sabato 23 febbraio 2013

Beati i mansueti.


Matteo 5:5: Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
Il mondo pensa in termini di forza, di potere, di aggressività, di affermare la propria persona, Gesù ci dice, invece che dobbiamo essere mansueti! In questo versetto c’è sicuramente un’allusione al Salmo 37:11 dove è scritto che gli umili erediteranno la terra e godranno di una gran pace. Il salmo parla della contrapposizione tra giusti ed empi, il salmista chiede perché i violenti prosperano, mentre gli uomini giusti e pii di solito sono oppressi e soffrono. Il salmo non da alcuna soluzione, ma esorta i credenti a confidare in Dio senza perdersi di animo perché alla fine Dio darà un’avvenire felice ai giusti, ai mansueti. Lo scopo del salmo è di consolare i mansueti nei loro dubbi e nelle loro angosce, promettendo loro la terra. I mansueti erediteranno la terra? Ma a che cosa si riferisce? “Ereditare” (klēronomeō) indica ricevere molto, ricevere un’eredità, una porzione assegnata e quindi divenire possessore di qualcosa. 
Nel Salmo 37 la terra è ovviamente la terra promessa (Deuteronomio 4:1; 16:20; Isaia 57:13; 60:21). La “terra” nella beatitudine si può riferire a ereditare la vita eterna, infatti, in Matteo ereditare si riferisce alla vita eterna (Matteo 19:29); o al regno di Dio (Matteo 25:34), può essere anche la salvezza come indicato in altre parti del Nuovo Testamento (1 Corinzi 6:9-10; 15:50; Galati 5:21; Ebrei 1:14); ma può riferirsi alle benedizioni, avere tutto (2 Corinzi 6:10; 1 Corinzi 3:21-23; 6:2).

I IL SIGNIFICATO DÌ MANSUETUDINE
A) Il significato errato di mansuetudine.
(1) La mansuetudine non una disposizione naturale.
Gesù non sta descrivendo persone che sono mansuete con una disposizione naturale. Non si riferisce a una persona affabile, piacevole e gradevole, Gesù non si riferisce alle persone che sono nate così, che sono di nascita più calme di altre, la mansuetudine non è genetica.

(2) La mansuetudine non si acquisisce con l’allenamento.
Come quelle persone che sono mansuete perché si sono addestrate a esserlo come le persone religiose ( buddisti, induisti, ecc.) o coloro che praticano le arti marziali. Il mansueto è colui cha ha una relazione con Dio in Cristo, che è povero in spirito e fa cordoglio per i peccati, quindi questa beatitudine è collegata con le precedenti. Solo chi capisce la sua posizione di peccatore e mette in ordine la sua vita davanti a Dio sarà mansueto! Questo lo è per l’azione dello Spirito Santo, infatti, la mansuetudine è il frutto dello Spirito Santo che vive nel credente! (Galati 5:22).
Lo Spirito Santo prende uomini che sono orgogliosi, iracondi, pieni di amarezza, senza pietà,  impetuosi,  e mediante la Sua grazia li abilita per essere mansueti.

Inoltre:
(3) La mansuetudine non significa essere una persona senza spirito.
Una persona senza emozioni, indecisa, stupida, timida. Non significa essere indolenti, pigri o apatici. Non significa essere privi di forza o di risorse; una persona debole, fiacca! I mansueti non sono tali perché a loro mancano le risorse o qualsiasi altra cosa, anzi credono così tanto alla verità che sono pronti a morire per la verità come ha fatto Gesù e gli apostoli!

(4) La mansuetudine non significa essere senza carattere.
Alcune persone non sono mai pronte ad attaccare il male o a difendere la verità, vivono nel compromesso, non vogliono rompere gli equilibri, invertire l’andamento, sconvolgere la struttura o mostrare di essere in minoranza. 
Gli eroi della fede nella Bibbia sono stati tutt’altro che senza spina dorsale, e Dio li ha premiati per il loro coraggio, altri sono stati giudicati da Dio perché privi di spina dorsale per Lui (Apocalisse 3:16). Gesù non sta descrivendo persone che evitano il confronto perché a loro non piace il conflitto di alcun genere, la mansuetudine non è codardia e nemmeno deve essere confusa con persone che evitano dibattiti o conflitti verbali riguardo la dottrina. Gesù era mansueto e non aveva paura del confronto teologico ed etico. Ha richiamato in modo coraggioso il peccato e la falsa dottrina (Giovanni 2:14; 4:16; 8:19,44; Matteo 16:21-23; 21:12; 23:13-17; Marco 10:13-16; 11:15).
La mansuetudine cristiana è piuttosto compatibile con la grande forza, l'abilità e il confronto dottrinale ed etico.

B) Il significato giusto di mansuetudine.
La mansuetudine per i greci era considerata una virtù, era il segno del vero filosofo, per i romani era la “clementia” una virtù divenuta la buona regola. 
La mansuetudine (prautēs) era una parola usata per indicare colui che era calmo contrapposto all’ira, colui che era moderato, gentile, docile, conciliante, pacato, clemente, paziente, tollerante, flessibile che aveva un atteggiamento di umile benevolenza e di rispetto verso gli altri. Pertanto la mansuetudine è l’opposto dell’autoaffermazione, dell’egoismo e dell’egocentrismo!
La mansuetudine è in riferimento a se stessi in rapporto con altri. Martyn Lloyd Jones: “Essere mansueti significa essenzialmente avere un giusto concetto di se stessi e esprimerlo negli atteggiamenti e nella condotta che si ha verso il prossimo.” Per giusto concetto di sé, si intende l’umiltà, l’essere poveri in spirito, quindi una persona che non è orgogliosa, che non ha nulla di cui vantarsi, che riconosce di essere un peccatore e in rapporto con gli altri non esige nulla dagli altri, non rivendica i suoi diritti e non si sente arrivato.  Vediamo tre aspetti della persona mansueta.

II IL MANSUETO NON È LITIGIOSO.
Ha ragione George Swinnock quando dice che: “un uomo mansueto è un buon vicino”. Sicuramente chi lo ha, gode del riposo e si ricarica nella propria casa! Il mansueto non è litigioso, questo noi vediamo in Tito 3:1-2 dove Paolo esorta Tito di ricordare ai credenti che siano sottomessi ai magistrati e alle autorità, che siano ubbidienti, pronti a fare ogni opera buona,  che non dicano male di nessuno, che non siano litigiosi, che siano miti, mostrando grande gentilezza (prautēs) verso tutti gli uomini. Queste caratteristiche costruiscono dei ponti per le relazioni profonde, ma è un modo  per dare una buona testimonianza ai non credenti con il comportamento. Tutti i cristiani dovrebbero avere questo genere di comportamento verso tutti gli uomini senza eccezioni! Tra queste caratteristiche c’è il non essere litigiosi, che siano miti, mostrando grande gentilezza (mansuetudine).

Quindi:
A) Il mansueto non provoca le liti.
Paolo in Romani 12:18 dice: "Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini". Paolo esorta i credenti ad avere relazioni pacifiche con tutti! Uno dei segni di un cristiano è avere uno spirito pacifico. In un mondo perfetto, tutte le persone possono vivere pacificamente insieme, ma realisticamente questo è impossibile nel nostro mondo imperfetto, quindi anche i cristiani, purtroppo a volte non sono in pace con altri, ma è chiamato ad amare la pace e a ricercarla, a fare in modo di essere con il prossimo, a non essere litigioso. I credenti come sale della terra, dovrebbero fare del loro meglio per vivere in pace con gli altri, infatti, dice: “se è possibile per quanto dipende da voi”.  
Così anche Ebrei 12:14: "Impegnatevi a cercare la pace con tutti". (Salmi 34:12-14). Ma questo ovviamente sarà senza compromesso, senza violare la verità del Vangelo e la devozione a Cristo, senza essere condiscendenti verso il peccato degli uomini pur di essere approvati dagli uomini! 
John MacArthur: "Sia fra le nazioni, sia fra gli individui, la pace è bilaterale. Per definizione, un rapporto pacifico non può essere unilaterale. È nostra responsabilità accertarci che, da parte nostra, il rapporto sia giusto, che il nostro desiderio intimo sia sinceramente quello di vivere in pace con tutti gli uomini, anche con il più cattivo e più indegno. Senza compromettere la verità e gli standard di Dio, dovremmo essere pronti a fare tutto il possibile per gettare ponti pacifici verso coloro che ci odiano e ci danneggiano".
 Questo farà il mansueto:cercherà di non litigare, ma senza compromessi con la verità!

B) Il mansueto non reagisce con ira verso gli altri litigando.
Come ha detto qualcuno: “la mansuetudine è la briglia dell’ira”. 
Il puritano Thomas Watson nel 1660 diceva: “La mansuetudine è il frutto dello Spirito Santo abbiamo detto, con Lui noi siamo in grado di moderare la nostra passione. Per natura, il cuore è come un mare agitato, che scarica via la schiuma della rabbia e dell’ira. Ora la mansuetudine calma le passioni. Si siede come moderatore nell'anima, calmando e controllando i suoi movimenti malati. Come la luna serve a temperare e dissipare il calore del sole, la mansuetudine cristiana mitiga il calore della passione”. Il mansueto non solo non provoca le liti, ma anche non reagisce alle provocazioni, non si lascia andare all’ira è un uomo di grande pazienza e gentilezza (prautēs) verso tutti gli uomini! Anzi farà del bene a chi lo odia (Matteo 5:44; Romani 12:20) .

C) La mansuetudine è avere autocontrollo.
Infatti, la parola “mansueto” (praus) veniva usato quando un animale veniva addomesticato, addestrato, quindi l’animale ha imparato ad accettare il controllo; come vediamo nel circo quei leoni che sono addomesticati da chi li addestra. Quindi la persona mansueta ha autocontrollo, sa tenere sotto controllo gli istinti. Un esempio, nella Bibbia, di mancanza di autocontrollo lo vediamo nel re Uzzia che divenuto potente, insuperbitosi commise il peccato di entrare nel tempio per bruciare l’incenso sull’altare, cosa che potevano fare solo i sacerdoti e i sacerdoti lo ripresero, cosa fa lui? Si adira verso di loro e subito la lebbra gli scoppiò sulla fronte  2 Cronache 26:16-19 . Nel libro dei proverbi è scritto Proverbi 16:32 : Chi è lento all'ira vale più del prode guerriero; chi ha autocontrollo vale più di chi espugna città. È più difficile controllarsi che arrabbiarsi! Per questo motivo chi ha auto-controllo, vale più della forza di un guerriero!

D) La mansuetudine è avere pazienza.
Lo spirito paziente vale di più dello spirito altero dice l’Ecclesiaste e poi ci esorta con queste parole Ecclesiaste7:9: "Non ti affrettare a irritarti nello spirito tuo, perché l'irritazione riposa in seno agli stolti". È da stupidi irritarsi, arrabbiarsi (kā˓as). L’Ecclesiaste avverte i suoi lettori a non permettere alla rabbia di muoversi e di abitare dentro di loro! Forse nessun altra virtù sembra così estranea alla nostra cultura come la pazienza. 
Dobbiamo essere onesti: vi è capitato mai di stare davanti al forno in cucina, battendo il piede con impazienza mentre aspettate che si scaldi qualcosa? Oppure che vi spazientite davanti al vostro computer lento che non riesce a collegarsi ad internet, oppure in fila alla posta o in banca, o al casello dell’autostrada, o imbottigliato nel traffico della tua città? Se dite di no, dubito che state dicendo la verità! Viviamo in un mondo del tutto e subito e ci aspettiamo risultati immediati e una gratificazione istantanea, per non parlare che tutto ci è dovuto, che tutti ci devono rispettare e quindi non devono sbagliare nei nostri riguardi, così gli altri non devono mancarci di rispetto altrimenti, beh altrimenti ci arrrrabbbbiamo! Eppure la Bibbia ci insegna ad essere pazienti con gli altri come Dio lo è con noi e come lo è stato lo stesso Gesù! 
È scritto che Gesù era un uomo mansueto (Matteo 11:29; Matteo 21:5). Vediamo la mansuetudine di Gesù nella sottomissione al Padre, ma anche nel rapporto con gli altri, soprattutto quando lo hanno condannato, maltrattato. Isaia 53:7: "Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca".  Gesù non ha reagito non ha aperto la bocca, ha sopportato pazientemente i maltrattamenti, non ha reagito rispondendo male per male come dice Paolo in Romani 12:17. Questo ci porta al fatto che il mansueto non applica la vendetta, quindi il mansueto non ritorce sugli altri le ferite ricevute.

E) Il mansueto non è vendicativo.
Il mansueto ha una mente umile e devota che preferisce sopportare le ferite, le offese piuttosto che restituirle. Albert Barnes studioso Biblico del 1800 diceva più o meno così: "La mansuetudine è la pazienza nella ricezione delle ferite. Non è né cattiveria, né una resa dei nostri diritti, né viltà, ma è l'opposto della rabbia improvvisa, della malizia, della vendetta a lungo nutrita. ... La mansuetudine è la ricezione delle ferite con la convinzione che Dio ci difende". 
L’apostolo Pietro parlando della sofferenza ricevuta perché ci si è comportati bene dice 1 Pietro 2:21-23: "Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme. 'Egli non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno'. Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente'".
Quando si sopporta pazientemente senza vendicarsi, ma confidando in Dio che giudica giustamente, stiamo seguendo l’esempio di Gesù! Gesù ha subito l'incredulità del suo popolo (Giovanni 1:11), ha subito un processo da parte dei leader religiosi che avevano premeditato la sua morte (Marco 14:1 ; Giovanni 11:50); ha sopportato le bugie dei falsi testimoni (Matteo 26:59-60); ha subito pestaggi e la derisione dal suo popolo e dai soldati Romani (Marco 14:64-65; 15:16-20); ha subito la fustigazione spietata (Marco 15:15); ha subito una morte atrocemente dolorosa per crocifissione (Marco 15:22-37); egli sopportò gli insulti degli astanti, come la sofferenza sulla croce (Marco 15:29-32) ; ha resistito un tempo di separazione da Dio (Marco 15:33-34), eppure non rendeva gli oltraggi, non minacciava! Cristo ha dato ai credenti un esempio di come affrontare l'ingiustizia e la persecuzione, così anche le offese e le ferite. 
La parola greca "esempio" (hupogrammós ) veniva usata come un modello di scrittura dei maestri per i loro allievi da copiare. La parola è stata usata, come qui, come una figura retorica per un modello di comportamento da imitare. Gesù è il modello di esempio da seguire sotto la persecuzione e quindi anche per le offese, per le ferite morali o fisiche! Noi dovremmo affrontare l'ingiustizia e le sofferenze ricevute con suprema dignità, non vendicandoci, ma  confidando in Dio così seguiremo le orme di Gesù. 
Il predicatore americano Charles Sheldon (1857-1947) fece una serie di sermoni la domenica sera agli studenti di un college su come seguire Gesù nel commercio, nel giornalismo e in altre carriere. Da questa serie popolare ha scritto articoli di riviste, che nel tempo divennero un libro “Nei suoi passi”, un libro molto venduto. Per Sheldon seguire Gesù nei suoi passi significava contare il valore del suo famoso libro, non in dollari guadagnati, ma in vite toccate. Seguire i passi di Gesù è mostrare ad un mondo bisognoso che i cristiani camminano con un passo diverso, con una sintonia diversa, seguire un leader diverso. 
Così anche l’apostolo Paolo ci esorta in Romani 12:19-21: "Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: 'A me la vendetta; io darò la retribuzione', dice il Signore. Anzi, 'se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo'. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene". Dunque il mansueto non è suscettibile e permaloso, non sta sulla difensiva per  difendere se stesso. 
Come mansueti siamo chiamati a seguire l’esempio di Gesù che non rendeva gli oltraggi, che non minacciava, ma si rimetteva a Colui che giudica. Siamo chiamati a non vendicarci, noi possiamo applicare la vendetta in vari modi: direttamente con la persona con cui abbiamo avuto problemi offendendola, malmenandola, non salutandola,ecc. indirettamente, facendo dietro le spalle un lavoro distruttivo come la maldicenza. Gesù non ha reagito agli oltraggi! Non si è vendicato, ma metteva tutto nelle mani di Dio che giudica giustamente! Dalla bocca del mansueto non uscirà una cattiva parola, amarezza, rabbia e parola offensiva! (Efesini 4:31-32). Il mansueto non ha uno spirito di vendetta, ma è pronto al perdono e a fare del bene alla persona che gli ha fatto del male perché è consapevole che un giorno anche lui avrà bisogno di essere perdonato come dice George Herbert: “Chi non sa perdonare rompe il ponte su cui egli deve passare”.
Il mansueto riconosce che anche lui è un peccatore che è stato perdonato da una montagna di peccati, perciò perdonerà gli altri senza avere uno spirito critico o di giudizio che è sintomo di uno spirito orgoglioso e altezzoso! Come Dio ci ha perdonati così dovremmo fare noi agli altri! (Colossesi 3:13). C’è qualcuno che ti ha fatto del male o ti sta facendo del male? Si paziente, perdona, lascia tutto nelle mani di Dio e chiedi a Dio autocontrollo!

II Il MANSUETO NON RIVENDICA I PROPRI DIRITTI
Quante volte abbiamo detto o sentito queste frasi: “Non è giusto!”  “Non mi faccio calpestare da nessuno!” “ Ma io ho messo i puntini sulle i!” “ Non sono mica un tappetino!” “Ho una dignità da fare rispettare!”  Nemmeno si auto-commisera dicendo: “Povero me come mi hanno trattato, io non merito tutto questo”.  
Il mansueto non reagisce così! “Essere mansueti”  significa non essere preoccupati di quello che gli altri possano dire di lui e a lui, significa non sentire il bisogno di difendere se stessi, perché si rende conto che non c’è niente di degno in lui da difendere. Il mansueto non è egocentrico ed è consapevole di non avere diritti o meriti perché sa di essere un peccatore. 
Martin Lloyd Jones:” Quando ci rendiamo veramente conto di ciò che siamo davanti a Dio, sentiamo che nessuno può dire qualcosa di brutto nei nostri riguardi. Non ci preoccupiamo più di ciò che gli altri possano dire o fare, perché siamo consci di meritare di molto peggio!” 
Nell’Antico Testamento, “mansueti” indica il misero, il povero, l’umile, il mite. A volte indica chi è esposto allo sfruttamento (Isaia 32:7; Salmi 37:14; Giobbe 24:4). 
Il mansueto (Aw-nee'-Any) è privo di diritti e di difesa, sono gli oppressi che sono sfruttati, imbrogliati, (Salmi 9; 10); ma Dio è con loro (Esodo 22:24; Deuteronomio 24:14-15; Isaia 3:14-15; Isaia 10:2; Amos 2:7;8:4; Proverbi 14:21; 22:22; 31:9,20).
Poiché Yahwè è il Dio di coloro cui non viene riconosciuto alcun diritto (Salmi 25:9; 34:3; 149:4). Egli esaudisce e consola quanti non hanno trovato misericordia fra gli uomini (Isaia 29:19; Giobbe 36:15),  finché non rovescerà le condizioni presenti a loro favore (Isaia 26:6; Salmi 37:11; 147:6). Quindi in questo senso il mansueto è colui che confida in Dio e non rivendica, non pretende i suoi diritti. Il diritto è qualcosa che ci è dovuto, che gli altri ci devono dare o fare come per esempio il rispetto. Gesù non ha fatto valere i Suoi diritti! Gesù era docile e arrendevole come un agnello, Gesù era l’Agnello di Dio! Questo è l’esempio che noi siamo chiamati a seguire!

A) Il mansueto non pretende dall’altro, ma serve l’altro, il mansueto è un servitore.
2 Corinzi 4:5: "Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù". Paolo volentieri servì la chiesa di Corinto, anche se questa lo aveva duramente criticato. È interessante che Paolo usa la parola servi che indica schiavi (doúlos), quindi il servire come uno schiavo. Ora uno che era schiavo non aveva diritti, ma solo doveri, non aveva a proprio disposizione né tempo, né denaro, né averi, o né momenti in cui poteva dire: “questo momento è  mio, il mio padrone non ha alcun diritto su di esso”. 
Questo ci fa capire che servire gli altri richiede un sacrificio di tempo e di desideri personali. Essere discepolo di Cristo e quindi mansueti significa servire gli altri, anche quando non sono secondo le nostre aspettative. Invece di promuovere se stessi, il mansueto servirà gli altri e li aiuterà  a crescere nella fede, cercherà di capire le loro esigenze e preoccupazioni per aiutarli a crescere nel Signore Gesù, metterà gli altri prima di se stesso, considerando gli interessi altrui più importanti dei propri. Quindi il mansueto non pretende che gli altri soddisfino i suoi bisogni o che tutto ruota attorno a lui. Non sarà come i figli di Zebedeo: Giacomo e Giovanni che volevano stare sul trono affianco a Gesù. Il mansueto non pretenderà una posizione di prestigio, di essere servito dagli altri, ma come Gesù ha insegnato: servirà gli altri ( Marco 10:35-45).

B) Il mansueto è arrendevole mette l’altro prima di se stesso.
Abramo con Lot; ricordate la storia: Lot segue lo zio da Ur dei Caldei, dopo un po’ di giri, si ritrovano in Egitto e poi risalgono verso nord. Abramo era molto ricco e così anche Lot aveva anch’egli pecore, buoi e tende, perciò il paese di Betel non era sufficiente per entrambi per potervi vivere insieme, infatti, i servi di Abramo litigavano con quelli di Lot, ma cosa fece Abramo? Litigò con Lot? No! Fece scegliere al nipote cosa fare e il nipote scelse la pianura fertile del Giordano (Genesi 13:8-13). Se Abramo dimostrò mansuetudine non possiamo dire certamente di Lot, perché scelse la parte migliore. Ora mettiamo il caso che vai a un negozio, ci sono gli sconti rimane un paio di pantaloni che hai da sempre cercato e c’è un’altra persona che gli piacciono pure, che cosa fai? Mettiamo il caso che c’è un unico parcheggio e c’è un'altra persona dopo di te che vuole parcheggiare che cosa fai? Mettiamo il caso che proponi un progetto alla chiesa e c’è un altro progetto proposto dall’altro credente, che cosa fai? Ti imponi? Segui l’esempio di Abramo o di Lot? Purtroppo tendiamo ad affermare noi stessi, le nostre idee, convinzioni e non vogliamo  cedere, vogliamo imporci sugli altri! Non siamo arrendevoli come lo era Abramo.

C) Il mansueto mette il proprio IO a morte.
Il nostro IO è duro e ostinato, infatti, vuole sempre autogovernare e imporsi al prossimo. Parlando profeticamente di Gesù il Salmi 22:6 dice: "Sono un verme e non un uomo". Qual è la differenza tra un serpente e un verme? Il serpente si difende, ma il verme no! Gesù poteva schiacciare tutti, ma non lo ha fatto! Gesù ha deciso di farsi calpestare come un verme! Tu lo avresti fatto? L’orgoglio è la causa delle divisioni, delle contese dice Proverbi 13:10.
La mansuetudine è una caratteristica di coloro che appartengono a Dio ed è necessaria per l’unità della chiesa. Efesini 4:1-3: "Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta,  con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace". (Colossesi 3:12). Riguardo la mansuetudine del credente Mitton dice: “La mansuetudine è l’atteggiamento di chi è talmente assorbito nella ricerca di uno scopo degno del bene comune, che rifiuta di esserne sviato da offese, ingiurie o insulti diretti a lui personalmente o, in  effetto, da considerazioni personali di qualsiasi tipo”. Il mansueto è assorbito e cerca il bene comune, non è permaloso, non si attacca alle offese! Per lui è importante il bene comune! Il bene della chiesa!

IV IL MANSUETO NON SI SENTE ARRIVATO
Ronald Dunn dice che: “la mansuetudine è avere uno spirito insegnabile”. Il mansueto si lascia insegnare!
A) Il mansueto riconosce che ha sempre da imparare.
Il mansueto più crescerà nella fede cristiana più si renderà conto che ha ancora tanto da imparare! Come quel vecchio predicatore che dopo anni e anni di vita di fede e di studi disse davanti all’oceano che la sua conoscenza era come una goccia di acqua davanti la vastità di quel mare! Pertanto il mansueto per questo motivo ha un rapporto costante con la Parola di Dio, di lettura e meditazione sapendo che da questo dipende la sua vita spirituale. L’uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni Parola che procede da Dio dice Deuteronomio 8:3. Il mansueto è consapevole che senza la Scrittura, la Parola di Dio ispirata, non c’è crescita, maturità e nemmeno sarà idoneo, equipaggiato nel servizio cristiano! 
2 Timoteo 3:16-17: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia,  perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona". Quindi possiamo con Spicq che: “L’uomo di Dio è prima di tutto l’uomo della Bibbia”. Il mansueto non studierà la Parola di Dio semplicemente per aumentare la sua conoscenza o essere preparato per vincere le argomentazioni, ma per essere ben qualificato per essere completamente attrezzato per il progresso del regno dei cieli, come un uomo di Dio pronto in ogni situazione nell’opera di Dio. 
Il desiderio del mansueto è essere un uomo di Dio completo e ben preparato per ogni opera buona! Questo significa anche che, il mansueto riconosce la Bibbia come il suo standard da seguire, il mezzo mediante il quale, lo Spirito Santo lo modella all’immagine di Gesù (Efesini 4:11-13; 2 Corinzi 3:18). Tutta la Bibbia è ispirata, è Parola di Dio; perché essa è ispirata, quindi degna di fiducia, dovremmo leggerla e applicarla alla nostra vita. La Bibbia è il nostro standard per provare tutto ciò che pretende di essere vero. È la nostra salvaguardia contro il falso insegnamento e la nostra fonte di orientamento per come dovremmo vivere. È la nostra unica fonte di conoscenza su come essere salvati e come dobbiamo vivere e servire il Signore. Ma quanto tempo dedichiamo alla lettura, alla meditazione e allo studio della Parola di Dio? Leggi regolarmente la Bibbia per conoscere la verità di Dio e impostare e modellare la tua vita secondo i suoi insegnamenti? Il mansueto medita ogni giorno la Bibbia ! Giosuè 1:8; Salmi 1:1-3 .

B) Il mansueto è uno che si fa insegnare e modellare, che riceve con prontezza la Parola di Dio senza obiezioni, senza opposizioni arroganti, senza resistenza!
Giacomo 1:19-21: "Sappiate questo, fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira; perché l'ira dell'uomo non compie la giustizia di Dio". Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. 
“Dolcezza” (prautēs) è mansuetudine, l’essere arrendevole, piegarsi, quindi il mansueto è pronto ad ascoltare,ad imparare e a cambiare. Il mansueto meditando la Scrittura, la riceve, non si oppone, ma desidera esserne trasformato. I mansueti sono coloro che rispettano Dio e la Sua parola, che seguono le Sue indicazioni e i Suoi disegni,che si sottomettono alla Sua volontà. L’atteggiamento del mansueto è quello del piccolo Samuele che diceva: parla, poiché il tuo servo ascolta (1 Samuele 3:9-10) o quello di Cornelio che diceva a Pietro: "..or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore" (Atti 10:33). 
La vera mansuetudine si manifesta con l’arrendevolezza alla volontà di Dio! Ricevere la Parola di Dio con mansuetudine implica che: la Parola deve essere accolta per essere il fattore dominante della nostra vita! Una cosa è ascoltare la Parola di Dio con superficialità e altra cosa è che la Parola sia accolta in modo tale che sia il fattore dominante della nostra vita, la norma per il nostro comportamento! Il Regno di Dio e quindi anche la Bibbia non è soltanto qualcosa di interesse intellettuale su cui discutere e argomentare, non ha solo a che fare con il nostro assenso intellettuale, credere che sia solo la verità,  documentarsi e poi parlarne per interessi culturali, significa essere veramente interessati, ma anche credere nei suoi insegnamenti cercando di applicarli nella vita di tutti i giorni, significa sottomettersi alla Parola di Dio e seguire radicalmente, assolutamente e totalmente i suoi insegnamenti dottrinali, morali e spirituali praticamente! Il mansueto sarà sottomesso alla volontà di Dio dirà:”lasciate che Dio faccia di me quello che vorrà, Dio è il mio vasaio, io sono l’argilla nelle sue mani, io voglio essere ciò che Lui vuole che io sia!”

C) Il mansueto riconosce che ha bisogno degli altri per crescere nella fede.
Il mansueto riconosce che Dio ha dato alla chiesa dei doni affinché i singoli credenti possano crescere all’altezza di Cristo, riconosce che ha bisogno degli altri credenti della chiesa con i doni che Dio ha dato loro per edificarla. Efesini 4:11-15: "È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo,  fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo;  affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo".
Il mansueto ha un atteggiamento pronto ad essere ammaestrato e modellato dalla Parola di Dio, riconosce l’importanza di frequentare una chiesa locale dove vi è la manifestazione dei doni spirituali dati da Gesù, dove lui può essere perfezionato per il servizio e per la propria crescita individuale fino alla piena maturità perfetta di Cristo!

D) Il mansueto si lascia riprendere dagli altri.
Noi vediamo numerosi passi nel Nuovo Testamento  che ci parlano che i credenti si ammoniscono gli uni gli altri come in Romani 15:14 e in  1 Tessalonicesi 5:14.

(1) La riprensione ha una funzione curativa.
Il salmista dice Salmi 141:5: "Mi percuota pure il giusto; sarà un favore; mi riprenda pure; sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà". 
L’olio era usato come medicinale (Isaia 1:6; Luca 10:34), sia per gli uomini che per gli animali. Veniva versato sulla testa della pecora per uccidere gli acari o altri parassiti  e proteggere le loro teste dal sole caldo. Applicato alla pelle, l’olio aveva un’azione emolliente e calmante, ed era usato anche per pulire; infatti, ancora oggi si usa come un ingrediente per il sapone. La riprensione secondo la Parola di Dio è curativa! Il mansueto lo sa e l’accetta!

(2) La riprensione è preziosa come un gioiello.
Proverbi 25:12: "Per un orecchio docile, chi riprende con saggezza è un’ anello d’oro, un’ ornamento d’oro fino".
Il mansueto riconosce i propri peccati e quando qualcuno gli è li fa notare o lo riprende alla luce della Parola di Dio è pronto ad ascoltare e a cambiare. Questa è la prova per il mansueto se è veramente mansueto! Fino a quando leggiamo la Bibbia, l’ ascoltiamo pronti ad impararla non ci sono molti problemi, ma quando viene qualcuno a riprenderci per un peccato che abbiamo commesso allora diventa davvero difficile per il nostro orgoglio! Il mansueto accetta la riprensione, l’ammonizione e non si giustifica, ma con equilibrio accetta l’esortazione e ringrazia!

CONCLUSIONE.
Thomas Watson dice: ”Il mansueto cristiano è tranquilla e ha una dolce armonia nella sua anima, ma la passione mette l'anima in un disordine”. Ma non solo contrista lo Spirito Santo (Efesini 4:30-31). Inoltre l’ira fa spazio nel nostro cuore al diavolo! (Efesini 4:26-27). Quando gli uomini si lasciano andare all’ira lasciano un posto nel cuore al diavolo! 
Il puritano Thomas Brooks diceva: “Il modo migliore per sconfiggere il diavolo è di rimanere in silenzio sotto la mano di Dio”. 
Quante volte siamo sconfitti e ingannati dal diavolo quando pensiamo di sapere già tutto, quando si litiga con qualcuno, ci lasciamo andare all’ira, quando si rivendicano i propri diritti, non così fece una donna cristiana praticante. Suo marito ubriacone una sera si trovava con i suoi “compagni di vino” in una taverna, allora disse ai suoi amici con un certo orgoglio: “Scommettiamo che se noi andiamo adesso a casa mia che è mezzanotte, svegliamo mia moglie e le faccio preparare la cena, scommettiamo che non si lamenta, perché è cristiana?”.  Gli amici non ci credevano, ma insieme il bel gruppetto barcollando arrivano a casa, il marito sveglia sua moglie e le dice di preparare la cena, la moglie con tanto amore gli preparò una cena succulenta e li servì con gioia.  Dopo cena uno degli uomini, un poco più sobrio degli altri, chiese a lei come mai poteva essere così gentile, visto che loro erano stati così stupidi. La moglie rispose: “Quando mio marito ed io ci sposammo, noi eravamo entrambi peccatori. Dio si è compiaciuto di salvarmi da quella condizione, mio marito è rimasto in quella condizione, io tremo per il suo futuro, perché se muore così come è sarà misero per sempre, io penso al mio dovere di rendere la sua esistenza più comoda possibile”. 
Questa risposta che veniva dalla sua mansuetudine colpì tutti quanti, compreso il marito che la ringraziò per l'avvertimento e divenne un cristiano serio e un  buon marito. Quella donna non ha agito in base ai peccati del marito, ma ha dimostrato di essere mansueta! 
Noi siamo responsabili delle nostre azioni, siamo chiamati a comportarci come Dio vuole, gli altri facessero quello che vogliono, daranno un giorno conto a Dio! Perciò non permettere agli altri di non essere mansueto, i mansueti erediteranno la terra! Siamo chiamati a essere mansueti e se siamo veri credenti ci impegneremo ad esserlo come lo è stato Gesù per la potenza dello Spirito Santo! Noi siamo chiamati a rivestirci della mansuetudine (Colossesi 3:12), a mettercela come un indumento non solo perché glorifica Dio, ma sicuramente i rapporti interpersonali saranno migliori!