La manifestazione della gloria di Dio in mezzo al suo popolo


Parlare della gloria di Dio non è facile, ma attenendoci alla rivelazione della Parola di Dio, vediamo che la gloria appartiene solo a Dio, è lo scopo di Dio ed è in riferimento al fatto che i credenti godranno pienamente la gloria di Dio alla sua presenza. La gloria di Dio è in riferimento che Lui è degno di essere adorato e servito in modo tale che Lui è onorato. 
Fondamentalmente la gloria di Dio prima di ogni cosa è intrinseca, cioè che fa parte proprio della Sua natura, della Sua essenza.Dio è intrinsecamente glorioso, nel senso di pienezza, sufficienza, maestà, onore, valore, bellezza, il peso e splendore che lo circonda. Ma la gloria di Dio è anche estrinseca cioè la gloria manifestata, esternata, visibile. Il mondo è stato creato per essere un teatro della gloria divina. Per la grazia di Dio il mondo può vedere qualcosa della Sua gloria e può rimanere meravigliato e gioire in questo. Quindi la gloria di Dio è anche la comunicazione di se stesso. Così la gloria di Dio è qualcosa che appartiene solo a lui ed è l'espressione appropriata esteriore del propria eccellenza. 
La gloria di Dio è la manifestazione visibile della sua presenza, della sua essenza.Ma possiamo dire ancora che la gloria di Dio è sia trascendente che immanente. Trascendente indica che va al di là della natura e conoscenza umana, che è al di fuori e al di sopra del mondo naturale (Salmi 113:4) , ma anche immanente, cioè che è dentro il mondo, infatti Dio si manifesta in questo mondo. (Isaia 57:14-15). Oppure possiamo dire ancora che la gloria di Dio è unica, nel senso che appartiene solo a Lui, ma anche condivisa nel senso che si può vedere nella creazione e nell’uomo (Salmi 19:1; 8:4-8), nei credenti (2 Pietro 1:3-4); e un giorno godremo alla sua presenza gloriosa (Romani 8:18-30; 1 Corinzi 15:43; 1 Giovanni 3:1-2; Apocalisse 21-22). Ora noi vogliamo vedere alcuni aspetti della manifestazione della gloria di Dio con le varie implicazioni e in rapporto alla preghiera.

I LA PRESENZA DELLA GLORIA DÌ DIO IN MEZZO AL SUO POPOLO.
Dio ha manifestato la sua gloria al Suo popolo. La "gloria" del Signore è un concetto attivo non statico, una presenza attiva nel mondo, nel senso che è manifestata, rivelata.(estrinseca, immanente, condivisa) La gloria è un termine speciale che ritrae la presenza visibile ed attiva di Dio. Subito dopo la nascita di Gesù un angelo del Signore apparve a dei pastori e la gloria del Signore risplendette intorno a loro e venne loro rivelato per mezzo dell’angelo la buona notizia della nascita di Gesù, il Salvatore e Signore. (Luca 2:9). La “gloria” era la maestosa presenza reale attiva di Dio! 
Ma noi vediamo nelle vicende dell'esodo che la gloria di Dio è fortemente enfatizzata.


A) La gloria di Dio come presenza che appariva in modo visibile con la nuvola e il fuoco.
Esodo 24:15-17: "Mosè dunque salì sul monte e la nuvola ricoprì il monte. La gloria del SIGNORE rimase sul monte Sinai e la nuvola lo coprì per sei giorni. Il settimo giorno il SIGNORE chiamò Mosè di mezzo alla nuvola. Ai figli d'Israele la gloria del SIGNORE appariva come un fuoco divorante sulla cima del monte".

E ancora:
B) La gloria di Dio era una presenza che conduceva.
Quindi uno dei modi come Dio si manifestava nell’Antico Testamento era in forma visibile attraverso la nuvola di giorno e il fuoco di notte per guidare il popolo di Israele nel deserto. 
Esodo 13:20-22: "Gli Israeliti, partiti da Succot, si accamparono a Etam, all'estremità del deserto.  Il SIGNORE andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli lungo il cammino; di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, perché potessero camminare giorno e notte.  Egli non allontanava la colonna di nuvola durante il giorno, né la colonna di fuoco durante la notte, dal cospetto del popolo". (Cfr. Esodo 16:10).

Quindi:
C) La gloria di Dio era una presenza che proteggeva e salvava.
Quando Dio liberò Israele facendolo uscire dall’Egitto, fu inseguito dall’esercito potente degli egiziani, prima di passare il mar Rosso, con il nemico pericolosamente alle spalle, tanto che gli israeliti ebbero paura, è scritto che la gloria di Dio si interpose tra gli egiziani e gli israeliti. 
Esodo 14:19-20: "Allora l'angelo di Dio, che precedeva il campo d'Israele, si spostò e andò a mettersi dietro a loro; anche la colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia e si fermò dietro a loro,  mettendosi fra il campo dell'Egitto e il campo d'Israele. La nuvola era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte". 
Il campo degli uni non si avvicinò a quello degli altri per tutta la notte. Noi vediamo che la gloria di Dio manifestata con la colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia, cioè da davanti a dietro di loro, mettendosi tra il campo dell’Egitto e il campo di Israele, come un cuscinetto protettivo. In questo senso il Salmo 24 parla di Dio come re di Gloria ed è associato al nome Signore degli eserciti che si riferisce al fatto che Dio è forte e potente in battaglia, quindi un Dio vittorioso che combatte per il Suo popolo! Ma se per Israele la gloria indicava la salvezza, per gli egiziani indicava il giudizio, la nuvola era tenebrosa per loro, infatti perirono nel mare mentre rincorrevano il popolo di Israele. (Levitico 10:1-2; Numeri 16:19-21). 
Quindi la gloria di Dio a volte è associata al giudizio. (Levitico 9:22-24; 10:1; Numeri 16:19-22,41-50).

Inoltre:
D) La  gloria di Dio era una presenza risolutiva, potente.
La sua presenza è potenza efficace, non conosce ostacoli, è vittoriosa! Questo è illustrato nella liberazione dalla schiavitù in Egitto con segni e prodigi. (Salmi 105:26-45). Perciò la “Gloria” si riferisce anche alla forza miracolosa, alla potenza di Dio. 
Numeri 14:22: "Tutti gli uomini che hanno visto la mia gloria e i miracoli che ho fatto in Egitto e nel deserto, quelli che mi hanno tentato già dieci volte e non hanno ubbidito alla mia voce, certo non vedranno il paese che promisi con giuramento ai loro padri. Nessuno di quelli che mi hanno disprezzato lo vedrà; ma il mio servo Caleb è stato animato da un altro spirito e mi ha seguito appieno; perciò io lo farò entrare nel paese nel quale è andato; e la sua discendenza lo possederà". (Cfr. Esodo 13:2; 16:1; Salmi 145:11; Giobbe 29:20; Salmi 24:8). 
In Giovanni 11:39-40 quando morì Lazzaro Gesù poco prima di risuscitarlo è scritto: "Gesù disse: 'Togliete la pietra!' Marta, la sorella del morto, gli disse: 'Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno'. Gesù le disse: 'Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?'" La storia ci ricorda che poi Gesù risuscitò il morto Lazzaro! 
Romani 6:4: "Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita". Come la gloria di Dio, cioè la potenza ha risuscitato Gesù dai morti, così la Sua gloria ci fa nuove persone, con un nuovo carattere e comportamento! La gloria di Dio è la potenza attiva per la salvezza! 
2 Pietro 1:3: "La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù". “La Gloria di Dio” è un’attività efficace della natura di Dio nel realizzare i suoi piani. “Gloria” in questo versetto si riferisce a Cristo (incarnazione, ministero, resurrezione) che è la manifestazione della potenza di Dio per mezzo del quale salva uomini e donne! La salvezza di una persona è la dimostrazione della potenza di Dio, della Sua gloria!

Non solo:
E) La gloria di Dio era una presenza che provvedeva ai bisogni materiali.
Esodo 16:7-8: "'Domattina vedrete la gloria del SIGNORE, poiché egli ha udito i vostri mormorii contro il SIGNORE. Quanto a noi, che cosa siamo perché mormoriate contro di noi?'  E Mosè disse: 'Vedrete la gloria del SIGNORE quando stasera egli vi darà carne da mangiare e domattina pane a sazietà; perché il SIGNORE ha udito le lagnanze che voi mormorate contro di lui. Noi infatti, che cosa siamo? I vostri mormorii non sono contro di noi, ma contro il SIGNORE'".
In risposta alle lamentele del popolo di Israele nel deserto (riguardo al mangiare e quindi della loro nostalgia dell’Egitto delle pentole piene di carne e del pane che mangiavano a sazietà, quindi dell’accusa rivolta a Mosè e Aronne che li hanno condotto nel deserto per morire di fame), il vedere la gloria di Dio indica la manifestazione della provvidenza di Dio nel dare al popolo il cibo.

E ancora vediamo:
F) La gloria di Dio era una presenza che incoraggiava.
Dio incontrava Mosè nella tenda di convegno in mezzo alla nuvola e parlava con lui (Esodo 33:9-11). Mosè chiede a Dio di rivelargli le sue vie, la sua volontà per il popolo. Il Signore lo incoraggia dicendogli che la sua presenza andrà con lui e gli darà riposo (v.14). 
Mosè lo sa fin troppo bene che, se Dio non va con loro, il loro viaggio sarebbe stato vano. Noi non possiamo vivere o servire il Signore in modo efficace, se Dio non è con noi! Noi dipendiamo da Dio in tutto! 
Non ci illudiamo che possiamo vivere o servire senza di Lui! Nonostante le rassicurazioni di Dio: "La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo" , Mosè resta preoccupato e chiede una dimostrazione della presenza di Dio al v.16: Poiché, come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia agli occhi tuoi, se tu non vieni con noi? Questo fatto distinguerà me e il tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra». Mosè vuole una dimostrazione che Dio effettivamente sia presente con il suo popolo nel loro viaggio da quel momento in poi. 
Esodo 33:17-23: "Il SIGNORE disse a Mosè: 'Farò anche questo che tu chiedi, perché tu hai trovato grazia agli occhi miei, e ti conosco personalmente'. Mosè disse: 'Ti prego, fammi vedere la tua gloria!' Il SIGNORE gli rispose: 'Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà'.   Disse ancora: 'Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere'. E il SIGNORE disse: 'Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso;  mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato; poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere'".
Al v.17 per amore di Mosè, Dio dice che Egli agirà in modo tale da assicurargli la sua presenza a proseguire con il Suo popolo. Mosè chiede allora che Dio manifesti la sua gloria (v.18); in questo modo la sua gloria visibile e manifestata, era un incoraggiamento per Mosè e il popolo che Dio sarebbe stato con loro, anche se Dio non fece vedere il Suo volto perché l’uomo non può vedere il volto di Dio e vivere, si fece vedere di dietro (vv.19-20). 
Questo ovviamente è un antropomorfismo, cioè Dio è descritto in un modo umano per farci capire come è, ma Dio è Spirito (Giovanni 4:24). Dio è come lo splendore del sole. Nessuno ha mai visto il sole vero e proprio. Quello che vediamo sono le fiamme gassose che balzano fuori dal sole.  Se dovessimo stare abbastanza vicino per vedere il sole, saremmo consumati. Dio per il suo splendore e brillantezza è devastante!

Infine:
G) La gloria di Dio era una presenza che incontrava l’uomo nel culto prima nel tabernacolo e poi nel tempio.

Riguardo al culto noi vediamo primariamente:
(1) La gloria di Dio, quindi la Sua presenza nel tabernacolo dove Dio avrebbe incontrato il Suo popolo.
Parlando del sacrificio  di due agnelli uno la mattina e l’altro al tramonto in Esodo 29:42-43, Dio dice a Mosè: "Sarà l’olocausto quotidiano offerto dai vostri discendenti, all’ingresso della tenda di convegno, davanti al Signore, dove io vi incontrerò per parlare con te. Lì mi troverò con i figli di Israele e la tenda sarà santificata dalla mia gloria". e ancora in Es.40:34-38: "Allora la nuvola coprì la tenda di convegno, e la gloria del SIGNORE riempì il tabernacolo.  E Mosè non poté entrare nella tenda di convegno perché la nuvola si era posata sopra, e la gloria del SIGNORE riempiva il tabernacolo.  Durante tutti i loro viaggi, quando la nuvola si alzava dal tabernacolo, i figli d'Israele partivano;  ma se la nuvola non si alzava, non partivano fino al giorno in cui si alzava.  La nuvola del SIGNORE infatti stava sul tabernacolo di giorno; e di notte vi stava un fuoco visibile a tutta la casa d'Israele durante tutti i loro viaggi". (Cfr. Levitico 9:6-8,23-24). Il tabernacolo rappresentava la presenza costante di Dio dove si incontrava con il suo popolo (Esodo 33:7), e dove Dio avrebbe abitato. 
Il tabernacolo rappresentava la casa di Dio sulla terra, era un luogo di culto, un santuario portatile, un luogo sacro (Esodo 25:8; Levitico 10:17-18). Poiché le persone vivevano in tende mentre vagavano nel deserto, la casa di Dio era anche sotto forma di una tenda. All’interno del luogo santissimo era custodita l'arca dell'alleanza. L'arca era il simbolo più potente della presenza di Dio e rappresentava lo sgabello del suo trono regale (1 Samuele 4; 1 Cronache 28:2). Sulla parte superiore della arca c’era il propiziatorio, in cui il sommo sacerdote cospargeva di sangue una volta all'anno, come espiazione per i peccati del popolo. Sul propiziatorio Dio avrebbe incontrato Mosè e gli avrebbe dato gli ordini (Esodo 25:22).

Ma vediamo:
(2) La gloria del Signore nel tempio.
1 Re 8:10-11: "Mentre i sacerdoti uscivano dal luogo santo, la nuvola riempì la casa del SIGNORE, e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi il loro servizio, a causa della nuvola; perché la gloria del SIGNORE riempiva la casa del SIGNORE". (Cfr. Salmi 26:8; Ezechiele 10:4). Il tempio che costruì Salomone, fu una struttura permanente per sostituire il tabernacolo portatile. Noi leggiamo che all’inaugurazione la nuvola riempì la casa del Signore e i sacerdoti non potevano rimanervi perché la gloria del Signore riempiva la casa del Signore. 
Ora nel Nuovo Testamento il tabernacolo e il tempio è Gesù, i credenti e la chiesa! (Giovanni 1:14-18; 2:13-22; 4:23-24; 1 Corinzi 3:16; 6:19; Efesini 2:20-22; 1 Timoteo 3:14). La dove Dio è presente lì c’è la Sua gloria! Ma purtroppo dobbiamo ammettere che la gloria di Dio non sembra molto presente in molte chiese! 
Come non era sempre presente in mezzo al popolo di Israele a causa dei loro peccati, della loro idolatria! (Deuteronomio 31:16-17; Isaia 59:1-2; 63:15-64:7).
Quando la gloria di Dio non è presente in una chiesa, la chiesa è destinata a morire!

II LA PREGHIERA PER LA PRESENZA DÌ DIO.
Esodo 33:17-20: "Il SIGNORE disse a Mosè: 'Farò anche questo che tu chiedi, perché tu hai trovato grazia agli occhi miei, e ti conosco personalmente'.  Mosè disse: 'Ti prego, fammi vedere la tua gloria!'  Il SIGNORE gli rispose: 'Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà'.  Disse ancora: 'Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere'". Mosè ha chiesto a Dio di vedere la Sua gloria! Ma non vide la Sua faccia! 

La manifestazione della gloria di Dio può essere vista o desiderata in due modi:
1. Vedendolo fisicamente con il nostro occhio o sentendolo con le nostre orecchie.
Questo non è possibile come dice Esodo 33:20 e non è il modo come opera oggi normalmente Dio perché Paolo dice camminiamo per fede e non per visione (2 Corinzi 5:7).

Oppure:
2. Vedendolo operare in un modo spirituale, nel realizzare quanto gli piace, quanto gli porta gloria, ma che noi vediamo gli effetti potenti.
a) Questo potrebbe significare che Dio non permette determinate circostanze che noi desideriamo anche se possono essere buone.
Per esempio lo Spirito di Dio non permise a Paolo e a Timoteo di predicare la Parola in Asia (Atti 16:6), poi provarono a entrare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non gli è lo permise (Atti 16:7).

b) Potrebbe significare che Dio permette determinate circostanze dandoci la potenza di realizzarlo come nel predicare la Sua Parola.
Quando il popolo udì la prima predicazione di Pietro è questi furono compunti nel cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Fratelli che dobbiamo fare?" (Atti 2:37).
Quando Paolo ha annunziato il Vangelo a Tessalonica è stato fatto non solo a parole, ma anche con potenza, Spirito Santo e piena convinzione (1 Tessalonicesi 1:5). Quindi non sempre Dio opera o manifesta la Sua gloria secondo i nostri desideri. Per che cosa noi dobbiamo pregare riguardo la manifestazione della gloria di Dio?

Quindi vediamo:
A) La sostanza della preghiera.
La gloria di Dio è la Sua essenza, attributi, persona, perfezioni. La preghiera deve essere fatta affinché Dio ci mostri la Sua Gloria.

Questo implica che:
(1) Chiediamo a Dio di manifestare se stesso: il suo carattere. Dio si compiace di mostrare la Sua gloria.
Alla preghiera di Mosè, Dio rispose Esodo 33:19: "Il SIGNORE gli rispose: 'Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà'".

Pregare che Dio ci mostri la Sua gloria implica che:
(2) Chiediamo a Dio di essere se stesso e nient’altro: questa è la nostra sottomissione.
Con Mosè Dio ha rivelato se stesso, la sua bontà, in modo che Mosè potesse sopportare la manifestazione di Dio, ma non ha manifestato ciò che voleva Mosè, altrimenti Mosè sarebbe morto. (Esodo 33:20; 1 Timoteo 6:16). Perciò non dobbiamo fidarci di Dio in preghiera dicendogli che manifesti se stesso come Lui reputa meglio secondo ciò che è!

Pregare che Dio ci mostri la Sua gloria implica che:
(3) Chiediamo con la consapevolezza che Dio fa grazia a chi vuole, la sua grazia è sovrana e non dipende da noi!
Esodo 33:19: "Farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà".

Così vediamo:
B) Lo scopo della preghiera.
Il suo compiacere di mostrare la Sua gloria:
(1) È finalizzata alla Sua Intenzione.
Dio manifesta se stesso secondo i Suoi progetti, perciò che gli piace. Salmi 115:3:  "Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace". (Cfr. Salmi 135:6). Quindi “i quando” , “i come” e “a chi” manifestarsi è una decisione secondo la volontà sovrana di Dio! Noi moltissime volte non comprendiamo i Suoi progetti sono spesso incomprensibili, e possono sembrarci assurdi come quando Dio non condusse gli Israeliti per la strada più vicina del paese dei Filistei. 
Questo lo ha fatto almeno per due motivi: il primo motivo perché Dio voleva evitare che il popolo di fronte a una guerra si potesse pentire e ritornare in Egitto (Esodo 13:17-18). Il secondo motivo era quello di mettere in apparenza il Suo popolo in trappola tra il mare e l’esercito potente e ben equipaggiato degli Egiziani. (Esodo 14:4,17-19,21-28). Anche il piano di salvezza per Giudei e Gentili va al di là della nostra piena comprensione, infatti Paolo dopo aver parlato del piano di salvezza in Romani 11:33  dice: "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!". I disegni di Dio non possiamo capirli pienamente (Isaia 55:10-11). La qualsiasi cosa che ci può accadere ha sempre uno scopo per Dio! (Romani 8:28-29). Ma dobbiamo fidarci perché Dio è saggio, perfetto, onnisciente!

Il suo compiacere di mostrare la Sua gloria:
(2) È finalizzata per la sua glorificazione.
Quale è lo scopo primario di Dio? Lo scopo primario di Dio è glorificare se stesso! Lo scopo di Dio è manifestare i suoi attributi, perfezione o persona, affinché il Suo nome possa essere conosciuto e glorificato. La gloria di Dio è lo scopo ultimo di Dio! Nulla distoglierà Dio da questo scopo! Possiamo essere più che sicuri! Dio opera per amore del Suo nome, per innalzare se stesso sia nel giudicare che nel salvare. Dio non si è liberato tutta in una volta del Faraone, ma gli ha indurito il cuore e lo ha lasciato in vita per mostrargli tutta la Sua potenza e perché il Suo nome potesse essere proclamato su tutta la terra (Esodo 7:3; 9:16; Romani 9:17). 
Quindi il fatto che Dio ha salvato il Suo popolo non lo fa per la causa del Suo popolo, ma per la Sua gloria, per amore del suo nome, non lo fa per il nostro valore, ma per l’infinito e profondo valore Suo personale, per farsi conoscere. 
1 Samuele 12:22: "Infatti il SIGNORE, per amore del suo grande nome, non abbandonerà il suo popolo, poiché è piaciuto al SIGNORE di fare di voi il suo popolo". Il fatto che Dio agisce per amore del suo nome lo troviamo tante volte nella Bibbia! (Esodo 16:12; 29:46; 31:13; Deuteronomio 29:5; 1 Re 20:13,28; Isaia 45:3; 49:23,26; 60:16). Dio ha salvato il suo popolo giudicando il faraone per farsi conoscere, per glorificare se stesso, per il Suo onore. 
Giosuè 2:10-11: "Prima che le spie si addormentassero, Raab salì da loro sulla terrazza,  e disse a quegli uomini: 'Io so che il SIGNORE vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Poiché noi abbiamo udito come il SIGNORE asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall'Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che votaste allo sterminio.  Appena l'abbiamo udito, il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra'". 
Isaia 63:12-14: "Allora il suo popolo si ricordò dei giorni antichi di Mosè: Dov'è colui che li fece uscire dal mare con il pastore del suo gregge? Dov'è colui che mise in mezzo a loro lo spirito suo santo,  che fece andare il suo braccio glorioso alla destra di Mosè, che divise le acque davanti a loro, per acquistarsi una rinomanza eterna,  che li condusse attraverso gli abissi, come un cavallo nel deserto, senza che inciampassero?  Come il bestiame che scende nella valle, lo spirito del SIGNORE li condusse al riposo. Così tu guidasti il tuo popolo, per acquistarti una rinomanza gloriosa". (Neemia 9:10; Salmi 106:7-8; Isaia 43:23; Ezechiele 20:9; Daniele 9:15; cfr. Esodo 14:4,17-19, 21-28). 
Pertanto le nostre preghiere non devono essere egoistiche! Dovremmo imparare a pregare che Dio mostri la sua gloria per glorificare se stesso! Comunque sia ci farà del bene. Romani 8:28-29 . Noi dobbiamo amare la sua gloria più di noi! Se amiamo la sua gloria più di noi, chiederemo a Dio di manifestare la sua gloria non per noi, ma per lui! Chiederemo ciò che a Lui fa più piacere! Se amiamo veramente la gloria di Dio dobbiamo chiederGli che faccia non ciò che noi pensiamo sia la cosa giusta o migliore, questo o quell’altro, ma  che Lui mostri la Sua gloria, se stesso e di fare quello che vuole, il suo carattere, il suo cuore secondo come il Suo nome sia glorificato. Non dico che non dobbiamo portare a Dio le nostre preoccupazioni,malattie, ecc, ma noi e le nostre preghiere devono avere come scopo la Sua gloria, che Dio glorifichi se stesso come meglio crede Lui!

Perciò:
1. Noi non dobbiamo ricercare il nostro piacere o interessi nella preghiera.
2. Noi non dobbiamo ricercare il vedere o sentire Dio fisicamente.
3. Ma dobbiamo ricercare e accettare la Sua volontà, il Suo piacere sovrano.
Questo piacere sovrano di Dio non lo rivela a tutti e non lo rivela a volte come noi ci aspettiamo! Non dobbiamo aspettarci che si rivela tutte le volte che uno lo può chiedere e in alcuni incontri organizzati per sperimentare lo Spirito Santo, lo Spirito soffia dove vuole (Giovanni 3:8), Dio farà grazia a chi vorrà! (Esodo 33:16,19). 
Queste aspettative organizzate possono creare nella mente delle persone false o limitate aspettative al di sotto di ciò che Dio può fare. Noi non dobbiamo pregare per le manifestazioni di Dio, nel senso di visibili con l’occhio, ma che Dio manifesta la Sua gloria, cioè lasciare che Dio manifesti se stesso secondo la sua gloria, in questo modo Dio può superare le nostre migliori aspettative, perché Dio va al di là di quello che possiamo chiedere o pensare! (Efesini 3:20-21). 
Noi dobbiamo concentrarci su Dio stesso, piuttosto che su ciò che egli può fare per noi, di rivelarsi come meglio crede. Egli è sovrano, il che significa che egli ha il diritto di fare delle scelte e di rivelare se stesso a chi vuole, come vuole, quando vuole! Ma sarà la cosa perfetta perché l’opera sua è perfetta e tutte le sue vie sono giustizia dice Deuetronomio 32:4.

CONCLUSIONE
1) Noi dobbiamo sviluppare un’amore per la sua gloria.
Dobbiamo sviluppare una gelosia per la sua gloria come l’aveva Gesù! Giovanni 2:17: "…..'Lo zelo per la tua casa mi consuma'".

2) Noi dobbiamo avere fede, gioia e serenità.
La gloria di Dio ci ricorda che Dio ci conduce, ci protegge,  salva, è potenza vittoriosa, provvede ai nostri bisogni e ci incoraggia, un Dio che possiamo incontrare grazie a Gesù che è la gloria di Dio. (Giovanni 1:14; 14:6).

3) Noi dobbiamo avere timore di Dio.
Levitico 9:23-24: "Mosè e Aaronne entrarono nella tenda di convegno; poi uscirono e benedissero il popolo; e la gloria del SIGNORE apparve a tutto il popolo. Un fuoco uscì dalla presenza del SIGNORE e consumò sull'altare l'olocausto e i grassi; tutto il popolo lo vide, emise grida di esultanza e si prostrò con la faccia a terra". (Cfr. 2 Cronache 7:3; Ezechiele 1:28; 3:23). 
A Dio dobbiamo il massimo rispetto, timore (Isaia 42:8,12; Malachia 1:6).

4) Noi dobbiamo aumentare la nostra consapevolezza giorno per giorno della gloria di Dio.
Come possiamo crescere in questo?
a) Cibiamo la nostra mente della gloria di Dio: del suo carattere, delle sue opere, delle sue azioni.

b) Meditiamo su questa verità ogni giorno: "Dobbiamo vivere oggi per la gloria di Dio".

c) Chiediamo a Dio costantemente durante il giorno che ci dia una maggiore consapevolezza della Sua gloria.

d) Ricordiamo più volte durante la giornata chi è Dio:carattere glorioso!

Così facendo sicuramente la nostra consapevolezza della gloria di Dio aumenterà!

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