giovedì 19 novembre 2015

Malachia 1:10: La disapprovazione di Dio per la religione superficiale.

Malachia 1:10: La disapprovazione di Dio per la religione superficiale.
“’Ci fosse almeno qualcuno di voi che chiudesse le porte! Così non accendereste invano il fuoco sul mio altare! Io non prendo alcun piacere in voi’, dice il SIGNORE degli eserciti, «e non gradisco le offerte delle vostre mani”.

Le porte a cui si riferisce ilprofeta sono le porte all’interno del tempio dove si offrivano i sacrifici degli animali a Dio. Il Signore attraverso il profeta dice che è meglio chiudere le porte così da impedire la vana e ipocrita offerta dei sacrifici, è meglio cessare ogni forma di sacrifici che presentare offerte ipocrite. 
Noi in questo versetto vediamo due verità importanti.

(1) Dio non prende alcun piacere in coloro che non lo onorano Dio.
Oggi certe chiese sembrano più dei club che dei posti dove si adora e si serve Dio!
Meglio chiudere la chiesa se c’è un’adorazione ipocrita, meglio chiudere la chiesa se c’è un’ubbidienza parziale, meglio chiudere la chiesa se non diamo il meglio di noi stessi a Dio. Dio non solo non è onorato, ma quelli che si avvicinano saranno sviati, impareranno a essere ipocriti come noi (Malachia 2:7-8; Matteo 23:15).
(2) Dio non gradisce il culto se non è secondo la Sua volontà. (cfr. Geremia 14:12; Ezechiele 20:40- 41; 43:27; Osea 8:13 )
Questo passaggio ci fa capire che non possiamo offrire un culto a Dio a modo nostro! Dio non lo accetterà. Dio mette in paragone la religiosità dei Giudei con quella fra le nazioni! (v.11). Non si capisce bene di chi sta parlando, il profeta, se di proseliti Gentili (Sofonia 2:11; 3:9), se di Giudei nella diaspora, ma comunque per il nome grande del Signore, in ogni luogo si offrono preghiere (cfr. Apocalisse 5:8; Ebrei 13:15-16) e fanno offerte pure, tranne che a Gerusalemme!!!
Dal contesto vediamo a chi si riferisce il Signore e anche il motivo, si riferisce ai sacerdoti.
I sacerdoti non onoravano e temevano Dio, non erano obbedienti in modo completo (vv.6-8).
I sacerdoti offrivano gli animali, ma non secondo come voleva il Signore. Secondo la legge di Mosè si dovevano sacrificare animali per il peccato, in questo erano obbedienti, ma era un’obbedienza parziale perché non offrivano animali sani e perfetti (Levitico 22:20–23; Deuteronomio 15:21).
Se noi non obbediamo a Dio al 100% significa che non lo stiamo onorando, temendo! Siamo chiamati a obbedire a Dio scrupolosamente (Giosuè 22:3-5; Luca 6:46).
Il rimprovero di Dio è come un ammonimento per i credenti di oggi, a non essere superficiali nel pensare di ubbidire al Signore in modo superficiale, o addirittura di non ubbidirlo proprio!           
I sacerdoti non offrivano il meglio degli animali disprezzando così il Signore! (vv.6-8,12,14).
Quando non diamo il meglio di noi stessi a Dio, lo stiamo disprezzando!!!!!
La parola “disprezzare” (bāzāh) significa elevare altamente e sdegnosamente la testa, implica svalutare qualcuno, vederlo come insignificante, quindi i sacerdoti non davano il giusto valore a Dio non dandogli il meglio! 
Per te Dio è importante? Allora dai il meglio della tua vita!!
I sacerdoti non davano il meglio, davano solo lo scarto degli animali!
Che cosa stai offrendo tu al Signore? Quanto tempo offri nel culto personale al Signore? Quanto tempo dedichi al Signore nel servirlo? Quanto di te stesso hai dato a Dio? Dio vuole il tuo cuore!!! (Matteo 15:8-9).