lunedì 11 marzo 2013

La via del perdono dei peccati


Giovanni 20:19-23: La via del perdono dei peccati. 
Senza il perdono il cielo sarebbe vuoto! Nessuno ci potrebbe andare! Nessuno! Ma c’è un Dio, il Padre del Signor Gesù Cristo, che perdona i peccati, e grazie a questo  perdono il peccatore perdonato può andare in cielo! Dio, quando perdona i peccati, li perdona definitivamente come se non fossero mai accaduti! (Salmi 103:12; Isaia 38:17; 43:25; Michea 7:19). “I peccati sono così rimessi come se non fossero mai stati commessi” (Thomas Adams). Meraviglioso! 
Nel sermone precedente (Il perdono dei peccati) abbiamo visto la necessità e la natura del perdono dei peccati e abbiamo accennato al modo come possiamo essere perdonati da Dio, in questa predicazione vediamo la via del perdono dei peccati, è importante sapere quale sia la via del perdono. Coloro che desiderano il perdono di Dio, devono rispondere al messaggio del Vangelo alle condizioni che vuole Dio, al fine di sperimentare il Suo reale perdono.

In primo luogo:
I NON ESISTE PERDONO SENZA CRISTO.
Nel 1874, l’avvocato H.G. Spafford, subito dopo aver perso quattro dei suoi figli nell’affondamento del transatlantico “Ville de Havre”, scrisse dei versi che esprimevano la sua profonda fede in Dio che ci parlano del perdono completo e perfetto in Cristo. “Oh! La beatitudine di questo glorioso pensiero. Il mio peccato, non in parte, ma tutto è inchiodato alla sua croce, e non lo porto più! Gloria al Signore, Gloria al Signore!” 
La croce è il prezzo che Dio ha pagato per il perdono dei peccati. Solo in Gesù i peccati possono essere perdonati (Efesini 1:7)! 
Gesù è l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1:29). Il Suo sangue è sparso per molti per il perdono dei peccati (Matteo 26:28; Ebrei 9:22). Gesù, dice Pietro ai credenti, ha portato sulla croce i nostri peccati (1 Pietro 2:24). Per mezzo di Gesù, nel Suo nome è annunziato il perdono dei peccati (Luca 24:46-47; Atti 10:43;13:38-39). Quelli che sono in Cristo Gesù, quindi non tutti, non è più condannato! (Romani 8:1-3). Solo Gesù poteva essere lo strumento del perdono dei peccati e solo con la Sua morte in croce poteva soddisfare la natura di Dio, la sua santità e giustizia. 
Nel suo inno “C’è un verde colle laggiù”, Cecil F. Alexander dice: “Non c’era nessun altro abbastanza buono per pagare il prezzo del peccato; Egli solo potè aprire il cancello del cielo e farci entrare”. Solo in Gesù e in nessun altro c’è il perdono dei peccati. 
Il peccato doveva essere giudicato, in nessuna maniera Dio può discolpare il colpevole se non tramite il sacrificio di Gesù. 
Come potevano conciliarsi la santità, la giustizia e l’amore di Dio? (1 Pietro 1:16; Abacuc 1:13; Esodo 34:7; Giovanni 3:16). Solo attraverso Cristo e attraverso la Sua morte sulla croce. Il perdono a Dio è costato la morte del Figlio! 
Solo grazie a Gesù possiamo essere santi e avere comunione con Dio (Ebrei 10:10-14; Apocalisse 21:27).  

In secondo luogo:
II NON ESISTE PERDONO SENZA FEDE.
Parlando riguardo a Gesù Atti 10:43 dice: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome”. Cristo è venuto affinché i peccati fossero perdonati.
“Chiunque crede” (Giudeo o Gentile) in Gesù riceve il perdono dei peccati. Gesù Cristo era il Salvatore atteso, che avrebbe offerto il perdono dei peccati a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui (Giovanni 3:16). 
Non possiamo essere certi a quali profeti si riferisca Pietro, ma troviamo diversi passi nell’Antico Testamento che parlano del perdono dei peccati nella persona di Gesù (Isaia 52:13-53:12; Geremia 31:34,ecc). Dal momento, che Gesù è l'unico attraverso il quale le promesse divine di salvezza sono compiute grazie alla Sua morte e resurrezione (Atti 10:39-40), il perdono dei peccati è solo attraverso il Suo nome (Luca 24:47; Atti 4:11-12).  Tutte le persone hanno bisogno di riconoscere e rispondere a Lui credendo che sia morto e risorto, in modo da ricevere il perdono che Egli offre. 
“Crede” (pisteúō) significa avere fede, affidarsi a Gesù con piena fiducia, implica un darsi completamente a Gesù considerandolo attendibile in grado perfettamente di salvarci ed essere convinti, fermamente persuasi, che ciò che Gesù ha detto è verità. Ora molti credono in Gesù, ma non si affidano a Gesù per avere la vita eterna perché non sono persuasi che esista una vita eterna dopo la morte, questi non saranno salvati, perché non hanno fiducia a tutto ciò che dice la Parola di Gesù. 
Forse non capiremo tutte le implicazioni, il modo come effettivamente il sacrificio di Gesù operi nella vita di un credente a distanza di secoli, ma è quello che dice la Bibbia. 
Un predicatore stava parlando dal testo di 1 Giovanni 1:7: “Il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato”. Improvvisamente, fu interrotto, da un ateo che gli chiese: "Come può purificare il sangue il peccato? " Per un attimo il predicatore rimase in silenzio, poi ha replicò: "Come può dissetare l’acqua?" L’ateo rispose: "Non lo so, ma so che lo fa". "Neppure io so come il sangue di Gesù purifica il peccato", rispose il predicatore, "ma so che lo fa." 
La fede in Gesù costituisce l’unico mezzo per il perdono dei peccati (Romani 10:9-11; Atti 13:38-39; 16:31; 26:18). 
Con la fede in Gesù, la persona accoglie l’autorità che Gesù ha nel salvare e la fiducia totale che sarà salvato (Giovanni 6:37-39). 

III NON ESISTE PERDONO SENZA RAVVEDIMENTO.
Il ravvedimento è fondamentale per la risposta umana al messaggio di Dio. 
A. W. Tozer: “L'insegnamento del perdono senza alcuna svolta dal peccato è un errore grande e ha riempito le chiese di membri ingannati e ha contribuito a riempire l'inferno con le anime ingannate”. 
Luca 24:46-47: "Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme". 
Il “ravvedimento” (metánoia) esprime un radicale cambiamento di mente, modo di vedere, sentire e comportarsi (Isaia 55:6-7; Luca 5:31-32;ecc.). Il “ravvedimento”, indica un nuovo orientamento completo della propria vita, portando la persona in linea con i propositi di Dio. 
Il “ravvedimento” è cambiare idea su Dio e su se stessi, soprattutto riguardo al peccato, è la consapevolezza di essere incapaci di vincere il peccato da soli e la certezza del ruolo essenziale di Cristo per il perdono, con  il riconoscimento della Sua Signoria! È il processo attraverso cui vediamo noi stessi come siamo veramente: peccatori bisognosi, persone non autosufficienti. “Ravvedimento” implica rivolgersi a Dio e abbracciarlo nella fede. Un vero ravvedimento è provato da un cambiamento morale.  
John Blanchard: "Il ravvedimento senza cambiamento morale è una contraddizione in termini".  (Luca 3:8-14;  19:1-10).

IV NON ESISTE PERDONO SENZA CONFESSIONE.
1 Giovanni 1:9: "Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità". 
“Confessare” (homologéō) i peccati significa ammettere i propri peccati a Dio con vera contrizione e ricercare il perdono di Dio. Significa essere d'accordo con Dio, riconoscendo davanti a Dio che un atto o pensiero era sbagliato e fare un impegno a non lasciare che accada di nuovo. La confessione del peccato è un segno che la verità secondo la Parola di Dio, che è luce e secondo l’azione dello Spirito Santo (Giovanni 16:7-11), ha cominciato a illuminare la vita di peccato che ha oscurato le persone. Chi confessa i peccati sinceramente nel nome di Gesù può avere la certezza che i suoi peccati sono perdonati. 
A riguardo il presidente Abraham Lincoln disse: “È dovere delle nazioni, nonché degli uomini confessare i loro peccati e trasgressioni nel dolore umile, ma con la speranza certa che un sincero pentimento porterà alla misericordia e al perdono”. 
Dio è fedele e giusto, perciò ci perdonerà perché questo è ciò che il giusto Giudice ha promesso di fare in Cristo Gesù (Geremia 31:34; Michea 7:18-20; 1 Giovanni 2:1-2; Romani 3:23-26). 
John Stott parlando della fedeltà e della giustizia di Dio, afferma, in relazione al perdono dei peccati questo: “ Così possiamo dire che perdonando i nostri peccati e purificandoci da essi Dio onora il Suo patto con la Sua fedeltà nei riguardi della parola che lo ha iniziato, e con la Sua giustizia nei riguardi dell’atto con cui lo ha assolto. Più semplicemente detto, Egli è fedele nel perdonare perché lo ha promesso di farlo, e giusto perché il Suo Figliolo è morto per i nostri peccati”. 
La confessione dei peccati è necessaria non solo per avere e mantenere costante la comunione con Dio (Isaia 59:1-2), ma ci toglie anche di un grande peso portando un benessere psico-fisico a noi stessi, infatti, il peccato e le sue conseguenze sono deleterie sul peccatore. 
Salmi 32:1-5: "Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto!  Beato l'uomo a cui il SIGNORE non imputa l'iniquità e nel cui spirito non c'è inganno! Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano tra i lamenti che facevano tutto il giorno.  Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me, il mio vigore inaridiva come per arsura d'estate. Pausa.  Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho detto: ‘Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE’, e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato".  
In questi versetti vediamo la felicità di chi ha sperimentato il perdono dei propri peccati da parte di Dio, questa è una realtà nei veri credenti! La confessione dei peccati libera dall’angoscia, dai lamenti, dal dolore emotivo, dal tormento da un peso che priva di vitalità, che fa diventare aridi come il territorio d’Israele quando arriva il caldo estivo e finiscono le pioggie. Ma anche la mano pesante di giudizio di Dio gravava sul salmista (v. 4; Salmi 38:3). 
L’ira di Dio è il suo no, la Sua santa disapprovazione al peccato! (Romani 1:18). Quando sentiamo che Dio nella sua misericordia solleva da noi il carico delle nostre colpe sappiamo e sentiamo che un grande peso è stato tolto via! Dunque coprire i peccati, non confessarli a Dio non ci giova a niente, ci allontana da Dio e ci toglie le forze. Negare, reprimere o ignorare il peccato è dannoso per la nostra vita (Proverbi 28:13). 
Quando non confessiamo i peccati stiamo lottando contro Dio e non siamo felici! Il salmista così incoraggia gli altri a confessare i peccati a Dio e quindi essere felici. 
Così Davide come dice Artur Weiser: “Nel felice sentimento della liberazione e della certezza del perdono ei suoi peccati, questo lo spinge a mettere gli altri in guardia sulla via errata che egli ha percorso, e a condurli sulla retta via, non a chiudersi con ostinazione alla grazia di Dio, ma ad aprirsi ad essa con sincerità e fiducia”. 
Perciò confessa i tuoi peccati a Dio,non perdere tempo se vuoi gustare le Sue benedizioni!

CONCLUSIONE.
Qualcuno potrebbe chiedersi: “ I peccati come i miei che sono così gravi possono essere perdonati del tutto e per sempre?” Se ti sei affidato a Gesù completamente e se ti sei pentito, confessando i tuoi peccati sinceramente la risposta è si! 
Quali sono le conseguenze pratiche di chi ha sperimentato veramente il perdono di Dio in Cristo Gesù? 

Ce ne sono sicuramente diverse, ma voglio sottolinearne almeno tre.
In primo luogo vediamo:
1) La Riconoscenza a Dio. 
Come quel lebbroso samaritano, guarito da Gesù ritornò indietro e con la faccia a terra ringrazio Gesù per la guarigione (Luca 17:11-19). Questa guarigione illustra bene la guarigione, il perdono e la salvezza dai peccati e quindi la riconoscenza. Chi ha sperimentato il dono ineffabile di Cristo, del suo perdono ha un atteggiamento di riconoscenza (Romani 7:24-8:1; 1 Corinzi 15:56-57; 2 Corinzi 9:15). 
Sei certo che i tuoi peccati sono stati perdonati? Allora sii riconoscente a Dio per Gesù!

In secondo luogo:
2) L’Amore per Dio.
Come quella donna peccatrice che ai piedi di Gesù con un olio costosissimo, piangendo baciando, ungendo e asciugando con i propri capelli i piedi di Gesù, incurante di quello che potessero pensare di quei gesti, mostrava il proprio amore perché i propri peccati le sono stati perdonati (Luca 7:36-47). 
Chi è consapevole della gravità del peccato e della grazia di Cristo, non avrà un cuore freddo per Gesù, ha un cuore traboccante di amore per Gesù. L’amore per Gesù è la dimostrazione che i propri peccati sono stati perdonati! Ma quanto poco amore vi è per Gesù tra coloro che si dicono cristiani! Il termometro di questo amore per Gesù è la devozione, la consacrazione, la passione, il vivere per Gesù, l’avere una vita Cristocentrica! Se non hai una vita Cristocentrica non ami Gesù! (2 Corinzi 5:14; Galati 2:20; Filippesi 1:21).  

Chi ha sperimentato il perdono di Cristo in terzo luogo:
3) Perdona gli altri.
Matteo 6:14-15: “Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”. (Matteo 18:34-35). 
Chi conosce il perdono di Dio perdona gli altri! È un fatto triste come noi cristiani abbiamo difficoltà a perdonare gli altri. Come è possibile che uno, che abbia sperimentato il perdono di Dio, non perdoni chi gli ha fatto del male? Ma attenzione il perdono che diamo agli altri non potere di acquisto. Non ci compriamo il perdono di Dio se perdoniamo gli altri, altrimenti la salvezza non sarà più per grazia, ma per meriti, la Bibbia non dice così! (Romani 11:6; Efesini 2:8-9).
Il credente che ha sperimentato il perdono generoso di Dio, è spronato e perdona generosamente gli altri allo stesso modo di Dio! Se non lo fa vuol dire che non è stato perdonato da Dio e quindi non è salvato, è sulla via dell’inferno!          
Perdonare gli altri è una conseguenza della salvezza e non una condizione per essere salvato! Il perdono ha valore di prova o di conseguenza del perdono che abbiamo ricevuto da Dio! Chi ha conosciuto l’amore di Dio amerà gli altri perché diventa una nuova persona (1 Giovanni 4:7-11; Ezechiele 36:25-27). 
Quando Dio perdona il peccato, cambia anche la natura del peccatore! Il perdono verso gli altri riflette il carattere di Dio, il modo come perdona ed entra in un rapporto significativo con la sua creatura, producendo un cambiamento nel rapporto umano con lui, ma anche dentro di lui.  
Usare grazia o misericordia, è l’atteggiamento e il risultato naturale di chi ha ricevuto Cristo e sperimentato la Sua grazia. Chi ha sperimentato la grazia di Dio e “vive per grazia comprende il divario enorme tra i peccati commessi nei confronti di Dio e le offese ricevute dagli altri. Perdona il prossimo perché ha sperimentato ilperdono del Signore. Capisce di aver ottenuto misericordia da Dio per mezzo di Cristo, quindi rinuncia a ogni rivalsa per i torti subiti” (Jerry Bridges).
La grazia ricevuta da Dio, i peccatori perdonati la estendono agli altri, anche quando gli altri sbagliano verso di loro.
Il discepolo perdonerà di cuore, cioè con sincerità, senza ipocrisia! (Matteo 18:35). Efesini 4:31-32: "Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo". Molte volte si dice alla persona che l’abbiamo perdonata in realtà poi teniamo i rancori dentro! Questo non è il vero perdono. Al posto dell’amarezza, del cruccio, delle parole offensive e con ogni sorta di cattiveria siamo chiamati a essere(siate-ginomai presente imperativo) benevoli (chrēstós) e misericordiosi (eúsplagchnos) gli uni per gli altri perdonandoci (charízomai)come ha fatto Dio con noi. 
Il perdono (charízomai) di Dio è: dare liberamente o incondizionatamente! Il perdono di Dio è immeritato! Molte volte si dice sbagliando: "Tu non ti meriti il mio perdono”. Nessuno merita il perdono, perché si dà a chi sbaglia, ma se in noi sarà presente la benevolenza e la misericordia perdoneremo sempre gli altri come ha fatto Dio con noi in Cristo. 
La chiave del perdonare gli altri è smettere di pensare al male subito, ma di concentrarsi su quello che ha fatto Cristo per noi! Su questo abbiamo molto su cui riflettere!