domenica 18 agosto 2013

Le condizioni della pienezza dello Spirito Santo.

                                            Le condizioni della pienezza dello Spirito Santo.
Charles Spurgeon (1834-1892) scriveva: “ Vi possono essere uomini poveri e privi di cultura, le loro parole possono essere sgrammaticate, ma se la potenza dello Spirito Santo è con loro, il più umile fra loro avrà certamente più successo di un dottore della legge del più eloquente predicatore. Ciò che può cambiare il mondo oggi è la potenza che viene da Dio e non i talenti che ciascun uomo può mettere al servizio del Signore”.
Ci sono tre condizioni necessari per la pienezza, tre imperativi.

Il primo imperativo è:
I NON RATTRISTATE LO SPIRITO SANTO.
In Efesini 4:30 leggiamo: “Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione”.
Questo passo ci fa capire che lo Spirito Santo non è una forza impersonale, ma è una persona, infatti, può essere rattristato. Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità (per esempio 1 Corinzi 3:16 e 6:19; 2 Corinzi 3:17; Atti 5:3-4).

In primo luogo vediamo:
A) La ragione per non rattristare lo Spirito Santo.
Ci sono diversi motivi per non rattristare lo Spirito Santo, ma Paolo ci dice in questo versetto perché con lo Spirito Santo siamo stati suggellati per il giorno della redenzione. Il sigillo indica la realtà della nostra salvezza, cioè di coloro che hanno creduto a Gesù Cristo.
Paolo sottolinea che i cristiani sono stati suggellati (esphragisthēte- aoristo passivo indicativo)  dallo Spirito Santo; questo lo dice anche in Efesini 1:13 dove troviamo scritto: “In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso”.
Possiamo, pertanto affermare che lo Spirito Santo è presente nel credente. Il sigillo era il segno personale del proprietario, o del mittente di qualcosa d’importante, e questo era segno d’identificazione e quindi, come per esempio per una lettera, distingueva quanto era vero da quanto era falso, così il sigillo era simbolo di autenticità.
Il sigillo era anche la garanzia che l’oggetto sigillato forse trasportato intatto. Ora Paolo dice: "siete stati suggellati per il giorno della redenzione", cioè per il giorno in cui saremo salvati completamente in cielo (Romani 2:5-7; 13:11-12; Filippesi 1:6,10; 2:16).
Allora possiamo dire che il sigillo dello Spirito Santo è il segno di appartenenza a Dio e la garanzia che veramente saremo salvati, lo Spirito Santo ci porterà fino al giorno della salvezza e non permetterà che saremo allontanati, o che ci possiamo perdere per strada (cfr.Romani 8:28-39). Questo è confermato in Efesini 1:14 dove leggiamo che lo Spirito Santo è il pegno. La parola “pegno” (arrhabōn) era un termine commerciale per indicare il pagamento di una parte della merce, un anticipo che comporta l’assicurazione che l’intero pagamento si sarebbe fatto.
Questo è lo scopo per cui siamo stati sigillati! Paolo sta dicendo: voi appartenete al Signore, siete stati salvati, la prova è il sigillo dello Spirito Santo, perciò non lo contristate!

In secondo luogo vediamo:
B) La responsabilità per non rattristare lo Spirito Santo.
Non rattristare lo Spirito Santo è una tua responsabilità.

Infatti non rattristare (mē lupeite):
(1) È un imperativo attivo.
Questo verbo significa un comando e che noi dobbiamo compiere! È una tua responsabilità non rattristare lo Spirito Santo, ti devi impegnare in questo senso!
Molti cristiani sono indifferenti in alcune aeree della loro vita cristiana, non lavorano diligentemente per la loro santificazione, la loro indifferenza sarà pericolosa per la loro vita spirituale!
Joseph Conrad riguardo l’indifferenza afferma: “ l’ indifferenza…è micidiale per l’anima come la muffa per le persone”
Non so a che cosa si riferisse, ma possiamo essere certi che se siamo indifferenti verso lo Spirito Santo, se siamo incuranti, verso di Lui nel fare quelle cose che lo rattristano, questo sarà una muffa per la nostra anima!
La muffa negli alloggi è pericolosa, le affezioni più frequenti sono malattie delle vie respiratorie, predisposizione alle infezioni, allergie, emicranie e disturbi motori. Quindi saremmo credenti ammalati spiritualmente!
    
Non rattristare:
(2) È un imperativo di tutti i giorni.
“Non rattristare” (mē lupeite) è un imperativo presente, questo significa che deve essere fatto ogni giorno.Quindi dobbiamo fare del nostro meglio ogni giorno per non rattristare lo Spirito Santo  se vogliamo portare gloria a Dio e se vogliamo essere ripieni di Spirito Santo!

C) La risoluzione per non rattristare lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo nel Nuovo Testamento è associato di più alla gioia e non al dolore o all’afflizione (Romani 14:17; Galati 5:22; 1 Tessalonicesi 1:6). Come possiamo rattristare lo Spirito Santo? E qual è dunque la soluzione per non rattristarlo? Innanzitutto cosa significa rattristare? Rattristare (lupeite) è causare dolore, tristezza, afflizione, angoscia, offesa.
Questo passo è ripreso da Isaia 63:10 dove si parla che il popolo di Israele contristò lo Spirito Santo perché furono ribelli. Dal contesto vediamo che Paolo esorta ad avere un comportamento Santo che riflette il Suo carattere! (Efesini 4:17-6:9). E poi ricordiamoci che è lo Spirito (appunto) Santo!
Il peccato rattrista lo Spirito Santo. Solo coloro, che sono veramente in comunione con Dio possono capire che cosa significa il peccato per lo Spirito Santo! Lo Spirito Santo è molto sensibile al peccato! Un po’ come quei allarmi che sono così sensibili che suonano anche se c’è una mosca!
Ma questo non significa che ci abbandona quando pecchiamo, ma che non siamo più ripieni! Per esempio la lampadina quando è spenta c’è, ma è come se non ci fosse! In questo modo perdiamo la comunione con Dio, la potenza, la gioia, ecc. Lo Spirito Santo, se c’è il peccato in noi, sarà come se non fosse presente, benché sia presente.
Se facciamo riferimento a Isaia 63:10 vediamo che Dio diventa nemico, combatte contro il popolo, non si manifesta e giudica il Suo popolo lasciandolo al suo stato costante di peccato. In questo modo il popolo si allontana sempre di più da Dio, Dio lo lascia al proprio destino e in balia dei nemici, quindi al posto della vittoria che è il risultato della pienezza dello Spirito Santo, si sperimenta la sconfitta. (Isaia 63:10,15-19).
C’è un elenco di peccati che fa Paolo in Efesini 4-6.
• 4:25: La bugia
• 4:26: covare rancori
• 4:27: rubare ( questo può avere diverse forme)
• 4:28: cattive parole (sapros) indica marcio come la frutta andata a male e quindi non ha valore
• 4:31: “ogni amarezza” (pasa pikria), è lo spirito risentito che rifiuta la riconciliazione.  “Cruccio” (thumos) è lo stato della mente d’intensa passione, furia, violenza, indignazione, quel bollire dentro che va in crescendo fino a essere stabile; “ira” (orge) originariamente era un impulso naturale, uno stato di dispiacere forte. “Cruccio” (thumos) indica una condizione più agitata dei sentimenti, uno scoppio di collera dall'indignazione interna, mentre “orge” suggerisce una condizione più fissa, o costante di mente. “Clamore” (kraugé̄) indica il gridare pubblicamente, tumulto pubblico, la rumorosa autoaffermazione dell’uomo adirato, il quale vuole che tutti sentano. Parole “offensive” (blasphēmía) sono le parlare oltraggiose e offensive contro qualcuno per danneggiarlo o ferirlo. “Cattiveria” (kakía) è ostilità, antipatia forte.
• 4:32 la mancanza di perdono ( v.32)
• 5:3 "fornicazione" (porneia) è fare sesso al di fuori del matrimonio; "impurità" (akatharsía) è sporcizia morale, dissolutezza l'incontinenza in generale; "avarizia" (pleonexia) è forte desiderio insaziabile.
• 5:4 "oscenità" (aischrótēs) è ciò che è indecente, improprio, che fa vergogna; "parole sciocche" (mōrología) parole prive di senso, stupide; "volgari" (eutrapeleia) versatilità, o risposta mordace e arguta, ma qui in senso negativo della derisione, che è indecente.
• Nella famiglia moglie e marito, sottomissione e amore, padre e figli (sottomissione e non irritazione,) al lavoro sottomissione a i datori e i padroni non devono approfittare (Efesini 5:22-6:1-9).
Poi troviamo un altro elenco di peccati in Galati 5:19-21. Paolo parlando delle opere della carne si possono dividere in:
• peccati sessuali (fornicazione, impurità, dissolutezza, orge);
• peccati spirituali (idolatria, stregoneria);
• peccati sociali (inimicizie, discordie, gelosie, ire, contese, divisioni, sette, invidie);
• peccati contro la propria salute (ubriachezze).
Questi sono alcuni esempi di peccati.
Il Signore non vuole che pecchiamo, tanto meno che viviamo nel peccato, ma quando occasionalmente capiterà, confessiamo subito il peccato e Lui ci perdonerà per ristabilire la pienezza!

Il secondo imperativo è:
II NON SPEGNETE LO SPIRITO.
1 Tessalonicesi 5:19 dice: “Non spegnete lo Spirito”.
“Spegnete” (Sbennute –presente attivo imperativo) è appropriato perché uno dei simboli dello Spirito Santo è il fuoco (Geremia 20:9; Atti 2:3); e questa parola è usata per estinguere il fuoco (Matteo 12:20; 25:8; Marco 9:48; Ebrei 11:34) o anche per annientare, cancellare (2 Samuele 14:7; Proverbi 10:7). 
Questo passo è stato interpretato in due modi: alcuni hanno interpretato questo come non spegnere la presenza o l’attività dello Spirito Santo, quindi di non impedire allo Spirito Santo di svolgere la Sua funzione, per esempio un profeta si poteva rifiutare di parlare, o altri potevano impedire a un profeta di parlare.
Mentre altri interpretano questo passo a non reprimere i doni spirituali che lo Spirito Santo dona o la manifestazione dello Spirito Santo attraverso i Suoi doni spirituali.
   
Prima di ogni cosa:
A) Non dobbiamo soffocare lo Spirito Santo.
Spegnere indica soffocare, reprimere come si fa con lo spegnimento di un fuoco.  Letteralmente è: “ Smettete di soffocare continuamente lo Spirito”. Non è la persona dello Spirito Santo che si soffoca, ma l’attività fervente, la manifestazione dello Spirito Santo.
Siamo chiamati a non limitarlo, a non sopprimerlo con la nostra resistenza.

A che cosa si riferisce? Anche se può essere la manifestazione dello Spirito in senso generale, molto probabilmente Paolo si riferisce ai doni spirituali, quindi:
B) Non dobbiamo soffocare i doni spirituali.
Si riferisce alla manifestazione dello Spirito Santo riguardo i doni spirituali. Il dono è la capacità che il Signore Gesù dona mediante lo Spirito Santo ai singoli credenti per renderli atti a servire Dio in modo specifico.
Ogni credente ha almeno un dono, questi servono per il buon funzionamento della chiesa e tutti i credenti sono importanti per la crescita della chiesa (1 Corinzi 12:4-11,22-25).
Le manifestazioni della presenza dello Spirito sono per il bene della comunità e per questo motivo non dovrebbero essere eliminati.
Paolo si riferiva, forse, a richiamare i credenti a prendere in considerazione la sua lettera (perché è motivato dallo Spirito Santo e sia dai Suoi doni che ha dato a Paolo, quindi anche per scrivere loro secondo la sua chiamata), oppure si riferisce contro coloro, che soffocavano i doni, come quello di profezia, infatti leggiamo nei vv.20-21: “Non disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene”.
È possibile che la chiesa di Tessalonica, avesse minimizzato questo dono, oppure avesse fermato la pratica di profetizzare, quindi che abbia soffocato questo dono perché vi era un abuso quando vi erano i culti.
Ma il dono di profezia era molto importante, era necessario all’epoca perché non era chiuso il canone del Nuovo Testamento, tutta la rivelazione di Dio riguardo la Sua verità e volontà non era stata ancora completata (Luca 1:67; Atti 2:17; 19:6; 28:25; Efesini 2:5; Apocalisse 22:6). Lo scopo del dono di profezia era quello di edificare la chiesa (1 Corinzi 14:3-4). Certo la chiesa doveva esaminare ogni cosa e ritenere solo il bene, ma non soffocare il dono di profezia.
Ora questo può essere applicato a tutti i doni spirituali! Ci sono due pericoli come dice Ernest Wilson: “ Nell’esercizio dei doni spirituali nella chiesa vi possono essere due estremi: da una parte un freddo intellettualismo formale, dall’altra uno sfrenato eccesso. Entrambe le tendenze erano presenti nella chiesa di Corinto; ma quando lo Spirito Santo è all’opera con potenza in mezzo al suo popolo, i suoi doni sono caratterizzati dalla luce, dal calore e dalla potenza”.
Quanti credenti (giovani e meno giovani) sono scoraggiati, oppure ostacolati nel servire il Signore? Quanti credenti non servono il Signore, non mettono al servizio dellaloro chiesa i dono spirituali...ebbene questi hanno spento lo Spirito Santo!     
Non devi trascurare il dono che Dio ti ha dato. Paolo esorta Timoteo dicendo: “Non trascurare il dono che è in te e che ti fu dato mediante la parola profetica insieme all'imposizione delle mani dal collegio degli anziani” (1 Timoteo 4:14)
“Trascurare” indica essere negligenti, indica non curarsi, non tenere  sufficientemente conto, non prestare attenzione, essere spensierato, indifferenti.
Noi invece siamo chiamati a curare il dono o i doni che Dio ci ha dato e a esercitarli, a metterli a sevizio della chiesa!
 “Non trascurare” (mē amelei) è un presente attivo imperativo, quindi datti animo e corpo a non trascurare il dono che ti ha dato lo Spirito di Dio!
Siamo presi da tante cose e trascuriamo il dono meraviglioso che Dio ci ha dato! Se lo trascuriamo vuol dire che disprezziamo il donatore! Quando trascuriamo i doni, quando non ravviviamo i carismi dello Spirito Santo stiamo spegnendo lo Spirito Santo. 
Forse stai trascurando il dono spirituale, perché lo trascuri? Forse non conosci quale sia il tuo, forse hai paura di fallire, forse altri ti scoraggiano, forse i responsabili non ti aiutano. Ma sappi che è importante che tu non lo trascuri sia per l’utilità comune della chiesa e del progresso del Vangelo, e sia perché così non spegnerai lo Spirito Santo.   
Sei chiamato a ravvivare il dono come ci ricorda ancora Paolo in 2 Timoteo 1:6: “Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l'imposizione delle mie mani”.
“Ravvivare” (anazōpurein presente attivo infinito) ha il senso di mantenere in pieno ardore. L’immagine è di alimentare il fuoco, la fiamma! Quindi, indica essere zelanti, mantenere sempre l’ardore nel servire il Signore. (cfr. Romani 12:11)
Soffia, soffia sul tuo dono, esercitandolo, altrimenti spegni lo Spirito Santo!

Il terzo imperativo è:
III CAMMINATE SECONDO LO SPIRITO.
In Galati 5:16 è scritto: “Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne”.
Camminate indica movimento, azione. La fede cristiana non è qualcosa di statico, ma è movimento con lo Spirito Santo.
 
Camminate secondo lo Spirito indica:
A) Il comportamento.
“Camminate” (peripateite-presente attivo imperativo) è lo stile di vita, è il modo come viviamo, il modo come ci comportiamo.Indica la vita etica, o religiosa, è un modo di dire ebraico per indicare la condotta di una vita. (Cfr. Esodo 18:20; Deuteronomio 13:4-5; cfr. Romani 6:4; 13:13; 1 Corinzi 7:17).         

Quindi questo comportamento si riferisce al:
B) Comportamento spirituale.
“Secondo lo Spirito” indica il modo di comportarsi, nel senso etico, in modo spirituale. I cristiani hanno ricevuto lo Spirito Santo e la Sua presenza si vede dalla Sua opera potente nel credente (Galati 3:2,5).
Paolo sta esortando i credenti a proseguire in questo modo la vita cristiana, ma non in modo legalistico (secondo i propri sforzi). C'è una meravigliosa certezza: se noi camminiamo secondo lo Spirito Santo non adempiremo affatto i desideri della carne! Questo sarà il risultato di chi vive secondo lo Spirito Santo.
Cosa significa, allora camminare secondo lo Spirito?
Gli studiosi sono divisi sull’interpretazione, “secondo” nell’originale non c’è!
Il significato potrebbe essere per lo Spirito (nel senso strumentale), nello Spirito (nello spazio) o secondo lo Spirito (il modo).
Per lo Spirito indicherebbe che la vita cristiana dipende dalla guida,controllo e potenza dello Spirito Santo, perciò il credente si lascerà guidare e controllare dallo Spirito Santo.
Invece nello Spirito indicherebbe lo spazio, dove muoversi, lo spazio dove vivi, il confine della Sua volontà e non andare al di fuori, quindi il comportarsi come Dio vuole. Per esempio: camminare nella verità ( 2 Giovanni 4); camminare nella santità (Efesini 5:8-9); camminare nell’amore (Efesini 5:2); camminare come Gesù (1 Giovanni 1:2-6).
Secondo lo Spirito è il modo come lo Spirito Santo vuole, o si comporta.
Non c'è niente di sbagliato in queste interpretazioni, ma in modo specifico è strumentale, perciò è la dipendenza e la sottomissione allo Spirito Santo che è la risorsa e il sostegno dei credenti, affinché possiamo comportarci come Lui vuole, in modo spirituale.
Quindi: se io mi sottometto, se dipendo e mi lascio controllare dallo Spirito Santo, mi comporterò di conseguenza, cioè avrò una vita cristiana secondo i desideri dello Spirito Santo, una vita cristiana santa!
Solo attraverso la potenza dello Spirito Santo saremo in grado di vincere il peccato, infatti, Paolo dice: “e non adempirete affatto i desideri della carne”. E non solo avremo anche un carattere simile a quello di Gesù Cristo (Galati 5:22), questo non è un altro comando, è un dato di fatto per coloro che si lasciano controllare dallo Spirito Santo!
Lo Spirito Santo dimora in tutti i veri credenti in Cristo e li guida nel loro pensiero, nei loro atteggiamenti e nel loro comportamento. Lo Spirito Santo riversa l'amore di Dio nei loro cuori, in modo che essi sono motivati dall’amore, piuttosto che dall'egoismo e dalla cupidigia. Lo Spirito Santo li conduce in una crescente comprensione della verità attraverso la Bibbia, in modo che essa, nella sua totalità, diventa la loro regola di vita con lo scopo di glorificare Dio in tutto ciò che fanno (E. H. Andrews).
Siamo chiamati ad avere uno stile di vita, un comportamento quotidiano santo e questo avviene solo per mezzo dello Spirito Santo, quando lasciamo che il nostro comportamento sia diretto e controllato momento dopo momento dallo Spirito Santo.
Il comportamento esterno del credente deve essere dettato e controllato da un principio spirituale interiore in relazione alla potenza dello Spirito Santo. Il comportamento non deve essere dettato da leggi esterne, da pratiche, o pressioni sociali, dall’istinto, dalle aspettative degli altri, o dalla paura di quello che la gente pensa, o dagli sforzi della nostra natura decaduta,  della vecchia natura adamitica. Piuttosto, il vero figlio di Dio è guidato dallo Spirito Santo!  
Il v.18 conferma la dipendenza, il controllo, la sottomissione allo Spirito Santo. Nel v.18 leggiamo: “Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge”.
“Guidati” (agesthe-presente passivo indicativo) era usato per la deportazione degli schiavi, o dei prigionieri, quindi erano sottomessi e controllati. Noi troviamo per esempio lo stesso termine quando i soldati arrestarono Gesù e lo condussero nella casa del sommo sacerdote (Luca 22:54); oppure quando i soldati arrestarono Paolo e lo condussero nella fortezza (Atti 21:34; 23:10).
Noi troviamo “guidati” (presente passivo indicativo) anche in Romani 8:14 dove leggiamo: “infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio”. Questo è un passo parallelo, e dal contesto Paolo parla di non essere debitore alla carne(sarx- la natura umana corrotta, peccaminosa ), non siamo cioè costretti a vivere secondo i desideri peccaminosi, le motivazioni, gli affetti, i principi e le finalità della natura umana decaduta, adamitica! Ma com’è scritto sempre in Romani, Paolo ci avverte dicendo che se viviamo secondo la carne morremo (morte eterna, eterna separazione da Dio) e c'incoraggia dicendo che se facciamo morire le opere del corpo (azioni peccaminose) mediante lo Spirito Santo, quindi chi si lascia si lascia guidare, chi dipende dallo Spirito Santo, vivrà (eternamente, vita eterna)! (cfr. Romani 8:12-13). Grazie alla potenza dello Spirito Santo che abita in loro, i vericredenti possono resistere e vincere il pecato!
“Guidati” è un presente passivo indicativo, perciò ogni giorno lasciamoci guidare dallo Spirito Santo!
Il principio è come Matteo 11:29 dove Gesù dice: “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me perché io sono mansueto ed umile di cuore e voi troverete riposo alle anime vostre”. Il giogo era uno strumento usato dai contadini per tenere insieme i buoi quando aravano, così andavano insieme e si sostenevano. In questo caso è Gesù che ci porta e ci sostiene. Quindi se tu ti svuoti di te stesso, ti sottometti allo Spirito Santo e ne sarai controllato, cioè ripieno, ti comporterai e farai secondo i desideri dello Spirito Santo e non della carne.
Il noto evangelista D. L. Moody disse: “ Io credo fermamente che nel momento in cui i nostri cuori saranno svuotati dell'orgoglio, dall’egoismo, dall'ambizione e da tutto ciò che contrario alla legge di Dio, lo Spirito Santo riempirà ogni angolo dei nostri cuori. Ma se noi siamo pieni dell'orgoglio, di presunzione e di ambizione e del mondo, non c'è posto per lo Spirito di Dio. Noi prima ci dobbiamo svuotare per poi essere riempiti”.
Perciò possiamo dire che camminare secondo lo Spirito, significa lasciare che la nostra condotta sia diretta dallo Spirito Santo!
Questo implica due cose ed era il problema dei Galati:
1. Non vivrai in un modo legalistico.
2. Non vivrai in modo libertino, secondo la carne.
Questo perché è lo Spirito Santo che non solo ti rende una nuova persona, ma anche che la sua forza ti farà vivere in modo cristiano!

CONCLUSIONE.
Lo Spirito non è solo la fonte della vita cristiana, ma è anche l'unica potenza per sostenere la vita cristiana.
Per essere ripieni di Spirito Santo è importante:
1. L’impegno alla santificazione, quindi non contristarlo!
2. L’impegno nel servizio, quindi non spegnerlo!
3. L’impegno nella sottomissione, quindi non resistergli!

Jonathan Edwards (1703-1758) teologo e uomo di risveglio:
”Risolvo che nessun altro scopo che non sia spirituale influenzerà tutte le mie azioni e che nessuna di esse si muoverà in una qualsiasi circostanza, in una direzione diversa da quella indicata dal fine spirituale”.
Tu cosa decidi?