lunedì 5 ottobre 2015

La provvidenza di Dio e il male.

La provvidenza di Dio e il male.
Il problema del male è probabilmente il problema più difficile in tutta la teologia.
Molte volte i cristiani non sanno che dire davanti le tragedie, gli atti terroristici, le malattie, eccetera.

Quando si parla del male si intende due cose: il male nel senso morale, riguardo il peccato e il male nel senso fisico o naturale (sofferenze dovute alle tragedie come: terremoti, alluvioni, atti terroristici, malattie, ecc.).

Alcuni pensando alla presenza del male negli uomini e nella loro storia si sono chiesti: “Se niente sfugge al controllo di Dio, come si spiega il fatto che il male sussista? E come addirittura il male contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di Dio? Perché ci sono bambini che nascono con delle malformazioni? Perché esiste un’ingiustizia sociale? Perché ci sono le guerre?”

Ma la perplessità non è solo per il male in sé, ma per l’intensità, l’atrocità e il livello alto del male.

E allora alcuni hanno affermato: “ Se Dio è onnipotente, è in grado di distruggere il male. 
Se Dio è buono, evita il male. Ma il male esiste. Conclusione: o Dio non è onnipotente, o Dio non è buono!”
Questo è un giudizio frettoloso.
La provvidenza di Dio racchiude anche il controllo del male. 


C’è anche un’altra serie di domande: “Perché Dio non creò l’uomo in modo tale che non potesse peccare? Perché Dio ha decretato il male, o perché il male fa parte del piano di Dio? Perché esiste il male? Perché Dio non toglie il male?”
Cercheremo di dare alcune risposte, consapevole che forse non saranno esaustive.

La prima risposta di questa serie di domande è:
I PERCHÉ DIO È IL NOSTRO SIGNORE CREATORE E FA QUELLO CHE VUOLE E NON DEVE DARE CONTO A NESSUNO.
In Apocalisse 4:11 è scritto: “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono”.
A Dio aspetta la gloria, l’onore e la potenza, quindi il potere, perché ha creato ogni cosa!
Dio è il creatore e il Signore, noi non dobbiamo dimenticare questo fatto importante! 

Signore indica:
A) Proprietà. 
La parola ebraica per “Signore” ('Adon) e le due parole greche: Kyrios e despotes, usate per Dio, implicano che tutto è di sua proprietà: la terra, il cielo, l'argento, l'oro e, soprattutto, i cristiani stessi (Deuteronomio 10:14; Esodo 19:5; Giobbe 41:11). 

Nel Salmo 24:1-2 è scritto: “Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.  Poich'egli l'ha fondata sui mari, e l'ha stabilita sui fiumi”.

Signore implica:
B) Autorità. 
In Giuda 25 leggiamo: “Al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen”.

Principalmente “autorità” (exousia) denota la possibilità assoluta di azione che è propria solo di Dio come fonte di ogni potere e della legalità.
“Autorità” si riferisce alla libertà d'azione di Dio come Creatore, alla sua sovranità e alla Signoria, il suo diritto e il potere di governare.

Quindi l’autorità è la facoltà legittima di esercitare un pubblico potere!
Dio ha il diritto assoluto in quanto è il nostro creatore, ha dato delle leggi che vuole che rispettiamo e ha  un diritto assoluto di imporre la sua volontà su tutte le sue creature secondo il Suo carattere e i Suoi piani.             

Signore implica:
C) Controllo. 
Nel Salmo 103:19 è scritto: “Il SIGNORE ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo dominio si estende su tutto”.
Dio è padrone del suo universo e ne ha l’assoluto controllo e governo.
       
Quindi quando parliamo di sovranità significa che Dio agisce come vuole e fa tutto ciò che gli piace (Daniele 4:34-35; Salmo 115:3) e ha tutto il diritto di fare tutto ciò che 
vuole e di usare tutti i mezzi che vuole per realizzare i Suoi piani. 
Perciò Dio può sradicare il male, ma non è obbligato a farlo e poi se lo facesse   indicherebbe che è insensato, imperfetto e mutabile in quanto lui ha decretato anche il  male benché lui non è l’autore del male.
Dio è libero di usare ogni mezzo a sua disposizione per governare il suo universo.
Pertanto non lo possiamo contestare, o criticare!
Dio è il nostro vasaio e noi siamo i Suoi vasi ed ha il diritto di fare ciò che vuole senza dare conto a nessuno! (Isaia 29:16; 45:9; Romani 9:20—21).  
Quindi noi siamo chiamati a fare silenzio davanti a Lui! 

La seconda risposta al perché Dio non creò l’uomo in modo tale che non potesse peccare e perché il male fa parte del piano di Dio e perché Dio non toglie il male è:
II PERCHÈ DIO È UNA REALTÀ DIVERSA DALLA NOSTRA. 
Dio è trascendente, vale a dire al di sopra, al di là di questa creazione e delle nostre facoltà intellettive! 

Dio è infinito, l’Altissimo e noi siamo terreni, esseri finiti, limitati, perciò abbiamo una ragione che non è in grado di capire pienamente le buone ragioni di Dio come perché ha decretato il male e come ancora non lo toglie!
James E. Means scrive: “ Non siamo in grado di capire la complessità e l’inesauribile ricchezza dei suoi piani più di quanto un topo sia in grado di capire la tecnologia dei computer. Non c’è sforzo razionale in grado di farci abbracciare con lo sguardo tutta l’estensione e la molteplicità delle vie di Dio”.      

Non dobbiamo chiedere nemmeno spiegazioni a Dio del perché ci accadono certe cose come fece Giobbe.
Giobbe nella sua sofferenza voleva parlare con Dio faccia a faccia per chiedere spiegazioni riguardo la sua sofferenza (Giobbe 23:1-7; 31:35-37).

Ma quando Dio si rivela a Giobbe gli fa delle domande riguardo la Sua mente e la Sua attività a cui Giobbe non è in grado di rispondere, domande che servono per far capire a 
Giobbe che Dio è maestoso e che l’uomo è limitato, perciò l’uomo non può dibattere con Dio!

Quindi Dio chiede a Giobbe dove era lui quando creò la terra e fissò le dimensioni, quando Dio separò il cielo dalle acque e fece apparire la terra asciutta (Giobbe 38:8-11). 
Dio chiede a Giobbe se fosse in grado di far sorgere il sole (Giobbe 38:12-13) e se fosse in grado di fare dei bei paesaggi (Giobbe 38:12-15).

E ancora se Giobbe fosse stato nelle profondità del mare, o ai confini della terra. Se conoscesse dove il sole si sofferma in modo che lo può fare sorgere ogni mattina e prendere al suo posto di riposo ogni sera (Giobbe 38:16-21).

Dio chiede a Giobbe se sapesse come funzionano gli agenti atmosferici (Giobbe 38:22-24).
Chi è che fa la neve, grandine, vento, pioggia e fulmini (Giobbe 38:25-30).
Se Giobbe può controllare le stelle (Giobbe 38:31-33).
Se può inviare inondazioni, o siccità (Giobbe 38:34-38).
Alla fine Giobbe disse al Signore: “ Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno. Chi è colui che senza intelligenza offusca il tuo disegno? Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco. Ti prego, ascoltami, e io parlerò; ti farò delle domande e tu insegnami!  Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l'occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere”  (Giobbe 42:2-6).

L’uomo è limitato e non può dibattere con Dio!
Dio ha una logica diversa dalla nostra, ha una logica divina!
Isaia 55:8-9 dice: “’Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie’, dice il SIGNORE. ‘Come i cieli sono alti al di sopra della terra,così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri’”.

Edward J. Young scriveva:”Ciò implica che quanto i cieli sovrastano la terra così da non poter essere misurati dall’uomo, tanto le vie e i pensieri di Dio sovrastano quelli dell’uomo al punto di non poter essere afferrati nella loro pienezza. In altri termini, le vie e i pensieri di Dio risultano incomprensibili all’uomo”.

Una terza risposta perché Dio non creò l’uomo in modo tale che non potesse peccare e perché il male fa parte del piano di Dio e perché Dio non toglie il male è:
III PERCHÈ DIO HA UNA BUONA RAGIONE PERCHÈ IL MALE ESISTE.
A) Il male è come un accompagnamento necessario per la creazione dell’ umanità.
(1) L’uomo doveva avere queste caratteristiche secondo i progetti che aveva Dio a della creazione.
Dio non poteva fare, secondo la sua saggezza e perfezione, un essere umano diverso da quello che era Adamo e quindi di conseguenza a quello che siamo noi!

Adamo ed Eva non potevano essere genuinamente umani senza il libero arbitrio, inteso come una volontà neutra di scegliere il bene, o il male. 
Giovanni Calvino parlando che Adamo possedeva un libero arbitrio prima della caduta dice: ”Adamo se avesse voluto, avrebbe potuto rimanere in piedi, dato che è caduto per volontà propria. Ma la sua volontà era orientabile verso il bene e verso il male e non gli era data costanza di perseverare; perciò cadde subito e così facilmente. Tuttavia egli ha potuto scegliere tra il bene e il male; non solo, ma vi era una integrità perfetta tanto nella sua intelligenza quanto nella sua volontà. E anzi, tutte le parti dell’organismo erano inclini e pronte a obbedire fino a quando, perdendosi e rovinandosi, egli ha corrotto tutti i suoi beni”.
  
Se Dio doveva prevenire il male, come dice qualcuno, doveva fare l’essere umano diverso, ma non l’ha fatto perché questo tipo di essere umano con il comportamento e conseguenze facevano parte del suo decreto secondo i suoi scopi.

Dio ha creato in modo tale che il bene del suo mondo poteva essere pervertito nel male. 

Il perché Dio non abbia impedito di peccare ad Adamo ed Eva non lo possiamo sapere con certezza.

Giovanni Calvino scriveva: “Infatti non c’era ragione perché Dio fosse costretto a creare l’uomo tale da non poter o non voler in alcun modo peccare. È vero che in tal modo la sua natura sarebbe risultata più eccellente, ma è irragionevole lamentarsi e criticare Dio come se Egli fosse stato tenuto a dotare l’uomo di questa virtù: se avesse voluto avrebbe potuto dargli ancora meno. Perché Dio non l’ha sostenuto affinché perseverasse, è un fatto nascosto nel suo segreto consiglio e il nostro dovere è di essere sobri”.

(2) Non è possibile che questo mondo, noi, fossimo assolutamente buoni, se fosse stato così, saremmo divini.
Dio non ha dato tutto all’uomo.
Chiedere a Dio una creazione assolutamente buona è chiedere a Dio di più di quello che può ragionevolmente dare. È chiedere che Egli crei un altro dio!!
L'intero problema del male nel mondo è necessario per farci capire i nostri limiti e imperfezione davanti all’illimitatezza e perfezione di Dio.

Una seconda buona ragione è:
B) Dio ha decretato il male perché il male è il modo migliore per raggiungere i suoi scopi.
(1) Noi vediamo nella Scrittura che Dio ha usato il male per trarne il bene.
Dio non avrebbe decretato il male se da esso non venisse il bene!
In questo senso il male è necessario affinché ne venga fuori il bene!
Questo è confermato dal fatto che Dio ha convertito il peccato dei fratelli di Giuseppe in bene, cioè nel salvare il popolo di Israele dalla carestia (Genesi 50:18-21).

Dio ha usato il peccato di omicidio dei capi religiosi e di Pilato, questi hanno inchiodato Gesù per salvare gli eletti (Atti 2:23; 4:27-28).

Ci sono diversi passi che parlano che Dio prova i suoi servi per farli crescere, o per disciplinarli (Romani 8:28; Giacomo 1:3-4; 1 Pietro 1:7; Ebrei 12:7-11).

La sofferenza, può essere uno strumento per sperimentare la potenza di Dio come nel caso del cieco nato oppure della morte e della risurrezione di Lazzaro (Giovanni 9:3; 11:40,45).

(2) Lo scopo di Dio è rivelare la Sua maestà, i suoi gloriosi attributi al fine di glorificare se stesso.
Senza il male noi non potevamo conoscere la Sua santità, giustizia, ira e grazia.
Quindi tramite il male noi possiamo conoscere la natura di Dio, il male  ci porta a considerare la Sua gloria e quindi in questo modo noi possiamo glorificarlo. 

(3) Lo scopo di Dio è che noi possiamo conoscere Gesù Cristo.
Tutto è stato creato con un occhio a Cristo, alla sua morte, risurrezione, ascensione e ritorno per essere riconosciuto come Signore (Efesini 1:7-10; Colossesi 1:19-20).
          
Questo ci porta a considerare che: 
C) Il male va rivalutato.
Dobbiamo rivalutare ciò che costituisce il bene e il male.
Siamo inclini a identificare bene con tutto ciò per noi è piacevole e il male con ciò che è personalmente spiacevole, sgradevole, o inquietante, sbagliato, ma la Bibbia vede le cose in modo leggermente diverso. 
Noi dobbiamo considerare tre aspetti importanti riguardo il fatto che il male deve essere rivalutato: dobbiamo considerare la dimensione divina, la dimensione del tempo, la dimensione della portata del male.
(1) In primo luogo dobbiamo considerare la dimensione divina. 
In  Romani 8:28-29 è scritto: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli”.

a) Bene (agathos) è beneficio, vantaggio, utilità ed è in riferimento al piano di Dio.
Helmut Thielicke diceva:” Niente potrà toccarmi che non sia passato al suo esame   cosicché ciò che mi tocca servirà al mio vero bene”.

Il bene in questo senso secondo il piano di Dio è che noi siamo a immagine di Gesù, sia riguardo il carattere e riguardo la glorificazione in cielo ed avere un corpo simile a Gesù.  
Quindi il bene non è che tutto sia piacevole, senza sofferenza, ma a che fare con l’essere come Cristo, questo è il piano di Dio.
Perciò il beneficio non va visto nel tempo breve, ma a lungo raggio.
Dobbiamo vedere il bene finale.
Alcuni pensano che Dio non è buono perché c’è molto dolore nel mondo, ma la bontà di Dio è una bontà ultima, non una bontà che soddisfi in ogni occasione la nostra mente finita, limitata!

Perciò non lo accusiamo nei momenti più tragici della nostra vita, quando abbiamo l’impressione che Dio ci abbia abbandonati, in realtà sta guidando la nostra storia secondo la sua storia, secondo i suoi scopi e lo fa perché ci ama!

Spurgeon affermava:”Il Signore fa cadere i suoi santi proprio al centro del fuoco ardente e lo fa-tenetelo ben presente- perché sono i suoi figli teneramente amati”.

Nel considerare la dimensione divina:
b) Dobbiamo anche notare che Dio è superiore a noi in conoscenza e saggezza. 
Ci sono delle cose che i nostri figli piccoli non capiscono quando gli è lo diciamo, tipo: “Troppe caramelle fanno male”.
Quando i genitori danno dei consigli su cosa fare, o non fare, i figli quando sono piccoli a volte non capiscono, ma una volta diventati adulti comprendono.
Perché avviene questo?
Perché formuliamo giudizi in base alla conoscenza ed esperienza che abbiamo.
Così noi davanti a Dio formuliamo giudizi incompleti perché abbiamo una conoscenza incompleta delle cose come i nostri figli; Dio invece ha una conoscenza e sapienza infinita pertanto sa qual è il bene, pertanto giudica le cose in modo diverso.

Nel considerare la dimensione divina:
c) Dobbiamo sapere che in alcuni casi il male si verifica come un giudizio di Dio, la manifestazione della sua ira.
(Giudizio Deuteronomio 7:10; Giobbe 38:1,12-15; Salmo 1:4-6; 11:6; 34:16,21; 89:30-32; 94:23; 119:118-119; Isaia 1:28; 9:13-19; Geremia 23:19; 48:11-12; Ezechiele 11:21; 22:31; Sofonia 3:1-2,7; Malachia 4:1, 3; Matteo 23:33; Giovanni 3:18-20; Atti 3:22-23; Romani 1:18; 1 Pietro 4:17-18).

L’ira di Dio è menzionata tantissime volte nella Scritture (per esempio Salmo 2:5,12; 76:6-7; Isaia 9:18; Giovanni 3:36; Romani 1:18).
L’ira di Dio è la manifestazione della santità dell’odio di Dio nei confronti del peccato e della Sua giustizia che punisce il peccato.

Ma dobbiamo stare attenti a non associare sempre le malattie, o tragedie al peccato, come fecero gli amici di Giobbe che attribuivano erroneamente le sue disgrazie ai suoi peccati (Giobbe 22).
Oppure il cieco nato che fu guarito; i discepoli gli chiesero se la cecità era dovuta ai suoi peccati, o a quelli dei genitori, Gesù gli disse che quella sofferenza non era dovuta a peccati specifici, infatti lo scopo di quella sofferenza, era che quell’uomo sperimentasse la potenza guaritrice di Dio fossero (Giovanni 9:3).
Perciò non è saggio attribuire le disgrazie, o una malattia al giudizio di Dio automaticamente per un peccato specifico. 

Dopo questa precisazione, dobbiamo notare che ci sono casi di peccato che hanno di conseguenza risultati rovinosi sul singolo peccatore, o sulla nazione dovuti al giudizio di Dio.       

A livello individuale possiamo fare alcuni esempi.
Ricordiamo che Caino fu maledetto, scacciato dal posto dove uccise il fratello, il suolo che avrebbe coltivato non avrebbe prodotto e sarebbe stato vagabondo e fuggiasco sulla terra (Genesi 4:11-12).

Ricordiamo Core, Datan e Abiram che si ribellarono a Mosè servo di Dio e furono ingoiati dalla terra (Numeri 16:1-3,33-35).

Ricordiamo i figli di Eli, sacerdoti che Dio fece morire perché che si univano con le donne che servivano all’ingresso della tenda di convegno (1 Samuele 2:22-34).

Ricordiamo Saul che fu rigettato dal Signore come re perché aveva disubbidito al Suo ordine di sterminare ogni cosa degli Amalechiti, infatti, risparmiò gli animali  e se li portò con sé ( 1 Samuele 15:24; cfr. 2 Samuele  6:7; 1 Re 13:4; 22:38; 2 Re 5:27; 9:35; Daniele 4:31; 5:30; Luca 1:20; Atti  5:1-10; 12:23; 13:11).

A livello generale vediamo alcuni esempi.
Ricordiamo il vecchio mondo con il diluvio ( Genesi 6:7-17).
Sodoma e Gomorra (Genesi 19:24). 
L’ Egitto con le piaghe (Esodo 9:14). 
Israele consumato nel deserto, o più tardi con le pestilenze, fame e spada (Numeri 14:29,35; 21:6; Deuteronomio 28:21,22; Amos 4:7-10; Geremia 19:7) e quindi deportati in esilio a Babilonia (Deuteronomio  28:41; Ezechiele 39:23).
La gente di Ashdod colpiti con le emorroidi (1 Samuele 5:6).
La gente di Bet-Semes colpiti dal Signore a morte perché guardarono dentro l’arca (1 Samuele 6:19). 

Il male in relazione al giudizio di Dio non è da considerarsi un difetto, ma come espressione della coerenza di Dio per la Sua santità e giustizia.
Dio essendo un giudice perfetto dà agli uomini ciò che meritano!  (Genesi 18:25; Ebrei 12:23; Matteo 16:27; Apocalisse 20:12-13).

L’indifferenza morale sarebbe un’imperfezione in Dio e il non giudicare gli uomini sarebbe proprio un’indifferenza morale!
James I. Packer afferma: “La prova ultima che Dio è un essere morale perfetto, non indifferente alle questioni relative al bene e al male, è il fatto che Egli si è impegnato a giudicare il mondo”. 
In questo modo Dio rivela il Suo carattere morale e impartisce all’uomo un significato morale!
Dio c’indica che noi dobbiamo cercare la santità, l’obbedienza perché per Dio il peccato è una cosa seria!

Il giudizio glorifica il Suo nome, tramite il giudizio Dio manifesta la Sua potenza, santità, giustizia (Ezchiele 38:22-23; Salmo 9:16).
Dio è giusto (Salmo 71:14-18; 92:15; e quindi governa con giustizia, perciò non è  l’autore del male morale (Giobbe 34:10; Giacomo 1:13). 

Il giudizio di Dio avviene anche nel caso che Dio abbandona nei loro peccati, coloro che  soffocano la Sua verità con l’ingiustizia! (Romani 1:18-32).  

Nel considerare la dimensione divina:
d) Dobbiamo ricordare che Dio c’istruisce tramite la sofferenza. 
La sofferenza è un richiamo di Dio per gli uomini, è istruttiva. 
C.S.Lewis scriveva: “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nelle nostre coscienze, ma grida
nelle nostre sofferenze; il dolore è il Suo megafono per svegliare un mondo sordo.”
Possiamo fare due esempi:
• Tramite la sofferenza Dio ha fatto capire a Israele che dipendeva da lui (Deuteronomioo 8:2-3).

• Tramite la sofferenza Dio fa capire la sua volontà (Salmo 119:71; Isaia 26:9;  Michea 6:9).        

Nel rivalutare ciò che costituisce il bene e il male:
2) In secondo luogo dobbiamo considerare la dimensione del tempo.
Nel considerare il male dobbiamo vedere le cose a lunga scadenza.
Il dolore del trapano di un dentista, o la sofferenza per una malattia non sarà per sempre ed è poca cosa a quello che sarà in cielo o in vista di cosa sarà l’eternità!
In Romani 8:17-18 leggiamo: “Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.  Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo”. 

“Ritiene” ( logizomai) si riferisce a un calcolo matematico, e figurativamente indica raggiungere a una conclusione dopo uno studio o un ragionamento accurato.
Come saremo glorificati con Lui, così soffriamo con Lui, ma se noi guardiamo alla gloria che sarà in cielo con Gesù, allora le sofferenze diventano piccole!
Paolo dice: “ Facciamoci un po’ di calcoli, qui soffriamo per la fede siamo perseguitati, ma che cosa è la sofferenza in paragone a dove andremo e a quello  che saremo?” 
           
Paolo ha sofferto tanto e in modo atroce per il Vangelo, ma cosa lo spingeva a ritenerle leggere e momentanee?........ La gloria in cielo!  (2 Corinzi 4:16-17).
Quando mettiamo le sofferenze a paragone con la gloria eterna, esse si rimpiccioliscono, fino a diventare insignificanti!    

Nel rivalutare ciò che costituisce il bene e il male:
(3) In terzo luogo dobbiamo considerare la dimensione della portata del male. 
Noi tendiamo a essere molto individualisti nella nostra valutazione del bene e del male, ma questo è un mondo vasto e complesso, Dio non si prende cura solo di te, ma anche degli altri.
Metti il caso che devi fare un pic-nic in famiglia in campagna, ma quel giorno comincia a piovere e sembra un male per te, ma è un bene per gli agricoltori e in definitiva per un numero maggiore di persone che dipendono da quelle colture.  
Dio vede in modo più ampio di noi. 
Per esempio la sofferenza di Gesù è stata in vista di qualcosa di più ampio.

La Bibbia ci dice che:
a) Il male in generale è la conseguenza di un peccato generale.
A causa del peccato di Adamo l’intera razza umana è caduta in uno stato di peccato.
A causa di quel peccato c’è stato un cambiamento radicale nell’universo.
La morte è passata su tutta l'umanità (Genesi 2:17; 3:2-3,19). 

Dio ha pronunciato una maledizione sul genere umano: la sofferenza della donna nella gravidanza (Genesi 3:16); l’uomo capo della donna (Genesi 3:16); il lavoro faticoso (Genesi 3:17); spine e rovi (Genesi 3:18), questi sono solo un esempio degli effetti concreti sulla creazione. 
Paolo in Romani 8, dice che tutta la creazione geme ed è in travaglio ( Romani 8:18-22) e questo sarà fino a quando Gesù non ritornerà e farà nuovi cieli e nuova terra, e ci libererà da questa situazione.

Quindi secondo le Scritture il male morale è venuto prima e poi il male nel senso di sofferenza, quindi la sofferenza è una conseguenza del peccato dell’uomo (Genesi 3:17-19; cfr. Romani 6:23).
Quindi il male è la conseguenza del male del peccato dell’uomo e continua ancora sempre per il peccato dell’uomo, infatti, l’uomo è schiavo del peccato (Giovanni 8:34; Romani 8:6-8).

Il male è conseguenza della corruzione, del peccato del genere umano, per esempio dell’egoismo di alcuni politici, dirigenti, o professionisti in vari campi che non fanno bene il loro lavoro, o che sono irresponsabili per il loro egoismo. 
Quindi gran parte del dolore e dell'infelicità degli esseri umani è il risultato del male strutturale all'interno della società.

Ma prima della caduta di Adamo, era tutto buono (Genesi 1:26-27,31; Salmo 8:5-8).
Dio ha creato ogni cosa buona e il male non è di sua creazione, ma degli esseri umani.
Ma perché il peccato si è verificato se era tutto buono?
Adamo prima di peccare era ben diverso da tutta la sua discendenza, ma a causa di quel peccato perse la sua integrità.
Sappiamo la storia del diavolo che tentò i nostri primi genitori e questo avvenne perché Dio aveva dato all’uomo una volontà neutra che si poteva volgere al bene, o al male, una libertà di scegliere di obbedire, o di disobbedire, di mangiare il frutto dell’albero oppure no, ma istigati dal diavolo, Adamo ed Eva scelsero di disobbedire con le conseguenze negative per tutto il genere umano.    
La natura corrotta e marcia di Adamo fu trasmessa a ogni generazione seguente, c’è stato un contagio ereditario. 

Nel nostro DNA c’è il peccato, per natura siamo peccatori ecco perché esiste il male! (Genesi 5:3-4; Salmo 51:3; Romani 5:12; Efesini 2:3).       

La Bibbia ci dice che:
b) Il male specifico è la conseguenza di un peccato specifico.
Alcuni studiosi hanno parlato riguardo la volontà di Dio in tre modi.
1) La volontà di Dio sovrana, o decretativa, o nascosta.
In questo senso Dio ha decretato dall’eternità tutto quello che deve avvenire, perciò la volontà è eterna (Salmo 33:11; Isaia 25:1; Efesini 3:11; Atti 15:11); immutabile (Ebrei 6:17) ed efficace, quindi non sarà frustrata (Isaia 14:24-27; 46:10), è nascosta perché noi non la vediamo e non la conosciamo (Deuteronomio 29:29).

Ci sono alcune cose che Lui consente, permette, ma fa sempre parte del suo piano,  in questo senso vediamo:
2)La volontà di Dio precettiva, o permissiva.
Non sempre quello che Dio vorrebbe veder succedere fa in modo che succeda a tutti gli effetti (Ezechiele 18:30-32; 33:10-11; 1 Timoteo 2:4; 2 Pietro 3:9). 
La volontà precettiva si riferisce a ciò che Dio ha prescritto come nostra regola di pensiero e di azione rivelata nella Sua santa legge, quindi è una volontà di tipo morale.   
Per esempio, è la volontà di Dio che non rubiamo, che noi amiamo i nostri nemici, che ci pentiamo; che siamo santi, ecc. 

Noi abbiamo il dovere di osservare queste leggi, Dio vuole che noi ubbidiamo e siamo sottomessi alla Sua legge, ma Dio ci lascia la libertà o la responsabilità di osservarla, infatti noi vediamo nella Bibbia (anche nella nostra vita) che non sempre gli uomini osservano la legge di Dio, quindi peccano e per questo sono giudicati.
Se usiamo l’espressione permissiva non è comunque da intendersi che Dio non ne abbia il controllo, o il governo.

Ora siccome la volontà decretativa comprende tutto, perciò anche questa volontà prescrittiva che a volte noi non osserviamo e quindi i nostri atti peccaminosi sono inclusi nella volontà decretativa.  
A proposito possiamo fare l’esempio della morte di Gesù per mano dei giudei e di Pilato, ma era secondo il piano di Dio (Atti 2:23).

3) C’è una volontà dispositiva.
Ciò descrive l'atteggiamento di Dio. Definisce ciò che è gradito a lui. Per esempio, Dio non prende piacere nella morte del malvagio, ma ciò che è gradito a Dio, la Sua delizia ultima è nella sua stessa santità e giustizia.   
Quando Egli giudica il mondo, egli si diletta nella rivendicazione della propria giustizia, eppure non è allegro nei confronti di coloro che ricevono il suo giudizio. 
Dio è lieto quando noi troviamo il nostro piacere a obbedire a Lui e gli dispiace tanto quando noi siamo disobbedienti.

Ora il peccato rientra nella volontà permissiva di Dio.
Alcuni mali specifici sono il risultato di peccati specifici, o imprudenze degli uomini.   
Alcuni degli eventi del male nella vita sono causati dalle azioni peccaminose di altri: omicidi, furti, abusi sessuali, costruire una casa con materiale scadente senza rispettare gli standard della legge. 
Dio ha dato le sue leggi per un bene comune, ma l’uomo non le osserva con le conseguenze disastrose che comporta.

In alcuni casi, la vittima è innocente del male che si verifica, ma in altri casi  contribuisce, o provoca l'azione del male come per esempio l’uccisione di un     delinquente da parte del poliziotto. 

Il male è la conseguenza della libertà di scelta dell’uomo che agisce secondo i suoi desideri!
Il male è la conseguenza dei nostri cattivi desideri dice Giacomo 1:13-15.

Se Dio dovesse togliere il male morale, lo farebbe in modo radicale, eliminando anche le menzogne, l’impurità di ciascuno di noi, l’incapacità di fare il bene, la mancanza di amore. 
Supponendo che Dio dovesse togliere il male fra un’ora dall’universo, chi noi sarebbe ancora su questa terra?
Se dovesse toglier il male da dove comincia? 
Noi siamo pieni di male nei pensieri, nei desideri, e lo mostriamo con le parole e con le azioni, se Dio dovesse togliere il male, dovrebbe eliminare anche noi come ha fatto con il diluvio!

La Bibbia ci dice che:
c) Dobbiamo ricordare che il male a volte è l’opera del diavolo. 
Il diavolo è chiamato da Gesù il principe di questo mondo (Giovanni 12:31; 14:30).
Per esempio nella tragedia di Giobbe e quindi dell’ulcera maligna, l’autore è il diavolo (Giobbe 1:6-2:10).

 Quando Gesù guarì quella donna paralitica e fu criticato per questo, perché la guarigione avvenne in giorno di sabato, è scritto: “ Ma il Signore gli rispose: ‘Ipocriti, ciascuno di voi non scioglie, di sabato, il  suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per condurlo a bere?  E questa, che è figlia di Abraamo, e che Satana aveva tenuto legata per ben diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?’” (Luca 13:15-16).
Gesù attribuì quella malattia a satana.

Il diavolo istiga anche a commettere peccato.
Lo ha fatto con Adamo ed Eva (Genesi 3:1-6), lo fa fatto con Gesù (Matteo 4:1-11) e quindi con i primi cristiani (2 Corinzi 11:3; Efesini 2:2-3; 6:10-19; 1 Tessalonicesi 3:5).
Ma comunque noi alla fine siamo responsabili delle nostre azioni, perciò non diamo la colpa a satana (Efesini 4:27; 1 Pietro 5:8-9).

CONCLUSIONE.
Gesù ha subito il male in tutti i sensi pur non avendo mai peccato e si è sacrificato per annullare i nostri peccati!
Questo ci fa capire che Dio non è insensibile al male, anzi è addolorato! (Genesi 6:6).

Dobbiamo accettare la realtà della vita che a volte è molto penosa.
I cristiani non sono esenti dalla sofferenza.
1) Ma in tutte le nostre situazioni Dio è con noi!
James E. Means scrive:” L’aiuto che mi viene da Dio non consiste nel far sì che nessuna difficoltà possa sfiorarmi, ma nel fortificarmi spiritualmente, mettendomi in grado di resistere con fermezza e di non lasciarmi travolgere dalle brucianti prove della vita”.

2) Dio ha in controllo la nostra sofferenza, anche se causata dal peccato di un’altra persona, Dio non è vinto dai peccati degli uomini, ma controlla questi peccati, pertanto la tua sofferenza causata dagli uomini è sotto il controllo di Dio secondo i suoi piani.

3) Possiamo lodare Dio per la sua saggezza infinita e per il mistero dei suoi piani che non 
possiamo capire pienamente (Deuteronomio 29:29; Proverbi 25:2).
I piani di Dio sono misteriosi, sono materia di fede come diceva il vescovo episcopale del 1800 Frederic Dan Huntington:  “Mentre la nostra ragione si scervella nel venire a capo del mistero, la fede fa di esso il proprio pane quotidiano e ne nutre con gratitudine il proprio cuore”.

4) Anche se il male fa parte del piano di Dio non significa che noi non siamo  responsabili del nostro peccato, perciò siamo chiamati a ricercare la santificazione.
Dio odia il peccato, perciò facciamo bene a non sottovalutarlo.