Passa ai contenuti principali

Efesini 1:15: I segni di un vero cristiano.

Efesini 1:15: I segni di un vero cristiano.
"Perciò anch'io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù “e del vostro amore per tutti i santi”. 

Il solo fatto che pensiamo di essere cristiani non è sufficiente, il fatto che altre persone potrebbero dire che siamo cristiani, non è sufficiente. Il semplice fatto che una persona dica che egli sia un cristiano non prova che egli sia un vero cristiano!
Ci deve essere qualche prova come la fede nel Signore Gesù e l’amore verso i credenti.
Paolo da la motivazione della sua preghiera e ringraziamento (v.16): la fede nel Signore Gesù e l’amore per tutti i cristiani. 
La fede dei credenti nel Signore Gesù. 
La “fede” nel Signore Gesù', indica non solo la fiducia, ma la sfera o la locazione in cui vive e agisce la fede, il regno in cui opera la fede, quindi una fede attiva costante nella persona di Gesù (Efesini 1:1; Colossesi 1:4).
Può avere anche il senso di fedeltà nei riguardi del Signore Gesù, quindi anche entrambi: fiducia e fedeltà.
Avere fede nel Signor Gesù significa vedere tutto in Lui, Egli è il nostro tutto e Lui è tutto dentro noi.
Gesù era al centro della loro vita, questi credenti vivevano una vita Cristocentrica! (cfr. Filippesi 1:21). Il cristiano è la persona nella cui vita e prospettiva il Signore Gesù Cristo è al centro (Colossesi 2:6-7). Il cristiano è un uomo che vede e trova tutto nel suo Signore e Salvatore Gesù Cristo, in Lui si ha una vita abbondante e in Lui si ha tutto pienamente (Giovanni 10:10; Colossesi 2:10). Avere fede in Lui significa riporre tutta la speranza in Lui e non nei nostri meriti, o giustizia, nelle nostre azioni, o nella nostra vita, né in quella di nessun altro! (Filippesi 3:3-9).
L’amore dei credenti per gli altri credenti.
Questo è il secondo motivo, per cui Paolo prega e ringrazia per questi cristiani. 
Galati 5:6 ci dice che quello che vale è la fede che opera per mezzo dell’amore 
“Santi” (hagious) si riferisce a tutti i credenti della chiesa locale (Efesini 1:1,4,13; 3:18;6:18). 
Il cristiano non ha solo una relazione verticale con Gesù Cristo, ha anche a una relazione orizzontale con gli altri cristiani. La vera fede si esprime nella pratica attraverso l’amore per tutti i cristiani (cfr. Colossesi 1:4) e non solo (Matteo 22:39; Galati 6:10). L’amore è una conseguenza della fede (Giacomo 2:8-26).
L’amore è una caratteristica di coloro che hanno conosciuto  Dio (1 Giovanni 4:8; 2:9-11; 3:14) e di coloro che sono discepoli di Gesù (Giovanni 13:35), è la prova, o la genuinità di avere fede. 
L’amore è una caratteristica di coloro che hanno l’amore di Dio, la caratteristica che proviene dal fatto che l’amore di Dio è presente nei veri cristiani (1 Giovanni 4:7), amore che è stato sparso nei loro cuori per opera dello Spirito Santo (Romani 5:5).
Quindi se tu dici di essere un cristiano, la tua vita sarà Cristocentrica e amerai i tuoi fratelli in Cristo.

Post popolari in questo blog

Isaia 26:20-21: Io resto a casa!

Isaia 26:20-21: Io resto a casa! “Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione.  Poiché, ecco, il SIGNORE esce dal suo luogo per punire l'iniquità degli abitanti della terra; la terrà metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto e non terrà più coperti gli uccisi”.
In questi giorni c’è il decreto del governo e quindi l’hashtag: “Io resto a casa”, o “io sto a casa”, questa può essere un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio, o per riflettere sulla nostra vita spirituale. Come noi oggi, che dobbiamo rimanere a casa a causa del coronavirus, circa tremila anni fa, per bocca del profeta Isaia, per motivi diversi, Dio disse al Suo popolo di rimanere a casa. Questi versetti fanno parte di un canto di lode dove viene esaltata la salvezza del popolo di Dio e il giudizio sul mondo, sopra gli abitanti della terra, e quindi l’incoraggiamento a confidare nel Signore. Noi nei…

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti.
Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

La parabola del tesoro nascosto (Matteo 13:44).

La parabola del tesoro nascosto (Matteo 13:44). Ci sono due parabole del regno, che parlano del regno dei cieli come qualcosa di grande valore: questa parabola del tesoro nascosto e la parabola successiva della perla di gran valore, o del mercante.
Queste due parabole sono molto simili in quanto entrambi coinvolgono un oggetto di grande valore e una persona, ma sono significativamente differenti in altri dettagli.  Per esempio nella parabola del tesoro nascosto viene messa in enfasi il tesoro, mentre nella cosiddetta parabola della perla di gran valore viene messo in evidenza il mercante. La persona della prima parabola non cerca il tesoro, ci s’imbatte, mentre nella seconda parabola della perla, o del mercante, è il mercante che cerca le perle.
In questa parabola vediamo in primo luogo: