sabato 31 maggio 2014

Giobbe 19:25: La certezza che il Salvatore difende.

Giobbe 19:25: La certezza che il Salvatore difende.  
 “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere”.

Questa frase è un’espressione legale, giuridica.
“Alla fine” (Aharon) indica parlerà per ultimo. Si riferisce ad avere l’ultima parola, sarà l’ultimo a parlare in tribunale. Con il significato che la sua decisione sarà definitiva, autorevole e senza ulteriore ricorso.
Infatti “si alzerà” (qûm) stare in piedi, è un’espressione legale utilizzata in un'aula di tribunale, significa "tenere la posizione di un testimone" (Giobbe 31:14; Deuteronomio 19:16; Salmi 12:5; 27:12; 35:11; Isaia 19:21), o di un “giudice” (Salmi 76:9; 94:16; Isaia 2:19).          
In precedenza, Giobbe aveva parlato del suo bisogno di un arbitro (yā∙ḵǎḥ), cioè uno che decide, che determina ciò che è giusto, al capitolo 9:33-34, di un testimone (ʿēḏ, Esodo 20:16), cioè uno la cui testimonianza è determinante per stabilire il giusto, o sbagliato di una controversia, e di un garante in cielo al capitolo 16:19-21. “Garante” (śāhēḏ) è l’avvocato “è fare un dialogo giuridico”, “ragionare insieme in una causa legale, o controversia” (Giobbe 23:7; Isaia 1:18).
Il redentore (go’el) perciò è lo stesso di Giobbe 9:33-34 e di Giobbe 16:19-21 per indicare arbitro, testimone, e garante in senso giuridico.
Giobbe è convinto che alla fine il Redentore si alzerà sulla polvere. Nel libro di Giobbe “polvere” è usata sia per la morte (Giobbe 7:21; 17:16; cfr. Salmi 22:29; Isaia 26:19), o terra (Giobbe 28:2, 30:6, 41:33). Il senso può essere la difesa su questa terra, oppure dopo la morte.  Riguardo al Redentore ci possono essere due interpretazioni uno può essere Dio stesso (Giobbe 17:3), oppure una terza persona in cielo che fa da testimone e da avvocato (Giobbe 16:19-21). Giobbe forse nella sua fede rudimentale non si rendeva conto che stava anticipando in maniera impressionante al fatto che Gesù è il nostro Redentore, avvocato e intercessore davanti a Dio!
Dio ci ha redento dai peccati tramite Gesù! (Ebrei 9:11-12; cfr. Luca 2:38; Atti20:28; Romani 3:25; 1 Pietro 1:19; Efesini 1:7; Apocalisse 1:5; 5:9). 
Gesù è il nostro unico e vero avvocato presso Dio (1 Giovanni 2:1-2).
La parola “avvocato” (paraklētos) significa “chiamato al fianco”, descriveva chiunque era invocato per l’assistenza di un altro, indicava appunto un avvocato, la cui responsabilità, era quella di difendere la causa di una persona sotto processo.
Gesù ci difende davanti al Padre essendo il sacrificio propiziatorio. Tramite la sua morte per i nostri peccati, Gesù acqueta l’ira di Dio. Ma come nostro Avvocato non sostiene la nostra innocenza, o non porta fatti attenuanti. Egli riconosce la nostra colpa, ma nello stesso tempo presenta la Sua opera vicaria come base, per il nostro perdono. Gesù non cerca di sminuire la nostra colpa, ma alla luce della nostra colpa ci difende presentando continuamente la sua opera vicaria a Dio Padre (Romani 8:31-34; Ebrei 7:25-26).
Gesù vive per lo scopo di parlare con Dio in favore degli uomini.
Grazie Gesù per la tua salvezza, grazie per la tua intercessione davanti a Dio Padre.