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Giovanni 11:25-26: Gesù è la resurrezione e la vita.

Giovanni 11:25-26: Gesù è la resurrezione e la vita.
"Gesù le disse: 'Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?'". 

Queste parole sono dette da Gesù a Marta in occasione della morte di Lazzaro. Questa dichiarazione contiene la quinta dei sette diversi detti “Io sono” con un predicato in questo Vangelo (Giovanni 6:35;48,51; 8:12; 10:7,9,11,14; 14:6; 15:1,5). Questa dichiarazione esprime la stessa verità in un modo paradossale, il primo dal punto di vista che il credente che muore in realtà vivrà, avrà la vita eterna e il secondo punto di vista chi vive nella fede non morirà mai. Dunque ogni credente in Gesù nella vita come nella morte, partecipa alla risurrezione e alla vita che è di Gesù e che Gesù gli comunica.

Perciò questo versetto implica tre verità:
a) Gesù è la resurrezione e la vita, il Padre gli ha dato di avere vita in se stesso e di far risorgere alla vita chiunque Egli voglia (Giovanni 5:21,26).
Gesù è il Signore della vita! (Giovanni 1:4).
b) Coloro i quali credono in Gesù, anche se muoiono (come Lazzaro vv.17-21) vivranno.
Gesù li risusciterà all’ultimo giorno e la resurrezione di Lazzaro sarebbe stata un preannuncio, o un simbolo concreto della resurrezione finale a vita eterna che dimostra il potere vivificante di Gesù (1 Corinzi 15:51-56; 1 Tessalonicesi 4:13-17; Giovanni 5:28-29; Daniele 12:1-2).
c) Coloro i quali vivono e credono in Gesù non moriranno mai.
Questo significa che i credenti anche se muoiono andranno con il Signore per vivere sempre con Lui (Giovanni 14:1-2; Apocalisse 21:3-4) e non morranno mai in eterno. Ma letteralmente alcuni non vedranno la morte al ritorno di Gesù (1 Tessalonicesi 4:17). Con queste affermazioni Gesù dichiara di essere al centro della resurrezione e della vita eterna.
La morte fisica non deve fare paura ai credenti, i credenti passano attraverso la porta che noi chiamiamo “morte fisica”, ma non moriranno nel senso più pieno. La morte per loro non è che la porta verso la vita eterna e la comunione con Dio (cfr. Luca 24:39-43; 2 Corinzi 5:6,8; Filippesi 1:23).
In realtà, la vita di un credente è di qualità tale che non potrà mai morire spiritualmente; ha la vita eterna (Giovanni 3:16; 5:24; 10:28), e la fine della vita fisica è solo un dormire per il suo corpo fino alla resurrezione (1 Tessalonicesi 4:13-17). Dunque Gesù è il Signore della vita che trionfa sulla morte (1 Corinzi 15:55) e il credente con Lui.  Gesù chiede a Marta se crede in questa dichiarazione, cioè a ciò che Egli dice di se stesso e quindi credere “in lui”.
Una cosa è sentire, ragionare e discutere su questa dichiarazione e quindi su Gesù, un'altra cosa è credere, abbracciare e avere fiducia in questa dichiarazione e in Gesù. Credere è ricevere, avere, godere la realtà e la potenza di questa dichiarazione e in Gesù con tutto quello che comporta, che trova in essa la gioia, il conforto, la pace e la speranza.
E tu credi in questa dichiarazione e in Gesù?

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