domenica 31 marzo 2013

In che senso e in che misura la Bibbia è la Parola ispirata di Dio?


In che senso e in che misura la Bibbia è la Parola ispirata di Dio?
Il versetto chiave della dottrina dell’ispirazione si trova in 2 Tim.3:16-17 che dice: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia,  perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona".
Lo studioso Renè Pache ha una buona definizione di cosa è l’ispirazione. “L’ispirazione è l’influenza determinante esercitata dallo Spirito Santo sugli autori dell’Antico e del Nuovo Testamento, che fa sì che essi annunzino e redigano in maniera esatta e con autorità il messaggio ricevuto da Dio. Questa influenza si è estesa fino all’uso delle parole per preservarle da qualsiasi errore ed omissione.”
Quindi l’ ispirazione è  l'influenza esercitata di Dio su gli scrittori della Bibbia, permettendo loro di trasmettere la  rivelazione di se stesso in forma scritta senza errori.Dio non ha parlato da solo, ma per mezzo degli uomini guidando le loro parole.
I profeti e gli apostoli non furono  che organi di cui si servì Iddio. Gli uomini che scrissero la Bibbia affermano che i loro scritti furono ispirati  da Dio  soprannaturale. La Bibbia, soprattutto dell'Antico Testamento, abbonda di affermazioni come: "Così dice il Signore: ...", "La Parola del Signore mi fu rivolta, dicendo ...", e affermazioni simili. Nei libri profetici (Isaia, Geremia, ecc.) ci sono più di 1.300 citazioni di questo tipo ! Nei libri storici (Samuele, Re, Cronache,ecc.), ci sono oltre 400 citazioni. Negli scritti mosaici (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), ci sono quasi 700 citazioni del genere. Quasi la metà di tutto il libro dell'Esodo, è costituito da istruzioni e prescrizioni riportate come citazioni dirette della voce di Dio stesso. Complessivamente ci sono oltre 2.600 di queste rivendicazioni dirette di ispirazione nell’Antico Testamento. Il popolo ebraico al tempo di Cristo credeva sulla divina ispirazione delle Scritture dell'Antico Testamento, e questo è stata una convinzione fondamentale in tutto il loro pensiero, infatti loro accettarono pienamente ed esattamente gli stessi libri dell’Antico Testamento che abbiamo noi oggi, come ispirati da Dio e quindi autorevoli.
Gli scrittori del Nuovo Testamento accettavano l’ispirazione dell’Antico Testamento, noi vediamo che gli citano l’Antico direttamente più di 320 volte e facendo centinaia di allusioni. Con queste citazioni si presume l’autorità divina e assoluta! Ma di particolare importanza è l’atteggiamento che ha il Signore Gesù Cristo verso l’Antico Testamento , il valore che dà alle Sacre Scritture. In Giov.10:35 dice: "la Scrittura non può essere annullata". Gesù in Matt.5:17 dice: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento". 
Gesù credeva a tutto l’Antico Testamento  (Luca 24:27,44-46). Ancora più interessante, se vogliamo è il fatto che Gesù abbia citato parti dell’Antico Testamento messi in ridicolo dagli scettici.  Gesù ha citato, ovviamente credendoli veri e autorevoli: il racconto della creazione dell’uomo citando i capitoli 1 e 2 di Genesi nel Vangelo di Matteo (Matt.19:24), ha fatto riferimento al diluvio (Matt.24:37-39). Ha citato la distruzione di Sodoma (Luca 17:26-32), la manna (Giov.6:31-35); i miracoli di Elia (Luca 4:25-27); Giona e i Niniviti (Matt.12:40-41,ecc,ecc.). 
Per quanto riguarda la natura dell’ ispirazione, l’ispirazione va con la rivelazione, Dio si è rivelato e parlava attraverso i profeti  molte volte e in molte maniere (sogni e le visioni, contatti diretti,ecc.) dice Ebrei 1:1. Non è il metodo, ma il risultato, dell’ispirazione che è importante. Anche se Dio può aver usato metodi diversi, ha usato lo stile e l’abilità, dello scrittore, ma ne ha guidato tutto il processo come dice 2 Pietro 1:21.
Per quanto riguarda le Scritture del Nuovo Testamento, Cristo aveva promesso ai suoi apostoli sarebbe stati guidati dallo Spirito Santo (Giov.14:26; 16:13-14). 
Gli apostoli erano consapevoli che quello che predicavano e scrivevano era Parola di Dio (Gal.1:11-12; 1 Tess.2:13; Apoc.1:1). Gli apostoli erano rappresentanti autorevoli di Cristo e autenticati dai segni miracolosi (Atti 5:12; 2 Cor. 12:12; Ebr.2:4). La loro testimonianza era orale, ma poi fu scritta e divenne autorevole e normativa nella chiesa alla pari dell’Antico Testamento (1 Tess. 2:13; 5:27; 2 Tess. 2:15; 3:6, 14; 2 Cor. 10:8; 13:10; Ef.3:1–4; Col.4:16; 1 Giov. 1:1–4; 4:6; Giov. 20:30–31. 2 Piet. 3:15–16; Giu.3; 2 Tim. 3:16; 1 Tim.5:18,ecc.).
La parte finale della parola di Dio è l’Apocalisse,la rivelazione di Gesù all’apostolo Giovanni (Apoc.1:1). Questo libro chiude la Bibbia (Apoc.22:18-21).
Come parola ispirata, ritornando a 2 Timoteo 3:16-17 vediamo che in primo luogo indica che la Bibbia è attendibile degna di essere creduta e accettata come Parola di Dio e in secondo luogo che la Bibbia è autorevole, questo implica che deve essere il metro di misura su ciò che dobbiamo credere e non credere e come dovremmo comportarci e non comportarci.

Bibliografia.  
Bill T. Arnold and Bryan E. Beyer, Encountering the Old Testament, A Christian Survey; Grand Rapids, Michigan. 1999.

Henry M. Morris and Martin E. Clark, The Bible Has the Answer,  1976, 1987 by Master Books, Inc. Database , WORDsearch Corp. 2007

Renè Pache,  l’ispirazione e l’autorità della Bibbia, edizione Unione Cristiana Edizioni Bibliche, 1978, Roma