La promessa della pace di Dio.

Filippesi 4:6-7: La promessa della pace di Dio.

Qualche anno fa, un uomo molto ricco voleva un dipinto sulla pace. Commissionò tre artisti per dipingere scenari pacifici. Dopo un mese gli artisti tornarono con i loro dipinti finiti. Ogni dipinto fu coperto da un velo in attesa del momento della rivelazione. 
Il primo artista presentò il suo dipinto: era una bella scena di montagna. Le montagne erano coperte di pioppi verdi e fiori primaverili. Le cime maestose innevate erano alte fino a incontrare un cielo blu senza nuvole. L'uomo ricco disse: "Mi piace. Questa scena di montagna è davvero tranquilla ". 
Poi il secondo artista tolse il velo dal suo capolavoro. Il suo dipinto era di una splendida vista sull'oceano. La sabbia era bianca come cristallo. Il mare era azzurro e tranquillo. Il sole stava tramontando lentamente nel cielo, mentre i suoi raggi riflettevano sul mare calmo. Nel centro dell'immagine vi erano due persone rilassate su una sedia a sdraio in riva al mare con i piedi in acqua. L'uomo ricco era molto contento. Egli disse: "Mi piace la spiaggia. Amo questo quadro. Che splendida interpretazione di pace ". 
Il terzo artista tirò giù il velo dal suo dipinto e il ricco guardò il quadro con perplessità. Quest’artista aveva dipinto una cascata impetuosa. In questa scena un fiume in piena cadeva per centinaia di metri e s’infrangeva sulle rocce sottostanti. L'uomo ricco disse: "Ma in che cosa consiste la tranquillità? Mi sembra una scena tutt'altro che pacifica! Tutto quello che vedo è turbolenza. Dov’è la pace? ". Il terzo artista disse: "Guardi meglio, signore. Guardi vicino proprio sotto la cascata, dietro l’acqua e vedete una fenditura nella roccia, la vede? Sporgendosi in avanti, il ricco rispose: "Sì, la vedo, e vedo anche un uccello appollaiato in quella fessura. L'artista ha risposto: "Questo è tutto, signore! Questa è la pace! Nel bel mezzo della turbolenza rumorosa, l'uccello ha trovato un posto tranquillo. Amico mio, questa, è una vera pace, avere la pace in mezzo al caos, in mezzo a una vita turbolenta ".

La pace non è che tutto sia bello e tranquillo come le montagne, o il mare pacifico! Ma che in mezzo ai problemi, alle difficoltà noi abbiamo la pace di Dio dentro di noi!!


Noi più delle volte viviamo una vita di caos, di problemi di vario genere, e a volte sembra che tutto ci crolli addosso, ma in questi momenti possiamo avere la pace di Dio!!

Al v.6 nella precedente predicazione, abbiamo visto il comandamento dell’apostolo Paolo a non essere ansiosi; abbiamo visto la caratteristica dell’ansia, le cause, le conseguenze, abbiamo visto la chiave per non essere ansiosi, cioè fare conoscere a Dio le nostre richieste specifiche con fede e ringraziamento. 

Ora nella promessa della pace troviamo tre aspetti importanti.
Il primo aspetto della promessa della pace di Dio è:
I IL SUPERAMENTO DELLA PACE DI DIO.
I vv.6-7 dicono: "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù".

Nel superamento c’è:
A) L’Esito della preghiera: la pace di Dio.
Come leggiamo al v.7: "E la pace di Dio".
Nel v.7 vediamo la promessa della pace di Dio per coloro che fanno conoscere a Dio le loro richieste in preghiera e supplicazione con ringraziamento (v.6). 

La pace è l’esito, il risultato della preghiera fatta con fede e ringraziamento. 

Isaia 26:3-4 dice: " A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Confidate per sempre nel SIGNORE, perché il SIGNORE, sì il SIGNORE, è la roccia dei secoli".        

Anche se la preghiera ci può aiutare a livello psicologico a stare meglio, Paolo qui non si riferisce alla preghiera come autosuggestione, una forma di autoipnosi, di auto-purificazione da pensieri negativi che produce la pace del Signore. 

La pace è un dono di Dio, come leggiamo più volte nella Bibbia che scaturisce dalla Sua grazia, piuttosto ciò che l’uomo può pensare, causare, o realizzare. (Numeri 6:26; Salmo 29:11; Giovanni 14:27; Galati 5:22),

Dio è il Dio della pace com’è scritto al v.9 di questo capitolo e in altri passi della Bibbia (2 Corinzi 13:11; 1 Tessalonicesi 5:23; 2 Tessalonicesi 3:16). 

Dio ci può dare la pace perché Lui ha pace, è in pace! 

Dio non è soggetto all’ansia! 

La pace di Dio, quindi riflette il carattere divino, la pace che Dio stesso ha, che è totalmente separato da ogni ansia e preoccupazione.

Che cos’è allora la pace, vediamo:
B) L’Entità della pace di Dio.
La “pace” (eirēnē) è l’armonia, la tranquillità, la serenità, il benessere interiore, la libertà, o l’opposto dell’ansia, quindi dell’apprensione, inquietudine, terrore, è un senso di appagamento interiore fornito da Dio.      

L’apostolo Paolo non sta dicendo che non ci saranno i problemi, o che tutti i problemi finiranno, che Dio ci libererà da ogni difficoltà, ma che ci darà la pace nonostante le difficoltà! 

Paolo non dice che non ci saranno i problemi, ma che avremo la pace di Dio in mezzo ai problemi!  
La pace non è l'assenza di problemi. 
Non è la felicità che dipende dalle circostanze, o la vita senza intoppi! 
Se Dio risponde, o non risponde alle preghiere. 

Presentando i nostri bisogni a Dio, non significa che Egli esaudirà ogni preghiera. (cfr. vedi l’esempio di Gesù in Matteo 26:39,42,44; vedi l’esempio di Paolo in 1 Corinzi 12:1-10). 

Possiamo, però essere certi che, in mezzo alla bufera dei nostri problemi, in mezzo la tempesta delle prove, la pace di Dio custodirà i nostri cuori e i nostri pensieri dall’ansia. 

La pace di Dio è quella calma interiore che si trova nella profondità della preghiera, che protegge i cuori e i pensieri da qualsiasi disturbo esterno. 

Diversi anni fa un sottomarino era in fase di test e rimase immerso per molte ore. Quando tornò al porto, al capitano gli fu chiesto: " Capitano come ha fatto a uscire fuori indenne dalla terribile tempesta di ieri?" L'ufficiale lo guardò con sorpresa ed esclamò: "Tempesta? Noi non sapevamo nemmeno che ci fosse una tempesta!" 

Il sommergibile era così in profondità in acque calme, che nonostante l'oceano in superficie potesse avere enormi onde e forti venti, non ne risentiva. 

Possiamo essere dentro un problema tempestoso, ma nella profondità della preghiera che ci porta alla presenza di Dio dove tutto è calmo, possiamo sperimentare e avere la Sua pace in dono!

La pace è il frutto di credere alla preghiera, la preghiera che ci porta alla presenza del Dio della pace che dona la pace! 
      
Nel superamento della promessa c’è:
C) L’Esclusività della pace di Dio.
Nel v.7 leggiamo: "La pace di Dio, che supera ogni intelligenza".

“Supera” (huperechousa - presente attivo participio - noun) indica qualcosa che sorpassa, che va oltre i limiti, qualcosa di assoluta eccezionalità, unica, oppure che eccelle, che si distingue, che è meglio, superiore in qualità e valore (Filippesi 2:3; 3:8)

Così può avere il significato che:
(1) La nostra mente, la nostra intelligenza, la nostra comprensione non è in grado di capire la pace di Dio.
La pace di Dio è così meravigliosamente vasta e illimitata che nessuna mente umana può comprenderne pienamente il significato. 

“Supera ogni intelligenza” indica qualcosa che non siamo in grado né di capire e né di spiegare perché va al di là della nostra intelligenza, della nostra capacità intellettuale, del nostro modo di percepire.

Secondo questa interpretazione la pace di Dio sorpassa tutti i nostri sogni, è qualcosa d’inaspettato perché il credente la sperimenta in circostanze impossibili, difficili! 

Oppure un’altra interpretazione è:
(2) La pace di Dio è di gran lunga superiore, ha un valore superiore, è meglio della ragione umana.
In questo senso, la pace di Dio va oltre, ciò che la nostra intelligenza umana e i nostri piani ingegnosi non sono in grado di raggiungere, di meditare, di realizzare. 

In questo senso la pace di Dio è qualcosa che la nostra mente umana non può pianificare, non è raggiungibile attraverso la progettazione, o lo sforzo umano, va oltre la nostra aspettativa, o ciò che avremmo potuto pensare e fare.

In Isaia 55:8-9 è scritto: “‘Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie’, dice il SIGNORE.  ‘Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri’”.

In Efesini 3:20 leggiamo: “ Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo”.  
La pace che Dio dona, non la dà niente e nessuno in questo mondo! 

La pace di Dio è più efficace nel rimuovere l'ansia di qualsiasi capacità, cura, farmaco, dottore, psichiatra, psicologo, ragionamento umano, intelligenza umana! 

Il potere curativo della pace di Dio, supera di gran lunga i poteri della mente umana. 

La pace di Dio è così preziosa, meravigliosa e unica che la mente umana, con tutta la sua abilità e tutta la sua conoscenza, non può mai produrre. 

Non possiamo fare altro che lodare Dio per questo! Chi ha sperimentato e sperimenta questa pace, loda Dio!

Il secondo aspetto della promessa della pace di Dio allora è:
II LA SALVAGUARDIA INTERIORE.
Leggiamo ancora nel v.7:  "Custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri". 

La pace che Dio dona e la pace che protegge il nostro essere interiore dall’ansia. 

A) La salvaguardia è una Realtà Invincibile.
“Custodirà” (phrourēsei- futuro attivo indicativo) indica qualcosa di reale (modo indicativo), è una promessa che di sicuro Dio realizzerà in qualsiasi situazione se preghiamo con fede e con ringraziamento. 

La parola greca “custodirà” (phrourēsei) era un termine militare (cfr. 2 Corinzi 11:32) usato per un soldato di guardia, la sentinella. 

Paolo usa, quindi un’immagine militare di un soldato che fa la guardia come poteva essere un soldato della guarnigione Romana che era a Filippi per mantenere la pace di Roma, la pax Romana a beneficio dell'Impero Romano. 

Così il verbo “custodirà” indica fare la guardia, dare sicurezza, protezione. 

Allora la pace di Dio è come un soldato di guardia, come una sentinella che protegge il cuore dall’ansia, non la farà entrare! 

Chi può vincere Dio? Nessuno! Dio è Onnipotente! Onnisciente e Onnipresente! 

Se c’è la pace di Dio in noi, nemmeno gli attacchi più diabolici ce la faranno perdere in virtù del fatto che Dio è invincibile!! 

Dio è così potente da annullare ogni attacco; conosce ogni cosa così da neutralizzare ogni attacco; è in ogni luogo così da venire in aiuto dovunque ci troviamo! 

Pertanto qualsiasi progetto sofisticato e potente anche di Satana non potrà turbare la pace di Dio in noi!

La pace di Colui che controlla l'universo e persegue uno scopo impeccabile, è la pace invincibile che sarà presente in chi prega con fede e ringraziamento in Cristo Gesù, proteggerà i loro cuori e i loro pensieri! 

Quindi: 
B) La salvaguardia è una Realtà Interiore.
François Fenelon disse: “La pace non abita in cose esteriori, ma dentro l'anima”. 

Molti pensano che la pace sia nell’avere cose materiali e nell’apparenza, ma non è così! 

Molti la cercano in cose che non la possono dare e a volte anche noi cristiani facciamo questo errore! Ricerchiamo la pace nelle persone, nei soldi, nelle cose materiali, ma non c’è pace nelle cose materiali! 

Harrison Ford, un attore di grande successo nella storia di Hollywood disse a un intervistatore di una rivista: "Tu vuoi solo quello che non hai." L’intervistatore gli disse: “Che cosa non ha avuto?” "Pace", è stata la risposta dell’attore.

L’apostolo Paolo dice che la pace di Dio custodirà i nostri cuori e i nostri pensieri.
(1) “Cuore” (kardias) si riferisce al centro della personalità che determina le nostre azioni. 
Il cuore è il centro e la fonte di tutta la vita interiore: la sede intellettuale, la sorgente dei pensieri e della riflessione (Deuteronomio 8:5; 1 Re 3:9; Giovanni 12:40; Atti 7:23); la sede della volontà (1 Re 8:17; 2 Corinzi 9:7; 2 Tessalonicesi 3:5); la sede emotiva (1 Samuele 1:8; Esodo 4:14; Atti 2:26).

Il cuore è il centro operativo che determina il nostro comportamento e quindi il comportamento morale.    

Nel cuore c’è la sorgente del nostro comportamento, da quello che abbiamo nel cuore sarà il nostro comportamento (Proverbi 4:23; Marco 7:21). 

Quindi se nel cuore vi è l’ansia, questa condizionerà le nostre azioni con effetti spiacevoli!
          
(2) “Pensieri” (noēmata) si riferisce alla mente, o alla facoltà di pensiero (2 Corinzi 3:14; 4:4, 10:5; 11:3).
Probabilmente le due parole indicano l’uomo interiore: emozione, volontà e pensiero. 

“Cuore” è più in riferimento alla parte emotiva e volitiva, invece “pensieri” si concentra sugli aspetti mentali. 

Così la pace di Dio protegge l’uomo interiore che è attaccata da influenze dannose. 

Queste influenze non devono essere limitate solo a Satana, o al peccato, ma lo dico in senso generale e comprende tutto ciò che è dannoso per il nostro essere interiore.

Sei turbato, il tuo cuore è in tempesta per qualche emozione, o pensiero incontrollabile? 
Ricordati di Gesù quando calmò la tempesta, quando le onde coprivano la barca, e mentre i discepoli erano preoccupati, Gesù dormiva, poi sgridò i venti e si fece gran bonaccia, si acquetò tutto! (Matteo 8:23-27). 

Prega con fede, grida a Gesù che possa darti pace!

Il terzo aspetto della promessa della pace di Dio è:
III LA SFERA DOVE SI TROVA LA PACE.
Dove si trova la pace di Dio?
Nel v.7 è scritto: "In Cristo Gesù".

“In Cristo” indica il luogo, o la sfera dove la protezione avviene, dove la pace di Dio custodisce i cuori. 
La pace di Dio è riversata sui Suoi figli come un dono in Cristo Gesù. 

Quindi la pace di Dio, custodirà i nostri cuori e le menti, perché noi cristiani, siamo in Gesù Cristo.

Solo chi è in Cristo può sperimentare la pace di Dio. 

Una persona può pregare quanto vuole per avere la pace di Dio, ma se non è in Cristo, non avrà la pace di Dio! 

Essere in Cristo è necessario per vivere, o sperimentare la pace di Dio.

“In Cristo Gesù” (en- dativo- preposizione di luogo-Christō Iēsou) mostra anche che c’è una relazione tra il credente e Cristo. 

Tramite Gesù Cristo, con cui siamo legati, uniti spiritualmente (Giovanni 15:1-11; Romani 12:4-5; 1 Corinzi 12:12-13) tramite questo rapporto, possiamo avere la pace di Dio. 

La pace di Dio si trova in Cristo Gesù perché in Lui abbiamo: 
A) Ogni Benedizione di Dio.
Efesini1:3 dice: "Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo".

Noi dobbiamo benedire (benedetto-eulogētos) Dio, cioè lodarlo, ringraziarlo perché ci ha benedetti (eulogēsas -aoristo attivo participio), vale a dire ci ha dato dei benefici nella sua grazia (Matteo 25:34; Luca 1:28,42; Atti 3:25-26; Galati 3:8-9; Ebrei 6:14).

Dio ci ha benedetto di ogni benedizione spirituale, cioè ci ha dato ogni (pasē) prosperità e beneficio (eulogia- Romani 15:29; Galati 3:14; Ebrei 6:7; 12:17; 1 Pietro 3:9) spirituale (pneumatikē) nei luoghi celesti (epouranios), in cielo, in Cristo Gesù. 

Il senso, dunque, è che Dio ha arricchito i veri cristiani con ogni beneficio spirituale necessario per il nostro benessere spirituale nella persona di Cristo.

“Ogni benedizione spirituale” si riferisce a tutte le benedizioni spirituali, per esempio in questo testo di Efesini 1 si parla di attività salvifica che noi riceviamo grazie a Gesù: l’elezione (v.4); l’adozione come suoi figli (v.5); la redenzione (v.7; Romani 3:24-25); il perdono dei peccati (v.7); siamo stati fatti eredi (v.11) il dono dello Spirito Santo (vv.13-14).

“Nei luoghi celesti” si riferisce al cielo, dove Dio è (Efesini 1:20; 2:6). 

Francis Foulkes riguardo la posizione dei credenti in cielo scrive: “ La loro vita è elevata al di sopra dell’ordinario. Essa è nel mondo, ma è anche nei cieli, non limitata dalle cose materiali che passano (cfr. Filippesi 3:20). La vita adesso, se è vita in Cristo, è nel regno dei cieli”.            

Come cristiani, se lo siamo veramente, se siamo in Cristo; viviamo al di sopra dell’ordinario, la nostra vita è nel regno dei cieli, anche se viviamo in questo mondo che passerà!

La pace di Dio si trova in Cristo Gesù perché in Lui abbiamo: 
B) La Mediazione con Dio.
Non possiamo avere la pace di Dio se noi non siamo in pace con Dio e questa avviene solo, e dico solo, tramite Gesù! 
Senza la morte, la resurrezione e l’ascensione di Gesù noi non potevamo avere un rapporto con Dio. 

Grazie a Gesù noi possiamo avere pace con Dio perché Gesù toglie la causa dell’inimicizia con Dio: il peccato. 

Romani 5:1-2,9-11 dice: "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio…Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione". (cfr. Colossesi 1:19-20).

Grazie alla morte e alla resurrezione di Gesù di Cristo, possiamo avere pace con Dio, possiamo andare alla presenza di Dio tutte le volte che desideriamo (Efesini 2:14-18; 1 Pietro 3:18). 

Il credente non è più nemico di Dio perché Cristo ha abbattuto il muro di separazione del peccato che ci rendeva Suoi nemici e ci allontanava da Lui e Lui si allontanava da noi, sempre a causa del peccato (Isaia 59:2).

Gesù è il nostro unico mediatore! 

In 1 Timoteo 2:5 leggiamo: "Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo". (Ebrei 8:6; 9:15; 12:29).

“Mediatore” (mesitēs) è uno che interviene tra due per ripristinare la pace e l'amicizia, è colui, che fa da ponte, da intermediario, da paciere tra due parti; è una persona che funge da mediatore per favorire la riconciliazione tra le parti allontanate; in questo caso Gesù ci riconcilia con il Padre. 

Nessun legame tra Dio e l’uomo è possibile indipendentemente da Gesù! 

Cristo è mediatore perché attraverso di Lui Dio compie il suo scopo di salvare le persone e di avere una relazione con lui.

Gesù è il Sommo Sacerdote (Ebrei 2:17; 4:14) ci dà il diritto e la libertà di accesso alla presenza di Dio.

Grazie al sangue e al sacerdozio di Gesù abbiamo la libertà di entrare nel luogo santissimo della presenza di Dio dice Ebrei 10:19-22.

In Giovanni 14:6 leggiamo che Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.


Gesù è il nostro Intercessore dice Paolo, in Romani 8:33-34: " Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi". 

Alla domanda chi accuserà gli eletti di Dio, cioè chi oserà accusare gli eletti, i credenti, la risposta è nessuno! Perché Dio ci giustifica, ci considera, o dichiara giusti, non colpevoli. 

Nessuno sarà in grado di portare accuse contro gli eletti di Dio, perché è Dio che li giustifica! 

Dio è il giudice supremo, Colui che ci giustifica. 
Lui ci proclama ‘non-colpevoli’. 

Chi potrebbe condannarci? 
C’è forse un giudice più grande che potrebbe cambiare la sentenza di Dio, dichiarandoci colpevoli e mandarci all’inferno? 
No, assolutamente no! Dio non cambia nemmeno idea e condannarci perché ci ha già giustificati come dice Romani 8:30.

Alla domanda: “Chi li condannerà?”, la risposta è nessuno! 
Perché Gesù è morto per noi e ancor di più è risuscitato ed è seduto alla destra di Dio e intercede per noi ogni giorno e per sempre come Sommo Sacerdote alla presenza di Dio! (Ebrei 7:25).

“Intercede” (entunchanei- presente attivo indicativo) indica che Gesù fa una richiesta a Dio per noi, prega per noi, parla per noi, parla per conto degli eletti ogni giorno! 

Gesù intercede efficacemente alla presenza di Dio, in virtù del Suo sacrificio! 

L’intercessione di Cristo è la continua applicazione della Sua morte per la nostra salvezza” (Giovanni Calvino). 

Per questo motivo i veri cristiani possono avere la certezza che nessuno li condannerà.

Gesù è il nostro unico avvocato! 
1 Giovanni 2:1-2 dice: "Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo".

Il Signore non vuole che pecchiamo, ma siccome siamo fragili e deboli, pecchiamo, ma c’è una consolazione abbiamo un avvocato (paraklēton): Gesù! 

Gesù il giusto, ci rappresenta continuamente davanti al Padre, il giudice, difendendoci e assistendoci come fa un avvocato difensore per un accusato.

Possiamo essere certi che Dio ci perdona, perché Gesù il giusto è il sacrificio propiziatorio (hilasmos), cioè che tramite il Suo sacrificio, Dio ci accetta ed è soddisfatto, non è adirato con noi a causa del peccato, perché Gesù ci rende propizi, favorevoli a Dio!

Ma a differenza di molti avvocati oggi non cerca di difendere la nostra innocenza anche se siamo colpevoli come dice un certo Smith riguardo a Gesù: “Il nostro Avvocato non sostiene la nostra innocenza, o non adduce circostanze attenuanti. Egli riconosce la nostra colpa e presenta la Sua opera vicaria come base per la nostra liberazione”.

Il nostro rapporto con Dio è per mezzo di Cristo, non ci sono altre vie! 

Quindi non ci sono altre vie per avere la pace con Dio e di Dio! 

Solo attraverso Gesù possiamo avere questa pace, perché in Gesù abbiamo ogni benedizione spirituale e perché Gesù è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini.

CONCLUSIONE
Sancho Panza è un personaggio, lo scudiero del protagonista del libro: “Don Chisciotte della Mancia” pubblicato in due parti nel 1605 e nel 1615 da Miguel de Cervantes Saavedra. 

Sancho Panza è un personaggio un po’ comico. C'è un episodio nel libro in cui Sancho Panza si aggrappò a un davanzale della finestra per tutta la notte e non si lasciò andare per paura che se lo avesse fatto, sarebbe precipitato sul terreno sottostante e quindi sarebbe morto. Ma quando la luce del mattino apparve, con la faccia rossa e vicino alla fine delle forze, si accorse che i suoi piedi erano solo pochi centimetri sopra l'erba! 
La paura gli impediva di lasciarsi andare e non sapeva che non c’era da temere, perché il terreno era a pochi centimetri di distanza!  

Questo racconto lo possiamo trasportare a molte persone, anche credenti che non si affidano veramente a Dio, sono appese “al davanzale della finestra” della loro vita e hanno paura di lasciarsi andare a Dio, pensano di fare un salto nel buio e poi di farsi male. 

In Deuteronomio 33:27 è scritto: “Il Dio eterno è il tuo rifugio; e sotto di te stanno le braccia eterne…”. 

Fidati di Dio, pregalo nei momenti di difficoltà con ringraziamento e la Sua pace custodirà i tuoi pensieri, le tue emozioni, la tua volontà! 

C’è anche da dire che molte volte noi cristiani perdiamo la pace perché siamo disubbidienti a Dio come ci fa capire il Salmo 119:165 e Isaia 48:18.
In questi casi dovremmo confessare il peccato e chiedere perdono a Dio. 

Chi vuole sperimentare la pace di Dio, comunque deve essere in Cristo! 
Senza Cristo non c’è pace con Dio e pertanto non avrai la pace di Dio!

Sei in Cristo? Hai Cristo? 
Se non hai Cristo non puoi avere la pace interiore di Dio, anzi sarai condannato e andrai all’inferno dice la Bibbia! 

Il modo per ricevere Cristo è di credere in Lui e di ravvederti davanti a Dio e confessare i tuoi peccati a Dio e sarai perdonato (Atti 20:21; 1 Giovanni 1:8-10).

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