Il Giudizio di Dio.


Giacomo 2:12-13. Il Giudizio di Dio.
Un pastore aveva predicato un potente sermone sul rinunciare alla propria vita. Una donna seduta vicino a un'altra donna le dice: “Questa è un’eccellente predicazione, ma mi chiedo se una tale vita è possibile?” L'altra donna le sorrise e le rispose: “Beh , so che il predicatore vive una tale vita… io sono sua moglie”.
Le persone che ci sono vicine, con cui siamo in contatto ogni giorno dovrebbero essere i primi testimoni del nostro amore per il prossimo senza discriminazione. 
Quello che conta non è come ci comportiamo tra coloro che non ci conoscono bene, ma il modo come trattiamo coloro che sono molto vicino a noi!
Il nostro comportamento deve essere caratterizzato dall’amore verso tutti senza discriminazioni! Abbiamo visto i primi tre motivi perché non dobbiamo avere discriminazioni: perché è inconciliabile con la fede in Gesù, perché è inconciliabile con i piani di Dio, perché è inconciliabile con la legge regale dell’amore, ma nei versetti 12-13 vediamo un quarto motivo, il motivo del giudizio di Dio! 
Il significato di “così parlate e così agite” è enfatico indica: in questo senso, in questo modo o con questo obiettivo in mente, e si riferisce all’amare il prossimo e a essere giudicati in base a questo comportamento di amore.
“Parlate e agite” sono un imperativo presente, quindi è un ordine a parlare e ad agire secondo la legge di libertà, un’azione da fare ogni giorno, un’azione abituale!
Perciò il senso è: così continuiamo a parlare e cosi continuiamo a fare! 
Inoltre la coppia “parlate e agite” coprono tutte le azioni di una persona, quindi tutte le nostre azioni devono essere caratterizzate, impregnate d’amore!
Quindi Giacomo conclude il discorso dicendo che l’amore deve essere il nostro stile di vita e dice anche un’altro motivo per non fare discriminazioni vale a dire il giudizio di Dio!

Noi in questi versetti vediamo che: 
I IL GIUDIZIO DI DIO È UN FATTO SICURO (v.12).
v.12: “Parlate e agite come persone che devono essere giudicate”.
“Devono essere giudicate” (mellontes krinesthai) indica quello che Dio ha in mente di fare, ciò che ha intenzione di fare, la Sua volontà, indica un’azione che è il risultato di una delibera divina che porterà a termine, quindi una cosa certa (Ebrei 10:27).

Noi nella Bibbia vediamo che: 
A) Dio è il giudice di tutta la terra, il giudice di tutti.
Abramo parlando con Dio dice in Genesi 18:25: “Non sia mai che tu faccia una cosa simile! Far morire il giusto con l'empio, in modo che il giusto sia trattato come l'empio! Non sia mai! Il giudice di tutta la terra non farà forse giustizia?”.       
In Ebrei 12:23 è scritto che Dio è il giudice di tutti! Dio ha il diritto di giudicarci perché è il nostro creatore, quindi noi siamo suoi, apparteniamo a Lui, e come proprietario ha diritto di disporre di noi, di darci delle leggi affinché le pratichiamo e di retribuirci in base a queste leggi.  
Oggi il potere legislativo e giuridico sono separati non così nel mondo antico e quindi per Dio: Lui ha fatto e dato le leggi e poi amministra come Giudice secondo quelle leggi (Giacomo 4:12). Se Dio fosse indifferente moralmente sarebbe un’imperfezione, il non giudicare il mondo sarebbe una manifestazione d’indifferenza morale! Dio non tratta il colpevole per innocente. 
In Esodo 34:6-7 è scritto: “Il SIGNORE passò davanti a lui, e gridò: ‘Il SIGNORE! il SIGNORE! il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà,  che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente …”.

La Bibbia dice che: 
B) Dio giudicherà con un giudizio finale.
Giacomo si riferisce qui al giudizio finale. 
La giustizia non esiste se non c’è un Dio, ma la giustizia richiede il rendere un giudizio e quindi a sua volta il giudizio richiede un giudice che ricompensa la giustizia e punisce la malvagità. Un giorno Dio farà giustizia!     
Ebrei 9:27: “Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio”.  (1 Timoteo 5:24; 2 Timoteo 4:1; Ebrei 10:30; 13:4).            
I morti saranno giudicati secondo le loro opere, secondo quello che è scritto nei libri. In Matteo 16:27 leggiamo: “Perché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua”.  (cfr. Apocalisse 20:11-15; Salmo 62:12; Proverbi 24:12; Geremia 17:10; 32:19; Romani 14:10-12; 1 Corinzi 3:8; 4:5; 2 Corinzi 5:10; Apocalisse 2:23; 22:12).

(1) Il giudizio è finale perché Dio conclude i Suoi numerosi giudizi descritti nella Bibbia!                             
Nella storia biblica vediamo che Dio giudicava coloro che persistevano nella disubbidienza e incredulità.  

(2) Il giudizio finale sarà la finale auto-rivendicazione di Dio contro il sospetto che Lui abbia cessato di amare la rettitudine (Salmo 50:16-21; Apocalisse 6:10; 16:5-7; 19:1-5).
Quante volte si accusa Dio o si è perplessi per la malvagità che c’è nel mondo! Ebbene un giorno Dio giudicherà ogni azione degli uomini chiarendo che Dio è veramente giusto!  

(3) Il giudizio finale sarà la completa esecuzione e descrizione della Sua giustizia retributiva e trionfante!
Leon Morris: “ La dottrina del giudizio finale…mette in risalto la responsabilità umana e la certezza che infine la giustizia trionferà su tutti i torti che sono parte integrante della vita, qui e ora……. Questa dottrina da senso alla vita…La visione cristiana del giudizio indica che la storia si muove verso un traguardo…Il giudizio salvaguarda l’idea del trionfo di Dio e del bene. È impensabile che il presente conflitto tra il bene e il male debba durare in eterno. Il giudizio implica che il male sarà allontanato in modo autorevole, decisivo, finale. Il giudizio sta a significare che,alla fine, la volontà di Dio sarà attuata in modo perfetto.”             

C) Il giudizio di Dio sarà giusto e imparziale.
“Giudizio” (krisis) e “giudicate”( krinesthai) indica un processo legale. “Giudizio” indica la decisione legale del giudice. Il giudizio è decidere ciò che giusto o ingiusto, retto o scorretto, e quindi determinare la colpevolezza o l'innocenza degli imputati e assegnare un’adeguata pena o punizione (cfre. Atti 23:3).   
Il giudizio di Dio sarà senza parzialità come leggiamo in 1 Pietro 1:17: E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l'opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno”.
Dio non si sbaglierà nel giudizio, darà agli uomini quello che hanno meritato!

Almeno per due motivi:
(1) Perché Dio è giusto. 
Salmo 7:11: “Dio è un giusto giudice, un Dio che si sdegna ogni giorno”. (cfr. Deuetronomio 32:4; Salmo 9:8; 11:4-7; Giovanni 17:25; 1 Pietro 2:23).
“Giusto” indica che Dio nella Sua natura è moralmente perfetto nel carattere e nelle azioni, perciò agirà sempre in base, a ciò che è giusto, Lui è lo standard finale di ciò che è giusto! Dio ha rivelato la Sua giustizia e santità attraverso i dieci comandamenti, perciò agirà sempre fedelmente alla Sua legge che è la rivelazione di se stesso!

Il secondo motivo è:
(2) Perché Dio conosce ogni cosa.
I giudizi a volte sono sbagliati perché non si conoscono i fatti come sono andati veramente. Uno che conosce tutto, ha le idee chiare, i fatti sono chiari e inequivocabili!

a) Dio conosce i segreti del cuore!
In Romani 2:16 è scritto che Dio giudicherà i segreti degli uomini tramite Gesù! In Proverbi 24:12 leggiamo: “Se dici: ‘Ma noi non ne sapevamo nulla!...’ Colui che pesa i cuori non lo vede forse? Colui che veglia su di te non lo sa forse? E non renderà egli a ciascuno secondo le sue opere?”      
Dio conosce la verità e le motivazioni del nostro cuore, lo pesa bene, conosce il giusto peso, quello che abbiamo dentro! In Apocalisse 2:23 è scritto che Gesù scruta le reni e il cuore per indicare la conoscenza perfetta e intima! (Cfr. Ecclesiaste 12:14). Quello che gli altri non vedono e non conoscono, Dio lo vede e lo conosce! 
James Packer dice: “Viviamo sotto il suo sguardo, Egli conosce i nostri segreti, e nel giorno del giudizio tutta la nostra vita passata sarà, per così dire, rivista davanti a Lui e posta in esame”.                

b) Dio conosce tutte le nostre azioni. 
Proverbi 15:3: “Gli occhi del SIGNORE sono in ogni luogo, osservano i cattivi e i buoni”.  (Cfr. Salmo 33:13-15; Geremia 16:17).
Nel Salmo 139:1-3 il salmista dice: “SIGNORE, tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero. Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo  tutte le mie vie". 
In Apocalisse 20:12 è scritto che ci sono dei libri scritti sulle nostre opere!   

c) Dio conosce le nostre parole.
 In Matteo 12:36-37 è scritto che ogni parola oziosa gli uomini avranno detta, renderanno conto a Dio, nel giorno del giudizio, in base a queste parole saremo giustificati o condannati! 
“Parola oziosa” (rhēma argon) indica improduttiva, inutile, una parola sconsiderata che data la sua inutilità era meglio che non si diceva.
In base alle parole saremo giudicati o giustificati perché le parole rispecchiano ciò che abbiamo nel cuore (vv.34-35).

d) Dio conosce come lo abbiamo servito. 
1 Corinzi 3:9-15: “Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio.  Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra;  poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.  Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia,  l'opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno.  Se l'opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; se l'opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco”.
L’opera di ciascuno di noi sarà messa in luce, ai raggi x e sarà provata! Le opere, quindi il materiale del nostro servizio che resisteranno al fuoco del giudizio di Dio e quindi la conseguente ricompensa saranno il materiale o le opere d’oro, d’argento e pietre di valore, elementi non infiammabili!
Se il materiale sarà legno, fieno e paglia, le opere si bruceranno, ma noi ne riceveremo danno, saremo salvati, ma come chi passa attraverso il fuoco! Il contrasto è tra un servizio di valore e quindi che rimane, vale a dire il servizio fedele e spirituale, di quei servitori del Signore che usano materiali di ottima qualità: secondo la sapienza di Dio, la Parola di Dio e quindi che edifica la chiesa e un servizio privo di valore, perché il materiale usato è scadente, di sapienza umana, perciò non è una buona edificazione, questo non rimarrà!
La nostra vita per Lui è come vedere un film di tutte le nostre azioni! Niente di noi sfuggirà a Dio!

Ma quello che noi vediamo al v.12 è che:
II IL GIUDIZIO SARÀ SECONDO LA LEGGE DI LIBERTÀ (vv.12-13)
v.12: “Secondo la legge di libertà”.
Perciò dovremmo comportarci in base al giudizio che avremo secondo la legge di libertà, il giudizio sarà secondo o in base la legge di libertà.
La legge della libertà è la norma, il criterio o standard con il quale noi saremo misurati e valutati. (cfr. Romani 2:12). 

A che cosa si riferisce?
A) Diversi modi per intenderla.
(1) La norma con cui Dio ci libera in Cristo, quindi il Vangelo.
Questa liberazione è operata da Cristo con la Sua opera vicaria fatta per amore (Galati  5:1; 3:13; 4:4; 
(Giovanni 8:36). 
a) Gesù ci  libera dal peccato e dalla colpa (Giovanni 8:31-33; Romani  6:18; 8:2).
b) Gesù ci libera dalla morte (Romani  6:21-22; 8:21; 1 Corinzi 15:56).
c) Gesù ci libera dalla fatica di osservare la legge per essere salvati (Romani  7:3-4; Galati  2:4).
Nel suo Spirito, ci ha dato  il potere di obbedire alla sua volontà.

Può essere intesa come: 
(2) Il comandamento dell’amore.       
In questo versetto legge di libertà enfatizza il comandamento dell’amore come vediamo in modo    particolare al v.8 e poi il v.13 che parla di misericordia.  
L'espansione perfetta della volontà di Dio, sulla base del principio dell'amore. La legge si racchiude nella parola amore: amore per Dio e l’amore verso il prossimo (Matteo 22:37-40; Romani 13:8-10).
        
 La terza possibile interpretazione indica
(3) La libertà di obbedire, servire e vivere per Dio per amore e non a malincuore o senza costrizione.
Io agisco non perché sono costretto, ma lo faccio liberamente per amore!   

Ma c’è da fare una:
B) Delucidazione (v.13).
v.13: “ Perché il giudizio è senza misericordia contro chi non ha usato misericordia”. (Cfr. Matteo 5:7; 6:14-15).
Su questo passaggio è necessario fare un chiarimento. Questo non significa che la nostra misericordia ha potere d'acquisto, cioè che ci fa comprare la misericordia di Dio, ma ha valore di prova o conseguenza della nostra vera fede, noi siamo salvati per grazia di Dio mediante la fede!
La nostra misericordia non è un’opera meritoria per guadagnare o essere degni della misericordia di Dio. Se fosse così, se riuscissimo da noi stessi a farci degni di Dio, non avremmo bisogno della misericordia di Dio! Quindi si riferisce che chi ha goduto e sperimentato la misericordia di Dio lo sarà con gli altri! 
Chi ha conosciuto l’amore di Dio amerà gli altri dice 1 Giovanni 4:7-11. Essere misericordiosi è l’atteggiamento e il risultato naturale di chi ha ricevuto Cristo e sperimentato la Sua grazia. 
Uno scorpione voleva attraversare un fiume. Dal momento che non sapeva nuotare, chiese alla volpe di portarlo sulle spalle. La volpe non è stata disposta in un primo momento, per paura di una puntura dello scorpione. Ma lo scorpione disse: “Perché ti devo pungere? Annegheremo tutte e due”. Così la volpe fu rincuorata e accettò di portare lo scorpione, ma mentre stavano attraversando il fiume, lo scorpione diede una bella puntura; la volpe reagì dicendo: “sei propria una creatura sciocca, ora entrambi moriremo in acqua, ma perché mi hai punto?” Lo scorpione rispose: “è la mia natura!” Come è la natura dello scorpione pungere, così la natura di chi è nato di nuovo è amare!
Stiamo amando il nostro prossimo?
Giacomo sta dicendo ai suoi lettori che hanno bisogno di parlare e agire come chi è stato redento da Cristo e non è più vincolato dal peccato! In altre parole, se hai ricevuto la vera fede salvifica, allora la tua vita deve essere caratterizzata da essa e manifestata con il tuo modo di parlare e trattare gli altri. Un credente che è stato liberato dalla schiavitù del peccato ha un sincero desiderio di allineare la propria vita con la giustizia di Dio che imputata a lui tramite Gesù Cristo! Molto semplicemente, se siamo stati salvati, lo Spirito Santo è in noi, allora la nostra vita verso l'esterno sarà un riflesso di questa salvezza, di questa presenza.         
   
In questa delucidazione vediamo:
(1) L’entità della misericordia.
La misericordia è un sentimento di compassione espressa con l’azione (vv.3,15-16). 
La “misericordia”(eleos) indica gentilezza o preoccupazione espressa per qualcuno in stato di bisogno, 
quindi compassione, pietà, empatia, clemenza. Questa parola implica il vedere il bisogno di una persona e soddisfare questi bisogni in modo appropriato, ma ha anche la connotazione del perdono. La misericordia è strettamente identificata con la grazia come quindi il mostrare immeritata bontà.

(2) L’esempio di misericordia.
 Dio è misericordioso. In Deuteronomio 4:30-31 leggiamo: "Nella tua angoscia, quando tutte queste cose ti saranno accadute, negli ultimi tempi, tornerai al SIGNORE, al tuo Dio, e darai ascolto alla sua voce;  poiché il SIGNORE, il tuo Dio, è un Dio misericordioso; egli non ti abbandonerà e non ti distruggerà, non dimenticherà il patto che giurò ai tuoi padri". (Cfr. Esodo 34:5-6; Salmo 5:8; 6:5; 39:11; 47:10; 103:8).
Noi vediamo la misericordia di Dio che è intervenuto per salvare il Suo popolo dai peccati dando Suo Figlio. In Tito 3:5-7 è scritto: “Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo,  che egli ha  sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore,  affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna”. (cfr. Luca 1:76-78; Efesini 2:4; 1 Pietro 1:3).  
      
(3) L’esortazione a praticare la misericordia.
Noi cristiani dovremmo manifestare la misericordia agli altri. Invece di lottare per i nostri diritti e per il riconoscimento della nostra posizione, noi dovremmo essere misericordiosi con gli altri!        
Michea 6:8: “O uomo, Egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il SIGNORE, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio”. (Cfr. Osea 6:6; Zaccaria 7:9-10; Matteo 9:9-13; 12:7; 18:29, 34; 23:23; 25:45-46; Luca 10:37).
Ma molti cristiani sono come quella donna che era stata morsa da un cane con la rabbia, quindi rischiava di ammalarsi di idrofobia, cioè di rabbia. È stata informata dal suo medico che gli disse di scrivere le sue ultime volontà, allora la donna prende carta e penna, ma sta per diversi minuti a pensare, intanto il medico aspetta e alla fine la donna gli fa vedere un elenco di persone e dice al medico grugnendo: “Sto scrivendo un elenco di persone che ho intenzione di mordere!” Anche tra i cristiani non c’è a volte questo atteggiamento? Invece di mostrare misericordia a coloro che ci danneggiano o offendono, mostriamo loro i nostri denti!  
In Galati 5:13-15 è scritto: “Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri; poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’.  Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri”.
Paolo qui usa l’immagine di animali selvatici che si attaccano selvaggiamente e si divorano a vicenda. Siamo chiamati a servirci gli uni gli altri per mezzo dell’amore e non a morderci e a divorarci!

III IL GIUDIZIO DI DIO SARÀ SEVERO.
Come ulteriore parola di avvertimento, Giacomo dice che questo giudizio sarà spietato verso chi non ha dimostrato nessuna misericordia, ovviamente in questo contesto si riferisce ai non credenti! Infatti, i non  credenti sono caratterizzati dalle discriminazioni, dalla durezza, dall’egoismo non hanno nessuna preoccupazione e cura per gli altri, sono insensibili! Sono lontano dall’amare gli altri come loro amano se stessi, non hanno l’amore di Dio in  loro!
Quando un uomo vive senza misericordia per gli altri, egli sta dimostrando semplicemente che non conosce l’amore di dio che non ha sperimentato la misericordia di Dio! Chi riserva un trattamento preferenziale ad alcuni come dal contesto ai ricchi, si attira il giudizio di Dio che sarà senza misericordia! Il discorso del giudizio secondo l’agire e il parlare del credente sottolinea che la grazia non toglie all’uomo la responsabilità del suo agire.

A) Dio tratterà le persone per come  hanno trattato gli altri.
Lo standard che usiamo noi con gli altri sarà usato da Dio per noi! È un principio che Dio usa come è scritto diverse volte nella Bibbia. (Salmo 18:25–26;  Matteo 7:1-3;18:23-25).

B) Dio giudicherà severamente.
Siamo chiamati a non sottovalutare la severità del giudizio di Dio. Pietro esorta a comportarci con timore davanti a Dio sapendo che giudica senza favoritismi! (1 Pietro 1:17). 
Così Ebrei 10:26-27: "Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati; ma una terribile attesa del giudizio e l'ardore di un fuoco che divorerà i ribelli".
Ebrei 12:28-29 ci esorta a servire Dio con riverenza e timore, perché egli è un fuoco  consumante.  (Cfr. Matteo 18:23-35; 25:34-36). 
È terribile la prospettiva del giudizio di Dio, quindi non va presa alla leggera! Dio giudicò Adamo ed Eva cacciandoli dal giardino e pronunciando  maledizioni sulla loro futura vita terrena (Genesi 3:14-19); giudicò il mondo corrotto ai tempi di Noè con il diluvio (Genesi 6-8, giudicò Sodoma e Gomorra con il fuoco (Genesi 18-19), gli egiziani con le piaghe (Esodo 7-12); quegli ebrei che adorarono il vitello d’oro (Esodo 32:26-35), e poi anche nel Nuovo Testamento vediamo diversi esempi.
Ma c’è un esempio in particolare in Apocalisse 6:12-17 all’apertura del sesto sigillo si fece un gran terremoto, il sole diventò nero, la luna rossa come il sangue, le stelle del cielo caddero sulla terra come fichi immaturi scossi da un forte vento, il cielo si ritirò come si arrotola una pergamena, le montagne e ogni isola rimosse dal loro luogo. Una situazione davvero tragica. Che cosa fanno le persone: dai ricchi, ai potenti, ai generali alle persone libere e schiavi? Si nascondono nelle caverne e dietro le rocce e poi è scritto vv.16-17: "E dicevano ai monti e alle rocce: 'Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello; perché è venuto il gran giorno della sua ira. Chi può resistere?'"
Giacomo ci sta dicendo che Dio sarà spietato verso coloro che non sono stati misericordiosi con il loro prossimo!

Ma Dio giudicherà anche i credenti?
C) Dio giudicherà anche i credenti.
Dio non giudicherà i veri credenti per la salvezza, ma li ricompenserà secondo le loro opere!  È scritto che i credenti sono stati salvati e per loro non c’è nessuna condanna (Matteo 25:31-46; Giovanni 5:24; Romani 8:1-3; Apocalisse 20:15). Ma è anche scritto che il credente sarà giudicato da Dio. In Romani 14:10 parlando ai credenti è scritto che tutti compariremo davanti al tribunale di Dio e poi al v.12 che ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio! (1 Corinzi 4:5; 2 Corinzi 5:10).
Come si possono accordare questi versetti? Come si accordano il perdono gratuito di Dio e la giustificazione per fede con il giudizio secondo le opere? 
Bisogna tener presente che la giustizia di Dio è distributiva e riguarda l'esecuzione della legge sia in termini di premi e di punizioni (Isaia 3:10-11; Romani 2:6; 1 Pietro 1:17). La  giustizia distributiva, dunque è sia in senso positivo che in senso negativo. In senso positivo è definita giustizia remunerativa: Dio dispensa la ricompensa a chi è ubbidiente (Deuteronomio 7:9; Salmo 58:11). 
In senso negativo è denominata giustizia retributiva, che è l’espressione dell’ira divina, in cui Dio punisce gli empi (Genesi 2:17; Esodo 34:6-7; Naum 1:3; Galati 3:10; Romani 6:23). Perciò il giudizio di Dio sarà retributivo per coloro che non si sono ravveduti davanti a Dio e non hanno creduto in Gesù come loro Salvatore e Signore, quindi condannati alle pene eterne e sarà remunerativo per coloro che sono credenti, cioè saranno ricompensati in base alle loro opere. 
Quindi i credenti sono salvati per non andare nello stagno di fuoco per loro non ci sarà nessuna condanna, ma questo non significa che non saremo valutati in base per come abbiamo agito!  Il giudizio ai credenti sarà un giudizio per valutare e dare i vari gradi di ricompensa, ma non per essere condannati all’inferno! (Apocalisse 20:11-15; Giovanni 5:24; Romani 8:1; Matteo 10:12-15; 11:22-24; 25:14-30; Luca 12:47-48; 19:17-19;20:47; 1 Corinzi 3:9-15; 2 Corinzi 5:10).
Perciò anche se il credente non andrà all’inferno, l’avvertimento, il tono che usa Giacomo è serio e grave, per farci riflettere sul fatto che siamo chiamati a usare misericordia con il prossimo!

Ma Giacomo dice:
D) Dio userà misericordia verso il vero credente.
La misericordia trionfa (katakauchatai)  sul giudizio. L’immagine è quella della vittoria (Geremia 27:11; Zaccaria 10:12). Il giudizio senza misericordia sarebbe una rigorosa giustizia! Tutti noi meritiamo il giudizio di Dio perché siamo sempre mancanti davanti a Dio, perché non obbediamo a Dio per come dovremmo obbedire!  Ogni peccato è giusto che ottenga la sua piena punizione! Ma Dio è misericordioso è per i veri credenti, grazie a Gesù otterranno misericordia!
La misericordia è il marchio della persona rigenerata, che è unita a Cristo, la dimostrazione che Cristo è presente nel proprio cuore, perciò il vero credente affronterà il giudizio serenamente, senza paura perché non sarà giudicato, gli sarà fatta misericordia da Dio, perché è stato misericordioso, la misericordia trionfa sul giudizio. 
Gesù in Matteo 5:7 dice: "Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta". In Giuda 20-21: "Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo,  conservatevi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna". (Cfr. 2 Timoteo 1:18).

CONCLUSIONE. 
Siamo chiamati ad amare il prossimo come noi stessi, questo significa trattare i bisogni degli altri come se fossero i nostri! Significa vere empatia!
Durante la seconda guerra mondiale alcuni americani gustavano questa empatia, questa senso di vicinanza. Ci sono stati lunghi periodi durante i quali le mogli. Le madri, i figli non sapevano niente dei loro mariti se erano morti, feriti, fatti prigionieri. A una di queste mamme gli venne chiesto come superò quei momenti difficili; la risposta fu : " Tutti avevano qualcuno laggiù in guerra, quindi stavamo uniti insieme!" Questo è l’amore verso il prossimo condividere insieme il dolore, i bisogni, la cura, la speranza e così via. 
Giacomo ci ha mostrato la soluzione al nostro problema egoistico nelle relazioni; un vero credente porta le relazioni sotto il governo della legge reale dell’amore. Douglas Webster dice: “La chiesa dovrebbe essere una zona libera dalla competizione, dove invece di corteggiare il favore dell'un l'altro noi gioiamo nel favore di Dio…. Invece di manovrare per il più miglior possibile vantaggio, noi ci diamo l'un all'altro nell'interesse di Cristo” 

1) Noi vediamo che la legge di libertà parla dell’amore di Dio e chi ha sperimentato l’amore di Dio amerà il suo prossimo.
Chi non ama non gli sarà dato amore nel giudizio da Dio! I cristiani sono coperti dal sangue di Cristo e così troveranno misericordia invece di condanna nel giudizio finale. Tuttavia, la Scrittura parla del giudizio divino, come una realtà che dovrebbe scoraggiare tutte le persone, compreso i cristiani dal peccare. 
Tutte le persone, compresi i cristiani, daranno conto un giorno a Dio di quello che hanno fatto, quindi se abbiamo amato il nostro prossimo come noi stessi! 

2) Coloro che non riescono a dimostrare una coerenza di vita con la fede sono in pericolo di fronte a questo ammonimento di Giacomo. 
Saranno giudicati severamente!  La gravità di questo versetto non deve quindi essere sminuita! Questo potrebbe essere un incentivo per coloro che si trovano in uno stato d'animo esitante nella chiesa. 

3) È una affermazione pastorale a quelli che sono già impegnati nel continuare a mostrare misericordia senza scoraggiarsi.
Coloro che usano misericordia senza discriminazione devono sentirsi incoraggiati perché questi versetti evidenziano la promessa del perdono di Dio nel giudizio finale perché ha usato misericordia in questa vita, dimostrando di essere rigenerati che Cristo è presente dentro il loro cuore e quindi hanno sperimentato la misericordia Dio! 



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