venerdì 26 febbraio 2016

Matteo 2:1-2: La visita dei magi a Gesù. L’arrivo dei magi.

Matteo 2:1-2: La visita dei magi a Gesù.
L’arrivo dei magi.
Solo Matteo registra la visita dei magi.

Ci sono interpretazioni diverse sulla cronologia degli eventi.
Alcuni pensano che la visita sia avvenuta dopo la presentazione di Gesù nel tempio (Luca 2:1-7), prima di andare a Nazaret (Luca 2:39), quindi non è avvenuta, secondo un’altra interpretazione, subito dopo la nascita di Gesù quando era posto nella mangiatoia (phatnē), infatti Matteo al v.11 parla che Gesù si trovava in una casa (oikian).

Altri dicono che sia avvenuta dopo la presentazione di Gesù nel tempio, dopo il ritorno a Nazaret (Luca 2:39) e poi quindi il ritorno a Betlemme (Matteo 2:1-12) dove presero una casa (Matteo 2:11), e dopo fuggirono in Egitto, poi ritornando in Israele andarono ad abitare definitivamente in Galilea a Nazaret.

Comunque ciò che è importante sottolineare è: nei vv.1-12 Gesù è mostrato come il Messia di tutte le nazioni contrapposto al re Erode.
0ggi meditiamo sui primi due versetti.


Iniziamo con:
I LE PERSONE (v.1).
Nel v.1 leggiamo: “Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme”.

Dopo la nascita di Gesù dei magi d’oriente arrivano a Gerusalemme per trovare il re dei Giudei con lo scopo di adorarlo.

Luca riporta il fatto che Gesù era nato a Betlemme.
È scritto: “Betlemme di Giudea” – che si trova una decina di chilometri a sud di Gerusalemme - per distinguerla da Betlemme di Zabulon (Giosuè 19:15) più a nord.

Betlemme è il luogo nei pressi del quale Giacobbe seppellì Rachele (Genesi 35:19) e dove Rut e Boaz si sono incontrati (Rut 1:22-2:6).

Betlemme fu la città dove Davide nacque e fu cresciuto (1 Samuele 16; 17:12; 20:6), e dove ci aspettava la nascita del Messia (vv.4,6; Michea 5:2).

Chi sono i magi?
Non ci viene detto il loro numero, i loro nomi, i loro mezzi di trasporto.

“Magi” (magoi) non sono facilmente identificabili con precisione, sono abbastanza misteriosi.

I magi erano di solito figure di spicco nella vita di corte religiosa del loro paese di origine.
Diversi secoli prima il termine era usato per una casta sacerdotale persiana che interpretavano i sogni.

Daniele (Daniele 1:20; 2:2; 4:7; 5:7) si riferisce ai magi nell'impero babilonese.

Nei secoli successivi, quindi fino al Nuovo Testamento, il termine copriva una vasta gamma di uomini interessati all’interpretazione dei sogni, alla magia, all’astrologia, alla politica.

La parola “mago”, poi ha sviluppato un significato negativo per indicare un indovino, uno stregone, un mago, e un ciarlatano, molti erano ladri e imbroglioni ai tempi degli atti degli Apostoli (ad esempio, Atti 8:9; 13:6,8-10).

La tradizione che i Magi fossero re può essere rintracciata fin da Tertulliano (nato tra il 155-160- morto nel 225 d.C. circa), probabilmente sviluppata sotto l'influenza di alcuni passaggi dell’Antico Testamento che dicono che i re verranno e adoreranno il Messia (cfr. Salmo 68:29, 31; 72:10-11; Isaia 49:7; 60:1-6).

La teoria che ci sono stati tre magi è probabilmente una deduzione dai tre doni come riportato nel v.11.

Matteo non ci dice come si chiamavano i magi, ma entro la fine del VI secolo, ai magi furono dati il nome di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

Abbiamo visto che una delle caratteristiche dei magi era lo studio dell’astrologia.
L’astrologia era una scienza sofisticata specialmente in Babilonia, ma ci sono evidenze della sua influenza anche in Palestina.

In parte possiamo dire che questi magi s’interessavano di astronomia e astrologia, che a quei tempi erano associati, cioè s’interessavano dell’osservazione e dello studio delle stelle.

Quindi i magi non erano re, ma erano eminenti professionisti sacerdotali che studiavano le stelle e i segni dei tempi ed erano molto rispettati sia nel campo religioso e sia nel campo politico nella propria terra.
Questi magi erano di oriente, forse provenivano da Babilonia, anche se i loro doni (v.11) erano di origine araba, ma molto probabilmente, oro, incenso e mirra si trovavano anche a Babilonia.

Oppure, questi magi, provenivano dalle regioni abitate dai medi e dai persiani dove vi erano dispersi gli ebrei, già dall’ottavo secolo a.C.  (cfr. 2 Re 17:6; cfr. 1 Cronache 5:26; Ester 1:1; 9:2; Atti 2: 9 -11) e quindi questi magi potevano essere stati influenzati da loro.

I persiani erano particolarmente noti per la divinazione e l'astrologia, indovini e interpreti di sogni, ma erano esperti anche in filosofia, medicina e scienze naturali.
Quindi non dobbiamo pensare che fossero come Harry Houdini o come David Copperfield!

Il fatto che i magi cercano il re dei Giudei e chiedono dove fosse, indica che non erano Giudei.

Se i magi provenivano dai dintorni di Babilonia, avrebbero viaggiato per circa 1600 chilometri e quindi occorrevano diverse settimane di viaggio, o mesi da quando hanno visto la stella fino a quando arrivarono a Gerusalemme.
Così anche se fossero stati medi-persiani.
Questi uomini hanno viaggiato per centinaia di chilometri per adorare il re dei Giudei.

Ora, è importante precisare che Matteo non ha raccontato questo fatto per incoraggiare l’astrologia, l’Antico Testamento la condanna (ad esempio, Isaia 47:13-15; Geremia 10:1-2.), piuttosto vuole sottolineare e contrastare la misteriosa intuizione dei magi con l'ottusità di Erode e dei leader religiosi.

II IL PERIODO (v.1).
Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode, Luca non ci dice la data esatta.

La visita dei Magi è avvenuta qualche tempo dopo la nascita di Gesù, ma Matteo non dice quanto tempo dopo, probabilmente sono passati diversi mesi, o due anni come ha pensato qualcuno, infatti le parole nel greco dei vv.9 e 11 indica “bambino” (paidon), piuttosto che neonato (brephos- Luca 2:12).

Inoltre il fatto che Erode aveva fatto uccidere tutti i bambini maschi sotto i due anni in giù (Matteo 2:16) può significare che erano passati diversi mesi dalla nascita di Gesù e questa visita.
Chi era Erode?
Erode il Grande (73 a.C. – 4 a.C.) di origine idumee, è stato il primo sovrano non ebreo (37 a.C.-4 a. C.), che ebbe un mandato dai romani.

L’astuzia politica del padre di Erode, Antipatro (Antipatro fu governatore degli Idumei dal 47 a.C. circa, che aveva servito gli Asmonei, fu consigliere di Ircano e si guadagnò la fiducia di Pompeo) facilitò al figlio un inizio potente per una carriera politica.

Erode fu nominato dai romani re della Giudea nel 40 a.C. e nel 37 a.C. fu aiutato sempre dai romani per consolidare il suo potere.

Il fatto che non era un ebreo puro, il fatto che gli idumei (gli idumei erano giudei di fresca data, costretti dai capi Asmonei a convertirsi al giudaismo) erano astuti e che non si facevano tanti scrupoli a collaborare con i romani, destava sospetto e risentimento da parte giudaica.

Erode il Grande era ricco, politico di talento, leale, un ottimo amministratore e abbastanza intelligente per rimanere nelle grazie degli imperatori romani.
A proposito Edwin Yamauchi scrive: “Erode il grande, fu un opportunista di prim’ordine. Durante gli anni burrascosi della guerra civile che scoppiò tra i romani, egli seppe abilmente allearsi dapprima con Pompeo, poi con Cesare, in seguito con Antonio con Ottaviano (Augusto). I romani apprezzarono i suoi servigi a causa delle sue doti militari”.

Erode non era simpatico ai giudei: amava il potere, ha inflitto tasse pesanti, ed era considerato un usurpatore.

Erode era anche crudele e paranoico, nei suoi ultimi anni fece uccidere stretti collaboratori, la moglie Marianna, e due dei suoi figli.
La stessa cosa vediamo quando farà uccidere i bambini maschi di due anni in giù per liberarsi di Gesù (Matteo 2:16-18).

Infine vediamo:
III IL PROGETTO (vv.1-2).
Nei vv. 1-2 leggiamo: “Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: ‘Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo’”.

I magi arrivarono a Gerusalemme, che, come Betlemme, ha forti collegamenti davidici (2 Samuele 5:5-9).
I magi non conoscevano la profezia di Michea 5:2 (Matteo 2:5-8) che diceva che il Messia nascerà a Betlemme e quindi naturalmente andarono nella capitale, la città del gran Re (Matteo 5:35; Salmo 48:2) il luogo in cui ci si potrebbe aspettare di trovare un re.

Noi osserviamo:
A) La richiesta (v.2).
I magi domandarono dove fosse il re dei Giudei che è nato.

“Dicendo” (legontes presente attivo participio) sottolinea un’azione continua e suggerisce che sono andati in giro per la città a chiedere del re dei Giudei che era nato, chiedevano a chiunque incontravano della nascita del re.

In Matteo “re dei Giudei si trova nel racconto della passione dove viene utilizzato in derisione di Gesù e sempre sulla bocca di Gentili (Matteo 27:11,29,37).
Qui ha un significato messianico con connotazioni politiche per le aspettative ebraiche come si può vedere dalla domanda che Erode fece ai capi dei sacerdoti e degli scribi (v.4) e della loro risposta scritturale del profeta Michea (v 6).

Ora: “Dov’è il re dei Giudei”, indica non quello che sarà, ma quello che è! Ed è stato proprio questo che ha turbato Erode! (v.3).
Il suo status regale non è stato conferito su di lui in seguito; è stato suo fin dalla nascita!

Matteo nella genealogia, nel primo capitolo aveva tracciato la discendenza di Gesù riguardo al re Davide, secondo la promessa di Dio (2 Samuele 7:12-13; Luca 1:32-33).
Gesù è il legittimo erede al trono di Davide.

Israele attendeva il Messia già da lungo tempo, ma Dio annuncia il suo arrivo a Erode e agli abitanti attraverso questi magi di origine gentile, cioè non giudei!

Dio usa, a volte persone improbabili, secondo il pensiero umano per rivelare la sua volontà!

B) La ragione (v.2).
Nel v.2 leggiamo: “Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”.
I magi videro la stella di Gesù al suo sorgere (oriente- anatolē).
In quei giorni antichi, tutti credevano nell'astrologia; la gente credeva che avrebbero potuto predire il futuro dalle stelle, e credevano che il destino di una persona era regolata dalla stella sotto cui lui o lei nascevano.
Prima di tutto riflettiamo riguardo:
(1) La stella.
Due domande dovremmo porci.
La prima è: qual è stata la natura di questa stella?
La seconda domanda è: come è stato possibile che i magi hanno collegato la stella con la nascita del re dei Giudei? Perché la stella?

Sono state date diverse interpretazioni riguardo il sorgere della stella legati a fenomeni naturali:
1) Una congiunzione planetaria di Saturno e Giove avvenuta nel 7 a.C.

2) Una cometa come quella di Halley, ma questa era apparsa troppo presto nel 12/11 a.C.

3) Una supernova, cioè una stella che appare temporaneamente per via di un’esplosione violenta ed emana enormi quantità di luce con uno splendore straordinario per un paio di settimane o mesi.

Certo Dio può aver usato la congiunzione planetaria, o una cometa, o una nova!
Ma è più probabile che sia:
4) Una manifestazione miracolosa perché la stella si muoveva guidandoli fino a quando non si fermò dove era il bambino dice il v.9.
Noi vediamo che la stella appare e riappare, si muove e dirige i magi alla casa precisa che Gesù e la sua famiglia occupavano, molto probabilmente solo i magi hanno visto questo fenomeno.

La stella è la presenza della gloria di Dio come quando Dio accompagnava il popolo di Israele come una colonna di fuoco che si muovevano davanti agli Israeliti (Esodo 13:21; 24:17; 34:30; cfr. Apocalisse 21:23).

Questa manifestazione è stata chiamata “stella” perché assomigliava a una stella.

In questo fenomeno, i magi hanno percepito il segno del compimento della venuta del re dei Giudei e così partirono verso Gerusalemme.

Riguardo la seconda domanda il collegamento della nascita di Gesù con la stella rimane inspiegabile.
Non ci viene detto come Dio abbia rivelato ai magi la nascita di Gesù (cfr. Daniele 2:27-28), forse mentre studiavano le stelle, o forse c’è stata un messaggio speciale per loro, o attraverso un sogno.

Potrebbe anche esserci stata un’influenza dei giudei, i magi avevano probabilmente maturato l’aspettativa del Messia attraverso libri ebraici, o contatti con giudei.

Sotto l’Antico Patto, i profeti d’Israele aveva a lungo parlato di un periodo di pace nel mondo e la prosperità che sarebbe stata stabilita da un futuro liberatore davidico (ad esempio Ezechiele 34:23-31).
Questa convinzione era penetrata al di là dei confini di Israele, in modo che gli altri erano alla ricerca di un re sorto dalla terra di Giudea.

Il perché della stella è per guidare i magi, ed è collegata alle aspettative messianiche, alla profezia di Balaam riguardante l’astro che doveva sorgere da Giacobbe in Numeri 24:17.

Gesù nel Nuovo Testamento è chiamato “Aurora” (Luca 1:78); “Stella del mattino” (2 Pietro 1:19; Apocalisse 22:11; cfr. Matteo 17:2; Atti 9:3; Apocalisse 1:16; 21:23).

Inoltre vi erano anche diversi racconti pagani e giudaici nel mondo antico di stelle annunciatrici della nascita di grandi uomini.

Vi era l’idea diffusa, o la strana sensazione, proprio nel periodo della nascita di Gesù, dell’attesa della venuta di un re.
Nel mondo del primo secolo vi era la convinzione che un governante sarebbe sorto dalla Giudea, il dominio del mondo sarebbe venuto dalla Giudea.

Quindi possiamo affermare che non c'è la minima necessità di pensare che la storia della visita dei Magi a Gesù Cristo sia una leggenda!
È esattamente il tipo di cosa che poteva facilmente accadere a quei tempi!
Quando venne Gesù Cristo, il mondo era attesa di un grande re!

(2) Lo scopo.
Dopo aver frequentato la chiesa con il padre una domenica mattina, prima di andare a letto la sera un bambino inginocchiatosi al suo capezzale pregò dicendo: "Caro Dio, abbiamo avuto un buon tempo in chiesa oggi, ma volevo che tu fossi stato lì".

Al di là di quello che volesse intendere questo bambino, noi vediamo che i magi sono andati alla presenza di Gesù per adorarlo!
L’adorazione è la ragione, lo scopo del viaggio dei magi.
Nel v.2 leggiamo ancora: “Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”.

In qualche modo misterioso, la stella nascente ha portato i magi a Gerusalemme per adorare l'unico nato re dei Giudei.
Questi i viaggiatori provenienti da oriente erano venuti in Israele con un solo scopo: trovare il re dei Giudei nato e adorarlo.

“Adorarlo” (proskunēsai- aoristo attivo infinitivo) significa "rendere omaggio", un atto di rispetto verso un grande uomo, o un superiore come un re (Matteo 18:26), o culto, un atto di adorazione a Dio (Matteo 4:9-10; Giovanni 4:20-24).

Alcuni hanno pensato che i magi sono venuti per rendere omaggio al re, un atto di rispetto nel senso umano facendo riferimento alla divinità rivendicata dagli antichi monarchi, come si faceva con un re normale.

Altri pensano si tratti di culto, quindi esprime l'idea di prostrarsi e baciare i piedi, o l'orlo della veste di colui che è onorato.

Matteo usa “adorazione” in senso di culto a Dio (Matteo 4:9-10) e qui come altrove (Matteo 2:2,8,11; 8:2;9:18; 14:33; 15:25; 20:20; 28:9,17; cfr. Marco 5: 6; 15:19; Luca 4: 7, 8; 24:52; Giovanni 9:38; 12:20) vuole comunque sottolineare il culto vero e proprio l’adorazione a Gesù perché è l’Emmanuele, Dio con noi (Matteo 1:23), il figlio di Dio (Matteo 2:15) in un senso unico, e quindi degno di essere adorato.

Gesù è il Re dei re, il Signore dei signori è scritto in Apocalisse 17:14!

È giusto, quindi, che l'omaggio regale e divino, quindi il culto venga reso a Lui non solo da parte degli ebrei, ma anche dai Gentili; perché egli è il Signore di tutti (Matteo 28:16-20), e la chiamata del Vangelo va a tutti, senza distinzione di razza o nazionalità (cfr. Apocalisse 5:9).

CONCLUSIONE.
Passiamo ora a fare alcune considerazioni finali.

In primo luogo vediamo:
(1) Gesù è nato in un mondo buio ed è stato riconosciuto e adorato da persone improbabili come re dei Giudei.
Certo per molti, questi magi, questi astrologi potrebbero essere offensivi, o creare imbarazzo, ma dobbiamo ricordare che i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, non li possiamo capire pienamente (Isaia 55:9-10).

Dio spesso sceglie di rivelarsi ai pagani, a volte anche in mezzo alle loro pratiche religiose, per condurli verso la piena verità, per condurli a Cristo e poi di usarli per farlo conoscere agli altri.

In secondo luogo troviamo:
(2) La portata della salvezza di Gesù è universale: Giudei e Gentili.
In questo passo è sottolineato la missione e la salvezza universale di Gesù (cfr. Matteo
8:5-13, 28-34; 15: 21-28).

Dio ha fatto in modo che i Gentili, questi magi vengono ad adorare il Cristo bambino.
Matteo vuole togliere ogni pregiudizio contro i pagani e vuole dimostrare ai suoi discepoli e ai suoi lettori ebrei la missione verso i Gentili, i pagani, il piano missionario di Dio è anche per loro.
Anche il più pagano di pagani può rispondere a Gesù (cfr. Giona 1:13-16; 3: 6-4:1, 10-11).

In terzo luogo questi versetti ci parlano della:
(3) La provvidenza di Dio.
Dio ha guidato i magi con la stella, che è una manifestazione sovrannaturale di Dio.
Inoltre, sulla base del parere che la stella era una manifestazione soprannaturale, non ci sarebbe alcuna indicazione che Dio abbia usato l'astrologia, anche se poteva farlo.
Questo passo non giustifica l’astrologia, gli oroscopi e così via, ma sottolinea la guida provvidenziale di Dio ai magi per condurli fino a Gesù.

Non ci sono coincidenze nei piani di Dio, Dio guida gli uomini secondo i suoi progetti (per esempio Esdra 1:1-2; Proverbi 16:9; 21:1; Geremia 10:23) e non saranno impediti, li realizzerà (per esempio Giobbe 42:2; Salmo 33:10-11; Proverbi 19:21; Daniele 4:34-35)

(4) Gesù è il re.
È evidente in questo passo che Gesù è il re!
In questo passo si vuole sottolineare che Gesù è il vero Messia e non Erode.
Gesù Cristo discende dalla linea regale di Davide, era il Figlio di Davide (Matteo 1:1; 21:1-9; Luca 1:32-33; Romani 1:3).

Gesù Cristo è il re di tutti i re, regnerà sulle nazioni (Daniele 7:13-14; Romani 15:12; 1 Corinzi 15:25; Apocalisse 1:5; 17:14; 19:11-16).

Il suo è anche un regno spirituale (Giovanni 18:36-37; Luca 23:42-43; 2 Timoteo 4:18; Apocalisse 3:20-21)

Egli è re per sempre, il suo regno non avrà mai fine (Daniele 7:13-14; Luca 1:33; Ebrei 1:8; Apocalisse 11:15)

Se Gesù è veramente il nostro Re, dobbiamo allineare il nostro comportamento alla Sua volontà e verità, dobbiamo sottometterci alla Sua autorità e obbedirgli (Salmo 2:10).

Come Re Gesù ha il diritto di essere servito con timore e di gioire in Lui con tremore, cioè gioire nella Sua salvezza e perché gli apparteniamo se siamo veramente Suoi figli senza essere frivoli e irrispettosi!

A Gesù gli dobbiamo rendere omaggio (Salmo 2:11) e onore come a Dio Padre (Giovanni 5:22-23).

Quindi:
(5) Gesù è di natura divina e va adorato.
Molti anni fa, Thomas K. Beecher una volta sostituì il suo famoso fratello, Henry Ward Beecher, presso la Chiesa di Plymouth a Brooklyn, New York. Molti curiosi andarono per ascoltare il famoso predicatore Henry Beecher. Pertanto, quando Thomas Beecher apparve sul pulpito, alcune persone si alzarono e si diressero verso la porta. Intuendo che erano delusi perché stava sostituendo il fratello, Thomas alzò la mano per chiedere silenzio e disse: "Tutti quelli che sono venuti qui stamattina per adorare Henry Ward Beecher possono uscire dalla chiesa; tutti coloro che sono venuti per adorare Dio possono rimanere ".

L'esempio dei leader devoti è utile, ma solo il Salvatore e il Signore è degno della nostra adorazione e devozione.

L’adorazione agli uomini (Atti 14:8-18) e agli angeli (Colossesi 2:18; Apocalisse 19:9-10; 22:8-9) non è contemplata nella Bibbia, anzi è scritto che bisogna adorare solo Dio (Matteo 4:9-10).

Ma noi vediamo che Gesù non solo è invocato, pregato nella Bibbia (Atti 7:59-60; 9:14; 1 Corinzi 1:2), ma è anche adorato (Matteo 14:33; 28:8-9,16-17; Luca 24:52; Giovanni 9:35-38; Ebrei 1:6, 2 Pietro 3:18), adorato insieme a Dio Padre (Apocalisse 5:8-14), questo dimostra che Lui è di natura divina!
Quindi adorare Gesù non è peccato!