venerdì 22 marzo 2013

L'importanza della preghiera per la conoscenza.


Efesini 1:17-23: L'importanza della preghiera per la conoscenza.
Paolo credeva che la preghiera è importante! Pregava per sé stesso, ma, come vediamo nelle sue lettere, pregava anche per gli altri, e chiedeva agli altri di pregare per lui (Efesini 6:18-20; Colossesi 4:2). Paolo c'insegna a non trascurare la preghiera di supplicazione d 'intercessione. 
In questi versetti vediamo l’importanza della preghiera per la nostra crescita spirituale. Paolo sapeva che la preghiera è fondamentale per la fede e per la nostra vita e crescita spirituale. Paolo aveva sentito parlare di questi credenti della  loro fede e del loro amore per tutti i credenti. In questa preghiera (Efesini 1:15-23) vediamo tre insegnamenti importanti sulla preghiera di Paolo: è accompagnata dal ringraziamento, quindi noi impariamo che le nostre preghiere devono avere sempre una componente di gratitudine a Dio; è dottrinale, infatti, vediamo che parla di Dio, dello Spirito Santo, della speranza in cielo, di Gesù e della chiesa. Un altro aspetto importante è che è specifica. Molti credenti tendono a fare preghiere in generale tipo: "Benedici Mario" oppure: "ti preghiamo per le autorità", invece Paolo c'insegna a pregare in modo specifico con soggetti chiari e definiti!
In questo passo di Efesini Paolo prega affinché i credenti possano conoscere Dio, la speranza conservata in cielo per loro, la ricchezza della gloria e l’immensità della Sua potenza.

La preghiera di Paolo è:
I LA PREGHIERA È PER CONOSCERE DIO (v.17)
v.17: “affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente”.
Dio è degno di essere conosciuto ed è anche importante conoscerlo. Questi credenti già conoscevano Dio per la Sua grazia (1 Corinzi 1:21; 2:7-14), ma ciò di cui hanno bisogno è una conoscenza maggiore di Dio, più matura. Erano già cristiani, ma erano solo all'inizio, erano bambini in Cristo, avevano ancora tanto da conoscere.

Riguardo la conoscenza di Dio vediamo:
A) La necessità.
v.17: “vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione”.
Per la conoscenza di Dio è necessaria l’opera dello Spirito Santo. Paolo prega che Dio ci possa donare uno spirito di sapienza e di rivelazione. “Spirito di sapienza e rivelazione” si riferisce allo Spirito Santo, infatti “sapienza” e “rivelazione” sono caratteristiche dello Spirito Santo (Isaia 11:2).
I credenti avevano lo Spirito Santo come leggiamo al v.13, ma con lo Spirito Santo, non ricevono subito la conoscenza, devono crescere nella conoscenza e questa ci sarà con l’aiuto dello Spirito Santo.
“Sapienza” (sophia) si riferisce a una capacità o disposizione a ricevere e capire le verità divine che vanno al di là dei limiti umani.
“Rivelazione” (apokilipsis) si riferisce allo scoprire, togliere il velo, svelare una cosa nascosta in questo caso la conoscenza di Dio ( Giovanni 14:26; 16:13; 1 Corinzi 2:10-12).
Perciò lo Spirito Santo ci rivela la verità, e ci mette in grado di capirla!          

B) La natura della conoscenza di Dio
(1) La conoscenza di Dio è una conoscenza più profonda, piena e precisa.
Questo è il significato della parola “conoscenza” (epignōsis). La consapevolezza di quello che Lui è e non solo che hai qualche informazione riguardo la sua esistenza, ma la conoscenza matura di Dio. Noi possiamo conoscere le persone, ma non significa che le conosciamo bene! Così anche per Dio, molti dicono di conoscerlo, ma non significa che lo si conosce bene!

(2) La conoscenza di Dio si riferisce ha una comunione intima, familiare e personale.
Possiamo parlare di Dio senza conoscerlo personalmente. I figli di Eli, il sacerdote, erano anch’essi sacerdoti eppure è scritto che non conoscevano Dio (1 Samuele 2:12). Geremia rimproverava quei sacerdoti che erano depositari della legge, insegnavano la Parola di Dio e lo servivano nel tempio, ma non l’ho conoscevano. (Geremia 2:8).
Non è detto che chi frequenta la chiesa, o sia stato battezzato conosca veramente il Signore! La conoscenza intellettuale deve mirare a una comunione intima e personale.

(3) La conoscenza è una conoscenza che influenza e trasforma il nostro comportamento.
Questa parola ( conoscenza- epignōsis) implica una conoscenza sicura dell’oggetto da conoscere, ma anche una più grande partecipazione del conoscitore nell’oggetto conosciuto e perciò da esso influenzato.
Quindi Dio esiste c’è, siamo sicuri e chi lo conosce ne è grandemente influenzato! Ecco perché dobbiamo pregare di conoscerlo bene! Perché il tipo di conoscenza che abbiamo di Dio determinerà il nostro comportamento!
Alister McGrath commentando i pensieri dei riformatori che avevano sulla conoscenza di Dio dice: “La conoscenza di Dio è dunque una forza vitale, capace di trasformare coloro che la possiedono e che ne sono posseduti”. Il tipo di comportamento dimostrerà la conoscenza che hai di Dio! 
Noi uomini tendiamo a distorcere nella nostra mente la persona di Dio, vogliamo un Dio a modo nostro, in Romani 1:23 è scritto che gli uomini hanno mutato la gloria di Dio! 
C’era un articolo sull’espresso dell’ottobre del 2002, penso che sia ancora attuale che parlava della moda, della cultura: “La religione fai da te”. Consiste nel mischiare un po’ di cattolicesimo, un po’ di buddismo, un po’ di letture sufi e così ti fai un Dio come vuoi. Quale sarà il risultato? Ti comporterai come vorrai!
Se hai una visione distorta di Dio o se non hai una conoscenza di Dio il tuo comportamento sarà condizionato negativamente come i figli di Eli che erano malvagi (1 Samuele 2:12; cfr. Isaia 1:1-3; Geremia 2:8;4:22). La conoscenza di Dio nel senso biblico è il rimedio del declino spirituale! Ecco perché dobbiamo pregare che Dio ci dia sapienza e rivelazione mediante lo Spirito Santo per conoscere Dio!             
Tozer: "Nei pensieri degli uomini è venuta meno la consapevolezza della maestà di Dio…la chiesa ha rinunciato alla sublime concezione di Dio che un tempo possedeva, sostituendola con un’ignobile, misera e indegna…Questa visione di Dio così meschina e comune tra coloro che si professano cristiani, è la causa di altri mille mali che ci affliggono…l’unica via per porre rimedio al nostro declino spirituale è affrontare alla radice la causa di tale decadimento..è impossibile vivere una vita cristiana consacrata e santa se intratteniamo un’idea di Dio errata..se vogliamo possedere una vera spiritualità dobbiamo cominciare a pensare a Dio come Egli è.."
Se vuoi avere una vita consacrata e santa devi conoscere Dio in un modo giusto e reale, perciò devi pregare! Vedete perché è importante la preghiera?

Ma Paolo prega che i credenti possano:
II CONOSCERE LA SPERANZA CONSERVATA IN CIELO (v.18)
v.18: “egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati".
Il secondo soggetto di preghiera è che Dio illumini gli occhi del nostro cuore per sapere quale è la speranza a cui Dio ci ha chiamati e quale è  la ricchezza della gloria della sua eredità riservata tra i santi.
“Illuminare gli occhi” è un’espressione utilizzata anche nell’Antico Testamento (Salmi 19:8; Esdra 9:8).
“Cuore” (kardia) è diverso da cuore che troviamo in Efesini 3:17 dove si riferisce al centro della personalità. Qui indica la facoltà intellettuale, l’intelligenza, la mente (come è tradotto in Efesini 4:18; Cfr.1 Pietro 1:13).
Perciò l'espressione si riferisce alla capacità della mente dell'uomo spiritualmente rinnovata di percepire e comprendere la verità spirituale. Il paragone è come la luce permette l'occhio fisico di vedere e quindi ad agire come una guida per il corpo, così lo Spirito di Dio consente l'occhio interiore, la facoltà percettiva dell'uomo interiore di percepire e comprendere la verità spirituale.
Nonostante le sue impressionanti capacità intellettuali, Paolo sarebbe rimasto un Fariseo,senza l’esperienza sulla via di Damasco, se Dio non gli avesse aperto gli occhi.
A causa della nostra natura limitata e peccaminosa abbiamo bisogno dell’illuminazione dello Spirito Santo. Noi dovremmo pregare Dio che lo Spirito Santo ci illumini, ci aiuti a capire esattamente quando noi studiamo le Sacre Scritture o prima di ascoltare una predica (1 Corinzi 2:9-14-3:1).
Paolo prega affinché i credenti comprendano:

A) La speranza della loro vocazione.
In questo caso, la speranza non è qualcosa di soggettivo, una fiducia personale, ma è realtà oggettiva, è la totalità delle benedizioni che attendono i cristiani nella vita a venire.
La speranza è un tema importante in questa lettera, nonostante, il fatto che, la parola si verifichi solo qui e in Efesini 2:12 ed Efesini 4:4.
La speranza è la totalità delle benedizioni che attendono i cristiani nella vita a venire. La speranza è orientata al futuro, il cui contenuto è definito in vari modi nel Nuovo Testamento.

(1) La speranza è legata alla Salvezza ( 1 Tessalonicesi 5:8).            
La salvezza definitiva dai peccati e dall’ira di Dio! (Matteo 1:21; Romani 5:9).
Questa è legata a Cristo come leggiamo in Colossesi 1:27: "Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria" ( cfr. Tito 2:11-13).

(2) La speranza è legata alla Giustizia (Galati 5:5).
È la posizione legale, la giustificazione che già noi lo siamo, ma in Galati 5:5 si riferisce al verdetto favorevole nell'ultimo giudizio di Dio.

(3) La speranza è legata al Ritorno di Cristo e alla Resurrezione di un corpo incorruttibile (Atti 28:20; 1 Tessalonicesi 4:14–17;1 Corinzi 15:52-55).

(4) La speranza è legata alla Vita Eterna (Tito 1:2; 3:7).
La vita eterna esprime una vita senza fine, ma anche la beatitudine, la felicità!

(5) La speranza è legata alla Gloria di Dio (Romani 5:2).
La gloria si riferisce alla piena manifestazione della gloria di Dio, la quale sarà riflessa nel Suo popolo. Indica quell’illuminazione dell’intero essere umano dovuta all’irradiazione della gloria di Dio che è il vero destino dell’uomo perduto a causa del peccato, quella caduta sarà restaurata. Questa è la beatitudine futura.
     
(6) La speranza è legata all’Eredità Incorruttibile, Senza Macchia e Inalterabile (1 Pietro 1:3-4).
Si riferisce alla salvezza dopo questa vita conservata in cielo per noi. Incorruttibile si riferisce che non è soggetta al decadimento e alla morte, che non può essere distrutta. Senza macchia indica la purezza. Inalterabile indica che conserverà sempre la stessa natura, non cambierà. Tutta questa è la speranza!  (Cfr. Romani  8:17–25; 2 Corinzi 5:1–5; 5:8).

B) La speranza (elpís) è una certezza.
Nella nostra cultura, la speranza è stata associata alla malinconia, a un cieco ottimismo, senza alcun fondamento, spesso poggia su deboli premesse. Forse per quello si dice: “chi di speranza campa disperato muore”. Alexander Pope scrisse: " Benedetto colui che non si aspetta nulla perché non sarà mai deluso ". Ma la speranza biblica è diversa! È sicura e certa! Nell’Antico Testamento la speranza non comporta precarietà, è il sicuro fondamento della vita del giusto! Questo perché la speranza è riposta unicamente in Dio e Lui non delude (Salmi 27:7; 24:2-3; 30:7-15; 68:7; 118:116; Isaia 49:23).
Nel Nuovo Testamento, la speranza si riferisce alla fiduciosa attesa che Dio compirà le Sue promesse!
Ma non è solo un semplice sentimento personale Paolo non fa riferimento a una esperienza soggettiva di speranza, ma di una realtà che Dio deve ancora pienamente manifestare che rappresenta il Nuovo Patto, come abbiamo visto prima. Si riferisce a qualcosa che esiste oggettivamente al di là della nostra esistenza in questa vita.

Perché la speranza è certa?
(1) Perché è riservata in cielo per noi (Colossesi 1:5)
“Riservata” (apokeimai) indica un bene che esiste e che spetta a qualcuno, qualcosa che è stata stabilita e perciò è conservata, messo da parte, stabilita da Dio. Quindi ciò che è stato stabilito da Dio, sicuramente accadrà, ciò che Dio ha decretato, avverrà (2 Timoteo 4:8; Ebrei 9:27).
La speranza non si riferisce a qualcosa di incerto, ma è una realtà sicura conservata in cielo dove nessuna forza opposta a Dio ci può togliere! Così la morte per il credente non è un avvenimento tragico, non è altro che il  passaggio verso il cielo, lì è la vera patria! 
Filippesi 3:21: “Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa”.  Il vero cristiano abiterà con Dio e lo vedremo faccia a faccia! (Giovanni 14:1-4; 2 Corinzi 5:1; Apocalisse 21:3).

La speranza è certa:
(2) Perché dipende da Dio.
Dio è fedele! Numeri 23:19: “Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?"
Il Dio della Bibbia mantiene gli impegni presi! (Esodo 34:7; 2 Corinzi 1:18-20;  Ebrei 10:23).

La speranza è certa:
(3) Perché lo afferma il Vangelo che dice la verità, è la verità (Cfr. Efesini 1:13)
Il Vangelo è la dichiarazione della verità di Dio incorporata nella predicazione apostolica si riferisce a Gesù, ai suoi fatti importanti accaduti con le sue implicazioni (1 Corinzi 15:1-3; 2 Tessalonicesi 2:10-12).
“Verità” la parola greca (alētheia)indica “vero dato di fatto”, oppure “vera realtà oggettiva”. La parola corrispondente ebraica nell’Antico Testamento per verità (ʾěměṯ) indica “affidabilità permanente sicura” o “un dato di fatto sicuro, solido, stabile, durevole valido”.
Dio è verità (Salmi 31:5); perciò la Sua rivelazione è verità! (2 Samuele 7:28; Salmi 119:160; Giovanni 17:17).
Quindi il Vangelo non è una favola inventata dagli uomini, ma è verità di Dio degno di fede, attendibile e non cambia con il tempo (Isaia 40:8). Il paradiso con tutte le benedizioni presenti è la verità degna di fiducia! Ma perché Paolo prega affinché il credente possa essere consapevole di cosa l’aspetta?
Perché noi dobbiamo pregare che Dio ci faccia conoscere la speranza? Perché così ci rendiamo conto di quello che ci aspetta, e cioè qualcosa di grande in cielo, così saremo più interessati a vivere in sintonia con questa meravigliosa chiamata come cittadini del cielo e non della terra! Così non saremo legati alle cose passeggere ed effimere di questa terra, ma vivremo per glorificare Dio e aspireremo alle cose del cielo!

Ma c’è un altro soggetto di preghiera:
III CONOSCERE LA RICCHEZZA DELLA GLORIA DELLA SUA EREDITÀ (v.18).
v.18: “qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi”.
Quando si pensa alla parola ricchezza si pensa subito ai soldi. Gli italiani giocano molto all’enalotto, al lotto e così via per arricchirsi o migliorare il tenore di vita.
La ricchezza non da tutto e nella storia ci sono stati ricchi che si sono suicidati. Come per esempio David Kennedy, nipote del presidente John Kennedy, nel 1984 si suicidò all’età di 28 anni, benché lui avesse un nome, uno status e tanti soldi.
La ricchezza della gloria della sua eredità può essere inteso come “ La ricchezza della sua gloriosa eredità” o “la ricchezza della sua eredità gloriosa” o “la sua eredità ricca e gloriosa” .
“Ricchezza”  (ploutos), indica abbondante, grande cifra o estremo valore. Chi vince all’enalotto certo è ricco materialmente non ha bisogno di nulla, ma qui c’è qualcosa in più della ricchezza materiale.
“ Gloria” (doxa) qui s’intende uno stato di essere grande e meraviglioso. Questa condizione è così meravigliosa, perfetta, che il nostro linguaggio umano è incapace di comprenderla! La ricchezza della gloria indica qualcosa di sepurlativo!

Questo passo è stato interpretato in diversi modi, ma a mio avviso l’una non escluda l’altra interpretazione.
La prima interpretazione è:
A) L’eredità si riferisce a ciò che riceveranno i credenti.
Il destino che attende il popolo di Dio è di estrema bellezza, meraviglia e onore, di valore estremo. In questo caso eredità è la vita eterna nella gloria nella presenza di Dio.
La preghiera è che i lettori di Paolo possano cogliere la realtà gloriosa di ciò che le promesse di Dio hanno in serbo per loro.

La seconda interpretazione è:
B) L’eredità si riferisce a noi, i credenti, il suo popolo è l’eredità di Dio.
Questo secondo il concetto dell’Antico Testamento che i credenti sono l’eredità, il possesso speciale di Dio con tutti gli altri credenti (Deuteronomio 32:9; Salmi 28:9).
Siamo stati fatti eredi è stato detto al v. 11: “in Cristo siamo stati fatti eredi essendo stati predestinati secondo il suo piano” e poi al v.14 parla che “siamo stati acquistati”.
I santi sono tutti i credenti (Efesini 1:1,4,13; 3:5,18), quindi l’eredità coinvolge il popolo di Dio sia gli Ebrei e i Gentili in Cristo. In questo senso la frase:la ricchezza della gloria della sua eredità è in riferimento che noi abbiamo un grande valore per Lui.
È incredibile come Dio da un valore così alto a delle persone benché siano stati salvati, ma che comunque hanno ancora in loro tracce del peccato. Questa stima è dovuta al fatto che: Dio stima il Figlio suo diletto Gesù e di conseguenza noi siamo stati eletti e accettati da Dio in Gesù, perciò la Sua valutazione è stabilita dalla valutazione che Dio fa di Gesù.
D.A.Carson: “È importante renderci conto chi siamo e come Dio ci vede. Paolo desidera che noi apprezziamo il valore che pone su di noi, non perché noi ne siamo intrinsecamente degni, ma perché siamo stati identificati con Cristo. Noi siamo stati scelti in Cristo; la sua giustizia è stata accreditata sul nostro conto; il nostro destino è di essere suoi co-eredi. Se continuiamo a tenere davanti ai nostri occhi la visione di chi siamo - nulla di meno dell’eredità di Dio- allora saremo più interessati a vivere in sintonia con questa altissima e incredibile vocazione.”
Quindi Paolo prega che i suoi lettori apprezzino il valore che Dio pone su di loro in modo tale che possano vivere in sintonia con questa chiamata! Questa deve essere la tua preghiera, che Dio ti faccia vedere il valore che hai per lui e cosa ti aspetta in cielo!

L’ultimo soggetto di preghiera che vediamo è:
IV CONOSCERE LA POTENZA DI DIO (vv.19-23).
v.19: “e qual è verso di noi, che crediamo, l'immensità della sua potenza”.
Senza la potenza di Dio non avremmo una speranza certa, né risurrezione, ne eredità! Dio usa la Sua potenza a servizio del Suo disegno salvifico.
Questa potenza è stata già gustata dal credente, quando Dio l’ha salvato, vivificato e lo ha fatto essere una nuova creatura (Romani 1:16; 1 Corinzi 1:24; 2 Corinzi 5:17; Efesini 2:1-7; Filippesi 1:6; 1 Tessalonicesi 1:5). 
A proposito che il cristiano è una nuova creatura di Dio M.L.Jones scrisse: “Egli non è altro che questo. Egli non è solo un membro di una chiesa, non è semplicemente un uomo buono, non è semplicemente un uomo che ha preso una decisione. Una persona può essere tutto questo e ancora non essere un cristiano. Il cristiano è colui che è stato creato di nuovo, e c'è solo Uno che può creare, cioè, Dio. Ci vuole la potenza di Dio per fare un cristiano”.

A) La potenza di Dio è immensa grandezza.
Infatti letteralmente è:” l’immensa grandezza della sua potenza”. Il cristianesimo, quello vero, quello Biblico, non è una religione morta, fatta solo di teoria, ma potente a trasformare la vita delle persone.

(1) La parola “immensa” (hyperballō) sottolinea qualcosa che sorpassa, straordinaria, immisurabile,  che supera ogni misura, che va oltre ogni comprensione.
Sottintende che la potenza di Dio in confronto con un’altra potenza e superiore!
(2 Corinzi 3:10).

(2) La parola “grandezza” (mégethos) indica una serie superiore su una scala di misura oppure una taglia grande ed implica anche qualità superiore.
Potenza di Dio supera la nostra capacità di comprensione! Tutti i dizionari del mondo non sono in grado di descrivere l’immensa grandezza della potenza di Dio!

B) La potenza di Dio è una potenza miracolosa.
Dalla parola “potenza” (dunamis) viene la parola dinamite!
(1) La parola “potenza” era usata per i miracoli che Gesù faceva (Marco 6:2,5).

(2) La parola “potenza” era usata per i miracoli che i discepoli facevano (Atti 1:8; 6:8; 8:13; 19:11; 2 Corinzi 12:12).

C) La potenza di Dio è efficace non conosce ostacoli (v.20).
v.20: “Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo”.
Letteralmente sarebbe: “secondo l’azione del potere della sua forza”.
Queste tre parole sono sinonimi di potenza.

(1) “L’azione” (energeia) indica l’energia attiva che produce l’effetto voluto.
L'energia è una parola molto forte, perché dà l'impressione di qualcosa che è efficace. 
Non è mera potenza statica o potenziale, è il potere che è stato liberato, e sta attualmente lavorando, è il potere dinamico, il potere che si manifesta, che opera e che permea ogni cosa (cfr. Romani 11:36; Efesini 1:11; Colossesi 1:17). Parola usata in Filippesi 3:21 quando parla che Gesù trasformerà il nostro corpo simile al suo mediante il potere(energeia) che ha di sottomettere a se ogni cosa.

(2) “Potere” (krátos) è la potenza che vince ogni resistenza come in una battaglia.    
Una forza che supera, che prevale, che conquista, una forza vittoriosa, irresistibile.

(3) “Forza” (ischys) indica la forza di questo potere, l’abilità.
 La potenza intrinseca di Dio!

Queste tre parole sottolineano l’Onnipotenza di Dio, esaltano la potenza di Dio immensa in modo ridondante! (Cfr. Isaia 40:22-26).

Dio ha mostrato la Sua potenza varie volte, ma in modo particolare vediamo:
D) La potenza di Dio mostrata in Cristo.
La stessa potenza che ha operato con Cristo opera in noi!
Ciò che è un vero cristiano è il risultato della manifestazione della potenza di Dio nella sua vita.
Se sei un vero cristiano, ti rendi conto che Dio ha operato e opera in te? Ti rendi conto che tu sei quello che sei, perché questa eterna, potenza illimitata di Dio ha lavorato energicamente in te? E sta ancora lavorando e continuerà a farlo nella tua vita?
Questo dovrebbe portarti alla lode e all’adorazione verso Dio!

Dio ha mostrato la potenza:
(1) Risuscitando Gesù dai morti (v.20).
v.20: “Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti..”.
La potenza di Dio che ha operato in Cristo nella Sua resurrezione e in noi è attiva oggi in noi!
Con la risurrezione di Gesù dai morti, Dio sopprime il peccato e distrugge la morte e mette nel Cristo uomo un nuova vitalità che fluisce in noi in quanto siamo uniti a Lui spiritualmente.
Da Cristo procede la vita, il vigore vitalizzante della nuova creazione e della nuova vita nei suoi eletti. Un giorno per la potenza che dispone, anche noi saremo risuscitati come Lui (1 Corinzi  6:14; 15:43; Filippesi  3:21).

Dio ha mostrato la potenza:
(2) Esaltando Gesù alla sua destra al di sopra di tutti (vv.20-21; cfrSalmi 8:6; 110:1).
vv.20-21: “Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro".
L’esaltazione di Cristo è l’atto potente di Dio, di portarlo in alto in una posizione di impareggiabile autorità e onore universale per sempre!
Nell’antichità essere alla destra di qualcuno indicava essere nella posizione di particolare onore e privilegio (1 Re 2:19). 
Nell'Antico Testamento stare alla destra è la posizione di favore (Salmi 80:17;  Geremia 22:24); di vittoria (Salmi  20:6; 44:3; Isaia  41:10), e di autorità o potere (Esodo 15:6; Salmi 89:13; Isaia 8:13).
Essere seduto alla destra di Dio, significa condividere il trono del Padre (Apocalisse 3:21). Perciò Gesù ha autorità al di sopra di tutti: esseri umani ed esseri spirituali, uomini e angeli e quindi anche dei demoni!
Il punto principale è che Gesù è superiore a tutti i suoi nemici soprannaturali!
Questa lettera è stata scritta a un gruppo di chiese nella parte occidentale dell'Asia Minore, che aveva bisogno di aiuto nello sviluppo di una prospettiva cristiana sul potere e d’incoraggiamento nelle loro lotte in corso contro le forze occulte, infatti vivevano in un ambiente caratterizzato da fiorenti pratiche magiche e astrologiche.
Quindi i neo credenti potevano avere paura e perciò la preghiera di Paolo presuppone e mette in evidenza la supremazia della potenza di Dio, in questo modo la loro fede veniva fortificata. La preghiera fondata sulla sana dottrina è necessaria per fortificare la nostra fede!
Ogni cosa è sotto i piedi di Gesù. Sia per i greci che nell’Antico Testamento, il piede rappresentava il potere esercitato da una persona, su altre persone e indicava sottomissione dell’inferiore al superiore. Il re che conquistava metteva il piede sul collo del suo avversario per umiliarlo e mostrare il suo potere su di lui.
Così Dio ha esaltato Cristo umiliando i suoi nemici!  Perciò noi non dobbiamo temere nessuno e pregare che Dio ci dia la vittoria sulle forze spirituali nemiche!

Dio ha mostrato la potenza:
(3) Donando Gesù come capo supremo della chiesa (vv.22-23).
vv.22-23: “Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa,che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti”.
Dio ha mostrato la Sua potenza in Cristo nel sommettere a Lui ogni cosa, quindi anche il regno ostile delle potenze angeliche.
Gesù è il capo della chiesa! 
“Capo” (kephalēn) può avere il senso della più alta autorità, del fonte o risorsa della vita e quindi della potenza della chiesa, oppure indica l’unione spirituale con la chiesa.
Comunque Gesù essendo il capo della chiesa opera all’interno della chiesa per il suo bene, a favore della chiesa realizzando i piani di Dio!
Anche se Gesù di Nazaret è morto sulla croce, Dio ha portato il suo corpo morto in vita.
Dio nella Sua potenza ha esaltato Gesù ad una posizione di onore, autorità e  potere accanto a Lui.
Gesù possiede ora il potere e l’autorità su ogni potere spirituale concepibile. Non c'è essere che può essere paragonato e  competere con lui, né mai vi sarà!
Dio ha sottoposto a Cristo ogni nemico soprannaturale.
Dio ha concesso la sovranità a Cristo che regna su tutto l'universo. Questo ha un significato speciale per la chiesa perché il Cristo vivente ed esaltato è in un rapporto di unione e solidarietà con il Suo popolo.
Gesù sta fornendo alla chiesa tutte le risorse di cui ha bisogno per svolgere la missione a cui è chiamata, anche oggi raggiungere il mondo intero per strappare le persone dal dominio di Satana (Atti 26:18; Colossesi 1:13).
La potenza di Dio in Cristo, opera nella chiesa, nella vita dei credenti! Quale grande incoraggiamento per noi!              
La potenza con cui Dio opera nella vita dei credenti è la forza stessa con cui Egli ha risuscitato Cristo dalla morte, facendolo sedere alla Sua destra, piegando i Suoi nemici e donandolo come capo della chiesa!
In Cristo noi abbiamo a disposizione grandi risorse: abbiamo la potenza di Dio.          
Che problemi hai? Quale tentazione stai affrontando? Quali sfide devi affrontare?
La potenza che ha risuscitato ed esaltato Gesù, è ancora viva e presente nella chiesa!
Noi dobbiamo pregare che Dio ci faccia conoscere per esperienza la Sua potenza insuperabile, invincibile!
Dio non è assente dalla vita della chiesa e dei singoli credenti! Dio in Cristo si  coinvolge nella vita dei credenti, è attivamente presente!

CONCLUSIONE.
C’era una volta un daltonico che insisteva tenacemente sul fatto che alcuni colori sono il frutto della fantasia degli altri perché non riusciva a distinguerli.
Purtroppo ci sono credenti che sono daltonici spiritualmente, cioè non riescono a distinguere e a comprendere le verità spirituali.
Se non vogliamo essere daltonici spiritualmente dobbiamo pregare che Dio ci faccia conoscere sempre di più e meglio le sue verità spirituali ma farlo in modo specifico!
Abbiamo bisogno di pregare più che mai e di chiedere a Dio che ci faccia conoscere meglio Lui, la speranza, la ricchezza della gloria, la Sua potenza! 
J.Herrmann: "Scrivere la storia della preghiera in Israele equivarrebbe a scrivere la storia del popolo israelita". La preghiera era il segno caratteristico della religiosità ebraica, ma anche della chiesa cristiana primitiva (Atti 1:14; 2:1,42).
Oggi si può dire la stessa cosa?
Ci sono credenti che non pregano assiduamente e chiese che trascurano la preghiera, alcune chiese hanno incontri di preghiera, ma questi incontri non sono frequentati. Come è il tuo rapporto con la preghiera!?
Senza preghiera non avrai vita spirituale, non avrai crescita!