Il timore di Dio


Salmo 34:11-22: Il timore di Dio.
Davide invita ancora le persone a ricorrere a Dio, a cercare aiuto da Yahvè piuttosto che a ricorrere in altre divinità. L’esortazione e l’enfasi che attraverso questo salmo presuppone che non è un atteggiamento facile e istintivo. Le persone sono sempre tentate di fare i conti, di prendere il controllo del proprio destino o di guardare ad altre risorse  e non in Dio! È intenzione di Davide in questo Salmo non solo adorare il Signore e testimoniare della sua bontà, ma anche insegnare a noi il timore del Signore (v. 11). Abbiamo notato che il timore del Signore è vivere una vita devota, consacrata a Dio. Nei vv.11-22 vediamo questa verità è più evidente, perché ci viene detto espressamente: “vi insegnerò il timore del Signore”, quindi cosa consiste temere il Signore. Davide ci invita ad ascoltarlo per imparare il timore del Signore. Solo chi ha imparato il timore del Signore può insegnare agli altri il timore del Signore. Dal momento che Davide conosce per esperienza il timore del Signore, egli può insegnare il timore del Signore. “Venite figlioli, ascoltatemi” include l’autorità di insegnante da  una parte di Davide e dall’altra figli si riferisce agli alunni, ai studenti essere pronti e aperti per imparare. Questo era un modo convenzionale utilizzato dai saggi verso i loro studenti (Proverbi 4:1 ). Noi vediamo un incoraggiamento a riflettere da parte di Davide nel suo insegnamento.

Primariamente Davide dice:
I CONSIDERA LA FELICITÀ (v.12)
Spesso la gente più scontenta e  paurosa sono quelli che hanno grandi ricchezze! Calouste Gulbenkian, morì nel 1955, ha lasciato una fortuna di 420 milioni dollari! Ma le ricchezze gli hanno portato felicità e pace? Mai! Ha vissuto nella paura costante.  Una barriera elettrica circondava la sua casa a Parigi ed aveva molte guardie private e spie che proteggevano lui e la sua dimora. Davide motiva all’ascolto e quindi a mettere in pratica il suo insegnamento sul timore di Dio considerando la vera felicità! Tu vuoi la vita (ḥay) nel senso fisico, e vuoi vivere a lungo per gioire del bene? In altre parole vuoi sperimentare la  felicità? Vuoi essere felice? Infatti gioire (rā˒āh) ha il senso di vedere (Salmi 9:13 ;10:11), infatti è la stessa parola di "vedrete" del v.8, quindi fare l’esperienza (Salmi 71:20). Il bene (ṭûḇ-v.8) inteso come benessere, prosperità, felicità. (Cfr. Proverbi 3:16-18; Genesi 24:10; Deuteronomio 26:11; Salmi 4:6; 23:6; 25:12-13; 65:11). Noi vediamo entrambe le parole in Salmi 4:6-8 : "Molti van dicendo: 'Chi ci farà veder la prosperità?' O SIGNORE, fa' risplendere su di noi la luce del tuo volto! Tu m'hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano.  In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o SIGNORE, mi fai abitare al sicuro".
Se vuoi essere felice dice Davide temi il Signore! Il timore del Signore è la vita morale che abbraccia le parole e le azioni.

Davide dice:
A) Controlla le tue parole (v.13)
Il timore del Signore non è una teoria religiosa, ma un messaggio concernente ciò che giusto, un comportamento adeguato di un essere umano in vista della realtà di Dio e della Sua volontà.
(1) Trattieni la tua lingua dal male
"Male" (ra˓) indica:
a) Ciò che non è moralmente puro o che non ha uno standard adeguato, nel senso che non è in linea con la volontà di Dio. (Genesi 6:5; 8:21; Deuteronomio  30:15; Salmi 14:17; Isaia 5:20,14; Michea  7:3 10).

L’altro significato secondo la radice ebraica (רָעַע, rā˓a˓)
b) Ciò che è nocivo, dannoso, calamitoso, distruttivo, pregiudizievole.
(Genesi 47:9; Esodo 5:19; Numeri  20:5; 2 Re 2:19,2 Re 4:41; Amos 6:3; Abacuc 2:9; Giobbe 2:10; Proverbi 21:10 ). Qualsiasi lesione o danno provocato ad un altro, quindi che ha influito negativamente su di lui è il male. Un tale danno è inflitto deliberatamente e maliziosamente che diventa malvagità e l'autore del reato si rende colpevole del peccato. Giacomo parlando della lingua dice che è come un fuoco, un male continuo, pieno di veleno mortale (Giacomo 3:8 ), pensate che danni può fare! Noi con la lingua possiamo fare molto male ad una persona offendendola, con il sarcasmo, con la maldicenza, con la manipolazione, con il doppio senso.

(2) Trattieni le labbra da parole bugiarde.
Una bambina chiede un giorno a sua madre:” mamma cosa è peggio dire una bugia o rubare?” La madre rispose che entrambi erano peccati, ma non sapeva bene cosa era peggio. “Bene, mamma”, rispose la piccola, “ho pensato un bel po’ su questo e penso che sia peggio mentire che rubare”. “Perché figlia mia?” Ha chiesto la madre. “Beh, vedi, mamma, se rubi una cosa, si può dare indietro, a meno che non hai mangiato, e se hai mangiato, si può sempre pagare per questo, ma una bugia è per sempre “.  Una bugia è per sempre! 
Il diavolo è bugiardo (Giovanni 8:44), e se diciamo le bugie seguiamo il suo esempio! Paolo dice che dobbiamo bandire la menzogna e dire la verità al nostro prossimo (Efesini 4:25). Le bugie fanno parte della vecchia natura, la natura che non è convertita, il vero credente si è spogliato del vecchio uomo con le sue opere ed è rivestito del nuovo fatto ad immagine di Dio (Colossesi 3:9-10). Chi dice le bugie è una persona non vale niente ed in abominio al Signore! (Proverbi 6:12-19). 
Se temiamo veramente il Signore non faremo male con la lingua e non diremo bugie, nemmeno quelle a fin di bene.

B) Controlla la tua condotta (v.14)
Allontanati dal male e fa il bene (ṭûḇ). La stessa parola la troviamo al v.8,10,12, ma il significato qui in contrasto con il male.

Perciò si riferisce:
(1) Al comportamento secondo la legge di Dio.
E:
(2) Nel fare bene agli altri, nel portare i benefici come Dio ci da i benefici a noi!
Indica l’amore verso il prossimo! Se temiamo il Signore non faremo male agli altri con le nostre azioni! Il timore del Signore  ci permetterà di evitare la presenza del peccato nella nostra vita. La nostra vita morale, tuttavia, non è semplicemente quello di essere vissuta come un fatto negativo. Troppo spesso di essere un cristiano è stato pensato solo a seguito di un elenco di "non fare". Ma Davide ci esorta a fare il bene. 
Matteo 7:12: "Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge e i profeti". Si dice che l'imperatore Romano Settimio Severo era talmente affascinato da questa legge da quando l’ha sentita per la prima volta che ha nominato un lettore per ripetere a voce alta ogni volta che gli portavano qualcuno da  giudicare. Egli ha inoltre ordinato a scriverla  a grandi lettere nei locali più frequentati del palazzo e in molti edifici pubblici. Anche se era un’ idolatra, l'imperatore onorava Cristo come Colui che aveva detto loro come vivere giustamente, ed era anche disposto a includere Cristo tra i suoi dèi! 
Ciò che tu desideri che gli altri ti facciano, sei chiamato a farlo a loro! Questo implica non solo il non fare, se fosse così questo ti porterebbe all’indifferenza, ma dice di fare, perciò questo indica non essere passivi, ma attivi nel fare il bene agli altri! Se vedi qualcuno nel bisogno il non fare ti dice di non approfittarti di lui, ma il fare implica non solo non fargli male, ma anche di impegnarti nel fare il bene a  quella persona, ad aiutarla perché questo è il desiderio che noi avremmo se fossimo al suo posto! Dunque il bene racchiude la legge morale di Dio, l’osservanza dei suoi comandamenti portando beneficio agli altri. Dal momento che viviamo in un'epoca amorale, abbiamo bisogno della Parola di Dio, che illumini le nostre menti e purifichi le nostre coscienze sul bene e per il bene. Il nostro mondo è pieno di doppie voci ambigue: l'adulterio e la fornicazione sono chiamate "libertà sessuale." Gli aborti “una prescelta”. In questa società sempre più egoistica e individualista, abbiamo più che mai bisogno di sapere ciò che è male e ciò che è bene, questo insegnamento lo troviamo nella Parola di Dio!  Ora La Bibbia ci esorta a non lasciarci vincere dal male. 
Romani 12:21: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene". È chiaro che la necessaria integrità di parola e di azione presuppone l'integrità della mente, perché le parole e le azioni sono radicati nelle intenzioni interiore di una persona. 
Luca 6:45: "L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall'abbondanza del cuore parla la sua bocca". 
Devi cambiare e rinnovare il tuo cuore!

Ma noi vediamo in questo insegnamento sul timore di Dio che Davide ci dice:
C) Cerca la pace e adoperati per essa (v.14)
Le guerre sono generate nel cuore degli uomini, ecco un altro motivo per cui siamo chiamati a rinnovare il nostro cuore. 
Giacomo 4:1: "Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse  dalle passioni che si agitano nelle vostre membra?" Un insegnamento che troviamo anche nel Nuovo Testamento.  Chi si adopera per la pace è un figlio di Dio, avrà questo titolo onorifico da parte di Dio. Matteo 5:9: "Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio". “Cerca” (bāqaš) è la ricerca di qualcosa di perduto o che manca, perciò è cercare di trovare, è questo va fatto con impegno!
“Adoperati” (rāḏap̱) significa perseguire, correre dietro. Pensate che questa parola viene usata per inseguire i nemici  in senso ostile (Genesi 14:14-15; Esodo 14:4,8,9,23; 15:9) o per perseguitare (Deuteronomio 30:7). 
La guerra non viene fatta con tutto se stessi per non capitolare, per non perdere! Come un popolo insegue un altro popolo nemico con il massimo impegno per prenderlo e vincerlo nel senso negativo, così noi siamo chiamati nel cercare di perseguire, raggiungere la pace. A cosa si riferisce la pace? Il significato generale che c’è dietro questa parola è completamento e realizzazione di entrare in uno stato di integrità e di unità, un rapporto restaurato. 
“Pace” (shâlôm) indica amicizia, senza conflitto (1 Re 4:25; 5:4,12 ); benessere (Genesi 43:27; Esodo 18:7; Giudici 18:15; 1 Samuele 17:18); buona salute (Genesi  29:6; Salmi 38:3; Isaia 57:18; Geremia 6:14), sicurezza, prosperità, uno stato di favorevole circostanza (1 Samuele 1:17; Giobbe 5:24; Salmi 73:3); salvezza, libero da ogni pericolo (Genesi 28:21; 1 Re 2:33; Giobbe 25:2; Salmi 35:27; 122:6; Isaia 45:7; Geremia 14:13; 29:11; Michea 4:5); appagamento interiore (Esodo 18:23); tranquillità  (Isaia 32:17; Salmi 4:9). 
Nel Nuovo Testamento tra i diversi significati indica una relazione con Dio di riconciliazione attraverso Cristo (Isaia 9:6; Zaccaria 9:9-10; Romani 5:1-2; Efesini 2:14 ).

Quindi coloro che sia adoperano per la pace e si adoperano per essa:
(1) Sono in pace con Dio.
L’uomo nella sua natura umana è nemico di Dio a causa dei propri peccati. Il peccato ci ha separati da Dio, i nostri peccati gli hanno fatto nascondere la Sua faccia da noi dice (Isaia 59:1-2). Ma possiamo siamo giustificati e salvati per il sangue di Gesù! Se prima eravamo nemici, Gesù, tramite il Suo sacrificio ci ha riconciliati con Dio, quindi per fede mediante Gesù abbiamo pace con Dio (Romani 5:1,9-11; 2 Corinzi 5:18-21; Colossesi 1:20).

(2)  Hanno la pace di Dio in Cristo.
…..La pace interiore, la tranquillità, la calma, l’assenza dell’angoscia, del panico, dell’ansia, della paura. 
Si dice che Dante un giorno vagasse sulle montagne della Lunigiana (Toscana), si avvicinò ad un monastero di clausura. Era un periodo in cui la sua mente era sconvolta da conflitti interiore ed era in cerca di rifugio da queste lotti. Così bussò molto forte alla porta del monastero. Un monaco aprì e vide lo sguardo triste e il  viso pallido di Dante. “Che cercate qui?” Disse il monaco. Con un gesto di disperazione, il poeta rispose: “Pace!”  Ma la pace interiore non si trova nei posti solitari, ne in una cella di un monastero ascetico, la pace non viene dal di fuori, e non dipende dal posto, ne dalla posizione sociale, ne dalla stagione, ne se sei giovane o anziano, ne se stai attraversando un periodo senza problemi, la pace viene da dentro di te, anche se non viene da te, il segreto per averla è Cristo! È possibile avere la pace interiore anche in mezzo alla tempesta, perché Gesù è il rifugio e il riposo della nostra anima! Se abbiamo pace con Dio e se abbiamo imparato la comunione con Cristo, abbiamo imparato il segreto della pace che supera ogni intelligenza (Filippesi 4:6-7). 
Gesù è il principe della pace (Isaia 9:6). Se Gesù è il principe della pace, è chiaro che noi credenti, essendo uniti a Lui abbiamo la sua pace. Gesù da una pace che il mondo non dà! 
Giovanni 14:27: "Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti". 

Non puoi avere la pace interiore senza Cristo e senza la pace con Dio!
Ma cercare la pace e adoperarsi per la pace significa:
(3) Cercare la pace con il prossimo.
Romani 14:17-18: "Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini". 
Così anche Ebrei 12:14: "Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore". 
Hai problemi con qualcuno? Se dipende da te devi cercare di riconciliarti, di vivere in pace con tutti uomini! Non possiamo dire di avere conosciuto la pace di Dio e di Cristo e poi siamo in guerra con il nostro prossimo!

(4) Contribuiscono a promuovere la pace fra gli uomini e Dio.
Se la pace nella Bibbia descrive anche la riconciliazione con Dio attraverso Gesù, allora chi si adopera per la pace lavorerà, sarà impegnato in questa direzione (2 Corinzi 5:19-21). Noi dobbiamo lavorare attivamente nell’evangelizzazione, perché Dio fa dei credenti ambasciatori di pace tra Lui e il mondo perduto! Dio esorta il mondo perduto, i peccatori, tramite i credenti e lo dobbiamo fare con passione notate il  v.20.
“Vi supplichiamo” (parakaléō)  indica implorare, esortare seriamente, sollecitare con passione!!

Per imparare il timore di Dio:
II CONSIDERA LA SALVEZZA DÌ CHI APPARTIENE A DIO (vv.15,17-20,22)
A) Dio è attento alla vita dei giusti (v.15)
Noi vediamo che Dio è attento alla vita di chi gli appartiene. I suoi occhi sui giusti e i suoi orecchi attenti al loro grido! Chi sono i giusti?

“I giusti" (ṣaddiyq) si riferisce:
(1) Alla persona che ha messo la sua fiducia solo in Dio per la salvezza.
La parola stessa significa "conformità a uno standard”, vale a dire alla perfezione della santità di Dio. Dio è santo e giusto (Isaia 6:3; 2 Cronache 12:6; Salmi 11:7; Geremia 12:1; Lamentazioni 1:18). Pertanto i Suoi standard, i Suoi giudizi, la Sua parola sono giusti (Salmi 119:144; 119:160; 119:172). Si riferisce ad una posizione di giustizia, nel senso legale, giuridico! 
Al peccatore che crede Dio lo giustifica per grazia cioè lo dichiara giusto perdonandogli i suoi peccati per il sacrificio di Cristo ed in questo modo entriamo in una relazione che lo soddisfa. 
È scritto di Abraamo in Genesi 15:6: "Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia". Ancora in Romani 3:21-24: "Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti:  vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono -infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio-  ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù".

Ma giusto indica anche:
(2) Una giustizia pratica, o la conformità progressiva dell'uomo al carattere di Dio, quindi nel senso morale o etico, il vivere in conformità con le norme di Dio.
Il giusto cammina con Dio, nel senso che  è ubbidiente ed integro come Noè (Genesi 6:9; 7:1), il giusto serve Dio (Malachia 3:18). Noi possiamo essere giusti nel senso etico solo attraverso Cristo, il credente è morto con Cristo e risorto con Cristo perciò si comporterà da giusto dice Paolo in Romani 6:12-14 e Filippesi 1:11. 
Il rapporto che uno ha con Cristo lo dimostra con il comportamento giusto! Questa giustizia etica è la conseguenza della giustizia che Dio ci ha imputato in Cristo.

B) Dio ascolta e libera i giusti (17,19)
I giusti gridano( šawe˓āh) è un grido di aiuto (Esodo2:23). Il Signore li libera da tutte le loro disgrazie (ṣārāh) cioè problemi, estremo disagio, angoscia, calamità. Molte sono le afflizioni (rā˓) del giusto, ma il Signore lo libera da tutte!  “Afflizioni” è disastro, fatica, sofferenza, miseria, disgrazia, rovina, uno stato di disagio (Esodo 32:14 ). Dio non ci ha promesso una vita facile, ma con l’afflizione abbiamo anche la promessa della sua liberazione!

C) Dio è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito (18,20)
“Afflitto” (šāḇar) significa rotto in pezzi, scoppiato, fracassato. Qui si riferisce ovviamente a coloro che sono depressi, scoraggiati, presi da una disperazione profonda.
Salva gli umili. “Umili” (dāḵā˒) indica schiacciati, abbattuti, coloro che hanno i lividi, oppressi (Giobbe 4:19; Salmi 72:4; 94:5; Proverbi 22:22; Isaia 53:10). Ma qui è in senso poetico o figurativo ha il senso di contrito, un atteggiamento di umiliarsi davanti a Dio (Geremia 44:10; Isaia 57:15). Confermato dalla parola “spirito” (rāwaḥ) che descrive tutta una serie di fotogrammi della mente umana, dalle emozioni più forti al fallimento di tutte le vitalità. Diverse volte nella Bibbia troviamo scritto che Dio resiste ai superbi, ma fa grazia gli umili (Proverbi 3:34; Giacomo 4:6; 1 Pietro 5:5). L’umile è colui che riconosce la propria miseria spirituale come quel pubblicano, il proprio stato di bisogno, riconosce che da solo non è in grado di farcela e perciò si affida a Dio! Mentre il Fariseo si vantava in se stesso in che era e faceva! Dio giustificò il pubblicano e non il fariseo! 
Dio è vicino a te se hai il cuore a pezzi e se ti umili davanti a lui cercando il suo aiuto! Dio preserva tutte le loro ossa, non se ne spezza uno. È una metafora (similitudine) modo di dire per indicare che Dio si prende cura  dei giusti, assicura la protezione di Dio per tutta la persona. Noi qui vediamo un altro atteggiamento importante per una preghiera esaudita:l’umiltà! Se vuoi che le tue preghiere siano esaudite devi essere umile, devi riconoscere i tuoi peccati, fare cordoglio per i tuoi peccati, chiedere pietà a Dio che ti aiuti, riconoscendo che tutta la tua vita dipende da Dio!

D) Dio riscatta la vita dei suoi servi (22)
(1) Dio riscatta.
La parola “riscattare” (pāḏāh) significa comprare o salvare da un grande danno, causare la libertà o il rilascio di una persona dalla schiavitù. (Esodo 13:13; 2 Samuele 4:9). Il significato di base della radice ebraica è quello di ottenere il trasferimento della proprietà da uno all'altro tramite il pagamento di un prezzo o un sostituto equivalente (Esodo 4:23; 12:29; 19:20; Numeri 3:49; 18:16; Salmi 49:7-8,15; 25:22; 26:11; 31:5; 55:18; 69:18; Isaia 35:10; 51:11). 
La parola è usata per descrivere l’agire di Dio quando liberò il suo popolo con mano potente dal Faraone e dalla schiavitù in Egitto (Deuteronomio 7:8; Michea  6:4). L'Egitto era propriamente la casa della schiavitù e divenne il simbolo della schiavitù e oppressione da cui Israele è stato liberato da Dio. (Deuteronomio 9:26; 24:18).
Dopo che Israele era in esilio a Babilonia, il Signore li ha redenti dai loro forti nemici (Geremia 31:11). 
Cristo ci ha riscattati dal vano modo di vivere dei padri per appartenere a Dio (1 Pietro 1:18-19 riscatti lutróō). Perciò il concetto del riscatto è di salvezza e di un nuovo rapporto con il Signore come una persona ora di proprietà di Dio (soteria - Atti 13:26; 2 Corinzi 7:10; 1 Pietro 1:9; sozo -1 Corinzi 1:21 ).

Infatti:
(2) Il credente nella Bibbia è descritto:
a) Come un servo di Dio ( Romani 1:1 , Galati 1:10 , Tito 1:1 ).
b) Serve Dio (1 Tessalonicesi 1:9-10 ).
c) Ed è chiamato a servire Dio (Romani 12:11 ).
I servi di Dio sono quelli che sono devoti a Dio! (Salmi 69:36; 113:1; 134:1; 135:1,9; 136:22; Isaia 54:17; 63:17; 65:8,9,13–15; Geremia 30:10; 46:27). 
"Servi di Dio" (˓āḇaḏ) non indica qualcosa di negativo: 1) Perché Dio si serve di noi per realizzare i suoi progetti; 2) Perché apparteniamo  al Signore e siamo sotto la sua protezione.

(3) Chi confida in Dio non sarà considerato colpevole
Chi confida (ḥāsāh come v.8) in lui non sarà considerato colpevole (˒āšam). La parola  “colpevole”, è più spesso utilizzata per descrivere il prodotto del peccato, cioè il senso di colpa davanti a Dio. Quindi chi è ritenuto responsabile di un illecito, di  un peccato contro uno standard, è colpevole e quindi eventualmente subisce la punizione o la ricompensa (Levitico 4:13,22,27; 5:2,3,4,17; Geremia 50:7). 
In questo contesto si riferisce probabilmente a subire la punizione dovuta a causa del peccato (Salmi 34:22-23; Isaia 24:6; Geremia 2:3; Ezechiele 6:6 ). Quindi in questo senso il credente pur essendo un peccatore non subirà la punizione dovuta,questo grazie a Cristo (Romani 3:25-26; 8:1; 2 Pietro 2:9; Giovanni 5:24). 
Cristo ha preso il giudizio per noi! Ci ha sostituiti! (1 Pietro 2:22-23; 3:18-19 ).

Per imparare il timore di Dio:
III CONSIDERA IL GIUDIZIO DÌ DIO PER CHI NON GLI APPARTIENE  (vv.16,21)
A) Il volto di Dio è contro quelli che fanno il male (v.16)
Dio controlla tutti! Niente sfugge al Suo controllo! 
Proverbi 15:3: "Gli occhi del SIGNORE sono in ogni luogo, osservano i cattivi e i buoni". Dio è contro la persona che danneggia volontariamente altri! Se gli occhi di Dio e i suoi orecchi sono sui giusti, il suo volto (pēn) è contro quelli che fanno il male (rā˓āh come  nei v.13,14). Noi vediamo qui un contrasto: tra quelli che camminano con Dio sono salvati e quelli che camminano nel male saranno giudicati. 
Parlando di volto in Numeri 6:25: "Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!" Il volto di Dio che splende sui credenti indica la grazia, la misericordia, la pace che si irradia su di loro. Mentre il volto contro,indica che Dio non è dalla loro parte, perciò i malvagi sono sotto l’ira di Dio! (Romani 1:18 ). Le preghiere dei malvagi non saranno ascoltate da Dio, mentre quelle dei giusti si! 
Proverbi 15:8: "Il sacrificio degli empi è in abominio al SIGNORE, ma la preghiera degli uomini retti gli è gradita". 
Ancora Proverbi 15:29: "Il SIGNORE è lontano dagli empi, ma ascolta la preghiera dei giusti". 
Per Dio è importante chi prega! Agli esseri umani spesso piace che vengano ricordati dopo la morte, e di solito le persone che si sono comportate bene sono ricordate positivamente, ma tendiamo a dimenticare le persone malvagie. Gli israeliti si aspettano che la loro memoria sia  mantenuta in vita nella loro famiglia e sulla terra, che portano il loro nome, l'infedele non sarà ricordato! Ma il significato può anche essere che Dio annulla le ambizioni o i progetti dei loro atti malvagi!

B) La malvagità farà perire i malvagi (v.21)
“Malvagità” (ra˓), come v.19 indica ciò che non è moralmente buono (come opposto o perversione del bene), quindi con un’implicazione che l'evento o azione è dannosa in vari modi (Genesi 44:4),quindi non solo l’atto in sé è malvagio, ma anche il risultato di quell’atto è dannoso per chi lo riceve. “Malvagità” sono le afflizioni, disastro, fatica, sofferenza, miseria, disgrazia, rovina, vale a dire, uno stato di disagio in alcune circostanze (Esodo 32:14). Ma la malvagità farà perire il malvagio (rāša˓). Il malvagio è colui che si rende colpevole, che agisce empiamente. 
Il malvagio è il contrario del giusto perciò si riferisce a chi è dalla parte del torto che è colpevole perché non agito secondo la norma della legge di Dio,  colui che non ha adempiuto gli obblighi e le funzioni riguardo gli standard divini, che si è discostato dal Signore (2 Samuele 22:22; Salmi 18:21), che ha violato il diritto  (Salmi 109:7) pertanto è colpevole e sarà giudicato (Esodo 22:9; Deuteronomio 25:1). 
Il Signore sarà il giudice del malvagio e lo dichiarerà colpevole (1 Re 8:32; Giobbe 9:20). La malvagità farà perire il malvagio! Perire si può riferire alla morte per il malvagio, come conseguenza oppure come reato e questa azione si ripercuoterà contro il malvagio stesso come  (Salmi 7 o Proverbi 11:19,27), oppure si può riferire al giudizio di Dio. Perciò il malvagio facendo  il male  si attira il giudizio di Dio saranno giudicati.

Comunque sia:
C) Quelli che odiano il giusto saranno considerati colpevoli (v.21)
Dal contesto l’odio si riferisce ad atti malvagi contro il giusto. Il malvagio sarà considerato colpevole ed è riferito alla punizione di Dio. Mentre il Signore riscatta la vita dei suoi servi e quelli che confidano in lui, nessuno  sarà considerato colpevole, ci sarà un giudizio finale di condanna eterna per il malvagio! Gesù ha descritto il giudizio di Dio in questo modo che: tutte le genti saranno riunite davanti a lui e separerà gli uni dagli altri come il pastore separa le pecore dai capri. Le pecore sono i credenti e i capri  i non credenti, i giusti le pecore se ne andranno a vita eterna mentre gli altri, i capri a punizione eterna! All’inferno per sempre! (Matteo 25:31-46). 
2 Tessalonicesi 1:6-10: "Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione;  e a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù.  Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perché è stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi".  
Un predicatore una volta predicò sul giudizio finale. Il giorno dopo alcuni uomini che non erano d’accordo con lui, concordarono che uno di loro doveva andare da lui a chiarire e discutere sul giudizio di Dio. Uno di questi andò e cominciò la conversazione dicendo: “Credo che ci sia una controversia piccola tra voi e me, io ho pensato di risolverla questa mattina.” “Ah!” Rispose il predicatore, “di cosa si tratta?” L’uomo rispose: “Perché voi dite che la punizione dell’impenitente sarà eterna! Io non credo che Dio farà questo!” “Oh, se questo è tutto” rispose il predicatore,” non vi è alcuna controversia tra lei e me. Se leggete Matteo 25:46, vi accorgerete che la controversia non è tra voi e me, ma tra voi e il Signore Gesù Cristo, e vi consiglio di andare immediatamente da Lui a risolvere la questione”. 
Matteo 25:46 dice: "Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna". La dottrina del giudizio finale futuro è così chiaramente insegnata nella Parola di Dio che nessuno può sfuggire. Non è che Dio vuole minacciare o spaventare la gente, ma ci vuole riportare a considerare la realtà che ci sarà il giusto giudizio di Dio per le azioni degli uomini.

CONCLUSIONE.
Sapete dirmi il nome di quei divi di Holliwood morti nell’ottobre del 1985?..... Yul Brynner, Orson Welles e Rock Hudson uomini di primo piano, giganti di primo ordine, per fama e bravura, ma ahimè anche loro morirono. Yul Brynner morì a 65 anni il 10 ottobre di cancro ai polmoni dovuto al fumo, Orson Wells morì a settant’anni sempre il 10 ottobre , Rock Hudson morì il 2 ottobre 1985  a sessant’anni per AIDS. Non sappiamo se erano felici, non sappiamo dove ora si trovano, se all’inferno o in paradiso! Certamente avevano fama, successo e ricchezze! Ma se non avevano Cristo condivideranno l’inferno con il diavolo e tutti gli altri che non si sono pentiti e pentiranno in questa vita dei loro peccati e non hanno creduto in Gesù! Se sei tra questi ravvediti dei tuoi peccati e credi in Gesù che è morto per i peccati dell’umanità! Chi invece ha la certezza del perdono dei peccati, se appartieni a Cristo, allora adora e ringrazia per la salvezza gratuita che hai in Cristo!

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