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Ester 4:14: La provvidenza di Dio non esclude la responsabilità dell’uomo.

Ester 4:14: La provvidenza di Dio non esclude la responsabilità dell’uomo.
“Infatti se oggi tu taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte; ma tu e la casa di tuo padre perirete; e chi sa se non sei diventata regina appunto per un tempo come questo?”

I Giudei si trovano in esilio nel regno di Persia. Ester una ragazza Ebrea diventa regina, moglie del re Assuero. Aman favorito del re, ottiene un decreto di morte contro i Giudei sparsi in tutto il regno. Le parole di questo versetto sono di Mardocheo, un parente della regina Ester. Mardocheo, infatti, informò la regina del decreto di morte per tutti i Giudei e la esorta a parlare al re, cosa che poi farà, non con senza pericolo, infatti, non poteva andare nel cortile del re senza essere chiamata dal sovrano; secondo una legge valida per tutti, chi lo faceva era messo a morte (Ester 4:10-11). La regina si fa coraggio e va nel cortile del re, e il re la riceve; poi da lì, in un convito organizzato da lei, pubblicamente denuncia Aman (Ester 5,7). Il decreto di morte a sfavore dei Giudei, è trasformato in decreto di vita. I Giudei furono salvati e Aman messo a morte (Ester 8-9).
In questo versetto Mardocheo ricorda a Ester che anche la sua vita è in pericolo e la incoraggia a parlare con il re (Ester è titubante ad andare dal re vv.10-11)perché anche la sua vita è a rischio.  Mardocheo è convinto che Dio non permetterà la distruzione del suo popolo, anche se non nomina il Suo nome, ha fiducia nelle Sua sovranità, ha la convinzione che lo scopo di Aman sarà frustrato, anche se egli non sa come. Mardocheo è convinto che Dio provvederà la salvezza da qualche altra parte se Ester non facesse il suo dovere, ma forse lei è diventata regina, per salvare il suo popolo.
La dichiarazione di Mardocheo rivela una profonda convinzione della sovranità e provvidenza di Dio, la convinzione che Dio governa il mondo, anche nei dettagli delle nazioni e nella vita degli individui. (Daniele 4:34; Salmo 135:6; Atti 17:25,26,28; Matteo 10:29-31; Proverbi 15:3; Salmo 104:24; 145:17; Atti 15:18; Salmo 94:8-11; Efesini 1:11; Salmo 33:10,11; Isaia 43:14; Efesini 3:10; Romani 9:17; Genesi 45:7; Salmo 145:7).
Nella sovranità e provvidenza di Dio, ogni persona ha un compito unico. Dio è infinitamente saggio (Efesini 3:10) e quindi dalle illimitate risorse, poteva soccorrere e liberare i Giudei con un numero infinito di possibilità, ma Dio aveva deciso di salvarli tramite Ester.  La frase: “Chi sa se non sei diventata regina appunto per un tempo come questo?” presuppone che Dio realizza il suo disegno sovrano attraverso gli uomini e le donne. Credere nella sovranità di Dio, non significa che non dobbiamo agire.  Non c’è conflitto tra sovranità di Dio e responsabilità umana, entrambi sono presenti nella Bibbia. Il Dio Sovrano non limita, minimizza o mitiga la responsabilità dell’uomo, pertanto siamo chiamati a fare il nostro dovere riposando sul fatto che Dio compirà il suo disegno. 

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