Passa ai contenuti principali

Giobbe 19:27: La certezza di vedere Dio è serena.

Giobbe 19:27: La certezza di vedere Dio è serena.
“ Io lo vedrò a me favorevole”.

Giobbe è convinto che dopo la morte avrà un incontro positivo con Dio! Dio era il suo redentore e gli avrebbe reso giustizia. Questo fa pensare alla dottrina della giustificazione e per questo che un vero cristiano può affrontare la morte e incontrare Dio serenamente.        
La giustificazione è un atto giuridico di Dio mediante il quale rende accettabile il peccatore davanti a Sé. Tramite la giustificazione, Dio considera, o dichiara giusti i peccatori. 
La giustificazione è per grazia di Dio mediante la fede (Romani 3:23-28). La giustificazione non è per le nostre opere, ma è un dono gratuito di Dio! Questo ci libera dall’ansia, perché se fossimo accettati per le nostre opere, noi non saremmo mai sicuri di aver avuto un comportamento sufficientemente meritevole per ottenere l’approvazione divina. Invece la giustificazione per la grazia di Dio in Cristo mediante la fede ci assicura, dà la certezza che Dio ci accetta così come siamo!
La giustificazione è solo grazie a Gesù Cristo! 
Dio è soddisfatto accreditando al credente la giustizia di Gesù. 
Il vangelo c’insegna che ciò che non si trova in noi, si trova solo in Cristo. Con la sua vita e obbedienza perfetta, Gesù ha soddisfatto pienamente la giustizia di Dio.  (Romani 4:5-6; 5:18-19; 8:1-4; 1 Corinzi 1:28-31; 2 Corinzi 5:19-21; Filippesi 3:9). 
Dio ci riveste della giustizia di Cristo, perciò la giustizia non è la nostra, è al di fuori di noi, è di Cristo, che ci viene attribuita per grazia di Dio.                  
Pertanto la giustificazione è una giustizia al di fuori di noi, non è la nostra, ma è un beneficio per grazia di Dio che ha come fondamento Gesù e lo riceviamo per i meriti di Cristo, perché Cristo non ha peccato!  (Romani 8:1-4).
Dio ci giustifica addebitando su Gesù i nostri peccati. 
Nell’espiazione Gesù soddisfa la giustizia di Dio. Egli sopporta e prende su di sé i nostri peccati e la nostra colpa per i peccati, subisce al posto nostro l’ira di Dio (2 Corinzi 5:19; Romani 5:9; Ebrei 10:14).
Dio assicura la giustificazione con la risurrezione di Gesù. 
Non era necessaria solo la morte, ma anche la risurrezione di Gesù per la nostra giustificazione (Romani 4:23-25). Gesù è morto per espiare i nostri peccati, ma la resurrezione di Gesù garantisce la nostra giustificazione. Dio è soddisfatto del sacrificio espiatorio di Gesù, pertanto l’ha risuscitato. La risurrezione è la dichiarazione, o la prova che Dio è totalmente soddisfatto dell’opera di suo Figlio sulla croce.                 
La risurrezione completa l’opera di redenzione della Sua morte. La morte e la risurrezione sono indissolubilmente unite, se non ci fosse stata la risurrezione, viene a mancare anche il significato della Sua morte, noi saremmo ancora nei peccati (1 Corinzi 15:17).
Inoltre, la risurrezione è stata necessaria affinché Gesù potesse fare da mediatore, intercessore e avvocato davanti a Dio per conto nostro (Romani 8:32-34; Ebrei 7:25-27). 
Pertanto possiamo essere sereni all’idea d’incontrare Dio perché Gesù è la nostra giustificazione!

Post popolari in questo blog

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione.

Luca 9:62: Seguire Gesù è impegno e concentrazione. "Ma Gesù gli disse: 'Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio'". 
Gesù ha pronunciato queste parole per mettere in guardia una persona, che aveva interesse a seguirlo, ma che voleva andare a salutare prima i suoi familiari. Gesù mette in chiaro che nel regno di Dio non c’è posto per chi guarda indietro, ma è chiamato a guardare a quello che sta facendo. Se il contadino vuole tracciare un solco dritto e fare così un lavoro buono e completo, non può permettersi di guardare indietro, deve essere concentrato nel solco che sta facendo e guardare avanti senza distrazioni se non vuole fare mezzo lavoro. Chi arava e guardava indietro lasciava un solco a zig zag e una parte del terreno non arato!

Galati 4:19: Cristo formato in voi!

Galati 4:19: Cristo formato in voi! “Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi”.
Molte persone che si dicono cristiane, la loro crescita spirituale può essere paragonata a stare seduti su un cavallo a dondolo che non va da nessuna parte: si muove, ma non fa passi avanti! Paolo soffriva per la condizione spirituale dei cristiani della Galazia, come una donna in doglie. La sua sofferenza era che Cristo non era ancora formato in loro. Il verbo “sia formato”, era una parola che si riferiva al processo mediante il quale l’embrione di un bambino si sviluppa nell'utero della madre. “Cristo sia formato in voi” indica che Gesù deve crescere in un vero cristiano, e questo si riferisce al carattere di Gesù Cristo (cfr. 2 Corinzi 3:18; Efesini 4:21-24; Colossei 3:9-11).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5).

La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…