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Romani 8:33-34: Dio giustifica gli eletti.

Romani 8:33-34: Dio giustifica gli eletti.
“Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi”.

Alla domanda su chi accuserà gli eletti di Dio, cioè i credenti, coloro che Dio ha scelto per far parte del Suo popolo, la risposta implicita è: “Nessuno”, perché Dio li giustifica. La giustificazione è l’opposto della condanna (Romani 5:18; Romani 8:34), entrambi sono verdetti di un giudice che giudica l’accusato considerandolo colpevole, o non colpevole. 
La giustificazione ci attribuisce, o concede uno stato di giusto davanti a Dio. Per giustificazione s’intende che il Dio giusto dichiara giusto il peccatore che ha fede in Gesù Cristo (Romani 4:23-25). Si tratta, perciò di un atto legale di Dio, per cui Egli dichiara il peccatore che crede, giusto sulla base del sangue e dei meriti di Cristo. 
La giustificazione è l’opera esclusivamente di Dio mediante la quale assolve i peccatori, che sono colpevoli, per il sacrificio di Cristo che non ha commesso nessun peccato e che non aveva nessuna colpa. Tramite la giustificazione siamo messi nella posizione giusta nei confronti di Dio. 

Nella giustificazione c’è una remissione dei peccati.
Gesù, morendo per i nostri peccati, li ha rimossi.  (Atti 13:38-39; Romani 4:6-7; 2 Corinzi 5:19). La dottrina della giustificazione significa che Dio ha pronunciato il verdetto di assoluzione del credente nel presente, prima del giudizio finale, cioè il vero credente può essere sicuro che sarà salvato dal giudizio finale di Dio! (Romani 5:9-11; 8:1-3,28-34).
Nella giustificazione c’è una riabilitazione.
Il peccatore non ha solo i peccati, ma è separato e anche sotto il giudizio di Dio (Giovanni 3:36; Romani 1:18; 5:9). Giustificato, il peccatore diventa amico di Dio (2 Cronache 20:7; Isaia 41:8; Giacomo 2:23). 
Nella giustificazione c’è un'imputazione della giustizia di Cristo. 
Dal momento che la giustificazione è quella giusta posizione davanti la legge di Dio, il peccatore non solo deve essere perdonato per i suoi peccati passati, ma anche rivestito con una giustizia prima di poter avere comunione con Dio. 
Questa esigenza è fornita tramite l’imputazione, o l’accreditamento della giustizia di Cristo al credente. Nella giustificazione, perciò, c’è il conferimento della giustizia alla persona che crede, Dio imputa, cioè riveste il credente della giustizia del Figlio, che ha osservato tutta la legge di Dio in modo perfetto (2 Corinzi 5:21; Ebrei 4:15). Quindi la giustizia non è nostra, ma di Cristo. 
Visto, che l’uomo ha peccato, aveva bisogno di ricevere la giustizia di Dio per entrare in comunione con Lui. (Salmi 32:2; Isaia 61:10; Romani 1:17; 3:21-22; 4:6; 5:19; 1 Corinzi 1:30; 2 Corinzi 5:21). 
Il cuore del Vangelo è: Dio dichiara giusta o giusto non sulla base della nostra attuale condizione di giustizia, o di santità (siamo peccatori), ma sulla base della perfetta giustizia di Cristo!
Ringraziamo Dio per il Suo dono ineffabile: Gesù Cristo mediante il quale possiamo essere giustificati da Dio!


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