lunedì 11 marzo 2013

Il perdono dei peccati


Giovanni 20:19-23: Il perdono dei peccati.
Un giorno una ragazzina ruppe una bellissima tazzina antica; piangendo portò i cocci a sua madre. La mamma vide il dolore della bambina e disse: “Ti perdono, butta pure i cocci in pattumiera”. Il giorno successivo la bambina vide nuovamente i cocci nella spazzatura, li raccolse e li portò nuovamente dalla madre; piangendo disse: “Mi dispiace tanto, mamma, di aver rotto ieri la tua tazzina”. La madre rispose: “Lascia i cocci in pattumiera, devono rimanere là. Non dimenticare che io ti ho perdonata”.  
Quando, per fede e con un pentimento sincero confessiamo i peccati a Dio “passando attraverso la croce di Cristo”, Dio ci perdona, ci accoglie, ci accetta! Pertanto un peccato confessato è morto. Seppelliscilo dunque e non ci ritornare più sopra! Forse per alcuni di noi questo è difficile da riconoscere, che nonostante i nostri peccati, nonostante quello che siamo Dio ci possa accogliere, accettare. 
Paul Tillich: “Dobbiamo imparare ad accettare di essere stati accettati, malgrado il fatto di essere inaccettabili”.  
Dio ci accoglie, ci perdona solo ed esclusivamente per la Sua grazia per il sacrificio di Gesù sulla croce. L'unico terreno su cui Dio ci può perdonare, quindi è la croce di Gesù. In questo sermone volevo meditare insieme a voi su tre aspetti del perdono di Dio: la necessità del perdono dei peccati; la natura del perdono dei peccati; una nota importante riguardo il perdono dei peccati.

I LA NECESSITÀ DEL PERDONO DEI PECCATI.
Il problema dell’uomo per cui necessita del perdono di Dio è il proprio peccato. Ognuno ha un modo suo di vedere il peccato, ma che cosa è il peccato secondo la Bibbia? 

Vediamo perciò prima di ogni cosa:
A) L’Entità del Peccato.
Non è facile sintetizzare ciò che è il peccato, ma possiamo dire che il peccato è una mancanza di conformità alla legge morale di Dio in azioni, atteggiamenti e desideri che sono appunto in contrasto con la natura e la legge di Dio (Esodo 20:1-17; Galati 5:20).
La legge di Dio si può racchiudere in due comandamenti come dice Gesù in Marco 12:29-31: "'…Ascolta, Israele: il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua'.  Il secondo è questo: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi'". 
Il peccato è la violazione della legge di Dio come dice l’Apostolo Giovanni in 1 Giovanni 3:4: “Chiunque commette il peccato trasgredisce la legge: il peccato è la violazione della legge”. 
Joel R. Beeke parlando del peccato afferma: “Il peccato, dunque, è qualsiasi deviazione dalla legge morale di Dio nelle nostre azioni, nei nostri atteggiamenti o nella nostra natura, sia che facciamo o siamo ciò che non dovremmo fare o essere(peccati di commissione) sia che non facciamo o siamo ciò che dovremmo fare o essere(peccati di omissione)”. 
Quindi qualsiasi deviazione morale dalla legge di Dio, che può essere  “nel fare” o “non fare” è peccato!  
Interessante è la definizione del teologo T.C. Hammond sul peccato: “La Bibbia presenta il peccato, come ribellione alla volontà divina (Genesi 2:16-17; 3:1-6; 1 Giovanni 3:4) e rifiuto di ascoltare quando Dio parla (Ebrei 12:25; 2:2-3). In altre parole il peccato è in primo luogo, un atto o atteggiamento di disubbidienza a Dio (Romani 5:19).”  
Dunque possiamo affermare che il peccato vorrebbe detronizzare Dio e mettere sul trono qualsiasi altra cosa. Così il peccato è la dichiarazione di indipendenza dell'uomo da Dio, è ammutinamento morale, una sfida a Dio. Il peccato è il rifiuto della Signoria di Dio e la disobbedienza alla volontà di Dio, una manifestazione di disprezzo verso l’autorità sovrana di Dio. 
La cosa più triste è, come la Bibbia, che il peccato dell’uomo ha contagiato o inquinato e danneggiato ogni parte della propria natura: la mente, i sentimenti, la coscienza, i pensieri (Geremia 17:9; Matteo 15:19-20; Efesini 4:18; Tito 1:15). Pertanto abbiamo bisogno di essere purificati, di essere perdonati. 

Il secondo aspetto riguardo la necessità del perdono dei peccati è:
B) L’Universalità del Peccato. 
(1) Tutti (gli uomini e donne) siamo Peccatori.
Per natura, quando nasciamo, siamo peccatori (Salmi 51:5; Romani 5:8; Efesini 2:3). Nessun bambino ha bisogno di essere scolarizzato o istruito per imparare a peccare, gli viene naturale farlo! Tutti gli uomini hanno bisogno di perdono, perché tutti gli uomini siamo peccatori. 
Isaia 64:6: "Tutti quanti siamo diventati come l'uomo impuro, tutta la nostra giustizia come un abito sporco; tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquità ci porta via come il vento". 
L’universalità del peccato, è sottolineata anche dall’apostolo Paolo in Romani 3:9-12: "Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottomessi al peccato,  com'è scritto: ‘Non c'è nessun giusto, neppure uno.  Non c'è nessuno che capisca, non c'è nessuno che cerchi Dio.  Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti. Non c'è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno'". 
E poi ancora in Romani 3:23: “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”. Chi dice di non essere un peccatore è bugiardo e fa Dio bugiardo! 1 Giovanni 1:8-10: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi”.  

(2) Tutti (uomini e donne) siamo Colpevoli.
Siamo tutti peccatori colpevoli agli occhi di Dio. Non lo amiamo con tutto noi stessi e non amiamo il nostro prossimo come curiamo noi stessi. Abbiamo trasgredito la Sua santa legge. Abbiamo trasgredito i suoi precetti. Non c'è un comandamento che non ci condanna. Se non li abbiamo trasgrediti con le azioni, li abbiamo trasgrediti con le parole, o con i pensieri. Tutti siamo colpevoli Romani 3:19-20: “Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato”. 
“Sia chiusa ogni bocca” evoca l’immagine dell’avvocato difensore in tribunale che quando è il suo momento di fare l’arringa in difesa di chi assiste, rimane senza dire una parola, perché è schiacciato dalle prove contro di lui. 
Le prove della peccaminosità del genere umano sono evidenti, la legge di Dio fa vedere, smaschera quanto la singola sia peccatrice, responsabile del proprio peccato e quindi colpevole (hupódikos) davanti a Dio, sottoposto al giudizio di Dio, perseguibile per le violazioni della volontà di Dio, con la terribile condanna meritevole che li attende. 

Il terzo e ultimo aspetto riguardo la necessità del perdono di Dio è:
C) La gravità del peccato. 
Romani 6:23: “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”. 
Thomas V. Moore: “Il peccato è quella cosa abominevole che Dio odia”. Dio è santo e come tale odia il peccato sia manifesto che intimo, con un odio ardente e perfetto (Proverbi 6:16-19; 8:13; 15:9). Dio ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, per tollerare lo spettacolo dell'iniquità (Abacuc 1:13). 
L’odio che Dio ha per il peccato, lo possiamo vedere dai giudizi che segnano la Bibbia dall’inizio alla fine, ma soprattutto il Suo giudizio su Gesù, Suo Figlio. Arthur W. Pink parlando dell’odio che Dio ha per il peccato dice: “Nemmeno tutti gli strali del giudizio che sono o saranno scagliati su questo mondo malvagio, né la fornace ardente della coscienza di un peccatore, né la sentenza inappellabile pronunciata contro i demoni ribelli, né i lamenti delle creature dannate, possono dare sufficiente dimostrazione dell’odio che Dio prova per il peccato, più di quanto lo faccia l’ira di Dio scatenata sul Suo Figlio.” 
La santità e la giustizia di Dio richiede necessariamente la punizione del peccato! Dio non è Babbo Natale e nemmeno un vecchio indulgente, un Dio che chiude gli occhi sul peccato! Dio è un giusto giudice! (Genesi 18:25; Esodo 34:5-7; Salmi 7:11; Romani 1:18; 2:5, 2 Timoteo 4:8). 
Dio un giorno giudicherà il mondo nel Suo giudizio finale! (Ebrei 9:27; Apocalisse 20:11-15). Vedete perché l’uomo ha bisogno di essere perdonato? Il giudizio di Dio è e sarà sul peccatore se non è perdonato (Giovanni 3:36; Romani 1:18; 2:5; 5:9-11).

II LA NATURA DEL PERDONO DEI PECCATI.
A) La Spiegazione di Perdono. 
Il perdono è basato sul favore immeritato di Dio. È puramente un atto libero della grazia  di Dio. 
“Grazia” (cháris) significa favore immeritato e liberamente concesso (Efesini 1:7). Il perdono è l'atto giuridico di Dio, per cui Dio rimuove le accuse che gravano nei confronti del peccatore e lo libera dal peso della colpa ristabilendo il rapporto distrutto o interrotto dal peccato. 
Tramite il perdono, Dio non compie il giudizio sul peccatore perdonato (Salmi 32:1-5; 78:38-39; Romani 8:1). Quindi, il perdono è solo ed esclusivamente una prerogativa divina (Marco 2:1-12). Cosa significa allora il v.23: "A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti?" Questo non significa che gli apostoli e quindi anche oggi certi uomini, avevano e hanno il potere da Dio di assolvere i peccati degli uomini. Un uomo non può assolvere, liberare, sciogliere i peccati di altri uomini!! 
La confessione fatta a un uomo dei propri peccati non ottiene il perdono di Dio! Solo Dio può perdonare i nostri peccati (Salmi 32:1-2; Isaia 38:17; 44:22; 43:25; Luca 5:21-24). Nessun uomo nella Bibbia ha assolto i peccati di un altro uomo. 
Il peccato è la trasgressione della legge di Dio, quando pecchiamo, stiamo sbagliando e offendendo Dio, perciò a Lui dobbiamo confessare i peccati e chiedere perdono, solo Lui ci può perdonare. Il reato del peccato è commesso contro Dio e solo Dio ha il potere di perdonarci. 
Il senso delle parole di Giovanni 20:23 è dichiarativo, cioè non è l'assoluzione o il potere di assolvere i peccati in sé, ma solo il dichiarare quanto è stato fatto da Dio al peccatore che crede e si pente dei propri peccati, cioè dichiarare il perdono dei peccati. Quelli che rifiutano di accettare il perdono inevitabilmente rimangono nei loro peccati. Dunque l’uomo non può assolvere i peccati, non ha l’autorità di assolvere o di ritenere i peccati degli uomini, ma può proclamare il perdono dei peccati che Dio opera in Cristo! 
Questo è confermato in Luca 24:46-47: “Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme”. Gesù perdona i peccati in risposta al ravvedimento predicato. Del resto noi vediamo nel Nuovo Testamento che gli apostoli non si sono mai arrogati della facoltà di assolvere i peccati, né nel libro degli Atti e nemmeno nelle lettere si legge che gli anziani o i vescovi hanno l’autorità di ricevere la confessione e di assolvere dai peccati.  
I discepoli non avevano il potere di perdonare i peccati, perché solo Dio può rimettere i peccati, ma Gesù ha dato loro il privilegio di proclamare ai nuovi credenti che i loro peccati sono stati perdonati perché hanno accettato il messaggio di Gesù. 
Tutti i credenti hanno questo stesso privilegio. Siamo in grado di annunciare il perdono dei peccati con certezza quando il peccatore si pente dei propri peccati davanti a Dio e crede in Gesù (Atti 20:21).

B) Il Significato di Perdono.
Quattro aspetti del perdono di Dio:
Il primo aspetto è:
(1) La Rimozione.
Il perdono è la rimozione del peccato. La maggior parte delle immagini bibliche che riguardano il perdono si riferiscono a sbarazzarsi del peccato in una forma o nell'altra. Salmi 103:12: “Come è lontano l'oriente dall'occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe”. 
In Zaccaria 3:9 è scritto che il Signore degli eserciti toglierà via l’iniquità; in Michea 7:19 getterà in fondo al mare i nostri peccati; in Isaia 44:22 il Signore ha fatto sparire come una nebbia e una nuvola i peccati; in Isaia 38:17 ha gettato dietro le Sue spalle tutti i peccati; in Ebrei 9:26 si parla di mettere via il peccato (rimuovere, annullare athétēsis); di coprire il peccato in Salmi 32:1 e Romani  4:7; di cancellare le colpe in Salmi 51:9; Isaia 43:25 e Geremia 18:23. Il perdono può essere raffigurato come un lavaggio (Salmi 51:7; Isaia 4:4; Atti 22:16); come una purificazione (Isaia 1:18; Ebrei 9:22; 1 Giovanni 1:7-10).

Il secondo aspetto è:
(2) La Cancellazione.
Efesini 1:7:7 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia. 
“In lui”, dal contesto si riferisce a Gesù. Pertanto non c’è perdono senza Cristo. Gesù si è caricato addosso i nostri peccati ed è morto al posto del peccatore sula croce (1 Pietro 2:24; 3:18; Romani 3:23-25).
Il perdono ( áphesis da aphíēmi che significa lasciare andare o mandare via come il servo a cui fu condonato il debito Matteo 18:27-35; Matteo 6:12; Isaia 40:2; Colossesi 2:14) è la cancellazione o la remissione di un debito o di una condanna per i nostri peccati. 
Ogni persona ha un grande debito a causa dei propri peccati davanti a Dio che non è in grado di pagare. La cancellazione del debito di Dio del peccatore può essere illustrata con questa storia che segue. 
Un medico scozzese era appena morto. Era molto conosciuto sia per le sue qualità professionali e sia per la sua carità verso i poveri che curava senza pretendere da loro alcun onorario. Dopo la sua morte i suoi parenti iniziarono a regolare i suoi affari privati e aprirono così il suo libro contabile. Il libro era molto ben tenuto, a ogni pagina vi erano nomi di malati seguiti dalle seguenti parole scritte con inchiostro rosso:“quietanzato troppo povero per pagare”. Sua moglie che non condivideva i sentimenti di generosità del marito, non poteva rassegnarsi a vedere tutti questi debiti regolati così in modo sommario, interpellò a questo riguardo il giudice competente. Il giudice esaminò i libri, poi chiese alla vedova:”lei ammette che sia stato suo marito a fare queste annotazioni con l’inchiostro rosso?” “Certo,” rispose la vedova “è la sua calligrafia”. “In questo caso”, disse il giudice, “non esiste corte di giustizia nel nostro paese che abbia la facoltà di dichiarare insoluta una nota sulla quale figura la parola quietanzato, scritto dalla mano del creditore”.  
Quindi il perdono è l’esenzione del debito che si ha verso Dio che non siamo in grado di pagare, di soddisfare! 
Il perdono è non imputare gli uomini le loro colpe, non addebitarli (2 Corinzi 5:19; Romani 4:8); non ricordarli (Geremia 31:33-34; Ebrei 8:12).

Il terzo aspetto è:
(3) La Riconciliazione.
Il perdono è la riconciliazione con Dio. L’immagine è quella del figliol prodigo che si era allontanato dal padre e che ritorna a casa e viene accolto nuovamente dal padre (Luca 15:18-20). Con il perdono Dio, riporta al suo precedente stato la relazione personale interrotta. Con il perdono Dio ci riconcilia con sé!  
Romani 5:9-11: "Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione".  
Così anche 2 Corinzi 5:19: “Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione”. 

Il quarto aspetto del perdono è:
(4) La Perfezione.
Quando Dio perdona, perdona in modo perfetto! In riferimento al Nuovo Patto, quindi al Signore Gesù (Matteo 26:26-28). 
In Geremia 31:33-34 è scritto: "'ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni', dice il SIGNORE: 'io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: -Conoscete il SIGNORE!- poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande', dice il SIGNORE. ‘Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato'". 
Quando Dio perdona non si ricorda più dei peccati! 
L’apostolo Giovanni lo afferma categoricamente 1 Giovanni 2:12: “Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtù del suo nome”. Dio allontana definitivamente i peccati, nel senso di perdonarli (Salmi 103:12), li butta in fondo al mare (Michea 7:18); li cancella (Isaia 43:25). 
La domanda è lo fa per alcuni peccati? Assolutamente no! Dio perdona tutti i peccati (Isaia 38:17; Colossesi 2:13), anche quelli più terribili! Non ha importanza quanto numerosi possano essere, quanto gravi possono essere e quante volte possiamo peccare…Dio perdona in modo perfetto! Riposa su questo! Quando Satana ti accusa per i tuoi peccati, se sei in Cristo, ricordagli che Dio ti ha rivestito di abiti magnifici! (Zaccaria 3:1-5). Ti ha tolto degli abiti sporchi e ti ha rivestito degli abiti puliti di Cristo, della giustizia di Cristo! (Isaia 64:6; Romani 13:14; Filippesi 3:8-9).

CONCLUSIONE.
Con il perdono Dio allontana i nostri peccati totalmente, in modo completo e incondizionato (Salmi 103:12; Isaia 38:17; 43:25; Michea 7:19).
Abbiamo visto la necessità del perdono dei peccati e la natura del perdono dei peccati e questo si trova solo in Cristo, in questo modo chi è perdonato non sarà accusato e condannato da Dio, è irreprensibile grazie a Gesù Cristo (Colossesi 1:21-22). Ma il perdono non è automatico, è necessaria la fede (Atti 10:43); il ravvedimento (Luca 24:46-47); la confessione a Dio dei peccati (Salmi 32:1-5; 1 Giovanni 1:8-10).
Hai la certezza che i tuoi peccati sono stati perdonati? Se non hai questa certezza, devi credere in Gesù che è morto per i tuoi peccati, confessarli a Dio, Colui che tu hai offeso con i tuoi peccati e pentirti dei tuoi peccati.
Se hai la certezza che i tuoi peccati sono stati perdonati, ringrazia Dio ogni giorno per questa grande benedizione!