venerdì 16 settembre 2016

La crescita di Gesù (Luca 2:39-40,52).

La crescita di Gesù (Luca 2:39-40,52). 
La crescita di Gesù (Luca 2:39-40,52).
Se Barack Obama stesse per entrare in una stanza, tutti si alzerebbero, ma se dovesse entrare Gesù, tutti nella stanza si inginocchierebbero!!

James Stalker (1848-1927) diceva: “Cristo non era mezzo Dio e mezzo uomo; era perfettamente Dio e perfettamente uomo”.

Gesù è unico e diverso da tutti: è di natura divina e nello stesso tempo di natura umana, la Sua natura umana nascondeva quella divina.
A un uomo è stato mostrata una bottiglia di vetro rosso e gli è stato chiesto che cosa vi fosse nella bottiglia. Quell’uomo rispose in successione: "C’è del vino? Brandy? Whiskey? Si meravigliò quando gli è stato detto che era piena di latte, non riusciva a crederci finché non vide il latte versato.
Così non dobbiamo dimenticare, quando parliamo dell’umanità di Gesù, che Lui era di natura divina!
Gesù assomigliava a un uomo, ma era anche Dio!

Dopo aver adempiuto le prescrizioni della legge del Signore a Gerusalemme (Luca 2:21-24), Giuseppe, Maria e Gesù ritornarono a Nazaret.
Questo non significa che essi immediatamente si recarono a Nazaret dopo aver completato i loro doveri religiosi, questo è un riassunto che omette gli eventi di Matteo 2, dà delle informazioni che Gesù è cresciuto a Nazaret e non a Betlemme dove è nato.
Né Matteo né Luca hanno dato un resoconto quotidiano di eventi, non era nel loro scopo.

Questi versetti ci parlano dell’infanzia di Gesù, della Sua crescita come uomo.



Prima di tutto vediamo:
I LA CRESCITA CORPORALE (vv.40,52).
Nel v.40 leggiamo: “E il bambino cresceva”
Nel v.52 è scritto: ” E Gesù cresceva … in statura”.
I Vangeli non ci dicono nulla sulle caratteristiche fisiche di Gesù.
Gli scrittori erano poco interessati alla Sua altezza, al colore dei Suoi occhi e dei Suoi capelli.
Quello che ci dice Luca in questi versetti è: Gesù cresceva in statura.

Questi due verbi tradotti con “cresceva” (v.40- ēuxanen- imperfetto attivo indicativo; proekopten - imperfetto attivo indicativo) indicano che Gesù continuamente progrediva nella sua crescita.

Come tutti i bambini in buona salute crescono, così Gesù cresceva fisicamente.
Uno dei più grandi misteri del cristianesimo è: il Creatore si è fatto creatura! (Giovanni 1:1-3; Colossesi 1:16; Giovanni 1:14).
Colui che era così grande, che ha fatto l’universo, si è umiliato in un corpo umano!
Colui che ha fatto l'uomo si è fatto uomo!

Gesù è nato da una vergine per la potenza miracolosa dello Spirito Santo (Matteo 1:18; Luca 1:35), ma era a tutti gli effetti una persona umana, nato come tutti gli esseri umani con un parto (Luca 2:7) e come tutti i bambini sani e nelle giuste condizioni cresceva.

Gesù, come ogni bambino ha imparato a gattonare, a sedersi, a camminare.
Ha imparato a mangiare e a parlare, a capire; in molti aspetti è stato probabilmente un tipico bambino.

Come uomo, Gesù, era figlio di Davide (Matteo 1:1; Luca 3:31).
Aveva un corpo umano (Luca 2:7; Luca 2:40; Luca 2:52); una mente umana (Luca 2:52, Ebrei 4:8); aveva un’anima (Matteo 26:38); si stancava e aveva sete (Giovanni 4:6, Giovanni 19:28); aveva delle emozioni, per esempio pianse davanti la tomba di Lazzaro (Giovanni 11:35); lavorava come falegname e aveva dei fratelli (Marco 6:3; Matteo 13:53-58, Giovanni 7:5).
Con un corpo umano, Gesù ha portato avanti il Suo il suo ministero terreno spostandosi di città in città.
Il suo corpo umano ha cessato di avere la vita in esso e ha cessato di funzionare, proprio come il nostro quando moriamo (Luca 23:46; Atti 3:15).

Come Giovanni Battista (Giovanni 1:80) Gesù cresceva (v.40- ēuxanen- imperfetto attivo indicativo) fisicamente (cfr. Matteo 6:28; Matteo 13:32; Marco 4:8).

Così nel v.52 troviamo il verbo “cresceva” (proekopten - imperfetto attivo indicativo) in statura (hēlikia- cfr. Luca 19:3).
Questo passo è in riferimento a quando Gesù aveva dodici anni (v.42), mentre del v.40 era un bambino (paidion), più piccolo (cfr. Matteo 2:8-14).

La crescita di Gesù fu abbastanza regolare nello stesso modo degli altri esseri umani, tuttavia, senza una macchia di peccato, a differenza degli altri esseri umani (2 Corinzi 5:21; Ebrei 4:15; 1 Pietro 3:18).
James Montgomery Boice scriveva: “Con l'eccezione di essere peccatore, tutto ciò che si può dire di un uomo si può dire di Gesù Cristo”.

In Gesù vediamo:
II LA CRESCITA MENTALE (vv.40,52).
Al v.40 leggiamo che Gesù: “Era pieno di sapienza”.
E al v.52 è scritto: “E Gesù cresceva in sapienza”.

“Sapienza” (sophia) è la capacità di comprendere e comportarsi di conseguenza.
Questo implica certamente una crescita mentale, perché indica una capacità di comprendere, intelligenza e conoscenza in generale (cfr. Luca 11:31; Atti 7:22; 1 Corinzi 1:17,19-21).

Alcuni studiosi hanno visto qui il riferimento alla percezione della volontà di Dio; penetrare nella volontà e nel regno, o legge di Dio, quindi il riferimento è all’intelligenza spirituale, che era una caratteristica del Messia atteso (Isaia 11:2).

Così noi in Giobbe 28:28 leggiamo: "Ecco, temere il Signore, questa è saggezza, fuggire il male è intelligenza".

In Giacomo 3:17 è scritto: “La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia”.

La sapienza è l'approccio dell'uomo alla vita, derivante dalla sua relazione con Dio, e così deve essere considerata come il dono di Dio (Atti 7:10; Giacomo 1:5).

Gesù era pieno (plēroumenon –presente passivo participio) di sapienza.
“Pieno” ha l’idea di raggiungere uno standard di misurazione, o di raggiungere il punto di saturazione, o il livello di contenimento, indica l'idea della totalità, o di pienezza.
Così, la parola significa riempire qualcosa completamente, o completare una misura.

Col passare degli anni, vediamo la sapienza dimostrata da Gesù nel tempio, a Gerusalemme, quando Gesù e i suoi genitori andarono alla festa di Pasqua, noi ai vv.46-47 leggiamo: “Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; e tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte”.

Così, molti anni dopo, coloro che ascoltarono Gesù nella sinagoga di Nazaret dicevano: “...Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza è questa che gli è data?...” (Marco 6:2).

Gesù Cristo non solo è cresciuto fisicamente, ma è anche cresciuto mentalmente.
Gesù aveva una mente umana e il fatto che cresceva in sapienza indica che Egli aveva un processo di apprendimento proprio come tutti gli altri bambini.
Questo processo di apprendimento ordinario faceva anche parte della Sua vera umanità.
Come essere umano, c'erano cose che aveva bisogno di imparare.

Gesù, il Figlio di Dio che cresceva mentalmente nella sapienza, per alcune persone è una difficoltà.
A questa perplessità si può rispondere che cresceva nella Sua natura umana, e non divina.
Nelle Sue perfezioni divine Gesù non poteva crescere, ma nella Sua natura umana sì.
Dobbiamo sempre ricordare che in Gesù era presente sia la natura divina che quella umana, ed è in quella umana che cresceva!

In Gesù vediamo:
III LA CRESCITA SPIRITUALE (vv. 40,52).
Come abbiamo detto prima, “sapienza” si può riferire alla spiritualità di Gesù.
Comunque anche “Si fortificava” del v.40  e “In grazia davanti a Dio” del v.52 ci parlano della crescita spirituale di Gesù.
Quindi Gesù:
A) Si fortificava.
“Si fortificava” (ekrataiouto-imperfetto passivo indicativo) si riferisce alla crescita spirituale, questo è confermato da come viene usata la parola in altre parti del Nuovo Testamento.

In Luca 1:80 riguardo il bambino Giovanni Battista leggiamo: “Or il bambino cresceva e si fortificava nello spirito; e stette nei deserti fino al giorno in cui doveva manifestarsi a Israele”.

In 1 Corinzi 16:13: è scritto: “Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi”.

Efesini 3:16 dice: “Affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore”.

La Sua crescita spirituale non era dovuta alle scuole (Giovanni 7:15), ma deve essere attribuita in gran parte alla sua formazione in una casa devota - i Suoi genitori erano consacrati a Dio, alla sua regolare presenza nella sinagoga (Luca 4:16), alle Sue visite al tempio (Luca 2:41, 46), allo studio delle Scritture (Luca 4:17), e alla sua comunione con il Padre (Marco 1:35; Giovanni 4:32-34).

Quindi la Sua crescita non è avvenuta dall’oggi a domani, in una notte, piuttosto è stato il risultato di una continua attenzione alle discipline spirituali.
Come si diventa forti fisicamente mangiando e allenandosi così lo stesso vale spiritualmente.
Gesù Cristo nutriva la sua anima con la comunione con Dio, con la Parola di Dio e con la preghiera.
Se si vuole essere forti spiritualmente, è necessario che facciamo lo stesso. Non ci sono eccezioni!!

Anche in questo caso la domanda è perché Cristo aveva bisogno di crescere spiritualmente in considerazione del fatto che Egli è il Figlio di Dio; la risposta è la medesima riguardo la crescita mentale: Gesù era anche un uomo.

B) Gesù cresceva in grazia di Dio.
Al v.52 è scritto: “In grazia davanti a Dio”.
“In grazia” (chariti) indica che Gesù cresceva nella grazia di Dio, questo indica spiritualmente.

Nel v. 40 è scritto: “E la grazia di Dio era su di lui”.
“Grazia” (charis) qui indica disposizione benefica, cura, favore, benedizione spirituale.

Che cosa allora significa che la grazia di Dio era su di lui?
Indica che la benedizione di Dio era su Gesù, che se Gesù poteva crescere fisicamente, mentalmente e spiritualmente era per grazia di Dio.

Quella grazia di Dio che era su di Lui poteva essere trasmessa alle persone nel dare loro perdono dei peccati, guarigione, salvezza, pace (cfr. Giovanni 1:17).

Ma la grazia di Dio non ha solo caratterizzato il rapporto verticale di Gesù, ha caratterizzato anche quello orizzontale, quindi vediamo:
IV LA CRESCITA SOCIALE (v.52).
Al v.52 leggiamo: “E agli uomini”.

A parte alcuni farisei, Gesù, fu accolto con reazioni favorevoli, per esempio in Luca 2:47 è scritto: “E tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte”.

Così anche leggiamo in Luca 4:22: “Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: ‘Non è costui il figlio di Giuseppe?’”
Ma prima di loro è stato accolto da Simeone (Luca 2:25-32) e da Anna (Luca 2:36-38).

Gesù cresceva in grazia davanti a Dio e agli uomini indica che in Gesù era riconosciuta la grazia di Dio.
In Giovanni 1:14 leggiamo: “E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre”. (cfr. 1 Giovanni 1:1-4).

Che dire di tutte quelle centinaia e centinaia di persone che lo seguivano! (Matteo 9:36; Luca 4:42; 9:11; 12:54).
Dunque la gente non era indifferente a Gesù, man mano che si manifestava in modo potente, la sua fama si spargeva come leggiamo per esempio in Matteo 4:24: “La sua fama si sparse per tutta la Siria; gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, epilettici, paralitici; ed egli li guarì”.

In Matteo 14:1 è scritto: “In quel tempo Erode il tetrarca udì la fama di Gesù” (cfr. Marco 1:28; 6:14; Luca 4:14,37; 5:15).

CONCLUSIONE.
Gesù Cristo è il luogo di incontro dell’eternità e del tempo, la presenza della divinità e dell'umanità, la giunzione del cielo e della terra; ecco perché dobbiamo affidarci a Lui!

Possiamo allora dire:
1) Gesù era pienamente umano.
C.H. Spurgeon disse: “Ricordate, Cristo non era un uomo deificato, né fu lui un dio umanizzato. Era perfettamente Dio e allo stesso tempo perfettamente uomo”.

Luca enfatizza la piena umanità di Gesù con la Sua crescita fisica, mentale, spirituale e sociale.

Per le nostre menti limitate è difficile capire e non possiamo nemmeno comprendere pienamente ciò che riguarda l’Iddio infinito, quindi anche come Gesù potesse avere due nature: quella divina e quella umana in un'unica Persona!

Ha ragione T.C. Hammond quando dice: “Il fatto così unico e impareggiabile delle due nature esistenti in una sola Persona dovrebbe riempirci di meraviglia più che indurci a cercare di analizzarlo”.

Principalmente noi dobbiamo comprendere che prima di essere uomo, Gesù pre-esisteva ed era già Dio (Giovanni 1:1-3,14-18; 8:58; 17:3-5; Filippesi 2:5-8; Colossesi 1:17; Ebrei 1:2).

Al momento dell’incarnazione Gesù è diventato un essere umano (Giovanni 1:14), alla Sua natura divina è stata aggiunta quella umana.
Non è che Gesù Cristo ha cambiato la divinità in umanità, che smise di essere Dio divenendo un uomo, ma la persona divina ha preso su di sé una natura umana.
Non possiamo comprendere completamente come questo mistero sia possibile, ma non si può escludere, che Dio, essendo l’Iddio Onnipotente Creatore Sovrano, può aggiungere a sé una natura umana e fare in modo di unire due nature in una sola persona.

Poi possiamo ancora dire:
2) Come perfettamente uomo; Gesù è in grado di simpatizzare con la condizione del genere umano.
In Ebrei 4:14-16 leggiamo: " Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno".

Era necessario che Gesù si facesse uomo, affinché potesse sperimentare cosa significhi essere tentato e quindi simpatizzare con noi nelle nostre debolezze.
Gesù conosce la nostra condizione umana non solo perché l’ha creata, ma anche perché l’ha vissuta.
Egli ha sperimentato tutto quello che noi potremmo subire: la fame, la stanchezza, la solitudine, ecc.

"Simpatizzare" (sumpathēsai) è mettersi nei panni dell’altro!!
Chi simpatizza è colui che vive la stessa sofferenza, le medesime impressioni o emozioni di un altro, oppure subisce prove identiche, simpatizza con quello che si trova nella sventura e ne prova compassione.
Perciò chi simpatizza non è indifferente ai bisogni dell’altro, ma prende parte al dolore dell’altro e si muove in soccorso dell’altro.

Quando sei tentato Gesù conosce che cosa significa, perché anche Lui è stato tentato, Lui può simpatizzare con noi, nelle nostre debolezze.
Quindi, nel momento della tentazione accostiamoci al trono della grazia con fede per ottenere misericordia e grazia per essere soccorsi al momento opportuno ed essere liberati.

In terzo luogo:
3) Dio era all’opera nella vita di Gesù.
La grazia di Dio era su Gesù! Se Gesù poteva crescere era perché Dio era con Lui!

La stessa cosa vale anche per noi!
Noi non possiamo crescere e avere una buona salute fisica, morale e spirituale se la mano di Dio non è su di noi!
“Tutti i nostri progressi e la perseveranza sono da Dio” (Giovanni Calvino).

Nel Salmo 127:1-2 è scritto: “Se il SIGNORE non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; se il SIGNORE non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono”.

Questi versetti non ci dicono che non dobbiamo impegnarci nella vita cristiana, ma affermano che il nostro impegno è vano se Dio non opera in noi!
Noi siamo impotenti  nel servizio, nella lotta spirituale, nella santificazione e in qualsiasi altra cosa, se Dio non è all’opera in noi! (cfr. Giovanni 15:4-5).

In quarto luogo vediamo:
4) Il compito dei genitori: dare buon esempio ed educare i figli nelle vie di Dio.
Gesù uomo è stato educato nelle vie di Dio da genitori devoti.
Giuseppe e Maria ci lasciano un esempio di consacrazione e di discepolato da seguire.
Il modo di discepolare i nostri figli è: direttamente, cioè leggendo e studiando la Bibbia con loro, pregando con loro, e indirettamente mettendo in pratica la Parola di Dio; questo è l’aspetto, penso, più importante e difficile.
Discepolare i nostri figli nelle vie del Signore comporta la nostra coerenza!

Infine, mettendo da parte la crescita fisica, mentale e sociale, mi voglio soffermare sulla:
5) Crescita spirituale.
Come Gesù la nostra vita cristiana deve crescere sempre di più.
Ora la crescita spirituale di Gesù uomo, non è avvenuta dall’oggi a domani, a maggior ragione la nostra non sarà diversamente.
Viviamo in un'epoca “Del tutto e subito”, ma la crescita spirituale non avviene dall’oggi a domani, è un processo (2 Corinzi 3:18; Colossesi 3:10), e non ci sono scorciatoie per essa.

Riguardo la spiritualità cristiana e quindi la sua crescita, dobbiamo dire che è una manifestazione.
(a) Una manifestazione di una Conoscenza.
La spiritualità si vede dalla conoscenza.
Il credente maturo, spirituale, non è sballottato da ogni vento di dottrina (Efesini 4:11-14; 2 Pietro 3:17-18); sa discernere il bene dal male (Ebrei 5:11-14).
È chiaro che questa conoscenza si applica nell’adorazione in spirito e verità (Giovanni 4:20-24).
L’adorazione secondo la volontà di Dio implica la conoscenza della verità.
Il credente spirituale è un adoratore del Dio Trino, la vera adorazione dipende dalla conoscenza che abbiamo di Dio…. distorta è la conoscenza e distorta sarà l’adorazione.
Com’è la tua conoscenza di Dio e della Sua Parola? Com’è la tua vita di adoratore?

La spiritualità cristiana e quindi la sua crescita è:
(b) Una manifestazione di un Carattere.
L’uomo spirituale ha come modello di carattere il Suo Maestro Gesù e cercherà di assomigliargli (Romani 8:28-29; 2 Corinzi 3:18; Galati 4:19; Efesini 4:13,20-24; Filippesi 2:5; Colossesi 3:9-10).
Amerà essere come Gesù (Matteo 10:24), noi diventiamo ciò che più amiamo e ammiriamo.
Ripieno dello Spirito Santo, il cristiano avrà il carattere di Cristo (Galati 5:22).
Assomigli a Cristo in una certa misura?

Infine; la spiritualità cristiana e quindi la sua crescita è:
(c) Una manifestazione di una Condotta.
Nella sua condotta il credente segue l’esempio di Cristo Gesù (1 Pietro 2:21, 1 Giovanni 2:6), anzi lascerà vivere Cristo in lui morendo a se stesso (Galati 2:20).
Non c’è vera spiritualità cristiana senza la morte del proprio io (Matteo 16:24; Luca 14:26).
Stai cercando di camminare come Cristo?

Quindi in altre parole possiamo dire che la crescita spirituale si manifesta nel desiderio di essere santi come Gesù, di non essere legati a questo mondo, ma di cercare le cose del cielo, di vedere l'onore di Dio avanzare attraverso la nostra vita, il desiderio della morte del nostro io, di vedere tutto dal punto di vista di Dio.

Quindi puoi misurare la tua spiritualità dalle convinzioni che hai, dai valori etici che pratichi, dal tuo stile di vita!