giovedì 13 agosto 2015

La provvidenza di Dio: la preservazione.

La provvidenza di Dio: la preservazione.
Jerry Bridges afferma: “Il fatto che il Signore sostenga il suo universo minuto per minuto, e tutto quanto esso contiene, non mi lascia altra scelta che accettare che io sia davvero nelle mani del Signore che comanda su tutto”.

“Dio non è solo al di là della creazione, è anche fortemente in essa” (Martin Robinson).

Benché Dio sia diverso da noi e da tutto l'universo, come Creatore e Signore, non è un padrone di casa assente, ma è ovunque presente e attivo, noi siamo nelle sue mani!

Oggi parleremo della provvidenza di Dio nella preservazione in relazione alla creazione, al popolo d’Israele, in relazione alla salvezza dai peccati, e in relazione ai bisogni dei credenti.


I LA PROVVIDENZA DI DIO NEL PRESERVARE LA CREAZIONE.
Il teologo Louis Berkhof scriveva: ”La divina preservazione si tratta di quell’opera continua di Dio mediante la quale Egli sostiene(conserva in vita) tutte le cose”.

Senza Dio, il mondo cesserebbe di esistere! 
Il mondo continua a esistere perché Dio lo vuole.
Qualora Dio dovesse interrompere la sua costante azione di preservazione di tutte le cose, il mondo cesserebbe di esistere!

La provvidenza significa che Dio non ha abbandonato il mondo che ha creato, ma opera all’interno di questo mondo affinché possiamo viverci!

Come per Dio non è stato difficile creare il mondo così non lo è nel preservarlo.

Il mondo ha un’esistenza distinta e non è parte di Dio, ma trova l’esistenza continua in Dio! 

Dio ha fatto ogni cosa, tutta la terra e il cielo e ciò che contiene gli appartiene, quindi Lui ne è il Signore (Genesi 1:1; Apocalisse 4:11; Deuteronomio 10:14; 1 Cronache 29:11; Salmo 89:11–12; 95:5).

Che Dio sarebbe se lo riducessimo a un Dio creatore che intervenisse nel tempo e nella storia degli uomini per breve tempo, se si limitasse a compiere l’opera sua una volta per tutte? Sarebbe un Dio freddo, distaccato, impersonale! 

Alcuni anche se credono in un Dio Creatore, non credono però che Dio intervenga nella creazione.

Se il mondo può continuare a esistere è solo tramite l’esercizio continuo della  potenza, saggezza e bontà di Dio in tutta la creazione secondo i Suoi piani immutabili!  
Dio opera nel presente nel preservare la creazione! Questa è la provvidenza di Dio!    

Gesù aveva fatto un miracolo in giorno di sabato e per questo motivo i giudei cercavano di ucciderlo perché secondo loro non si dovevano fare miracoli di sabato interpretando male il comandamento di non lavorare di sabato.
Gesù si mette allo stesso livello del Padre rispondendo loro: “‘Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero’”. (Giovanni 5:17).
Gesù gli stava dicendo: “ Oggi che è sabato Dio sta operando dalla creazione e anch’io opero riferendosi al miracolo”.

Oggi Dio sostiene e governa l’universo, provvede alle sue creature il necessario e adempie il piano per la redenzione dei Suoi eletti (Efesini 1:3-4; Colossesi 3:12; 2 Tessalonicesi 2:13).

L’Iddio trino oggi sta lavorando conservando la creazione in esistenza e portando avanti i suoi piani.

Dio protegge la creazione dalla disintegrazione, dalla distruzione totale. 
Un giorno questo avverrà, alla fine dei tempi, quando Gesù ritornerà i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno la terra e le opere in essa saranno bruciate (2 Pietro 3:10), ma oggi sono conservati da Dio, fino al giorno del giudizio (2 Pietro 3:7).

Quindi nella dottrina della provvidenza: 
A) Dio protegge la creazione dalla distruzione.
In Colossesi 1:17 leggiamo: “Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui”.
“Sussistono” (sunestēken-perfetto attivo indicativo) ha l’idea dell’atto del creare e del mettere insieme, perciò significa mettere insieme e mantenere le cose insieme, mantenere compatto, fare in modo che il mondo non si dissolve, non si disintegra.

Mentre in Ebrei 1:3 è scritto: “Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi”.  
La parola greca “sostiene” (pherōn- presente attivo participio) ha anche il senso di controllo attivo e decisivo nel preservarlo.

Questa parola è usata nel Nuovo Testamento per indicare qualcuno, o qualcosa che viene spostata da un posto ad un altro come quell’uomo paralizzato che è stato portato dagli amici a Gesù per farlo guarire (Luca 5:18), o quando Gesù fece il miracolo dell’acqua in vino disse ai servitori di portare il vino al maestro di tavola e così fecero (Giovanni 2:8).
In entrambi i casi quelle persone fecero attenzione nel preservare ciò che portavano.

Perciò coloro che pensano che l’opera di Dio sia cessata con la creazione si sbagliano, perché questi passi parlano che tutto è preservato attivamente da Dio!

B) Dio nel preservare la creazione dà la vita a tutti gli esseri viventi.
La ventisettesima domanda e risposta del catechismo di Heidelberg dice: “Che cosa intendi con provvidenza di Dio? La provvidenza di Dio è la forza onnipotente e onnipresente di Dio mediante la quale Egli tiene come per mano i cieli e la terra, con tutte le creature, e li governa, cosicché arbusti ed erba, pioggia e siccità, annata fertile e sterile, cibo e bevanda, salute e malattia, ricchezza e povertà, e ogni altra cosa, non ci vengono dal caso, ma dalla Sua mano paterna”.

In Atti 17:28 leggiamo: “Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: ‘Poiché siamo anche sua discendenza’".

In Neemia 9:6 è scritto: “Tu, tu solo sei il SIGNORE! Tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ciò che è sopra di essa, i mari e tutto ciò che è in essi, e tu fai vivere tutte queste cose, e l'esercito dei cieli ti adora”.  (Cfr. Giobbe 34:14-15; 1 Timoteo 6:13).

Il Salmo 104:10 dice che Dio fa scaturire fonti nelle valli e tra le montagne, la terra è saziata con il frutto delle opere di Dio (v.13), Dio fa germogliare l’erba per il bestiame, le piante per il nutrimento dell’uomo e così anche per gli animali (vv.20-21).
Poi dice nei vv. 24-30:“Quanto son numerose le tue opere, SIGNORE! Tu le hai fatte tutte con sapienza; la terra è piena delle tue ricchezze. Ecco il mare, grande e immenso, dove si muovono creature innumerevoli, animali piccoli e grandi. Là viaggiano le navi e là nuota il leviatano che hai creato perché vi si diverta. Tutti quanti sperano in te perché tu dia loro il cibo a suo tempo. Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano, e sono saziati di beni. Tu nascondi la tua faccia, e sono smarriti; tu ritiri il loro fiato e muoiono, ritornano nella loro polvere. Tu mandi il tuo spirito e sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra (Salmo 104:24-30; cfr. 136:25; 145:15).

Così la pioggia, il sole, la luna e le stelle sono doni di Dio (Deuteronomio 28:12; 1 Re 18:1; Giobbe 5:10; Salmo 104:2, 19; Isaia 40:26; Geremia 22:2; 31:35; Matteo 5:45; At.14:15-17); le nuvole (Giobbe 37:15–16; Salmo 135:7); la rugiada (Genesi 27:28); il gelo (Salmo 147:16); la grandine (Giobbe 38:22; Salmo 147:17); i lampi (2 Samuele 22:13–15; Giobbe 36:30, 32); la neve (Giobbe 37:6); i tuoni (Esodo 9:23; Geremia 10:13), il vento Salmo 147:18; Ezechiele 13:13); le stagioni (Genesi 8:22; Salmo 65:8; 104:19-23) è tutto soggetto al comando di Dio (cfr. Salmo 147:8-18; Geremia 10:13; Amos 4:7). 

Piante, alberi, erba, fiori, e raccolti sono tutte sotto la cura benevola di Dio (Salmo 65:9–13; 104:14–16; Isaia 41:19; Matteo 6:28–30; Atti 14:17).

Uccelli (Matteo 6:26; 10:29); pesci (Giona 1:17; Matteo 17:27); animali (Salmo 147:9; Osea 2:18; Gioele 2:21–22);  ogni cosa vivente (Giobbe 12:10; Salmo 145:13–16) nel loro proprio modo lodano Dio (Salmo 148:3, 4, 7–10).

Quindi Dio conserva quello che Lui ha creato (l’acqua, la neve, le piante e così via) e fa’ in modo che conservino le loro rispettive proprietà.
Dio nella sua provvidenza continua a sostenerli nella loro natura durante il periodo della loro esistenza; pertanto mantengono le proprie proprietà affinché producano ciò che serve all’uomo per vivere.

Certo un botanico può fare un dettaglio accurato dei fattori che causano l'erba a crescere, come il sole, l’umidità, la temperatura, i nutrienti nel suolo, eppure la Scrittura dice che Dio fa crescere l'erba. 

Un meteorologo può dare una spiegazione completa dei fattori che causano la pioggia (umidità, temperatura, pressione atmosferica, ecc), eppure la Scrittura dice che Dio fa la pioggia. 

Un fisico dà informazioni accurate sulle leggi fisiche che permettono la vita sulla terra, ma la Scrittura dice che Dio ha la terra sotto il suo controllo e la fa vivere.     
  
Inoltre vediamo:
II LA PROVVIDENZA DI DIO CON IL POPOLO DI ISRAELE.
Vediamo, dunque:
A) La provvidenza di Dio nell’inizio storico del popolo di Israele.

In primo luogo:
(1) La scelta dei patriarchi. 
Non è Abramo che ha scelto Dio, ma è Dio che ha scelto Abramo e la discendenza dopo di lui! (Genesi 12:1–3; 17:3–8;17:15–16; 18:19; 22:1–2, 9–12; 28:20–21; 49:22–25).

In secondo luogo:
(2) La schiavitù in Egitto (Genesi 15:13; 45:4–12; 50:19; 105:14–24; Atti 7:9–10).
La schiavitù fu profetizzata ad Abramo, poi i fratelli di Giuseppe lo vendettero, ma la mano di Dio era su di lui, gli diede sapienza e grazia davanti al Faraone e che lo costituì governatore. 
Poi a causa della carestia i fratelli di Giuseppe cercano cibo in Egitto, Giuseppe si fa conoscere e la sua famiglia si trasferisce in Egitto in settanta (Genesi 46:27) e si salvarono dalla carestia.
Così l’Iddio della provvidenza ha convertito il peccato dei fratelli di Giuseppe per conservare in vita un popolo numeroso come leggiamo in Genesi 50:19-20: “Giuseppe disse loro:’Non temete. Sono io forse al posto di Dio? Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso’”.

Quindi vediamo: 
B) La provvidenza di Dio nella crescita di Israele.
Esodo 1:7 dice che i figli di Israele furono fecondi e si moltiplicarono abbondantemente, divennero molto potenti e il paese di Egitto ne fu pieno tanto che gli egiziani si misero paura.

Da settanta fino all’uscita dall’Egitto divennero seicentomila, senza contare i bambini questo secondo la promessa fatta ad Abramo! (Esodo 12:37).
Dio aveva promesso ad Abramo una moltitudine di gente quando le stelle (Genesi 15:7).

Dio realizzò tutto questo perché è fedele a se stesso e alle promesse fatte al suo popolo! 
La provvidenza di Dio indica che Dio è fedele a se stesso e al suo popolo!

Noi possiamo vedere la provvidenza di Dio nella vita di Israele nella:
(1) Liberazione dalla schiavitù dall’Egitto.
(Genesi 15:13–14; Esodo 3:21; 12:35–36; 14:4; Deuteronomio  5:15; Neemia 9:9–11; Salmo 77:14–20; 105:23–38; 136:10–15; Isaia 63:11–14; Atti 7:30–31, 34–36).

Noi possiamo vedere la provvidenza di Dio nel:
(2) Sostegno nel deserto.
(Esodo 16:13–15; Numeri 11:31; Deuteronomio 1:10; 2:7; 8:2–4; 29:5; Neemia 9:15; Salmo 78:52–55; 105:39–41; 136:16; Isaia 48:21; Amos 2:10; Giovanni 6:31).

Noi possiamo vedere la provvidenza di Dio nella:
(3) Guida attraverso la nuvola e la colonna di fuoco.
(Esodo 13:21–22; 33:9–10; Numeri 12:5; Deuteronomio 31:15; Neemia 9:12; 9:19; Salmo 99:7).

Noi possiamo vedere la provvidenza di Dio nella:
(4) Conquista della terra promessa.
(Esodo 15:13–18; Deuteronomio 4:37–38; 7:13–15; Giosuè 1:1–5, 8–9; 2:8–11; Neemia  9:25; Salmo 44:1–3; 78:54–55; 105:42–45; 136:17–22; Amos 2:9–10).

Noi possiamo vedere la provvidenza di Dio:
(5) Sotto il periodo dei giudici (Giudici 2:11–19; 9:23–24; Rut 1:6).
Vediamo che Dio fece sorgere dei giudici dei condottieri e li liberava dai nemici.     

Noi possiamo vedere la provvidenza di Dio:
(6) Sotto il periodo dei re.
Dio dava delle vittorie al suo popolo.
(1 Samuele 14:6; 2 Samuele 5:23–25; 1 Re 2:1–4; 12:15; 12:23–24; 2 Re 18:5–7; 1 Cronache 29:10, 12–16; 2 Cronache 1:11–12; 13:12, 18; 16:7–9; 17:3–5; 20:15, 17;26:3–5; 27:6;32:21–22).
                        
Ma la provvidenza di Dio, cioè il suo intervento e quindi governo nella vita del Suo popolo riguardava anche: 
C) La provvidenza nel giudizio di Israele.
Il giudizio era a causa della ribellione e dei peccati del Suo popolo; questo era secondo il patto che Dio aveva fatto sotto Mosè (Deuteronomio 28-30), nel quale Dio li avrebbe benedetti in caso di ubbidienza e maledetti in caso di disubbidienza.

Noi vediamo diversi atti di giudizio di Dio contro il suo popolo, in modo particolare l’esilio in Babilonia.
(Deuteronomio 32:15, 19–20, 22–26; Isaia 3:14–15; 5:24; Geremia 11:11–12; 25:28–29; 52:3; Ezechiele 7:2–9; 9:9–10; 16:59; 18:20–28,30–32; 20:23–26; 24:13–14; 39:21–24; Osea 5:1, 4–6, 14–15; Amos 4:1–3, 6–12; Michea 6:9–16; Malachia 3:5).

Infine vediamo:
D) La provvidenza di Dio nella restaurazione.
Il ritorno dall’esilio babilonese per esempio.
(Salmo 14:7; 69:35–36; 95:6–9; 147:12–14; 147:19–20; Isaia 41:13–14; 42:6; 46:3–4; Geremia 30:18–22; Ezechiele 34:11–30; 36:8–12; Amos 9:13–15; Zaccaria 8:12; Malachia 3:10–12).
                   
Ora vediamo:
III LA PROVVIDENZA DI DIO NELLA SALVEZZA DAI PECCATI.
Dio ha provveduto il sacrificio per il peccato mediante il quale il peccatore, che si pente e crede in Gesù Cristo può essere salvato.

A) Il sacrificio di Abramo.
Dio aveva chiesto ad Abramo di offrirgli il figlio Isacco in sacrificio.
Mentre si trovano nel posto che Dio gli aveva indicato, Isacco chiede al padre dove fosse il sacrificio, in Genesi 22:8-14 leggiamo: “Abraamo rispose: ‘Figlio mio, Dio stesso si provvederà l'agnello per l'olocausto’. E proseguirono tutti e due insieme.  Giunsero al luogo che Dio gli aveva detto. Abraamo costruì l'altare e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figlio, e lo mise sull'altare, sopra la legna.  Abraamo stese la mano e prese il coltello per scannare suo figlio.  Ma l'angelo del SIGNORE lo chiamò dal cielo e disse: ‘Abraamo, Abraamo!’ Egli rispose: ‘Eccomi’.  E l'angelo: ‘Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male! Ora so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo’.  Abraamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, impigliato per le corna in un cespuglio. Abraamo andò, prese il montone e l'offerse in olocausto invece di suo figlio. Abraamo chiamò quel luogo ‘Iavè-Irè’. Per questo si dice oggi: ‘Al monte del SIGNORE sarà provveduto’”.

Abramo chiamò il luogo dove Dio si rivelò Iavè-Irè (un nome composto).   
“Iavè” vuol dire “Colui che è”!
Questo nome implica diversi significati importanti come auto-esistente, essere una realtà attiva e presente, che subentra in scena, infatti, Dio è entrato nella scena della vita di Abramo scegliendolo e adesso provvedendo per lui il montone da sacrificare come sostituto del figlio.
  
“Irè” significa che vede, ma il senso è che ci pensa Lui, che provvede.

Così poi vediamo tutto il sistema sacrificale già prima con Abele, poi con l’Agnello pasquale e gli animali sacrificati nell’Antico Testamento prefiguravano Cristo, il sacrificio perfetto provveduto da Dio (Giovanni 1:29,36; 3:16; Ebrei 9:9; 10:1).  

Quindi il sacrificio di Isacco ci parla di quello di Gesù, ma c’è una differenza: Dio impedì ad Abraamo di offrire Isacco, Dio invece non ha risparmiato il Figlio Gesù per i tuoi peccati (Romani 8:31-32).   
B) Dio sostituisce il peccatore con Gesù. 
(1) Gesù ha portato i nostri peccati.  
In Ebrei 9:27-28: “Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza”.  (Isaia 53:4-6, 12; 1 Pietro 2:24).

Gesù ha portato i nostri peccati, nel senso che si è fatto peccato per noi (2 Corinzi 5:21), si è identificato con noi, e quindi ci ha rappresentato, nel senso che ha agito per conto nostro, infatti noi siamo morti con Cristo al peccato (Cfr. Levitico 10:17).

Ma portare i peccati significa anche che:
(2) Gesù ha preso il nostro giudizio, ci ha sostituito (Isaia 53:4-6,10; Galati 3:10-13).
Noi dovevamo pagare per i nostri peccati, invece Gesù ha pagato per noi! 
Un sostituto è uno che agisce al posto di un altro in un tale modo.
Gesù ha preso la nostra colpa, sofferenza e castigo.
Dio ha fatto ricadere il Suo castigo sul Figlio!
John Sott a riguardo diceva: ”Il concetto di sostituzione si centra sul fatto che una persona prende il posto di un’altra, specialmente nel caso di un castigo, in   modo da evitarglielo”. 

Ma Dio non solo ha provveduto il sacrificio per la nostra salvezza:
C) Dio ha provveduto i mezzi necessari affinché noi potessimo essere salvati.
Dio ci ha eletti a salvezza e questo non dipende da noi: non dipende ne da chi vuole e ne da chi corre, ma da Dio che fa misericordia dice Romani 9:11-16.

Dio nella sua provvidenza si è compiaciuto di salvarci, ma se Lui non interveniva, noi non potevamo capire, non potevamo essere in grado di salvarci, di fare i passi giusti per la salvezza a causa della nostra condizione decaduta e completamente corrotta.  

Se possiamo capire il piano di salvezza di Dio e chiedere a Dio di essere salvati, non è certamente per nostro merito perché avendo peccato l’uomo ha perso qualsiasi capacità di volere i beni spirituali e quindi  la salvezza o di sottomettersi a Dio.

L’uomo non cerca Dio perché è contro Dio nella sua natura: il cuore è insanabilmente maligno, morto nelle colpe e nei peccati, con l’intelligenza ottenebrata, sviato e corrotto, privo della gloria di Dio, schiavo del diavolo e quindi incapace di redimersi, o convertirsi, né di disporsi alla conversione (Genesi 6:5; Geremia 17:9; Efesini 2:1;4:18; Romani 3:9-23;5:6; Colossesi 1:13; 1 Corinzi 2:14; Romani 3:10-12; 8:5).

Ma Dio nella sua infinita e sovrana grazia ha deciso di salvarci rigenerandoci e convincendoci di peccato con il Suo Spirito Santo (Ezechiele 36:24-27;Tito 3:5-6); attirandoci a Cristo (Giovanni 6:44,65); dandoci sapienza e intelligenza per conoscere il mistero della sua volontà secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito (Efesini 1:7-9), e quindi donandoci la fede e il ravvedimento necessari per essere salvati! (Efesini 2:8-10; Filippesi 1:29; 2 Timoteo 2:25).

Quindi l’iniziativa è di Dio e la salvezza appartiene interamente a Dio e non è merito nostro (Giona 2:9; Filippesi 2:13).

Che merito abbiamo in questa salvezza? Niente!            
Spurgeon disse:” Quando venni al Signore pensavo di averlo fatto tutto da solo, pensavo di essere stato io cercare con zelo il Signore. Non comprendevo minimamente che, invece Lui mi stava cercando. Allora fui colpito da questo pensiero: come hai fatto a diventare un cristiano? Ho cercato il Signore. Ma come sei giunto a cercarlo? La verità, a quel punto, mi folgorò come una saetta: io non avrei mai cercato Dio, se non vi fosse stato in me già un qualche impulso che mi avesse spinto a farlo…Vidi che Dio era all’origine di tutto e che era Lui l’autore della mia fede. Fui in questo modo che tutta la dottrina della grazia si dischiuse ai miei occhi…Voglio che la mia confessione di fede sia sempre questa:’Attribuisco interamente a Dio il mio cambiamento’”.

Nella sua provvidenza:
D) Dio ci preserverà fino alla fine e poi ci accoglierà in gloria.
Nel Salmo 73:23 leggiamo: “Ma pure, io resto sempre con te; tu m'hai preso per la mano destra;  mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria ( 1 Corinzi 1:8).

Nessuno ci potrà rapire dalle Sue mani dice Gesù in Giovanni 10:27-30! 
Coloro che sono di Gesù Cristo possono avere la certezza della vita eterna!
Nessuno ci potrà strappare dalle mani di Dio perché Dio è più grande di tutti!

La nostra salvezza è stata progetta prima la creazione da Dio e non dipende da noi.
Dio ci ha preconosciuti, predestinati, chiamati, giustificati, glorificati dice Paolo in Romani 8:28-30 (cfr. Romani 5:2;8:17,18,19; Filippesi 3:21; 1 Pietro 5:1).

Paolo sta guardando alla glorificazione del credente dal punto di vista di Dio, che ha già decretato e quindi vede già realizzato. 
Anche se non ancora noi lo abbiamo sperimentato, la decisione divina di glorificare coloro che sono stati giustificati è già stato fatto, la pratica è chiusa!!!
Dal nostro punto di vista la glorificazione è qualche cosa che riguarda il futuro quando saremo alla presenza di Dio pienamente salvati con un corpo nuovo, quindi non è ancora avvenuta per noi storicamente. 
Ma dal punto di vista di Dio questo decreto eterno è stato già realizzato per noi deve ancora avvenire! 
Noi abitiamo nel tempo, mentre Dio no!

I verbi: preconosciuti, predestinati, chiamati, giustificati, glorificati (aoristo attivo indicativo) hanno tutti lo stesso tempo e indicano come l’azione già completata come una foto istantanea dell’evento fatto nel tempo passato prima la fondazione del mondo (Efesini 1:4).

Questo significa che quello che Dio ha cominciato porterà a compimento nella storia come conferma anche Filippesi 1:6.
Perciò nella mente di Dio la tua salvezza com’è stata decretata è già realizzata, perché i suoi piani sono immutabili! (Ebrei 6:17).

Nessuno ci separerà dal Suo amore.
In Romani 8:35-39 leggiamo: “Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com'è scritto: ‘Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello’.  Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,  né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Se il Dio Onnipotente,Immutabile è con noi e ci ama, chi ci condannerà? 
Nessuno perché Lui ci giustifica e Cristo è il nostro Sommo Sacerdote che intercede per noi! 

Chi ci separerà dall’amore che Gesù ha per noi? La tribolazione, l’angoscia? La persecuzione? La fame? La nudità? La pressione del mondo? Niente ci separerà perché siamo più che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati.

Commentando il v.37 C.E.B.Cranfield: “ Indica insieme la decisività assoluta della nostra vittoria e il riconoscimento umile che tutto dipende da Dio, non da una qualche manifestazione di coraggio, di sopportazione o di determinazione da parte nostra, ma in virtù di Cristo, e neanche dal legame che noi abbiamo verso di Lui, ma da quello che Lui ha verso di noi” .

Niente e nessuno, nemmeno il diavolo oggi e domani, ci separerà dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù!
Quindi la nostra salvezza spirituale è certa per la provvidenza di Dio.
(cfr. Salmo 4:8;Genesi 28:15; Luca 21:18; 1 Pietro 3:12).

Lodiamo il signore per questo!
La salvezza non dipende da noi, ma da Dio!

IV LA PROVVIDENZA DI DIO PER I NOSTRI BISOGNI.
Dio ha provveduto, provvede e provvederà per i nostri bisogni.

A) Dio nella sua provvidenza non permetterà che i suoi figli siamo provati al di là delle proprie forze.

La provvidenza di Dio ci abilita per sopportare la prova.
In 1 Corinzi 10:13 leggiamo:  “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare” (1 Pietro 1:6-7; 4:12-13). 

La parola “tentazione” ( peirasmós) può indicare sia “la tentazione a commettere   peccato”  e sia “mettere alla prova” nel senso più ampio quando la nostra fede può essere provata dalle varie circostanze della vita! 

(1) Dio nella Sua provvidenza non permetterà che siamo tentati oltre il peso che possiamo sopportare perché è fedele.

(2) Dio nella Sua provvidenza ci darà la via di uscita dalla tentazione.
“Via di uscita” (ékbasis) può indicare una gola di una montagna, si ha in mente un esercito intrappolato fra le montagne e che sfugge a una situazione impossibile, attraverso un passo.
Dio nella Sua provvidenza da delle vie di uscita da situazioni che umanamente parlando sono impossibili da risolvere.              

B) Dio provvede ai bisogni dei credenti.
Dio si prende cura dei suoi figli (Salmo 71:6; Romani 8:28).

In 1 Pietro 5:6-7 è scritto: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione,perché egli ha cura di voi”.
Il contesto stava parlando che Dio resiste ai superbi, ma fa grazia agli umili. 
Dio non ci abbandonerà mai (Salmo 9:10;37:28;90:1;94:14; Ebrei 13:5; Apocalisse 21:3).   
        
(1) Dio provvede ai bisogni materiali. 
In Filippesi 4:19 leggiamo: “Il mio Dio provvederà abbondantemente a ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù.(Deuteronomio 8:3; 1 Re 17:1-6; Matteo 6.11).

I figli di Dio valgono più degli uccelli e dei gigli.
Noi esseri umani ci preoccupiamo del cibo e del vestito, ma in Matteo 6:25-34 Gesù c’incoraggia a non essere ansiosi per la nostra vita di che cosa mangeremo, o berremo. Gesù vuole che cerchiamo prima il suo regno e la sua giustizia, perché come Dio si prende cura degli uccelli che non seminano e non mietono così si prenderà cura di noi perché abbiamo un valore superiore degli uccelli! 

Così anche per il vestire non dobbiamo essere ansiosi, basta guardare come Dio veste l’erba dei campi e la bellezza dei gigli che hanno breve durata, così vestirà noi, i credenti, Dio si prenderà cura di noi nel vestirci (Matteo 10:29-31).

(2) Dio provvede la protezione materiale e ci custodisce.
Per esempio nel Salmo 5:11-12 leggiamo: “Si rallegreranno tutti quelli che in te confidano; manderanno grida di gioia per sempre. Tu li proteggerai, e quelli che amano il tuo nome si rallegreranno in te,  perché tu, o SIGNORE, benedirai il giusto; come scudo lo circonderai con il tuo favore”.             
(Salmo 4:1; 46:11;  48:3; 59:17; 62:2; 71:3; 90:1; 91:9-16; 144:2; Isaia 17:10; Geremia 16:19). (Genesi 15:1; 1 Samuele  25:29; 2 Samuele 22:33; Giobbe 5:11; Salmo 4:8; 9:9; 2:7; 16:5; 17:7–9; 18:35; 23:1–6; 28:8; 29:11;34:7–8; 46:5–7; 56:3–4, 11,13; 57:1;59:16; 61:3;91:1, 3–4; 116:6;119:114;121:3, 5–8;125:2; Proverbi 3:25–26; 14:26;18:10; 29:25; Isaia 40:11; 41:10; 43:1–2; Gv.17:11–12, 15; 2 Tessalonicesi 3:3; Ebrei 13:6.(Salmo 17:8; 19:13; 25:20; 63:8; 86:2; 91:11; 97:10;140:4;141:3–4; Proverbi 3:26; 2 Timoteo 1:12; 1 Pietro 1:5) 

(3) Dio provvede aiuto e liberazione.
Per esempio in 2 Corinzi 1:10 è scritto: “Egli ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà ancora”.
(Salmo 17:6;33:20; 37:40; 46:1; 54:4;121:1–2; 146:5; Isaia 50:7–9; Atti 26:22; Romani 8:26; Ebrei 4:16; 13:6). (Genesi 7:1, 4, 7; 2 Re 22:18–20; Giobbe 4:7; 5:17,19–21;36:6–7; Salmo 32:7; 33:18–19; 34:7,17; 35:10; 37:25; 50:14; 55:18; 56:13; 72:12; 91:9–10; Proverbi 1:33;12:28; Ecclesiaste 8:5; Isaia 54:14–15; Geremia 39:16–18; Ezechiele 18:5–9; Amos 5:4; Romani 7:24–25, 8:1–2; Galati 1:3–4; Colossesi 1:13; 1 Tessalonicesi 1:10; 2 Timoteo 4:18).

CONCLUSIONE.
La provvidenza di Dio ci parla come noi dipendiamo dalla grazia e dalla potenza di Dio.

La dottrina della provvidenza di Dio riguardo la preservazione ci è di grande conforto e ci dà una grande pace!

Noi dovremmo riposarci profondamente nella dottrina della provvidenza di Dio riguardo la sua preservazione, soprattutto quando c’è tempesta nella nostra vita così rimarremo in pace come i pesci che anche se fuori dall’acqua c’è il tornado, loro nella profondità rimangono sereni. 

In questa dottrina noi vediamo la grazia comune di Dio che si manifesta nella pazienza e nella bontà provvedendo a tutte le Sue creature, quindi la sua presenza nella creazione nel provvedere ai bisogni.

Poi vediamo che c’è una grazia specifica sia nel provvedere i bisogni materiali e spirituali dei suoi eletti, la loro salvezza e la loro preservazione.