazioni dalle Sacre Scritture, Gesù, e come se gli dicesse: "So quello che stai facendo. Ha funzionato con Adamo e Israele, ma non funziona con me! "

Il secondo motivo era:
(2) Per dimostrare l’obbedienza e la fedeltà al Padre anche sotto pressione e di prepararlo per la missione ardua.         
In questo senso Gesù doveva dimostrare di essere pronto a intraprendere un servizio così difficile fino al culmine della morte orrenda in croce. 
            
Lo scopo di questo test da parte di Dio era di provare l’obbedienza e la fedeltà del Figlio in vista della missione redentiva, del piano di salvezza e di prepararlo in vista di questo piano, era come un apprendistato.

C'è un confronto immediato con le forze spirituali negative che caratterizzerà tutto il suo ministero.
Gesù doveva imparare a essere fedele anche sotto pressione, nella sofferenza e nella privazione (Cfr. Deuteronomio 8:2-3; Ebrei 5:7-8).

R.T. France diceva: “ La sua missione doveva comportare una privazione continua per amore del Suo ministero della Parola di Dio; una preoccupazione per il proprio benessere materiale avrebbe solo avuto l’effetto di esporla a dei rischi”.             

Il terzo motivo era:
(3) Per simpatizzare con il genere umano. (Ebrei 2:18; 4:14-16).
Come vero uomo Gesù doveva essere tentato come tutti gli altri del genere umano! In questo modo può simpatizzare con l’essere umano!
Quando siamo tentati, Gesù ci capisce perché è stato tentato anche Lui, ma con una differenza, che Lui non ha peccato!            

Passiamo ora a considerare:
B) La matrice della tentazione.
Chi è il tentatore? È il diavolo, Satana. 
Nel v.1 leggiamo ancora: “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo”.
Il diavolo è il rivale reale e potente di Dio, colui la cui autorità è minacciata, ora dal regno dei cieli che Gesù stava inaugurando (Matteo 12:24-29; 13:19,39; 16:23).       

Un altro nome per il diavolo è Satana, “Satana” (satanas) significa l’avversario, il nemico di Dio e di chi appartiene a Dio. 

Il diavolo vuole sedurre Gesù, come fece con Adamo ed Eva (Genesi 3:1-7), affinché si allontani da Dio, è il leone ruggente che va in giro cercando di divorare i credenti (1 Pietro 4:8). 

“Diavolo” (diabolos), indica calunniatore, lui fa di tutto per farci peccare, una volta che pecchiamo poi ci accusa! (Zaccaria 3:1-5; Apocalisse 12:10).

Il diavolo è bugiardo, il padre della menzogna (Giovanni 8:44), spinge a commettere il male anche con la menzogna (Giovanni 13:2), e molti sono sotto il suo potere (Atti 10:38; 26:18; Efesini 2:1-3).

Il diavolo con la tentazione, ha cercato di distogliere Gesù dalla volontà di Dio, cioè a essergli infedele.
Prima lo fa con la manipolazione: “Se tu sei il Figlio di Dio”, poi lo fa apertamente cercando l’adorazione di Gesù.

Vediamo ora:
C) Il momento della tentazione.
Il diavolo tenta Gesù in un momento difficile, quando Gesù ebbe fame, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti. 

Quando siamo più deboli: per stanchezza, per stress, allora aspettiamoci un attacco del diavolo, una tentazione. 

Il numero “quaranta” ricorda i quaranta giorni di digiuno di Mosé (Esodo 34:28; Deuteronomio 9:9). 
Gli anni della permanenza del popolo di Dio nel deserto (Numeri 14:34; Deuteronomio 8:2).
I giorni del digiuno di Elia (1 Re 19:8).

Entriamo nel vivo della tentazione, andiamo a vedere:
II LA NATURA DELLA TENTAZIONE.  
Molti studiosi vedono in queste tre tentazioni delle analogie con il popolo di Israele quando è stato provato nel deserto, dopo aver fatto “il battesimo del Mar Rosso”.
L’attenzione è soprattutto su Deuteronomio 6 e 8, citato tre volte da Gesù nelle Sue risposte agli inviti di Satana: il v.4 con Deuteronomio 8:3; il v.7 con Deuteronomio 6:16; il v.10 con Deuteronomio 6:13.

Troviamo qui una descrizione delle lezioni date da Dio agli Israeliti nel deserto prima della conquista della terra promessa, quando Egli li mise alla prova e li disciplina come un uomo fa con il proprio figlio (Deuteronomio 8:2,5).

Gesù affronta le stesse prove nel deserto e le supera, mentre gli Israeliti non le superarono. 

Cominciamo con:
A) La prima tentazione: Disubbidire a Dio.
Nel v.3 leggiamo: “E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: ‘Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani’”. 

In questa prima tentazione viene messa in gioco la missione di Gesù.

Dio è grande, il diavolo lo sa.
In Matteo 3:9 Giovanni Battista dice che Dio dalle pietre può far sorgere dei figli ad Abramo e dalla roccia Dio fece sgorgare l’acqua per dissetare gli Israeliti (Esodo 17:1-7).
Quando il popolo di Israele era nel deserto, si era lamentato che in Egitto avevano pane a sazietà, invece nel presente (nel deserto) solo fame, Dio provvede loro la manna dal cielo (Esodo 15:3-4).

Il diavolo dice a Gesù: “Se tu sei di natura divina trasforma queste pietre in pane”.
La tentazione è forte, perché Gesù ha fame, sta quasi per morire!
Gesù aveva il potere di soddisfare le necessità fisiche con mezzi miracolosi (Matteo 14:15-21; 15:32-38), quindi poteva usare la Sua potenza per soddisfare i Suoi bisogni, ma non lo fece.

Gesù non ha dubitato e abusato della Sua identità divina, non fece un cattivo uso della Sua posizione, non ha usato il Suo potere divino per evitare il percorso di privazione e sofferenza che il suo Padre celeste ha messo davanti a Lui! (cfr. Filippesi 2:6-8).

La via del regno di Dio è la via della sofferenza, il cammino della croce (cfr. Marco 8:34-35; Atti 14:22; Romani 5:3; 8:17).

Gesù è il Servo Sofferente di Isaia 53, così egli rifiuta il suggerimento del diavolo, come farà anche più tardi, nel giardino del Getsemani (Matteo 26: 52-54) e poi sulla croce stessa (Matteo 27:39-40).

Quindi il diavolo non contesta la verità riguardo a Gesù, ma tenta, spinge Gesù a usare egoisticamente la Sua identità, o Figliolanza egoisticamente.

Gesù non cade, la missione di Dio Padre al primo posto!
Poiché Gesù aveva fame (v. 2), e non sarebbe stato sbagliato usare il suo potere per nutrire se stesso, ma non lo fece, perché non era la volontà di Dio!

Gesù non fece quel miracolo perché la privazione, la fame, era un’esperienza che voleva il Padre, non era nella volontà di Dio che Lui mangiasse.

Dio oltre a provarlo, lo stava preparando per la Sua missione di sofferenza, perciò quel miracolo e il mangiare il pane, era incompatibile con la missione ordinata dal Padre, che era quella della fame.
Gesù doveva continuare ad avere fiducia nel Padre nonostante il diavolo vuole distogliere Gesù dall’obbedienza e dalla fiducia al Padre, dalla Sua bontà e guida.

Gesù replica dicendo nel v.4: “Sta scritto: ‘Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio’".
Questa è una citazione di Deuteronomio 8:3 e ci fa capire che non si vive di solo pane, ma anche della Parola di Dio: “ Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo  non vive  soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE”. 

Israele è stato messo alla prova da Dio per quarant’anni, per vedere ciò che aveva nel cuore e se avesse osservato i comandamenti, per insegnargli che l’uomo vive di ogni Parola che viene da Dio! (Cfr. Deuteronomio 32:46-47).

Gesù si fidava di Dio, di Colui da cui dipendiamo per vivere!
Gesù da più valore alle cose spirituali che materiali!
Gesù riconosce la grande importanza del pane, ma dice che c'è qualcosa di molto più grande: la Parola di Dio!

Non dovrebbe essere così anche per noi? Cosa è più importante per noi?
Il diavolo vuole distogliere Gesù dall’obbedienza alla Parola di Dio, tenta Gesù ad agire indipendentemente dal Padre, a convincerlo che il Padre non si sta prendendo cura di Lui, ma Gesù risponde che è di vitale importanza la Parola di Dio e quindi l’obbedienza, senza cercare le proprie soluzioni, quindi avere fiducia!

B) La seconda tentazione: Dubitare di Dio. 
Nei vv.5-6 è scritto: “Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: ‘Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: ‘Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra’".

Il luogo della tentazione è Gerusalemme, la punta più alta del tempio.        

Anche in questo caso Satana riconosce la filiazione speciale di Gesù e cerca di usarla contro di Lui con un comando ridicolo di gettarsi dal pinnacolo del tempio!

In questa seconda tentazione viene messa in gioco la relazione di Gesù con il Padre.
E come se Satana stesse dicendo: “ Visto che ti affidi a Dio allora buttati dal tempio e gli angeli ti salveranno”.

Gesù nella qualità di Figlio di Dio, può avere il diritto alla straordinaria protezione divina che è promessa al devoto.
Il gettarsi giù dall’alto costituirebbe una prova esemplare, ma non era detto che Dio lo avrebbe fatto.  
      
La citazione è del Salmo 91:11-12: “Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie. Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra”.
Il salmo si riferisce che chi confida nel Signore sarà protetto.

Gesù risponde ancora con la Scrittura, al v. 7 leggiamo: “È altresì scritto: ‘Non tentare il Signore Dio tuo’". 
Questa è una citazione di Deuteronomio 6:16: “Non tenterete il SIGNORE, il vostro Dio, come lo tentaste a Massa”. 

“Tentare” (ekpeiraseis -futuro attivo indicativo) significa mettere Dio alla prova.
Provare Dio è la fede falsificata è segno di incredulità!
Chi ha fede non ha bisogno di provare Dio!

Mettere Dio alla prova significa chiedergli una prova della sua fedeltà prima di fidarsi di lui!
Gesù non aveva bisogno di provare Dio, perché si fidava di Dio!

Che cosa era successo a Massa?
Il popolo tentò il Signore per due motivi: perché protestarono e mormorarono contro Dio per la mancanza di acqua e perché dubitarono della presenza di Dio in mezzo a loro (Esodo 17:2-7).

Di solito chi non ha una fede matura, brontola, non è paziente, è incredulo!

Alla luce di 1 Corinzi 10:9 (Numeri 25:1-9; Atti 5:9; 15:10) “non tenterete” potrebbe anche essere non esasperare la pazienza di Dio, oppure non richiedere delle prove, dei segni (Isaia 7:12), ma confidare nelle promesse di Dio come appare qui al v.7, o ancora non mettere in dubbio la bontà di Dio come fecero gli Israeliti.

In ogni caso l’implicazione è che Dio non è al servizio dell’uomo nel fare tutto ciò che noi desideriamo, ma noi siamo al servizio di Dio perciò non lo dobbiamo tentare.
La religione diventerebbe un servizio divino fatto all’ uomo, non un servizio umano fatto a Dio!
Quello che c’insegna Gesù è che non dobbiamo ricercare privilegi speciali, o interventi straordinari.

Possiamo richiedere in base ai nostri bisogni senza pretenderlo (mi devi!) e nemmeno possiamo metterci in certe occasioni difficili per forzare la mano di Dio e provare quanto Dio è esistente, o fedele, o buono.

Dobbiamo avere in ogni modo fede! 
È un errore grave tentare Dio!
Cosa succederebbe se Dio non rispondesse? Il dubbio! La crisi!
Lo scopo del diavolo è causarci una crisi di fede. 

Dobbiamo ricordare che Dio è sovrano e fa quello che vuole! 
Gesù ci vuole dire che Dio è Dio è va trattato come Dio!
Dio ha il diritto di provare la nostra fede; noi non abbiamo alcun diritto di provare Dio, specialmente nel modo che Satana ha suggerito. 

C) La terza tentazione: il Dominio.
Nei vv.8-9 troviamo scritto: “ Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli:   ‘Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori’”.

Il   luogo di questa tentazione è un monte. 
La terza tentazione riguardo il dominio, il potere, differisce dalle precedenti per due aspetti.

In primo luogo è un’azione peccaminosa palese, mentre le altre erano abilmente camuffate facendola apparire come qualcosa che era legittima per Gesù, il Messia, in questo caso Satana vuole l’adorazione di Gesù.

In secondo luogo Satana cerca il suo tornaconto, ma questo era il suo obbiettivo finale, la questione era lui al posto di Dio.        
        
Ma vediamo:
(1) La proposta di Satana a Gesù (v.8).
La proposta è dargli tutti i regni del mondo.
Satana offre il dominio a Gesù il quale, per il momento, non ha niente, nemmeno il mangiare!
Il dominio del diavolo su tutto il mondo è affermato in più passi nel Nuovo Testamento (Giovanni 12:30; 14:30; 2 Corinzi 4:4; 1 Giovanni 5:19), ma sopra di lui comunque domina Dio!
Un giorno gli sarà completamente tolto il suo regno (1 Corinzi 15:25-26). 

Sembra che il diavolo stia scimmiottando le parole di Dio riguardo a Gesù del Salmo 2:7-9.

Satana offrendo a Gesù il dominio senza la difficoltà di diventare Servo sofferente.
Satana gli offre il potere universale, è questo appartiene a Gesù, ma poteva ottenere il regno ora senza passare per la croce e la morte! (Matteo 28:18; Atti 2:30-36; Efesini 1:22-23; Apocalisse 11:15).
Il modo in cui Dio aveva stabilito che Gesù avesse il regno è per la via della sofferenza e della croce. (1 Pietro 1:11). 
Né il Salvatore, né il suo popolo possono evitare questa sequenza: la sofferenza precede la gloria (Luca 24: 25-27; Romani 8:17). 

In secondo luogo consideriamo:
(2) Il profitto: Satana voleva l’adorazione! (v.9).
Il v. 9 ci dice: “Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori”.

Questo sarebbe stato contro i comandamenti di Dio, infatti nei dieci comandamenti è scritto che non il popolo non deve avere altre divinità e di non prostrarsi davanti a loro (Esodo 20:3-5; Deuteronomio 5:6-9).

In questo Israele aveva fallito perché si era fatto un vitello d’oro e lo avevano adorato (Esodo 32:1-35; cfr. Deuteronomio 6:10-15) e nella terra promessa caddero più volte nell’idolatria (per esempio 1 Re 11:5-8; Geremia 18:15-17; 19:3-9).

Cos’è l’adorazione? (proskuneo)
L'adorazione è rendere omaggio alla divinità.
L’adorazione implica:
(a) La fedeltà a chi si adora.
(b) La superiorità a chi è adorato: dall’inferiore al superiore.
(c) La dipendenza dell'adoratore con chi si adora.
L'adoratore ammette che lui non è sufficiente senza quello che adora. 
Quindi Gesù doveva mettere il diavolo sopra Dio Padre e se stesso!

In terzo luogo troviamo:
(3) Il proposito di Gesù.
Il proposito di Gesù e di tutti noi lo vediamo nella risposta di Gesù al v.10: “Allora Gesù gli disse: ‘Vattene, Satana, poiché sta scritto: -Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto’-".

Gesù lo caccia via come farà con Pietro (Matteo 16:23) usando Deuteronomio 6:13: “Temerai il SIGNORE, il tuo Dio, lo servirai e giurerai nel suo nome”.  (cfr. 2 Re 17:35-38).

Gesù risponde che bisogna adorare solo il Signore e solo a Lui rendere il culto (latreuseis - futuro indicativo attivo).
“Culto” è servire il Signore, è servizio religioso (Esodo 3:12), ministero sacrificale (Ebrei 8:5; 9:9; 10:2); adorazione (Esodo 20:5; 23:24; Deuteronomio 4:28; Apocalisse 7:15).

Se noi adoriamo sia Dio e un’altra persona, noi non stiamo veramente adorando Dio lo stiamo riducendo con gli altri idoli, invece siamo chiamati ad adorare solo Dio!

Passiamo ora a meditare:
III IL MODO COME GESÙ HA AFFRONTATO LA TENTAZIONE: LA PAROLA DI DIO.

Prima di tutto la tattica del diavolo è:
A) La citazione della Scrittura in modo distorto.
Il diavolo cita, o parafrasa la Scrittura in modo distorto come gli fa comodo secondo i suoi scopi. 

Per esempio il senso del Salmo 91:11-12 è che Dio è il nostro rifugio contro gli empi, i nemici; gli angeli ci proteggeranno e gli empi saranno castigati, ma da qui dire buttati e gli angeli ti salveranno è completamente distorto.

Vediamo quindi:
B) La reazione di Gesù alla tentazione.
(1) Gesù cita la Parola di Dio.
Gesù motiva il Suo rifiuto nel seguire il diavolo facendo ricorso alla Scrittura.
La parola di Dio è un’arma spirituale che fa parte dell’armatura del credente ci ricorda Paolo in Efesini 6:17.

Il diavolo è bugiardo e ci dirà solo bugie e mezze verità!
Per neutralizzare i suoi attacchi dobbiamo conoscere la verità della Bibbia. 
Possiamo evitare una banconota falsa se conosciamo quella vera!

Quindi agli attacchi del diavolo bugiardo dobbiamo contrapporre la verità della Parola di Dio, ma per fare ciò dobbiamo conoscere e interpretare correttamente la Bibbia per non cadere nel tranello di Satana.

Il mancato rispetto di una corretta e precisa esegesi è quella di fare il gioco del diavolo. 

Nella reazione troviamo che:
(2) Gesù si sottomette alla Parola di Dio.
L’obbedienza di Gesù non solo si manifesta nel respingere Satana, ma nella positiva prontezza nell’adorare l’unico Dio e nel rimanerGli fedele.
L’arma per resistere alla tentazione è la consacrazione a Dio!
In Giacomo 4:7 è scritto: “Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi”.

Il diavolo lasciò Gesù.

A volte il diavolo ci tenta, altre volte siamo noi stessi che pecchiamo, ma questo dà l’opportunità al diavolo di inserirsi per farci commettere altri peccati.
Il diavolo opera negli uomini ribelli (Efesini 2:1-3).     
Un comportamento peccaminoso apre le porte al diavolo! (Efesini 4:26-27).
( L’ira fornisce l’opportunità al diavolo di intervenire per i suoi loschi propositi)         

Trova, dunque, la tua vittoria seguendo l'esempio di Cristo di vivere la Parola di Dio. 




CONCLUSIONE.
Possiamo pertanto affermare:
1) La chiamata di Dio è provata.
Con il battesimo comincia la missione di Gesù, ma prima di affrontare il Suo ministero pubblico, è stato provato e preparato da Dio per la sofferenza!  
Tutti i servitori del Signore nella Bibbia, e non solo, sono stati provati (Abramo, Giuseppe, Mosè, Giobbe, ecc.), quasi furono spezzati (1 Samuele 25:13-34; 1 Re 19:4; Geremia 20:7-18).
È importante la prova del Signore ci fortifica e ci fa crescere.

2) Dio ci vivifica dopo una prova.
Dio porta trionfo quelli che rimangono fedeli alla verifica come leggiamo nel v.11. 
Gli angeli hanno rivitalizzato Gesù portandogli probabilmente del cibo! 

3) Satana è un nemico Sconfitto.
In Matteo, quando Satana e le sue schiere appaiono (Matteo 4:23-24; 8:16, 28; 9:32; 12:22; 13:39; 15:22; 17:18), essi sono sconfitti!
Cristo lega Satana nella sua casa, ogni esorcismo è la prova (Matteo 12:29). 

Gesù Cristo ha trasmesso la sua autorità ai discepoli, i quali sono vittoriosi contro le forze delle tenebre (Matteo 10:1).

4) Gesù ci offre un modello da seguire di obbedienza sotto la tentazione.
A differenza degli Israeliti nel deserto, Gesù vince la tentazione e rimane fedele al Padre.   
A Gesù Cristo è stato promesso l’eterno dominio (Daniele 7:14), ma doveva passare per la sofferenza, per la croce.
Prima della gloria anche i discepoli di Gesù soffriranno (Atti 14:22; Romani 8:17; Filippesi 3:10; Colossesi 1:24; 1 Pietro 1: 4-5; 2:19-21; 3:13-17; 4:12-19), ma seguiranno il modello di obbedienza di Gesù Cristo.

5) Gesù ci offre un modello da seguire su come affrontare la tentazione.
Per vincere la tentazione e quindi il peccato, la Parola di Dio deve essere nel nostro cuore (Salmo 119:11; Colossesi 3:16) e dovremmo interpretarla correttamente. 
Gesù è stato tentato, ma non ha peccato!
Possiamo superare la tentazione in qualunque situazione (1 Corinzi 10:13). 
Abbiamo lo Spirito Santo che ci aiuta come ha aiutato Gesù (Luca 4:1; Romani 8:12-13).

Come Gesù, i veri figli di Dio, non sono egocentrici!
Satana ha tentato Gesù a essere egocentrico, di usare il Suo potere per soddisfare i propri bisogni! 
Gesù non ha ceduto! Non ha distolto il Suo sguardo dalla missione che Dio gli ha affidato!
Gesù non ha nemmeno mormorato contro Dio come il popolo d’Israele nel deserto!

6) Gesù è un modello per la vittoria nel momento della prova.
Gesù come tanti altri eroi della fede (Abramo, Giuseppe, Mosè, Davide, Giobbe, Elia, Isaia, Ezechiele; cfr. Ebrei 11), furono provati.

Attraverso la prova impariamo a dipendere da Dio e impariamo che dipendere da Dio ci darà la vittoria!
Questo è lo stesso per i credenti di oggi, e abbiamo bisogno di guardare le nostre prove come un mezzo per crescere nella fede (Ebrei 12:6-11; Giacomo 1:2-4; 1 Pietro 1:6-7). 
I discepoli sono destinati a essere provati, ma Gesù c’insegna come superare la prova.

Gesù ha resistito alla tentazione e il diavolo se ne è andato (Giacomo 4:7). 

Il diavolo e il suo esercito, cercheranno di distaccarci da Dio utilizzeranno vari stratagemmi e insidie, è un combattimento spirituale. (Luca 4:13; Efesini 4:12).

Come con Gesù, il diavolo passerà da un argomento a un altro, senza mostrarci il costo della tentazione.  
Presenterà la tentazione sempre appetibile, innocua e sempre per il tuo piacere ed egoismo vedi Adamo ed Eva (Genesi 3:1-5).