lunedì 25 febbraio 2013

Perché adorare Dio.


Salmo 34:4-10: Perché adorare Dio.
Il 23 maggio 1939, il sottomarino "Squalus", un'imbarcazione di cinque milioni di dollari, affondò al largo di Portsmouth, New Hampshire. La famosa campana di salvataggio "McCann" è stata utilizzata per la prima volta. Attraverso questa forma di valvola a campana, i soccorritori furono in grado di raggiungere e di salvare i trentatrè uomini intrappolati all'interno. Quando la squadra di soccorso  raggiunse il sommergibile colpito, colpirono con un metallo lo scafo, nel tentativo di individuare i marinai. Gli uomini imprigionati, rispondendo in modo simile, chiesero nel linguaggio del codice Morse: "C'è qualche speranza?". 
Quante volte si chiede in casi di problemi o di malattie: "C'è qualche speranza?". La speranza di essere liberati, di venire fuori dai guai. Davide aveva la speranza in Dio, ha sperimentato Dio come liberatore.
Davide dopo aver adorato il Signore nei vv.1-3, ora dice il motivo dell’adorazione testimoniando del fatto che ha sperimentato la potenza liberatrice di Dio! Il Signore lo esaudì e rispose a lui quando lo chiamò nel suo momento di difficoltà. Perciò il motivo dell’adorazione è l’ascolto e la liberazione da parte di Dio! La liberazione di Dio non è solo per Davide, ma per tutti coloro che temono Dio! Noi vediamo l’importanza della preghiera per le circostanze avverse della vita. 
In questi versetti vediamo che Dio è un Dio che libera.
In questi versetti vediamo che:
I DIO VA CERCATO (vv.4,10).
Davide ha cercato il Signore.

A) Ha cercato (dā∙rǎš) il Signore è l'opposto di guardare gli dèi tradizionali dei popoli. 
Indica il cercare il vero Dio.
(Deuteronomio 4:29; Osea 10:12; Amos 5:4,6; Isaia 9:12; 31:1; 55:6; 58:2; 65:10; Geremia 10:21; 29:13; Lamentazioni 3:25; 1 Cronache 16:11; 28:9; 12:14; 14:3,6; 15:2,12; 2 Cronache 16:12; 22:9;  26:5; Salmi 9:11; 22:27; 34:5,11; 119:2,10). 
Israele è chiamato a salmeggiare al Signore e a raccontare tra i popoli le sue vie, perciò implica il non seguire gli idoli pagani (Salmi 9:11 ). Amos 5:4: "Perché così dice il SIGNORE alla casa d'Israele: Cercatemi e vivrete". Salmi 105:4 esorta a cercare il Signore e la sua forza, a cercare sempre la sua faccia! 
“Cercare” è un verbo che significa “informarsi”, “esaminare”, “richiedere”. Si riferisce a consultare Dio nella preghiera (Genesi 25:22). Questo verbo veniva anche usato come termine tecnico per indicare la visita al santuario dove si andava a pregare (1 Cronache 21:30; 2 Cronache 1:5; Amos 5:5 )  o a chiedere rivelazioni tramite il profeta (Numeri 27:21; 1 Samuele 9:9; 1 Re 22:8). 
Oppure il cercarlo per entrare in relazione con lui, per la conversione (Isaia 55:6). Secondo il v.6 sembra indicare un contatto di preghiera diretto e personale con Dio nel momento senza andare nel santuario.

B) Dio ha risposto alla preghiera di Davide liberandolo da ciò che gli incuteva terrore.
Chi cerca il Signore sarà notevolmente ricompensato! Quando i credenti invocano il nome del Signore significa afferrare il potere illimitato di Dio che agisce in nostro favore secondo i suoi progetti! Questo è sufficiente per soddisfare qualsiasi esigenza nella vita. Questo è ciò che Davide ha realizzato nella sua esperienza per grazia di Dio. 
“Liberato” (nāṣal vv.4,17,19) significa  “strappare via”, “salvare”, “tirare via”. Indica la rimozione o la liberazione da tutti i tipi di restrizioni, di oppressioni! 
Liberazione spesso indica il potere di un unico ente che supera il potere di un altro, indica una forza un potere superiore (Genesi 32:11; 1 Samuele 12:21; Salmi 79:9; Osea 2:10). Dio è più potente dei nostri nemici! Il termine è stato utilizzato innumerevoli volte da Davide, che richiedeva a  Dio di liberarlo dai suoi nemici che cercavano di ucciderlo.
In altri Salmi la parola è usata in senso salvifico per la liberazione dai propri peccati (Salmi 39:8 ) o dalla morte (Salmi 33:19; 86:13). Molti di noi hanno sperimentato la liberazione di Dio per la salvezza dei propri peccati e quindi di una morte spirituale, quando abbiamo invocato il nome di Gesù. Non siamo più schiavi dei peccati se abbiamo Cristo, ma a volte la tentazione è forte e Gesù in Matteo 26:41 ci dice che lo spirito è pronto, ma la carne è debole e ci esorta a stare svegli e a pregare per non cadere in tentazione! 
Quando noi siamo in una situazione difficile, intrappolati da una minaccia esterna, Davide con la sua esperienza ed adorazione ci incoraggia a pregare Dio per essere liberati! Davide ha pregato il Signore e il Signore gli ha risposto lo ha liberato da tutto ciò che gli incuteva terrore! 
“Terrore” (māgôr) sono le paure. Il concetto fondamentale di base della parola terrore “è un senso di sventura imminente”.  Nell’Antico Testamento la parola è usata per indicare la paura che la propria vita è minacciata da una trama contro di lui (Salmi 31:13), o la paura di un soldato che si ritira davanti a un nemico invincibile (Isaia 31:9; Geremia 6:25) o gli orrori che ricadranno su coloro che affrontano il giudizio di Dio, come è successo quando Gerusalemme è stata attaccata dai babilonesi e molti sono stati uccisi (Lamentazioni 2:22). 
Ma a volte il termine descrive solo sentimenti astratti (Proverbi 10:24; Isaia 66:4 ). 
Ci sono persone che non sono colpite da tragedie, ma che hanno diverse paure di quelle tragedie: il terrore che ci ammaleremo di una brutta malattia, di perdere il lavoro e così via. Ebbene se sei tra queste, se hai una paura che non è reale, concreta portala a Gesù ed egli ti darà la sua pace. 
Filippesi 4:6-7: "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù". 
Altre volte, abbiamo detto sono paure concrete, pericoli che si vivono. Se stai vivendo una situazione difficile prega il Signore che abbia pietà di te! Davide è stato liberato da ciò che gli incuteva terrore! Essere credenti non significa non soffrire, essere immuni dai problemi, ma Dio sarà con noi! Qualunque siano le tue angosce astratte, soggettive o reali e oggettive, per Dio niente è impossibile! Basta leggere le liberazioni che Dio ha realizzato nella storia del suo popolo come dal popolo egiziano e via via nella conquista della terra promessa! (Deuteronomio 2-3 ). 
Possiamo avere una certezza che Dio libera dal peccato e dall’inferno per coloro che hanno accettato Cristo!

II DIO NON DELUDE. (v.5).
A) Quelli che lo guardano sono illuminati.
(1) Guardano è qualcosa di intenso.
Guardare a lui indica “uno sguardo di intenso desiderio”, “attento”, e non una rapida occhiata. “Guardano” (naḇaṭ) è usato per la vista acuta dell’aquila che osserva da lontano la sua preda  e lo fa con attenzione (Giobbe 39:29 ). È usato per la liberazione o la salvezza come dovevano guardare gli Israeliti il serpente di rame per rimanere in vita quando il serpente lo mordeva (Numeri 21:9). Il senso qui è quello di guardare a Dio con un intenso desiderio Dio e il suo aiuto (Isaia 22:8,11).

(2) Illuminati (nāhar).
“Illuminati” significa “essere radioso”. Significa a “splendere”, “brillare”, nel senso di essere raggianti di gioia (Isaia 60:5 ; Geremia 31:12).
 Coloro che invocano Dio per essere aiutati riflettono la gloria di Dio come quella di Mosè che aveva il viso raggiante dopo aver parlato con Dio e nessuno osava avvicinarsi e Mosè si copriva il volto con un velo (Esodo 34:29-35). Le persone che sperimentano la potenza liberatrice di Dio sono raggianti, non hanno un viso cupo! C’è la luce del Signore!

B) Nei loro volti non c’è delusione.
“Delusione” (ā∙pǎr) è “essere caduto in disgrazia”, “ vergogna”. (Salmi 83:17; Isaia 1:29; 24:23;  Geremia 15:9; 50:12; Michea 3:7; Proverbi 13:5; 19:26;  Isaia 33:9; 54:4). La vergogna della sconfitta militare! I credenti in Cristo sono più che vincitori possono affrontare le lotta spirituale ed i problemi della vita sapendo che non saremo schiacciati da tutto ciò e allontanati dal suo amore! 
Romani 8:35-39: "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?  Com'è scritto: 'Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello'.  Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati.  Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né  cose  presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore". 
Per il giusto perciò la paura, il terrore, la tristezza, e la vergogna non hanno posto perché Dio è presente nella sua vita.

III DIO PROTEGGE (vv.6-7).
A) Dio protegge dalle disgrazie. (v.6).
“Questo afflitto” (ā∙nî) indica ancora dolore, miseria. Essa si riferisce ad uno stato di oppressione o di disagio estremo, fisicamente, mentalmente e spiritualmente. (Genesi  16:11; 29:32; 31:42; Esodo  3:7, 17; 1 Samuele 1:11; 2 Re 14:26; Salmi  9:13; Isaia 48:10).
Davide ha gridato a Dio e Dio lo ha salvato da tutte le sue disgrazie (Salmi 3:5; 27:7; 34:7; 56:10; 69:4; 102:3; 116:2 ). 
“Salvato” (yāša) indica  aiutato, liberato, difeso. Il Signore è colui che salva, a lui appartiene la salvezza (Isaia 33:22 ; Sofonia 3:17 ). L'idea di base di questo verbo è portare ad un posto di sicurezza o di pascolo ampio rispetto ad uno canale stretto, simbolo di disagio e pericolo. 
La parola esprime il concetto di liberazione dall’angoscia (Giudici 10:13, 14); liberazione dalla morte certa (Salmi 22:21); dai nemici (Deuteronomio 28:31 ; Giudici 6:14), la vittoria in tempo di guerra (1 Samuele 14:6 ), aiuto in un momento di bisogno (2 Re 6:26-27; Salmi 12:1).
“Disgrazie” (ṣārāh) indica “difficoltà”, “disagio”, “guai”, “sofferenza” “ qualcosa che ti limita” “una circostanza sfavorevole con un dolore emotivo” “ l’angoscia per la situazione in cui ti senti impotente” ( Deuteronomio 31:17 ). 
Dio offre il suo rifugio al suo popolo (Genesi 35:3; Giobbe 5:19; Salmi 9:9). 
Il salmista non descrive la natura delle sue difficoltà, ma testimonia che la liberazione è avvenuto dopo che ha cercato il Signore, il disagio è sparito.

B) Dio protegge mediante l’Angelo. (v.7)
L’Angelo è accampato attorno quelli temono il Signore. Noi vediamo ancora qui un termine militare, infatti accampare  (ḥānāh) è un termine che indica “fare un campo militare”, “bivaccare in prossimità di un nemico”, come un preludio alla guerra o battaglia (Giosuè 4:19;  2 Samuele 12:28; 2 Re 25:1; Salmi 27:3;  Isaia 29:3).
L’Angelo del Signore è una speciale manifestazione di Dio stesso, infatti, in alcuni testi, sembra impossibile distinguere tra l'angelo del Signore e il Signore stesso (Genesi 16:7-13; 21:17; 22:11-18;  24:7,40; 31:11-13; 48:16; Esodo 3:2-10; Giudici 6:12-14; 13:21-22). 
L'Angelo sembra possedere la piena autorità e il carattere di Dio. L’Angelo del Signore svolgeva funzioni speciali in particolari momenti della storia di Israele. I riferimenti dell’Antico Testamento in relazione all’Angelo del Signore parlano dell'intervento della bontà del Signore verso il suo popolo, a volte a una persona, a volte su scala nazionale. 
Lo vediamo come guida e protettore in Esodo 14:19, quindi compagno di viaggio nel deserto per Israele (Esodo 23:20; 33:2; Numeri 20:16), ma anche come distruttore per il giudizio di Dio (2 Samuele 24:16; Salmi 35:5-6) l'angelo del Signore è visto come una forza con cui si chiede di affrontare i malvagi. Perciò l’Angelo del Signore combatterà per chi lo teme e ci proteggerà!
I credenti oltre al peccato hanno il diavolo come nemico. Non aver paura del diavolo!Dio è più grande, è più forte! (1 Giovanni 4:4). L’Angelo del Signore ti protegge!

IV DIO PROVVEDE. Vv.8-10
A) Dio provvede a chi confida in lui. V.8
Un ex insegnante di chimica chiese ad un credente, se esistesse un laboratorio spirituale per scoprire se Cristo è reale, il chimico voleva valutare Gesù come si valutano in laboratorio le sostanze chimiche. Al che il credente rispose: “Metti la tua vita nelle mani di Cristo e lui si mostrerà realmente nella tua vita”. 
Davide fa un primo invito a provare la bontà del Signore, visto che lui l’ha sperimentata.

(1) Provate e vedrete (imperativo) quanto il Signore è buono.
La parola “provate” (ṭā∙ǎm) è mangiare, gustare, fare l’esperienza. 
Usato per il gustare una porzione, un campione di cibo, letteralmente è fare l’esperienza attraverso le papille gustative (1 Samuele 14:24 , 29, 43; 2 Samuele 3:35; 19:36; Giobbe 12:11; 34:3; Giona 3:7).
“Buono” (ṭûḇ)  non è la perfezione morale anche se non è esclusa, ma è piuttosto che è generoso e dona ciò che è  benefico, che ci farà del bene ( Esodo 33:19; 1 Cronache 16:34; Salmi 145:9). 
“Vedrete” (rāāh), si riferisce ovviamente a fare l’esperienza che Dio è buono, imparare a conoscerlo ( Deuteronomio 1:31; 11:2 ); fare l’esperienza (Geremia 5:12; 14:13; 20:18; 42:14).
Come se io vi dicessi andiamo in quella pasticceria e facciamo un assaggino di un cannolo, hanno detto che sono davvero buoni. Così andiamo e proviamo! Se sono davvero buoni non rimarremo delusi! Davide non propone di accettare un credo, né suggerisce un dibattito di sistemi di valori diversi, ne sostiene una filosofia, ma invita solo ad un semplice test pratico attraverso la fede in Dio. Noi non siamo immuni dagli assalti del demonio e le conseguenze della caduta. Tuttavia, abbiamo la promessa di protezione di Dio e la fornitura. Dio salva le nostre anime, guarisce i nostri corpi, provvede secondo i nostri bisogni. È vero che non tutte le esperienze del suo regno sono visibili in questa vita, ma i segni della sua bontà ci sono evidenti.

(2) Beato l’uomo che confida nel Signore.
“Beato” (āšar) indica essere felice, contento. Perciò la vera felicità non è nei soldi, negli averi, nel sesso, nel potere o in qualche persona, la felicità è in Dio! Essere nelle sue grazie! “Confidano” (ḥāsāh) significa “rifugiarsi in”, cioè, andare in un posto in cui si troverà la sicurezza, il riposo, o la comodità, il che implica il luogo di rifugio un sicuro (Giudici 9:15; 2 Samuele 22:3,31; Isaia 14:32;  Salmi  2:12;  5:11; 7:1; 11:1). 
Salmi 91:1-7: "Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al SIGNORE: 'Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!'  Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale. Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. Tu non temerai gli spaventi della notte, né la freccia che vola di giorno, né la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa in pieno mezzogiorno.  Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito".

B) Dio provvede a chi lo teme.
Ma oggi vediamo nella nostra società che non c’è il timore di Dio come dice anche Romani 3:18. Un simbolo della nostra arroganza si trova nell’epigramma scolpito sopra una porta di un salone del Titanic: "Neanche Dio può affondare questa nave". Una bestemmia che ancora oggi marcisce sul fondo dell'Atlantico. Oggi la stragrande maggioranza delle persone non ha alcun timore di Dio. Invece la nostra lista di paure comprende arsenali nucleari, il cancro, le radiazioni del sole, i deficit di bilancio, l'influenza suina, l'AIDS, ma la maggior parte di noi ha perso di vista il timore di Dio! Dio è considerato come quei presidenti che hanno una posizione di onore, mentre in realtà non hanno nessuna autorità!

(1) Con un tono di comando Davide esorta a temere il Signore.
Davide invita chi appartiene al Signore a temere il Signore. Il timore di Dio è un concetto centrale nella Bibbia.
o Temete  (yārē) significa “paura”,  “rispetto”, “riverenza”, “terrore”, “tenere in grande considerazione”, ha il significato di base di “tremare”.

o Chi lo teme gli ubbidisce, osserva le sue leggi.
Abramo lo ha mostrato quando ubbidì nell’offrire in olocausto Isacco (Genesi 22:12); i capo israeliti collaboratori Mosè dovevano essere timorati di Dio disposti a imparare i decreti e le leggi di Dio (Esodo 18:21; Deuteronomio 6:2). 
Aveva ragione Charles Bridges quando disse: “Ma cos’è questo timore del Signore? È una riverenza affettiva per mezzo della quale il figlio di Dio si sottomette umilmente alla legge del Padre”. Quindi un rispetto affettivo dei figli di Dio verso Dio. Il timore di Dio è la devozione a Dio che si manifesta nell’ubbidienza, nell’adorazione, nel culto. Chi teme Dio vive in accordo con la volontà di Dio seguendo le leggi di Dio! (Deuteronomio 17:19-20; 31:11-13 ). Così il timore del Signore è in realtà sinonimo di una vita retta, giusta.

o Il timore di Dio è la giusta consapevolezza della grandezza di Dio. (Esodo 15:11; Salmi 130:4; Deuteronomio 10:21; 2 Samuele 7:23).

Il timore di Dio è associato quando l’uomo sperimentava Dio:
1) Nasce dall'esperienza della presenza Dio, quando Dio si manifestava direttamente (Esodo 20:18, 20; Deuteronomio 5:5; Salmi 76:9; Genesi 28:17; Daniele 10:12,19; Esodo 3:6).

2) Nasce dalle opere del Signore come l'attività storica e la dimostrazione della sua potenza. (Isaia 25:3; 41:5; Geremia 10:7; Zaccaria 9:5; Salmi 65:9; 76:9; Giobbe 6:21; Esodo 14:31; Michea 7:17; 1 Samuele 4:7 e segg.).

3) Nasce dalla consapevolezza della sua santità.
Il fatto che Dio è inaccessibile nel senso che nessuno lo può vedere e vivere (Esodo 15:11; Deuetronomio 7:21; 10:17; Sofonia 2:11). 
L’incontro con Dio veniva considerato letale, pericoloso (Genesi 16:13; 32:31; Esodo 19:21; 24:10-11; Giudici 6:22-23; 13:22; 1 Samuele 6:19; Isaia 6:3).

4) Nasce da interventi a favore della persona e la punibilità a chi fa il male (Salmi 40:4; 52:8; 64:10).
Perciò John Brown dice a riguardo: "Noi dobbiamo possedere il timore di Dio, cioè dobbiamo possedere il senso della sua grandezza infinita la quale è rivelata nelle sue opere e nella sua parola. Esso ci dona la convinzione che il suo favore sia la più grande benedizione che l’uomo possa ricevere e che la sua disapprovazione sia invece il peggiore dei mali. Il timore di Dio si manifesta in modo pratico quando ci spinge a cercare il favore di Dio…questo è il timore che il cristiano deve ricercare e manifestare nei confronti di Dio".
Se vogliamo che le nostre preghiere siano ascoltate da Dio e che Dio risponda positivamente noi dobbiamo temerlo, cioè essergli ubbidienti! Se vuoi imparare a temere Dio devi guardare alla sua grandezza, al suo carattere,  alle sue opere potenti!

(2) Davide si rivolge ai consacrati.
“I consacrati” (qāḏôš) è santi: un aggettivo che significa “sacro”, “un essere a parte”, “non comune”, “distintivo”, “separato”. È l'opposto del comune o profano. 
Santo lo è Dio come dice Isaia 6:3: "L'uno gridava all'altro e diceva: 'Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!'" (Isaia 57:15; Osea 11:9).  
Dio è il Santo di Israele (2 Re 19:22; Salmi 78:41; Isaia 17:7; Geremia 50:29). 
In quanto tale, Dio comanda che dobbiamo essere santi, perché Egli è santo (Levitico 11:44, 45; 19:2). Ma questa parola non è usata solo per Dio, ma anche per quello e quelli che appartengono a Dio che lo servono o dove Dio si manifesta (Esodo 29:31; Deuteronomio 23:14; Ecclesiaste 8:10; Isaia 57:15; Levitico 21:7-8; Numeri 6:5,8; 2 Re 4:9; 2 Cronache 35:3; Salmi 16:3). 
Nel Nuovo Testamento leggiamo che il credente è santo nella persona di Gesù ed è chiamato ad essere santo come leggiamo per esempio in 1 Corinzi 1:2. Perciò il credente è santo come posizione davanti a Dio per Gesù, ma come comportamento è chiamato ad essere santo!

(3) Nessun bene manca a quelli che lo cercano. (v.10).
Di tutti gli animali, il leone è più potente, brutale e auto-sufficiente, ma qualche volta, questi predatori patiscono la fame, invece chi teme, chi cerca (dāraš v.4) il Signore non manca di nessun bene. Gesù in Matteo 6:25,33 dice ai discepoli di non essere ansiosi per la nostra vita di cosa mangeremo o berremo, ne di cosa ci vestiremo, ma esorta a cercare prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose ci saranno date in più!

CONCLUSIONE.
Un commerciante tedesco, di nome Hahnel, nelle sue ultime ore di vita, chiamò i suoi figli al suo capezzale. Egli raccontò questa storia. Una volta quando era giovane ho fatto un viaggio di affari. Il mio team fu costretto a ritardare e così entrai in una chiesa vicino dove mi trovavo. In quel momento il pastore predicava sulla benedizione e il valore della preghiera, e spesso ripeteva le parole: "Un giorno senza la preghiera è un giorno senza benedizione". In mezzo a tutte le occupazioni e fatiche della mia vita, più tardi ho scoperto nella preghiera qualcosa di più profondo e allegro, il coraggio e la forza,  sia per la vita e per la morte. Per Dio, al quale il mio spirito è in procinto di andare, è diventato molto tempo fa attraverso la preghiera, un vecchio amico familiare, il cui volto ho cercato ogni giorno, e ora mi rallegro, nel bel mezzo dei dolori della morte, nel guardare al suo volto amorevole. Quindi, ora che sto per morire, io non ho niente di più prezioso di lasciarvi l’esortazione che: per e con la preghiera avete tutto quello che potete desiderare per il tempo e l'eternità. Poi nella fede semplice il vecchio padre alzò la voce per l'ultima volta in preghiera. “Mio Signore e mio Dio, tu mi hai amato prima, e io nella mia debolezza e nel mio peccato ho  imparato ad amarti. . . . Permettimi la mia ultima preghiera, che il dolce nome di Gesù e la sua potenza divina non si discosti mai dal cuore e dalla vita dei miei figli e i figli dei figli. Fai tu in questa casa di una famiglia di preghiera, per l'amor del tuo Nome. Amen ". 
Dio ci incoraggia a pregare nei problemi della vita. Giacomo 5:13: "C'è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C'è qualcuno d'animo lieto? Canti degli inni".
Noi in questi versetti abbiamo visto:
1) L’importanza della preghiera per la liberazione dai problemi.

Ma vediamo anche:
2) L’atteggiamento per le preghiere esaudite!
o Il cercare solo Dio e non avere idoli.
o Il guardare a Dio in modo serio, attento e senza fretta.
o Il confidare in Dio.
o Il temere Dio.

3) La condizione per le preghiere esaudite: Essere a lui consacrati
Un giorno senza la preghiera è un giorno senza benedizione! Perciò non trascurare la preghiera soprattutto nei momenti difficili!