giovedì 28 febbraio 2013

Beati i puri di cuore.


Matteo 5:8: Beati i puri di cuore.

Vi siete chiesti qualche volta, dopo un’azione che non vi è piaciuta: “ Perché mi sono comportato così?!” Oppure avete affermato: “Una cosa del genere da me non me la sarei mai aspettata!”. Certi comportamenti o cadute spirituali non sono causate per caso, non sono incidenti di percorso! Dopo un violento temporale, un grandissimo albero cadde! Dall’esterno sembrava che andasse tutto bene, ma dopo un esame più vicino e attento, l’albero all’interno era marcio perché era stato mangiato da tanti piccoli vermi. Quindi, la caduta e la fragilità di questo albero gigante non fu causata dal temporale, così all’improvviso, ma dal momento che quei vermi presero dimora nel centro, nel cuore dell’albero! Le nostre cadute spirituali non sono causate all’improvviso, ma da quei vermi che abbiamo permesso che abitassero nel nostro cuore! In questi versetto vediamo tre aspetti molto importanti della nostra vita cristiana.

Primariamente consideriamo:
I LA PUREZZA.
“Beati i puri”. Che cosa significa essere puri? Nella Bibbia vediamo che quando si parla di purezza, si riferisce: alla purezza  sacrificale, alla purezza cerimoniale e alla purezza morale o comportamentale. “Sacrificale” si riferisce che Dio tramite i sacrifici degli animali purificava l’offerente dai peccati (Levitico 16:30), poi questi sacrifici fecero posto al sacrificio perfetto di Cristo (Tito 2:14; Ebrei 9:13-14 ; Ebrei 10:2 ). Poi c’è una purezza  “cerimoniale” molto caro ai Farisei (Marco 7:4). Poi troviamo la purificazione “morale” (Isaia 1:16-17 ; 2 Corinzi 7:1). Ma nel nostro testo a che cosa si riferisce essere puri di cuore? 
“Puri di cuore indica tre aspetti tutte collegate tra di loro.

Indica la:
A) Santità.
La parola “puri” (Katharos) originalmente voleva dire semplicemente pulito, e veniva usato per i vestiti sporchi che erano stati lavati, quindi che diventavano puliti. Infatti la stessa parola è usata in Matteo 27:59 per indicare il lenzuolo pulito con cui Gesù è stato avvolto al momento del Suo seppellimento (Cfr. Zaccaria 3:5). Per puro si intende essere pulito in un senso spirituale dalla contaminazione e dalla colpa del peccato.
(1) Noi vediamo che Cristo purifica i credenti.
Tito 2:14: "Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone". Gesù ci purifica dai nostri peccati. Il puro di cuore si trova in questa condizione grazie al sacrificio di Gesù fatto in croce!! Grazie a Gesù tutti i veri credenti sono santi! (Ebrei 10:10-14).

Ma vediamo anche che:
(2) Noi siamo chiamati a purificarci.
“Essere puri di cuore” non significa perfezione assoluta, nel senso che un discepolo di Cristo non pecca mai (Proverbi 20:9; Romani 7:19; 1 Giovanni 1:8-10). Significa essere coscienti che siamo peccatori e lavoriamo nella nostra santificazione. Il credente in Gesù è santo, quindi davanti a Dio chiamato a essere santo, a santificarsi! (1 Corinzi 1:2; Romani 1:7; Ebrei 12:14; 1 Giovanni 3:3). Un vero credente che è stato purificato attraverso la croce di Cristo lo dimostrerà nella vita pratica, lavorerà per la propria santificazione progressiva. 
Isaia 1:16-17: "Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!" 
Poi ancora in 2 Corinzi 7:1 leggiamo: "Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio". (Cfr. Apocalisse 21:27; 22:14-15). 
Un visitatore va nello studio di un grande pittore, e trova sul suo cavalletto alcuni gemme molto brillanti, raffinate e vivaci. Il visitatore chiede come mai avesse quelle pietre preziose proprio là, così il pittore rispose: "Io li tengo per tenere sempre davanti ai miei occhi i colori originali. Quando lavoro con i colori, la sensibilità al colore puro si indebolisce, avendo questi colori puri di fronte a me,  rinfrescano i miei occhi riportandomi al colore originale, come il musicista con il suo diapason accorda lo strumento per il concerto". 
Forse noi non abbiamo più idea di cosa sia la vera purezza in questo mondo o nella chiesa, anche se ci sono credenti spirituali, per capirla nella sua realtà, dobbiamo guardare a Dio! Teniamo sempre presente la gemma perfetta, rinfreschiamoci ogni giorno gli occhi guardando a Cristo, Lui è il colore originale perfetto della santità! 
Chi è puro di cuore sarà zelante, appassionato nel ricercare l’assomiglianza a Gesù, sarà appassionato a ricercare la santificazione. Anche se la santità perfetta non potrà mai essere raggiunto in questa vita, dovrà essere comunque l'attività quotidiana di ogni cristiano (1 Tessalonicesi 5:22; 1 Pietro 1:14-16).  Come può essere possibile che un vero cristiano non senta il peso del peccato, quel peccato per cui Gesù soffrì e morì? 
“Quanto più un cristiano cresce nella grazia diventa sempre più  consapevole della necessità di essere puro di cuore”. (Owen French). La santificazione, benché non salva (perché salva solo Gesù per sola grazia), è la prova che si è stati salvati da Gesù e che si vive sotto la Sua Signoria. 

Puri di cuore indica anche un altro significato indica:
B) Integrità.
In primo luogo vediamo:
(1)  L’entità dell’integrità.
Integrità è essere completo in tutte le parti, intero, che non è diviso dentro. Indica una fedeltà assoluta verso Dio, non divisa. Le persone che sono puri di cuore, sono quelle persone il cui unico interesse è quello di servire Dio, le cui vite sono rivolte solo al servizio di Dio, la cui devozione a Dio è completa, totale come per esempio lo fu l’apostolo Paolo e tanti altri! 
Questo versetto ha uno sfondo nell’Antico Testamento Salmi 24:3-5: "Chi salirà al monte del SIGNORE? Chi potrà stare nel suo luogo santo? L'uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l'animo a vanità e non giura con il proposito di ingannare. Egli riceverà benedizione dal SIGNORE, giustizia dal Dio della sua salvezza". La comunione è possibile se c’è santità e integrità. Che non eleva l’animo a vanità si riferisce servire gli idoli (Salmi 31:6; Geremia 5:7; Giona 2:8-9; Ezechiele 36:25-26). Quindi vediamo un cuore consacrato solo a Dio che non è diviso con gli idoli.

(2)  Esempi di cuore doppio.
a) I Samaritani (2 Re 17:24-41).
I samaritani erano un popolo misto tra giudei e pagani, la loro caratteristica era che, come dice 2 Re 17:33,41 che temevano Dio e nello stesso tempo servivano i loro idoli.

b) I Giudei.
La storia del popolo di Israele è stata accompagnata da questa doppiezza di animo. Nell’Antico Testamento  succedeva che il popolo tradiva Dio con gli idoli, come uno che è sposato e ha un’amante. Già nella famiglia di Giacobbe vi era idolatria. 
Genesi 35:2: "Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: “Togliete gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, purificatevi e cambiatevi i vestiti… Quindi anche il popolo di Israele".  
Giosuè 22:17: "È forse poca cosa per noi il peccato commesso a Peor del quale fino a oggi non ci siamo purificati e che attirò quel flagello sulla comunità del SIGNORE?"
Che cosa era successo a Peor? Il popolo di Israele si unì alle donne Moabite e poi offrirono sacrifici ai loro dèi  e si prostrarono davanti a loro, hanno commesso idolatria, adulterio  spirituale, e l’ira di Dio si accese (Numeri 25:3-9; Salmi 78:37). 
Il loro cuore si era diviso, non furono integri! Se il tuo cuore è diviso, nel senso che non è al 100% per Dio, non sei integro davanti a Dio, non sei un puro di cuore! Oggi gli idoli possono essere i soldi, una persona, qualsiasi cosa o qualcuno che prende il posto di Dio!
John Blanchard: “La sua religione non è uno spettacolo privo di vita ma una esperienza viva. Lui adora, prega, offre, serve e testimonia di Cristo, e cerca di vivere in obbedienza alla Parola di Dio, non perché queste cose ci si aspetta da lui, ma perché non ha voglia di fare altrimenti”.

Ma puro ha un altro significato collegato con gli altri due, puri di cuore indica la:
C) Sincerità.
La parola “puro” era anche usata per indicare il latte o vino che non erano mischiati con acqua, quindi erano sinceri e così il metallo che non era alterato con altre leghe.  Quindi possiamo dire che puro significa essere onesti e limpidi davanti a Dio! Significa essere veri credenti che si dimostra con la coerenza! Quindi significa non essere ipocriti! Quella,  per capirci che avevano i farisei che curavano l’aspetto esteriore, mentre dentro erano tutt’altra cosa. 
Matteo 23:25-28: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d'intemperanza.  Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l'esterno diventi pulito. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità". Qui Gesù prende esempio degli utensili usati per il cerimoniale di purificazione per ammonire l’ipocrisia dei farisei che erano più preoccupati del cerimoniale, dell’estetica, dell’apparire che di quello che si è dentro che della purezza morale che loro non avevano! Se non vogliamo essere ipocriti e quindi se vogliamo essere puri di cuore la natura interiore deve corrispondere con quanto dimostriamo e professiamo esteriormente. I puri di cuore sono lo stesse all'interno come all’ esterno.  Non puoi adorare Dio e poi fare quello che ti pare, non puoi dire una cosa mentre nel cuore ne hai un'altra. Questa è ipocrisia. Inoltre quando la domenica mattina veniamo in chiesa per adorare Dio, non dobbiamo preparare le parole o l’organizzazione del culto, anche se sono importanti, ma il nostro cuore! 
Isaia 29:13: "Signore ha detto: «Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini". 
La vita cristiana non è un film o una rappresentazione teatrale dove un attore a ogni film diverso prende i panni di un personaggio  diverso. Essere cristiano significa essere sinceri e non ipocriti, significa non portare la maschera di credente, ma esserlo veramente sia nella vita pubblica alla stessa maniera di quella privata. Dio guarda nel nostro cuore e lo conosce bene! Non lo possiamo prendere in giro.

Vediamo allora:
II LA PARTE DEL CORPO DA PURIFICARE.
"Beati i puri di cuore". 
La parte del corpo dove siamo chiamati a essere puri, è il cuore. Che cosa è il cuore? La Bibbia mette molto l’enfasi sul cuore, mentre i farisei, le persone religiose al tempo di Gesù mettevano l’enfasi sull’esteriorità, sull’apparenza. Il cristianesimo non è solo una questione di condotta o di aspetto esteriore, o solo dottrina, è una questione soprattutto di cuore.

A) L’Identità del cuore.
(1) Il cuore (kardia) riassume tutta la natura interiore dell’uomo in opposizione alla parte esteriore.
2 Corinzi 5:12 : 12 Non ci raccomandiamo di nuovo a voi, ma vi diamo l'occasione di essere fieri di noi, affinché abbiate di che rispondere a quelli che si vantano di ciò che è apparenza e non di ciò che è nel cuore.

(2) Il cuore è la sede delle energie collettive dell’uomo, il centro della vita personale.
La sede intellettuale, la sorgente dei pensieri e della riflessione (Deuteronomio 8:5; 1 Re 3:9; Giovanni 12:40 ); la sede della volontà (1 Re 8:17; 2 Tessalonicesi 3:5);  la sede emotiva (1 Samuele 1:8 ; Esodo 4:14 ). Quindi il cuore indica l’uomo nella sua totalità, da dove proviene la forza e la funzione spirituale, dove Dio si manifesta infatti è nel cuore che Cristo abita (Efesini 3:17) e dove mette il Suo Spirito (Galati 4:6), è nel cuore la sede del timore di Dio (Geremia 32:40), è nel cuore che Dio ha scritto le Sue leggi (Ebrei 8:8; 10:16) ed è nel cuore che riceviamo la Parola (Luca 8:15; Matteo 13:19) e dove dobbiamo “scrivere” gli insegnamenti di Dio (Proverbi 7:3). Quindi noi dobbiamo essere puri nella totalità del nostro essere: pensieri, nelle motivazioni, nei sentimenti, in altre parole in tutto, anche quello che gli altri non vedono!

B) L’Importanza del cuore.
(1) Il cuore è importante per Dio.
Dio guarda nel cuore e l’uomo all’apparenza è scritto in 1 Samuele 16:7. Dio prova, scruta i cuori (1 Tessalonicesi 2:4; Apocalisse 2:23). Dio vuole essere amato con tutto il cuore (Matteo 22:37) ed è con tutto il cuore che noi siamo chiamati a servirlo (1 Samuele 12:20 ). Dio vuole il cuore (1 Samuele 7:3; Proverbi 23:26). Chi lo cerca con tutto il cuore lo troverà (Geremia 29:13). 
Ancora vediamo che, Dio esorta il Suo popolo a circoncidere il loro cuore. 
Deuteronomio 10:16: " Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurite più il vostro collo". La circoncisione era una pratica che si faceva ai neonati maschi all’ottavo giorno, come segno del patto tra il popolo di Israele e Dio, di appartenenza al popolo di Dio, ma aveva anche un significato spirituale di purificazione e obbedienza a Dio ( Deuteronomio 30:6; Geremia 4:4; Romani 2:9). 
Dio non si accontenta di una religiosità superficiale, esteriore e formale. Dio è interessato al nostro cuore!!! L’interesse primario di Dio è nel cuore, stiamo bene attenti a questo, non trascuriamo questo fatto importante! È giusto che tu che ti professi cristiano, leggi la Bibbia, preghi, ma cosa ha nel cuore quando leggi e preghi? È giusto che come cristiano che tu non perda un culto di chiesa, ma che cosa   hai nel cuore o com’è il tuo cuore quando sei al culto? Quali sono i tuoi sentimenti, desideri, motivazioni? 
Il tuo cuore è a posto davanti a Dio tutti i giorni e in ogni momento?

(2) Il cuore è importante per il nostro comportamento.
Gli psicologi si chiedono se il comportamento umano è determinato da processi interni alla persona o da eventi esterni? Come dire siamo attivi, cioè siamo responsabili delle nostre azioni o passivi nel senso che subiamo gli eventi del mondo? Vale a dire che la colpa è degli altri. Quello che vediamo nella Bibbia è che noi siamo responsabili delle nostre azioni. 
Proverbi 4:23: "Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita".
“Custodire” (nasar) indica sorvegliare , proteggere parola usata per indicare le   torri di guardia, le sentinelle (2 Re 17:9; 18:8 ). Il cuore è il centro operativo che determina il nostro comportamento e  quindi il comportamento morale. Nel cuore c’è la sorgente del nostro comportamento, da quello che abbiamo nel cuore sarà il nostro comportamento. 
Gesù dice che ciò che rende l’uomo impuro è ciò che esce dall’uomo, il peccato. Gesù ha sviluppato il concetto di purità nella lotta contro i farisei contro la loro purità esteriore (Marco 7:14-23). I farisei si lamentavano con Gesù perché i discepoli mangiavano con mani impure (Marco 7:1-2), mentre i farisei e tutti i Giudei mangiavano se si lavavano le mani con grande cura, seguendo la tradizione degli antichi. Quindi il lavaggio delle mani non aveva niente a che fare con l’igiene, ma era un rituale che consisteva nel farsi versare l’acqua di una giara sulle mani prima con le dita all’insù fino ai polsi o ai gomiti, poi con le dita all’ingiù, infine ciascuna mano doveva essere con il pugno nell’altra. 
I farisei dicono a Gesù, perché i discepoli non seguono la tradizione degli antichi di lavarsi le mani impure prima di mangiare; la loro paura era che camminando qua e là potevano toccare qualcosa di impuro, poi toccando il cibo si potevano contaminare, ecco perché si lavavano le mani in modo ritualistico. Gesù dice che non è qualcosa dall’esterno che ci contamina, ma qualcosa che abbiamo da dentro, dal cuore che contamina l’uomo. Il nostro comportamento nasce nel cuore! 
La santità di un uomo nasce nel cuore! Non fare l’errore di fare una lista di cose da fare e non fare, fai prima a custodire il tuo cuore! Sorveglialo, proteggilo da forze dannose, da vermi che ti porterebbero a cadere!

III IL PRIVILEGIO DEI PURI DI CUORE.
In primo luogo vediamo che:
A) Il puro di cuore vedrà Dio.
I puri di cuore vedranno Dio. Nel 1982 Los Angeles Times ha riportato la storia di Anna Mae Pennica, di sessantadue anni che era stata cieca dalla nascita. A quaranta sette anni si sposò con un uomo che ha incontrato in una classe dove si studiava il Braille, la scrittura dei ciechi. Per i primi quindici anni del loro matrimonio, lui vedeva per entrambi fino a quando anche lui non perse completamente la vista.  Anche se la signora Pennica non aveva mai visto il verde della primavera o l'azzurro del cielo invernale, il loro matrimonio era caloroso e allegro.  Ma nell’ottobre del 1981 il Dr. Thomas Pettit del “Jules Stein Eye Institute” di Los Angeles, ha eseguito un intervento chirurgico per rimuovere la cataratta congenita rara dal suo occhio sinistro e la signora Pennica, finalmente vide per la prima volta in assoluto! La sua prima cosa che disse è che era tutto molto più grande e più luminoso di come lei immaginava. Da quel giorno in poi, sicuramente svegliarsi sarebbe stata una gioia, non avrebbe più avuto difficoltà a riempirsi il bicchiere di acqua, ma soprattutto come poteva essere meraviglioso guardare dalla finestra per la prima volta il pacifico e il tramonto sul mare e vedere gli uccelli volare! Il dono della vista è meraviglioso!! E il miracolo di vedere per la prima volta non può essere descritto. 
I puri di cuore vedranno Dio! Ve lo immaginate? Come sarà? Vedere Dio non  si riferisce a un fatto spirituale presente, ma è una funzione fisica e mentale. Quindi non è vederlo adesso con gli occhi della fede, vederlo spiritualmente. 
“Vedranno” (optomai, futuro indicativo) è letterale! Come vediamo dell’uso della parola in Matteo (Matteo 5:16; 8:14,18 ,34) questa è la certezza dei veri credenti. 
Giobbe 19:25-26: "Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio". 
Vedere Dio è un grande privilegio! Se sei stato salvato da Gesù, se sei un vero discepolo di Gesù, un giorno lo vedrai in cielo faccia a faccia! 
Nell’antichità, in Oriente, raramente si vedevano i monarchi, ancora più raramente questi erano avvicinati dai loro sudditi, perciò stare davanti ai re e vederne le sembianze, era considerato un grande onore. Vedere Dio è un grande onore, ma non lo possiamo ancora vedere qui! Perché Dio ha una luce inaccessibile che nessun uomo può vedere e vivere. 
Quando Mosè chiese a Dio di vedere la Sua gloria, Dio gli rispose Esodo 33:20: "Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere". Così ancora Paolo a Timoteo 1 Timoteo 6:13-16: "Al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù che rese testimonianza davanti a Ponzio Pilato con quella bella confessione di fede, ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino  all'apparizione del nostro Signore Gesù Cristo, la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen". (1 Re 8:11; Salmi 104:2; Giovanni 1:7–9; Giovanni 3:19 –21; 2 Corinzi 11:14; Colossesi 1:12; 1 Giovanni1:5–7). 
Noi con questi occhi nel presente non possiamo vedere in faccia Dio perché è avvolto da una luce inaccessibile! 
“Luce inaccessibile” (aprositos), indica quel fulgore abbagliante della Sua deità che noi non possiamo vedere per la nostra natura peccaminosa e mortale. Avete mai provato in piena estate, a mezzogiorno a fissare il sole? C’è una certa difficoltà, Dio splende come il sole, forse di più, tanto è vero che è scritto in Apocalisse 22:5 che alla presenza di Dio, Dio stesso illuminerà i credenti e non ci sarà più bisogno di luce di lampada, di luce di sole.

Questo ci introduce al fatto che:
B) Il puro di cuore sarà alla presenza di Dio.
Quante volte abbiamo avuto ospiti a casa o siamo stati ospitati per uno o due giorni da qualcuno, ma poi si riparte per ritornare a casa. Il credente non solo vedrà Dio,  non sarà ospite di Dio per qualche giorno, ma saranno sempre con Lui per l’eternità!!! Dopo la morte il credente vedrà Dio e godrà la felicità alla Sua presenza (Apocalisse 21:22-22:1-5). Per adesso (per chi lo conosce),  lo conosciamo per rivelazione attraverso la Bibbia e non è molto chiaro, perché anche se lo conosciamo in quanto lo abbiamo sperimentato, lo conosciamo in parte, ma dopo la morte lo  conosceremo di presenza, lo vedremo faccia a faccia. 
1 Corinzi 13:12: "Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto".  Un giorno lo vedremo come Egli è! 1 Giovanni 3:1-3: "Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è.  E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro". 
M. L.Jones scriveva: “ Questa certamente è la cosa più stupefacente che sia mai sta detta ad un uomo: io e voi, così come siamo, schiacciati da tutti i problemi di questo mondo moderno, lo vedremo un giorno  faccia a faccia. Se solo afferrassimo questo concetto, le nostre vite sarebbero rivoluzionate. Io e voi siamo destinati alla sala delle udienze di Dio; io e voi ci stiamo preparando ad entrare alla presenza de Re dei re. Ci credete? Credete che sia vero per voi? Vi rendete conto che arriverà un giorno in cui vedrete Dio faccia a faccia? Non come in un bicchiere,  confusamente, ma faccia a faccia. Di sicuro, nel momento in cui lo capiremo, ogni altra cosa perderà significato.  Io e voi godremo della presenza di Dio e passeremo l’eternità al Suo cospetto glorioso”. Non è meraviglioso? Saremo alla presenza di Dio per sempre! Tu ci sarai? Che bello che dovrà essere! Non saremo mai stanchi di vedere Dio, perché, la sua essenza è infinita e perché davanti a Dio in ogni momento ci saranno gioia e delizia (Salmi 16:11).

CONCLUSIONE.
Si dice che Michelangelo quando pitturava gli affreschi sul soffitto della cappella Sistina, curava ogni dettaglio con grande attenzione, tanto da impiegare molte ore. Un suo amico gli domandò perché tanta cura, tanto nessuno avrebbe notato le imperfezioni da una distanza così considerevole. Michelangelo rispose: “ Io lo voglio”. Michelangelo voleva fare le cose fatte bene indipendentemente dagli altri. Anche se gli altri non vedono ciò che hai nel cuore, tu vuoi avere un cuore puro? 

Come puoi purificare il tuo cuore?
1) Chiedi a Dio alla luce della Sua parola di aiutarti a vedere in modo onesto e chiaro dentro al tuo cuore.
2) Confessa i tuoi peccati a Gesù per fede, perché Dio ci purifica mediante il sangue di Gesù e per la fede (Tito 2:14 ; Ebrei 9:13-14 ; Atti 15:8-9 ).

3) Fai tutto il possibile per mantenere pulito il tuo cuore (Filippesi 2:12-13; Giacomo 4:8; 1 Giovanni 3:2-3 ).

• Mediante la preghiera (Salmi 51:5-10).
Dopo aver peccato, Davide chiede di essere purificato e di avere un cuore puro!

• Mediante la Parola (Giovanni 15:3).
Nella misura in cui la parola di Dio abita in noi e gli siamo sottomessi, saremo purificati.
• Mediante la mortificazione di tutto ciò che non glorifica Dio. (Romani 8:13; Filippesi 4:8).
Per mortificazione si intende mettere a morte ogni forma di peccato, praticamente vigilando e pregando contro quelle tendenze peccaminose. Come quella donna che aveva perdite di sangue da dodici guarì per fede nel momento in cui toccò la veste di Gesù (Luca 8:43-48), noi dobbiamo alzare la nostra mano per chiedere aiuto a Gesù affinché otteniamo forza per vincere il peccato (Ebrei 4:14-16). Il peccato è una cosa seria e non dobbiamo sottovalutarlo,lo dobbiamo tenere d'occhio. 
Thomas Manton nel 1600 scriveva: “C’è ancora peccato in noi, un nemico stanziale, che è nato e cresciuto con noi, e quindi presto prenderà il sopravvento sulla grazia, se non lo terremo d’occhio e non gli resisteremo, proprio come le erbacce e le spine, che sono affini al terreno e crescono a loro piacimento, soffocheranno i fiori, piantati con cura e impegno, se le trascuriamo e non le estirpiamo continuamente. Non possiamo liberarci di questo compagno finché questo suo tabernacolo esteriore non si dissolverà, e questa casa di argilla non verrà ridotta in polvere, come l’edera avvinghiata al muro, che non può essere distrutta finché non si smantella il muro”.