lunedì 8 aprile 2013

Gli eventi descritti nell’Antico Testamento


Gli eventi descritti nell’Antico Testamento
Nei primi capitoli della Bibbia vediamo il racconto della creazione, che mostra la relazione fra Dio il creatore e la creatura. Dio è il Creatore e il Signore di tutto!  Ma gli eventi descritti nell’Antico Testamento riguardano la storia di Dio con il popolo di Israele e di conseguenza in rapporto con coloro che venivano a contatto con Israele.
Ma va ricordato che: “La storia d’Israele non costituisce un interesse puramente accademico: essa è di importanza vitale perché Dio scelse di rivelarsi nelle concrete esperienze di un popolo. Egli si dimostrò un Dio d’azione che agiva nella storia in modo che si adempissero gli scopi che Egli aveva nello scegliere Israele”
L’Antico Testamento racconta gli eventi legati alla storia del popolo di Dio, ma questa, dunque, non è solo un interesse intellettuale, ma è importante per capire chi è Dio e quali sono i suoi disegni, infatti questa storia parla della storia di Dio che stabilisce, sceglie e si rivela ad un popolo per realizzare i Suoi progetti. Così la storia dell’Antico Testamento, del popolo di Israele in definitiva è più di una semplice storia …è la storia di Dio!


Pericolo!
La Bibbia è un libro senza tempo perché ha un impatto per tutte le generazioni, perché ciò che rivela è di estrema importanza per la nostra salute spirituale e morale per relazionare con Dio secondo la sua volontà e per la salvezza dei peccatori, ma attenzione senza tempo non vuol dire che non dobbiamo tenere presente sia il contesto letterario e quello storico dei libri della Bibbia! Non solo, quando ci accostiamo all’Antico Testamento, noi non dobbiamo imporre i valori occidentali moderni a una cultura orientale antica!
Quelle generazioni avevano una società, una cultura diversa dalla nostra e questo noi gente del periodo postmoderno, lo dobbiamo tener presente. Inoltre noi dobbiamo ancora ricordare che questi scritti sono un archivio nazionale. La gente che ha scritto e pubblicato questi libri erano essi stessi una parte di quella nazione e della sua storia.
Alcune cose per il lettore moderno potranno sembrare strane, ma noi dobbiamo tener presente i valori, la società dell’epoca dell’Antico Testamento diversa completamente dalla nostra. Ancora dobbiamo considerare che l’Antico Testamento è diverso da qualsiasi libro moderno, è essenzialmente un'antologia, una raccolta di libri di persone diverse e di epoche diverse  scritti nell’arco di tempo di diversi secoli.
L'Antico Testamento è una libreria completa di letteratura, contenenti libri con generi letterari diversi. Se fossero stati presi separatamente per una biblioteca moderna, sicuramente non sarebbero stati tutti collocati sullo stesso scaffale! Noi nell’Antico Testamento troviamo vari generi troviamo libri storici, (Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re, 1 e 2 Cronache, Esdra e Neemia,) troviamo codici di leggi (Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). Poesia (Salmi,  Cantico dei Cantici)ecc. Profezie (vedi i libri profetici),ecc.

La Storia Biblica e la sua importanza.
Quando Dio guidava lo scrittore biblico, lo guidava con lo scopo non di raccontare tutti gli eventi o di dimostrarne la storicità,  ma di raccontare eventi veri, reali (non è fiction) con uno scopo, uno scopo che era per l’epoca e  che doveva servire per il tempo futuro con un significato teologico. Il loro ruolo era perciò profetico (2 Pietro 1:20-21) e non da un punto di vista storico moderno; quegli uomini  erano strumenti nelle mani di Dio che scrivevano secondo gli obbiettivi di Dio!
L’Antico Testamento non è una serie di libri di storie immaginarie, mitologiche e così via, ma una serie di eventi, di fatti realmente accaduti nel tempo e nello spazio. Noi vediamo che  Gesù attestava l’autenticità anche di quei testi che oggi sono considerati miti come: la creazione dell’uomo e della donna (Matteo 19:4-5), l’assassinio di Abele (Luca 11:51); Noè, l’arca e il diluvio (Matteo 24:37); la distruzione di Sodoma, la salvezza di Lot, la perdita della moglie (Luca 17:29,32) ecc. Se la Bibbia raccontasse fiction o eventi immaginari vana sarebbe la fede (cfr. 1 Corinzi 15:14) e la speranza (Romani 15:14).

La Storia biblica è la storia di eventi sovrannaturali.
Molti non credono che la Bibbia sia un libro storico perché non è possibile per la ragione umana che un albero brucia senza consumarsi e che un Mosè potesse dividere un mare grande o un’ asino che parli,ecc. 
Chi si avvicina alla Bibbia dal presupposto che Dio non esiste o che la Bibbia non è la Parola di Dio, ma un libro solo umano, allora è chiaro e anche comprensibile essere scettici. Coloro che invece credono che Dio esiste e che la Bibbia è Parola di Dio, allora la prospettiva cambia, non si avrà difficoltà ad accettare gli eventi sovrannaturali della Bibbia.
Paul E. Little: “ Chi ha difficoltà ad accettare i miracoli ne ha spesso anche a riconoscere la validità delle profezie: si tratta di problemi che derivano da una bassa opinione di Dio. Dunque il vero problema non sta nei miracoli o nella profezia, ma nel nostro concetto di Dio. Se supponiamo che Dio esiste, i miracoli non suscitano problemi, perché dio per definizione è Onnipotente.”  

La natura della storiografia biblica.
La storia biblica abbiamo detto sopra ha uno scopo teologico, perciò non ha come obbiettivo finale descrivere gli eventi umani, ma è una storia teologica, profetica, che rivela il carattere e gli atti potenti di Dio, come Dio opera nel mondo per salvare il suo popolo!

Secondo Trempen Longman III riguardo la natura della storiografia noi vediamo questi elementi:
1. In primo luogo vediamo la selettività. 
Nessuna storia può dire tutto ciò che riguarda il suo soggetto,  così  è necessario selezionare gli eventi questo avviene secondo la funzione e le intenzioni dello storiografo, che è comunque teologico: influenzare  Israele ad avere un giusto rapporto con Dio.  Così per esempio vediamo che  nella storia sinottica del regno di Davide in Samuele, Re e Cronache, sia in Samuele che in Re si parla di Bat-Sceba, mentre non ne parla nelle Cronache se non nella genealogia (1 Cronache 3:5; cfr. Giovanni 20:30; 21:25);

2. In secondo luogo troviamo l’enfasi. 
Questa caratteristica è strettamente collegata a quella precedente. Non tutti gli atti di Dio, furono registrati dagli storici biblici, ma alcuni eventi furono enfatizzati rispetto ad altri. Per esempio, l'accento sul tempio delle Cronache in contrasto con Samuele e Re almeno in parte, è a causa del fatto che il tempio era stato ricostruito al momento. Così, attraverso l'uso di enfasi il cronista (le cronache chiudono il canone ebraico) mostra la continuità tra il popolo di Dio alla fine del periodo dell’Antico Testamento e il popolo di Dio al tempo di Mosè e Davide. 

3. In terzo luogo vediamo l’ordine
Per la maggior parte, la storia biblica segue un ordine approssimativamente cronologico, ma non sempre è così. Per esempio 1 Samuele 16:14-23 racconta del servizio all'inizio di Davide a Saul come il musicista il cui servizio era di calmare l'anima tormentata di Saul, Davide si era presentato a lui. Il capitolo seguente introduce Davide per la seconda volta come colui che sconfigge Golia. Il problema è che quando Davide si è presentato a Saul, il re non lo riconosce (1 Samuele 17:58), una probabile spiegazione di questa anomalia è che il testo non è incentrato su una relazione cronologica, ma intende piuttosto una introduzione duplice di Davide, cioè che da giovane già manifestato il dono della musica e del canto e anche  come il potente guerriero del Signore. 
Detto questo possiamo passare alla storia del popolo di Israele in generale. I dettagli della storia del Nuovo Testamento coprono solo circa un secolo. Al contrario, la storia dell’Antico Testamento si estende per quasi due millenni. Nel corso di questo tempo, gli Israeliti vennero a contatto con molti popoli e nazioni diverse. L'Antico Testamento fa spesso riferimento agli Assiri, Babilonesi, Egizi, e molti altri popoli importanti. 
La storia del popolo di Israele, la storia dell’Antico Testamento si può dividere in quattro parti: la storia dei patriarchi, di Mosè e Giosuè (liberazione dall’Egitto e conquista di Canaan,) il periodo dei re, dell’esilio e quindi del ritorno in patria.

Gli antenati: i Patriarchi (Genesi 11:27-50,26; 2000-1550 a.C).
La storia dell’Antico Testamento ci parla del popolo di Israele, questo popolo discende dai patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe. Questo periodo della storia dell'antico medio oriente è caratterizzato dal movimento di gruppi etnici e nuovi imperi. In Mesopotamia, dopo una breve rinascita della cultura sumerica (la dinastia di Ur III, 2112-2004 a.C), il paese passò sotto il controllo di un popolo semitico, gli Amorrei. Gli Amorrei governavano diversi forti città-stato in un equilibrio di potere incerto, fino a quando un individuo della città di Babilonia fu in grado di consolidare la sua forza e di stabilire un nuovo impero in tutta la Mesopotamia, questo uomo era Hammurabi di Babilonia. Hammurabi salì al potere probabilmente intorno 1792 a.C., istituisce il vecchio impero babilonese, che durò fino al 1595, ma forse Hammurabi è più famoso per la sua collezione di leggi, simili alle leggi di Mosè nel Pentateuco. (I primi cinque libri della Bibbia). 
In Egitto, dopo un periodo di oscurità e di confusione chiamato il Primo Periodo Intermedio (2200-2000 a.C.), il paese ancora una volta fiorì durante il Medio Periodo (2000-1700 a.C). Il Medio Regno è stato un momento di pace e stabilità. Ma tra il 1700-1550 a.C., popolazioni di ceppo semitico(Hyksos) si insediano  nelle zone del delta del Nilo. Gli Hyksos invasero e presero il controllo dell’ Egitto e lo governarono per circa 150 anni. Per la prima volta nella storia dell'Egitto, il paese fu conquistato e dominato da stranieri. 
Dunque Abramo visse nell’età del cosiddetto bronzo medio e faceva parte dei popoli nomadi. Abramo partì da Ur dei Caldei in Mesopotamia meridionale con la sua famiglia estesa e si recò a Caran sull'Eufrate nel nord-ovest della Mesopotamia. Suo padre, Terach, è morto in Caran e Abramo (il cui nome fu cambiato in Abraamo) è stato scelto e chiamato da Dio. Quando Abraamo raggiunse Canaan, Dio stabilì un patto con lui e gli promise di dargli una discendenza immensa e la terra di Canaan in eredità.  Dopo molti anni, nacque in modo miracoloso Isacco da Sara, moglie di Abraamo quando aveva novant'anni e Abraamo ne aveva cento anni. 
Anche con Isacco e poi con il figlio di Isacco Giacobbe Dio rinnovò la promessa fatta ad Abraamo. (Genesi 12:1-3; 26:3-5; 28). Dalla moglie di Isacco, Rebecca, nacquero due figli gemelli, Giacobbe ed Esaù. Anche se Esaù era il più vecchio, Giacobbe diventò il figlio della promessa patriarcale. Giacobbe, il cui nome fu cambiato in Israele, aveva dodici figli.
Il suo figlio prediletto, Giuseppe, per la gelosia dei fratelli, fu tradito da questi, fu venduto come schiavo e portato in Egitto. Mentre era in Egitto, Giuseppe fu benedetto da Dio, nonostante tristi vicissitudini, miracolosamente divenne, per la provvidenza di Dio,  un'alta carica politica nel paese straniero. Durante una grave siccità, i figli di Israele da Canaan si recarono in Egitto in cerca di cibo. Con loro grande sorpresa, si sono trovati di fronte il fratello che avevano tradito e ora le loro vite erano nelle sue mani. Ma Giuseppe diede loro cibo. Israele e tutti i suoi figli si sono trasferiti da Canaan a Goshen nel delta nord-orientale dell'Egitto. Possiamo datare questi eventi non più precisamente di un tempo in generale all’età del Bronzo Medio (2000-1550 a.C). Molto probabilmente, quindi i discendenti dei patriarchi hanno vissuto in Egitto sotto il regno degli Hyksos (1700-1550) prosperando e moltiplicandosi rapidamente. Ma una volta che gli Hyksos furono espulsi, un nuovo re sorse sopra l'Egitto, che non sapeva di Giuseppe Eso. 1:8. Il nuovo re si riferisce probabilmente al primo re di una dinastia diversa. Per i successivi 100 anni, gli Israeliti furono ridotti in schiavitù dagli egiziani e costretti a costruire le loro città e a controllare la loro economia. 
Si pensa che le opere descritte all’inizio del libro dell’Esodo si riferiscano a quelle di Sethos I (1302-1290) e a Ramses II (1290-1224).
  

Gli inizi di Israele: Mosè e Giosuè (Esodo 2:1-21-Giosuè 24).
La tarda età del bronzo (1550-1200 a.C) è stato uno degli scambi internazionali e di equilibrio delle potenze mondiali. Gli egiziani hanno terminato con successo la loro sottomissione degli Hyksos ed entrò nel periodo della loro più grande forza politica, il Nuovo Regno (1550-1100 a.C). Considerando che l'Egitto era dominante in tutto questo periodo, la Mesopotamia viveva un momento di debolezza politica. Dopo la caduta di Hammurabi il vecchio impero babilonese, nella Mesopotamia meridionale era controllata dai Cassiti. Il lungo dominio della dinastia Cassita (oltre trecento anni) ha portato la pace e la stabilità in Babilonia. In Egitto potenti sovrani del Nuovo Regno tentarono di controllare le zone costiere della Siria-Palestina, la strada costiera per la Fenicia e la Nubia a sud. Controllando scambi commerciali con l'Egeo e il resto dell'Asia occidentale, l'Egitto dominò il commercio e acquistò enorme ricchezza e prosperità. Al culmine di questo impero, Amenofi IV intorno al 1553. Poco dopo cambiò il suo nome in Eknaton fonda una nuova capitale Aketon dove fa costruire palazzi e templi grandiosi. Per circa un decennio, Akhenaton si elevò ad Aten, l'immagine visibile del sole e si avvicinò al culto monoteista. Se per negligenza o debolezza militare, l'Egitto ha cominciato a perdere la sua presa internazionale in Asia occidentale. 
In Anatolia, l'impero Ittita acquisì il controllo della parte occidentale dell'Asia Minore e del nord della Siria. Sotto la guida reale forte, gli ittiti mantennero il controllo della Siria, a sud fino a Damasco, dal 1344 a.C. al 1239 a.C. I re ittiti combatterono i faraoni della 19° dinastia in Egitto per il controllo della regione Sirio-Palestinese. Verso la fine della tarda Età del Bronzo, il re ittita Hattušili III e l’egiziano Ramesse II, fecero un trattato di pace, ponendo fine alle ostilità tra le due nazioni. 
Durante la tarda età del bronzo, mentre Israele soffriva sotto il pesante fardello della schiavitù in Egitto, nacque Mosè dalla tribù di Levi. Il suo nome Moshesh significa “colui che esce fuori”. (Esodo 2:10). Al tempo della nascita di Mosè, il faraone stava cercando di controllare la popolazione israelita in rapida crescita uccidendo i neonati maschi d'Israele. Ma Mosè è stato miracolosamente salvato dalla figlia del faraone e cresciuto nella corte reale egizia. Gli venne  data la migliore educazione egiziana (Atti 7:22).  Mosè è stato preparato e chiamato da Dio a condurre gli israeliti fuori dalla loro schiavitù in Egitto. Aveva quarant’anni quando Mosè uccise un egiziano difendendo un suo compagno ebreo perché si identificava con il suo popolo di origine, fu costretto a fuggirsene verso oriente nella terra di Madian nella parte nord orientale del Sinai, si sposò e visse per altri quarant’anni in questa zona, imparando la geografia e le vie del deserto, esperienza che poi lo avrebbe aiutato per condurre Israele attraverso il deserto per la terra promessa.
Gli egiziani intanto continuavano ad opprimere il popolo ebraico gravemente fino a quando le grida di disperazione non giunsero a Dio. Dio chiamò insistentemente Mosè nella famosa esperienza del Roveto Ardente e ha chiesto a lui di tornare in Egitto e guidare il popolo nella terra di Canaan liberandolo così dalla schiavitù (Esodo 3:4). 
Dio si è servito di una serie di dieci piaghe per dimostrare di avere il controllo, di essere sovrano su tutto, perciò le piaghe avevano un significato teologico e non solo uno scopo pratico. Hanno screditato gli dei dell'Egitto e esaltato il sommo Dio del cielo (Esodo 12:12), quindi dimostrano la superiorità e la maestà del Dio di Israele, il Signore. Dio, dunque usò Mosè per liberare Israele dall'Egitto, facendolo passare miracolosamente aprendo il mare e  portandolo nella penisola del Sinai per stabilire un patto con loro.
Liberati dalla schiavitù essi avrebbero ereditato una terra dove sarebbero vissuti osservando il patto che Dio stipulò con loro (Esodo 19:1-8; 24:1-11). Dio diede a Mosè la legge, il disegno del tabernacolo (che più tardi divenne il modello per il tempio) e gli ordini per il suo funzionamento, nonché le istruzioni dettagliate per il sacerdozio e il sistema sacrificale di culto (Esodo 19:2-24,18; 24:3; capp.24-27; 30;31,35-40;28-29; Levitico 1:1-27:34). Ma la nuova nazione, di Israele, respinse la Signoria di Dio nel deserto e si rifiutò di entrare nella terra promessa. Dio li punì facendoli vagare quaranta anni nel deserto. Il periodo dei pellegrinaggi è stato davvero un momento straordinario.
La presenza di Dio era evidenziata da una colonna di nuvola che aleggiava sulle persone di giorno e una colonna di fuoco di notte. Dio ha provveduto cibo sotto forma di manna, periodicamente fornito l'acqua per mezzo miracolosamente, non permettendo che le loro vesti non si consumassero. Nonostante tutto questo, la gente mormorava e si lamentava in continuazione. Durante questo tempo la generazione ribelle morì. Anche Mosè morì nelle pianure di Moab senza avere il privilegio di entrare nella terra promessa. Giosuè, successore di Mosè, portò la nazione di Israele alla conquista della terra promessa, realizzando le promesse fatte ai patriarchi (Giosuè 3:1-4;24;ecc.). Anche se è impossibile dare a questi eventi una data precisa, è chiaro che l'esodo degli Israeliti si è verificato in qualche momento come dicevamo sopra, durante il Nuovo Regno della storia egiziana. Gli studiosi hanno proposto due date possibili per l'evento dell'Esodo, tra 1447-1440 a.C. o tra il 1300-1250. Si discute se il faraone dell'Esodo sia stato Thutmose III o Amenhotep II o Ramsess II. 

Lo Stato di Israele: Dai Giudici a Davide e la sua dinastia (Giudici 1:1-2 Cronache 36:19).
Intorno al 1200 a.C., i cambiamenti catastrofici cominciarono a verificarsi nel medio oriente antico. Le grandi potenze (in particolare gli Egizi e gli Ittiti) improvvisamente s’indebolirono e la mappa politica cambiò radicalmente. La maggior parte degli studiosi credono che i cambiamenti iniziarono con la caduta di Troia (circa 1250) e la conseguente caduta delle città micenee  sul continente della Grecia.
I sopravvissuti devono essere fuggiti via mare lungo le coste del Mediterraneo, distruggendo tutte le maggiori potenze del mondo antico. Questi nuovi arrivati sono conosciuti collettivamente come "popoli del mare". Un gruppo di questi popoli di mare, noto da fonti egiziane come "Peleset", si stabilirono a sud-ovest delle pianure costiere Siro-Palestinese. Essi sono conosciuti nell’Antico Testamento come "Filistei".
Queste popolazioni portarono diversi cambiamenti in medio oriente, in particolare due: in primo luogo, entro un secolo dal loro arrivo, l'ordine politico che esisteva già da più di trecento anni si disintegrò, lasciando un vuoto di potere, le campagne militari delle grandi potenze come gli Egizi e gli Ittiti, fecero posto a scontri e conflitti locali. Nuovi gruppi etnici riempirono il vuoto di potere e, infine si svilupparono piccoli imperi quali gli Aramei di Damasco e gli Israeliti negli altopiani della Palestina. In secondo i popoli del mare portarono nuove tecnologie per la lavorazione dei metalli, in particolare l'uso del ferro per la fabbricazione delle armi.  I Filistei erano avvantaggiati nelle prime battaglie con gli Israeliti a causa della loro superiorità nella lavorazione dei metalli e nel monopolio dell'uso del ferro (1 Samuele 13:19-22). Progressivamente, il ferro sostituì il bronzo, e gli archeologi si riferiscono al periodo dopo il 1200 a.C. come l'età del ferro. Quindi, il periodo noto come l’età del Ferro I (circa 1200-930 a.C.) cominciò con l'invasione dei popoli del mare e lo spostamento del potere politico in tutto l'antico Vicino Oriente.
Verso la fine della tarda età del bronzo(1550-1200), gli Israeliti avevano preso Canaan e si stabilirono negli altopiani centrali. Per almeno un paio di secoli dopo la conquista israelita, Israele era governata come una confederazione di dodici tribù, uno per ciascuno dei figli di Giacobbe. L’occupazione fu lenta e difficile per la potenza del popolo locale, ma anche per le invasioni dei popoli vicini (Moabiti, Giudici 3:12-30); Ammoniti (Giudici 11); Filistei (Giudici 13-16). Durante questo tempo, la leadership veniva da gente comune e su base temporanea con uno scopo ben preciso. Questi leader, chiamati "giudici" erano dotati e divinamente ordinati per consolidare la forza e le risorse delle tribù in tempi di crisi nazionali o regionali. 
Il libro dei Giudici ha una serie di cicli ricorrenti: l'apostasia da Dio, la pena in forma di oppressione da tribù vicine, grida a Dio per il sollievo, liberazione dalla schiavitù sotto la guida di un giudice, e un periodo di riposo dall'oppressione. Il periodo dei giudici fu caratterizzato anche da una notevole decadenza morale (Giudici 21). Ben presto gli Israeliti si stancarono delle costanti minacce militari dai nemici circostanti e desideravano un re,  il libro dei giudici sottolinea questa mancanza con il ritornello: “In quel tempo non vi era in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva” (Giudici 17:6; 21:25).
Per una mancanza di giudici moralmente degni, per una debolezza nazionale dovuta alla disunione politica e anche per un popolo desideroso di un prestigio nazionale, di avere un esercito permanete in grado di garantire la giustizia e la pace, i capi d’Israele e il popolo chiedono un re come le altre nazioni che governasse su di loro (1 Samuele 8:1-9,19-20). Questa richiesta era in realtà un rifiuto del piano divino della teocrazia, il governo di Dio. Dio ha concesso agli Ebrei ciò che desideravano, ma li avverte degli svantaggi della monarchia (1 Samuele  8:9-21).
Samuele era un profeta e giudice che ha guidato Israele nel momento della transizione dai giudici ai re. Con la benedizione di Dio, Samuele unse Saul come primo re di Israele (1020-1000 a.C). Ma a causa della sua disubbidienza, Dio lo tolse dal suo trono per darlo a uno (Davide) secondo il Suo cuore (1 Samuele 13:14). Sotto la forte leadership di Davide(1000-961 a.C.), Israele ha finalmente sconfitto i Filistei e stabilito un certo grado di pace e sicurezza.
Davide fondò un impero (2 Samuele 8-10; 1 Cronache 18-19), conquistando Moab, Edom, Damasco, Ammon,ecc. Inoltre, ha stabilito buoni rapporti con Tiro. Il regno di Davide ha inaugurato un periodo di stabilità che sarebbe diventato l'età d'oro di Israele, ma questo è stato possibile, per la provvidenza di Dio, in quanto come dicevamo prima, in medio oriente c’era un vuoto di potere: Gli Egiziani, Micenei, Ittiti e Assiri erano o decadenti o rimosso dalla scena della storia.
I Fenici, un popolo pacifico commerciale, sono stati liberi di espandere il loro commercio, ed erano felici di vendere cedro a Davide per la costruzione del suo palazzo e del tempio. Davide ha unificato le tribù e ha fornito la libertà economica e politica. Senza dubbio, Davide è stato il più grande re di Israele. Gerusalemme come la città di Davide. Quando il re voleva costruire il tempio come casa di Dio, Dio ha risposto che lo avrebbe suo figlio. Dio fece un patto con Davide, promettendogli che la sua casa (dinastia, regno, trono) sarebbe stata stabilita per sempre (2 Samuele 7).
Cristo, è venuto dalla stirpe di Davide, ha adempiuto tale promessa divina (cfr. Luca 1:31-33; Atti 2:29-36; 13:32-39; 15:14-17). Anche se continuarono le lotte interne durante il suo regno, egli fu in grado di lasciare un regno unificato a suo figlio, Salomone (970-930 a.C.). Questo fu l'inizio di successione dinastica nell'antico Israele. Salomone ampliò i confini di Israele dall'Eufrate a nord e verso l'Egitto a sud. Egli governò durante il solo periodo della storia di Israele che può essere chiamato un impero.
Ha portato grande ricchezza e prosperità per la nazione attraverso il commercio internazionale. Salomone fu un uomo di pace e un costruttore di palazzi, città, fortificazioni e del tempio. Dio diede a Salomone sapienza in tutte le materie, compresa la capacità di governare il popolo. La fama di Salomone era conosciuta in tutto il mondo. Salomone ha avuto anche il privilegio di costruire il tempio di Dio a Gerusalemme.
I regni di Davide e Salomone, furono sempre ricordati come il momento ideale di pace e prosperità (1 Re 4:25). Ma il regno unito durò poco. Salomone come Saul non fu pienamente fedele a Dio (1 Re 11:4) e nemmeno molto saggio perché aveva un harem di 700 mogli e 300 concubine e spese eccessive che ha lasciato lo stato in gravi difficoltà finanziarie. Egli ha anche eretto luoghi di culto idolatri pagani per le sue donne straniere,questo portò il paese alla rovina alla divisione. Ma per amor di Davide, Dio avrebbe mantenuto Giuda e Gerusalemme nelle mani della linea di Davide (1 Re 11:9-13). Poco dopo la morte di Salomone, il regno si divise in due nazioni la parte nord quella di  Israele e sud quella di Giuda a sud.  
Quando Salomone morì, suo figlio Roboamo salì al trono e fu costretto ad affrontare una crescente ondata di risentimento per le alte tasse e la stagnazione economica degli ultimi anni di Salomone. Quando Roboamo si rifiutò di dare sollievo, tutte le tribù del nord si staccarono e formarono il regno del nord, Israele, sotto la guida di Geroboamo, mentre il regno del sud, Giuda, è rimasto solo con Giuada e Beniamino. Il regno del nord cadde rapidamente in apostasia religiosa.
Il primo re del nord, Geroboamo I, tentò di usare la religione per scopi politici abbandonando l’adorazione del Dio rivelato a Mosè per l’idolatria costruendo santuari idolatrici a Dan nel nord e nel sud Bethel. Questa idolatria ha attirato la condanna di Dio e la previsione che la linea di Geroboamo sarebbe spazzata via. Tutti i suoi successori si dice che hanno seguito le sue orme idolatra. Israele si trovò in guerra durante gran parte della sua storia con Giuda, Siria e l’Assiria. Omri e suo figlio Acab intenzionalmente combinarono una religione mista tra quella che possiamo dire mosaica del vero Dio con quella pagana di Baal nel tentativo di ottenere un maggiore controllo politico.
Il regno del nord è stato anche afflitto da instabilità politica. Siamo quindi in quello che gli archeologi chiamano l’età del Ferro II  930-539 a.C. Nel corso dei 200 anni della sua storia (931-722 a.C.; 1 Re 12- 2 Re 17) di re, nel regno del nord ce ne furono diciannove in nove dinastie distinte. Nel 722 a.C., la capitale del nord di Israele, Samaria, cadde in mano Assira perché il re Hosea gli rifiutò di pagare il tributo. Per contro, Giuda, il regno del sud, ha continuato ad avere una famiglia reale, la dinastia davidica, per quasi 350 anni (931-587 a.C.;  1 Re 12:21– 2 Re 25:21; 2 Cronache 11:1-36,21).
Giuda ebbe il vantaggio iniziale di avere una capitale ben stabilita e un tempio con un culto autorizzato da una dinastia reale stabilita da Dio. Anche se Giuda mantenne la stabilità politica, si allontanò da Dio, anche se molto più gradualmente di quella del nord. Molti dei re di Giuda erano fedeli al Signore, soprattutto nelle prime fasi della storia del regno, altri purtroppo no. La capitale di Giuda, Gerusalemme, cadde sotto i Babilonesi nel 587 a.C. 
Altrove nel vicino oriente, in questo periodo, l'Egitto stava cercando di riaffermarsi come grande potenza mondiale. Ma fatta eccezione per un breve momento all'inizio del VI secolo a.C (Dinastia 26°), l'Egitto non ebbe più una posizione di rilievo nello scacchiere del mondo antico. Noi perciò vediamo che la storia dell’età del ferro II è caratterizzata dalla caduta di vecchi imperi e dall'ascesa di nuovi imperi in Mesopotamia.
Lungo le rive del fiume Tigri nel nord della Mesopotamia, nella metà del IX secolo una nuova forza nasce, una forza che avrebbe dominato la storia dell'antico medio oriente per due secoli con un impatto politico molto forte: gli assiri, ma questo potente popolo attraversò un periodo di debolezza interna nella prima metà dell’ ottavo secolo. Questo ha permesso che il regno di  Geroboamo II in Israele (793-753 a.C.) e Uzzia in Giuda (792-740 a.C.) fosse lungo e prosperoso, ma in entrambi i regni, durante questo mezzo secolo, ci fu ingiustizia sociale e degrado morale. Dio ha suscitato i suoi servi i profeti per richiamare il popolo e avvertire le nazioni di morte imminente. La debolezza Assira fu una tregua temporanea, nel frattempo si era rafforzata. Tiglat-Pileser III nel 745 a.C. fu lo strumento di distruzione di Dio contro i ribelli del regno del Nord.  Infine, il figlio di Tiglat-Pileser di Salmanassar V assediò Samaria capitale di Israele nel 725 a.C. Tre anni dopo, la nazione del nord cadde 722 a.C. e divenne una provincia dell' enorme impero assiro. 
Nel corso del secolo successivo, anche Giuda tentò vari modi di affrontare la minaccia assira. Per esempio, Ezechia era anti-assiro, ma suo figlio Manasse ha adottato una politica filo-assiro. Nel corso del settimo secolo, l’Assiria raggiunge l'apice della sua potenza imperiale e divenne il primo vero impero del mondo, così come il primo di una linea di imperi mesopotamici (Assiria, Babilonia e Persia). Sotto i re del VII secolo (Sennacherib, Esarhaddon e Assurbanipal), gli Assiri furono in grado di sconfiggere i loro nemici tradizionali a nord, gli urartiani.
Essi hanno anche catturato l'Egitto nel lontano 663. Ma in tutto questo periodo di dominazione internazionale, l'Assiria aveva un problema persistente e sempre presente vicino casa. Il malcontento ribelle dei Caldei stava crescendo sempre di più ed era difficile da contenere. Ben presto divenne indipendente e, infine, sostituì l’Assiria. Sotto il dominio di Nabopolassar e il suo famoso figlio Nabucodonosor II, Babilonia sconfisse l’Assiria divenne un impero potente.
Durante il dominio di 43 anni di Nabucodonosor (605-562 a.C.), Babilonia raggiunse l'apice della sua ricchezza e del potere politico in quello che viene chiamato il periodo neo-babilonese. Il regno di Giuda reagì alle aspirazioni imperiali dei babilonesi alternando due strategie tattiche: alcuni aspiravano alla ribellione cercando l’aiuto di un debole Egitto Is.36:6 altri, come il profeta Geremia sollecitava la sottomissione di Giuda a Babilonia come stato vassallo. 
I profeti durante la deportazione babilonese furono Abdia(?- alcuni pensano sia 848-841 a.C), Ezechiele, Daniele.
Nabucodonosor nel 597 tentò di porre fine alla ribelle Giuda conquistando Gerusalemme e portando il re Ioiachim in esilio in Babilonia, insieme a molti del popolo di Gerusalemme, tra cui il profeta Ezechiele. Un'altra ribellione sotto Sedechia provocò la totale distruzione di Gerusalemme nel 587 a.C. I Babilonesi non solo distrussero la città e deportarono per la terza volta buona parte della popolazione, ma hanno anche abbattuto il tempio. La linea reale davidica pena sopravvisse a mala a pena attraverso l’esiliato Ioiachim. La perdita del tempio e della regalità fu un evento dominante e formativo nella storia dell’Antico Testamento.

L’esilio e la restaurazione di Israele Esdra e Neemia  (2 Cronache 36:20). 
Sia gli assiri che i Babilonesi erano strumenti di  giudizio di Dio per il Suo popolo, ma Dio nella sua misericordia e secondo i suoi piani si ricordò di loro. Questo è evidente nella vita delle persone, quando i fedeli come Daniele, Ester, o Neemia salirono in un posto di rilievo nella vita politica, o come numerose altre persone prosperano in terra straniera.
L'età finale archeologica del periodo dell'Antico Testamento è l'età persiana (539-332, a.C.), altrimenti noto come età del ferro III. Il regno del re Ciro segna l'inizio dell'impero persiano. Questo regno è stato uno dei più grandi del mondo antico. L'impero persiano controllò il mondo antico per due secoli. Alessandro Magno conquistò la Persia intorno al 330 a.C., si conclusero così imperi con base in Mesopotamia. Ciro istituì una nuova politica in materia dei popoli oppressi e delle loro divinità.
A differenza degli Assiri e dei Babilonesi, Ciro applicò una politica di tolleranza e di benevolenza, piuttosto che di crudeltà e brutalità. Ma è evidente che Ciro era sotto il controllo sovrano di Dio (Isaia 44:28; 45:1). L'esilio ebraico si concluse ufficialmente quando Ciro decretò che i popoli in cattività a Babilonia erano liberi di tornare alle loro terre d'origine.
L'Antico Testamento interpreta questo evento storico come il compimento della profezia di Geremia (2 Cronache 36:22-23; Esdra 1:1-4). Nel corso del secolo successivo, tre distinti gruppi di esuli ebrei tornarono a Gerusalemme per ricostruire la città. Il primo gruppo fu guidato sotto la guida politica di Zorobabele e la leadership religiosa del sacerdote Giosuè (Esdra 1-6).
I rimpatriati cercarono di ricostruire il tempio, ma dovettero ben presto confrontarsi con l’ opposizione dei nemici locali,  lo scoraggiamento e la mancanza di risorse. E’ stato solo dopo i ministeri dei profeti Aggeo e Zaccaria che la costruzione del  secondo tempio fu finalmente terminata nel 516 a.C.  Esdra sacerdote e scriba ha condotto la seconda spedizione di Babilonia nel 458 a.C. (Esdra 7-10), il suo compito non era quello di ricostruire il paese materialmente come i primi rimpatriati avevano fatto prima di lui, ma era quello di ristabilire la società e il benessere spirituale del popolo.  Neemia arrivò con la terza spedizione a Gerusalemme nel 445 a.C. (Neemia 1-13). Neemia era un esule ebreo che lavorava nella corte persiana reale. Ha visto il suo compito in primo luogo come quello della ricostruzione delle mura di Gerusalemme e offrire così una miglior difesa per i suoi abitanti. Dopo il completamento del muro, Neemia ha soggiornato a Gerusalemme come governatore della provincia persiana. L'Antico Testamento, perciò si conclude con il popolo di Dio che si è ristabilito di nuovo nella propria terra, come anche il tempio e il culto attendendo il messia promesso.
“Il mondo deve alla rivelazione dell’Antico Testamento una visione teleologica della storia”. J.G.Baldwin

Bibliografia

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