lunedì 1 aprile 2013

La Bibbia è stata corrotta, alterata o revisionata? Ci possiamo fidare dei documenti Biblici?


La Bibbia è stata corrotta, alterata o revisionata? Ci possiamo fidare dei documenti Biblici?
Molti critici accusano i copisti di aver alterato il testo biblico per eccessivo zelo, con il risultato che la Bibbia oggi è lontana dalla sua forma originale. Ma l’accusa che la Bibbia sia stata manomessa nella trascrizione è contraddetta da molte prove. Certo la domanda è legittima, noi non abbiamo i documenti originali, ma solo documenti copiati dagli originali. I libri originali furono scritti a mano, prima dell’invenzione della stampa e con materiale deperibile, perciò non c’erano altro che manoscritti copiati a mano, quindi è normale che ci poniamo la domanda se oggi la Bibbia che abbiamo è affidabile come Parola di Dio. Tuttavia qualunque studioso obiettivo concorderà che la Bibbia è stata, preservata attraverso i secoli in maniera notevole.

L’Antico Testamento
I 39 libri dell'Antico Testamento che abbiamo sono gli stessi libri accettati come divinamente ispirati dagli ebrei al tempo di Gesù. Gli scritti di Giuseppe Flavio, lo storico ebreo, varie dichiarazioni nel Talmud, e numerosi riferimenti nel Nuovo Testamento e quindi di Gesù, tutti concordavano che questi libri, e solo questi, erano  riconosciuti come ispirati da Dio. Allo stesso modo questi libri furono  accettati e utilizzati dai primi cristiani come Parola di Dio autentica!
Se o non erano corretti questi libri, può essere oggetto di ulteriore discussione, ma almeno vi era la convinzione condivisa sia dai primi cristiani e anche dai loro avversari ebrei e quindi anche da Gesù, che l’Antico Testamento era per come lo abbiamo noi oggi Parola di Dio! 
Le copie esistenti del principale testo antico ebraico, è il masoretico che risale, solo al decimo secolo d.C.  Poi troviamo altre due versioni, che rafforzano la fiducia dei critici testuali e anche la nostra, sul fatto che la Bibbia che abbiamo è conforme al testo originale. 
L’Antico Testamento ebraico del decimo secolo d.C.(Masoretico) perciò,  confrontato con la traduzione greca chiamata la Settuaginta o LXX, tradotta da settanta rabbini ad Alessandria di Egitto dimostra di essere attendibile. Questo testo è stato scritto approssimativamente dal 200 a.C. al 150 a.C.; i manoscritti più vecchi ancora esistenti risalgono indicativamente al 325 d.C. C’è un consistenza meravigliosa fra i due, che attesta l’esattezza del processo di copiatura dei testi ebraici durante i secoli. Poi abbiamo i famosi Rotoli del Mar Morto dal 1947 al 1956, manoscritti datati dal periodo 200-100 a.C., quindi più antichi del masoretico, sono molto importanti perché confermano che i documenti riguardo l’Antico Testamento, sono affidabili. Quando furono scoperti i rotoli del mar Morto, gli studiosi furono molto sorpresi nel vedere quante similarità c’erano con le altre copie antiche dell’Antico Testamento, anche se i rotoli del Mar Morto erano centinaia di anni più vecchi di qualsiasi altra cosa scoperta. Questi manoscritti sono più vecchi di quello masoretico e non lo contraddicono! Anche se ci sono piccoli varianti nessuna di queste cambia il significato di un brano o è abbastanza significativo per modificare qualsiasi dottrina o evento registrato nell’Antico Testamento. In quasi tutti i casi, le variazioni sono banali. 
Millar Burrows afferma: “Il fatto che in un periodo di mille anni il testo abbia subito così poca alterazione ha dell’incredibile. Come ho affermato nel mio primo articolo sul rotolo, la sua principale importanza sta nel fatto che esso è una prova della fedeltà della tradizione masoretica”. 
Inoltre, vi sono numerosi testi antichi con ampie citazioni  dall’Antico Testamento il Talmud, gli scritti di Giuseppe Flavio e Filone, ecc., oltre a numerose citazioni dell'Antico Testamento nel Nuovo Testamento, tutti uniti nel dimostrare che il testo dell'Antico Testamento è sempre stato essenzialmente come l'abbiamo oggi, perciò non è stato alterato!
Gli scribi che hanno copiato i manoscritti sono noti per la loro dedizione e meticolosità per assicurare una precisa copiatura. E’ significativo che altri scritti antichi comparabili all’Antico Testamento non sono stati così accuratamente trasmessi o non hanno una base di tale abbondanza di prove testuali. Se possiamo fare affidamento sulla trasmissione accurata di qualsiasi documento antico, il documento più credibile è l'Antico Testamento! Sebbene l’Antico Testamento non abbia la stessa quantità di manoscritti del Nuovo, il numero dei manoscritti esistenti rilevante. Anche alcuni scettici della Bibbia ammettono che la Bibbia è stata trasmessa attraverso i secoli, molto più accuratamente di qualsiasi altro documento antico! Non esiste assolutamente alcuna evidenza che la Bibbia sia stata alterata, revisionata, o manomessa in una maniera sistematica.

Il Nuovo Testamento.
I risultati per il Nuovo Testamento sono ancora più decisivi perché una quantità maggiore di  materiale è disponibile per lo studio; ci sono più di 5000 manoscritti in lingua greca del Nuovo   Testamento (27 libri) che vanno dall'intero Testamento a frammenti di papiri che contengono una parte di un versetto. Alcuni frammenti esistenti risalgono al periodo da 25 a 50 anni dopo il testo scritto.
Gli studiosi del Nuovo Testamento hanno concluso che:
1.Il 99,99% del testo originale è stato ritrovato, e 2. nell'altro centesimo di una percentuale non ci sono varianti che influenzano in modo sostanziale qualsiasi dottrina cristiana!
Possiamo affermare che l’attendibilità dei manoscritti del Nuovo Testamento è supportata dall’esame bibliografico.

Esame Bibliografico del Nuovo Testamento.
L’apologeta cristiano Josh McDowell a riguardo dice: “ L’analisi  bibliografica è una verifica del modo in cui i documenti giungono fino a noi. In altre  parole, dato che noi non abbiamo i documenti originali, quanto sono affidabili le copie che abbiamo rispetto al numero di manoscritti  e all’intervallo di tempo intercorso fra le copie originali e quelle tuttora esistenti?” 
Il numero dei manoscritti che abbiamo a disposizione e la loro vicinanza agli originali dimostrano che sono affidabili.
Attualmente si conoscono circa 25.000 frammenti di manoscritti del Nuovo Testamento in greco e in altre lingue, questo è molto importante perché nessun altro documento dell’antichità si avvicina lontanamente a tali cifre! Per esempio l’Iliade di Omero è seconda con 343 manoscritti. Questo perché i libri del Nuovo Testamento nell’antichità erano i più frequentemente copiati e diffusi. Possiamo essere fiduciosi che il Nuovo Testamento che abbiamo oggi è degno di fede!
John Warwick Montgomery (professore di legge) afferma che: “ essere scettici sul testo risultante il Nuovo Testamento significa scivolare nell’oscurità, dato che nessun documento del periodo antico è tanto attestato bibliograficamente quanto il Nuovo Testamento” 
W.F. Albright (archeologo e studioso)parlando della documentazione unica del Nuovo Testamento afferma: “Nessun altra opera dell’antichità greco-romana è così bene attestata da una tradizione di manoscritti antichi del Nuovo Testamento. Ci sono molti più manoscritti antichi del Nuovo Testamento che di qualunque altra opera di altri autori classici, e le parti più lunghe che ne restano risalgono a solo due secoli dopo la loro composizione originaria.” 
Ma i manoscritti del Nuovo Testamento non solo sono affidabili per il loro numero maggiore rispetto agli altri testi antichi, ma anche perché le copie risalgono al massimo a due secoli dopo.
Sir Frederic G. Kenyon direttore e principale bibliotecario del British Museum a riguardo afferma:
“A parte il numero, i manoscritti del Nuovo Testamento differiscono da quelli degli autori classici…In nessun altro caso l’intervallo di tempo fra la composizione del libro e la data dei più  antichi manoscritti esistenti è così breve come nel caso del Nuovo Testamento.  I libri del Nuovo Testamento furono scritti sul finire del primo secolo; i più antichi manoscritti esistenti(ad eccezione di brani trascurabili…) risalgono al IV secolo, diciamo dai 250 ai 300 anni più tardi. Questo potrebbe sembrare un intervallo di tempo considerevole, ma non è nulla in confronto a quello che separa molti dei grandi autori classici dai loro primissimi manoscritti. Crediamo di avere in tutte le sue parti essenziali un testo accurato delle sette opere teatrali di Sofocle; tuttavia, il primissimo manoscritto sostanziale sul quale si basa fu scritto più di 1400 anni dopo la morte del poeta.” 
Se si accettano come affidabili le opere antiche,  se nessuno mette in dubbio  la loro autenticità, sebbene i più antichi manoscritti sono stati composti molto tempo dopo gli originali e il numero esistente è molto esiguo, a maggior ragione lo sono i documenti del Nuovo Testamento!! Nessuna opera letteraria antica, né religiosa può reggere il confronto con le credenziali della Bibbia!!!
Riepilogando i documenti che abbiamo riguardo la Bibbia sono più che affidabili perché sono autentici, questo è provato dai molti manoscritti che sono molto simili tra di loro e inoltre sono vicini nel tempo ai manoscritti che risalgono infatti,  poco tempo dopo gli originali.

Altre prove.
Alla prova bibliografia delle copie dei 5400 circa manoscritti in lingua greca, si aggiungono le prove di almeno 15000 versioni tradotte in altre lingue e le prove fornite dagli scritti dei primi cristiani, i padri della chiesa primitiva (commentari, lettere,sermoni). Gli studiosi concordano sul fatto che se tutti i manoscritti del Nuovo Testamento fossero stati persi, sarebbe stato possibile ricostruire il tutto dalle citazioni di questi scritti e di altri primi cristiani!!
In riferimento a  questo  J. Harold Greenlee afferma: “ Queste citazioni sono così estese che il Nuovo Testamento potrebbe praticamente essere ricostruito da essi, senza l’uso dei manoscritti”. 
Della stessa opinione è lo studioso Bruce Metzger : “Oltre alle testimonianze testuali derivanti dai manoscritti greci del Nuovo Testamento e da versioni antecedenti, la critica testuale ha a disposizione le numerose citazioni comprese nei commentari, sermoni, ed altri trattati scritti dai primi Padri della chiesa. In effetti, queste citazioni sono così articolate che se tutte le altre fonti da cui attingiamo nozioni riguardo al Nuovo testamento fossero distrutte, esse basterebbero per risalire all’intero testo”. 

Conclusione.
Tutte queste prove rafforzano l’autenticità della Bibbia! Il numero di tutti i manoscritti fornisce un potente mezzo di controllo ed è importante anche per rintracciare l'origine delle varianti e quindi di verificare il testo vicino all’originale. Inoltre, le discrepanze, causate da una copiatura negligente o da alterazioni deliberate, sono nella quasi totalità dei casi, molto banali, che non sono di fatto importanti e non alterano la dottrina  o in maniera significativa il senso del brano.
Possiamo perciò affermare con F.Kenyon: “ Il cristiano può prendere in mano la Bibbia e affermare senza esitazione di possedere la vera  Parola di Dio, trasmessa, senza alcuna perdita essenziale di generazione in generazione e di secolo in secolo”. 

Bibliografia.
Henry M. Morris with Henry M. Morris III, Many Infallible Proofs: Evidences for the Christian Faith, 1974, 1996 by Henry M. Morris. Database 2009 WORDsearch Corp. 

John Blanchard, Perché Credere Alla Bibbia, ed. Passaggio, Virgilio Mantova, 2005.

Josh McDowell e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni centro Biblico, Casoria NA,1993. 

Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto,  Lago Patria NA, 2005.

Paul E. Little, Perché Credere?, Edizione Casa Biblica, Vicenza, 1981.

Renè Pache, L’Ispirazione e l’autorità della Bibbia, Unione Cristiana Edizioni Bibliche, Roma, 1978.

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