L’avvertimento contro il potere incontrollabile della lingua.

Giacomo 3:2-8: L’avvertimento contro il potere incontrollabile della lingua.
Su una collina in Inghilterra davanti a un sacrato c’era una lapide grigia e squallida con la scritta rovinata dal tempo che diceva pressappoco così: “Sotto questa pietra giace Arabella Young che dal 24 maggio ha cominciato a controllare la sua lingua”. 
Molto probabilmente, questa donna non aveva una buona reputazione per la sua lingua! Molte persone tendono a parlare troppo e ad ascoltare poco! Qualcuno ha calcolato che le persone parlano in media in un giorno dai 18 alle 25 mila parole. Gli uomini parlano circa 25 mila parole e le donne 30 mila parole in un giorno! Con tutte le parole che diciamo in un giorno possiamo scrivere un libro di una cinquantina di pagine e in un anno 66 libri di 800 pagine.
Come faremmo senza la lingua? La comunicazione sarebbe difficile, non ci sarebbero le canzoni, le radio e come s’insegnerebbe a scuola? La lingua è una grande benedizione di Dio, ma noi come la usiamo? Pecchiamo più facilmente con la lingua che con qualsiasi altra parte del corpo! Quante volte parliamo senza collegare la lingua con il cervello? Quante volte diciamo le cose per rabbia, con malizia, per cattiveria? Quante volte si sparla degli altri? Quante volte si pecca con la lingua per orgoglio e per egoismo, per invidia o per gelosia? 

La cosa ancora più triste è che alcuni provano godimento nel dire certe cose che non onorano il Signore come criticare una persona o fare maldicenza di quella persona! Il Salmo 64 è una preghiera dove si chiede la salvezza dal terrore dei nemici e si chiede a Dio la salvezza  dalle trame dei malvagi e dagli intrighi dei malfattori! “Hanno affilato la loro lingua come spada e hanno scagliato come frecce parole amare, per colpire di nascosto l'uomo integro; lo colpiscono all'improvviso, e non hanno paura”. (Salmo 64:3-4).
Come usiamo la nostra lingua? Le nostre parole a volte fanno male come una spada affilata! Come frecce! Penso che dovremmo proprio umiliarci davanti a Dio come Isaia per come a volte usiamo la lingua. “Allora io dissi: ‘Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure…’” (Isaia 6:5).
Dai vv.1-2b abbiamo visto che Giacomo avverte coloro che vorrebbero far da maestri, mettendoli davanti la grande responsabilità, e il fatto che saranno giudicati più severamente da Dio, maggiore è la responsabilità maggiore sarà il giudizio! 
Giacomo continua il discorso sulla lingua.   

Giacomo ci dice che:
I CONTROLLARE LA LINGUA SIGNIFICA ESSERE PERFETTI.  
v.2: ……. Se uno non sbaglia nel parlare è un uomo perfetto, capace di tenere a freno. 
anche tutto il corpo.
Se uno non sbaglia nel parlare è un uomo perfetto, in contrasto con quanto detto prima che “manchiamo tutti in molte cose”!  “Sbagliare” (ptaíō) indica inciampare, cadere o andare fuori strada, si riferisce a peccare nel parlare, al fallimento morale. (Romani 11:11; 2 Pietro 1:10).
La stessa parola Giacomo la usa in Giacomo 2:10 dove è tradotta con trasgressione della legge. Il verbo “sbaglia” (ptaiomen- presente attivo indicativo) indica azioni ripetute fatte, significa che purtroppo avviene abbastanza spesso, indica la perseveranza.
Se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo ammettere che Giacomo ha perfettamente   ragione, è immensamente difficile non peccare con la lingua. Ogni mattina quando ci alziamo è bene pregare non solo affinché il Signore possa dirigere i nostri passi sulla via della giustizia, ma anche che possa aiutarci a parlare come Lui vuole. 
“Sbagliare nel parlare” non indica una caduta accidentale, ma è volontaria nel senso che è premeditato questo lo vediamo sia dal verbo sbagliare che ha una forma attiva e sia dal significato della parola “parlare” (logō) che indica una parola con cui si esprime un pensiero interiore, che è dentro di noi.
Così il peccato nel parlare non sono parole illogiche di una persona mentalmente disturbata, ma è il parlare che viene da un pensiero che si ha dentro. La persona perfetta esisterebbe se non sbagliasse nel parlare!

Perfetto indica:
A) La Pienezza nel Carattere.
“Perfetto” (téleios) significa “completo”, “integro” contro il parziale, il limitato o il deficitario.  Per esempio è scritto che Dio è perfetto così anche la Sua volontà. (Matteo 5:48; 19,21; Romani 12:2; Colossesi 1:28; 4:12). La parola “perfetto” è usata nel Nuovo Testamento anche per indicare il credente maturo, adulto nella fede, la piena maturità (1 Corinzi 2:6; 14:20; Efesini 4:13; Ebrei 5:14).
“Perfetto” indica il credente che è completamente equipaggiato e fermamente stabilito nella conoscenza e nella pratica della volontà di Dio. In altre parole indica non essere immaturi come i bambini, ma ben qualificati nella conoscenza e nella santità, quindi essere adulti spiritualmente. Perciò il controllo della lingua è la prova di maturità straordinaria!
L'uomo perfetto non cade è attento a quello che dice. Si rende conto che la lingua può rovinare la reputazione e spezzare il cuore della gente, ma anche può rovinare se stesso, si può trovare in guai seri! (Proverbi 18:21; 21:23).
Non so se Gordon Brown, Primo Ministro inglese, ha perso le elezioni del 6 maggio 2010 perché non ha controllato la sua lingua; infatti il premier subito dopo un colloquio con un'anziana vedova, anche lei laburista come Brown, nel corso di un evento elettorale nel nord dell'Inghilterra ha offeso questa signora. La signora aveva fatto delle domande in tema di immigrazione ed economia, e non era d’accordo con il premier. Il premier poi entra in macchina ancora con il microfono aperto, perché doveva parlare ancora da un’altra parte, si lascia andare dicendo ai suoi collaboratori: "È stato un disastro, non mi avreste mai dovuto mettere con quella donna fanatica, limitata e piena di pregiudizi". Entro pochi minuti la registrazione è stata diffusa su tutti i media, il fatto ha avuto una risonanza nazionale e tutti gli sono andati contro:stampa e avversari politici. L’apertura del Guardian mostrava una foto di Brown col capo chino e le mani nei capelli. L’editoriale subito sotto la foto parlava di “momento più pericoloso della campagna laburista, un incidente che può infliggere un danno devastante alla sua campagna”. Il premier si è dovuto cospargere il capo di cenere, dicendosi ‘ mortificato’ per il suo sfogo poco galante. ‘Sono un peccatore penitente’, ha detto Brown, che è andato a trovare la signora Duffy a casa per scusarsi di persona.
Ora il segno della tua maturità sarà manifestata dalla tua lingua, dal tuo modo di parlare.

Ma vediamo anche che perfetto indica:
B) Il Proposito da Compiere.
“Perfetto” significa colui che ha raggiunto lo scopo, lo scopo di fare la volontà di Dio. “Perfetto” indica fare ciò che Dio si aspetta che facciamo, quindi indica essere moralmente perfetti come Dio.
Se non sbagliamo nel parlare siamo persone perfette moralmente come Dio, quindi l’assenza del peccato!
Questo deve essere lo scopo del cristiano come leggiamo in Matteo 5:48: “Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste”.

Ma vediamo anche:
C) La Padronanza nel Contenere.
v.2: “Capace di tenere a freno anche tutto il corpo”.
Se teniamo sotto controllo la lingua saremo in grado di tenere a freno, sotto controllo tutto il corpo. “Tenere a freno” (chalinagōgēsai) implica limitare, frenare per non andare nella direzione sbagliata e guidare, invece nella direzione giusta! Se uno non sbaglia nel parlare, questa persona sarà capace anche di controllare il corpo dal peccare, ma tali persone sono rare, non esistono! 
Il peccato sappiamo è universale, ma se si trova qualcuno che non pecca con la lingua, allora vuol dire che non pecca in altri modi! Umanamente Giacomo sta sottolineando che non siamo in grado di tenere sottocontrollo la lingua, perché se riuscissimo a domare la lingua, saremo in grado, riusciremmo a domare tutto il corpo, cosa che vediamo non avviene nella nostra vita!
Il senso è che: se saremo in grado di controllare la lingua, che è la cosa più difficile da controllare, vuol dire che saremo capaci (dunatós) avremo la forza, la potenza, l’abilità di controllare tutto il corpo, quel corpo di cui il peccato si serve per esprimersi, quindi indica la nostra intera attività.       
Se vinciamo la battaglia contro la lingua saremo in grado di vincere le altre battaglie!

In questi versetti vediamo ancora:
II LA CAPACITÀ DELLA LINGUA.
La lingua benché sia di piccole dimensioni e di poco peso, può pesare una cinquantina di grammi, ha una straordinaria capacità, uno straordinario potere! Giacomo illustra il potere della lingua con tre esempi, tre piccole cose come la lingua che possono produrre effetti o qualcosa di grande, le prime due illustrazioni sottolineano che piccoli arnesi possono controllare forze superiori.

A) Le Illustrazioni della lingua.
(1) La Prima illustrazione: il freno in bocca ai cavalli.
v.3: "Se mettiamo il freno in bocca ai cavalli perché ci ubbidiscano, noi possiamo guidare anche tutto il loro corpo".
Qui l’espressione è come in Giacomo 1:26 dove si parla di tenere a freno la propria lingua. Giacomo fa l’esempio dell’imbrigliatura dei cavalli per controllarli, governarli. Il “freno” (chalinous) in bocca è il morso (la barretta di metallo) che a sua volta è legato alle redini, quindi con un’imbracatura sulla testa del cavallo, il tutto si chiama briglia, tramite la briglia i movimenti del cavallo vengono guidati come vuole il cavaliere, anche se il cavallo non vuole.
Pensate un po’, un cavallo pesa circa 450 chili, può arrivare a correre anche 90 chilometri all'ora, è una mezza tonnellata di potenza pura! Eppure grazie al morso, alla briglia si può tenere sotto controllo! Senza briglia il cavallo è incontrollabile!
Infatti, se si prova a cavalcare un cavallo senza briglia il cavallo se ne va per conto suo!       
I credenti che esercitano un controllo attento della lingua sono in grado anche di orientare tutta la vita o il loro comportamento secondo la volontà di Dio.

(2) La Seconda illustrazione: il timone con le navi grandi.
v.4: "Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere".
Giacomo fa un doppio contrasto ancora più esplicito delle navi grandi e queste navi grandi sono spinte da venti impetuosi (violenti) oppure anche se ci sono venti impetuosi le navi sono guidate da un piccolo arnese come il timone, dove vuole il timoniere!
Perciò si sottolinea la difficoltà di governare la nave, al fine di evidenziare la forza del timone piccolo. Che possa essere una nave antica come quella che prese Paolo di 276 persone o una moderna portaerei americana a propulsione nucleare con oltre 5000 uomini, con 80 aerei a bordo e lunga più di 300 metri, è sempre il timone che guida la nave!
Un “timone” (pēdaliou) era normalmente un pezzo di legno o di metallo in posizione verticale collocata a poppa di una nave in modo che può dare la direzione o l’angolazione desiderata. 
Quindi si tratta di un dispositivo che dirige il corso o controlla la direzione della nave, dovunque  vuole il timoniere. Il timone è importante! La “Bismarck” era una nave da battaglia tedesca della seconda guerra mondiale, fu distrutta a causa di un timone danneggiato, senza direzione si è schiantata contro gli scogli.
Quando la nostra lingua è fuori controllo, come quel un timone senza controllo, sarà un disastro morale, spirituale e sociale. 

(3) La Terza illustrazione:un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta.
v.5: “Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta!”
A volte un mozzicone di sigaretta può sviluppare un grande incendio con gravi conseguenze con case distrutte e migliaia di ettari di bosco, bruciati! Nel luglio 2008 c’è stato un grave incendio in California, le autorità furono costrette a far evacuare 10.000 persone, furono inviati 2000 uomini della guardia nazionale a fianco dei vigili del fuoco, furono inviati rinforzi dal Messico Canada, Australia e Nuova Zelanda, l’incendio durò diverse settimane!
Ancora una volta vediamo in questa illustrazione il potere della lingua.

Perciò queste tre illustrazioni indicano:
B) L’Influenza notevole della Lingua.
La lingua anche se è di piccole dimensioni ha una grande influenza. Come leggiamo al v.5: “Così anche la lingua è un piccolo membro, eppure si vanta di grandi cose”. 
La lingua umana è fisicamente piccola, ma ha effetti notevoli di cui si può vantare! Giacomo conclude il confronto tra il morso, il timone e introduce il piccolo fuoco, anche se di piccole dimensioni raggiungono grandi risultati; così la lingua, anche se piccola è  estremamente potente, ha motivo di vantarsi di grandi cose che possono essere sia in senso negativo e positivo!         
La lingua può legittimamente vantarsi del suo potere sproporzionato di determinare il destino umano. Vedi per esempio i discorsi di Adolf Hitler e Winston Churchill esempi del lato negativo e positivo del potere della lingua. Il Führer da un lato arringava, persuadeva e trascinava una moltitudine a fare il male. Qualcuno ha detto che: “Per ogni parola scritta nel libro di Adolf Hitler, Mein Kampf, 125 persone sono morte”. Due su tre ebrei europei sono stati uccisi in quella guerra. Questo è stato il risultato di una lingua di un uomo! Dall'altra parte, Churchill, con i suoi discorsi fu di grande ispirazione alle forze alleate impegnate in combattimento, tirò fuori la Gran Bretagna da una situazione incerta fino alla vittoria.
Ma anche nelle nostre vite e non solo per il destino delle nazioni, questi 50 grammi hanno un potere straordinario. Infatti, noi sappiamo benissimo che la lingua può lacerare le persone; può lacerare le chiese, può distruggere le relazioni; può rovinare un matrimonio; può devastare una famiglia, può condurre ad uccidere, può condurre a guerreggiare. Ma d'altra parte la lingua può essere costruttiva: può creare un clima amorevole, entusiasmo, incoraggiamento, conforto, pace, gioia.    
Tu come stai usando la tua lingua? In modo costruttivo o distruttivo? La lingua come il fuoco può avere grandi effetti: positivi o negativi!      

Infine vediamo:
III LA CERTEZZA SULLA LINGUA.      
vv.7-8: “Ogni specie di bestie, uccelli, rettili e animali marini si può domare, ed è stata domata dalla razza umana;  ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale.

A) La lingua è Indomabile.
Noi abbiamo visto domare qualsiasi tipo di animale: orche delfini, elefanti, serpenti, e così via , ma umanamente parlando è impossibile domare la lingua! Nessuno uomo la può domare! Giacomo dice che la lingua è incontrollabile, difficile da controllare! Non si può domare è letteralmente "addomesticare". Il senso è di sottomettere, tenere sottocontrollo.
La parola "domare" (damázō) appare in Marco 5:4 dove notiamo che le persone erano incapaci di sottomettere, domare un indemoniato, che aveva molti demoni. Questa persona che era legata con ceppi e catene, ma le rompeva e spezzava; nessuno aveva la forza di domarlo, solo Gesù lo ha domato!
L’uomo è in grado di dominare e controllare tutte le specie animali secondo il piano di Dio, secondo il Suo mandato com’è scritto in Genesi 1:28-30 e nel Salmo 8:4-8, ma nessun essere umano può domare la lingua! 
L’umanità è più forte del regno animale sia per addomesticare e sia in termini di caccia.  Ma l’uomo non è in grado di dominare la lingua! 
        
B) La lingua è un male Incessante. 
La lingua è un male continuo dice Giacomo al v.8. “Continuo” (akatascheton) indica come un’animale feroce in gabbia va avanti e indietro  alla ricerca di un’occasione per scappare, è irrequieto. “Continuo” può avere questo significato, che nessuno può quietare, senza pace che non può essere trattenuto! 
La cosa interessante che vediamo è che “continuo” è una parola usata in senso negativo in Giacomo 1:8 per i quei credenti  doppi di animo, i credenti ipocriti che sono “instabili” incostanti, volubili, irrequieti, senza controllo come una barca agitata e sballottata dal vento. Sempre questa parola è la radice della parola che troviamo in Giacomo 3:16 tradotta con “disordine” (akatastasía) che è la conseguenza di chi invidia e ha uno spirito di contesa, vale a dire l’uomo non spirituale, che ha la sapienza terrena, animale e diabolica, cioè che invidia e ha uno spirito di contesa crea disordine nella chiesa.
Così l'immagine può trasmettere l'idea di qualcosa che può, in qualsiasi momento scatenarsi, un organo disordinato e imprevedibile. Ma dobbiamo forse rassegnarci a questo potere incontrollabile della lingua? Dobbiamo forse abbandonare ogni sforzo per tenere sotto controllo la lingua? Assolutamente No!
Anche se sappiamo che la perfezione è irraggiungibile, questo non deve attenuare minimamente il  nostro zelo a ricercare di diventare sempre più maturi spiritualmente!  
Anche se non potremmo mai raggiungere il controllo costante e totale della lingua, noi siamo chiamati ad avanzare lungo la strada e quindi di glorificare Dio con il nostro parlare! Perciò dobbiamo fare del nostro meglio per tenere sottocontrollo la lingua!

C) La lingua deve essere tenuta sotto controllo, questo dev’essere l’Intento del vero credente.
Giacomo ha fatto un confronto sul potere della lingua e vuole metterci in guardia della sua suscettibilità malvagia e quindi della necessità di sorvegliarla affinché non ci siano gravi conseguenze!  
Chi tiene sotto controllo la lingua dimostra di essere saggio! (Proverbi 10:8;11,21; 11:9; 12:18,25; 13:13). Il credente è chiamato a tenere sotto controllo la propria lingua. Infatti, “La può domare” (damasai - aoristo, attivo, infinitivo) indica lo scopo, perciò questo sarà il nostro intento, scopo: domare la propria lingua. 
Inoltre nell’esempio del morso e delle navi, vediamo implicito il richiamo al controllo, all’ubbidienza del cavallo da parte di chi lo cavalca e della nave che è guidata da un piccolo timone dove vuole il timoniere, perciò noi siamo responsabili nel controllo della nostra lingua (Cfr. v.10).
Tu ti impegni a domare la tua lingua secondo la volontà di Dio?

Il vero credente cercherà di domare la lingua per glorificare Dio.
Almeno per tre motivi:
(1) Perché è stato Rigenerato da Dio.
È una nuova creatura. È vero che la lingua è difficile da controllare per un non credente, ma è anche vero che con la nuova nascita, diventiamo nuove creature e quindi lo sarà anche il nostro modo di parlare, la nostra lingua! 
In 2 Corinzi 5:17 leggiamo: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove " (Cfr. Efesini 4:17-24; Colossesi 3:5-10). Quel sacco di veleno contenuto nella lingua che ci portiamo dietro sarà trasformato in benedizione, non solo per noi stessi, ma anche per gli altri. C’è un vero cambiamento! Cercheremo di evitare il peccato, anche se a volte inciampiamo! (Giovanni 1:8-2:2).
Il peccato è qualcosa che dobbiamo evitare con tutti i mezzi, non dobbiamo essere indulgenti a esso! Dio ci ha messo nelle condizioni di compiere la sua volontà e quindi di usare la lingua in modo che lo onori!
Ezechiele 36:26-27 dice: “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.  Metterò dentro di voi il mio spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni".

Il vero credente cercherà di domare la lingua per glorificare Dio:
(2) Perché ha una Relazione con Dio.
La persona che ha una relazione con Dio parla secondo la volontà di Dio! In Proverbi 10:31-32 leggiamo: “La bocca del giusto fa fiorire la saggezza, ma la lingua perversa sarà soppressa. Le labbra del giusto conoscono ciò che è gradito, ma la bocca degli empi è piena di perversità”.  
Nel v.31 l’immagine è presa dal regno vegetale. La bocca del giusto (sad∙dîq) è come un albero che fiorisce la saggezza, produce saggezza (hokmāh)! La saggezza indica la devozione verso Dio (Giobbe 28:28; Proverbi 1:7), la pratica della rivelazione di Dio, la conoscenza applicata della Parola di Dio (Isaia 33:6).
Il giusto è una persona devota a Dio, che si conforma alla volontà di Dio! (Genesi 6:9; 7:1; 18:23-25;ecc.). Quindi il giusto parla secondo la Parola di Dio (Salmo 37:30-31; Deuteronomio 4:6). Mentre la lingua dell’empio (rāša) come vediamo è perversa (tahpukāh) lontana dagli standard di Dio, deviata dalla Parola di Dio (Deuteronomio 32:20)  perché l’empio non cammina con Dio (Salmo 1); è malvagio (Salmo 7:9); bugiardo e ipocrita (Salmo 26:4-5; 28:3); nemico del Signore (Salmo 37:20, ecc.).
Gli empi sono ingannevoli e corrotti nel loro parlare, stravolgono la giustizia (Proverbi 2:12,14; 8:13). Quindi noi vediamo che c’è un contrasto tra il giusto e l’empio. Il giusto dice parole sagge, perché conosce quali sono, parole che sono gradite (rāsôn piacere, gioia, desiderio, volontà, favore) a Dio (cfr. Proverbi 8:35; 12:2; 14:9; 18:22; Salmo 103:21). Mentre l’empio dice parole che non sono secondo la volontà di Dio! 

Se il non credente non può controllare la lingua, il credente può: 
(3) Perché ha un Rinforzo: Lo Spirito Santo.
Nessun uomo può domare la lingua senza la grazia e l’assistenza soprannaturale dello Spirito Santo! Controllare la lingua è difficile per l’uomo, ma non per Dio! Come Gesù ripieno di Spirito Santo fu un grado di sottomettere i demoni così noi con il suo aiuto possiamo dominare, controllare la lingua! Non siamo abbandonati a noi stessi!               
Giacomo dice nessuno uomo la può domare, ma per grazia di Dio con l’aiuto dello Spirito Santo sì!
Attraverso l'opera potente dello Spirito, possiamo parlare in perfetta conformità con la volontà di Dio. Romani 8:12-13 dice: “Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi  morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete (2 Corinzi 3:18; Galati 5:19-21).

CONCLUSIONE
La lingua è una grande benedizione di Dio, ma il beneficio dipende da come la usiamo! Un filosofo disse una volta al suo servitore che per il giorno successivo aveva invitato degli amici per cena e perciò il servo doveva trovare il migliore cibo al mercato. Il giorno dopo, tutti erano seduti a tavola. Cos’aveva preparato il servo da mangiare? La lingua cucinata in vari modi! Il filosofo si arrabbiò e disse al suo servitore: “Non ti ho detto di trovare il cibo migliore al mercato?” Il servitore rispose: “la lingua è il cibo migliore! La lingua non è l'organo della socievolezza, l'organo dell’eloquenza, l'organo della gentilezza, l'organo dell'adorazione?” Il filosofo disse di nuovo al suo servo: ”Domani io voglio che mi trovi il cibo peggiore al mercato!” L’indomani il filosofo si sedette di nuovo a tavola e c'era solo la lingua cucinata sempre in vari modi, il filosofo perse di nuovo la sua pazienza e disse al suo servo: “Non ti ho detto di trovare la cosa peggiore al mercato?” Il servitore rispose: ”La lingua non è l’organo peggiore, l'organo della bestemmia, l'organo della diffamazione, della divisione, è l'organo dell’ errore, l’organo delle bugie?” Il filosofo apprezzò il suo servitore che gli ha insegnato una grande lezione. 
Quindi la lingua può essere uno strumento buono o cattivo dipende da come la usiamo! Sforzati con l’aiuto di Dio di rendere la tua lingua, il tuo parlare uno strumento che reca benedizione. Una lingua senza una conoscenza profonda di Dio, senza un carattere devoto, e senza una vita santa, ostacola piuttosto che promuovere la causa di Cristo, il progresso del Vangelo!
È estremamente facile che la vanità, la presunzione, e l’orgoglio spirituale si possono insinuare e manifestare con la lingua fino anche a dire bugie per i propri interessi!

Come possiamo usare bene la lingua?
1) Sii Consapevole della capacità, potere della lingua, hai bisogno dell’aiuto di Dio.
Prega per questo, da solo non sei in grado di controllarla! Nel Salmo 141:3 leggiamo: "SIGNORE, poni una guardia davanti alla mia bocca, sorveglia l'uscio delle mie labbra”.
  
2) Cura il tuo Cuore. 
Un incendio era divampato su una piattaforma del gas naturale che era stato costruito in mezzo all'oceano. I vigili del fuoco hanno lavorato giorno e notte per spegnere l'incendio, ma i loro sforzi non hanno avuto successo. L’incendio era così forte perché era alimentato sotto la superficie delle acqua da un tubo che era danneggiato! Al fine  di spegnere l'incendio, i sub scesero al di sotto delle fiamme e tagliarono la fornitura del gas, solo allora poterono spegnere l'incendio sopra. Similmente per spegnere la fiamma della lingua in senso negativo, dobbiamo andare al di sotto e cioè nel cuore e tagliare i desideri malvagi che alimentano la lingua. 
Gesù disse che ciò che esce dalla bocca viene dal cuore. La nostra lingua rivela ciò che abbiamo nel nostro cuore. “Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo” (Matteo 15:18). Quindi in primo luogo se vuoi sapere perché a volte usi la tua lingua in modo sconveniente, devi guardare dentro il tuo cuore! In secondo luogo purifica il tuo cuore, i tuoi pensieri e rifiuta ciò che non glorifica Dio com’è scritto in Filippesi 4:8. Riempiti della Parola di Dio perché la Parola ci santifica (Giovanni 17:17; Colossesi 3:16).

3) Custodisci la tua Condotta.
Sii vigilante come ci dice il Salmo 39:1: “Io dicevo: ‘Vigilerò sulla mia condotta per non peccare con le mie parole; metterò un freno alla mia bocca, finché l'empio mi starà’”. “Vigilerò”(šāmar) indica esercitare una grande cura, fare la guardia, custodire, proteggere (Genesi 2:15; 3:24; 30:31; 2 Samuele 15:16; 18:12; Salmo 34:20; Geremia 51:12;ecc.).
Che Dio ci aiuti a onorarlo con il nostro modo di parlare! 

4) Sii Clemente.
Sopporta e perdona chi ti ha fatto del male. Paolo dice: “Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo" (Efesini 4:31-32).
La lingua è una grande benedizione di Dio, ma il beneficio dipende da come la usiamo! Tu come la stai usando e come la vorrai usare?











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