L'acqua viva


Giovanni 4:13-14: L'acqua viva.
Gesù lasciò la Giudea e se ne andò di nuovo in Galilea, doveva passare per la Samaria. Gesù venne nel mondo per morire in croce per salvare i peccatori, ma c’era un’ora un momento, secondo il piano di Dio, che Lui doveva morire, perciò evitava gli scontri diretti con i capi religiosi fino a quando non doveva arrivare quell’ora, perciò dovette lasciare per questo motivo come leggiamo nei vv.1-2, la Giudea per la Galilea perché i capi religiosi seppero che faceva più discepoli di Giovanni  Battista, in questo momento non voleva uno scontro diretto. 
Ora per andare in Galilea a piedi, con i Suoi discepoli, doveva passare per la Samaria. Verso mezzogiorno, il caldo, la stanchezza lo costringono a fermarsi, in una città della Samaria di nome Sicar, vicino a un pozzo, il pozzo di Giacobbe. Giacobbe era un patriarca di Israele vissuto centinaia di anni prima. Gesù, dunque,  si ferma vicino questo pozzo, mentre i suoi discepoli sono andati a comprare da mangiare. Una Samaritana venne ad attingere l’acqua, Gesù chiede da bere a questa donna. Questa donna rimane meravigliata che un giudeo potesse chiedere un favore a una Samaritana, perché tra le due razze non c’erano relazioni, o meglio i Giudei non volevano avere relazioni con i Samaritani perché quest’ultimi venivano considerati pagani. Infatti erano una razza mista Giudaica-Assira e avevano preso costumi pagani. 2 Re 17:21-ss. Molti, ebrei, perciò non volevano mangiare con un Samaritano per paura di incorrere in una contaminazione cerimoniale, ma non solo le donne Sammaritane erano viste  mestruate dalla loro culla, quindi perennemente in uno stato di impurità cerimoniale. Non meraviglia allora il fatto che la donna rimane sorpresa che Gesù le chieda da bere! Questo ci fa capire come nostro Signore Gesù, abbatte le barriere sociali e razziali, non ha paura di “sporcarsi”, nemmeno con una donna peccatrice come questa Samaritana che aveva avuto molti mariti e quello che ha ora non è suo marito (Giovanni 4:16-18). Gesù stimola la curiosità della donna dicendogli che se la donna conoscesse il dono di Dio e chi è che gli dice: “dammi da bere” lei stessa gli avrebbe chiesto dell’acqua viva. 
 L'espressione “acqua viva” esprime due verità. Da un lato, denota acqua fresca, acqua dalle sorgenti  (Genesi 26:19); dall'altro lato, l'espressione appartiene a una serie notevole di usi metaforici, in particolare si nota il contrasto con il terreno arido della zona per la maggior parte dell’anno e di acqua stagnante, ma è anche una metafora per i valori religiosi. 
In questo senso vediamo lo sfondo chiaro dell'Antico Testamento, quando Dio dichiara in Geremia 2:13: "Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l'acqua". Il popolo di Dio aveva respinto l’acqua fresca, migliore, Dio, scegliendo quella delle cisterne, stagnante che fra l’altro si disperde perché le cisterne sono rotte. Ma i profeti guardavano in avanti a un tempo in cui l'acqua viva uscirà da Gerusalemme (Zaccaria 14:8; Ezechiele  47:9).
La metafora ci parla di Dio e della Sua grazia, della conoscenza di Dio, della vita, della forza trasformatrice dello Spirito Santo in Isaia 1:16-18 e in Ezechiele 36:25-27, un’ acqua di purificazione. Tutti questi temi sono raccolti in Giovanni nell’acqua o acqua viva in questo Vangelo (Giovanni 3:5; 4:10-15, 7:38, 19:34). Ma in questo capitolo, l'acqua è la vita eterna, mediata dallo Spirito che solo Gesù, il Messia e Salvatore del mondo è in grado di dare. La donna non capisce che Gesù sta parlando spiritualmente e sta parlando della Sua identità.
La donna vede due difficoltà: Gesù non ha nulla per prendere l’acqua e la difficoltà del pozzo profondo, dove mai potrà Gesù prendere quest’acqua viva? Forse Gesù è più grande di Giacobbe uno dei patriarchi a cui Dio fece le promesse, dal suo pozzo attinsero la sua numerosa prole e il suo numeroso bestiame? Sappiamo certamente che Gesù è superiore a Giacobbe, la donna lo stava per sapere!  
Allora Gesù fa questa affermazione Giovanni 4:13-14: "Gesù le rispose: 'Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo;  14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna'".

Che cosa notiamo in questa affermazione? Possiamo notare un’importanza spirituale.   
In primo luogo vediamo:
I IL BISOGNO DELL’UOMO.
v.13: "Gesù le rispose: 'Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo'".   
L’uomo è come quel viaggiatore nel deserto sempre assetato! Questo mondo è come un deserto, l’uomo vaga con la sua sete cercando di dissetarsi. La nostra anima ha un grande bisogno. Siamo consapevoli che la nostra anima ha sete! Ha sete di gioia, di pace, sicurezza, senso, ecc. 
Molti pensano che avere successo, soldi, o avere tutto o fare tutto ciò che si vuole fare nella vita ci dia la felicità, ma questo non è vero. Bisogna ammetterlo! Ci si sente come se ci fosse un buco dentro di noi grande abbastanza per guidare un camion dentro! Un'attrice protagonista di Hollywood ha  detto a USA Today: "Sembra così alla moda…. California, ma credo che molti di noi sentono una sorta di buco nel nostro cuore, un male  sfuocato fisso in alcune persone che mangiano troppo,.... altri che si fanno di cocaina. Nel mio caso, io sono una drogata romantica.”
L'attore Nicolas  Cage parlando del sogno americano che non si tratta solo di ricchezze e automobili, ma anche di consumismo ha detto: “Mi chiedo se c'è un buco nell'anima della mia generazione” 
Così ad Harrison Ford gli fu chiesto su che cosa desiderasse che non avesse ancora ottenuto lui rispose: “La pace” . 

II LE MOTIVAZIONI PERCHÈ IL BISOGNO DELL’UOMO NON È SODDISFATTO. 
v.13: "Gesù le rispose: 'Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo'".  
A) Il primo motivo è perché non abbiamo capito la vera natura del bisogno.
L’acqua è vita, senza acqua non possiamo vivere, l’acqua purifica, disseta, dona vita, produce frutti, ristora, è il bene più indispensabile per gli uomini, ma sappiamo benissimo che come l’acqua materiale di questo mondo non ci dà una soddisfazione durevole, infatti ogni giorno abbiamo bisogno di bere, così nel senso spirituale l’acqua di questo mondo, le cose di questo mondo non soddisfano l’anima e sono incapaci di soddisfare i nostri bisogni spirituali. Chiunque beve di questa acqua avrà sete di nuovo. 
Il vero bisogno dell’uomo da cui dipendono tutti gli altri bisogni sicurezza, pace,significato, senso ecc.) è Dio. Dio ci ha creati per Lui e se no non abbiamo pace con Lui non avremo pace con noi stessi! Il vuoto dell’anima è fatto a forma di Dio. Se noi abbiamo bisogno di pace, di gioia, sicurezza,ecc è perché siamo lontani da Dio a causa del peccato.  
Romani 6:23: "Il salario del peccato è la morte". Se la nostra anima è travagliata, questo è dovuto al peccato, il peccato produce la morte e la separazione da Dio. I problemi dell’uomo sono cominciati nel momento in cui peccò! Il peccato crea un vuoto esistenziale uccide spiritualmente l’uomo allontanandolo da Dio, togliendogli la gioia, la pace, la sicurezza,ecc. Noi troveremo pace, gioia, sicurezza quando faremo pace con Dio, fin quando saremo lontani da Dio allora l’anima avrà sempre sete.
Pertanto il problema e quindi il bisogno dell’anima è spirituale! Il bisogno è Dio!

B) Il secondo motivo è perché si cerca di soddisfare questo bisogno in modo sbagliato.
Mi ricordo una volta, era di sera, un mio carissimo amico, stanco della giornata, perché mi accudì in un Day Hospital per un intervento chirurgico, mise il diesel al posto della benzina nell’auto, dopo pochi chilometri l’auto si bloccò. Così anche noi quando cerchiamo di soddisfare la nostra anima con elementi non adatti per cui è stata creata, ebbene avremmo un vuoto interiore con ciò che comporta. 
L’errore che facciamo è come quello del popolo di Israele Geremia 2:13: "Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l'acqua". 
La fama, il successo, come abbiamo visto sopra non riempiono il vuoto interiore, nemmeno i soldi portano la felicità. Quante volte ho sentito dire se fossi ricco come Aristotele Onassis…., ma sua figlia, Cristina, ha detto: "La felicità non si basa sul denaro, e la più grande prova di questo è la mia famiglia". Poco dopo aver fatto quella dichiarazione, Cristina Onassis morì di infarto come risultato di anni di abuso di tranquillanti e pillole dimagranti. 
Benché ormai è risaputo che i soldi, il successo, la fama, la bellezza non soddisfano pienamente la nostra anima, molti comunque fanno l’errore e  innumerevoli sforzi disperati per riempirla, c’è chi si butta a capofitto nel lavoro, chi gioca in modo sfrenato al lotto e simili giochi per fare soldi, chi va in palestra o nei centri di benessere per essere più belli, c’è chi si droga, ma nemmeno la droga riempie il vuoto, anzi peggiora la situazione. Brian Jones dei Rolling Stone, morì a 25 anni per droga, Keith Moon, 31, batterista degli Who, morto di overdose, Sid Vicious, 21, dei Sex Pistols, morto di overdose di eroina, Elvis Presley, 42 anni, il morto di infarto a causa della droga. Nemmeno il sesso libero soddisfa la nostra anima, la Samaritana non era soddisfatta, benché aveva avuto cinque mariti e l'uomo con cui viveva non era suo marito, ma anche Salomone aveva 1000 donne! (2 Re 11:3-4).
Avere tutto non significa essere felici! Uno degli uomini più ricchi che sia mai vissuto che certamente aveva cercato di appagare la sua anima  soddisfacendo ogni suo desiderio è stato il re Salomone, ma cosa disse: Ecclesiaste 2:10-11: "Di tutto quello che i miei occhi desideravano io nulla rifiutai loro; non privai il cuore di nessuna gioia; poiché il mio cuore si rallegrava di ogni mia fatica, ed è la ricompensa che mi è toccata d'ogni mia fatica.  Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevan fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole". 
Forse non dobbiamo pensarci a questo vuoto interiore, pensa qualcuno! C’era un uomo disperato e infelice che andò da uno psicologo in cerca di aiuto e di consigli. Lo psicologo valutò la condizione miserabile di questo giovane e gli disse: "Dimenticate tutto andate a vedere il comico che sta facendo uno spettacolo al comedy club, ho sentito che sta avendo successo, vada a divertirsi, vada ad ascoltare lui e  vi farà dimenticare tutti i tuoi problemi ". Ci fu un attimo di silenzio e quindi il cliente disse: "io sono quel comico!"
Come tutti i problemi o le malattie per risolverli dobbiamo andare alla radice. Se il bisogno è spirituale il rimedio deve essere spirituale! Se il problema è il peccato e la lontananza da Dio, allora la soluzione per soddisfare la nostra anima sarà risolvere il problema del peccato. Hai risolto il tuo problema del peccato?

III IL BISOGNO SODDISFATTO.
Siete soddisfatti? la vostra anima è dissetata? 
Il problema del peccato non lo risolveremo con l’acqua di questo mondo, con le cose di questo mondo! Le nostre anime hanno bisogno di acqua spirituale! Dell’acqua della vita!

A) L’acqua della vita è donata da Gesù.
v.14: "ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete". 
Principalmente vediamo che Gesù è morto per i peccati del Suo popolo. Solo Gesù può soddisfare la nostra anima riconciliandoci con Dio! Matteo 1:21: "Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati". Non ci sono altri mezzi per essere riconciliati con Dio e risolvere il problema del peccato e quindi soddisfare la sete dell’anima per sempre.

B) L’acqua della vita soddisfa l’anima per sempre.
L’acqua che da Gesù soddisfa la nostra anima per sempre. Se vogliamo essere dissetati per sempre, questo mondo non ci aiuterà, avremo sempre sete, l’acqua di questo mondo non ci soddisferà pienamente, solo l’acqua che da Gesù soddisfa pienamente! 
v.14: "Ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete". “Non avrà mai più sete” è una negazione enfatica.
Rudolf Schanackemburg: "Ora il dono dell’acqua viva da parte di Gesù è  caratterizzato a sufficienza: un dono divino, che Gesù porta agli uomini dal mondo celeste, per estinguere completamente e per sempre la loro più profonda sete di vita, un dono che penetra  interamente nell’uomo, lo riempie di Sé, sviluppa in lui la Sua forza vivificante, e continua ad operare inalterato fino alla vita eterna”.

C) L’acqua della vita ha una sua natura.
L’acqua è simbolo dello Spirito Santo, Giovanni 7:38-39: "'Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno'. Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché  Gesù non era ancora glorificato". 

Tra i vari aspetti dell’opera dello Spirito Santo ne vediamo due in particolare:
(1) Lo Spirito Santo conduce il peccatore dal Salvatore.
Giovanni 16:7-11: "Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.  Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più;  quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato".

(2)  Lo Spirito Santo rende il peccatore come il Salvatore.
Lo Spirito Santo dimora nel credente (Romani 8:9-10; 1 Corinzi 3:16; Efesini 1:13-14). Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità e ci rende nuove persone, persone rigenerate, nate di nuovo, Dio mette in noi una nuova vita spirituale, una nuova natura.
Tito 3:5-7: "Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna". In 2 Pietro 1:4 leggiamo: "Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza". Quindi lo Spirito Santo opera in noi affinché diventiamo progressivamente come Cristo 2 Corinzi 3:18: " E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito".

(3) Lo Spirito Santo è lo strumento di Gesù, ci dà la capacità di fare la volontà di Dio. 
Ezechiele 36:25-27: "Vi aspergerò d'acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli.  Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.  Metterò dentro di voi il mio spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni".
Quindi la vita con Cristo non è stagnante, ma è piena di movimento e di cambiamento e rinnovamento secondo la Sua volontà! Più siamo ripieni dello Spirito Santo tanto più  glorificheremo Cristo! (Giovanni 16:14; 1 Corinzi 12:3). John Blanchard:  “Il frutto dello Spirito è attivo, non solo accademico”. Quindi il dono di Dio prende e compenetra tutto l’uomo, tutto ciò che Gesù dona diventa un bene e una forza che dimora e opera nel credente. (Lo Spirito Santo dà vita materiale e spirituale cfr. Giobbe 33:4; Salmi 104:29-30; Giovanni 6:63; 2 Corinzi 3:6).

D)L’acqua diventa sorgente che scaturisce in vita eterna. 
v.14: "anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna". 
Questa sorgente ha un effetto stabile e duraturo nel credente. “Scaturisce” (hállomai ) è zampillare, saltare su, proprio come una forte pressione di acqua, ma esprime la vita di Dio nel credente, una vita che soddisfa ogni necessità sia nella vita presente che futura. Rudolf Schnackemburg: “Lo scaturire o zampillare dell’acqua esprime la vitalità soprannaturale delle vigorose forze divine conferite all’uomo, l’intatta freschezza e la forza del movimento vitale, che soddisfa per sempre ogni nuova necessità”. 
La stessa parola la troviamo in Atti 3.8 e Atti 14:10 quando i paralitici furono guariti e balzarono in piedi. 
Quest’acqua che scaturisce in vita eterna si riferisce alla salvezza eterna. Quindi quest’acqua viva è un dono come dicevo prima che penetra interamente il credente, lo riempie di sé, sviluppa in lui la sua forza vivificante e continua fino alla vita eterna, la beatitudine per l’eternità, quindi una salvezza dall’inferno.
Anche in questo caso ci sono echi di promesse nell’Antico Testamento, per esempio Isaia 12:3: "Voi attingerete con gioia l'acqua dalle fonti della salvezza". 
Isaia 44:3: "Io infatti spanderò le acque sul suolo assetato e i ruscelli sull'arida terra; spanderò il mio spirito sulla tua discendenza e la mia benedizione suoi tuoi rampolli; essi germoglieranno come in mezzo all'erba, come salici in riva a correnti d'acque". 
Isaia 49:10: "Non avranno fame né sete, né miraggio né sole li colpirà più; poiché colui che ha pietà di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti d'acqua". ( cfr. Isaia 58:11;Geremia 31:25).
Dunque la salvezza che dà Gesù è una salvezza eterna. Ebrei 5:8-9: "Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna". (cfr. Apocalisse 7:16-17).
Una volta che il credente sarà nato come credente sarà sempre credente, non perderà la salvezza perché per Dio è un atto già compiuto dall’eternità (Romani 8:28-30).
Che bella promessa! Quindi due cose  succedono per chi beve l'acqua che viene da Gesù. In primo luogo, la nostra sete è completamente soddisfatta, e in secondo luogo, sarà per sempre soddisfatta, per l’eternità.  
  
CONCLUSIONE.
1) C’è un invito: se sei assetato vai da Gesù!
Isaia 55:1-3: "O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte! Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti! Porgete l'orecchio e venite a me; ascoltate e voi vivrete; io farò con voi un patto eterno, vi largirò le grazie stabili promesse a Davide".  
L’invito è di andare da Gesù: l’acqua è gratis! E faremo parte del Suo patto eterno per il perdono dei peccati. Lui ci disseterà! (Matteo 26:26-29). 
Invece di spendere tanti soldi per ciò che non sazia l’anima, andiamo da Gesù e non avremo più sete in questa vita e nella vita avvenire!  

2) A quelle molte persone che affermano di essere cristiani, ma che si sentono infelici e insoddisfatti come  i  non credenti voglio dire che: o non hanno ancora veramente gustato l’acqua della vita o che non vivono in comunione con l’acqua della vita (non hanno una vita di preghiera e di meditazione biblica, comunione fraterna), o contristano con il loro peccato lo Spirito Santo (Efesini 4:30), perciò dico di rivedere la loro relazione con Dio e di ricercare una relazione più profonda con Lui.

3) A quelle persone che hanno sperimentato l’acqua della vita e hanno la loro anima soddisfatta dico: siate riconoscenti al Signore per il dono dello Spirito Santo e della vita eterna non cercate l’acqua di questo mondo che non disseta!

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