venerdì 22 marzo 2013

Seconda Lezione: Sbarazzati della tua preoccupazione!


Seconda lezione: Sbarazzati della tua preoccupazione!
Ci sono delle sane preoccupazioni, nel senso di essere attenti e vigili riguardo l’educazione dei figli, per l’opera del Signore, di curare i rapporti interpersonali, di pianificare (in preghiera)ecc., quindi in questa lezione, per come dice anche la Bibbia, non si vuole incoraggiare la pigrizia, l’apatia, l’indifferenza e così via. In questa lezione vedremo la preoccupazione nel senso negativo. Viviamo in un epoca di ansie e preoccupazioni, la situazione è così seria che alcune persone si preoccupano se non hanno nulla di cui preoccuparsi perché pensano che devono aver dimenticato qualcosa, o avrebbero qualcosa di cui preoccuparsi (Tim Higle). La preoccupazione è un pensiero che occupa la mente determinando uno stato di inquietudine, di apprensione, ansia, incertezza, timore . Un’altra definizione di preoccupazione è data da Gianni Cesana: “Preoccupazione è ciò che occupa la mente in modo non piacevole, che impensierisce, che rende inquieti”. Quindi possiamo dire che la preoccupazione è un pensiero non piacevole che occupa la mente che impensierisce, che rende inquieti, timorosi.

Leggi Matteo 6:25 che cosa ci comunica Gesù? 




Il verbo “non siate in ansia” (merimnate) indica un divieto e un comando a smettere di preoccuparsi se lo stanno facendo. La preoccupazione è usata in senso positivo nel darsi pensiero (merimnaō) alle cose del Signore(1 Cro.7:32), oppure la stessa parola è tradotta per la cura dei membri della chiesa (1 Cor.12:25). Vi è dunque una preoccupazione appropriata quando è diretta verso le cose giuste, mantenuta entro i limiti, in cui siamo chiamati a fare il nostro dovere correttamente. La preoccupazione è inadeguata o sbagliata quando è mal indirizzata, oppure è in proporzione sbagliata, o indica una mancanza di fiducia in Dio. È in quest’ultimo senso che Gesù si rivolge in Matteo 6:25, quindi una preoccupazione nel senso negativo,  ha il senso di essere in ansia o preoccupati, o di preoccuparsi ansiosamente, essere apprensivi o timorosi riguardo le questioni materiali, per cose essenziali per la vita, quindi l’ansia per la sopravvivenza stessa. È una preoccupazione ingombrante ed eccessiva perché ti prende così tanto da esaminare minuziosamente ciò che vi concerne. Gesù non sta dicendo di non impegnarsi responsabilmente alle necessità materiali proprie e altrui, non ci sta dicendo di essere spensierati, di essere sconsiderati, ma di non esserne eccessivamente coinvolti (eccessivamente preoccupati) da questa attività tanto da averne la priorità a tal punto da trascurare Dio. Dio deve avere la priorità! Come osserva Ridderbos Herman: “Nel dire ai suoi ascoltatori di non preoccuparsi, in fondo Gesù li stava mettendo in guardia contro il peccato stesso che aveva parlato nei versi precedenti, la dipendenza dai beni terreni”.  Preoccuparsi di cibo e vestiti non dovrebbe mai avere la priorità rispetto al servizio di Dio. Dio provvederà ai nostri bisogni! (Matt.6:33-34). 

Perché non dobbiamo preoccuparci e come possiamo arginare o eliminare la preoccupazione?

Vediamo in primo luogo ...
1. Le Ragioni per non essere preoccupati. 
“Spesso preoccuparsi vuol dire portare un peso che non ci è stato imposto affatto.” (Corrie Ten Boom). La preoccupazione è uno dei più grandi pericoli che affliggono l’anima dell’uomo per questo motivo ne parla la Bibbia. Si tratta di un infido, pericoloso, nemico seducente e potente (J.C.Ryle). Sono diverse le ragioni per cui non dobbiamo essere preoccupati nel senso negativo del termine come abbiamo descritto sopra.

Il primo motivo per cui non vale la pena essere preoccupati è perché la preoccupazione:
a. È inutile. 
Vance Havner ha detto: “La preoccupazione è come una sedia a dondolo, ti darà qualcosa da fare, ma non ti porterà da nessuna parte”. 
Rifletti su questa frase e scrivi le tue riflessioni.




Scervellarsi, rimuginare per una malattia, per il lavoro, per la morte o per un altro problema di vario genere che va al di là della nostra responsabilità o mezzi, non ha senso, è inutile.
Leggi Matteo 6:27, quali sono i vantaggi della preoccupazione? Perché?



Il darsi pensiero, la preoccupazione eccessiva (merimnaō), non porta a nulla, non aggiunge un’ora sola alla durata della propria vita!! Dobbiamo riconoscere che siamo limitati, che ci sono delle cose che vanno al di là dei nostri mezzi o limiti, e quindi la preoccupazione in questi casi produce poco in termini di realizzazione o di modificare il corso degli eventi, siamo nelle mani di Dio (Luca 12:13-21). 

La seconda ragione per non essere preoccupati è perché le preoccupazioni:
b. Ci portano lontano da Dio.
Le preoccupazioni soffocano la spiritualità! Ci distraggono da Dio! Le preoccupazioni ci distraggono  dal discepolato. Gesù raccontò la parabola dei quattro terreni (del seminatore Luca 8:4-15) una parte del seme cadde tra le spine e le spine la soffocarono. Ora quando Gesù spiega il significato delle spine, dice che si riferisce a coloro  ascoltano (la Parola di Dio), ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni (merimna), dalle ricchezze e dai piaceri della vita. Riguardo le preoccupazioni, William Hendriksen, li ha chiamate “preoccupazioni corrodenti” , perché corrodono l’anima a poco a poco. In questo senso le preoccupazioni non solo sono malsane per la nostra salute fisica e psicologica, e quindi un accorciamento della vita, infatti sappiamo quali sono le conseguenze delle preoccupazioni. John Nolland dice che: “Le preoccupazioni della vita possono essere un peso opprimente (ancora una volta 21:34 ) che soffoca la crescita e lo sviluppo verso la maturità spirituale”.  Quindi le preoccupazioni soffocano la Parola di Dio, la nostra crescita spirituale e quindi fanno perdere la prospettiva eterna! 
Leggi Luca 10:39-42 cosa risponde Gesù a Marta quando questa si lamenta della sorella che l’ha lasciata da sola a fare i servizi domestici?




La terza ragione per non essere preoccupati è perché le preoccupazioni:
c. Sono contrarie al valore che abbiamo per Dio.
Dopo aver detto di non essere ansiosi per la nostra vita, di che cosa mangeremo, o di cosa vestiremo, Gesù richiama i discepoli e le folle, a guardare agli uccelli che non seminano e non mietono, non raccolgono in granai e il Padre celeste li nutre (Matt.6:25-26). Poi afferma: "Non valete voi molto più di loro?"  È davvero un’affermazione di grande incoraggiamento! Guardate gli uccelli del cielo. Guarda l’interesse che Dio ha per gli uccelli e imparate dice Gesù. Gli uccelli non hanno mai piantato un raccolto, né si sono mai preoccupati per un raccolto, per non parlare che non hanno mai raccolto in un fienile. Gli uccelli non hanno assolutamente alcuna preoccupazione per il cibo del giorno successivo, nessun tentativo di accumulare beni per un futuro imprevisto e imprevedibile, eppure la loro vita va avanti perché Dio si prende cura di loro ogni giorno. Il senso, quindi è: se Dio si prende cura degli uccelli, si prenderà cura dei suoi figli, dei suoi discepoli, donando ciò di cui hanno bisogno, perché valgono di più, cioè sono di maggior valore, sono più preziosi. Possiamo essere certi della cura provvidenziale di Dio per i nostri bisogni, quindi non preoccupiamoci!
Rifletti per un attimo e scrivi le tue considerazioni, sul fatto che un discepolo di Gesù, un figlio di Dio, vale più degli uccelli!



Incoraggianti queste parole: “Perché mi preoccuperei e vivrei nell’ombra, perché mi sentirei solo ora che ho ricevuto l’amore di Dio e appartengo a Gesù? Egli mi è sempre vicino: il Suo occhio è sul passerotto, e lo so: Egli vede anche me. “Il tuo cuore non sia mai turbato”, dice la Sua voce piena d’amore. E affidandomi alla Sua parola fedele Gli dico tutto ciò che mi ha ferito. Vedo solo il prossimo passo, ma Egli sarà sempre la mia Guida. Il  Suo occhio è sul passerotto, e lo so: Egli vede anche me. E quando son messo alla prova, quando le nuvole mi circondano, quando ogni speranza sembra persa e non riesco più a cantare, allora vado sempre al mio Signore; Lui mi libera dai miei timori. Il Suo occhio è sul passerotto, e lo so: Egli vede anche me”. (F.D.Martin)
Per mostrarci quanto siamo importanti per Dio, cosa ci dice Gesù in Matteo 10:29-31?



Dio è sovrano su tutto persino sulla morte di ogni singolo passero!! Nel mondo, nulla è al di fuori del controllo e della cura di Dio. La vita e la morte del passero dipende da Dio. Benché per la gente il passero era di scarso valore , Dio è così preoccupato per loro che non ne cade a terra uno senza il Suo consenso. Dio  controlla e si prende cura per il più piccolo passero, che è di scarso valore per la gente, quanto più ha cura di noi. “Il Padre vostro” è un termine d’intimità e tenerezza, anche i discepoli rientrano nell’ambito del potere sovrano e della cura Dio! Solo Dio conosce quanti  peli abbiamo in testa in questo momento! Quindi Dio conosce e veglia su ogni dettaglio della nostra vita, anche quelli che per noi sembrano insignificanti. Come ha anche in controllo la vita e la morte di un passero, così ha anche in controllo ed è nelle Sue mani, la perdita di un capello della testa.  Dal momento che anche i capelli di testa di una persona sono conosciuti da Dio, non c’è bisogno di temere qualcosa o qualcuno. Il Dio che è sovrano nel corso della storia ha il controllo di ogni aspetto della vita, di ogni piccolo dettaglio di ciascuno. Dio ha una conoscenza intima e profonda di tutti, quindi dei nostri bisogni e si prende cura di noi perché per Lui siamo importanti, perciò non temiamo nulla, non ci preoccupiamo.

La quarta ragione per non essere preoccupati è perché le preoccupazioni:
d. Ci tolgono la forza.
Le preoccuparsi non porta a nulla, non aggiunge un’ora sola alla durata della propria vita!! (Matt.6:27). Anzi la preoccupazione può danneggiare la nostra salute, perché l’oggetto della nostra preoccupazione ci consuma dentro, consuma i nostri pensieri, distrugge la nostra produttività, brucia la nostra energia mentale, influenza negativamente il nostro modo di trattare gli altri e di ridurre la nostra capacità di fiducia in Dio.  La preoccupazione non rende la nostra vita più felice, anzi la rende più infelice. 
Leggi Proverbi 12:25 come si applica alle preoccupazioni?



“Sofferenza” (Deʾāghāh) indica un’attenzione ansiosa, paura, dolore. Porta il concetto di angoscia terribile (Ez.4:6; 12:18-19), o di paura ansiosa (Ger.49:23). Denota il disagio estremo emotivo causato dalla situazione di temere di perdere qualcosa di vitale per la vita (cfr. 1 Sam. 9:5;10:2; Ger. 38:19; 49:23). Nel cuore di un individuo sottolinea che la preoccupazione colpisce al nocciolo di una persona (Cfr. Prov.4:23), destabilizzando tutto il suo comportamento in modo che egli oscilla come il mare agitato. “Abbatte” (shāchāh) indica una persona che si piega, curvata. Il senso è una persona appesantita, ansiosa e scoraggiata, implica un intollerabile peso schiacciante come ad esempio un’anima depressa (cfr. Sal. 44:26; Lam. 3:20). Le preoccupazioni possono portare alla depressione.

Vediamo in secondo luogo ...
2. La Radice della preoccupazione.
Qual è in definitiva la causa della preoccupazione? La radice della preoccupazione è la mancanza di fiducia in Dio. 
Leggi e fai le tue considerazioni su Matteo 6:30, come li chiama Gesù coloro che sono preoccupati ansiosamente?




La preoccupazione è essenzialmente una mancanza di fiducia in Dio ed è una caratteristica dei pagani, coloro che vivono senza  Dio (Matt.6:31-32). Significa che non mi fido di lui. R.H. Mounce dice: “La preoccupazione è l’ateismo pratico e un affronto a Dio.”   Preoccuparsi è peccato quando non abbiamo fiducia nella bontà, misericordia e potenza di Dio! Altre volte Gesù riprenderà i discepoli dicendo loro che hanno poca fede e si riferisce alla loro incapacità di credere che il Signore si prende cura di loro e il non affidarsi completamente a Dio (Matt.8:26; 14:31; 16:8; 17:20). “Poca fede” (oligopistos) non implica una totale assenza di fede, ma una fede inadeguata, una fede insufficiente, o fede carente, si tratta di una mancanza di fiducia in Dio per i bisogni materiali. La poca fede non è all’altezza di quello che normalmente Dio si aspetta. La vera fede è affidarsi completamente e praticamente alla cura e alla potenza del Padre e di Gesù (Matt.8:8-10; 9:2,21-22, 28-29). Dio si prende cura della sua creazione, degli uccelli, dei fiori, dei campi (Matt.6:26-29)anche la comune erba del campo. Se Dio si prende cura della creazione, non pensi che si prenda anche cura di te? 
Leggi Matteo 6:32, cosa suscita in te il fatto che il Padre celeste conosce di cosa abbiamo bisogno?




Quale incoraggiamento il credente può trarre dal fatto che Dio ha mandato il Figlio(Giov.3:16; Rom.8:32; 1 Tim.1:15) per morire in croce per i peccatori?




In terzo luogo vediamo…
3. I Rimedi alla preoccupazione.
Per vincere la preoccupazione noi dobbiamo guardare a Dio, quindi…

a. Considera Dio e abbi fiducia in Lui.
È importante considerare chi è Dio! Per quali motivi dobbiamo fidarci di Lui e non preoccuparci? Ci sono tanti motivi, ma ne meditiamone solo alcuni. 

Il primo motivo per non preoccuparci è:
Perché Dio è Sovrano.
La Sua mano invisibile governa in modo assoluto questo mondo anche nei dettagli come abbiamo visto con i passeri e i capelli del nostro capo (Matt.10:29-31; cfr. Prov.16:33), niente sfugge al Suo controllo (Prov.15:3). Dio governa perché è il Re dell’universo (2 Re 19:15; Sal.22:28; 47:2,8-9; 95:1-3 1 Tim.1:17; 6:15). Il governo di Dio comprende tutti gli eventi secondo i suoi scopi (Atti 18:21; Rom.8:28; Giac.4:13-16); concepiti dall’eternità (Atti 15:18; Sal. 94:8-11) Dio è perennemente all’opera (Giov.5:17; Ef.1:11). Nella Sua sovranità vediamo che il governo di Dio è irresistibile. Non vi è piano di Dio che possa essere ostacolato, cambiato, nessuno che può fermare la sua mano o chiedergli conto delle sue azioni! ( Giob.42:2; Prov.19:21; Is.14:27; 46:10; Dan.4:34-35).
Leggi il Salmo 33:10-11 che cosa vediamo riguardo la sovranità assoluta di Dio?  




Il secondo motivo per non preoccuparci è:
Perché Dio saggio! (Dan.2:20; Rom.16:27; Ef.3:10).
Riguardo la saggezza di Dio J.L. Dagg teologo del 1800 parlando della saggezza diceva che: “consiste nell’individuazione del miglior fine dell’azione, e dell’adozione dei mezzi migliori per l’attuazione di tale fine”. 
Rifletti e scrivi le tue considerazioni su questa definizione.



Il terzo motivo per non preoccuparci è:
Perché Dio è amore (1 Giov.4:8).
“Dio è amore” descrive ciò che Dio è nella Sua essenza e una Sua qualità. L’amore fa parte dell’essenza di Dio, non è solo un attributo. Dio è amore significa qualcosa di più che “Dio ama”, significa che la natura di Dio è essenzialmente amore. Dio ama non perché trova in noi qualcosa di amabile, ma perché nella Sua natura, è amore.
Leggi Giovanni 15:13 e 1 Giovanni 3:16-18 com’è l’amore di Dio e come lo ha dimostrato in modo evidente?



L’amore di Dio implica una responsabile e fedele dedizione verso il benessere delle Sue creature. Egli desidera il bene di tutti e dona gratuitamente senza lamenti o rimpianti (Giac.1:5), disposto anche a donare se stesso.

Il quarto motivo per non preoccuparci è:
Perché Dio è fedele (Deut.7:9; 1 Cor.1:9; 2 Tim.2:13; 1 Giov.1:9).
La fedeltà di Dio garantisce che Egli non sarà mai o agirà mai contraddizione con se stesso. Dio non cessa di essere ciò che Egli è. Tutto ciò che Dio dice o fa, è in accordo con la Sua fedeltà. Egli sarà sempre fedele a se stesso, alle sue opere e alla sua creazione. La fedeltà di Dio significa che Dio farà sempre ciò che ha detto e compie ciò che ha promesso. Dio non si dimostrerà infedele verso colui che si è fidato di Lui per quello che ha detto o promesso. Infatti, l’essenza della vera fede è prendere Dio in parola. Quindi essendo fedele mantiene la parola data e possiamo fidarci di ciò che dice!
Cosa leggiamo in Numeri 23:19 riguardo la fedeltà di Dio? 



Dio mantiene sempre la parola data! Dio e l’uomo non sono gli stessi. Dio non deve essere confuso con una creatura. Dio non è sicuramente un uomo. Egli è il Creatore, non una creatura! Noi uomini promettiamo e non manteniamo, perché siamo bugiardi e cambiamo idea, e siamo limitati, Dio invece è verace e Onnipotente ciò che promette è in grado di fare e non cambia mai perché è immutabile (Mal.3:6; Giac.1:17). Il Dio che non abbandona mai (Ebr.13:5) è degno di fiducia! (Sal.94:18-19)

Per vincere la preoccupazione noi dobbiamo guardare a Dio, ma anche …
b. Esaminare le priorità.
Le preoccupazioni sono una spia che indicano quali sono le nostre priorità, quali sono le cose che contano veramente nella nostra vita, ma cosa ci dice Gesù in Matteo 6:33 riguardo le priorità? Che cosa dobbiamo ricercare primariamente? Qual è la promessa che fa Gesù? Come possiamo eliminare la preoccupazione?





Nei vv. 31-32 Gesù comanda di smettere di comportarsi come i pagani preoccupandoci di ciò che mangeremo, o berremo, o vestiremo, le cose che vorrebbero avere o anche le cose che sono sicuri che hanno bisogno; ora comanda (cercate è un imperativo presente, implica un obbligo continuativo) di curare il rapporto con Dio, di impegnarsi a cercare e a fare la volontà di Dio, questo deve essere l’impegno e la lealtà, questa deve essere la priorità come vediamo nelle parole “ cercate prima il regno e la giustizia di Dio”. Il “regno” indica la sottomissione, l’ubbidienza a Dio e la “giustizia” il comportamento o la vita richiesta da Dio che Lui approva (Matt.5:6,10,20). “Prima” (prōtos) indica di primaria importanza! Il regno e la giustizia di Dio, non sono uno dei tanti obiettivi per i discepoli, ma quello che viene prima di tutto e di tutti! Noi troviamo la promessa in Matteo 6:33 che Dio provvederà ai nostri bisogni primari, Gesù dice che ci saranno date in più riferendosi appunto al mangiare, al bere e al vestire!
Che cosa è più importante per voi, che cosa cercare “prima”? Persone, oggetti, obiettivi e desideri egoistici, denaro, o Dio? 



Per vincere la preoccupazione noi dobbiamo esaminare la priorità, ma anche …
c. Pregare. 
Quando abbiamo i problemi abbiamo solo due scelte: il panico o la preghiera.  La Bibbia ci dice di non angustiarci di nulla, ma in ogni cosa (problemi, necessità) di fare conoscere a Dio le nostre richieste in preghiere e suppliche,accompagnate da ringraziamenti (Fil.4:6; vedi anche Sal.37:5; Prov.16:3). Il verbo “non angustiatevi” (merimnate) è un imperativo, un commando, quindi non dobbiamo preoccuparci! La parola “angustiatevi” (merimna) rivela mancanza di fiducia nella cura amorevole di Dio e nella Sua potenza, e come dice Oswald Chambers è una specie di “inconscia bestemmia”.  
Cosa ci dice il verso successivo (Fil.4:7), quale sarà il risultato per coloro che pregano Dio portando i loro problemi?



La parola “custodirà” (phrouresei)era un termine militare usato per indicare “montare la guardia”, quindi sentinella o guardia. Dunque, la pace di Dio presiederà e proteggerà le nostre emozioni e i nostri pensieri dalle preoccupazioni, dal turbamento. Quando noi portiamo a Dio in preghiera, e con un senso di riconoscenza , le nostre situazioni, problemi e così via, la pace custodirà il nostro essere interiore.  Noi in 1 Pietro 5:7  leggiamo: "gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi". 
Quale promessa troviamo in questo versetto della prima Pietro che c’incoraggia a gettare ogni nostra preoccupazione su Dio?




“Gettare” (epiriptō) significa buttare qualcosa su qualcuno o qualcos’altro (Luca 19:35). Lo sfondo di quest’affermazione lo troviamo nel Salmo 55:22 dove sta scritto: 22 Getta sul SIGNORE il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli. Possiamo liberarci, scaricarci della preoccupazione come ci si alleggerisce di un peso, Dio lo prende su di sé!! 

Come questa lezione ha cambiato il tuo atteggiamento verso i problemi e perché?




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