venerdì 13 novembre 2015

Abdia 3: I pericoli dell’orgoglio.

Abdia 3: I pericoli dell’orgoglio.
“L’orgoglio del tuo cuore ti ha ingannato”.

Queste parole sono dirette dal profeta alla nazione di Edom. Nei vv.3-4 vediamo che il Signore giudicherà Edom (cfr.v.15).
L’orgoglio (zādhôn)si riferisce all’arroganza, alla presunzione, a colui che confida in se stesso, all’autosufficienza.
Il libro dei proverbi descrive gli aspetti negativi dell’orgoglio (Proverbi 11:2; 13:10; 21:24).
Nei tempi antichi l’altezza aveva un vantaggio militare importante. 

La posizione geografica di Edom sulle montagne, gli dava un senso d’inespugnabilità militare, invincibilità, autosufficienza.

Le città di Edom erano situate in un aspro terreno montuoso, e per questo motivo erano impenetrabili, erano circondate da profonde gole che scendevano a strapiombo da picchi di 1700 metri, e la rendevano una fortezza naturale. Era proprio questo che rendevano gli edomiti orgogliosi, arroganti, presuntuosi, invincibili, infatti pensavano: “Chi potrà farmi precipitare a terra?” (v.4). Il Signore per bocca del profeta ammonisce Edom dicendo: “’Anche se tu facessi il tuo nido in alto come l’aquila, anche se tu lo mettessi fra le stelle, io ti farò precipitare di lassù’, dice il Signore” (v.4).
Per un uomo, o per un esercito potente poteva essere difficile espugnare Edom, nessuno poteva vincere Edom, ma non per Dio! 
Dato che il potere del Signore è illimitato, non importa quanto in alto si stabilisce e possa essere ben difesa, Edom cadrà dalle sue altezze!
Non c’è niente d’impossibile al Dio Sovrano e Maestoso! (Salmo 68:34).
Nessuno può sfuggire dal Signore guerriero (Esodo 15:3; Salmo 24:8).
Gli individui e le nazioni devono guardarsi dai pericoli dell'orgoglio, che spesso crea l'illusione di sicurezza e autosufficienza. 
L’orgoglio distorce la realtà e non fa capire la verità, l’orgoglio inganna se stessi! 
Tutti noi non dobbiamo dimenticare la verità della nostra fragilità e vulnerabilità davanti a Dio.
Noi tutti dobbiamo fare i conti con Dio!
Ogni persona è responsabile delle proprie azioni, e ogni persona è alla portata di mano della disciplina del Signore. 
L’orgoglio, l’arroganza non sfugge alla punizione di Dio (cfr. 2 Cronache 26:16; Isaia 10:12-19; Geremia 50:29-32; Daniele 5:20).
Dio resiste ai superbi e fa grazia agli umili (Salmo 34:18; 51:17; Giacomo 4:6; 1 Pietro 5:5-6).
Dio è implacabile contro i superbi e i superbi non possono resistere a Dio! (Salmo 18:27; 138:6; Isaia 2:12; 10:12; Geremia 50:31-32; Sofonia 3:11-12).
Dio abbassa chi s’innalza e innalza chi si abbassa (Matteo 23:12; Luca 18:14), per questo motivo siamo chiamati a umiliarci davanti a Lui confidando in Lui e non in noi stessi.
Quindi come diceva Agostino: “ Se costruisci su di te il tuo edificio sarà una semplice rovina”.