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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

L’avvertimento contro il potere distruttivo della lingua.

Giacomo 3:6-8: L’avvertimento contro il potere distruttivo della lingua. Nel 1899 quattro giornalisti di Denver in Colorado (USA) s’incontrarono casualmente una sera alla stazione ferroviaria di Denver. I loro nomi erano Al Stevens, Jack Tournay, John Lewis, Wilshire Hal, essi rappresentavano quattro giornali di Denver: il Post, il Times, il Republican  e il Rocky Mountain News.  Ognuno era stato inviato dal suo giornale per trovare un fatto di cronaca, o una storia interessante da raccontare. I giornalisti erano in stazione, sperando di trovare una celebrità in visita in città, ma nessuno è arrivato quella sera, così i giornalisti cominciarono a commiserarsi….. Non c’era nessuna notizia buona o cattiva da dare, tutti e quattro dovevano ritornare a mani vuote alle loro scrivanie.  Stevens propose agli altri tre d’inventarsi una storia e questi si misero a ridere. Poi qualcuno suggerì di andare a farsi una birra all'Hotel Oxford e così hanno fatto. Per farla breve tra un giro di bi…

L’avvertimento contro il potere incontrollabile della lingua.

Giacomo 3:2-8: L’avvertimento contro il potere incontrollabile della lingua. Su una collina in Inghilterra davanti a un sacrato c’era una lapide grigia e squallida con la scritta rovinata dal tempo che diceva pressappoco così: “Sotto questa pietra giace Arabella Young che dal 24 maggio ha cominciato a controllare la sua lingua”.  Molto probabilmente, questa donna non aveva una buona reputazione per la sua lingua! Molte persone tendono a parlare troppo e ad ascoltare poco! Qualcuno ha calcolato che le persone parlano in media in un giorno dai 18 alle 25 mila parole. Gli uomini parlano circa 25 mila parole e le donne 30 mila parole in un giorno! Con tutte le parole che diciamo in un giorno possiamo scrivere un libro di una cinquantina di pagine e in un anno 66 libri di 800 pagine. Come faremmo senza la lingua? La comunicazione sarebbe difficile, non ci sarebbero le canzoni, le radio e come s’insegnerebbe a scuola? La lingua è una grande benedizione di Dio, ma noi come la usiamo? Pecchia…

La promessa della pace di Dio.

Filippesi 4:6-7: La promessa della pace di Dio.
Qualche anno fa, un uomo molto ricco voleva un dipinto sulla pace. Commissionò tre artisti per dipingere scenari pacifici. Dopo un mese gli artisti tornarono con i loro dipinti finiti. Ogni dipinto fu coperto da un velo in attesa del momento della rivelazione.  Il primo artista presentò il suo dipinto: era una bella scena di montagna. Le montagne erano coperte di pioppi verdi e fiori primaverili. Le cime maestose innevate erano alte fino a incontrare un cielo blu senza nuvole. L'uomo ricco disse: "Mi piace. Questa scena di montagna è davvero tranquilla ".  Poi il secondo artista tolse il velo dal suo capolavoro. Il suo dipinto era di una splendida vista sull'oceano. La sabbia era bianca come cristallo. Il mare era azzurro e tranquillo. Il sole stava tramontando lentamente nel cielo, mentre i suoi raggi riflettevano sul mare calmo. Nel centro dell'immagine vi erano due persone rilassate su una sedia a sdraio in riva …

Come essere liberi dall’ansia.

Filippesi 4:6-7: Come essere liberi dall’ansia.
“Come chiunque, vorrei vivere a lungo. La longevità ha il suo posto. Ma io non sono preoccupato per questo adesso. Voglio solo fare la volontà di Dio. E Lui mi ha permesso di andare fino alla montagna. Ho guardato oltre, e ho visto la terra promessa. È possibile che non ci si arriva con voi, ma … sono felice stasera. Io non sono preoccupato di nulla. Non ho paura di nessun uomo”.      Martin Luther King, Jr. da un discorso tenuto la notte prima di essere ucciso.
Martin Luther King aveva motivo di avere paura, di essere ansioso, ma non lo era perché guardava a Dio! 
Paolo precedentemente questi versetti, aveva detto di rallegrarsi sempre nel Signore, di essere mansueti e poi dice che il Signore è vicino (vv.4-5). 
Il Signore è vicino può essere inteso sia in termini di spazio, quindi di vicinanza fisica (Salmo 34:18; 145:18) e sia in termini temporali, cioè che sta per ritornare (Sofonia 1:7,14; Filippesi 3:20; Giacomo 5:8). 
Comunque sia…

L’avvertimento contro l’autoesaltazione attraverso la lingua.

Giacomo 3:1-2: L’avvertimento contro l’autoesaltazione attraverso la lingua. A questo punto Giacomo ha concluso la discussione del rapporto dei ricchi e poveri, quindi dell’amore imparziale e delle opere che dimostrano la vera fede. Ora riprende il tema della lingua menzionata in precedenza in 1:19-21. Dobbiamo ammetterlo niente potrebbe essere più desolante di una comunità divisa a causa dell’abuso verbale, specialmente se è causata dagli insegnanti della comunità. Alcuni studiosi pensano che le divisioni all’interno delle comunità a cui scrisse Giacomo, erano divise a causa degli insegnanti! In questi due versetti Giacomo avverte contro l’autoesaltazione attraverso la lingua. I versetti 1-2 sono un monito per gli aspiranti insegnanti, ma anche per tutti i cristiani a farci da maestri troppo facilmente nei vari aspetti della vita!

Le natura della santificazione.

1 Pietro 1:15-16: La natura della santificazione. Dopo un incontro sull’evangelizzazione ben riuscito è stato chiesto a Billy Graham se questo fosse il risveglio. Graham rispose: "No. Quando viene il risveglio mi aspetto di vedere due cose che non abbiamo ancora visto. In primo luogo, un nuovo senso della santità di Dio da parte dei cristiani, e in secondo luogo, un nuovo senso del peccato da parte dei cristiani ". Ha ragione Bill Graham perché nel libro degli Atti e nella storia dei risvegli, una delle caratteristiche era la consapevolezza del peccato e della santità di Dio, e quindi della santificazione. La santità è una cosa molto bella perché fa parte del carattere di Dio, ma fin da bambini abbiamo sentito che la santità era ed è una cosa malinconica e imbronciata, aspra e spiacevole. Per molti oggi il peccato è diventato come la grazia un termine vuoto, questo è dovuto alla perdita della visione della santità di Dio. Come Dio è santo anche noi siamo chiamati a esserlo, …

La chiamata alla santificazione.

1 Pietro 1:13-18: La chiamata alla santificazione. Come cristiani, cosa dovrebbe renderci diversi dalla società? Il locale? I canti? Il modo di pregare? La predicazione del Vangelo? La santificazione ci rende diversi dalla società in cui viviamo! Qualcuno ha detto che oggi nella chiesa la santificazione sta diventando una cosa rara! Stiamo diventando sempre più secolarizzati eppure la Bibbia è categorica a riguardo: siamo chiamati alla santità. Lo scopo di Dio per la tua esistenza è che ti santifichi, venire meno a questo scopo significa andare contro lo scopo di Dio (Efesini 1:4). Viviamo in una cultura dove si pensa che essere santi sia una chiamata per alcuni, ma non è una chiamata per alcuni cristiani, ma tutti i cristiani sono chiamati a essere santi! Questa esortazione di Pietro è riferita a tutti i credenti, te incluso! Che cosa è la santificazione? Per santificazione s’intende la separazione dal peccato e la vita consacrata a Dio, perché ci ha appartato come il popolo d’Isr…

La chiamata del cristiano

Giovanni 15:1-8: La chiamata del cristiano. Alcuni pensano che Gesù abbia detto questa metafora ispirandosi a una grande vite dorata che pendeva sopra l’entrata del tempio di Gerusalemme. Altri pensano che l’ispirazione sia venuta dopo che Gesù e gli undici lasciarono la sala della cena dove bevvero il vino e poi passarono vicino un vigneto.  Qualunque sia la circostanza, noi vediamo in questi versetti quale è la chiamata di ogni vero cristiano o lo scopo di ogni vero cristiano.
La chiamata del cristiano è: I PORTARE FRUTTO (vv.2,8). John McGuire era un contabile che lavorava in una ditta di Londra, era considerato un impiegato modello. Per vent’anni era arrivato puntuale in ufficio, aveva svolto il proprio lavoro con molta diligenza, era stato sempre gentile e servizievole con tutti. Tuttavia quando andò in pensione, si scoprì che non tutto era come sembrava. Per vent’anni aveva defraudato la ditta sottraendo più di un milione di sterline! Di giorno simulava una vita modesta, di nott…

La fede in azione.

Giacomo 2:14-26: La fede in azione.  Noi facciamo male quando diciamo a una persona che è salvata, ma che in realtà non ha quelle opere che dimostrano tale salvezza! Giacomo sta confutando un insegnamento distorto all’interno delle chiese a cui scrisse riguardo il rapporto tra la fede e le opere. Nei vv.14-26 Giacomo sottolinea che la vera religione inizia con la fede, e questa vera fede agisce, opera. Alcune considerazioni sulle parole chiave: Giacomo parla di “fede” (pistis- vv. 14, 17, 18, 20, 22, 24, 26).  Qui, fede è da intendersi come il v.1, quindi del rapporto con Gesù, un rapporto di salvezza. La parola “fede” indica ferma persuasione, convinzione, credere. Indica il riconoscere come verità e accogliere il messaggio di salvezza del Vangelo e quindi un comportamento che si orienta e si basa sul Vangelo (Romani 1:8; 1 Corinzi 2:5; 15:1-4, 11, 14-17; 1Co.15:1-4,11; Efesini 2:8-9). Giacomo parla anche di “opere” (erga- vv.14, 17, 20, 22, 24, 25, 26).  La parola tradotta con “oper…

I requisiti del vero discepolo di Gesù.

Marco 8:34-38: I requisiti del vero discepolo di Gesù.  Quando Garibaldi si propose di liberare l'Italia, egli vide alcuni giovani a un angolo di strada e gli domandò se volessero seguirlo nella sua causa di liberare l'Italia. I giovani risposero: "Che cosa offrite?". "Offerta?" rispose Garibaldi. "Vi offro stenti, fame, stracci, sete, notti insonne, privazioni innumerevoli, battaglie e infine la vittoria nella causa più nobile a cui siete mai stati confrontati"...Quei giovani lo seguirono!  Quale risposta diamo a Gesù sapendo che è il Signore e il Salvatore del mondo, sapendo che è verità e che ci dona la vita eterna? Gesù, prima di Garibaldi, parlò di sofferenza, ma insieme alla sofferenza promise la salvezza del'anima per l'eternità. Il passaggio che va dal capitolo 8:34 al capitolo 9:1, riguarda l'impegno personale a seguire Gesù in circostanze che richiedono sofferenza, coraggio e sacrificio. Marco racconta che Gesù dice ai suoi d…

Tre attributi divini di Gesù.

Tre attributi divini di Gesù. Oggi vediamo tre attributi divini di Gesù. Per attributi s'intende le qualità come proprie, peculiari e intrinseche che appartengono a Dio e quindi a Gesù, sono quelle caratteristiche oggettive che contraddistinguono Dio. L’attributo è una qualità dell’essenza di Dio, non è inventato dall’uomo, ma descrive il carattere di  Dio, come Dio si è rivelato all’uomo. Se da una parte, tramite gli attributi, possiamo conoscere un pochino Dio, dall’altra parte non possiamo comunque afferrare Dio e chiuderlo in una scatola con delle definizioni. Gli attributi sono molto chiari su chi è Dio, ma nello stesso tempo siamo limitati nel comprenderlo, siamo limitati nell'abbracciarlo totalmente.

Il Giudizio di Dio.

Giacomo 2:12-13. Il Giudizio di Dio. Un pastore aveva predicato un potente sermone sul rinunciare alla propria vita. Una donna seduta vicino a un'altra donna le dice: “Questa è un’eccellente predicazione, ma mi chiedo se una tale vita è possibile?” L'altra donna le sorrise e le rispose: “Beh , so che il predicatore vive una tale vita… io sono sua moglie”. Le persone che ci sono vicine, con cui siamo in contatto ogni giorno dovrebbero essere i primi testimoni del nostro amore per il prossimo senza discriminazione.  Quello che conta non è come ci comportiamo tra coloro che non ci conoscono bene, ma il modo come trattiamo coloro che sono molto vicino a noi! Il nostro comportamento deve essere caratterizzato dall’amore verso tutti senza discriminazioni! Abbiamo visto i primi tre motivi perché non dobbiamo avere discriminazioni: perché è inconciliabile con la fede in Gesù, perché è inconciliabile con i piani di Dio, perché è inconciliabile con la legge regale dell’amore, ma nei ver…