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Il concepimento miracoloso di Gesù!


Matteo 1:18-19. Il concepimento miracoloso di Gesù.
Ci risiamo, come ogni anno, nel mese di Dicembre c’è una corsa per comprare i regali di Natale, ma a Natale molti dimenticano che Gesù è il regalo di Dio per la salvezza dei peccatori. Nel 1952 alunni di una scuola pubblica di New York sono stati invitati dal loro insegnante a menzionare cose associate al Natale. I bambini risposero spontaneamente: "Babbo Natale", "Renna", "Alberi di Natale", poi una bambina un po’ pensierosa disse: "Il compleanno di Gesù". "Oh, no", rispose in fretta il maestro, "non è quello il significato". Molti di coloro, che festeggiano il Natale oggi, le cose non sono cambiate, il Natale è tutto tranne che ricordare la nascita di Gesù, cene. 
Matteo racconta la storia della nascita di Gesù dal punto di vista di Giuseppe, piuttosto che da quello di Maria, come fa Luca. Matteo 1:18-25, parla del concepimento miracoloso di Gesù in Maria da parte dello Spirito Santo, il proponimento di Giuseppe di lasciarla perché pensava che Maria avesse commesso adulterio, la rivelazione dell’angelo riguardo, la natura del concepimento e i progetti di Dio riguardo a Gesù, e poi la reazione di Giuseppe, quella cioè di non lasciare Maria per come gli aveva ordinato l’angelo. In questa sezione, Matteo rivela che Gesù non era il figlio biologico di Giuseppe perché è stato concepito per opera dello Spirito Santo, ma diventa il figlio legale di Giuseppe, quindi della linea della genealogia di Davide (Matteo 1:16,25). Se la genealogia indica che Giuseppe, quindi anche Gesù, discendeva dal re Davide, questo racconto spiega in che senso questo figlio di Davide (Matteo 1:20) è diventato legalmente padre di Gesù.

Nel concepimento miracoloso di Maria, Matteo ci comunica:
I IL PERIODO DEL CONCEPIMENTO (v.18).
v.18:  " La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme…". Il doppio nome “Gesù Cristo” viene all’inizio della frase per riprendere il filo del discorso di Matteo 1:16 e si riferisce alla genealogia di Gesù per dimostrare che è il Messia, il figlio di Davide. La parola “nascita” (génesis) può avere anche il significato di origine e la frase: “La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo”, nel greco è messa in enfasi e prepara il modo miracoloso di com’è Gesù è entrato nel mondo. Gesù Cristo è il culmine di tutta la storia della promessa divina, la Sua nascita è stata molto superiore a tutti i Suoi antenati umani. Nessun altro ha avuto origine in questo modo.
“In questo modo” (houtōs) è messo a fuoco e serve ad attirare l’attenzione sul modo come avvenne la nascita di Gesù. Se l'origine di Adamo fu meravigliosa, lo è di più il secondo Adamo, Gesù, come vediamo in questi versetti. Il concepimento di Gesù avvenne mentre Maria, la madre, era stata promessa sposa a Giuseppe. A proposito lo studioso R.T. France scrive: “ Nella legge giudaica la promessa di matrimonio, la cui durata era di circa un anno, aveva molto più valore del nostro fidanzamento; era un contratto vincolante, sciolto solamente dalla morte (che lasciava ‘vedovo’ l’altro contraente) o da un divorzio come per un matrimonio vero e proprio. L’uomo era già considerato il marito (v.19), ma la donna rimaneva a casa di suo padre. Il matrimonio era concluso, quando il marito, portava a casa sua la fidanzata con una cerimonia pubblica (v.24; cfr. 25:1-13), quindi essi venivano a stare insieme, e potevano iniziare ad avere rapporti coniugali”. 
Tre erano le fasi del matrimonio. 1) La prima fase del fidanzamento era la scelta del coniuge. Di solito i genitori di un giovane sceglievano la giovane fidanzata per il figlio (Genesi 21:21; Genesi 38:6). I fidanzati erano impegnati molto spesso tra i dodici e i tredici anni di età, anche se tardi testi rabbinici suggeriscono che gli uomini al tempo di Gesù si sposavano intorno all’età di diciotto anni. 2) La seconda fase del fidanzamento era la disposizione ufficiale. Era fatto un accordo formale prematrimoniale di fronte a testimoni, il giovane e la giovane si fidanzavano, o s’impegnavano. Si trattava di un contratto legalmente, giuridicamente vincolante, che poteva essere spezzato solo con la morte di uno dei coniugi o dal divorzio. In questa fase era usata la terminologia di "marito" e "moglie" per i partner fidanzati (vv.16,19,20-24), anche se ancora non vivevano insieme, perché la giovane rimaneva ancora sotto la potestà paterna e abitava ancora in casa sua (cfr. Deuteronomio 20:7). L’infedeltà sessuale in questa fase, era considerato adulterio, la pena era la morte per lapidazione (cfr. Levitico 20:10; Deuteronomio 22:23-24). In caso di morte di uno, dei due, l’altro era chiamato vedovo o vedova. 3) Infine c’era il matrimonio formale. In una cerimonia formale, circa un anno dopo il fidanzamento, il matrimonio vero e proprio era celebrato e avviato. Vestiti con abiti di nozze speciali, lo sposo andava in processione a casa della sposa e insieme poi andavano a casa dello sposo, dove si svolgeva la cena delle nozze (Matteo 22:1-14; Salmi 45:14-15). I genitori e gli amici benedicevano la coppia (Genesi 24:6) e il padre della sposa scriveva un contratto di matrimonio scritto. Infine la coppia poteva consumare sessualmente il matrimonio (Matteo 1:24-25). La festa di nozze durava anche una settimana o più (Genesi 29:27). È stata durante la seconda fase di fidanzamento, che il concepimento di Gesù ebbe luogo. Giuseppe e Maria erano legalmente impegnati l’uno con l’altro, ma non erano ancora venuti ad abitare insieme, non stavano ancora sotto lo stesso tetto e non avevano ancora avuto rapporti sessuali, infatti, “stare insieme” (sunelthein) non è vivere solo nella stessa casa, ma implica anche amore fisico, perciò Matteo fa capire che ancora Giuseppe e Maria non avevano rapporti sessuali. Maria era vergine (Matteo 1:23-25; Luca 1:27,34-35). In questo vediamo che sia Giuseppe e Maria mostrarono auto-controllo contro la tentazione sessuale, questo è in contrasto con la mentalità odierna del mondo, dove s’incoraggia il sesso prima del matrimonio. La castità fino al matrimonio, stride con la visione della società moderna, se c’è l’amore, tutto può essere possibile! Ma questo non è ciò che pensa Dio, infatti, Dio vuole che arriviamo al matrimonio, casti (Matteo 15:19; 1 Corinzi 6:9-18; 1 Corinzi 7:1-2; Galati 5:19-21;Efesini 5:5;Colossesi 3:5; 1 Tessalonicesi 4:3).

Matteo in modo molto chiaro scrive anche chi è:
II IL PROTAGONISTA DEL CONCEPIMENTO (v.18).
v.18: 18…si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. La relazione tra filiazione divina di Gesù e lo Spirito Santo è evidente in altri due momenti chiave importanti della storia di Gesù, vale a dire: il Suo battesimo (Matteo 3:16-17) e la Sua risurrezione (Romani 1:4). Gesù è stato concepito senza il concorso di un padre umano, senza il risultato di un rapporto sessuale, o d’inseminazione! 
Maria si trovò incinta prima che Giuseppe e Maria avessero rapporti sessuali perché si trovò incinta per mezzo dello Spirito Santo (Matteo 1:25). Sia nel v.18 che in Matteo 1:20, leggiamo che lo Spirito Santo è l’autore del concepimento di Maria. Questo è anche sostenuto dall’evangelista Luca (Luca 1:35). Non significa che lo Spirito Santo abbia avuto relazioni sessuali con Maria, ma che Gesù è stato concepito con l’azione miracolosa dello Spirito di Dio. Nella Bibbia vediamo che in molti casi (per esempio Genesi 18:1-14; 1 Samuele 1:9-28), Dio concede la fertilità a una donna che è sterile e che la donna concepisce nel modo normale, ma il concepimento di Gesù è stato ancora più miracoloso, Dio è intervenuto in maniera ancora più radicale. Il bambino che cresce nel grembo di Maria è stato concepito interamente e direttamente attraverso l'iniziativa e l’azione di Dio stesso. 
Maria riceve passivamente in sottomissione, l’iniziativa e l’azione di Dio (Luca 1:38). Qualcuno ha detto: “Come la natura divina del Signore non aveva la madre, così la sua natura umana non aveva padre”. Il concepimento di Gesù è interamente opera di Dio. Gesù ha ricevuto la natura umana da Maria, ma è stato fatto attraverso l’opera potente e misteriosa dello Spirito Santo. Nell’Antico Testamento vediamo che lo Spirito Santo è coinvolto nella creazione e nel dare, la vita (Genesi 1:2; Giobbe 26:13; Giobbe 33:4; Salmi 104:30; Isaia 32:15; Ezechiele 37:1-14), è l’agente dell’azione e dell’iniziativa di Dio, è potente e opera cose straordinarie (Giudici 14:6; Giudici 14:19; Giudici 15:14; Matteo 12:28). Poi troviamo ancora l’opera dello Spirito Santo nell’iniziare l’epoca e nel ministero del Messia (Matteo 3:16;Isaia 11:2; Isaia 42:1; Isaia 61:1-3; Gioele 2:28). Lo Spirito Santo è la potenza di Dio che opera sulla terra per raggiungere gli scopi di Dio. Ora vediamo come il concepimento miracoloso di Gesù mostra delle verità dottrinali importanti.

Mostra che: 
A) La salvezza viene da Dio. (Galati 4:4-5).
Il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo afferma che Gesù è il Figlio di Dio, certifica la presenza di Dio in mezzo al popolo. Esso chiarisce che la salvezza, che è offerta in Gesù, non proviene dalla potenza umana. Infatti, il progresso della storia della salvezza, come rivelata già nella genealogia (Matteo 1:1-17), non dipende dalla procreazione umana, proviene dalla potenza creatrice dello Spirito di Dio. Dio prende l’iniziativa di venirci a salvare, non è stata un’iniziativa, o idea umana. La nascita miracolosa di Cristo, da una vergine, ci ricorda che la salvezza non è iniziativa umana e non avviene per lo sforzo umano, ma è opera di Dio. L’incarnazione di Gesù ci ricorda che Dio prende l’iniziativa di salvarci. 
L’uomo è completamente incapace di salvarsi da solo, è stato necessario l’intervento di Dio nella storia umana. Perciò il concepimento, la nascita, di Gesù ci parla dell’amore di Dio per il mondo. La salvezza è un atto della grazia di Dio, grazia che l’uomo non merita (Romani 5:8-10; Romani 11:6;Efesini 2:1-9), come mostrato anche nella scelta di Maria (Luca 1:28; Luca 1:46-50).  Con la nascita verginale si apre una nuova era di attività salvifica di Dio nella storia. Dio ha inaugurato, con la nascita di Gesù, un piano di salvezza che influenzerà il destino del genere umano fino alla fine dei tempi. Attraverso Colui, che è nato da una vergine, la salvezza di Dio è universalmente disponibile (Isaia 42:6; Isaia 49:6; Matteo 28:18-20; Luca 2:32; Atti 13:47). Ma il valore salvifico della nascita di Gesù, è realizzato attraverso la croce (Isaia 53:5-6; 1 Corinzi 1:17-18; 1 Corinzi 15:3; 1 Pietro 2:24). Per mezzo della Sua morte e risurrezione (Romani 4:23-25), Dio dona a chi crede in Gesù e si ravvede davanti a Dio, la salvezza dai peccati (Matteo 1:18; Atti 20:21; Romani 1:16; Atti 3:19).

Il concepimento miracoloso e la nascita di Gesù mostra che: 
B)Lo Spirito Santo non è solo la fonte della creazione e della vita, ma anche l'iniziatore dell'era messianica.
Il concepimento di Gesù è da intendersi come l’inizio di una nuova creazione, come un nuovo inizio, e benché ci sia una continuità con il passato, c’è anche una discontinuità. Per esempio, attraverso Gesù, l'appartenenza al popolo di Dio, è staccata fondamentalmente, dalla nazione. L’identità come popolo di Dio, non è legata solo al popolo d’ Israele, ma anche ai Gentili, al resto cioè, delle nazioni (Romani 9:24-29; Romani 10:11-32; Efesini 2:11-3:1-6). Con la potenza dello Spirito Santo, la vita umana è creata nel grembo di Maria e offre la promessa di nuova creazione. Come la venuta di Gesù non avviene per volontà della carne, ma dall’iniziativa esclusivamente divina, così il regno di Dio è stabilito non dall’azione umana, ma dallo Spirito di Dio che non è solo protagonista nel concepimento di Gesù, ma anche nel Suo ministero (Matteo 3:16, Matteo 12:28; Luca 4:1; Luca 4:14). Oltre al concepimento di Gesù, il Figlio di Dio, il riferimento allo Spirito Santo suggerisce che Dio sta per intervenire attraverso questo bambino per liberare e realizzare le promesse della nuova epoca messianica segnata soprattutto, appunto, dalla presenza dello Spirito (Isaia 11:2; Isaia 42:1; Isaia 61:1-3; Gioele 2:28). In tutto questo, noi vediamo la potenza sovrana di Dio sugli uomini e sulla natura, sul normale corso della vita (Luca 1:35). Per Dio ogni cosa è possibile (Genesi 18:14; Matteo 19:26). I racconti della nascita di Gesù hanno come fulcro l'ingresso del soprannaturale in azioni ordinarie della vita umana, qualcosa sta per accadere su iniziativa di Dio, qualcosa che è senza precedenti nella storia del mondo: dalla vergine, senza concorso umano sarebbe nato il Messia.

Il concepimento miracoloso e la nascita di Gesù mostra che: 
C) Dio nella Sua saggezza e sovranità, univa la piena umanità e la divinità di Gesù in un’unica persona. 
Certamente per Dio poteva essere possibile creare un Gesù umano in cielo e mandarcelo bello e fatto senza nessun aiuto umano, ma per noi sarebbe stato difficile capire come poteva essere completamente umano come noi. D'altra parte sarebbe stato possibile per Dio che Gesù nascesse con due genitori umani, un padre e una madre, ed essere pienamente Dio unito alla Sua natura umana, ma per noi sarebbe stato difficile capire come Gesù fosse pienamente Dio per la sua origine umana come la nostra. Così nel concepimento verginale di Maria, Dio ha unito l’umanità e la divinità di Gesù. In questo senso Gesù è davvero una persona unica, come lo sarà anche la Sua vita, il Suo ministero e l’opera Sua in croce, come anche la Sua resurrezione.  “Tra Gesù e chiunque altro al mondo non c'è paragone possibile” (Napoleone Bonaparte). Quando si penetra lo scopo misterioso e meraviglioso del miracolo della nascita  di Gesù, dobbiamo affermare che il concepimento verginale di Maria, è stato il mezzo attraverso il quale Dio, nella persona del Figlio, si è fatto uomo (Isaia 7:14; Matteo 1:22-23), il mezzo per il quale l’umano e divino, potessero coesistere insieme per la salvare i peccatori, il mezzo attraverso il quale, Colui, che era ricco, per amore nostro si è fatto povero, per arricchirci (2 Corinzi 8:9).

Quindi: 
(1)Gesù era perfettamente umano.
Aveva un corpo umano (Luca 2:7; Luca 2:40; Luca 2:52); una mente umana (Luca 2:52, Ebrei 4:8); aveva un’anima (Matteo 26:38); si stancava e aveva sete (Giovanni 4:6, Giovanni 19:28); aveva delle emozioni, pianse davanti la tomba di Lazzaro (Giovanni 11:35); lavorava come falegname e aveva dei fratelli (Marco 6:3; Matteo 13:53-58, Giovanni 7:5). Come uomo, Gesù, era figlio di Davide (Matteo 1:1; Luca 3:31). In questo modo è in grado di simpatizzare con la situazione del genere umano (Ebrei 4:14-16).

Ancora vediamo che:
(2)Gesù era perfettamente Dio.
Per mezzo del concepimento verginale di Maria, Gesù, il Figlio di Dio, senza cessare, di essere, ciò che è la Seconda Persona della Trinità, il Figlio eterno e la Parola di Dio, Gesù in un unico corpo aveva sia la natura divina e sia la natura umana come la nostra. La natura perfettamente divina era unita alla natura perfettamente umana in una sola persona, mediante lo Spirito Santo (Luca 1:35; Matteo 1:23). Il concepimento sovrannaturale di Gesù per opera dello Spirito Santo, mostra che Gesù è il Figlio di Dio, e certifica la presenza di Dio in mezzo al Suo popolo, come mostrato anche dal nome “Emmanuele” (Matteo 1:23).  

Arrivato a questo punto è importante fare alcune:
(3)Considerazioni importanti riguardo l’unione del divino e dell’umano in Gesù.
È impossibile spiegare esattamente cosa sia successo e capire pienamente come sia accaduto, ma le due nature (divina e umana) non erano mescolate o alterate nelle loro proprietà, così da far risultare, un terzo tipo di sostanza, o una nuova persona, che non fosse né divina né umana. Inoltre, in un modo a noi misterioso, gli attributi di una natura non erano trasferiti all’altra in modo tale da far essere Gesù un uomo divinizzato o la divinità umanizzata… è un mistero! Gesù, era pienamente uomo e pienamente Dio! Gesù non ha cessato di essere Dio facendosi uomo, c’è stato un cambiamento nella forma di com’è comparso (cfr. Filippesi 2:6-8), ma ha conservato la Sua divinità facendosi carne (Giovanni 5:17-19; Giovanni 14:9-10; cfr. Colossesi 2:9).

Il concepimento miracoloso, o la nascita di Gesù dalla vergine infine mostra che:
D) Gesù non ha ereditato il peccato di Adamo.
Gesù era in carne simile alla carne del peccato dice Paolo ai Romani (Romani 8:2). Questo significa che Gesù realmente si era identificato pienamente con l'umanità nella Sua incarnazione fino al punto di condividere la nostra natura umana, non in apparenza, non solo di aspetto, ma era veramente un uomo e non lo era parzialmente, lo era  completamente. Gesù ha condiviso con noi la carne del peccato (Ebrei 2:14-18), ma senza soccombere alle tentazioni della carne e senza rendersi colpevole di pensieri o atti peccaminosi, Gesù non ha mai ceduto alla tentazione come gli altri esseri umani (Giovani 8:46; 2 Corinzi 5:21; Ebrei 4:15; 1 Pietro 1:19; 1 Pietro 2:22). La Sua umanità era reale, ma senza commettere peccato, ecco perché era simile noi, perché non era un peccatore. Gesù non ha ereditato il peccato di Adamo. T.C. Hammond scrive: “ La ragione per cui Gesù era esente dalla macchia del peccato originale è da ricercare nel modo in cui fu concepito e non semplicemente nel fatto che Egli è nato da una vergine”.  Non è perché Maria era senza peccato, che Gesù non ebbe peccato, infatti, Maria s’identificò con l’umanità bisognosa della salvezza di Dio e poi è scritto che tutti siamo peccatori, e per questo moriamo (Luca 1:46-47; Romani 3:23; Romani 5:12; Romani 6:23). 
La nascita di Gesù è avvenuta per mezzo della potenza e dell’azione dello Spirito Santo, questo non è scritto solo in Matteo 1:18-20, ma anche in Luca 1:35 quando l’angelo rispose a Maria così: 35 …«Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. “La potenza dell'Altissimo” è la presenza e l’effetto della volontà di Dio, nessuna delle Sue parole rimane inefficace (Luca 1:37). Lo Spirito Santo ha operato in modo tale che nel concepimento, Gesù, è stato protetto dal male e dall'inquinamento del peccato. “Ti coprirà dell’ombra Sua” (episkiasei- stenderà l’ombra sua- futuro indicativo attivo), è adombrare, oscurare (episkiazō), non è qualcosa di statico, ma è azione, creazione, opera dello Spirito Santo (Cfr. Genesi 1:2; Salmi 104:30). Si riferisce alla manifestazione e alla presenza della potenza di Dio (Esodo 40:35; Matteo 17:5; Marco 9:7; Luca 9:34). Denota che questo sarebbe stato un’opera sovrannaturale in cui i mezzi naturali non hanno posto. Lo Spirito Santo è il potere essenziale di Dio, la cui energia si manifesta e opera nel governo del mondo intero e in eventi miracolosi. “Ti coprirà dell’ombra Sua” può avere anche l’idea di protezione. Il potere di Dio, con cui custodisce e protegge il Suo popolo, è spesso paragonato nella Scrittura a un'ombra (Salmi 17:8; Salmi 57:1; Salmi 91:1-4). Quando Dio ti coinvolge nei Suoi piani, garantisce la Sua protezione, il Suo sostegno. Il concepimento di Gesù in Maria, quindi, è dovuto all’azione miracolosa dello Spirito Santo e non all’azione umana. Questo è stato un miracolo in senso stretto, era un atto che solo Dio poteva realizzare. 
Dio solo può portare qualcosa dal nulla, la vita dalla morte, la fertilità da una donna sterile, una nascita da una vergine. Luca scrive ancora, riportando le parole dell’angelo: perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. Concepito in modo miracoloso per la potenza dello Spirito Santo, Gesù sarà chiamato Santo e Figlio di Dio, ma questo non significa che Gesù divenne Santo e Figlio di Dio con la nascita verginale, perché Gesù nella sua pre-esistenza già era di natura divina (cfr. Michea 5:1; Giovanni 1:1-14; Giovanni 17:5; 2 Corinzi 8:9; Filippesi 2:5-11; Colossesi 1:15-17; Ebrei 1:1-3; 1 Giovanni 1:1-3). Così sarà chiamato Santo e Figlio di Dio è una rivelazione che Gesù era di natura divina e non che lo diventò nel momento in cui fu generato nella vergine Maria da parte dello Spirito Santo. Gesù è il Figlio di Dio, non per adozione, ma per natura. Il Figlio eterno di Dio, la seconda Persona della Trinità, divenne uomo, si è incarnato (Giovanni 1:1-14). La Sua vita era libera dal peccato. Gesù il Salvatore e la vittima sacrificale per i peccati, doveva essere senza peccato! Gesù era il Santo, non aveva peccato in se! (Giovanni 8:46; 2 Corinzi 5:21; Ebrei 4:15; Ebrei 7:26-27; Ebrei 9:12; Ebrei 9:24-28; Ebrei 10:1-2; Ebrei 10:10-14; 1 Pietro 1:18; 1 Pietro 2:22; 1 Giovanni 3:5).
Tutti gli esseri umani hanno ereditato la colpa e una natura morale corrotta da Adamo, ma il fatto che Gesù non è nato da seme di un padre umano, vuol dire che non ha ereditato il peccato di Adamo. In Romani 5:12 leggiamo: "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo,  e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli  uomini, perché tutti hanno peccato". Gesù non discese da Adamo come ogni altro essere umano, perciò la colpa legale e la corruzione morale del peccato, NON GLI APPARTENGONO!!!!!! Ma non significa che il peccato viene solo dal maschio o che Maria era senza peccato (Salmi 51:5). Quello che possiamo dire secondo le Scritture è, che Gesù è stato concepito in modo tale che potesse essere libero da ogni forma d’inquinamento, in modo che la Sua natura umana fosse senza peccato e totalmente libero da tutti gli effetti e i risultati della caduta. Lo Spirito Santo ha impedito che la natura peccaminosa di Maria si trasferisse a Gesù! Gesù era libero da ogni macchia di peccato non solo perché Lui è stato concepito senza il seme dell’uomo, ma anche perché è stato santificato, o protetto dallo Spirito in modo tale che Lui fosse conservato puro e senza macchia. Quindi Gesù morì, ma morì perché si è caricato dei de peccati degli uomini!! Gesù non ha ereditato il peccato di Adamo!!! Quindi possiamo affermare che la nascita e la vita di Gesù, la Sua grandezza non è stata una conquista umana, ma il risultato di un’azione e di una natura divina. La nascita e l’opera di Gesù, non fu il risultato della perfezione dello sforzo umano, solo Dio poteva produrre una vita come la Sua. Il concepimento miracoloso di Gesù, è un'affermazione della grazia e della potenza di Dio che esclude ogni merito umano. 

Quindi Matteo ci racconta:
III IL PROVVEDIMENTO DI GIUSEPPE (v.19).
Maria rimase incinta prima che lei e Giuseppe si fossero uniti sessualmente, quando Maria si trovava ancora a casa del padre, on quell’anno di fidanzamento, mentre era promessa allo sposo Giuseppe. Ora se in questo periodo la donna si comportava in modo sessualmente disdicevole, era considerata adultera. Giuseppe, sapendo che lui non era il padre del bambino, decise di lasciarla segretamente come leggiamo nel v.19: 19 Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente. “Lasciarla” (apolusai) era un verbo normale che si usava per indicare il divorzio (Matteo 5:31; Matteo 19:3–9; Marco 10:2–12). Sono state date diverse interpretazioni riguardo questo versetto, c’è ne sono tre importanti.

La prima interpretazione è:
A) Perché Giuseppe si sentiva indegno.
Giuseppe conosceva il concepimento verginale di Maria ed essendo un uomo giusto, non aveva alcun desiderio di portare la questione alla luce del sole, il divulgare, il concepimento miracoloso perché si sentiva indegno di sposare una così altamente favorita da Dio per il Suo piano. Questa interpretazione presuppone che Maria abbia detto a Giuseppe del suo concepimento miracoloso. Tuttavia, dai versetti 18-19 sembra evidente che Giuseppe apprese la condizione della sua fidanzata, quando la gravidanza diventò inconfondibile, non quando Maria gli è lo avrebbe detto. Inoltre, la rivelazione dell'angelo a Giuseppe di procedere con il matrimonio (v. 20) ci fa capire che Giuseppe non sapeva nulla del concepimento verginale.

La seconda interpretazione è:
B) Perché Giuseppe era un uomo giusto e non voleva esporre Maria al disonore pubblico, ha proposto un divorzio silenzioso, riservato. 
Il problema con questa interpretazione è che "giusto" (dikaios) non è definito secondo il significato che troviamo nella legge dell’Antico Testamento, ma è preso nel senso di misericordioso. 

La terza interpretazione è:
C) Perché Giuseppe era un uomo giusto, pertanto, non poteva in coscienza sposare Maria pensando che lei è stata infedele, facendo finta di niente. 
“Giusto” (dikaios )indica un fedele osservante o rispettoso della legge, (Luca 1:6), un uomo devoto, obbediente alla legge, vivere in conformità alla volontà di Dio (Matteo 5:20; Matteo 5:33; Matteo 9:13; Matteo 25:37; Matteo 25:46;). Come credente Giuseppe era fedele a Dio e alle Sue leggi, sposando Maria doveva ammettere che era stato lui a metterla incinta, il che non era vero, doveva prendersi una colpa che non era sua. Giuseppe era lacerato dentro di lui perché nello stesso tempo amava Maria e per questo motivo la voleva lasciare in segreto perché non voleva esporla alla vergogna del divorzio pubblico che significava, secondo il rigore completo della legge, la lapidazione di Maria (cfr. Deuteronomio 22:23-24), anche se questo era raramente effettuato nel primo secolo. La legge di Mosè, consentiva anche, il divorzio in forma privata (Deuteronomio 24:1-4, Numeri 5:11-31). Giuseppe tra le due alternative, scelse quella privata piuttosto che quella davanti a tutta la città. In questo modo Giuseppe avrebbe rispettato la legge di Dio e il suo amore per Maria sarebbe rimasto intatto (Matteo 9:13; Matteo 12:7). Giuseppe, dunque, mosso da un ardente amore per la giustizia di Dio, ha condannato quello che sembrava essere stato un peccato di adulterio di Maria, ma nello stesso tempo l’amore per lei gli ha impedito di andare al massimo rigore della legge. Da Giuseppe impariamo ad avere un equilibrio tra essere giusti e compassionevoli, ma chi è giusto, sarà anche compassionevole! (Salmi 37:21).

CONCLUSIONE.
La storia del concepimento di Gesù in Maria ci fa capire come Dio sia incomprensibile, tutto ciò che riguarda la Sua persona come i piani sono misteriosi! (Isaia 55:10-11). C. S. Lewis disse: “La storia cristiana è proprio la storia di un miracolo grande”. Il miracolo che Gesù è stato concepito nella vergine Maria senza concorso di padre umano per l’opera dello Spirito Santo. Il concepimento di Gesù nella vergine Maria è l’affermazione che Dio è diventato uomo, questo è al di sopra ogni comprensione umana, è qualcosa d’illogico, irrazionale. Perché Gesù è venuto?Ci sono diversi motivi, ma ne voglio considerare brevemente tre.

Il primo motivo è:
1) Per farci diventare figli di Dio per la fede in Lui. (Giovanni 1:12; Galati 3:26).
John Blanchard afferma: “Il Figlio di Dio si è fatto Figlio dell'uomo, in modo che i figli degli uomini potessero diventare figli di Dio”. 

Il secondo motivo è:
2)Per caricarsi dei nostri peccati in modo da poterci salvare. (Isaia 53:5-6; Matteo 1:21; 1 Corinzi 15:3; 1 Pietro 2:24)
“Cristo ha preso la nostra carne su di lui, per poter prendere i nostri peccati su di lui”.
(Thomas Watson). 

Il terzo motivo è:
3)Per portarci in cielo (Luca 23:43;Giovanni 14:1-6;2 Corinzi 5:8; Filippesi 1:23; Filippesi 3:20; 1 Tessalonicesi 4:17).

J. I. Packer: “Il Figlio di Dio ... è venuto a cercare dove siamo, in modo che potesse condurci a stare con lui dove si trova”.
Sei un figlio, o figlia di Dio? Hai la certezza che i tuoi peccati sono perdonati? Sei sicura della salvezza dai tuoi peccati? Sei sicura di andare in cielo con Gesù? Se non le risposte a queste domande sono negative, pentiti dei tuoi peccati davanti a Dio, confessali a Lui e credi in Gesù come tuo personale Signore e Salvatore.

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La pagliuzza e la trave (Matteo 7:3-5). “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?  O, come potrai tu dire a tuo fratello: "Lascia che io ti tolga dall'occhio la pagliuzza", mentre la trave è nell'occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello”. Verso la fine del 1800 l’astronomo più illustre del mondo, Sir Percival Lowell, era certo c'erano che vi erano canali su Marte. Con il suo telescopio gigante in Arizona, osservava Marte, e vedeva dei canali. Egli era convinto che questi fossero la prova di vita intelligente sul pianeta rosso, forse una razza più antica, ma più saggia di umanità. Le sue osservazioni avevano guadagnato ampia accettazione e nessuno osava contraddirlo. Da quel momento le sonde spaziali hanno orbitato Marte e sono sbarcate sulla sua superficie. L'intero pianeta è stato ma…

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20).

Dai frutti si riconosce l’albero (Matteo 7:16-20). Dai frutti si riconoscono i falsi profeti. Come fai a sapere se qualcuno è un falso profeta? C'è un modo per identificarlo? La risposta è "sì".  Il modo con il quale possiamo discernere un falso profeta, e quindi anche un falso credente è dai suoi frutti.  Infatti, anche se questo paragrafo è dedicato principalmente agli avvertimenti circa i falsi profeti, è anche una prova per tutti i veri credenti! Gesù al v. 15 esorta il suo uditorio, e quindi anche noi a guardarsi dai falsi profeti i quali vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Ora ci dice che i falsi profeti si riconosceranno dai loro frutti.
Noi vediamo tre aspetti riguardo i frutti: i frutti sono secondo la specie di albero, dimostrano la qualità dell’albero, segnano il destino dell’albero.

La parabola del servo devoto (Luca 17:7-10).

La parabola del servo devoto  (Luca 17:7-10). Gesù continua a rivolgersi ai discepoli (Luca 16:1; 17:1), alla presenza dei farisei (Luca 16:14) che potevano ancora ascoltare ciò che diceva in questa parabola. 
Gesù ha in mente quegli scribi e farisei che erano ossessionati dall'essere onorati (cfr. Matteo 23:5-7; Luca 20:46-47).
Ma, questa parabola è un’esortazione per i Suoi discepoli.
C'era il pericolo che i Suoi potessero diventare arroganti e orgogliosi. 
Allora, Gesù ha detto questa parabola come un avvertimento contro l'orgoglio spirituale.
Gesù prima aveva parlato di non scandalizzare i piccoli, aveva parlato di perdono, e poi risponde alla richiesta degli apostoli di aumentare loro la fede.  Gesù dice loro che se avessero fede quanto un granello di senape, possono sradicare  con la parola un sicomoro e piantarlo nel mare (Luca 17:1-5).
Riferendosi a questa fede e a questa parabola Leon Morris scrive: “Quando si ha una tale fede si può essere tentati di cadere nell’o…