giovedì 7 marzo 2013

La potenza miracolosa di Gesù.


Matteo 14:13-21  La potenza miracolosa di Gesù.
Molti anni fa, l’evangelista L. Stanley Jones fu coinvolto in una discussione col Mahatma Gandhi sulla natura e l’importanza del cristianesimo. Gandhy era impressionato di Gesù Cristo solo come maestro di morale e per questo motivo scrisse  un giorno a Jones. Jones rispose a Gandhy scrivendo così: “Avete trovato i principi, ma vi è sfuggita la persona”.  Gesù è più di un semplice maestro di morale! 
Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, da un grande contributo alla Cristologia e ci parla molto di più dei principi morali insegnati da Gesù! 
Questo miracolo, infatti, mette in enfasi diversi aspetti dell’identità di Gesù: la Sua sensibilità, quindi compassione verso le folli, di come Lui sia veramente l’Emmanuele,  Dio con noi (Matteo 1:23) come anche la Sua Signoria, la Sua potenza miracolosa e quindi la Sua provvidenza e sufficienza.
Prima di ogni cosa vediamo:
I LA SENSIBILITÀ DI GESÙ  (vv.13-14).
Nella sensibilità in primo luogo vediamo:
A) L’Attenzione di Gesù
vv.13-14: “Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; le folle, saputolo, lo seguirono a piedi dalle città.  Gesù, smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne  guarì gli ammalati”. 
Gesù si ritira in un luogo deserto dall’altra parte del lago. “Deserto” (erēmos come il v.15 per luogo deserto) indica un posto isolato e non un deserto come lo intendiamo noi infatti vi erano dei villaggi vicini come leggiamo nel v.15 e poi leggiamo che alla folla è chiesto di accomodarsi sull’erba (v.19). 
Secondo alcuni studiosi questo è stato un ritiro tattico di Gesù questo per due motivi (1)perché aveva sentito (udito ciò) che Erode aveva fatto fuori Giovanni  Battista; (2) il verbo “si ritirò” (anechōrēsen) alcune volte viene usato come una reazione a una situazione pericolosa come per i Magi e Giuseppe che evitarono Erode  e Archelao (Matteo 2:12,14,22). 
Oppure la stessa parola la vediamo in Matteo 12:14 dove è scritto che i Farisei progettarono di far morire Gesù, ma Gesù saputolo si allontanò (anechōrēsen) di là. 
Un’altra interpretazione è che Gesù si allontanò semplicemente per evitare Erode. 
Mentre altri pensano che  Gesù si ritirò per stare da solo con i suoi discepoli per raccogliersi spiritualmente o per riposarsi, Gesù era anche uomo, oltre che avere la natura divina, aveva bisogno anche di riposarsi. 
Oppure avendo saputo della morte di Giovanni, Gesù voleva stare da solo con i Suoi discepoli per piangere Giovanni.
Comunque sia, il Signore Gesù ha ritenuto opportuno allontanarsi dalla zona presente verso una più remota e tranquilla. 
In qualche modo la gente seppe dove stava andando e lo seguirono a piedi. 
Anche se Gesù ha tentato di ritirarsi in un luogo solitario era troppo popolare per sfuggire alle folle. 
È interessante che Matteo dice “dalle città” (ho pólis plurale v.13) quindi la folla proveniva da diverse città ed era una moltitudine, il v.13 parla di folle (ochloi) il v.14 dice una “gran” (polun- quantità o di estensione)  folla (ochlon) e dal v.21 comprendiamo che erano più di cinquemila. Dunque la popolarità di Gesù era tanta al tal punto che la gente si faceva i chilometri a piedi pur di stare con Lui. 
Quando Gesù scese dalla barca vide la gran folla, forse un’altra persona forse l’avrebbe rifiutato o si sarebbe infastidita, ma non Gesù! 
Vedendo la folla, Gesù ebbe una compassione nel profondo del Suo essere. Gesù era venuto a trovare tranquillità e solitudine, invece ha trovato una grande folla impegnativa per i bisogni spirituali, materiali e fisici che solo Lui poteva soddisfare.
Gesù si poteva anche lagnare o irritare! Che diritto avevano di invadere la Sua privacy con le loro richieste continue? Non aveva forse il diritto di avere un po’ di privacy? Ma Gesù non fece così. 
Gesù non era infastidito, Gesù vide la folla e non la rifiutò! 
Gesù accoglie! Gesù apre le braccia! Gesù è disponibile! Gesù è attento, non rimane indifferente, freddo e distaccato al popolo! Gesù consola, Gesù da riposo!
In Matteo 11:28 dice: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  A proposito di questo versetto John Piper dice:  “Quando Gesù osserva le religioni del mondo-compreso il giudaismo del suo tempo – vede delle persone che si danno un gran da fare schiacciate da grandi pesi, allo scopo di ottenere il favore della divinità in cui credono. Gesù non è venuto per rimpiazzare quel peso, finalizzato a soddisfare Dio, con un altro peso. È venuto per portare lui stesso quel peso e chiamarci a lui affinché possiamo riposare”.  
Solo Gesù da riposo e non una religione!!

In secondo luogo vediamo:
B)La Compassione di Gesù.
v.14: “Gesù, smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati”. 
La compassione di Gesù per le masse, è un tema ripetuto in Matteo (Matteo 9:36; 15:32; 18:27, 33; 20:34). 
J. C. Ryle:“Gesù Cristo non è solo il Figlio di Dio potente per salvare, ma il Figlio dell'uomo in grado di sentire”.  Ovviamente non solo con le orecchie!! Gesù sente e capisce le sofferenze della gente! Anche le tue! Il teologo Benjamin Warfield diceva che la compassione è l’emozione più volte  attribuita a Gesù. 
La compassione porta ad agire per soddisfare i bisogni delle persone. 
La parola “compassione”(splagchnizomai) indica un sentimento interiore, profondo o viscerale (si pensava che l’intestino fosse la sede dell’ amore e della pietà), di simpatia con qualcuno che sta soffrendo, quindi indica mettersi nei panni dell’altro. 
La compassione biblica oltre al sentimento, indica l’azione appropriata alla circostanza sulla base del sentimento che si prova. 
È la capacità di capire i bisogni degli altri e poi muoversi verso di loro nella misericordia con azioni adeguate. 
La compassione è il moto interiore dell’anima che trova il suo compimento nel gesto esteriore, quindi non è solo un sentimento, ma un sentimento che si manifesta con prontezza con un’azione adeguata e concreta. 
Nella Bibbia, leggiamo che la compassione di Dio è su tutta la Sua creazione nel provvedere ai nostri bisogni (Salmi 145:9). Inoltre Dio è descritto come un padre compassionevole verso coloro che lo temono (Salmi 103:13), ma somiglia anche all’amore materno (Isaia 49:15).    
La compassione di Dio, va oltre la semplice sensazione emotiva, era sempre dimostrata con azioni nonostante le ribellioni di Israele (2 Re 13:23; 2 Cronache 36:15; Salmi 78:38). 
Gesù Cristo, il Figlio di Dio è la manifestazione della compassione divina, riflette esattamente la compassione del Padre nei suoi rapporti con l'umanità peccaminosa come vediamo nei vangeli e quindi in questa circostanza. 

In terzo luogo vediamo:
C) La Guarigione che porta Gesù.
v.14: “.. e ne guarì gli ammalati”. 
Gesù era pieno di compassione e pertanto di conseguenza guariva coloro che erano malati colpiti da ogni malattia e ogni infermità. 
Matteo 4:23-24: “Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo".
La sua fama si sparse per tutta la Siria; gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, epilettici, paralitici; ed egli li guarì. (vedi anche Matteo 8:16; 9:35; 12:15; 15:30; 19:2; 21:14). 
In questo vediamo che Gesù è il Signore anche sulla malattia!! Possiamo pregare per le guarigioni perché oggi Gesù non è cambiato!
Dunque abbiamo visto che Gesù non rimaneva indifferente alla folle. 

In quarto luogo vediamo:
D) L’Applicazione.
Quali applicazioni possiamo fare dalla sensibilità che aveva Gesù? 
(1) In primo luogo Gesù è Premuroso.
Gesù si prende cura di te! 
La maggior parte delle altre persone nel mondo, soprattutto le persone grandi e potenti, non lo fanno. 
La maggior parte delle persone che hanno potere, prestigio, soldi non si preoccupano affatto degli altri, a meno che non sono stati salvati e trasformati da Gesù stesso. 
Ai tuoi colleghi, amici, parenti probabilmente non gli importa molto di te! Sono più interessati a se stessi e presi dai loro problemi che di te e dei tuoi problemi. Anche le persone più vicine a te, possono venire meno o possono essere anche disinteressate o non ci amano, ma non ci sentiamo capiti. Invece Gesù si prende cura di te e ti capisce appieno ciò che provi, ciò che vivi! 
Perciò porta le tue preoccupazioni a Lui perché ha cura di te e ti capisce! (Filippesi 4:6-7; Ebrei 4:14-16; 1 Pietro 5:6-7).
Gesù nelle nostre prove non è assente, anzi è più che presente, guida le circostanze per modellarci secondo il Suo carattere!

(2) In secondo luogo Gesù è il Paradigma, cioè il modello da seguire.
Molti credenti sono più preoccupati per la teologia e poco per l’aiuto pratico compassionevole verso i bisognosi. John Blanchard dice: “Il cristiano dovrebbe mostrare la stessa preoccupazione per  la compassione che per il credo”. 
E Francis Schaeffer diceva: “L'ortodossia biblica senza compassione è sicuramente la cosa più brutta del mondo”. 
Come Suoi discepoli siamo chiamati a seguire il Suo esempio, Gesù è il nostro modello (Matteo 10:24-25; Giovanni 13:13-17) di sensibilità e compassione da seguire.
Quando la gente osserva noi deve vedere Cristo! Siamo chiamati a seguire l’esempio di Gesù come illustrato nella parabola del Buon Samaritano (Luca 10:25-37) che ebbe pietà (splagchnizomai Luca 10:33) dell’uomo che s’imbattè nei briganti che oltre a derubarlo lo lasciarono mezzo morto. 
Il samaritano si prese cura di lui, al contrario del sacerdote e del levita che passarono dal lato opposto dove si trovava il malcapitato. H. H. Esser parlando della compassione del buon samaritano dice: “Mira ad esprimere la totale disponibilità a un atteggiamento esistenziale di soccorrevole apertura agli altri, che impegna i propri mezzi, il proprio tempo, le proprie forze e la vita stessa. Quest’atteggiamento è in netto contrasto con quello di coloro che non fanno attenzione a chi ha bisogno di aiuto.”  
Non possiamo far finta di vedere o di sentire quando qualcuno è nel bisogno! Non dobbiamo essere troppo occupati per noi stessi o infastiditi, o mostrare segni d’insofferenza o irrequietezza verso i bisognosi, anzi noi, come illustra il buon samaritano, dobbiamo farci prossimi dei bisognosi!  Noi siamo chiamati a dare il nostro tempo, il nostro denaro, le nostre forze, i nostri mezzi senza sbuffare, senza lamentarci! 
Gesù non trovava la folla, un fastidio da evitare pur di salvaguardare la propria privacy anche quando si ritirava in disparte, così nessuno dei Suoi discepoli lo dovrebbe fare. 
Eppure molti cristiani oggi non hanno tempo di ascoltare e di aiutare il prossimo!
Sembrano vuoti senza amore!! Ma com’è possibile se hanno sperimentato l’amore di Dio! Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore dice l’apostolo Giovanni (1 Giovanni 4:7-8).

II LA SCOCCIATURA DEI DISCEPOLI (vv.15-17).
Quando non sappiamo risolvere un problema per noi può essere una scocciatura! La folla non ha da mangiare e  l’ora della cena, del pasto serale  è già passata, noi leggiamo nei vv.15-17: “Facendosi sera, i suoi discepoli si avvicinarono a lui e gli dissero: ‘Il luogo è deserto e l'ora è già passata; lascia dunque andare la folla nei villaggi a comprarsi  da mangiare’. Ma Gesù disse loro: ‘Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!’ Essi gli risposero: ‘Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci’. 
Noi vediamo quindi per i discepoli il problema di sfamare tutta quella gente, migliaia di persone (v.21).  
Il problema è ancora maggiore perché oltre al fatto che era quasi sera troviamo anche altri due aspetti che peggiorano la situazione.

A) Primariamente è un luogo deserto.
I discepoli dicono al v.15: “il luogo è deserto e l’ora è già passata”. 
Era una zona fuori mano, isolata, dove potevano trovare da mangiare? Chiedono così a Gesù di lasciare andare la folla nei villaggi per comprarsi da mangiare. 
Questa non era una richiesta irragionevole umanamente parlando.  

B) Secondariamente la deficienza di cibo:c’è scarsezza di cibo.
vv.16-17: “Ma Gesù disse loro: ‘Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!’ Essi gli risposero: ‘Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci’”. 
Gesù rifiuta categoricamente questa idea dei discepoli, (ma-dé, ha la forza avversativa, esprime un contrasto) dicendo: “Non hanno bisogno di andarsene”. Gesù rispose che non c’era bisogno (ou chreia- è enfatico) che andassero via e così ordina (voi date –dídōmi- da mangiare aoristo imperativo attivo) ai discepoli di dare loro da mangiare (voi –sú-  è enfatico v.16) a tutta quella gente. 

Quindi vediamo:
C) La Disposizione di Gesù ai discepoli.
v.16: “date loro voi da mangiare!”
Perché Gesù dice così ai discepoli?
In primo luogo:
(1) Per rafforzare la loro fede.
Gesù sapeva che i discepoli non avrebbe capito, ma lui ha lanciato la sfida per  ottenere la loro attenzione e per rendere evidente il miracolo che stava facendo e quindi che loro potessero imparare ad avere fiducia in Lui. Questo miracolo, perciò, è una lezione per la formazione dei discepoli.
La preparazione dei suoi discepoli era un compito di grande importanza per il ministero futuro per l’espansione del regno di Dio.
A volte Dio ci mette in certe condizioni difficili per creare o rafforzare la nostra fede mostrando la Sua potenza in quell’occasione particolare! Dio crea la difficoltà per poi manifestare la Sua potenza affinché noi possiamo rafforzare la nostra fede o di coloro che ci sono vicini, come vediamo per esempio quando Gesù aspetta che Lazzaro muore per poi andarlo a risuscitare e molti cedettero in Lui per questo (Giovanni 11:6,45).
Sono adatte e incoraggianti le parole di Paul Gerhard: “Lascia che sia Lui a fare e operare: è un principe sapiente, agirà in un modo che ti farà stupire, quando, come si addice a Lui,con meraviglioso giudizio, compirà  l’opera che ti ha fatto tanto tribolare”.
     
In secondo luogo Gesù dice ai discepoli “date loro voi da mangiare!”:
(2) Per far risaltare che il miracolo è stato fatto da Gesù.
John MacArthur: “Gesù sapeva che non avevano abbastanza cibo per sfamare le folle.  Tuttavia, volle che i discepoli lo dichiarassero apertamente, di modo che fosse palese a tutti che il miracolo che il Signore stava per compiere era da attribuirsi unicamente alla sua potenza”. 
I miracoli di Cristo devono essere considerati come parte integrante del suo ministero. Ci sono diversi scopi per cui Dio fa dei miracoli, ma forse basta considerare in questo contesto, che i miracoli manifestano la potenza di Dio (Esodo 14:30-31; Salmi 77:14-15; Luca 9:43-44), quindi che in Gesù vi era la potenza di Dio e quindi rivelano e confermano le Sue credenziali messianiche e la venuta del regno di Dio (Matteo 11:3-5; Atti 2:22; 10:34-38).          
Con i miracoli Gesù dimostrava che era stato mandato da Dio e quindi degno di fiducia (Giovanni 5:36). 
Ora se per noi umani ci possono essere scocciature, difficoltà e problemi di vario genere, questo sicuramente non è per il Signor Gesù! 
Il Signore Gesù non è intimidito  dalla grandezza del nostro problema! Il Signor Gesù non va nel panico, come possiamo andare noi davanti un problema grande! 
I discepoli videro la dimensione del bisogno e la pochezza delle risorse umane disponibili, Gesù invece vide le dimensioni del bisogno e la grandezza delle risorse disponibili che sono in Dio!!! 
Pertanto siamo chiamati a guardare non solo il problema, ma soprattutto le risorse che sono in Dio! Dio è più forte del problema perciò affidiamoci a Lui! “Se Dio è Dio, allora non esistono problemi insolubili. E se Dio è il mio Dio, allora nessun mio problema è senza una soluzione adeguata” dice Maurice Roberts. 
Gesù è sufficiente a soddisfare ogni nostro bisogno o esigenza! Alleluia!!

Questa citazione c’inserisce al terzo e ultimo punto:
III LA SOLUZIONE DI GESÙ (vv.18-20).
La compassione di Gesù non si è fermata solo ad accogliere e a guarire i malati, ma anche a sfamare tutta quella gente, più di cinquemila persone (v.21).
In questo vediamo che Gesù provvede ai bisogni del Suo popolo.

Noi vediamo che la soluzione di Gesù è:
A) Sovrannaturale (vv.18-19).
Al comando di Gesù riguardo che i discepoli dovevano dare loro da mangiare, i discepoli risposero Matteo 14:17-19: "…'Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci '. Egli disse:'Portatemeli qua'.  Dopo aver ordinato alla folla di accomodarsi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi verso il cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alla folla".         
Gesù moltiplicò cinque pani e due pesci in modo da sfamare più di cinquemila persone!!!
Un pezzo di pane piccolo e pesce era la dieta di base di un contadino della Galilea. Il pane, era un pane di orzo (pane dei poveri) di piccole dimensioni, le dimensioni di un panino.      
I discepoli hanno esaurito le loro idee e le magre risorse, ma non per Gesù, le Sue risorse sono infinite e adeguate! È giunto il momento per Gesù di agire, così Egli esige, ordina (portatemeli- pherō è un imperativo) che gli venga portato quel poco che c’è.
I discepoli sono coinvolti, ma passivamente, sono chiamati ad agire in base agli ordini di Gesù. 

Possiamo fare tre considerazioni da questi versetti:
(1) La prima considerazione riguarda la Decisione di fare il miracolo.
Gesù decide sovranamente ciò che va fatto. Nessuno gli ha detto niente, è stato mosso dalla Sua compassione secondo il bisogno e lo fa gratis, generosamente.  

(2) La seconda considerazione riguarda la Subordinazione dei discepoli a Gesù.
Noi da soli non possiamo aiutare gli altri, senza Gesù non possiamo portare frutto!
Noi dipendiamo da Gesù! Senza di Lui non possiamo fare nulla! (Giovanni 15:5). I discepoli non avevano niente per aiutare quella gente, i cinque pani e i due pesci sono di un ragazzo ci dice Giovanni 6:9. 
Inoltre i discepoli  non avevano i mezzi economici, ci volevano otto mesi di salario di uomo per sfamare tutta quella gente! (Giovanni 6:5-7; Marco 6:37). Quello che fa la differenza nel servizio cristiano è Gesù, noi siamo impotenti spiritualmente parlando, senza l’aiuto di Gesù non possiamo aiutare nessuno! 
Pertanto non pensare di farcela da solo nel servizio cristiano, nei vari impegni della chiesa o quando c’è di aiutare qualcuno praticamente. Senza l’aiuto del Signore non possiamo servirlo efficacemente! 
Salmi 127:1: “Se il SIGNORE non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; se il SIGNORE non protegge la città, invano vegliano le guardie”.
Giovanni 15:5: “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla (1 Corinzi 3:6-7; 2 Corinzi 3:5; Filippesi 4:13).
(3) La terza considerazione è la Realizzazione del miracolo di Gesù.
Gesù moltiplica cinque pani e due pesci per sfamare oltre cinquemila persone. Dio comincia spesso con quello che abbiamo. Gesù prende spesso ciò che portiamo a Lui e lo moltiplica.        
Quel poco che abbiamo può essere moltiplicato o anche usato da Dio vedi il bastone di Mosè (Esodo 4:1-3; 14:16), così anche la vedova che aveva bisogno di aiuto finanziario, Eliseo che in modo miracoloso moltiplicò quel poco di olio che aveva fino a riempire i vasi di olio presi in prestito dai vicini di casa (2 Re 4:1-17). 
Anche se Dio ha creato l'universo dal nulla, prende di solito le cose normali della nostra vita e li usa, moltiplica o trasforma secondo i Suoi piani. Gesù è sufficiente ai nostri bisogni, avere Gesù significa avere tutto perché a Lui niente è impossibile! (Matteo 19:26; Marco 9:23).        
Noi siamo impotenti, ma Gesù è potente! 
Quello che è stato dato inizialmente sembrava insufficiente, ma nelle Sue mani è diventato più che sufficiente. Spesso abbiamo la sensazione che il nostro contributo a Gesù per l’opera Sua, sia scarso e insignificante, ma Gesù  può utilizzare e moltiplicare quel poco che gli diamo, che può essere il talento, il tempo, o denaro. 
Quando diamo a Gesù, le nostre risorse sono moltiplicate. Dunque, dai a Gesù quello che hai e vedrai grandi cose!

Così vediamo:
B) La Solerzia dei discepoli.
v.19: “Dopo aver ordinato alla folla di accomodarsi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi verso il cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alla folla”. 
Ma prima di vedere l’impegno dei discepoli nel distribuire il cibo moltiplicato di Gesù vediamo che Gesù fa accomodare la folla sull’erba e poi prendendo i cinque pani e i due pesci, alzati gli occhi al cielo rese grazie, poi li spezzò e li diede ai discepoli e i discepoli alla folla.
Alcuni studiosi vedono qui un’allusione alla cena del Signore (Matteo 26:26), ma è improbabile secondo altri studiosi. Il modo di ringraziare di Gesù guardando verso il cielo è tipicamente una pratica comune giudaica in relazione alla preghiera (Marco 7:34; Giovanni 11:41;17:1; Salmi 123:1). 
Gesù rese grazie prima di mangiare com’era normale per un ebreo per un pasto regolare (Atti 27:35). Ma questa preghiera probabilmente è stata ancora più significativa perché Gesù riconosceva il Padre come Dio del cielo come fonte di autorità e di potere dietro il miracolo che stava per accadere (Giovanni 11:42).
Questo passaggio ci porta a considerare come il cibo e tutti i doni vengono da Dio, Dio supplisce ai nostri bisogni per la Sua grazia il Salmi 23:1 c’è lo ricorda: “ Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca”.  Così anche l’apostolo Paolo in Filippesi 4:19: “Il mio Dio provvederà abbondantemente a ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù”.
Siamo chiamati a essere riconoscenti al Signore per il cibo che ci dona ogni giorno! La gratitudine è abbastanza rara nei confronti degli uomini, ma è ancora più rara verso Dio, ma chi lo conosce sarà riconoscente!
Il miracolo, dunque, si è verificato nelle mani di Gesù, Egli spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli per darli poi al popolo. I discepoli hanno agito come camerieri ai gruppi di persone affamate seduti sull'erba, hanno servito Cristo portando il cibo alla gente. I discepoli, nel portare il cibo alla gente, stavano facendo ciò che Cristo in precedenza li aveva sfidati a fare quando disse loro v.16: “date loro voi da mangiare!” 

Possiamo fare alcune riflessioni:
(1) Noi dobbiamo Preoccuparci di dare agli altri quello che il Signore ci dà in base ai loro bisogni.
I discepoli hanno ricevuto i pani da Gesù e poi li portano alla folla. 
         
(2) Noi dobbiamo Obbedire a Cristo e saremo in grado di fare ciò che Egli dice di fare! 
Mentre prima i discepoli non erano in grado di fare niente per la folla, ora in obbedienza a Gesù possono aiutare tutte quelle migliaia di persone. Con il compito, Gesù ci dà anche i mezzi e il sostegno necessari per realizzarli.

(3) Noi possiamo Pensare che possiamo essere strumenti di Gesù.
Gesù è autosufficiente e sufficiente per tutti i bisogni umani, ma opera anche attraverso gli uomini come ha fatto in questo caso. Che privilegio! Dio ci coinvolge nell’opera Sua!

(4) Noi siamo Stimolati a evangelizzare.
Come i discepoli hanno distribuito il cibo materiale così anche noi siamo incoraggiati a predicare il Vangelo, a portare il cibo spirituale alle genti. La fiducia che il Signore ci dona i mezzi necessari per servirlo e la compassione per i bisogni della gente, ci incoraggiano a evangelizzare, a diffondere il Vangelo. 

C) La Sazietà della folla.
v.20: “Tutti mangiarono e furono sazi; e si portarono via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene”.
I discepoli dovevano essere meravigliati di vedere che i pani e i pesci non mostravano segni di diminuzione mentre li distribuivano alla folla seduta sul prato, ma anche per il fatto che la gente era sazia. “Sazi”(chortazō) indica completamente soddisfatti, il massimo che si può mangiare.  
In Cristo possiamo essere sazi e lo siamo riguardo la salvezza! In Gesù abbiamo tutto pienamente (Colossesi 2:10). In Cristo il credente è benedetto di ogni benedizione spirituale (Efesini 1:3). Gesù è il pane della vita che soddisfa completamente! Chi lo riceve non avrà mai più fame (Giovanni 6:35,51,58). Gesù soddisfa l’anima pienamente del peccatore che si pente dei peccati e crede in Lui! 

Ma in questo testo vediamo anche:
D) La Sovrabbondanza del cibo.
vv.20-21: “Tutti mangiarono e furono sazi; e si portarono via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene.  E quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, oltre alle donne e ai bambini”. 
Oltre al fatto che mangiarono più di cinquemila persone, Matteo indica solo il numero degli uomini; secondo alcuni studiosi il numero complessivo poteva essere diecimila!, si riempirono dodici ceste piene!! 

Il numero "dodici" potrebbe semplicemente indicare che c'era un cesto per ciascuno dei dodici discepoli, o potrebbe anche significare pienezza e completezza, oppure il simbolo delle dodici tribù d’Israele (Matteo 19:28), quindi un ritratto del compimento messianico portato a Israele. 
Diversi studiosi sono convinti che qui non si tratti di uno spuntino casuale, ma prefigura il banchetto messianico, quando i credenti siederanno anche con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli (Matteo 8:11; 22:1-13; 26:29; Luca 1:53; 6:21; 14:15-24; 22:30), infatti, una caratteristica della benedizione messianica era la sovrabbondanza di cibo. 
Questa moltiplicazione, comunque raffigura le benedizioni abbondanti del regno di Dio secondo come dice Isaia 25:6. Proprio come Dio aveva fornito la manna agli ebrei nel deserto (Esodo 16) e aveva moltiplicato l'olio e farina per Elia e la vedova di Sarepta (1 Re 17:7-16) così anche di Eliseo (2 Re 4:1-7) l’olio per una vedova a cui erano stati sottratti i due figli per essere fatti schiavi dal creditore a cui doveva pagare un debito, Gesù fornisce il cibo abbondantemente in questo giorno. Forse oggi non ci rendiamo conto, ma è stato un impatto straordinario. 
La tradizione ebraica si aspettava che il Messia avrebbe ripetuto il miracolo della manna nel deserto. Quindi c’è uno sfondo di alcuni passi, dell’Antico Testamento, in particolare di Esodo 16 per la manna, la promessa del Salmo 132:15, il miracolo del profeta  Elia (1 Re 17:9-16) e la moltiplicazione dei pani ad opera del profeta Eliseo (2 Re 4:42-44). Gesù con questo miracolo perciò, affermerebbe di essere il Messia, il Re, quindi il Sovrano, il Signore.

CONCLUSIONE 
Questo miracolo è stato considerato come uno dei più ricchi dei miracoli di Gesù teologicamente parlando. 
Ha uno sfondo passato: la manna, i miracoli di Elia e di Eliseo; ha un’importanza per il presente:Dio provvede per il Suo popolo; ha un’importanza per il futuro:la festa del banchetto messianico. 

Ma noi vediamo ancora alcune applicazioni finali riguardo la moltiplicazione dei pani:
1) Gesù è Sovrano. 
Questo miracolo è una prova inconfutabile del potere divino del Signore, mostra che Lui è il Signore. 
Umanamente parlando sarebbe impossibile una moltiplicazione così. Nessun mago, impostore, o falso profeta sarebbe in grado di farlo con i loro trucchi. Solo Gesù poteva essere in grado di farlo perché è il Signore. 
Gesù è il Signore anche oggi. G. R. Beasley Murray: “Il Signore ha lasciato libera la sua tomba, ma non è vacante il suo trono”. Gesù regna! Gesù ha creato questo mondo, lo sostiene e lo controlla(Giovanni 1:3-4; 1 Corinzi 8:6; Colossesi 1:16-17; Ebrei 1:2-3). 
Perciò, come abbiamo visto siamo chiamati a dipendere da Lui come fecero i discepoli consapevoli che può cambiare le circostanze. 
Gesù è l'Alfa e l'Omega (Apocalisse 1:17; 2:8; 22,13), nel senso che è il Signore della storia, l’Onnipresente e l’Onnipotente (Matteo 1:23; 18:20; 28:18-20; Efesini 1:20-22; Filippesi 3:21). Perciò  affidiamoci a Lui e vedremo la Sua potenza fluire in noi (Giovanni 15:5;     Filippesi 1:11; 4:13). 

2) Gesù è compassionevole. 
Gesù si prende cura del Suo popolo provvedendo alle sue necessità, non dobbiamo essere ansiosi delle cose materiali, ma siamo chiamati a mettere prima Gesù e il Suo regno, poi il Signore provvederà (Colossesi 3:1-2; Matteo 6:25-34;). Gesù è in grado di provvedere ai bisogni del Suo popolo. La fame spirituale del popolo è completamente soddisfatta in Cristo oggi e per sempre (Isaia 25:6-8; 66:11; Giovanni 6:35). I bisogni materiali primari saranno soddisfatti (Matteo 6:33; 1 Timoteo 6:6). 
Inoltre non c'è nessuno che ci capisce come Gesù nella profondità del nostro cuore, per quello che proviamo davanti ai problemi, alle tentazioni e così via. Gesù ha la capacità perfetta di mettersi nei tuoi panni! 
In Lui tu puoi trovare un grande conforto che nessun altro ti può dare.

3) Gesù soddisfa l’anima dei peccatori per la loro salvezza.
J.C.Ryle: “La storia della croce ha ampiamente soddisfatto le esigenze spirituali degli uomini, ovunque è stato predicato”. Questo miracolo è un emblema vivace della sufficienza del Vangelo, quindi di Gesù che viene incontro e soddisfa  i bisogni dell’anima dell’uomo!  
Gesù è il pane della vita che è disceso dal cielo che da la vita al mondo (Giovanni 6:33)!
    
4) Gesù coinvolge il Suo popolo a collaborare con Lui per il progresso del Suo regno.
Dio ci ha creati e salvati per servirlo (Deuteronomio 10:12; 1 Tesslonicesi 1:9), per servirlo con gioia e di buon animo  (Salmi 100:2; Colossesi  3:23-24 ), con zelo (Romani 12:11). Il cristianesimo non è qualcosa di sedentario, ma è dinamico, è servizio a Dio! John Blanchard: “Moralmente, il cristiano è chiamato alla santità; dinamicamente, è chiamato al servizio”. 

5) Gesù c’insegna a condividere la comunione fraterna. 
Il significato di questa cena è anche di comunità. I pasti in comune erano simboli di amicizia, intimità e unità, che coinvolge la riconciliazione e il fare parte di un'unica famiglia, la famiglia del Signore, una famiglia universale (Matteo 8:11; Luca 13:29).      
Così nella provvidenza di questo pasto per le folle, Gesù invita a far parte della Sua nuova e unica famiglia (Efesini 2:19), di far parte del Suo regno e promette loro che provvederà alle loro esigenze. 
    
Tu fai parte della famiglia di Dio? Sei nato di nuovo da Dio? Sei stato rigenerato dallo Spirito di Dio? (Giovani 1:11-13; Tito 3:5; Giacomo 1:18; 1 Pietro 1:23).
Pentiti dei tuoi peccati davanti a Dio e affidati al  Signore Gesù per essere salvato dai tuoi peccati, confessandoli a Lui!