sabato 12 marzo 2016

La visita dei magi a Gesù (Matteo 2:9-12). (3).

La visita dei magi a Gesù (Matteo 2:9-12). (3)
Il culto dei magi a Gesù.
Un uomo che aveva viaggiato in Europa, riguardo molte vecchie cattedrali di Francia, diceva che sono belle dentro, ma spesso sono sgradevoli all’esterno a causa delle sculture che raffigurano animali con caratteristiche orribili. Indagando su questo strano costume, gli è stato detto che i costruttori del medioevo volevano con queste sculture rappresentare gli appetiti carnali e i pregiudizi dell'uomo! Sono stati messi lì per ricordare a tutti coloro che venivano ad adorare, che dovevano lasciare amarezza e ira fuori del santuario se speravano di ricevere le benedizioni di Dio.

Noi in Matteo 2:1-12 vediamo la visita dei magi a Gesù per adorarlo e la loro gioia e umiltà nel farlo.

Nelle predicazioni precedenti abbiamo visto l’arrivo dei magi a Gerusalemme, poi nella seconda parte abbiamo visto la reazione di Erode, in questa terza parte vediamo il culto dei magi a Gesù.

In questa predicazione, dai vv.9-12 vediamo tre punti principali: la provvidenza di Dio, il piacere e la prostrazione dei magi.



I LA PROVVIDENZA DI DIO (vv.9,12).
Nel v.9 troviamo scritto: “Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra”.

Poi il v.12 dice: “Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via”.

La provvidenza di Dio la vediamo dall’:
A) Arrivo dei magi a Betlemme.
Il sorgere di una stella ha portato i magi in Israele (vv.1-2).
Questa manifestazione è stata chiamata “stella” perché assomigliava a una stella.

Nel v.9 troviamo scritto: “Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra”.

I magi avevano visto la stella di Gesù Cristo al suo sorgere (v.2 oriente- anatolē).
Secondo alcuni studiosi, Matteo non si riferisce alla guida della stella nel loro viaggio a Gerusalemme, ma siccome hanno visto il sorgere della stella di Gesù i magi andarono a Gerusalemme perché pensavano che fosse il luogo naturale della nascita del re dei giudei.

Ma ci sono altri studiosi che credono che la stella li abbia guidati a Gerusalemme e poi a Betlemme.
La stella che li ha portati in Israele ora a quanto pare riappare e guida i Magi a Betlemme dove si trova il bambino.

La strada da Gerusalemme a Betlemme non era molto lunga, solo una decina di chilometri.

Dopo che udirono Erode sul luogo della nascita di Gesù (vv.7-8), i magi partirono e la stella che avevano vista in oriente improvvisamente riappare e miracolosamente va davanti (proēgen) a loro, e li guida finché non arrivano al luogo dove era Gesù e qui si ferma sopra.

Nel greco classico “andare davanti” (proagō) significa "portare avanti" o "portare fuori", portare qualcuno fuori della casa o di scortarlo per la sua strada.
Il senso è percorrere prima, aprire la strada, precedere.
La stella, quindi stava davanti a loro a guidarli.

“Stella” è stata interpretata in vari modi, ma molto probabilmente era una manifestazione sovrannaturale di Dio come la colonna di fuoco quando guidava gli ebrei nel deserto.

Come abbiamo già detto nella meditazione dei vv.1-2: la stella è la presenza della gloria di Dio come quando Dio accompagnava il popolo di Israele nel deserto come una colonna di fuoco che si muovevano davanti agli Israeliti per guidarli lungo il percorso (Esodo 13:21; 24:17; 34:30; cfr. Apocalisse 21:23).

La descrizione dell'attività della stella come un fenomeno soprannaturale è confermato dal fatto che è difficile come una qualsiasi forma di stella potrebbe andare avanti a loro e fermarsi, o rimanere sul luogo in cui si trovava il bambino.

Dal momento che i magi sono già stati informati che il Messia doveva nascere a Betlemme, la stella non tanto li guida alla città, ma al posto della città dove si trovano ora il bambino e la famiglia.
Il Signore ha condotto i magi da Gesù. La stella, che avevano visto in Oriente, andava davanti a loro, finché giunse e si fermò sopra dove era il bambino.

Il movimento della stella ha dato loro la direzione soprannaturale finale di cui avevano bisogno per la casa specifica in cui si trovava il bambino.

I magi hanno trovato il bambino Gesù per la guida divina.
Per la provvidenza di Dio i magi furono guidati al luogo dove era Gesù.
Dio è ancora e sempre in controllo!

La provvidenza è stata anche nella:
B) Partenza dei magi da Betlemme.
Il v.12 dice: “Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via”.

Come il loro arrivo anche la loro partenza è sovrannaturale, per la provvidenza di Dio.

Dopo aver trovato la casa dove c’era Gesù per la provvidenza di Dio, e dopo averlo adorato e offerto i loro doni, sempre per la provvidenza di Dio, i magi ripartirono -per tornare a casa- senza ritornare a Gerusalemme, ma per un’altra via.

“Avvertiti” (chrēmatisthentes) indica ricevere una rivelazione (Atti 10:22; Ebrei 8: 5; 11:7; 12:25), far conoscere un divino ordine, avvertire.
L'enfasi è sulla natura soprannaturale dell’avvertimento; quindi Dio continua a controllare l'azione.

Uno degli elementi principali del Vangelo di Matteo è che quando le persone cercano di contrastare la volontà divina, Dio interviene in modo soprannaturale per superare tutte le azioni ostili (cfr. Giobbe 42:2).

Riguardo la rivelazione di Dio attraverso i sogni, questo modo, non era raro nella storia Biblica (Genesi 37:5-7; 40:1-41:1-36; Giobbe 33:15-17, Daniele 2:7-45).

Dio usava i sogni come un mezzo per trasmettere il Suo messaggio agli uomini (Numeri 12:6) e la guida come in questo caso, o quando è apparso in sogno l’angelo a Giuseppe perché voleva lasciare Maria dopo che seppe che era incinta (Matteo 1:20), oppure quando morì Erode sempre un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto dicendogli di ritornare in Israele (Matteo 2:19-21).
Ma anche per i magi i sogni, come le stelle, erano un modo atteso della rivelazione divina, e Dio comunica con loro in termini che avrebbero capito.

A proposito il commentatore R. F. France scrive: “ La rivelazione tramite i sogni era un elemento regolare della cultura cui appartenevano questi magi. Il fatto che Dio si fosse servito del loro bagaglio culturale e astrologico per comunicare con i magi non autorizza la sua approvazione dell’astrologia, ma indica la sua amorevole preoccupazione di mettersi in contatto con gli individui là dove essi sono”.

Il motivo di questa rivelazione per sogno di ritornare al loro paese per un’altra via non è scritto, ma tornando per Gerusalemme era impossibile evitare Erode, ed Erode era un uomo sanguinario e inaffidabile, quindi il motivo è per salvaguardare la loro vita e quella di Gesù.
Così i Magi prendono un'altra casa strada, e il piano malvagio di Erode è bloccato.
La cura sovrana di Dio circonda la vita terrena di Gesù il Messia.

Dio non è, ovviamente, preso di sorpresa dall’ostilità di Erode, Egli interviene in anticipo per proteggere il suo Servo e realizzare il suo scopo (cfr. Matteo 2:16).

Questi versi ci fanno pensare al conflitto secolare e reale tra il seme della donna e il seme del serpente (Genesi 3:15).
Come, in precedenza, Satana aveva ispirato Faraone e poi Aman                                                                                                                                                                                                                                                                     (Esodo 1:15-16; Ester 3:6) per annientare gli ebrei, così ora Erode ha tentato di rimuovere la minaccia al suo trono e, involontariamente forse, fare ancora di più: annientare la minaccia del regno di Satana.

Ritorniamo indietro prima della partenza dei magi verso il loro paese.
Una volta che trovarono Gesù vediamo la loro reazione.
II IL PIACERE DEI MAGI (v.10).
Nel v.10 leggiamo: “Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia”.

Come la colonna nuvola di fuoco guidava di notte il popolo di Dio attraverso il deserto nell’Antico Testamento (Esodo 13:21), la stella condusse i magi nel luogo dove era Gesù.

Quei magi non giudei vennero a cercare il re dei giudei e quando lo trovarono ebbero una grande gioia, questo contrasta nettamente con il disagio di Erode e di tutta Gerusalemme alla notizia della Sua nascita (v.3).
Sembra quasi che Matteo fosse a corto di parole per descrivere la loro gioia quando videro la stella fermarsi.

Non era una semplice gioia che avevano i magi, erano pieni di gioia.
“Si rallegrarono di grandissima gioia” è ridondante, nel testo greco è pieno di superlativi per sottolineare la loro grandissima contentezza, il senso è: “Si rallegrarono con una grande gioia oltre misura”.

La loro grandissima gioia è per la guida divina e nel vedere il bambino, il re dei giudei, il Messia.

La gioia è tipica in un contesto del compimento messianico (cfr. Luca 1:14, 44, 46; 2:10).

La gioia è una caratteristica di coloro che hanno sperimentato e sperimentano Gesù!
La gioia è un segno distintivo del cristiano (Atti 13:52; Romani 12:12), una caratteristica del regno di Dio (Romani 14:17).

In Matteo 13:44 leggiamo: “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo”.

L’uomo, dopo aver trovato un tesoro, lo nasconde in un campo per poi ricomprarlo. Ci si rallegra della scoperta del regno di Dio come chi ha trovato un tesoro che era nascosto.

Il regno dei cieli è un tesoro perché il credente rigenerato dallo Spirito Santo è riconciliato, in pace con Dio, ha la vita eterna e il Re è presente nel suo cuore.
“La gioia è la bandiera che sventola dalla cittadella del cuore, quando il Re è in residenza” (Anonimo).

La gioia è il risultato dello Spirito Santo nella vita del credente (cfr. Romani 14:17; 15:13; cfr. Neemia 12:43; Giobbe 8:21; Ecclesiaste 2:26).

La gioia è radicata nel riconoscimento della nostra posizione davanti a Dio in Cristo Gesù, quindi della nostra salvezza dai peccati (Matteo 1:21; Romani 6), dall’ira di Dio (Romani 5:1-2,9-11), la liberazione dal diavolo (Atti 26:18).

A Haydn, il grande musicista austriaco, una volta gli fu chiesto perché la sua musica di chiesa era così allegra, lui rispose: "Quando penso a Dio, il mio cuore è così pieno di gioia che le note ballano e saltano, per così dire, dalla mia penna, e dal momento che Dio mi ha dato un cuore allegro mi sarà perdonato che lo servo con uno spirito allegro. "

Chi conosce Gesù Cristo e la Sua salvezza non può essere triste!

Infine vediamo:
III LA PROSTRAZIONE DEI MAGI (v.11).
Nel v.11 è scritto: “ Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra”.
Giuseppe non è menzionato, anche se ha, e continuerà ad avere, un ruolo importante nella narrazione (Matteo 2:13-14,19-23).

Vediamo:
A) L’adorazione dei magi.
I Magi si prostrarono davanti al bambino in culto umile.
Entrati nella casa, i magi si prostrarono davanti a Gesù e lo adorarono.
I magi non adorarono Giuseppe e Maria, ma solo Gesù!!
Il vero centro della loro attenzione è il bambino Gesù.

“Prostratisi” (pesontes-aoristo attivo participio) indica abbassarsi a terra in modo intenzionale e con la fronte toccare il suolo come segno di devozione, sottomissione e umiltà.

Prostrazione si verifica dodici volte nel Nuovo Testamento, sei riguardano l’adorazione a Dio (1 Corinzi 14:25; Apocalisse 4:10; 5:14; 7:11; 11:16; 19: 4), due volte per gli angeli da parte dell’apostolo Giovanni, ma l’angelo gli è lo vietò perché è un servo come lui (Apocalisse 19:10;22:8).

Il diavolo chiede a Gesù di prostrarsi ai suoi pedi per adorarlo e Gesù risponde che il culto (proskunēsēs), l’adorazione va fatta solo a Dio (Matteo 4:9-10).

Riguardo l’adorazione, è vero che il verbo usato in originale e qui reso "adorarono" non sempre indica un atto di riverenza offerta a Dio, Creatore e Redentore (Atti 10:25; Apocalisse 3:9), ma quando viene fatto come nel caso di Cornelio che si prostrò davanti a Pietro, o quando la folla di Listra davanti a Paolo e Barnaba- scambiandoli per divinità- cercarono di offrire loro dei sacrifici (Atti 14:11-18), o di Giovanni con gli angeli (Apocalisse 19:10;22:8), questi sono esortati a non farlo!

Ora quando Gesù sarà adorato per esempio dopo la resurrezione, Lui non lo impedisce! (Matteo 28:9,17; Apocalisse 5:9-11; vedi anche Matteo 8:2;9:18; 14:33; 15:25; 20:20; 28:9,17; cfr. Marco 5: 6; 15:19; Luca 4: 7, 8; 24:52; Giovanni 9:38; 12:20).

Il culto dei magi a Gesù dirige l’attenzione dei lettori del Vangelo e quindi anche la nostra alla maestà di Cristo, figlio di Davide (per esempio Matteo 1:1; 9:27), il Figlio di Dio (per esempio Matteo 8:29; 14:33; 17:5; Romani 1:4), e l’Emmanuele, cioè Dio con noi (Matteo 1:23), il Re dei re, il Signore dei signori (Apocalisse 17:14).

Nella prostrazione troviamo:
B) La donazione dei magi.
Al v.11 leggiamo: “E, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra”.

La parola “tesori” (thēsauros) probabilmente era una cassa, un forziere, uno scrigno dove erano custoditi, depositati i loro tesori, i loro oggetti di valore.

Portare doni era particolarmente importante nell'antico oriente quando ci si avvicinava a un superiore (cfr. Genesi 43:11; 1 Samuele 9:7-8; 1 Re 10:2).

Studiosi dicono che l’omaggio dei magi alludono al Salmo 72:10-15 e a Isaia 60:3-6 (cfr. Isaia 2:2-5; 11:10,12; 14: 1; 49:22; 56:3,6).
Ricorda anche la storia della regina di Seba che donò a Salomone quintali di oro, una grandissima quantità di aromi e delle pietre preziose (1 Re 10:10).

Quindi vediamo la processione delle nazioni che vanno ad adorare il Messia (cfr. Apocalisse 21:24, 26).

Oro e incenso sono doni appropriati per un re (Salmo 72:15; Isaia 60:6), così anche la mirra (Salmo 45:8; Cantico dei Cantici 3:6).

Alcuni hanno visto un significato in questi doni: l’oro è il simbolo di regalità, l'incenso per la sua divinità, la mirra per la sua sofferenza e la morte.
Ma altri studiosi pensano che questa interpretazione sia improbabile e pensano che si tratti solo di doni costosi, l’oro lo sappiamo era molto apprezzato come lo è oggi, è il più prezioso dei metalli e il simbolo universale del valore materiale e ricchezza (cfr. (Salmo 19:10; 119:72, 127; Proverbi 8:10, 19).
L’ incenso e mirra, sono entrambe gomme resinose prelevati da alberi in Arabia utilizzati nei migliori profumi ed erano molto costosi, di lusso.

Non sappiamo ciò che è stato fatto con i doni, ma sembra ragionevole che essi siano stati utilizzati per finanziare il viaggio di Giuseppe, Maria e Gesù in Egitto e per contribuire al loro sostegno (Matteo 2: 13-15).

Questi magi non hanno esitato a fare un lungo e faticoso viaggio di 1600 chilometri per rendere omaggio a colui che per la maggior parte delle persone deve essere stato considerato come un semplice bambino di umili origini.
Eppure, questi uomini si prostrarono davanti a lui e lo adorarono e gli offrirono dei doni.
Noi, cristiani di oggi cosa siamo disposti a offrire a Gesù?
Siamo chiamati ad adorarlo, a sottometterci a Lui, a servirlo con zelo, a vivere per Lui (Romani 12:11; 14:7-9; 2 Corinzi 5:14-15).

Noi possiamo e dobbiamo donare a Gesù il nostro tempo, averi, corpo, tutto ciò che siamo e abbiamo.

CONCLUSIONE.
Noi vediamo in questi versetti diversi aspetti.

In primo luogo:
1) Lo scopo di Dio.
Questo capitolo c’insegna che lo scopo di Dio è che noi adoriamo il Figlio (cfr. Matteo 3:17; 17:5).
Dio ha rivelato ai magi la stella di Gesù e sempre mediante la stella li ha guidati fino nella casa dove stava Gesù affinché lo potessero adorare.
Quella stella che brillava nel cielo ha condotto i magi nel luogo dove stava Gesù e così lo hanno conosciuto e adorato e offerto i loro doni preziosi, di grande valore.

Così anche per noi oggi lo scopo di Dio è di adorare il Figlio Gesù Cristo, di rendergli omaggio (Salmo 2:10-12; Giovanni 5:23; Filippesi 2:10; Apocalisse 5:13).

In secondo luogo vediamo:
2) La sovranità di Dio.
La mano sovrana di Dio è evidente: Dio rivela ai magi la nascita del re dei giudei, cioè Gesù e li ha guidati da Lui attraverso una stella.

Come sovrano dell’universo Dio ha esercitato la sua autorità per far conoscere ai magi Gesù, e li ha guidati in modo sovrannaturale.

Dio voleva che i magi andassero ad adorare e a offrire a Gesù dei doni e li ha guidati a destinazione in modo sovrannaturale!

In terzo luogo vediamo:
3) La supremazia di Dio nel conflitto contro il male.
C’è un conflitto tra il male che rappresenta Erode e il bene, cioè Dio, ma Dio è più forte, più saggio, sapeva delle cattive intenzioni di Erode e ha avvertito i magi di non ripassare da Gerusalemme per come aveva detto l’astuto e il crudele Erode a loro (vv.7-8).

In Proverbi 21:30 è scritto: "Non c'è saggezza, non intelligenza, non consiglio che valga contro il SIGNORE.  Il cavallo è pronto per il giorno della battaglia, ma la vittoria appartiene al SIGNORE".

I progetti contro di Dio sono destinati al fallimento perché la saggezza dei suoi nemici è nulla in confronto di quella di Dio! (Isaia 40:13-14 ;1 Corinzi 3:19).

I nemici possono pensare, fare progetti, ma non saranno in grado di realizzarli!
Nel Salmo 33:10-11 leggiamo: "Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli. La volontà del SIGNORE  sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età".

Dio realizza i suoi progetti, il suo piano non può essere ostacolato, la sua volontà è eterna!

Dio ride, si fa beffe di coloro che pensano di liberarsi di Lui e del Messia!
Nel Salmo 2:1-4 è scritto: “ Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane?  I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il SIGNORE e contro il suo Unto, dicendo: ‘Spezziamo i loro legami, e liberiamoci dalle loro catene’. Colui che siede nei cieli ne riderà; il Signore si farà beffe di loro”.

Dio riderà e si befferà perché è un piano ridicolo, stupido, assurdo e inutile, perché non ci si può liberare della Signoria di Dio, Dio porterà avanti ugualmente i Suoi piani, nonostante i loro tentativi, Lui sarà sempre il Signore!!!!!

Per coloro che appartengono a Dio pensare che Dio è Sovrano e Supremo è un grande conforto!